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 parliamo di neet

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comp_xt



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MessaggioTitolo: parliamo di neet   Gio Lug 20, 2017 9:15 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.lastampa.it/2017/07/19/italia/cronache/vita-sospesa-di-ernesto-che-ha-finito-di-sperare-ora-non-cerco-pi-lavoro-cX5d9bKevPJXh7MTUMJWvI/pagina.html

Spero che nessuno inizi a dare addosso a questo ragazzo

Mettiamoci invece in discussione noi, come docenti e come cittadini, perché questi sono i frutti sia di una scuola fintamente inclusiva che dei sacri dogmi dell'economia euro-nazista (assenza di ricambio generazionale nel mondo del lavoro grazie alla pessima riforma Fornero, poche persone occupate e quelle poche percepiscono stipendi bassi e sono costrette a lavorare sempre di più, tagli alla spesa pubblica che deprimono l'economia e producono deflazione,...).
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 12:39 pm

Masaniello ha scritto:

Addirittura giustifichiamo il giovane che rifiuta un lavoro da 600 euro al mese. Perché scomodarsi? Stai a casa con il gatto. Tanto paga papà. ..

Forse perché è ancora vigente l'articolo 36 della Costituzione della Repubblica Italiana, che oltre che costituire un vincolo giuridico, è anche un principio di civiltà?

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.


Chi può (e sottolineo, CHI PUO', perché purtroppo non tutti possono permettersi questo lusso) fa bene a non farsi SFRUTTARE da certi DELINQUENTI.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 12:54 pm

mac67 ha scritto:


E non si salva nemmeno la società e la sua interpretazione dell'economia di mercato. Interpretazione secondo la quale il lavoratore è un costo e va pagato il meno possibile, anziché una risorsa che consente di produrre utili.

In alcuni casi si tratta di malafede, in altri siamo di fronte a ottusità mentale.

Proprio non si vuole (o non si riesce, a seconda dei casi) ragionare in maniera sistemica.

Non si capisce che più occupazione e stipendi più alti equivalgono a una maggiore capacità di spesa dei cittadini.

La stessa spesa pensionistica è sostenibile a condizione che il numero degli occupati (e quindi di coloro che versano contributi) sia sufficientemente alto e comunque anche i soldi delle pensioni (quando non finiscono all'estero per colpa di politiche economiche e sociali sbagliate) incrementano la capacità di spesa dei cittadini e quindi il pil dello stato.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 12:56 pm

ushikawa ha scritto:

2) il dottorato di ricerca nella maggior parte dei casi non è un titolo spendibile sul mercato del lavoro, ma una corsia di accesso alla carriera universitaria, che dovrebbe essere riservata a chi veramente è interessato a quel tipo di carriera.

Questa interpretazione è ristretta all'Italia, dove si diventa "dottori" con la laurea. All'estero si diventa "dottore" con il dottorato, e il titolo conta, eccome, anche nel settore privato. Quando ero all'estero, i dottorandi del gruppo in cui lavoravo (e parliamo di fisica teorica, non di tecnologia) iniziavano i colloqui di lavoro circa 6 mesi prima di discutere la tesi di dottorato e finivano a lavorare chi alla Siemens, chi alla Bosch, ecc.
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 1:02 pm

mac67 ha scritto:

Questa interpretazione è ristretta all'Italia, dove si diventa "dottori" con la laurea. All'estero si diventa "dottore" con il dottorato, e il titolo conta, eccome, anche nel settore privato. Quando ero all'estero, i dottorandi del gruppo in cui lavoravo (e parliamo di fisica teorica, non di tecnologia) iniziavano i colloqui di lavoro circa 6 mesi prima di discutere la tesi di dottorato e finivano a lavorare chi alla Siemens, chi alla Bosch, ecc.

Basta leggere i messaggi pubblicati in questo forum dove un utente pontifica a giorni alterni sull'inutilità della ricerca in settori "inutili" come la fisica teorica.
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seasparrow



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 1:53 pm

comp_xt : >

a seguire la mia risposta

>ernesto ha finito di sperare: ora non cerca piu' lavoro

potendo permetterselo ... o ha deciso di vivere di elemosina e mense della carita'? la situazione con l'avanzare dell'eta' diventa sempre piu' grave http://atdal.eu

>spero che nessuno inizi a dare addosso a questo ragazzo

pero' a venezia e' pieno di lavoratori extra: come la mettiamo cosa sta succedendo?

>scuola fintamente inclusiva

e' ovvio che sui lavori importanti devi essere all'altezza della situazione

>economia euro-nazista

adesso non esageriamo, l'euro e' una unita' monetaria ottimizzata per la Germania
i politici italiani che hanno aderito o sono stati ignoranti o piu' probabilmente lo hanno fatto in malafede (per me servirebbe il reato di alto tradimento economico)

>tagli alla spesa pubblica che deprimono l'economia e producono deflazione

si pero' non si puo' inventare con debiti e promesse di pagamento futuro soldi che non esistono oltre a una certa quantita'

(754)


Ultima modifica di seasparrow il Sab Lug 22, 2017 1:59 pm, modificato 1 volta
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 1:55 pm

Il ricercatore che entra in bosch smette di elucubrare su pippe mentali e finalmente fa qualcosa di utile. E finalmente smette di prendere uno stipendio per un attività al 99% parassitaria ed inutile oggi e fra 10 anni alla società
La retribuzione è proporzionale alle tue capacità, conoscenze,esperienze .
Se queste si limitano a saper accarezzare il gatto, pasticciare sui fogli all artistico e giocare alla play 600 euro sarebbero ancora troppi.
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 4:16 pm

Masaniello ha scritto:
Il ricercatore che entra in bosch smette di elucubrare su pippe mentali e finalmente fa qualcosa di utile. E finalmente smette di prendere uno stipendio per un attività al 99% parassitaria ed inutile oggi e fra 10  anni alla società  
La retribuzione è proporzionale alle tue capacità, conoscenze,esperienze .
Se queste si limitano a saper accarezzare il gatto, pasticciare sui fogli all artistico e giocare alla play 600 euro sarebbero ancora troppi.

Quod erat demonstrandum...
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 4:22 pm

seasparrow ha scritto:

>tagli alla spesa pubblica che deprimono l'economia e producono deflazione

si pero' non si puo' inventare con debiti e promesse di pagamento futuro soldi che non esistono oltre a una certa quantita'

(754)

Il denaro, in ultima analisi, si crea dal nulla.
Non deve essere troppo, perché altrimenti la moneta si svaluta e si crea inflazione, ma non deve essere nemmeno troppo poco perché altrimenti l'economia si paralizza.
L'emissione di moneta è sempre stato un potere sovrano, averlo ceduto a speculatori privati è stato una follia perché significa indebitarsi con terzi per finanziare la spesa pubblica, anziché con se stessi come fa ad esempio il Giappone (che infatti non rischia alcun default, pur avendo un debito pubblico assai più alto del nostro e che nonostante ciò mantiene un'inflazione bassissima).

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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 4:26 pm

seasparrow ha scritto:
.
potendo permetterselo ... .
o ha deciso di vivere di elemosina e mense della carita'? la situazione con l'avanzare dell'eta' diventa sempre piu' grave http://atdal.eu

Se uno decide di vivere di elemosina o di mense di carità pur di non sottostare al ricatto di chi pretende di approfittare della situazione sfruttando il lavoro altrui, ha tutta la mia ammirazione.
Dico la verità, io quel coraggio non lo avrei, ma ammiro e stimo che ce l'ha.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 4:58 pm

Masaniello ha scritto:
Il ricercatore che entra in bosch smette di elucubrare su pippe mentali e finalmente fa qualcosa di utile. E finalmente smette di prendere uno stipendio per un attività al 99% parassitaria ed inutile oggi e fra 10  anni alla società  

Penoso. E pensare che insegni.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 5:31 pm

ushikawa ha scritto:
forse andrebbero ribaditi alcuni concetti basilari che non mi sembrano molto chiari né condivisi.

1) La laurea non serve a lavorare e neanche a specializzarsi in un certo settore, ma serve per acquisire le conoscenze e la cultura necessarie a svolgere l'attività intellettuale che si ritiene adatta a sé. Il fatto che ci sia un numero di iscrizioni eccessivo in alcune facoltà con scarsi sbocchi lavorativi è un altro discorso.

In tal caso non si deve dire "poverino si è laureato e non trova lavoro", ma "poverino non trova lavoro".
In tal caso non si deve dire "poverino ha un laurea e trova lavoro solo nella nettezza urbana a 1000 €/mese", ma "ha trovato un lavoro dignitoso, che cazzo vuole ancora ?"


2) il dottorato di ricerca nella maggior parte dei casi non è un titolo spendibile sul mercato del lavoro, ma una corsia di accesso alla carriera universitaria, che dovrebbe essere riservata a chi veramente è interessato a quel tipo di carriera.

E rientra nello 0.1% della "miglior popolazione" che ne è degna; se è in posizione 0.2% allora ha preteso troppo da se stesso; i docenti universitari non basta che abbiano il titolo, devono essere super visto che sono pochi.

3) Nel settore privato secondario o terziario uno dei problemi è la scarsa qualificazione dei lavoratori. In una azienda servono anche delle teste e non solo degli esecutori: l'industria italiana è morta quando si è pensato che dovessimo competere sui costi e non sulla qualità. (per non parlare delle dismissioni pubbliche)

Verissimo, uno che ha fantasia ma gli manca la tecnica per disegnare, o trova cessi da pulire o trova gatti da accarezzare, perchè non ha la qualificazione sufficiente per disegnare alcunchè.

4) Neanche in un modello piramidale come quello descritto da Avido si spiegherebbe il motivo per cui non si riescono a collocare i laureati. Abbiamo una percentuale di laureati inferiore a quella degli altri paesi europei, solo che in questi ultimi il lavoro lo trovano (anche i nostri), mentre da noi questo non avviene.

Non mi esprimo con affermazioni perentorie perchè non ho i dati, mi limito a sollevare dubbi e stimolare riflessioni: laureati in cosa ?
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 5:41 pm

comp_xt ha scritto:
Masaniello ha scritto:

Addirittura giustifichiamo il giovane che rifiuta un lavoro da 600 euro al mese. Perché scomodarsi? Stai a casa con il gatto. Tanto paga papà. ..

Forse perché è ancora vigente l'articolo 36 della Costituzione della Repubblica Italiana, che oltre che costituire un vincolo giuridico, è anche un principio di civiltà?

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.


Chi può (e sottolineo, CHI PUO', perché purtroppo non tutti possono permettersi questo lusso) fa bene a non farsi SFRUTTARE da certi DELINQUENTI.
Quel che scrivi è vero in massima parte ma è opportuno arricchirlo con un corollario; farei un esempio sui pomodori e vi prego di non considerarmi razzista perchè non lo sono.

Quando vado a comprare la passata di pomodoro tra le altre cose guardo il prezzo e quella che costa meno ha maggiori probabilità di essere comprata da me.
In Italia i pomodori vengono prodotti al sud e coltivati da immigrati irregolari che guadagnano 400€/mese sottoponendosi ad infinite vessazioni.
A parte la questione delle vessazioni, del caporalato e dell'irregolarità, che mi vedrebbe applicare pene di morte qua e là a chi riduce in schiavitù la gente (e lo so che anche in questo non mi approvate), c'è però la questione 400€/mese che non consente una vita dignitosa.
Qual è l'alternativa ? Pagarli 1000€/mese ? No, quelle ditte fallirebbero perchè sono in competizione con ditte nordafricane che vendono prodotti altrettanto buoni se non migliori a minor prezzo.
L'alternativa è rinunciare a quella produzione, rinunciare a quel lavoro e mandare a casa, italiani sfruttatori e immigrati sfruttati. Sarebbe meglio ? Secondo me no.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 6:11 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Quel che scrivi è vero in massima parte ma è opportuno arricchirlo con un corollario; farei un esempio sui pomodori e vi prego di non considerarmi razzista perchè non lo sono.

Quando vado a comprare la passata di pomodoro tra le altre cose guardo il prezzo e quella che costa meno ha maggiori probabilità di essere comprata da me.

Guarda che la passata a basso prezzo arriva dalla Cina.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 6:23 pm

mac67 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Quel che scrivi è vero in massima parte ma è opportuno arricchirlo con un corollario; farei un esempio sui pomodori e vi prego di non considerarmi razzista perchè non lo sono.

Quando vado a comprare la passata di pomodoro tra le altre cose guardo il prezzo e quella che costa meno ha maggiori probabilità di essere comprata da me.

Guarda che la passata a basso prezzo arriva dalla Cina.
La passata a prezzo zero arriva da mia suocera; era un esempio.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 7:26 pm

precario_acciaio. ha scritto:


In parte concordo, tuttavia tutti noi nella nostra carriera abbiamo dovuto adattarci ai posti di lavoro concretamente esistenti; anch'io ho fatto, come dicevo, un anno di neet, ma era comunque in vista di un obiettivo (ricevere le chiamate dalle scuole che purtroppo non arrivarono) ma a quel punto, vista la situazione, feci il corso del sostegno e trovai un posto di lavoro.

Continui a dire che sei stato neet, ma questo neet io non lo vedo affatto. Hai completato gli studi, ti sei abilitato, per un anno hai aspettato una supplenza che comunque prima o poi sarebbe arrivata, almeno da graduatorie incrociate e intanto hai fatto il corso del sostegno. Cosa altro avresti dovuto fare? Non sei mica paragonabile ad uno che ha strappato un diploma immeritato e non fa niente. Ha fantasia ma non ha la tecnica per disegnare? Anche io, ma non ho il diploma del liceo artistico.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 8:13 pm

Si mac insegno.qualcosa di utile la faccio.
Mica spaccio i gluofluosubguoni come roba bbuona per giustificare uno stipendio immeritato da ricercatore non in grado di fornire all umanità qualcosa di utile.
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Sab Lug 22, 2017 8:20 pm

avidodinformazioni ha scritto:


Quel che scrivi è vero in massima parte ma è opportuno arricchirlo con un corollario; farei un esempio sui pomodori e vi prego di non considerarmi razzista perchè non lo sono.

Quando vado a comprare la passata di pomodoro tra le altre cose guardo il prezzo e quella che costa meno ha maggiori probabilità di essere comprata da me.
In Italia i pomodori vengono prodotti al sud e coltivati da immigrati irregolari che guadagnano 400€/mese sottoponendosi ad infinite vessazioni.
A parte la questione delle vessazioni, del caporalato e dell'irregolarità, che mi vedrebbe applicare pene di morte qua e là a chi riduce in schiavitù la gente (e lo so che anche in questo non mi approvate), c'è però la questione 400€/mese che non consente una vita dignitosa.
Qual è l'alternativa ? Pagarli 1000€/mese ? No, quelle ditte fallirebbero perchè sono in competizione con ditte nordafricane che vendono prodotti altrettanto buoni se non migliori a minor prezzo.
L'alternativa è rinunciare a quella produzione, rinunciare a quel lavoro e mandare a casa, italiani sfruttatori e immigrati sfruttati. Sarebbe meglio ? Secondo me no.

Avido, quella degli imprenditori del pomodoro (è di tanti altri) è solo ingordigia, perché è gente che lucrerebbe bene anche pagando il giusto gli operai.
Per far finire questo andazzo sarebbe sufficiente confiscare l'azienda e buttare in carcere per 20 anni questi schifosi sfruttatori, ma per far questo occorre che vi sia la volontà politica di farlo.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 10:06 am

Comp, non mi ero ancora accorto che fossi uno di quelli che "diritti per tutti,doveri per nessuno"
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 10:17 am

comp_xt ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:


Quel che scrivi è vero in massima parte ma è opportuno arricchirlo con un corollario; farei un esempio sui pomodori e vi prego di non considerarmi razzista perchè non lo sono.

Quando vado a comprare la passata di pomodoro tra le altre cose guardo il prezzo e quella che costa meno ha maggiori probabilità di essere comprata da me.
In Italia i pomodori vengono prodotti al sud e coltivati da immigrati irregolari che guadagnano 400€/mese sottoponendosi ad infinite vessazioni.
A parte la questione delle vessazioni, del caporalato e dell'irregolarità, che mi vedrebbe applicare pene di morte qua e là a chi riduce in schiavitù la gente (e lo so che anche in questo non mi approvate), c'è però la questione 400€/mese che non consente una vita dignitosa.
Qual è l'alternativa ? Pagarli 1000€/mese ? No, quelle ditte fallirebbero perchè sono in competizione con ditte nordafricane che vendono prodotti altrettanto buoni se non migliori a minor prezzo.
L'alternativa è rinunciare a quella produzione, rinunciare a quel lavoro e mandare a casa, italiani sfruttatori e immigrati sfruttati. Sarebbe meglio ? Secondo me no.

Avido, quella degli imprenditori del pomodoro (è di tanti altri) è solo ingordigia, perché è gente che lucrerebbe bene anche pagando il giusto gli operai.
Per far finire questo andazzo sarebbe sufficiente confiscare l'azienda e buttare in carcere per 20 anni questi schifosi sfruttatori, ma per far questo occorre che vi sia la volontà politica di farlo.

C'è anche un'altra soluzione, e cioè che lo Stato torni a controllare l'economia in modo significativo; il controllo dell'economia non è necessariamente derivante da una concezione totalitaria del potere ma può convivere a mio avviso con il fondamento della democrazia.
La nostra costituzione nell'articolo 2 fa riferimento alla solidarietà politica, economica e sociale e lasciare invece che l'economia e il mero principio del profetto distruggano la dignità della vita delle persona è contraddittorio rispetto a questo principio... concretamente a mio avviso la solidarietà politica, economica e sociale si traduce nel calmierare i beni di prima necessità, imporre dazi e impedire la delocalizzazione.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 10:44 am

Masaniello ha scritto:
Comp, non mi ero ancora accorto che fossi uno di quelli che "diritti per tutti,doveri per nessuno"

Non mi ero ancora accorto che farsi sfruttare fosse un dovere.
A casa mia (e per il codice penale) certe condotte costituiscono un grave reato, ma tu ovviamente continua pure a considerarle come una sorta di gavetta...
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 10:45 am

precario_acciaio. ha scritto:
[.

C'è anche un'altra soluzione, e cioè che lo Stato torni a controllare l'economia in modo significativo; il controllo dell'economia non è necessariamente derivante da una concezione totalitaria del potere ma può convivere a mio avviso con il fondamento della democrazia.
La nostra costituzione nell'articolo 2 fa riferimento alla solidarietà politica, economica e sociale e lasciare invece che l'economia e il mero principio del profetto distruggano la dignità della vita delle persona è contraddittorio rispetto a questo principio... concretamente a mio avviso la solidarietà politica, economica e sociale si traduce nel calmierare i beni di prima necessità, imporre dazi e impedire la delocalizzazione.

Concordo, ma gli schifosi euro-nazisti e tutti gli europeisti che leccano i piedi a questi farabutti vivono nell'ideologia del liberismo selvaggio.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 10:53 am

comp_xt ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
[.

C'è anche un'altra soluzione, e cioè che lo Stato torni a controllare l'economia in modo significativo; il controllo dell'economia non è necessariamente derivante da una concezione totalitaria del potere ma può convivere a mio avviso con il fondamento della democrazia.
La nostra costituzione nell'articolo 2 fa riferimento alla solidarietà politica, economica e sociale e lasciare invece che l'economia e il mero principio del profetto distruggano la dignità della vita delle persona è contraddittorio rispetto a questo principio... concretamente a mio avviso la solidarietà politica, economica e sociale si traduce nel calmierare i beni di prima necessità, imporre dazi e impedire la delocalizzazione.

Concordo, ma gli schifosi euro-nazisti e tutti gli europeisti che leccano i piedi a questi farabutti vivono nell'ideologia del liberismo selvaggio.

Non concordo sull'Europa in sè: per me alla sua fondazione l'idea originaria era di profonda civiltà e cioè di risolvere i secolari attriti dei principali paesi dell'Europa occidentale per sempre, soffocando le ideologie estremista naziste, fasciste e comuniste.
Purtroppo la deriva liberista ed "economicista" che l'Europa ha avuto in seguito è palese; a questa Europa in un referendum direi no rimandando al mittente anche i recenti patè di cavalletta e amenità varie.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 11:18 am

precario_acciaio. ha scritto:
C'è anche un'altra soluzione, e cioè che lo Stato torni a controllare l'economia in modo significativo; il controllo dell'economia non è necessariamente derivante da una concezione totalitaria del potere ma può convivere a mio avviso con il fondamento della democrazia.
La nostra costituzione nell'articolo 2 fa riferimento alla solidarietà politica, economica e sociale e lasciare invece che l'economia e il mero principio del profetto distruggano la dignità della vita delle persona è contraddittorio rispetto a questo principio... concretamente a mio avviso la solidarietà politica, economica e sociale si traduce nel calmierare i beni di prima necessità, imporre dazi e impedire la delocalizzazione.
Controllare l'economia ?

Non sai nulla di economia a quanto pare.

L'economia può essere spinta verso una direzione non controllata.

Un esempio ?

La legge sull'equo canone, teoricamente una legge giusta e ben fatta, dopo pochi anni ha creato un problema enorme sulla disponibilità di alloggi da affittare; non convenendo caricarsi il rischio di morosità per quei 4 soldi, la gente preferiva tenere gli alloggi sfitti.
Si potevano requisire ? Questo avrebbe distrutto il settore della costruzione di case, nessuno ci avrebbe più investito un centesimo.

Si parlava di rendere impignorabile l'abitazione principale quella dove si vive; se l'avessero fatto sarebbero spariti i mutui prima casa.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 11:31 am

avidodinformazioni ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
C'è anche un'altra soluzione, e cioè che lo Stato torni a controllare l'economia in modo significativo; il controllo dell'economia non è necessariamente derivante da una concezione totalitaria del potere ma può convivere a mio avviso con il fondamento della democrazia.
La nostra costituzione nell'articolo 2 fa riferimento alla solidarietà politica, economica e sociale e lasciare invece che l'economia e il mero principio del profetto distruggano la dignità della vita delle persona è contraddittorio rispetto a questo principio... concretamente a mio avviso la solidarietà politica, economica e sociale si traduce nel calmierare i beni di prima necessità, imporre dazi e impedire la delocalizzazione.
Controllare l'economia ?

Non sai nulla di economia a quanto pare.

L'economia può essere spinta verso una direzione non controllata.

Un esempio ?

La legge sull'equo canone, teoricamente una legge giusta e ben fatta, dopo pochi anni ha creato un problema enorme  sulla disponibilità di alloggi da affittare; non convenendo caricarsi il rischio di morosità per quei 4 soldi, la gente preferiva tenere gli alloggi sfitti.
Si potevano requisire ? Questo avrebbe distrutto il settore della costruzione di case, nessuno ci avrebbe più investito un centesimo.

Si parlava di rendere impignorabile l'abitazione principale quella dove si vive; se l'avessero fatto sarebbero spariti i mutui prima casa.

Quello della casa è il tipico esempio di scelta politica scellerata.

In Europa siamo il paese con il più alto tasso di proprietari di casa propria. L'edilizia pubblica non esiste più da anni, mentre all'estero continua a essere parte integrante dei progetti di sviluppo delle città.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 11:42 am

avidodinformazioni ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
C'è anche un'altra soluzione, e cioè che lo Stato torni a controllare l'economia in modo significativo; il controllo dell'economia non è necessariamente derivante da una concezione totalitaria del potere ma può convivere a mio avviso con il fondamento della democrazia.
La nostra costituzione nell'articolo 2 fa riferimento alla solidarietà politica, economica e sociale e lasciare invece che l'economia e il mero principio del profetto distruggano la dignità della vita delle persona è contraddittorio rispetto a questo principio... concretamente a mio avviso la solidarietà politica, economica e sociale si traduce nel calmierare i beni di prima necessità, imporre dazi e impedire la delocalizzazione.
Controllare l'economia ?

Non sai nulla di economia a quanto pare.

L'economia può essere spinta verso una direzione non controllata.

Un esempio ?

La legge sull'equo canone, teoricamente una legge giusta e ben fatta, dopo pochi anni ha creato un problema enorme  sulla disponibilità di alloggi da affittare; non convenendo caricarsi il rischio di morosità per quei 4 soldi, la gente preferiva tenere gli alloggi sfitti.
Si potevano requisire ? Questo avrebbe distrutto il settore della costruzione di case, nessuno ci avrebbe più investito un centesimo.

Si parlava di rendere impignorabile l'abitazione principale quella dove si vive; se l'avessero fatto sarebbero spariti i mutui prima casa.

Guarda che il fatto che tu dica che non capisco nulla di economia perchè ho questa posizione è semplicemente la spia del fatto che hai una visione del mondo liberista (non è un reato nè un peccato, ma è un dato di fatto); la tua ideologia (che ti fa leggere da quell'ottica gli eventi legati all'equo canone) non è che uno dei possibili modelli politici o economici per interpretare la realtà; anche l'intervento precedente non era che un'affermazione fatta dalla deformazione delle lenti liberiste alla realtà.

E' naturale che anch'io ho una visione deformata, la questione nodale è solo prendere coscienza che in economia e in politica non esistono "dati" ma solo interpretazioni già presenti in modo implicito nella visione delmondo del soggetto.
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