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 Ma allora vale tutto?

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Giovanni68



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MessaggioTitolo: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 11:40 am

Scusate l'intromissione, non sono un docente ma solo un genitore (sebbene figlio di insegnanti). Leggo sempre con interesse il vostro forum, al di là degli argomenti prettamente specifici trovo sempre molti temi utili anche per i non "addetti ai lavori". Scrivo per chiedere un parere da chi se ne intende! Mio figlio, finita la prima media, si trova alle prese con i compiti estivi. Lui voglia poca, io carabiniere alle spalle. La sua argomentazione preferita è che tanto, che si svolgano o meno, che siano ben fatti o meno, cosa cambia? E' rimasto "scottato" dall'andamento (con finale a sorpresa) del primo anno, e non riesce a passare oltre. Del resto, non posso dargli così tanto torto. Dopo cinque anni di elementari passati a sentirsi dire (dalle maestre e da noi genitori) che le medie sarebbero state diverse, che i meritevoli sarebbero stati "premiati" e che "giustizia sarebbe stata fatta" (non si boccia nelle elementari!! Nessuno nessuno!! Ma vedrete poi nelle medie!!)... beh, non è assolutamente successo così, anzi! A Natale erano già comparsi un numero indefinito di BES, DSA (tutti ex compagni di elementari); per carità, non discuto assolutamente che lo siano davvero e che davvero nessuno se ne fosse accorto prima, ma vogliamo spiegare ai compagni perchè Tizio utilizza la calcolatrice durante le verifiche di matematica? O perchè Caio usa il tablet, Sempronio di inglese e spagnolo ha verifiche diverse, e così via? Alle nostre spiegazioni, la risposta era "eh ma alle elementari Tizio andava bene di matematica, perchè adesso no?". Mio figlio a maggio è andato dalla prof di spagnolo (materia che odia e di cui ha la sufficienza stentata): "senta, visto che non vado tanto bene di spagnolo, posso avere anch'io la verifica facile almeno prendo dei bei voti anch'io?" Il botto è arrivato alla fine... ovviamente tutti promossi, e con voti altissimi! I ragazzini si parlano tra loro... il 7 di mio figlio di matematica è uguale uguale al 7 di un ragazzino che (a voti durante l'anno) ha appena raggiunto la sufficienza (con ausili)? E il 6 di inglese del suo compagno di banco vale meno del 8 di una ragazzina che -a detta dei compagni- non ha studiato per tutto l'anno ma tanto lei ha il sostegno? Come dice mio figlio, allora perchè studiare e impegnarsi che tanto vale tutto? Io non ho più risposte (studi per te stesso? A 12 anni?? Studi per le superiori? Sì come studiavo per le medie??). Mi scuso per la lungaggine, e sarei grato di sentire pareri dei docenti in merito.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 11:49 am

La risposta giusta è "studi per te stesso, purtroppo lo capirai solo tra 10 anni o più". Capisco che è difficile farla digerire a un bambino di 12 anni.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 12:06 pm

quello che tanti (ds oltre ai docenti) non hanno capito è che la VALUTAZIONE INFLUISCE SULLA MOTIVAZIONE oltre che il contrario.

Capisco perfettamente la situazione del ragazzo  in questione.  

E dicendogli "poi capirai" il problema, al momento, permane.

Vorrei aggiungere tanto altro ma mi trattengo...
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 12:09 pm

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Ire



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 12:10 pm

capisco che sia un bambino a farsi queste domande.

Fatico a capire che un genitore, un adulto, lo assecondi.
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Lenar



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 12:13 pm

Giovanni68 ha scritto:
Scusate l'intromissione, non sono un docente ma solo un genitore (sebbene figlio di insegnanti). Leggo sempre con interesse il vostro forum, al di là degli argomenti prettamente specifici trovo sempre molti temi utili anche per i non "addetti ai lavori". Scrivo per chiedere un parere da chi se ne intende! Mio figlio, finita la prima media, si trova alle prese con i compiti estivi. Lui voglia poca, io carabiniere alle spalle. La sua argomentazione preferita è che tanto, che si svolgano o meno, che siano ben fatti o meno, cosa cambia? E' rimasto "scottato" dall'andamento (con finale a sorpresa) del primo anno, e non riesce a passare oltre. Del resto, non posso dargli così tanto torto. Dopo cinque anni di elementari passati a sentirsi dire (dalle maestre e da noi genitori) che le medie sarebbero state diverse, che i meritevoli sarebbero stati "premiati" e che "giustizia sarebbe stata fatta" (non si boccia nelle elementari!! Nessuno nessuno!! Ma vedrete poi nelle medie!!)... beh, non è assolutamente successo così, anzi! A Natale erano già comparsi un numero indefinito di BES, DSA (tutti ex compagni di elementari); per carità, non discuto assolutamente che lo siano davvero e che davvero nessuno se ne fosse accorto prima, ma vogliamo spiegare ai compagni perchè Tizio utilizza la calcolatrice durante le verifiche di matematica? O perchè Caio usa il tablet, Sempronio di inglese e spagnolo ha verifiche diverse, e così via? Alle nostre spiegazioni, la risposta era "eh ma alle elementari Tizio andava bene di matematica, perchè adesso no?". Mio figlio a maggio è andato dalla prof di spagnolo (materia che odia e di cui ha la sufficienza stentata): "senta, visto che non vado tanto bene di spagnolo, posso avere anch'io la verifica facile almeno prendo dei bei voti anch'io?" Il botto è arrivato alla fine... ovviamente tutti promossi, e con voti altissimi! I ragazzini si parlano tra loro... il 7 di mio figlio di matematica è uguale uguale al 7 di un ragazzino che (a voti durante l'anno) ha appena raggiunto la sufficienza (con ausili)? E il 6 di inglese del suo compagno di banco vale meno del 8 di una ragazzina che -a detta dei compagni- non ha studiato per tutto l'anno ma tanto lei ha il sostegno? Come dice mio figlio, allora perchè studiare e impegnarsi che tanto vale tutto? Io non ho più risposte (studi per te stesso? A 12 anni?? Studi per le superiori? Sì come studiavo per le medie??). Mi scuso per la lungaggine, e sarei grato di sentire pareri dei docenti in merito.  

Neppure noi. Forse una possibile risposta potrebbe essere che non contano i voti o i premi ricevuti a fine anno, che la scuola non è una "gara", non ci sono vincitori e perdenti determinati sulla base della media dei voti a fine anno. A scuola si va per apprendere, nella speranza che quello che si apprende possa renderti migliore. In quest'ottica anche se la ragazzina DSA ha preso 8 in inglese pur confondendo "I am" con "I have" non rileva importanza. Quello che importa è che io conosca la differenza tra "I am" ed "I have" perché poi, a lungo andare, la differenza emergerà.

Poi, vabbhè, il discorso cade miseramente quando il ragazzo accende il PC e vede su YouTube Favij che spopola con le ragazzine e fa soldi a manetta...

Invito a non ripetere l'errore già fatto prospettando al ragazzo che alle superiori "giustizia sarà fatta". Viviamo nella scuola dell'inclusione, non in quella della selezione.

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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 12:13 pm

Quant'è bello poter dire pane al pane e vino al vino invece di dire le solite bugie del politicamente corretto, come siamo costretti a fare tutti i giorni in classe !

Affronti un argomento spinoso ed io ti dirò la mia:

1) Non è vero che "giustizia sarà fatta"; il buonismo a scuola imperversa, ci si mettono di mezzo anche gli abusi su BES e DSA ed il risultato è che sarebbe da bocciare anche più di metà classe e se se ne boccia 1 è già tanto alle medie.

2) Anche alle superiori si boccia molto meno di quello che si dovrebbe; certo lì in prima se ne bocciano anche 5 o 6, ma sempre troppo pochi.

3) Non è vero che tutte le scuole hanno pari dignità e che si differenziano solo per profilo professionale raggiunto in uscita; i licei sono frequentati più che altro da bravi ragazzi e si fa lezione, i professionali sono frequentati per lo più dalla feccia e si fa finta di fare scuola, i tecnici stanno in mezzo .... ovviamente a grandi linee.

4) Non è vero che "è intelligente ma non si impegna" come diciamo spesso; se non si impegna vuol dire che è stupido; potremmo dire "tuo figlio è stupido" ? Ci denuncereste e quindi noi mentiamo.

5) Non è vero che l'importante è stare bene a scuola, la scuola forma per la vita e nella vita non si sta bene ovunque, non di meno bisogna saper resistere, quindi se la resilienza la si incomincia ad imparare a scuola non c'è niente di male.

6) Non è vero che se il docente è bravo ogni disciplina diventa interessante e la si impara meglio; i polinomi sono noiosissimi ed utilissimi, possono diventare interessanti le applicazioni dello studio dei polinomi, ma non i polinomi stessi.
La Pietà di Michelangelo è una statua bellissima, costruita con martello e scalpello; martello e scalpello sono strumenti che di per sè fanno schifo, ma sono utili (anzi indispensabili) per fare la bellissima statua; i polinomi idem, quindi senza frignare vanno studiati.

7) Non è vero che la società è matrigna, che non vale la pena studiare tanto c'è la disoccupazione che attende i nostri figli, che è meglio giocare a calcetto e conoscere gente importante piuttosto che sgobbare sui libri ed avere un ottimo curriculum.
E' una questione di probabilità, se sei un cretino che non ha mai studiato hai una piccola probabilità di avere successo ed una grande probabilità di non averlo; Razzi, il parlamentare, è un cafone di prima grandezza, ma come lui ce n'è milioni; solo lui è parlamentare, gli altri milioni spalano letame.
Se sei intelligente ed a scuola ti sei dato da fare, non hai nulla di garantito, ma le probabilità sono a tuo favore.
C'è il 40% di disoccupazione giovanile, sai che significa ? Che il  60% lavora; questo è il tipico coglione del 40%
http://www.lastampa.it/2017/07/19/italia/cronache/vita-sospesa-di-ernesto-che-ha-finito-di-sperare-ora-non-cerco-pi-lavoro-cX5d9bKevPJXh7MTUMJWvI/pagina.html

Tu lo daresti un lavoro ad un simile fenomeno ?

7) La scuola fornisce titoli di studio ed istruzione; ti offre entrambe ma ti regala solo il primo, la seconda te la devi sudare ed è l'unica che serve, quindi tutti i furbetti che rubano il titolo di studio e che ti fanno arrabbiare, non perchè escono con 6 o con 10 si può dire che hanno tratto giovamento dalla scuola e che avranno la strada della vita spianata; se tuo figlio riesce a concentrarsi sugli apprendimenti invece che sui voti insignificanti, vedrai che studierà ed avrà successo (con grande probabilità, non con sicurezza), se invece si limita a guardare il bel voto rubato dal suo compagno di banco allora perdonami, tuo figlio è uno dei tanti fessi e non merita nulla di più che un inutile 10.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 12:15 pm

Ire ha scritto:
https://www.disabili.com/amici-e-incontri/articoli-amici/disabilita-e-diversita-prendi-il-mio-posto-oltre-la-paura-c-e-posto-per-tutti

Ire, non è solo questione di DSA, BES, disabili, ecc.

È questione che alcuni docenti mettono in voti a caso indipendentemente dai disabili, ecc
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 12:20 pm

rita 76 ha scritto:
Ire ha scritto:
https://www.disabili.com/amici-e-incontri/articoli-amici/disabilita-e-diversita-prendi-il-mio-posto-oltre-la-paura-c-e-posto-per-tutti

Ire, non è solo questione di DSA, BES, disabili, ecc.

È questione che alcuni docenti mettono in voti a caso indipendentemente dai disabili, ecc


A parte il fatto che questa è una aggiunta tua al racconto di Giovanni (lui ha evidenziato solo bes, dsa, sostegno o fancazzisti) la cosa è anche vera.

Si spiega al bimbo come stanno le cose e basta. Se poi ci sono davvero problemi di voti a caso se ne chiede conto al docente e al ds.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:04 pm

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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:10 pm

Il link si riferisce a disabilità motoria. Non c entra NULLA con i dsa
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:12 pm

Personalmente ritengo accettabile, dove ci sia l'impegno, alzare il voto di un alunno con DSA da 5 a 6; per il resto i voti dovrebbero avere una loro coerenza, non si possono inventare i 7, gli 8 e i 9 solo perché l'alunno ha una difficoltà relativa a DSA, BES o altro, malgrado le misure compensative e dispensative e le personalizzazioni didattiche adottate.
Lo trovo anche molto diseducativo: l'alunno deve sapere dove può arrivare con le proprie forze, non ritenere di essere più bravo di quanto non sia davvero o pensare di aver diritto ai bei voti in base al pezzo di carta.
Detto ciò il topic rientra nell'ampia letteratura che va sotto il titolo "genitori che si lamentano dell'ingiustizia dei voti del figlio"; stranamente non ho mai visto lamentarsi i genitori di alunni che sono stati valutati troppo generosamente (tranne quando pretendono che il figlio sia valutato ancora più generosamente). Situazione tipica: ragazza con media dell'8 nelle varie discipline ammessa all'esame con il 9 e mamma che viene a lamentarsi perché pretendeva il 10.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:16 pm

La verità è che il 6 dei DSA, BES è molto spesso 'regalato' per evitare problemi con le famiglie.

Perché il DSA dovrebbe SOLO avere strumenti  compensativi e misure dispensative ma così non è.  

Spesso i DSA dovrebbero avere altre certificazioni che per un motivo o per un altro non hanno e la certificazione dei DSA non è quella realmente corrispondente ai loro disturbi specifici.

Quindi si va molto oltre dove si dovrebbe ed il risultato è che hanno un 6 non meritato  (con tutte le misure compensative e dispensative) ed i compagni senza questi disturbi rimangono male a vedersi lo stesso voto.


Ultima modifica di rita 76 il Mer Lug 26, 2017 1:17 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:17 pm

ushikawa ha scritto:
Personalmente ritengo accettabile, dove ci sia l'impegno, alzare il voto di un alunno con DSA da 5 a 6; per il resto i voti dovrebbero avere una loro coerenza, non si possono inventare i 7, gli 8 e i 9 solo perché l'alunno ha una difficoltà relativa a DSA, BES o altro, malgrado le misure compensative e dispensative e le personalizzazioni didattiche adottate.
Lo trovo anche molto diseducativo: l'alunno deve sapere dove può arrivare con le proprie forze, non ritenere di essere più bravo di quanto non sia davvero o pensare di aver diritto ai bei voti in base al pezzo di carta.
Detto ciò il topic rientra nell'ampia letteratura che va sotto il titolo "genitori che si lamentano dell'ingiustizia dei voti del figlio"; stranamente non ho mai visto lamentarsi i genitori di alunni che sono stati valutati troppo generosamente (tranne quando pretendono che il figlio sia valutato ancora più generosamente). Situazione tipica: ragazza con media dell'8 nelle varie discipline ammessa all'esame con il 9 e mamma che viene a lamentarsi perché pretendeva il 10.
genitori che si lamentano dell'ingiustizia dei voti dei figli degli altri.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:22 pm

ushikawa ha scritto:
Ire ha scritto:
https://www.disabili.com/amici-e-incontri/articoli-amici/disabilita-e-diversita-prendi-il-mio-posto-oltre-la-paura-c-e-posto-per-tutti

Ma non eri tu a dire che i DSA non vanno considerati una disabilità???

chissà perchè mi aspettavo l'intervento di un qualche osservatore del dito!

Sarò mica preveggente?

edit:


ho sbagliato, volevo dire veggente


Ultima modifica di Ire il Mer Lug 26, 2017 1:24 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:23 pm

Tra l'altro ho dimenticato di affrontare la questione "compiti delle vacanze"

I compiti delle vacanze non vanno fatti per accontentare il docente; se non li fai il docente sbraita e poi se ne va a fanculo come è abituato a fare; i compiti servono per non dimenticarsi quello che si è imparato (o si sarebbe dovuto imparare); te ne frega di ricordarlo ? Allora non li fare. Non hai mai imparato a farli ? E' un'occasione per porre rimedio se vuoi, oppure come non hai imparato prima ed hai rubato un 8 puoi non impararlo dopo e continuerai a rubare 8, qual è il problema ?
Se invece ti interessano gli apprendimenti allora fai i compiti e non rompere.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:23 pm

Ire ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Ire ha scritto:
https://www.disabili.com/amici-e-incontri/articoli-amici/disabilita-e-diversita-prendi-il-mio-posto-oltre-la-paura-c-e-posto-per-tutti

Ma non eri tu a dire che i DSA non vanno considerati una disabilità???

chissà perchè mi aspettavo l'intervento di un qualche osservatore del dito!

Sarò mica preveggente?
ospite ha ragione.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:29 pm

ushikawa ha scritto:
Personalmente ritengo accettabile, dove ci sia l'impegno, alzare il voto di un alunno con DSA da 5 a 6; per il resto i voti dovrebbero avere una loro coerenza, non si possono inventare i 7, gli 8 e i 9 solo perché l'alunno ha una difficoltà relativa a DSA, BES o altro, malgrado le misure compensative e dispensative e le personalizzazioni didattiche adottate.
Lo trovo anche molto diseducativo: l'alunno deve sapere dove può arrivare con le proprie forze, non ritenere di essere più bravo di quanto non sia davvero o pensare di aver diritto ai bei voti in base al pezzo di carta.
Detto ciò il topic rientra nell'ampia letteratura che va sotto il titolo "genitori che si lamentano dell'ingiustizia dei voti del figlio"; stranamente non ho mai visto lamentarsi i genitori di alunni che sono stati valutati troppo generosamente (tranne quando pretendono che il figlio sia valutato ancora più generosamente). Situazione tipica: ragazza con media dell'8 nelle varie discipline ammessa all'esame con il 9 e mamma che viene a lamentarsi perché pretendeva il 10.

Il ragazzo disabile che segue una programmazione didattica differenziata viene valutato secondo gli obiettivi previsti nel P.E.I. (che sono appunto differenti rispetto a quelli dei compagni), ma il titolo conseguito a fine percorso non ha lo stesso valore legale.

Con i dsa invece molto spesso si pretende di avere una programmazione (di fatto) differenziata (quando la stessa legge 170 si limita a prescrivere l'utilizzo di strategie differenti che permettano di raggiungere gli stessi obiettivi) e allo stesso tempo un titolo di studio identico.

L'equivoco sta tutto qui, perché se davvero gli strumenti compensativi e dispensativi servissero a raggiungere gli stessi obiettivi, queste discussioni non sarebbero mai nate (d'altra parte nessuno protesta perché un cieco studia su audiolibri o su testi scritti in braille).
Siccome questo avviene solo nei rarissimi casi di vera dislessia, è ovvio che gran parte dei pdp si trasforma in una mera riduzione delle richieste.
Il pezzo di carta ottenuto è identico, la preparazione ovviamente no.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:32 pm

rita 76 ha scritto:
La verità è che il 6 dei DSA, BES è molto spesso 'regalato' per evitare problemi con le famiglie.

Perché il DSA dovrebbe SOLO avere strumenti  compensativi e misure dispensative ma così non è.  

Spesso i DSA dovrebbero avere altre certificazioni che per un motivo o per un altro non hanno e la certificazione dei DSA non è quella realmente corrispondente ai loro disturbi specifici.

Quindi si va molto oltre dove si dovrebbe ed il risultato è che hanno un 6 non meritato  (con tutte le misure compensative e dispensative) ed i compagni senza questi disturbi rimangono male a vedersi lo stesso voto.



OT
non è vero Rita

Compensativi, dispensativi, personalizzazione della didattica e valutazione che tenga conto della situazione.
/OT

lo metto in OT altrimenti diventa l'ennesima discussione sui DSA invece questa è, come hanno detto altri, una discussione di un genitore che non riesce a spiegare al figlio (ma forse non lo capisce egli stesso) che a scuola ognuno fa la propria corsa e che la vita premierà chi ha corso bene senza guardare a come hanno corso gli altri.

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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:46 pm

Ire ha scritto:
rita 76 ha scritto:
La verità è che il 6 dei DSA, BES è molto spesso 'regalato' per evitare problemi con le famiglie.

Perché il DSA dovrebbe SOLO avere strumenti  compensativi e misure dispensative ma così non è.  

Spesso i DSA dovrebbero avere altre certificazioni che per un motivo o per un altro non hanno e la certificazione dei DSA non è quella realmente corrispondente ai loro disturbi specifici.

Quindi si va molto oltre dove si dovrebbe ed il risultato è che hanno un 6 non meritato  (con tutte le misure compensative e dispensative) ed i compagni senza questi disturbi rimangono male a vedersi lo stesso voto.



OT
non è vero  Rita

Compensativi, dispensativi, personalizzazione della didattica e valutazione che tenga conto della situazione.
/OT

lo metto in OT altrimenti diventa l'ennesima discussione sui DSA  invece questa è,  come hanno detto altri,  una discussione di un genitore che non riesce a spiegare al figlio  (ma forse non lo capisce egli stesso)  che a scuola ognuno fa la propria corsa e che la vita premierà chi ha corso bene senza guardare a come hanno corso gli altri.



Se, davanti a una certificazione di dislessia, gli strumenti compensativi e dispensativi e la didattica personalizzata consigliati dagli pseudo-specialisti non funzionano, cosa bisogna fare? Siccome lo ha detto LUI (lo psicologo) allora noi docenti, laureati spesso in corsi di laurea ben più impegnativi di psicologia, dobbiamo staccare il cervello e berci tutte le cialtronate che ci propinano?

I veri casi di dislessia sono pochissimi.

Il resto sono solo dei modi patetici per nascondere problemi più seri (=ritardi cognitivi) oppure per dare la qualifica di "disturbo" a lacune dovute a varie ragioni ma che nulla hanno a che fare col campo neurobiologico.
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Giovanni68



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:51 pm

Grazie a tutti per le risposte. Innanzitutto, non mi lamento dei voti di mio figlio. Alcuni di essi sono stati ampiamente meritati, altri un po' alzati ed altri un po' abbassati. Non è il primo della classe, non è l'ultimo. Di arte è una capra (detto da genitore), il prof ha capito che non ce la può fare, gli ha dato un piccolo aiuto (meritato o meno, non ho le competenze per giudicare). Di spagnolo non si impegna, non gli piace nè la materia nè il prof, porta a casa un sei stiracchiato. Il mio topic non era una lamentela, forse qualcuno ha frainteso, nè un'accusa nè protesta. E' una richiesta di aiuto per far capire ad un ragazzino di 12 anni che "non vale tutto" come dice lui. Sono d'accordo con Rita 76. La ragazzina che si vanta del suo 8 con il compagno che ha preso "solo" 6 porta questo a dire (come è successo) "l'anno prossimo chiedo il sostegno anch'io", come ha portato mio figlio a chiedere la "verifica facile" (con totale ingenuità, mica ha capito perchè Tizio ha questo ausilio e lui no). I compiti li fa e punto (col carabiniere alle spalle), vorrei solo convincerlo a farli bene, con voglia, con interesse... e non perchè lo obbligo! E non vorrei sentirmi dire... ma tanto papà.. a chi non li fa cosa vuoi che succeda? Niente.
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Paolo Santaniello



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:52 pm

Se ti interessa avere i voti alti, fatti pure tu bes.
Se ti interessa imparare qualcosa, studia e fregatene dei voti.
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Lenar



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 1:57 pm

Lenar ha scritto:

... Forse una possibile risposta potrebbe essere che non contano i voti o i premi ricevuti a fine anno, che la scuola non è una "gara", non ci sono vincitori e perdenti determinati sulla base della media dei voti a fine anno. A scuola si va per apprendere, nella speranza che quello che si apprende possa renderti migliore. In quest'ottica anche se la ragazzina DSA ha preso 8 in inglese pur confondendo "I am" con "I have" non rileva importanza. Quello che importa è che io conosca la differenza tra "I am" ed "I have" perché poi, a lungo andare, la differenza emergerà.

Poi, vabbhè, il discorso cade miseramente quando il ragazzo accende il PC e vede su YouTube Favij che spopola con le ragazzine e fa soldi a manetta...

Ire ha scritto:

...questa è,  come hanno detto altri,  una discussione di un genitore che non riesce a spiegare al figlio  (ma forse non lo capisce egli stesso)  che a scuola ognuno fa la propria corsa e che la vita premierà chi ha corso bene senza guardare a come hanno corso gli altri.


No, cribbio!! Senza saperlo ho fatto un ragionamento simile a quello di Ire! Mi sto trasformando in un "fuffodidatta"? E' iniziata per me la parabola discendente? Quale sarà il prossimo step? Aderire entusiasta a qualche progetto sull'inclusione e belare con un sorriso ebete ed un filo di bava alla bocca "io amo il grande fratello"?

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Giovanni68



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 2:02 pm

Scusate, ho dimenticato di aggiungere perchè così sembra che sia davvero solo un confronto "DSA- non DSA", non è così e non è mia intenzione. Parliamo anche di ragazzini senza ausili che non hanno raggiunto la sufficienza nella maggioranza delle materie e che comunque sono stati promossi con la sufficienza, come altri che se la sono sudata. E mio figlio a cui è stato drasticamente abbassato il voto di italiano che al mio "ti sta bene! La scuola finisce a giugno e non ad aprile! Si studia fino alla fine!" mi risponde "vorrà dire che l'anno prossimo invece di studiare per il 9 mi faccio furbo e studio per l 8, tanto...."
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 2:07 pm

Giovanni68 ha scritto:
Grazie a tutti per le risposte. Innanzitutto, non mi lamento dei voti di mio figlio. Alcuni di essi sono stati ampiamente meritati, altri un po' alzati ed altri un po' abbassati. Non è il primo della classe, non è l'ultimo. Di arte è una capra (detto da genitore), il prof ha capito che non ce la può fare, gli ha dato un piccolo aiuto (meritato o meno, non ho le competenze per giudicare). Di spagnolo non si impegna, non gli piace nè la materia nè il prof, porta a casa un sei stiracchiato. Il mio topic non era una lamentela, forse qualcuno ha frainteso, nè un'accusa nè protesta. E' una richiesta di aiuto per far capire ad un ragazzino di 12 anni che "non vale tutto" come dice lui. Sono d'accordo con Rita 76. La ragazzina che si vanta del suo 8 con il compagno che ha preso "solo" 6 porta questo a dire (come è successo) "l'anno prossimo chiedo il sostegno anch'io", come ha portato mio figlio a chiedere la "verifica facile" (con totale ingenuità, mica ha capito perchè Tizio ha questo ausilio e lui no). I compiti li fa e punto (col carabiniere alle spalle), vorrei solo convincerlo a farli bene, con voglia, con interesse... e non perchè lo obbligo! E non vorrei sentirmi dire... ma tanto papà.. a chi non li fa cosa vuoi che succeda? Niente.

I ragazzi sono spesso intellettualmente più onesti degli adulti.
Nessun insegnante ammetterà mai di fronte a tuo figlio che il voto del compagno dsa è stato gonfiato o che al compagno dsa viene chiesto di meno.
Non lo ammetterà mai, dicevo, perché la legge 170 non parla di "programmazioni differenziate" (come avviene per il sostegno) ma di "piani didattici personalizzati", che consistono in strumenti compensativi e dispensativi e in strategia personalizzate per consentirgli di raggiungere, attraverso diverse modalità,  gli stessi obiettivi dei compagni.
Tuo figlio però capisce che questa è una bugia che gli viene raccontata dagli adulti perché si rende conto che, nei fatti, ciò non accade.
La realtà è questa e non è bene illudere il ragazzo facendogli credere che alle superiori le cose cambieranno. La motivazione per lo studio va cercata altrove, nel piacere di imparare, nel comprendere a quale schiavitù porta l'ignoranza, nella curiosità intellettuale, nel poter dire: "che bello, ho capito perché succede questo"...
Cerca di fa far capire questo a tuo figlio, perché i voti rimangono confinati nei registri dell'istituto, quello che si è realmente imparato a scuola si noterà anche a distanza di decenni.
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Ma allora vale tutto?
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