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 parliamo di neet

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comp_xt



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MessaggioTitolo: parliamo di neet   Gio Lug 20, 2017 9:15 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.lastampa.it/2017/07/19/italia/cronache/vita-sospesa-di-ernesto-che-ha-finito-di-sperare-ora-non-cerco-pi-lavoro-cX5d9bKevPJXh7MTUMJWvI/pagina.html

Spero che nessuno inizi a dare addosso a questo ragazzo

Mettiamoci invece in discussione noi, come docenti e come cittadini, perché questi sono i frutti sia di una scuola fintamente inclusiva che dei sacri dogmi dell'economia euro-nazista (assenza di ricambio generazionale nel mondo del lavoro grazie alla pessima riforma Fornero, poche persone occupate e quelle poche percepiscono stipendi bassi e sono costrette a lavorare sempre di più, tagli alla spesa pubblica che deprimono l'economia e producono deflazione,...).
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 2:57 pm

Veramente l'equo canone è stato attuato e non è necessario interpretarlo, leggerlo, ma basta misurarlo (scientifico); si è dovuto correre ai ripari liberalizzando.

Certo che esisteva l'alternativa delle case popolari, ma anche quelle le possiamo misurare dopo averle fatte; sono state un successo ? A cominciare da chi le ha avute in uso: prevalentemente gentaglia.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 2:59 pm

Il contrario del liberismo lo abbiamo avuto in molti paesi comunisti; tutti falliti.

Io non sono liberista, non alla statunitense, non all'inglese; certo posizionandomi al centro ed essendo costretto a spostarmi, mi sposterei in avvicinamento al liberismo ed in allontanamento dal comunismo.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 3:12 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Veramente l'equo canone è stato attuato e non è necessario interpretarlo, leggerlo, ma basta misurarlo (scientifico); si è dovuto correre ai ripari liberalizzando.

Certo che esisteva l'alternativa delle case popolari, ma anche quelle le possiamo misurare dopo averle fatte; sono state un successo ? A cominciare da chi le ha avute in uso: prevalentemente gentaglia.

Il fallimento dell'equo canone è dipeso proprio dalla mancanza di case popolari e di una vera politica urbanistica e abitativa.

Malgrado il grande sforzo degli anni '70, lo stock di case pubbliche in Italia non credo abbia mai superato il 5-10% del totale, mentre negli stessi anni in altri paesi europei ce ne erano dal 20 al 40%.

All'estero l'operaio, il giovane uscito di casa, la giovane coppia, il piccolo impiegato riuscivano (e riescono) ad avere la casa popolare, perché ce ne erano tante a disposizione. Da noi, a causa della loro scarsità, le assegnazioni sono state fatte prevalentemente a famiglie del sottoproletariato urbano disastrate dal punto di vista economico, culturale e sociale. 

Ecco perché lo stato con l'Equo Canone ha realizzato una specie di esproprio proletario mascherato delle case, ma la cosa non ha funzionato perché sono andate ad equo canone famiglie non abbastanza povere da prendere case popolari, ma troppo povere per essere dei buoni inquilini.

E' interessante il fatto che, in mancanza di una reale consapevolezza dei fatti e della loro complessità, si ripeta a pappagallo il luogo comune del bar e del telegiornale.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 3:25 pm

ushikawa ha scritto:
E' interessante il fatto che, in mancanza di una reale consapevolezza dei fatti e della loro complessità, si ripeta a pappagallo il luogo comune del bar e del telegiornale.
Sai cos'è il "donationware" ?

Un software viene distribuito in utilizzo libero e si chiede di effettuare una donazione quando lo si è utilizzato e lo si è trovato soddisfacente.

Nei paesi civili la donazione avviene spesso e consente al programmatore di campare e produrre miglioramenti o nuovo software.

In Italia secondo te ha successo ?

In Italia abbiamo una particolare propensione alla "furbizia", i nostri politici sono nostri degni rappresentanti tanto per capirci.

All'estero lo stato può costruire case ed affittarle ad equo canone; in 50 anni i soldi gli torneranno indietro.

In Italia le case popolari, anche fossero il 40% ed andassero alla "gente medio bassa" invece che alla "gente bassa" comunque produrrebbero ampie sacche di morosità e quel che è peggio, ampie sacche di devastazione e degrado.

Smettila di ripetere a pappagallo quello che leggi sull'Unità (quotidiano la cui crisi ha prodotto la legge sul finanziamento all'editoria perchè non se lo cagava più nessuno).
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 3:31 pm

Comunque non ho mai letto l'unità.


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Onestà



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 3:45 pm

comp_xt ha scritto:
http://www.lastampa.it/2017/07/19/italia/cronache/vita-sospesa-di-ernesto-che-ha-finito-di-sperare-ora-non-cerco-pi-lavoro-cX5d9bKevPJXh7MTUMJWvI/pagina.html

Spero che nessuno inizi a dare addosso a questo ragazzo

Mettiamoci invece in discussione noi, come docenti e come cittadini, perché questi sono i frutti sia di una scuola fintamente inclusiva che dei sacri dogmi dell'economia euro-nazista (assenza di ricambio generazionale nel mondo del lavoro grazie alla pessima riforma Fornero, poche persone occupate e quelle poche percepiscono stipendi bassi e sono costrette a lavorare sempre di più, tagli alla spesa pubblica che deprimono l'economia e producono deflazione,...).

Penso che il problema sia più complesso.
Tuttavia alcune riflessioni scevre di ideologismi andrebbero fatte
Io che non sono più un ragazzino (diciamo così) so per certo e per esperienza diretta fra parenti e amici che una certa percentuale di ragazzi che arrancano o mollano gli studi c’è sempre stata
Nei decenni passati questi ragazzi spesso finivano a malapena la III media e poi venivano assorbiti dal mondo del lavoro perlopiù manuale; molti di loro iniziavano un percorso di apprendistato presso qualche piccola o media azienda oppure con ditte individuali (piccoli artigiani: idraulici, elettricisti, edili, portierato, ecc.).
Da qualche decennio però per far fronte ai bassi costi dettata dalla scellerata concorrenza della globalizzazione (in primis Cina & co.) questi lavori lo fanno fare a un costo inferiore agli stranieri di ogni provenienza (facilitando la loro entrata con finte leggi umanitarie: Schengen, Dublino, ecc.).
Potremmo fare benissimo la lista della tipologia di lavoro svolto nelle grandi città italiane e del lavoratore relativo:
consegne (sudamericani),
badanti (donne delle nuove repubbliche ex Russia),
venditori ambulanti (Asiatici e/o nord africani),
edili (persona di area slava)
e così via…
Di fatto questi lavori semplici
che facevano solitamente gli italiani poco inclini allo studio
non sono più destinati a loro (meglio uno straniero disperato e ricattabile che un italiano che può ricorrere ai sindacati e alla giustizia)
NEET: questo bel acronimo di un fenomeno che c’è sempre stato ma che aveva altri risvolti meno inquietanti non ci dice niente di nuovo

Questo è il prezzo che le società occidentale deve pagare per accontentare gli affari degli imprenditori che a fronte di un declino dell’economia occidentale non vogliono rinunciare ai loro introiti?

Il sistema occidentale ha di fatto rottamato il settore primario e secondario risparmiando il terziario (ancora per poco. Vedi bancari e colletti bianchi)
Il ghiotto saldo export verso quei paesi “incivili”
è stato privilegiato rispetto la salvaguardia delle nostre società, sicuramente più progredite in questioni di diritti e di civiltà.

Chi sarà il prossimo?
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 4:00 pm

Ma finiamola di scusare sto pelandrone! !! Cosa andiamo a prendere per intenerirci di lui,l Europa, il mondo del lavoro, gli alieni.
Fossi suo padre a calci in culo lo prenderei. Fannullone. L importante è che qualche pazzoide non approvi mai il reddito di cittadinanza.sta gente deve farsi mantenere dalla famiglia,mai e poi mai deve pensarci la società, cioè chi lavora e nella vita si è sempre fatta un mazzo.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 5:47 pm

Onestà ha scritto:
comp_xt ha scritto:
http://www.lastampa.it/2017/07/19/italia/cronache/vita-sospesa-di-ernesto-che-ha-finito-di-sperare-ora-non-cerco-pi-lavoro-cX5d9bKevPJXh7MTUMJWvI/pagina.html

Spero che nessuno inizi a dare addosso a questo ragazzo

Mettiamoci invece in discussione noi, come docenti e come cittadini, perché questi sono i frutti sia di una scuola fintamente inclusiva che dei sacri dogmi dell'economia euro-nazista (assenza di ricambio generazionale nel mondo del lavoro grazie alla pessima riforma Fornero, poche persone occupate e quelle poche percepiscono stipendi bassi e sono costrette a lavorare sempre di più, tagli alla spesa pubblica che deprimono l'economia e producono deflazione,...).

Penso che il problema sia più complesso.
Tuttavia alcune riflessioni scevre di ideologismi andrebbero fatte
Io che non sono più un ragazzino (diciamo così) so per certo e per esperienza diretta fra parenti e amici che una certa percentuale di ragazzi che arrancano o mollano gli studi c’è sempre stata
Nei  decenni passati questi ragazzi spesso finivano a malapena la III media e poi venivano assorbiti dal mondo del lavoro perlopiù manuale; molti di loro iniziavano un percorso di apprendistato presso qualche piccola o media azienda oppure con ditte individuali (piccoli artigiani: idraulici, elettricisti, edili, portierato, ecc.).
Da qualche decennio però per far fronte ai bassi costi dettata dalla scellerata concorrenza della globalizzazione  (in primis Cina & co.) questi lavori lo fanno fare a un costo inferiore agli stranieri di ogni provenienza (facilitando la loro entrata con finte leggi umanitarie: Schengen, Dublino, ecc.).
Potremmo fare benissimo la lista della tipologia di lavoro svolto nelle grandi città italiane e del lavoratore relativo:
consegne (sudamericani),
badanti (donne delle nuove repubbliche ex Russia),
venditori ambulanti (Asiatici e/o nord africani),
edili (persona di area slava)
e così via…
Di fatto questi lavori semplici
che facevano solitamente gli italiani poco inclini allo studio
non sono più destinati a loro (meglio uno straniero disperato e ricattabile che un italiano che può ricorrere ai sindacati e alla giustizia)
NEET: questo bel acronimo di un fenomeno che c’è sempre stato ma che aveva altri risvolti meno inquietanti non ci dice niente di nuovo

Questo è il prezzo che le società occidentale deve pagare per accontentare gli affari degli imprenditori che a fronte di un declino dell’economia occidentale non vogliono rinunciare ai loro introiti?

Il sistema occidentale ha di fatto rottamato il settore primario e secondario risparmiando il terziario (ancora per poco. Vedi bancari e colletti bianchi)
Il ghiotto saldo export verso quei paesi “incivili”
è stato privilegiato rispetto la salvaguardia delle nostre società, sicuramente più progredite in questioni di diritti e di civiltà.

Chi sarà il prossimo?
Non voglio dire che tu abbia torto e che la colpa non sia dell'immigrazione, lo penso ma non lo voglio dire; dirò invece un'altra cosa, completamente diversa: nella scala di importanza che do agli esseri umani, primo viene mio figlio, poi io, poi i miei familiari più stretti, poi i miei amici, di cui fanno parte i miei familiari più lontani, eccetto quelli che mi stanno sul culo.

A seguire viene il resto dell'umanità, indipendentemente dal colore della pelle, religione (fatta eccezione per i creazionisti) e nazionalità d'origine, semplicemente distinti in onesti lavoratori e fancazzisti o, peggio, delinquenti.

Il fatto che oggi ci sia un bravo ragazzo rumeno a lavorare al posto di quel neet in campo edile o che ci sia un bravo ragazzo marocchino a fare il venditore ambulante al posto di quel neet, non me ne può fregare di meno.

Se il lavoro ci fosse per tutti sarei più contento, se per qualcuno deve per forza mancare, che manchi per quel accarezzatore di gatti professionista non mi disturba.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 5:52 pm

chicca70 ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Altra soluzione intelligente potrebbe essere occupare le ore in cui non fa colloqui studiando in modo diligente l'inglese; qui non ci sono scuse perchè su Internet si può trovare tutto il necessario in modo gratuito (e comunque di libri per imparare l'inglese ce ne sono a migliaia, anche a prezzi irrisori); non sono un esperto ma credo che con tre ore al giorno (non certo proibitive se è l'unica occupazione) in un paio di anni si possono ottenere risultati significativi.

P.s. Una mia amica, alla veneranda età di 30 anni, ha trovato un lavoro in canada come cameriera: la paga non è alta ma intanto è un lavoro che consente una vita autonoma.

Per fare la cameriera non c'è bisogno di andare in Canada, si trova anche qui. Una ragazza che lavorava nella gelateria vicino a casa mia, si è trasferita in Australia e cosa fa? La commessa in una gelateria. Mi hanno detto che ha intenzione di tornare in Italia. Andare all'estero è per lo più una moda.

Almeno ha visto i canguri e i panda.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 7:34 pm

I panda in Australia? Io direi canguri, koala, coccodrilli ed un buon numero di UCCELLI esotici
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 7:42 pm

Masaniello ha scritto:
I panda in Australia? Io direi canguri, koala, coccodrilli ed un buon numero di UCCELLI esotici
Perchè in Australia non ci possono essere i panda ? Se lo zoo è fornito ....
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 8:51 pm

Masaniello ha scritto:
I panda in Australia? Io direi canguri, koala, coccodrilli ed un buon numero di UCCELLI esotici


Volevo dire i simpatici koala,altra specie morbidosa e protetta.E' stato un lapsus,
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 9:34 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Il contrario del liberismo lo abbiamo avuto in molti paesi comunisti; tutti falliti.

Io non sono liberista, non alla statunitense, non all'inglese; certo posizionandomi al centro ed essendo costretto a spostarmi, mi sposterei in avvicinamento al liberismo ed in allontanamento dal comunismo.

Questo non è un problema: la stragrande maggioranza dei liberisti non sa di esserlo o rimuove il fatto; semplicemente hai delle posizioni evidentemente liberiste, fatto che non impedisce che su altre questioni tu possa pensarla in modo diametralmente opposto; è però un esercizio salutare riconoscere che dietro ogni nostra convinzione c'è una base ideologica, consapevole o meno e che il nudo fatto in sè (nell'ambito della politica e dell'economia) non esista, ma esistono solo modelli che spiegano parte della realtà, per loro essenza perfettibili.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 10:01 pm

Masaniello ha scritto:
Ma finiamola di scusare sto pelandrone! !! Cosa andiamo a prendere per intenerirci di lui,l Europa,  il mondo del lavoro, gli alieni.
Fossi suo padre a calci in culo lo prenderei. Fannullone. L importante è che qualche pazzoide non approvi mai il reddito di cittadinanza.sta gente deve farsi mantenere dalla famiglia,mai e poi mai deve pensarci la società, cioè chi lavora e nella vita si è sempre fatta un mazzo.

Il reddito di cittadinanza in Italia non c'è mai stato, non c'è attualmente e non ci sarai mai: non evochiamo questo spettro che sarebbe in grado di sgretolare la nostra asfittica economia in pochi mesi.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Dom Lug 23, 2017 11:50 pm

precario_acciaio. ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Ma finiamola di scusare sto pelandrone! !! Cosa andiamo a prendere per intenerirci di lui,l Europa,  il mondo del lavoro, gli alieni.
Fossi suo padre a calci in culo lo prenderei. Fannullone. L importante è che qualche pazzoide non approvi mai il reddito di cittadinanza.sta gente deve farsi mantenere dalla famiglia,mai e poi mai deve pensarci la società, cioè chi lavora e nella vita si è sempre fatta un mazzo.

Il reddito di cittadinanza in Italia non c'è mai stato, non c'è attualmente e non ci sarai mai: non evochiamo questo spettro che sarebbe in grado di sgretolare la nostra asfittica economia in pochi mesi.
Al contrario, in pochi mesi la rivitalizzerebbe; la sgretolerebbe in pochi anni.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Lun Lug 24, 2017 6:05 am

precario_acciaio. ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Il contrario del liberismo lo abbiamo avuto in molti paesi comunisti; tutti falliti.

Io non sono liberista, non alla statunitense, non all'inglese; certo posizionandomi al centro ed essendo costretto a spostarmi, mi sposterei in avvicinamento al liberismo ed in allontanamento dal comunismo.

Questo non è un problema: la stragrande maggioranza dei liberisti non sa di esserlo o rimuove il fatto; semplicemente hai delle posizioni evidentemente liberiste, fatto che non impedisce che su altre questioni tu possa pensarla in modo diametralmente opposto; è però un esercizio salutare riconoscere che dietro ogni nostra convinzione c'è una base ideologica, consapevole o meno e che il nudo fatto in sè (nell'ambito della politica e dell'economia) non esista, ma esistono solo modelli che spiegano parte della realtà, per loro essenza perfettibili.

Ha ragione Precario. Anche senza pretendere che tutti abbiano la consapevolezza della matrice ideologica delle proprie convinzioni, basterebbe sapere come funzionano le cose in altri stati per capire che forse qualcosa non è proprio come ce la raccontano. In particolare l'assenza di una vera politica della casa in Italia (verrebbe da dire di una vera politica tout-court) e la quantità eccessiva di proprietari di casa rispetto agli affittuari ostacola fortemente la mobilità sociale, creando molti dei problemi di cui ci lamentiamo, magari dando la colpa ai politici di turno.
Per quanto mi riguarda, e faccio coming out, attualmente sono su posizioni neokeynesiane; quando il keynesianesimo sarà diventato dottrina ufficiale, come lo è oggi il neoliberismo e la cosiddetta scuola economica classica, cambierò probabilmente posizione.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Lun Lug 24, 2017 12:23 pm

ushikawa ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Il contrario del liberismo lo abbiamo avuto in molti paesi comunisti; tutti falliti.

Io non sono liberista, non alla statunitense, non all'inglese; certo posizionandomi al centro ed essendo costretto a spostarmi, mi sposterei in avvicinamento al liberismo ed in allontanamento dal comunismo.

Questo non è un problema: la stragrande maggioranza dei liberisti non sa di esserlo o rimuove il fatto; semplicemente hai delle posizioni evidentemente liberiste, fatto che non impedisce che su altre questioni tu possa pensarla in modo diametralmente opposto; è però un esercizio salutare riconoscere che dietro ogni nostra convinzione c'è una base ideologica, consapevole o meno e che il nudo fatto in sè (nell'ambito della politica e dell'economia) non esista, ma esistono solo modelli che spiegano parte della realtà, per loro essenza perfettibili.

Ha ragione Precario. Anche senza pretendere che tutti abbiano la consapevolezza della matrice ideologica delle proprie convinzioni, basterebbe sapere come funzionano le cose in altri stati per capire che forse qualcosa non è proprio come ce la raccontano. In particolare l'assenza di una vera politica della casa in Italia (verrebbe da dire di una vera politica tout-court) e la quantità eccessiva di proprietari di casa rispetto agli affittuari ostacola fortemente la mobilità sociale, creando molti dei problemi di cui ci lamentiamo, magari dando la colpa ai politici di turno.
Per quanto mi riguarda, e faccio coming out, attualmente sono su posizioni neokeynesiane; quando il keynesianesimo sarà diventato dottrina ufficiale, come lo è oggi il neoliberismo e la cosiddetta scuola economica classica, cambierò probabilmente posizione.
Dunque è un male che tanta gente possegga la casa dove abita ?
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Lun Lug 24, 2017 3:17 pm

avidodinformazioni ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Ma finiamola di scusare sto pelandrone! !! Cosa andiamo a prendere per intenerirci di lui,l Europa,  il mondo del lavoro, gli alieni.
Fossi suo padre a calci in culo lo prenderei. Fannullone. L importante è che qualche pazzoide non approvi mai il reddito di cittadinanza.sta gente deve farsi mantenere dalla famiglia,mai e poi mai deve pensarci la società, cioè chi lavora e nella vita si è sempre fatta un mazzo.

Il reddito di cittadinanza in Italia non c'è mai stato, non c'è attualmente e non ci sarai mai: non evochiamo questo spettro che sarebbe in grado di sgretolare la nostra asfittica economia in pochi mesi.
Al contrario, in pochi mesi la rivitalizzerebbe; la sgretolerebbe in pochi anni.

La fine del lavoro nei paesi avanzati e' un fatto epocale, caro liberista.

Pensa a quanti sventurati soffrivano un secolo fa sotto l' imperio della Grande Berta
e a quanti pochi sventurati ne assecondano oggi. le voglie insaziabili.

Quando quel poco lavoro che resta sarà finito tu cosa farai? Immagino che ti barricherai nella tua casetta con la famiglia.Comincia a tirar fuori l' archibugio del bisnonno e a comprare sacchetti di sabbia da mettere davanti alla finestra.

Al di la' degli schiamazzi grillini qualcosa bisognerà pur farla prima o poi.Si costruiscano più galere ;si autorizzi la vendita degli organi, compresi quelli vitali; si ripristini l' istituto della schiavitu' a contratto; insomma,si sia liberisti fino alle estreme conseguenze.

O pensate che possiamo tutti lavorare da McDonald's o nei laboratori di astrofisica.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Lun Lug 24, 2017 3:43 pm

Ora, n on si confonda l utilità di lavorare in un fast food, che da da vivere ai dipendenti ed ai clienti,con il laboratorio di astrofisica,che da sa mangiare solo a chi ci "lavora",per modo di dire
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Lun Lug 24, 2017 4:18 pm

Masaniello ha scritto:
Ora, n on si confonda l utilità di lavorare in un fast food, che da da vivere ai dipendenti ed ai clienti,con il laboratorio di astrofisica,che da sa mangiare solo a chi ci "lavora",per modo di dire

Cavoli, se tutti fossero stati come te, la ruota dovrebbe ancora essere inventata.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Lun Lug 24, 2017 4:36 pm

Tranquilla che ciò che serve lo sviluppano i centri di ricerca delle aziende,non quei furgoni di ricercatori universitari
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Lun Lug 24, 2017 4:53 pm

balanzoneXXI ha scritto:
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precario_acciaio. ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Ma finiamola di scusare sto pelandrone! !! Cosa andiamo a prendere per intenerirci di lui,l Europa,  il mondo del lavoro, gli alieni.
Fossi suo padre a calci in culo lo prenderei. Fannullone. L importante è che qualche pazzoide non approvi mai il reddito di cittadinanza.sta gente deve farsi mantenere dalla famiglia,mai e poi mai deve pensarci la società, cioè chi lavora e nella vita si è sempre fatta un mazzo.

Il reddito di cittadinanza in Italia non c'è mai stato, non c'è attualmente e non ci sarai mai: non evochiamo questo spettro che sarebbe in grado di sgretolare la nostra asfittica economia in pochi mesi.
Al contrario, in pochi mesi la rivitalizzerebbe; la sgretolerebbe in pochi anni.

La fine del lavoro nei paesi avanzati  e' un fatto epocale, caro liberista.

Pensa a quanti sventurati soffrivano un secolo fa sotto l' imperio della Grande Berta
e a quanti pochi sventurati ne assecondano oggi. le voglie insaziabili.

Quando quel poco lavoro che resta sarà finito tu cosa farai? Immagino che ti barricherai nella tua casetta con la famiglia.Comincia a tirar fuori l' archibugio del bisnonno e a comprare sacchetti di sabbia da mettere davanti alla finestra.

Al di la' degli schiamazzi grillini qualcosa bisognerà pur farla prima o poi.Si costruiscano più galere ;si autorizzi la vendita degli organi, compresi quelli vitali; si ripristini l' istituto della schiavitu' a contratto; insomma,si  sia liberisti fino alle estreme conseguenze.

O pensate che possiamo tutti lavorare da McDonald's o nei laboratori di astrofisica.
Quante fesserie hai detto !

Partiamo da una cosa che TU presagisci: la fine del lavoro.

A chi dovrebbero essere venduti gli organi ? Se la gente non lavora non li può comprare.
A cosa servirebbe la schiavitù ? Gli schiavi devono lavorare, ma il lavoro non c'è.
A che pro costruire le galere ? Meglio uccidere tutti subito visto che poi non si avrebbero risorse per mantenere i prigionieri.

Cosa farei io ? In Calafrica ho alcune migliaia di mq di terreno, il cibo non mi mancherebbe.

Qualcosa bisogna fare, certo, ma non è detto che la cosa giusta da fare sia la prima cazzata che ti passa per la testa, come stampare soldi e regalarli a mo' di reddito di cittadinanza.
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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Lun Lug 24, 2017 5:16 pm

avidodinformazioni ha scritto:
ushikawa ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Il contrario del liberismo lo abbiamo avuto in molti paesi comunisti; tutti falliti.

Io non sono liberista, non alla statunitense, non all'inglese; certo posizionandomi al centro ed essendo costretto a spostarmi, mi sposterei in avvicinamento al liberismo ed in allontanamento dal comunismo.

Questo non è un problema: la stragrande maggioranza dei liberisti non sa di esserlo o rimuove il fatto; semplicemente hai delle posizioni evidentemente liberiste, fatto che non impedisce che su altre questioni tu possa pensarla in modo diametralmente opposto; è però un esercizio salutare riconoscere che dietro ogni nostra convinzione c'è una base ideologica, consapevole o meno e che il nudo fatto in sè (nell'ambito della politica e dell'economia) non esista, ma esistono solo modelli che spiegano parte della realtà, per loro essenza perfettibili.

Ha ragione Precario. Anche senza pretendere che tutti abbiano la consapevolezza della matrice ideologica delle proprie convinzioni, basterebbe sapere come funzionano le cose in altri stati per capire che forse qualcosa non è proprio come ce la raccontano. In particolare l'assenza di una vera politica della casa in Italia (verrebbe da dire di una vera politica tout-court) e la quantità eccessiva di proprietari di casa rispetto agli affittuari ostacola fortemente la mobilità sociale, creando molti dei problemi di cui ci lamentiamo, magari dando la colpa ai politici di turno.
Per quanto mi riguarda, e faccio coming out, attualmente sono su posizioni neokeynesiane; quando il keynesianesimo sarà diventato dottrina ufficiale, come lo è oggi il neoliberismo e la cosiddetta scuola economica classica, cambierò probabilmente posizione.
Dunque è un male che tanta gente possegga la casa dove abita ?
Non sarebbe un male se esistessero delle alternative in quantità analoghe a quelle degli altri paesi: case popolari, case a canone calmierato, case in affitto sul libero mercato, case in vendita. Oggi invece il motivo principale per cui anche quei giovani fortunati che trovano un lavoretto restano a casa con i genitori è che anche uno stipendio medio non permette loro di andare a vivere da soli (affitto o mutuo), se non in quelle situazioni improbabili pomposamente chiamate "co-housing" o andando a vivere in qualche posto sperduto dove non c'è lavoro.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Lun Lug 24, 2017 5:25 pm

avidodinformazioni ha scritto:
balanzoneXXI ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
precario_acciaio. ha scritto:
Masaniello ha scritto:
Ma finiamola di scusare sto pelandrone! !! Cosa andiamo a prendere per intenerirci di lui,l Europa,  il mondo del lavoro, gli alieni.
Fossi suo padre a calci in culo lo prenderei. Fannullone. L importante è che qualche pazzoide non approvi mai il reddito di cittadinanza.sta gente deve farsi mantenere dalla famiglia,mai e poi mai deve pensarci la società, cioè chi lavora e nella vita si è sempre fatta un mazzo.

Il reddito di cittadinanza in Italia non c'è mai stato, non c'è attualmente e non ci sarai mai: non evochiamo questo spettro che sarebbe in grado di sgretolare la nostra asfittica economia in pochi mesi.
Al contrario, in pochi mesi la rivitalizzerebbe; la sgretolerebbe in pochi anni.

La fine del lavoro nei paesi avanzati  e' un fatto epocale, caro liberista.

Pensa a quanti sventurati soffrivano un secolo fa sotto l' imperio della Grande Berta
e a quanti pochi sventurati ne assecondano oggi. le voglie insaziabili.

Quando quel poco lavoro che resta sarà finito tu cosa farai? Immagino che ti barricherai nella tua casetta con la famiglia.Comincia a tirar fuori l' archibugio del bisnonno e a comprare sacchetti di sabbia da mettere davanti alla finestra.

Al di la' degli schiamazzi grillini qualcosa bisognerà pur farla prima o poi.Si costruiscano più galere ;si autorizzi la vendita degli organi, compresi quelli vitali; si ripristini l' istituto della schiavitu' a contratto; insomma,si  sia liberisti fino alle estreme conseguenze.

O pensate che possiamo tutti lavorare da McDonald's o nei laboratori di astrofisica.
Quante fesserie hai detto !

Partiamo da una cosa che TU presagisci: la fine del lavoro.

A chi dovrebbero essere venduti gli organi ? Se la gente non lavora non li può comprare.
A cosa servirebbe la schiavitù ? Gli schiavi devono lavorare, ma il lavoro non c'è.
A che pro costruire le galere ? Meglio uccidere tutti subito visto che poi non si avrebbero risorse per mantenere i prigionieri.

Cosa farei io ? In Calafrica ho alcune migliaia di mq di terreno, il cibo non mi mancherebbe.

Qualcosa bisogna fare, certo, ma non è detto che la cosa giusta da fare sia la prima cazzata che ti passa per la testa, come stampare soldi e regalarli a mo' di reddito di cittadinanza.
La fine del lavoro già esiste.
Apple guadagna una quantità di denaro impressionante con un numero di dipendenti molto ridotto; anche l'indotto è molto ridotto. Lo stesso vale per Google, Microsoft, Airbnb ecc; le tasse che pagano sui propri ricavi sono ridicole. Il denaro prodotto dai colossi della new economy non si traduce in lavoro e in benessere comune, né attraverso gli stipendi di dipendenti e lavoratori dell'indotto e neanche attraverso i servizi pubblici pagati con le tasse. I posti di lavoro perduti a livello inferiore sono compensati solo per un decimo da quelli che si creano a un livello superiore (per esempio tra gli ingegneri e gli informatici che sviluppano software e hardware). 
In questa situazione occorre ripensare radicalmente il significato di parole come lavoro, benessere, denaro. 
Il reddito di cittadinanza non è la soluzione giusta, ma lo è ancora meno quello che è successo negli ultimi trent'anni, cioé una riduzione nettissima di stipendi e di diritti, soprattutto per i lavoratori giovani. 
Gli stipendi troppo bassi deprimono la domanda interna e con essa l'economia e la demografia di una nazione, innescando un circolo vizioso; lo stesso concetto di nazione viene progressivamente svuotato di senso. 
Nel frattempo ci sono stati un po' più furbi di noi, come la Francia, che riducono i danni facendo attraverso una politica industriale, demografica, commerciale e militare; anche a spese di paesi un po' più scemi e più realisti del re come lo siamo noi.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: parliamo di neet   Lun Lug 24, 2017 6:21 pm

Esistono già case fornite gratuitamente dallo Stato.
Ma sono riservate ai rom ed ai profughi. Le famiglie italiane si trovino un ponte
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