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 Per insegnanti tecnico-scientifici

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ushikawa

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MessaggioTitolo: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mar Ago 01, 2017 8:53 pm

https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/__trashed-6/

"Se gli algoritmi uccidono il pensiero analitico"

Lungo ma interessante, vorrei sapere cosa ne pensano Paniscus e Comp_xt
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mar Ago 01, 2017 9:35 pm

ushikawa ha scritto:
https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/__trashed-6/

"Se gli algoritmi uccidono il pensiero analitico"

Lungo ma interessante, vorrei sapere cosa ne pensano Paniscus e Comp_xt
Gli algoritmi non uccidono nulla.

C'era una volta la scuola difficile, che diplomava poca gente, quella più intelligente, capace di fare operazioni algoritmiche e pensieri astratti; quelli avevano la possibilità di far bene l'università, gli altri non si iscrivevano neanche.

Oggi abbiamo lo stesso quantitativo di intelligenti, ma all'università approdano anche tanti mediocri che con gli algoritmi ci sanno fare e con il resto no. Quando fai la media vedi che il popolo è peggiorato, ma è un'illusione ottica.
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Garamond



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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mar Ago 01, 2017 10:07 pm

"La reinvenzione filosofica dell'acqua calda sembra essere un atteggiamento molto comune oggi".

Si commenta da sé.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mar Ago 01, 2017 11:05 pm

Ah quindi oggigiorno nell esame di analisi propongono gli stessi esercizi fatti al corso? Pazzesco.
Io non ho MAI trovato un esercizio che avevo già fatto al corso.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mar Ago 01, 2017 11:49 pm

Garamond ha scritto:
"La reinvenzione filosofica dell'acqua calda sembra essere un atteggiamento molto comune oggi".

Si commenta da sé.

Sono anni che dico che la "didattica per competenze" è la scoperta dell'acqua calda, anzi, tiepida.

L'articolo dice quello che diciamo tutti, e che in realtà si diceva già 50 anni fa. Ho letto tempo fa un articolo di Enrico Persico, allievo di Fermi, che si lamentava in modo simile della "mancanza di vita" nelle sinapsi dei suoi studenti.

Niente di nuovo sotto il sole. Cambiano solo i numeri: oggi sono molti di più quelli che vanno all'università, ma il numero di quelli bravi non è cresciuto allo stesso modo.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 6:49 am

Riassumendo, l'articolo si lamenta del fatto che gli studenti sanno risolvere meccanicamente alcuni problemi matematici e fisici ricorrendo ai vari metodi algoritmici, ma, non avendo una percezione chiara di cosa stanno facendo, non riescono a trovare la soluzione quando il problema è più complesso o posto in maniera differente dal solito: cioè non sono in grado di affrontare un problema complesso in maniera analitica, utilizzando sia l'intuizione che la deduzione.

Le lamentele in questo senso ci sono sempre state; la differenza rispetto al passato è che il livello al quale i docenti iniziano a lamentarsi è molto più basso di ieri e che oggi imperversa una retorica delle competenze, intese in maniera antitetica alle conoscenze, per la quale non è tanto importante "sapere" tout court, ma "saper fare", per cui si può essere competenti di qualcosa anche non conoscendola.
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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 8:06 am

ushikawa ha scritto:
Riassumendo, l'articolo si lamenta del fatto che gli studenti sanno risolvere meccanicamente alcuni problemi matematici e fisici ricorrendo ai vari metodi algoritmici, ma, non avendo una percezione chiara di cosa stanno facendo, non riescono a trovare la soluzione quando il problema è più complesso o posto in maniera differente dal solito: cioè non sono in grado di affrontare un problema complesso in maniera analitica, utilizzando sia l'intuizione che la deduzione.

Le lamentele in questo senso ci sono sempre state; la differenza rispetto al passato è che il livello al quale i docenti iniziano a lamentarsi è molto più basso di ieri e che oggi imperversa una retorica delle competenze, intese in maniera antitetica alle conoscenze, per la quale non è tanto importante "sapere" tout court, ma "saper fare", per cui si può essere competenti di qualcosa anche non conoscendola.
Esatto, il fatto che imperversi la retorica non significa che quella retorica abbia fondamento; la statura intellettuale dei laureati in scienza dell'educazione è perfettamente compatibile con la coerenza e fondatezza delle loro teorie.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 10:01 am

ushikawa ha scritto:

Le lamentele in questo senso ci sono sempre state; la differenza rispetto al passato è che il livello al quale i docenti iniziano a lamentarsi è molto più basso di ieri e che oggi imperversa una retorica delle competenze, intese in maniera antitetica alle conoscenze, per la quale non è tanto importante "sapere" tout court, ma "saper fare", per cui si può essere competenti di qualcosa anche non conoscendola.

Comunque, non è una malintesa "didattica per competenze" la causa della scarsa preparazione degli studenti di cui ci si lamenta da sempre. Le cause sono millemila e ne abbiamo discusso ad nauseam.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 10:10 am

non sono del tutto d'accordo: nella retorica delle competenze in matematica prevale il "problem solving" al ragionamento (come avviene in Finlandia), in storia dell'arte (per fare un esempio terra terra) potrebbe contare più saper organizzare una visita in un museo che conoscerne le opere e i loro autori.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 10:14 am

ushikawa ha scritto:
non sono del tutto d'accordo: nella retorica delle competenze in matematica prevale il "problem solving" al ragionamento (come avviene in Finlandia), in storia dell'arte (per fare un esempio terra terra) potrebbe contare più saper organizzare una visita in un museo che conoscerne le opere e i loro autori.

Organizzare una visita in un museo non è una competenza artistica. Guardare un quadro mai visto e sapere indicare, grosso modo a che periodo e a quale corrente artistica appartiene, e magari azzardare anche l'autore, questa sì che è competenza.

Come si fa il problem solving senza il ragionamento? Risolvere problemi è esattamente la situazione ideale per vedere in atto le competenze, visto che ti viene assegnato un obiettivo, ma la scelta del modo di arrivarci è tua.
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 10:36 am

Se non vivessimo nell'era della "didattica delle competenze", sarebbe in effetti la riscoperta dell'acqua calda.

Il fenomeno descritto dall'autore dell'articolo è però in aumento non solo in termini assoluti ma anche in termini percentuali e questo rende il tutto molto più allarmante.

Ritengo comunque sia superfluo prendersela col "pensiero algoritmico" tour court, perché per creare algoritmi ottimali occorre mettere in moto le sinapsi.

E non è nemmeno colpa dei docenti delle materie scientifiche, credo infatti che in discipline come matematica, fisica e chimica gli studenti oggi abbiano molte più possibilità che in passato di cimentarsi con problemi di vario tipo.

Il fatto è che per educare all'utilizzo di un pensiero analitico (ma anche per comprendere il senso e il significato delle procedure algoritmiche) occorre che il percorso scolastico sia coerente con ciò.
La scuola di oggi ha dichiarato guerra al pensiero astratto, si pensa che l'approccio laboratoriale possa essere sostitutivo (e non invece integrativo) di quello teorico, si pretende che la matematica venga ridotta a mero problem solving, si vorrebbe che il processo di apprendimento sia immediato (e se non lo è, la colpa è del docente che non ha usato le dovute metodologie, non dello studente che rifiuta di sbattere la testa su un problema),
A questo aggiungiamo la tendenza a trasformare qualsiasi difficoltà in disturbo, il credere nel valore magico di tabelle e formulari, il costante calo della capacità di attenzione degli studenti e il gioco è fatto.
E a quel punto ci si ritrova con studenti universitari che cascano come pere davanti al primo limite "non standard" che incontrano, ma del resto che altro è possibile aspettarsi? I limiti sono solo il punto di arrivo di un processo che parte da lontano.
Io in prima liceo preparavo interrogazioni con 50 teoremi di geometria euclidea che bisognava essere in grado di dimostrare e di applicare. Perché non proviamo a farlo oggi? Chiamerebbero il telefono azzurro!
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 10:47 am

mac67 ha scritto:

Come si fa il problem solving senza il ragionamento? Risolvere problemi è esattamente la situazione ideale per vedere in atto le competenze, visto che ti viene assegnato un obiettivo, ma la scelta del modo di arrivarci è tua.

Non si può, ovviamente.

Il problema è che per gli estremisti descritti ushikawa non è importante essere in grado di dimostrare un risultato, ma solo saperlo utilizzare in un contesto concreto.
Sia chiaro, saper applicare un teorema non è certo una competenza banale, il problema è che concentrando l'attenzione sulla sola capacità applicativa, ci si dimentica che lo strumento utilizzato è anch'esso oggetto di possibile dimostrazione e non una verità di fede calata dall'alto.
Se un tempo gli studenti avevano maggiori capacità di "problem solving" era anche perché lo studio delle dimostrazioni di vari teoremi apriva loro la mente, rendendola flessibile ed idonea a gestire situazioni non note.
Oggi invece si pretende di arrivare direttamente al problema, senza che vi sia stata una adeguata comprensione degli "strumenti" e si vorrebbe che gli studenti abbiano quella elasticità e quella intuizione che si possono acquisire solo se tutto il percorso di studi è coerente con questo obiettivo (e non mi riferisco alle sole discipline scientifiche).
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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 7:25 pm

ushikawa ha scritto:
non sono del tutto d'accordo: nella retorica delle competenze in matematica prevale il "problem solving" al ragionamento (come avviene in Finlandia), in storia dell'arte (per fare un esempio terra terra) potrebbe contare più saper organizzare una visita in un museo che conoscerne le opere e i loro autori.
Sì, ma parliamoci chiaro, quella è la teoria; chi li ha mai cagati ? Io insegno come avrei insegnato 20 anni fa e come 40 anni fa hanno insegnato a me; voi fate diversamente ?
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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 7:34 pm

comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

Come si fa il problem solving senza il ragionamento? Risolvere problemi è esattamente la situazione ideale per vedere in atto le competenze, visto che ti viene assegnato un obiettivo, ma la scelta del modo di arrivarci è tua.

Non si può, ovviamente.

Il problema è che per gli estremisti descritti ushikawa non è importante essere in grado di dimostrare un risultato, ma solo saperlo utilizzare in un contesto concreto.
Sia chiaro, saper applicare un teorema non è certo una competenza banale, il problema è che concentrando l'attenzione sulla sola capacità applicativa, ci si dimentica che lo strumento utilizzato è anch'esso oggetto di possibile dimostrazione e non una verità di fede calata dall'alto.
Se un tempo gli studenti avevano maggiori capacità di "problem solving" era anche perché lo studio delle dimostrazioni di vari teoremi apriva loro la mente, rendendola flessibile ed idonea a gestire situazioni non note.
Oggi invece si pretende di arrivare direttamente al problema, senza che vi sia stata una adeguata comprensione degli "strumenti" e si vorrebbe che gli studenti abbiano quella elasticità e quella intuizione che si possono acquisire solo se tutto il percorso di studi è coerente con questo obiettivo (e non mi riferisco alle sole discipline scientifiche).
Mai fatto dimostrazioni alle superiori (ITIS), eppure sono biingegnere e nessun professore del Poli ha mai avuto modo di lamentarsi delle mie prestazioni.

Hanno preteso che imparassi molte dimostrazioni nelle varie analisi; l'ho fatto contro voglia, e le ho dimenticate nel più breve tempo possibile.

E' sempre la solita storia, è nato prima l'uovo o la gallina ? E' la dimostrazione che origina dall'intelligenza o è l'intelligenza che origina dalla dimostrazione ?

Il primo uovo non era di gallina, era di protogallina, ma una mutazione ha fatto sì da far nascere da quell'uovo una gallina.

Le dimostrazioni non creano intelligenza, semmai sono generate dall'intelligenza, che c'è in origine e viene sviluppata con esperienze precedenti e più antiche.

Le dimostrazioni selezionavano gli intelligenti ... come il latino; oggi anche i coglioni incapaci di dimostrare giungono all'unversità, perchè la selezione è finita, non perchè è finita la costruzione intellettiva.
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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 7:41 pm

Quanto ho detto è sostenuto dalla seguente considerazione: oggi non insegniamo più le mille mila dimostrazioni di cui sopra, a nessuno, eppure qualcuno che arriva all'università e che fa bella figura, eventualmente anche imparando le dimostrazioni, anche inventandone di nuove, c'è.

Quindi esistono ancora gli intelligenti senza che siano stati formati dalle dimostrazioni.
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MessaggioTitolo: Re: Per insegnanti tecnico-scientifici   Mer Ago 02, 2017 8:06 pm

Il mio insegnamento è un po' diverso da quello del mio professore di 40 anni fa. Faccio alcune dimostrazioni random, ma faccio fare problemini di dimostrazione, problemi applicati alla realtà, meglio se sono problemi che si possono risolvere in più modi.
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