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 Ma allora vale tutto?

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Giovanni68



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MessaggioTitolo: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 11:40 am

Promemoria primo messaggio :

Scusate l'intromissione, non sono un docente ma solo un genitore (sebbene figlio di insegnanti). Leggo sempre con interesse il vostro forum, al di là degli argomenti prettamente specifici trovo sempre molti temi utili anche per i non "addetti ai lavori". Scrivo per chiedere un parere da chi se ne intende! Mio figlio, finita la prima media, si trova alle prese con i compiti estivi. Lui voglia poca, io carabiniere alle spalle. La sua argomentazione preferita è che tanto, che si svolgano o meno, che siano ben fatti o meno, cosa cambia? E' rimasto "scottato" dall'andamento (con finale a sorpresa) del primo anno, e non riesce a passare oltre. Del resto, non posso dargli così tanto torto. Dopo cinque anni di elementari passati a sentirsi dire (dalle maestre e da noi genitori) che le medie sarebbero state diverse, che i meritevoli sarebbero stati "premiati" e che "giustizia sarebbe stata fatta" (non si boccia nelle elementari!! Nessuno nessuno!! Ma vedrete poi nelle medie!!)... beh, non è assolutamente successo così, anzi! A Natale erano già comparsi un numero indefinito di BES, DSA (tutti ex compagni di elementari); per carità, non discuto assolutamente che lo siano davvero e che davvero nessuno se ne fosse accorto prima, ma vogliamo spiegare ai compagni perchè Tizio utilizza la calcolatrice durante le verifiche di matematica? O perchè Caio usa il tablet, Sempronio di inglese e spagnolo ha verifiche diverse, e così via? Alle nostre spiegazioni, la risposta era "eh ma alle elementari Tizio andava bene di matematica, perchè adesso no?". Mio figlio a maggio è andato dalla prof di spagnolo (materia che odia e di cui ha la sufficienza stentata): "senta, visto che non vado tanto bene di spagnolo, posso avere anch'io la verifica facile almeno prendo dei bei voti anch'io?" Il botto è arrivato alla fine... ovviamente tutti promossi, e con voti altissimi! I ragazzini si parlano tra loro... il 7 di mio figlio di matematica è uguale uguale al 7 di un ragazzino che (a voti durante l'anno) ha appena raggiunto la sufficienza (con ausili)? E il 6 di inglese del suo compagno di banco vale meno del 8 di una ragazzina che -a detta dei compagni- non ha studiato per tutto l'anno ma tanto lei ha il sostegno? Come dice mio figlio, allora perchè studiare e impegnarsi che tanto vale tutto? Io non ho più risposte (studi per te stesso? A 12 anni?? Studi per le superiori? Sì come studiavo per le medie??). Mi scuso per la lungaggine, e sarei grato di sentire pareri dei docenti in merito.
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 2:39 pm

Giovanni68 ha scritto:
E non vorrei sentirmi dire... ma tanto papà.. a chi non li fa cosa vuoi che succeda? Niente.
Succede che non impara; per uno studente c'è qualcosa di più devastante ?

Bisogna lavorare sulla motivazione, far capire che siamo artefici (con ampia probabilità) del nostro futuro.

Ce li hai due amici, uno che ha avuto successo perchè ha studiato ed uno coglione che somigli a quello dell'articolo che ti ho linkato ? Presentaglieli, fallo parlare con loro, rendi reale, tangibile, il risultato dell'impegno scolastico.

Se io avessi un figlio fumatore lo porterei in visita nel reparto oncologico di un ospedale; sono spietato ma efficace.

Il problema dei ragazzi è che pensano che alcune cose rimangano nell'ambito della teoria e dell'astrazione, quando invece sono assolutamente pratiche e concrete; dai un nome ed un cognome al successo ed all'insuccesso.
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Galadriel



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 2:51 pm

La motivazione non può dipendere dal voto, e soprattutto, non dai voti dei compagni. Che un bell'otto meritato possa motivare ci sta; che l'otto di un altro demotivi... lo capisco da parte di un dodicenne, ci mancherebbe.
Il punto è quello che dice avido, credo: studia per imparare. Se lui si impegna, avrà dei risultati; se non lo fa, magari i voti saranno comunque sufficienti, ma alla fine starà buttando via del tempo. E visto che per qualche anno ancora a scuola di tempo ce ne dovrà passare, forse sarebbe più divertente per lui pure provare a trarne qualcosa.
Lo studio non necessariamente pagherà nella vita in termini di successo (purtroppo il mondo non dà di questi esempi, per ogni Rita Levi Montalcini ci sono molti tronisti). Però ci sono altri metri di valutazione: la soddisfazione personale di capire qualcosa di più del mondo in cui si vive; quella di sapere di aver meritato i buoni voti; la possibilità di scoprire le proprie inclinazioni e magari, chissà, una passione. Per quanto mi riguarda, la scuola e lo studio mi hanno dato strumenti per scoprire tanta bellezza nel mondo (arte, scienza, filosofia, storia), cose che mi sarei persa probabilmente se non mi fossi impegnata, almeno un po'.
Avrei avuto lo stesso la sufficienza probabilmente, ma non altro.
I voti degli altri lasciano il tempo che trovano: lui è piccolo, ancora, ma nella vita se ne renderà conto (e lo dico da persona che era tra le prime della classe: i confronti, fuori dalla classe, non valgono niente proprio).
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 3:38 pm

Galadriel ha scritto:
Il punto è quello che dice avido, credo: studia per imparare.

certo che si studia per apprendere ma si vuole anche la SODDISFAZIONE che molto spesso non è adeguata alla preparazione e/o alla competenza
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 6:59 pm

Ire ha scritto:
rita 76 ha scritto:
La verità è che il 6 dei DSA, BES è molto spesso 'regalato' per evitare problemi con le famiglie.

Perché il DSA dovrebbe SOLO avere strumenti  compensativi e misure dispensative ma così non è.  

Spesso i DSA dovrebbero avere altre certificazioni che per un motivo o per un altro non hanno e la certificazione dei DSA non è quella realmente corrispondente ai loro disturbi specifici.

Quindi si va molto oltre dove si dovrebbe ed il risultato è che hanno un 6 non meritato  (con tutte le misure compensative e dispensative) ed i compagni senza questi disturbi rimangono male a vedersi lo stesso voto.



OT
non è vero  Rita

Compensativi, dispensativi, personalizzazione della didattica e valutazione che tenga conto della situazione.
/OT

lo metto in OT altrimenti diventa l'ennesima discussione sui DSA  invece questa è,  come hanno detto altri,  una discussione di un genitore che non riesce a spiegare al figlio  (ma forse non lo capisce egli stesso)  che a scuola ognuno fa la propria corsa e che la vita premierà chi ha corso bene senza guardare a come hanno corso gli altri.


Per me la didattica e la valutazione personalizzate si intende sempre nell' ottica delle compensazioni e delle dispensazioni altrimenti ci dovrebbero essere i docenti di sostegno. Questo, per i DSA, almeno

Io la intendo così
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Cozza

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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 8:07 pm

ho qualche annetto in più di tuo figlio e insegno da parecchio ormai...
ma le domande che si fa tuo figlio spesso sono le mie stesse domande.
i suoi dubbi e soprattutto le sue perplessità...sono i miei dubbi e le mie perplessità.
se nel caso di una certificazione grave qualsiasi compagno non avrà dubbi e non gli verrà nemmeno da far confronti...
in caso di certificazioni lievi (che, lo dico e lo ridico, spesso son farlocche, prese all'ultimo mese proprio per non esser bocciati), in caso quindi di casi lievi, lievissimi o peggio solo presunti...
il confronto, umanissimo, lo farà tuo figlio dal banco di fianco e lo farò anche io, dalla cattedra.
spesso mi ritroverò a dover dare gli stessi voti.
molto spesso nemmeno io capirò come differenziare voti che sulla carta sono esattamente identici.
confido nell'uso della parola (del complimento, della gratificazione diretta), parola mia e del ragionamento, tuo a casa.
lo so che non sempre basta...ma almeno ci provo.
fagli pat pat sul capino e avvisalo: la vita è tutta così...meglio abituarsi a far le cose senza far confronti.
si soffre meno.
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Lenar



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 8:41 pm

avidodinformazioni ha scritto:


Se sei intelligente ed a scuola ti sei dato da fare, non hai nulla di garantito, ma le probabilità sono a tuo favore.
C'è il 40% di disoccupazione giovanile, sai che significa ? Che il  60% lavora; questo è il tipico coglione del 40%
http://www.lastampa.it/2017/07/19/italia/cronache/vita-sospesa-di-ernesto-che-ha-finito-di-sperare-ora-non-cerco-pi-lavoro-cX5d9bKevPJXh7MTUMJWvI/pagina.html

Tu lo daresti un lavoro ad un simile fenomeno ?


Faccio modestamente presente che se il "fenomeno" di cui all'articolo linkato da Avido, invece che l'artistico, avesse frequentato l'IPSIA meccanico, ora se ne starebbe felice dietro ad un tornio.

Per come la vedo io se il "fenomeno" ha il 50% della colpa della sua situazione, l'altro 50% è bene che se lo prendano i fuffodidatti ed i politicamente corretti che l'hanno indirizzato verso una scuola priva di sbocchi lavorativi e che, per 5 anni, l'hanno trascinato di classe in classe per poi diplomarlo con un 68, ovvero con un voto che, opportunamente letto, significa "non è un cattivo ragazzo ma non sa fare granché e non è neppure particolarmente sveglio".

Fosse andato all'IPSIA un CNC lo saprebbe programmare. Un tornio lo saprebbe usare. Ora, invece...

Questo è l'esito ultimo della "scuola dell'inclusione": gente disoccupata, incapace e senza prospettive. Meglio sarebbe stato indicare al pargolo la strada del tornio quando ancora era a tempo. Adesso è tardi. Inutile piangere sulla play station.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 8:45 pm

Io credo che noi docenti siamo vittime di una errata cultura della valutazione, inquinata da un malinteso concetto di inclusività.
Aumentiamo i voti ad alunni con DSA, con BES, con handicap non cognitivi, con semplici difficoltà temporanee e poi si arriva agli scrutini con delle distorsioni palesi; ancora peggio è, alle medie, l'esame finale nel quale, a parte il buonistico tema, gli altri scritti e soprattutto l'Invalsi riportano l'alunno alla sua reale dimensione, sia nel caso che il voto sia stato gonfiato con l'intento di aiutarlo, sia che sia stato ridotto per incomprensioni con i docenti o per l'atteggiamento mostrato.
Le distorsioni dei voti generano malumori sia negli alunni stessi sopra o sottovalutati, sia nei loro compagni, che sviluppano l'idea diseducativa che i docenti mettano i voti a simpatia o in base a quanto l'alunno sembri loro "poverino".
Bisogna prendersi la responsabilità di cercare di mettere i voti veri. Anche nelle discipline cosiddette "secondarie", anche in arte, educazione fisica, musica e tecnologia.
Per motivi "umanitari" si può valutare di mettere la sufficienza, non i sette, gli otto, i nove, i dieci.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Mer Lug 26, 2017 10:59 pm

ushikawa ha scritto:
Io credo che noi docenti siamo vittime di una errata cultura della valutazione, inquinata da un malinteso concetto di inclusività.
Aumentiamo i voti ad alunni con DSA, con BES, con handicap non cognitivi, con semplici difficoltà temporanee e poi si arriva agli scrutini con delle distorsioni palesi;

concordo!

ushikawa ha scritto:
ancora peggio è, alle medie, l'esame finale nel quale, a parte il buonistico tema, gli altri scritti e soprattutto l'Invalsi riportano l'alunno alla sua reale dimensione, sia nel caso che il voto sia stato gonfiato con l'intento di aiutarlo, sia che sia stato ridotto per incomprensioni con i docenti o per l'atteggiamento mostrato.
Le distorsioni dei voti generano malumori sia negli alunni stessi sopra o sottovalutati, sia nei loro compagni, che sviluppano l'idea diseducativa che i docenti mettano i voti a simpatia o in base a quanto l'alunno sembri loro "poverino".

bravissimo!!!

ushikawa ha scritto:
Bisogna prendersi la responsabilità di cercare di mettere i voti veri. Anche nelle discipline cosiddette "secondarie", anche in arte, educazione fisica, musica e tecnologia.
Per motivi "umanitari" si può valutare di mettere la sufficienza, non i sette, gli otto, i nove, i dieci.

ok ma allora che gli 'altri' 6 (i 6 degli 'altri) passino a 7, ecc.
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ludmilla72



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 2:54 am

Mi sembra che i genitori e gli insegnanti, di certo involontariamente, abbiano trasformato la scuola in un agone competitivo; in realtà dovrebbe essere il luogo in cui ciascuno matura e cresce a partire dalle proprie potenzialità, esercitando il diritto allo studio.

In questo senso la valutazione è relativa al singolo alunno e non sono possibili raffronti, perché, tra i parametri da tenere in considerazione, ci sono elementi che ai compagni di classe potrebbero sfuggire, ma che sono a conoscenza degli insegnanti (ad esempio, un contesto sociale difficile, una famiglia allo sbando, difficoltà di salute o limiti intellettivi; tutte cose che sono tutelate dalla privacy).

L'unico raffronto sensato, quindi, è quello tra due votazioni prese dallo stesso alunno: ad esempio, se a gennaio ha preso 5 ed marzo ha raggiunto il 7, l'insegnante gli sta segnalando che si riscontra un sensibile miglioramento (che potrebbe riguardare il risultato finale della performance, ma anche  soltanto l'impegno, la partecipazione ecc.). I voti dovrebbero essere spiegati verbalmente, specialmente ai ragazzi delle medie, se si vuole che raggiungano la consapevolezza dell'auto-valutazione.

La cosa migliore sarebbe che ciascun alunno si preoccupasse dei voti propri, cercando di capire (magari chiedendolo apertamente) che cosa debba fare per migliorarsi. Se poi a scuola anziché la competizione si premiasse la solidarietà sarebbe una bella lezione (ma non mi sembra che le maestre elementari ansiose di "fare giustizia" e di "premiare i meritevoli" lo abbiano capito).

Stiamo parlando di pre-adolescenti, cioè di ragazzi che, ancora in obbligo scolastico, stanno cercando di capire quale sia la strada adatta a loro. Finiranno col selezionarsi in modo naturale, se gli insegnanti saranno onesti: se cioè spiegheranno le valutazioni, partendo dal presupposto di avere davanti delle persone capaci di comprendere che non tutti i 6 sono uguali.

P.S. Sarei curiosa di conoscere la risposta del docente di Spagnolo alla richiesta di verifica facilitata.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 5:32 am

Personalmente rifiuto questa interpretazione del voto che dà Ludmilla.
Il mio 6 deve essere tendenzialmente uguale al tuo 6, il mio 7 deve essere tendenzialmente uguale al tuo 7 e così via.
E' ovvio che l'insegnante fa anche ragionamenti di altro tipo (impegno, situazione di partenza, contesto socioeconomico, considerazioni psicologiche e motivazionali ecc.), ma dovrebbe cercare di lasciare che questi ragionamenti spostino i decimali di voto, non i voti interi.
Se tu provieni da un contesto socioeconomico svantaggiato e mi fai un compito, mettiamo un tema, da 7 io non ti posso mettere 9 "perché poverino". Non credo che sia così che si motivano gli alunni, regalandogli loro i voti, anzi penso che un sei vero raggiunto faticosamente dopo un anno partendo da un quattro vero sia molto più stimolante di un sette regalato preso partendo da un sei regalato.
Per l'alunno la consapevolezza di aver raggiunto, ad esempio, un modo sufficientemente corretto di esprimersi in italiano dovrebbe inorgoglire di più di avere ricevuto (ricevuto, non guadagnato) un voto più alto solo perché più generoso.
Non credo affatto che ogni alunno debba avere una sua scala di voti personalizzata; probabilmente è proprio da questa idea, a mio avviso anti-valutativa e anti-scolastica, che si è sviluppata la forte opposizione ai test Invalsi. La cui esigenza nasce proprio dal fatto che molti insegnanti, forse la maggior parte, contestualizzano il proprio voto, in modo che senza Invalsi non sarebbe possibile in alcun modo confrontare un sette preso a Canicattì con uno preso a Cinisello Balsamo.
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 7:09 am

con il tuo discorso ushikawa dai l'impressione che tu intenda la scuola fine a se stessa e non come ambiente di apprendimento per la vita futura.

Che importanza hanno i voti uguali?

Un domani si vedrà a cosa corrispondano per ora si considerino le condizioni di ogni singolo alunno e gli si dia la possibilità di andare avanti valorizzando il meglio che le sue condizioni gli permettono di dare.

La vita poi chiede titoli ed ESAMI e se anche i titoli saranno pari gli esami faranno la differenza tra chi ha avuto regali e chi ha imparato davvero.

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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 7:20 am

Ire ha scritto:
La vita poi chiede titoli ed ESAMI  e se anche i titoli saranno pari gli esami faranno la differenza tra chi ha avuto regali e chi ha imparato davvero.

mi dispiace ma non sono d' accordo.

l' apprendimento è importante ma anche la valutazione lo è.

se io mi ammazzo di studio/lavoro e prendo un voto inferiore a quello che merito o uguale a quello degli altri (immeritato), io (a te docente) ti MANDO A QUEL PAESE perchè voglio la mia SODDISFAZIONE

lo scorso anno avevo un' amica fortemente convinta che la formazione fosse importante per il futuro mentre la valutazione, secondo lei, aveva un peso relativo.

questo potrebbe andare bene per un adulto (e fino ad un certo punto) ma non certo per un ragazzino di scuola media al quale fare i paragoni con i compagni viene spontaneo
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 7:25 am

ushikawa ha scritto:
Il mio 6 deve essere tendenzialmente uguale al tuo 6, il mio 7 deve essere tendenzialmente uguale al tuo 7 e così via.

concordo!

ushikawa ha scritto:
E' ovvio che l'insegnante fa anche ragionamenti di altro tipo (impegno, situazione di partenza, contesto socioeconomico, considerazioni psicologiche e motivazionali ecc.), ma dovrebbe cercare di lasciare che questi ragionamenti spostino i decimali di voto, non i voti interi.

certo che se uno ha la media del 9 ma ha lavorato il minimo indispensabile tutto l' anno ed è stato sollecitato in continuazione a lavorare, il suo voto rimane tale al contrario di uno che ha sempre la media del 9 e che può salire a 10 nel momento in cui i 5 diventano 6, ecc.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 7:35 am

ludmilla72 ha scritto:
Mi sembra che i genitori e gli insegnanti, di certo involontariamente, abbiano trasformato la scuola in un agone competitivo.

veramente anche i DS spingono a fare 'gare' o, anche le 'normali' verifiche parallele ed ad esporre i risultati tutto al fine del miglioramento e per far sì che i genitori della classe X non si lamentino in quanto 'indietro' rispetto alla classe Y.
A tal proposito mi viene in mente una mia amica la quale a fine hanno mi ha detto che nella sua scuola hanno fatto tante gare di questo genere e lei, che ha un carattere meraviglioso e non si lamenta mai di nulla, mi ha palesemente comunicato la sua stanchezza dovuta in gran parte a queste competizioni tra una classe ed un' altra. Io l' interpreto che, per arrivare a questi livelli, ci sia qualche docente della sua disciplina di cui i genitori non sono soddisfatti e questo ha spinto il ds a prendere una decisione del genere.


ludmilla72 ha scritto:
La cosa migliore sarebbe che ciascun alunno si preoccupasse dei voti propri, cercando di capire (magari chiedendolo apertamente) che cosa debba fare per migliorarsi. Se poi a scuola anziché la competizione si premiasse la solidarietà sarebbe una bella lezione (ma non mi sembra che le maestre elementari ansiose di "fare giustizia" e di "premiare i meritevoli" lo abbiano capito)..

ed invece la giustizia è fondamentale in quanto è desiderata da tutti
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 7:38 am

rita 76 ha scritto:
Ire ha scritto:
La vita poi chiede titoli ed ESAMI  e se anche i titoli saranno pari gli esami faranno la differenza tra chi ha avuto regali e chi ha imparato davvero.

mi dispiace ma non sono d' accordo.

l' apprendimento è importante ma anche la valutazione lo è.

se io mi ammazzo di studio/lavoro e prendo un voto inferiore a quello che merito o uguale a quello degli altri (immeritato), io (a te docente) ti MANDO A QUEL PAESE perchè voglio la mia SODDISFAZIONE

lo scorso anno avevo un' amica fortemente convinta che la formazione fosse importante per il futuro mentre la valutazione, secondo lei, aveva un peso relativo.

questo potrebbe andare bene per un adulto (e fino ad un certo punto) ma non certo per un ragazzino di scuola media al quale fare i paragoni con i compagni viene spontaneo


Il voto è importantissimo, è l'unico termine davvero comprensibile per sapere di aver fatto un buon lavoro.

Il ragazzino della scuola media va educato a comprendere che la sua soddisfazione deve essere grande se riesce a passare da un 6 ad un 8 o che si deve preoccupare se l'8 si trasforma in 5 e non si muove di lì.

Il suo proprio voto, il suo proprio impegno, i suoi propri sbagli.

Il confronto con gli altri, la possibilità di avere un posto migliore nella società, di dare qualcosa e di ottenere tanto di pià o tanto di meno arriveranno dopo.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 8:42 am

Allora le griglie di.valutazione a che servono? Oppure si fanno delle griglie per ogni alunno? Non mi risulta. E ancora, perché differenziare i ragazzi disabili se dobbiamo valutarli in base ai progressi individuali, e non in base a delle abilità, conoscenze, e competenze.attese? All'esame di stato quante buste arrivano e quante griglie fa la commissione?
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 9:07 am

le competenze attese per i ragazzi disabili sono stabilite in base a parametri ministeriali?

Non lo sapevo.

Pensa che credevo che le competenze attese fossero stabilite considerando la personale df in base al progetto di vita individuale.

Che idea romantica ho della scuola.

Non riesco ancora a vederla come una catena di montaggio.

Non riesco a vederla anche se effettivamente tutto quello che so e che vedo è proprio quello: a scuola non si desiderano individui ma scatolette squadrate e impilabili ikea - like

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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 9:12 am

Ire ha scritto:
con il tuo discorso ushikawa dai l'impressione che tu intenda la scuola fine a se stessa e non come ambiente di apprendimento per la vita futura.

Che importanza hanno i voti uguali?

Un domani si vedrà a cosa corrispondano per ora si considerino le condizioni di ogni singolo alunno e gli si dia la possibilità di andare avanti valorizzando il meglio che le sue condizioni gli permettono di dare.

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Qui Ire confermi di essere portatrice di una ideologia fondamentalmente antiscolastica, e quindi antivalutativa.
Il perno di questa ideologia è l'individuo: per ogni individuo un voto diverso e una scuola diversa.
Questa ideologia prevede che prevalgano sempre i diritti individuali su quelli sociali e sui doveri.
Secondo questa ideologia la scuola è il luogo dell'inclusione, intesa nel senso di un fasullo annullamento temporaneo di differenze che si ripresenteranno a breve senza essere state né risolte né affrontate; l'inclusione non è il risultato di un processo che richiede tempo e fatica, ma un diritto tout court da riscuotere immediatamente, nel senso di una minore severità.
I voti dati tutti con lo stesso criterio hanno un'importanza enorme, invece. Forse il voto realmente "giusto" è una chimera, ma ciò non toglie che lo si debba escludere a priori come obiettivo e che i docenti non si debbano impegnare per dare valutazioni corrette.
Il voto "giusto" educa l'alunno a conoscere il proprio rendimento in una certa disciplina e a impegnarsi per migliorarlo.
Il voto "giusto" educa l'alunno a comprendere i propri limiti e le proprie potenzialità e a crescere, anche nel confronto con gli altri.
Il voto "giusto" educa l'alunno a capire che non è il suo ombelico la misura e il centro di ogni cosa.
Il voto "giusto" spinge all'impegno e comunica che la scuola intesa come istituzione e i docenti sono giusti e tendono ad essere obiettivi.
Il voto "giusto" limita i docenti nel valutare secondo simpatie o antipatie; le scale di valutazioni individualizzate si prestano ai peggiori arbitri, spesso a danno degli alunni stessi. Con l'alunno simpatico adotto la scala di valutazione favorevole, con quello che non sopporto utilizzo quella più penalizzante.
Il voto "giusto" dovrebbe realizzare nella scuola l'anticipo di una società giusta, dove "i meritevoli e i capaci", come recita la costituzione, possano progredire socialmente e sviluppare a pieno il proprio potenziale.
Al contrario il voto individualizzato crea alunni insicuri, fragili, gonfiati nel proprio ego, convinti che tutto gli sia dovuto e non in grado di riflettere sui propri punti di debolezza e migliorarli.
Il voto individualizzato crea l'attesa irrealistica di una società a propria misura, dove ogni cosa debba essere concessa per il solo fatto di esistere;
il voto individualizzato predispone a vivere in una società nella quale conta più giocare a calcetto col potente che essere laureati col massimo dei voti, conta più chi si conosce di cosa si conosce.
Il voto individualizzato non insegna a confrontare le proprie prestazioni con quelle degli altri, che, se ci sopravanzano perché più bravi, vengono definiti come fortunati, raccomandati e così via.
Il voto individualizzato non insegna che, a volte, non basta neanche mettercela tutta.
Il voto individualizzato è una mostruosità pedagogica.
Insegniamo piuttosto ai nostri figli che non è importante aver preso sei o dieci, che non serve niente aver alzato a dieci un sei, ma che ci sia impegno e curiosità, nella scuola come nella vita.
In definitiva il voto individualizzato, al contrario di quanto affermi, è la vera spia di una scuola autoreferenziale, che non si confronta con la realtà che ci circonda, con il merito delle cose, con il merito delle persone. La società, non solo il lavoro ma la vita sociale in genere, chiede persone aperte, flessibili, istruite, competenti. Non chiede solo persone "che ce l'hanno messa tutta" (che poi c'è sempre il modo di mettercene un po' di più). Quelli che a dir loro "ce l'hanno messa tutta" avranno quello che la società fornirà loro, sostenendo di "aver fatto tutto il possibile". Un bel posto al McDonald, ad esempio...
Noi alle medie, alle elementari, anche alle superiori, non dovremmo lavorare per illudere gli alunni di essere tanto bravi, né per "includerli" in non si sa cosa, ma per fornire loro le competenze di base che gli permettano di affrontare la vita nel modo migliore possibile ed integrarsi realmente nella società, sviluppando al massimo le proprie potenzialità. E per farlo, nella maggior parte dei casi, c'è bisogno anche del voto, dell'insufficienza, del dieci alla prestazione eccellente. Del voto giusto.


Ultima modifica di ushikawa il Gio Lug 27, 2017 9:19 am, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 9:16 am

Ire ha scritto:

La vita poi chiede titoli ed ESAMI  e se anche i titoli saranno pari gli esami faranno la differenza tra chi ha avuto regali e chi ha imparato davvero.

Talvolta i concorsi chiedono anche un voto minimo di diploma.
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carla75

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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 9:18 am

Ire ha scritto:
le competenze attese per i ragazzi disabili sono stabilite in base a parametri ministeriali?

Non lo sapevo.

Pensa che credevo che le competenze attese fossero stabilite considerando la personale df in base al progetto di vita individuale.

Che idea romantica ho della scuola.

Non riesco ancora a vederla come una catena di montaggio.

Non riesco a vederla anche se effettivamente tutto quello che so e che vedo è proprio quello:  a scuola non si desiderano individui ma scatolette squadrate  e impilabili ikea - like

Allora confermi il fatto che le valutazioni si fanno in base alle competenze e non in base alla persona. Perfetto. Allora spiega al figlio del signore che ha ragione di lamentarsi quando vede che, di fronte ad.in compito.identico c'è uno che prende 8 e uno che prende 6. Ad ognuno di noi rispondi in maniera diversa e come ti fa piu' comodo. Ma tu credi che noi non ce ne accorgiamo?
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 9:25 am

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:

La vita poi chiede titoli ed ESAMI  e se anche i titoli saranno pari gli esami faranno la differenza tra chi ha avuto regali e chi ha imparato davvero.

Talvolta i concorsi chiedono anche un voto minimo di diploma.

certo ma si parlava di parità di voti e disparità di valore

In un concorso in cui il voto minimo è 7 arrivano due candidati dei quali uno ha 7 perchè lo merita (perchè la sua conoscenza corrisponde al 7) mentre l'altro ha 7 perchè stava simpatico al professore o perchè il cdc ha deciso che con la sua problematica dovesse avere 7.

Secondo te chi dei due avrà più possibilità di superare il concorso?
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 9:27 am

mac67 ha scritto:
Ire ha scritto:

La vita poi chiede titoli ed ESAMI  e se anche i titoli saranno pari gli esami faranno la differenza tra chi ha avuto regali e chi ha imparato davvero.

Talvolta i concorsi chiedono anche un voto minimo di diploma.

È vero nonostante ci sia ingiustizia anche in questi casi

Io avevo al liceo un presidente prete; un mio compagno che doveva uscire con 48/60 (all' incirca) è arrivato al vescovo ed è uscito con 60/60 superando chi doveva invece veramente avere 60/60 ed è uscito con 58/60.

Sfido chiunque ora a dire che questa non è ingiustizia...
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 9:44 am

E, come ribadisco sempre tranne i casi gravi e reali ed evidenti per tutti, si torna al famoso voto in uscita uguale per tutti che personalmente contesto da sempre. Almeno alle medie.
Se non hai fatto la seconda lingua, legalmente eh, perché sei nai e di lingue buonperte ne sai già due (la tua e l'italiano), se per tre anni hai fatto percorsi differenti e facilitati perché hai certificazioni varie (ormai un bes non si nega a nessuno), se hai convinto qualcuno a dichiararti bes solo in terza e magari solo nel secondo quadrimestre, guarda caso (sì, casi simili stanno aumentando in maniera preoccupante), sul tuo diploma finale io ci voglio una scrittina, anche piccola eh... Non cerco certo la lettera scarlatta, ma voglio la scrittina/dichiarazione: voto conseguente a percorso differenziato.
Scommettiamo che i famosi bes dell'ultimo minuto svanirebbero al volo?
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Ire



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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 9:57 am

carla75 ha scritto:
Ire ha scritto:
le competenze attese per i ragazzi disabili sono stabilite in base a parametri ministeriali?

Non lo sapevo.

Pensa che credevo che le competenze attese fossero stabilite considerando la personale df in base al progetto di vita individuale.

Che idea romantica ho della scuola.

Non riesco ancora a vederla come una catena di montaggio.

Non riesco a vederla anche se effettivamente tutto quello che so e che vedo è proprio quello:  a scuola non si desiderano individui ma scatolette squadrate  e impilabili ikea - like

Allora confermi il fatto che le valutazioni si fanno in base alle competenze e non in base alla persona. Perfetto. Allora spiega al figlio del signore che ha ragione di lamentarsi quando vede che, di fronte ad.in compito.identico c'è uno che prende 8 e uno che prende 6.    Ad ognuno di noi rispondi in maniera diversa e come ti fa piu' comodo. Ma tu credi che noi non ce ne accorgiamo?

Ad ognuno rispondo in base a quello che dice secondo quanto penso su quello che dice in base alla mia idea di come debbano essere le cose (idea che segue la legge e i principi)

So che è sport popolare qui avere in mente gli sporchi extra e rispondere sporco extra anche a chi parla di ricette di cucina ma io vedo il dialogo e il confronto in modo diverso da questo e a quello che vedo io mi attengo. Sono contenta che te ne sia accorta.
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MessaggioTitolo: Re: Ma allora vale tutto?   Gio Lug 27, 2017 10:07 am

tellina ha scritto:
sul tuo diploma finale io ci voglio una scrittina, anche piccola eh... Non cerco certo la lettera scarlatta, ma voglio la scrittina/dichiarazione: voto conseguente a percorso differenziato.
Scommettiamo che i famosi bes dell'ultimo minuto  svanirebbero al volo?

Certo... ma questo non succederà mai perché se così fosse terminerebbe il business che c' è dietro...
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Ma allora vale tutto?
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