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 Docenti e facebook

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franco71



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MessaggioTitolo: Docenti e facebook   Mer Ago 23, 2017 11:38 am

Promemoria primo messaggio :

N-esimo docente che ripropone il tema se sia opportuno
esternare sui social opinioni/idee in forte contrasto con la "missione" educativa ma soprattutto con il dettato costituzionale.

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/08/23/news/con_la_bandiera_della_rsi_sul_luogo_di_una_strage_nazista_bufera_su_un_professore_di_carrara-173672809/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P1-S1.6-T1

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bandiera-sal-vetta-bufera-su-professore-1433101.html

(p.s. naturalmente do per scontato che queste persone in classe siano tranquilli e ligi osservanti dei regolamenti scolastici, ma solo sui social, come Dr Jekyll/Mr. Hide, presentino una mutazione ideologica. Altrimenti, imho, il caso sarebbe ancor più grave)
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 9:42 am

Paolo Santaniello ha scritto:
Secondo me la libertà di espressione su facebook dei docenti deve essere esattamente uguale alla libertà di espressione di ogni altro cittadino.
Se l'apologia del fascismo è vietata (così pure incitamento all'odio eccetera eccetera), allora lo è PER TUTTI!

c'è una belle differenza tra ciò che è legale e ciò che è opportuno e sanzionabile disciplinarmente vista la funzione. Il tuo "uguale " si riferisce a un piano legale, che non è quello che importa.
Non occorre uccidere qualcuno e essere condannato con condanna passata in giudicato per essere sanzionati sul piano disciplinare, lo vogliamo capire una buona volta!
Non c'entra nulla cosa sia vietato, nessuno metterà questo imbecille in ceppi (ahinoi!), quale che sia il suo mestiere, ma qualcuno dovrebbe avviare un procedimento disciplinare visto che ricopre un ruolo inadatto a certi comportamenti. Il codice di comportamento del dipendente pubblico prevede che non si causi imbarazzo all'amministrazione. La foto di questo coglione con lo stendardo mi causa un ENORME imbarazzo, mi pare evidente che sia inappropriato: sarà lo zimbello della sua scuola dei suoi alunni, molte famiglie si indigneranno, mi auguro che lo inseguano coi forconi.
Non ne posso più di difese corporative di questo tipo: quando c'è da rivendicare un ruolo in seno alla società, il rispetto dovuto, l'aumento stipendiale, l'insegnamento è il più qualificato e alto dei mestieri; quando c'è da difendere l'imbecille di turno tutti là a cavillare se una norma della Costituzione si possa applicare o se una foto su Facebook sia come quella chiusa nel portafogli. Mi domando se ci si sarebbe sforzati tanto se il collega avesse inneggiato alla jihad... è libertà di espressione pure quella no? Non vorremo negargli una bella foto con la cintura esplosiva su faccialibro!
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 9:58 am

Ti sto vicina in questo tuo momento di ENORMEMENTE imbarazzo. :)))
Capirai. La rsi. So' passati più di 70 anni.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 10:01 am

Masaniello ha scritto:
Ti sto vicina in questo tuo momento di ENORMEMENTE imbarazzo. :)))
Capirai. La rsi. So' passati più di 70 anni.

imbarazzante anche l'insegnante che non sa nemmeno accordare un aggettivo col sostantivo... Mi stai vicinA perché sono femmina io?
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 10:07 am

Ti sto vicino anche perché non hai capito ancora che sbadatamente il t9 fa errori di battitura,e continui a segnalarlo invece che rimanere sul pezzo
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 11:48 am

lucetta10 ha scritto:
Paolo Santaniello ha scritto:
Secondo me la libertà di espressione su facebook dei docenti deve essere esattamente uguale alla libertà di espressione di ogni altro cittadino.
Se l'apologia del fascismo è vietata (così pure incitamento all'odio eccetera eccetera), allora lo è PER TUTTI!

c'è una belle differenza tra ciò che è legale e ciò che è opportuno e sanzionabile disciplinarmente vista la funzione. Il tuo "uguale " si riferisce a un piano legale, che non è quello che importa.
Non occorre uccidere qualcuno e essere condannato con condanna passata in giudicato per essere sanzionati sul piano disciplinare, lo vogliamo capire una buona volta!
Non c'entra nulla cosa sia vietato, nessuno metterà questo imbecille in ceppi (ahinoi!), quale che sia il suo mestiere, ma qualcuno dovrebbe avviare un procedimento disciplinare visto che ricopre un ruolo inadatto a certi comportamenti. Il codice di comportamento del dipendente pubblico prevede che non si causi imbarazzo all'amministrazione. La foto di questo coglione con lo stendardo mi causa un ENORME imbarazzo, mi pare evidente che sia inappropriato: sarà lo zimbello della sua scuola dei suoi alunni, molte famiglie si indigneranno, mi auguro che lo inseguano coi forconi.
Non ne posso più di difese corporative di questo tipo: quando c'è da rivendicare un ruolo in seno alla società, il rispetto dovuto, l'aumento stipendiale, l'insegnamento è il più qualificato e alto dei mestieri; quando c'è da difendere l'imbecille di turno tutti là a cavillare se una norma della Costituzione si possa applicare o se una foto su Facebook sia come quella chiusa nel portafogli. Mi domando se ci si sarebbe sforzati tanto se il collega avesse inneggiato alla jihad... è libertà di espressione pure quella no? Non vorremo negargli una bella foto con la cintura esplosiva su faccialibro!

Dovremmo anche renderci conto che il concetto di "imbarazzo" è talmente fumoso da prestarsi alle più discrezionali interpretazioni.
Un docente che critica il ministro Fedeli crea imbarazzo all'amministrazione?
Un docente che dichiara pubblicamente che l'alternanza scuola lavoro nei licei è tempo perso sottratto allo studio crea imbarazzo all'amministrazione?
La realtà è che il codice di comportamento dei dipendenti pubblici è stato scritto in maniera volutamente vaga proprio per poter essere utilizzato come strumento per punire il dissenso dei dipendenti.
Ma i principi costituzionali che garantiscono la libertà di pensiero e di parola non dovrebbero prevalere sulle restrizioni imposte dai codici di comportamento? È una banale questione di gerarchia delle fonti giuridiche.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 12:14 pm

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Paolo Santaniello ha scritto:
Secondo me la libertà di espressione su facebook dei docenti deve essere esattamente uguale alla libertà di espressione di ogni altro cittadino.
Se l'apologia del fascismo è vietata (così pure incitamento all'odio eccetera eccetera), allora lo è PER TUTTI!

c'è una belle differenza tra ciò che è legale e ciò che è opportuno e sanzionabile disciplinarmente vista la funzione. Il tuo "uguale " si riferisce a un piano legale, che non è quello che importa.
Non occorre uccidere qualcuno e essere condannato con condanna passata in giudicato per essere sanzionati sul piano disciplinare, lo vogliamo capire una buona volta!
Non c'entra nulla cosa sia vietato, nessuno metterà questo imbecille in ceppi (ahinoi!), quale che sia il suo mestiere, ma qualcuno dovrebbe avviare un procedimento disciplinare visto che ricopre un ruolo inadatto a certi comportamenti. Il codice di comportamento del dipendente pubblico prevede che non si causi imbarazzo all'amministrazione. La foto di questo coglione con lo stendardo mi causa un ENORME imbarazzo, mi pare evidente che sia inappropriato: sarà lo zimbello della sua scuola dei suoi alunni, molte famiglie si indigneranno, mi auguro che lo inseguano coi forconi.
Non ne posso più di difese corporative di questo tipo: quando c'è da rivendicare un ruolo in seno alla società, il rispetto dovuto, l'aumento stipendiale, l'insegnamento è il più qualificato e alto dei mestieri; quando c'è da difendere l'imbecille di turno tutti là a cavillare se una norma della Costituzione si possa applicare o se una foto su Facebook sia come quella chiusa nel portafogli. Mi domando se ci si sarebbe sforzati tanto se il collega avesse inneggiato alla jihad... è libertà di espressione pure quella no? Non vorremo negargli una bella foto con la cintura esplosiva su faccialibro!

Dovremmo anche renderci conto che il concetto di "imbarazzo" è talmente fumoso da prestarsi alle più discrezionali interpretazioni.
Un docente che critica il ministro Fedeli crea imbarazzo all'amministrazione?
Un docente che dichiara pubblicamente che l'alternanza scuola lavoro nei licei sia tempo perso sottratto allo studio crea imbarazzo per l'amministrazione?
La realtà è che il codice di comportamento dei dipendenti pubblici è stato scritto in maniera volutamente vaga proprio per poter essere utilizzato come strumento per punire il dissenso dei dipendenti.
Ma i principi costituzionali che garantiscono la libertà di pensiero e di parola non dovrebbero prevalere sulle restrizioni imposte nei codici di comportamento? È una banale questione di gerarchia delle fonti giuridiche.

Quindi, perdonami, la legittima critica e rimostranza sindacale nei confronti del datore di lavoro può essere interpretata come imbarazzo per l'amministrazione? E perché mai? In base a quale principio? Non vedo veramente nessun nesso.

A me pare francamente che si sia smarrita la bussola e allungata la coda di paglia. In nome del timore di una ritorsione siamo disposti a difendere qualsiasi comportamento scorretto tra i pari grado, e questa è una aberrazione del sistema.

Può darsi che sia come dici, ma ormai il codice di comportamento scritto in maniera vaga sta diventando utile dal momento che non si può più prevedere cosa possa venire in mente di postare su Facebook al simpatico collega di turno, e questo è un problema. E un problema ancora più grande è che un insegnante non se ne renda conto da solo.
Una volta non c'era dubbio su quale fosse un comportamento consono al ruolo (e l'insegnante godeva di maggiore considerazione sociale), oggi per paura (o con la scusa) che possa essere considerato disdicevole criticare il ministro, si tollera e addirittura si difende il nazistello di turno per timore di ritorsioni.
Credi veramente che, nell'affermare la libertà di espressione, la Costituzione voglia dare la stura alla fogna? Perché non entrare in classe a esporre idee revisioniste o inneggiare alla guerra santa allora? Possibile mai che tu creda che non sia possibile stabilire appropriatezza perché la Costituzione ci direbbe che tutto è appropriato? Non è questo lo spirito della Costituzione e comunque la costituzione non c'entra in questo caso.

Qualunque settore lavorativo prevede sanzioni disciplinari che non c'entrano con i reati. Si vorrebbe invece che nel nostro, dove già le sanzioni sono ridicole e in numero tendente allo zero, ci fosse un'autogestione continua e tutto fosse lecito perché siamo liberi.
Però poi se un politico fa qualcosa che non ci piace, anche senza condanna, lo vorremmo fuori dalla porta! Quando Poletti la spara sui bamboccioni, fuori dalle balle!
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 12:28 pm

lucetta10 ha scritto:

Quindi, perdonami, la legittima critica e rimostranza sindacale nei confronti del datore di lavoro può essere interpretata come imbarazzo per l'amministrazione? E perché mai? In base a quale principio? Non vedo veramente nessun nesso.

A me pare francamente che si sia smarrita la bussola e allungata la coda di paglia. In nome del timore di una ritorsione siamo disposti a difendere qualsiasi comportamento scorretto tra i pari grado, e questa è una aberrazione del sistema.

Può darsi che sia come dici, ma ormai il codice di comportamento scritto in maniera vaga sta diventando utile dal momento che non si può più prevedere cosa possa venire in mente di postare su Facebook al simpatico collega di turno, e questo è un problema. E un problema ancora più grande è che un insegnante non se ne renda conto da solo.
Una volta non c'era dubbio su quale fosse un comportamento consono al ruolo (e l'insegnante godeva di maggiore considerazione sociale), oggi per paura (o con la scusa) che possa essere considerato disdicevole criticare il ministro, si tollera e addirittura si difende il nazistello di turno per timore di ritorsioni.
Credi veramente che, nell'affermare la libertà di espressione, la Costituzione voglia dare la stura alla fogna? Perché non entrare in classe a esporre idee revisioniste o inneggiare alla guerra santa allora? Possibile mai che tu creda che non sia possibile stabilire appropriatezza perché la Costituzione ci direbbe che tutto è appropriato? Non è questo lo spirito della Costituzione e comunque la costituzione non c'entra in questo caso.

Qualunque settore lavorativo prevede sanzioni disciplinari che non c'entrano con i reati. Si vorrebbe invece che nel nostro, dove già le sanzioni sono ridicole e in numero tendente allo zero, ci fosse un'autogestione continua e tutto fosse lecito perché siamo liberi.
Però poi se un politico fa qualcosa che non ci piace, anche senza condanna, lo vorremmo fuori dalla porta! Quando Poletti la spara sui bamboccioni, fuori dalle balle!

L'alternanza scuola lavoro nei licei è un obbligo previsto dalla legge.
Io credo che criticare una legge rientri fra i diritti costituzionali di ciascun cittadino, allo stesso tempo ritengo che il concetto di "imbarazzo" sia talmente vago da poter essere applicato anche a simili comportamenti.
In base a cosa? In base al fatto che un docente consideri una inutile perdita di tempo un'attività che l'istituzione scolastica ritiene invece essere formativa.
Ribadisco, io credo che la Costituzione venga comunque prima e che da sola sia a sufficiente a rendere legittime simili critiche, ma ormai il clima si sta facendo pesante e non mi stupisco più nel vedere contenziosi determinati dal fatto di aver liberamente espresso certe opinioni.

E comunque, il confine fra ciò che è consono e ciò che non lo è non è mai stato così chiaro e questo è stato il motivo per cui negli anni ottanta il legislatore ha abolito il "certificato di buona condotta" come requisito per l'accesso al pubblico impiego, optando per dei requisiti ben più oggettivi (del tipo: se sei stato condannato per certi reati non puoi accedere al pubblico impiego).

Quella è stata una conquista di civiltà, perché un tempo quel certificato veniva rilasciato dal sindaco del comune di residenza sulla base della propria interpretazione del concetto di "buona condotta". E così poteva capitare che una donna nubile che aveva avuto un figlio al di fuori di una relazione coniugale si vedeva negato l'agognato certificato perché il suo comportamento non era ritenuto consono al ruolo.
Oggi, a quanto pare, si vuole tornare a quell'arbitrio e a quella discrezionalità, convinti davvero che il confine fra ciò che è consono e ciò che non lo è sia davvero così chiaro e, soprattutto, che queste cose siano davvero importanti per la professione che si svolge.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 12:37 pm

comp_xt, fai degli esempi che non c'entrano nulla.
Un conto è inneggiare al nazismo o alla guerra santa, un conto è dichiararsi omosessuali o criticare la buona scuola. Giustificare un nazista per difendere un docente arrabbiato è una contorsione dialettica.
Mi pare che lo capiscano tutti. 
Per di più prima di qualsiasi intervento sanzionatorio dal ministero viene la stigmatizzazione sociale. Se tanti insegnanti stigmatizzano il repubblichino mancato e lo indicano quantomeno come un pirla, questo è un bene, qualunque siano poi i provvedimenti che deciderà di adottare il ministero sulla base della legge; anzi conta più l'opinione dei colleghi che quella del ministero.
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 12:45 pm

ushikawa ha scritto:
comp_xt, fai degli esempi che non c'entrano nulla.
Un conto è inneggiare al nazismo o alla guerra santa, un conto è dichiararsi omosessuali o criticare la buona scuola. Giustificare un nazista per difendere un docente arrabbiato è una contorsione dialettica.
Mi pare che lo capiscano tutti. 
Per di più prima di qualsiasi intervento sanzionatorio dal ministero viene la stigmatizzazione sociale. Se tanti insegnanti stigmatizzano il repubblichino mancato e lo indicano quantomeno come un pirla, questo è un bene, qualunque siano poi i provvedimenti che deciderà di adottare il ministero sulla base della legge; anzi conta più l'opinione dei colleghi che quella del ministero.

La contorsione dialettica è pensare di utilizzare due pesi e due misure per il solo fatto che in tanti criticano l'alternanza scuola lavoro ma in pochi simpatizzano per il fascismo.
Se quel fatto non costituisce reato in quanto ritenuto libero esercizio di un diritto costituzionale, non capisco per quale motivo un codice disciplinare, che nella gerarchia delle fonti è subordinato alla Costituzione, dovrebbe sanzionarlo.
La stigmatizzazione sociale è altrettanto legittima, ma è assurdo che da essa debba dedursi l'esigenza di irrogare una sanzione disciplinare perché altrimenti si starebbe dicendo che è il "sentire della maggioranza" e non l'oggettività dei fatti a stabilire ciò che è disciplinarmente rilevante.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 12:49 pm

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Quindi, perdonami, la legittima critica e rimostranza sindacale nei confronti del datore di lavoro può essere interpretata come imbarazzo per l'amministrazione? E perché mai? In base a quale principio? Non vedo veramente nessun nesso.

A me pare francamente che si sia smarrita la bussola e allungata la coda di paglia. In nome del timore di una ritorsione siamo disposti a difendere qualsiasi comportamento scorretto tra i pari grado, e questa è una aberrazione del sistema.

Può darsi che sia come dici, ma ormai il codice di comportamento scritto in maniera vaga sta diventando utile dal momento che non si può più prevedere cosa possa venire in mente di postare su Facebook al simpatico collega di turno, e questo è un problema. E un problema ancora più grande è che un insegnante non se ne renda conto da solo.
Una volta non c'era dubbio su quale fosse un comportamento consono al ruolo (e l'insegnante godeva di maggiore considerazione sociale), oggi per paura (o con la scusa) che possa essere considerato disdicevole criticare il ministro, si tollera e addirittura si difende il nazistello di turno per timore di ritorsioni.
Credi veramente che, nell'affermare la libertà di espressione, la Costituzione voglia dare la stura alla fogna? Perché non entrare in classe a esporre idee revisioniste o inneggiare alla guerra santa allora? Possibile mai che tu creda che non sia possibile stabilire appropriatezza perché la Costituzione ci direbbe che tutto è appropriato? Non è questo lo spirito della Costituzione e comunque la costituzione non c'entra in questo caso.

Qualunque settore lavorativo prevede sanzioni disciplinari che non c'entrano con i reati. Si vorrebbe invece che nel nostro, dove già le sanzioni sono ridicole e in numero tendente allo zero, ci fosse un'autogestione continua e tutto fosse lecito perché siamo liberi.
Però poi se un politico fa qualcosa che non ci piace, anche senza condanna, lo vorremmo fuori dalla porta! Quando Poletti la spara sui bamboccioni, fuori dalle balle!

L'alternanza scuola lavoro nei licei è un obbligo previsto dalla legge.
Io credo che criticare una legge rientri fra i diritti costituzionali di ciascun cittadino, allo stesso tempo ritengo che il concetto di "imbarazzo" sia talmente vago da poter essere applicato anche a simili comportamenti.
In base a cosa? In base al fatto che un docente consideri una inutile perdita di tempo un'attività che l'istituzione scolastica ritiene invece essere formativa.
Ribadisco, io credo che la Costituzione venga comunque prima e che da sola sia a sufficiente a rendere legittime simili critiche, ma ormai il clima si sta facendo pesante e non mi stupisco più nel vedere contenziosi determinati dal fatto di aver liberamente espresso certe opinioni.

E comunque, il confine fra ciò che è consono e ciò che non lo è non è mai stato così chiaro e questo è stato il motivo per cui negli anni ottanta il legislatore ha abolito il "certificato di buona condotta" come requisito per l'accesso al pubblico impiego, optando per dei requisiti ben più oggettivi (del tipo: se sei stato condannato per certi reati non puoi accedere al pubblico impiego).

Quella è stata una conquista di civiltà, perché un tempo quel certificato veniva rilasciato dal sindaco del comune di residenza sulla base della propria interpretazione del concetto di "buona condotta". E così poteva capitare che una donna nubile che aveva avuto un figlio al di fuori di una relazione coniugale si vedeva negato l'agognato certificato perché il suo comportamento non era ritenuto consono al ruolo.
Oggi, a quanto pare, si vuole tornare a quell'arbitrio e a quella discrezionalità, convinti davvero che il confine fra ciò che è consono e ciò che non lo è sia davvero così chiaro e, soprattutto, che queste cose siano davvero importanti per la professione che si svolge.

Un conto è criticare l'alternanza scuola lavoro, assolutamente legittimo e mai messo in discussione da nessuno, un conto sarebbe, per esempio, non applicarla. Qui sta la differenza ed è sostanziale.

Cosa proponi? In nome del fatto che il comportamento imbarazzante è vago e generico avalliamo comportamenti anche platealmente imbarazzanti? Moriamo di libero pensiero per difendere nostalgici camerata, omofobi e revisionisti e garantire il loro diritto alla cattedra?
Mi pare che nella scuola l'atteggiamento sia sempre quello di avallare tutto per timore che arrivi di peggio, anche se il timore non è giustificato da niente.  
Bisogna soppesare pro e contro. E torno a proporre il caso di un insegnante che inneggiasse alla jihad: sarebbe discrezionale e arbitrario veramente considerarlo un comportamento non consono?
Proporre una tassonomia di comportamenti consoni per superare l'arbitrarietà ti pare auspicabile?
Non nego che la questione sia spinosa, ma la soluzione è sorbirci tutti sti cretini a rotta di collo? Se esistesse un ordine degli insegnanti, come per altre professioni, che si occupasse delle questioni disciplinari? Come finirebbe? Che nessuno verrebbe sanzionato
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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 12:54 pm

Lo sdegno che un genitore oggi può provare nel sapere che il professore di suo figlio simpatizza per la RSI è lo stesso che negli anni sessanta tanti genitori provavano quando venivano a conoscenza che la maestra del loro bambino aveva concepito un figlio pur essendo nubile.
Ma davvero per essere dei validi insegnanti occorre essere immuni da motivi di sdegno genitoriale?
E se iniziassimo a pensare che quello che un docente fa nella vita privata sono fatti suoi e circoscrivessimo il giudizio a quello che fa nell'ambiente di lavoro?
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 12:57 pm

comp_xt ha scritto:
ushikawa ha scritto:
comp_xt, fai degli esempi che non c'entrano nulla.
Un conto è inneggiare al nazismo o alla guerra santa, un conto è dichiararsi omosessuali o criticare la buona scuola. Giustificare un nazista per difendere un docente arrabbiato è una contorsione dialettica.
Mi pare che lo capiscano tutti. 
Per di più prima di qualsiasi intervento sanzionatorio dal ministero viene la stigmatizzazione sociale. Se tanti insegnanti stigmatizzano il repubblichino mancato e lo indicano quantomeno come un pirla, questo è un bene, qualunque siano poi i provvedimenti che deciderà di adottare il ministero sulla base della legge; anzi conta più l'opinione dei colleghi che quella del ministero.

La contorsione dialettica è pensare di utilizzare due pesi e due misure per il solo fatto che in tanti criticano l'alternanza scuola lavoro ma in pochi simpatizzano per il fascismo.
Se quel fatto non costituisce reato in quanto ritenuto libero esercizio di un diritto costituzionale, non capisco per quale motivo un codice disciplinare, che nella gerarchia delle fonti è subordinato alla Costituzione, dovrebbe sanzionarlo.
La stigmatizzazione sociale è altrettanto legittima, ma è assurdo che da essa debba dedursi l'esigenza di irrogare una sanzione disciplinare perché altrimenti si starebbe dicendo che è il "sentire della maggioranza" e non l'oggettività dei fatti a stabilire ciò che è disciplinarmente rilevante.

fai confusione tra codice di comportamento e norma costituzionale, che non sono necessariamente collegate. Un codice di comportamento può proporre per esempio l'obbligo a indossare la camicia (e se non sbaglio l'obbligo esiste addirittura in Parlamento) e non vedo come questo obbligo possa trovare avallo costituzionale. Le due cose sono distinte perché hanno finalità diverse.
Ovvio che un codice di comportamento non possa contenere norme quali il divieto a pronunciare il nome del ministro.
Vedi da qualche parte negato il diritto al dissenso? Al di là che non sia stato ascoltato, il dissenso degli insegnanti per la 107 non si è potuto esprimere legittimamente in tutte le sedi?
L'oggettività dei fatti (che in questo caso implica il giudizio sui fatti) è altrettanto vaga come la stigmatizzazione sociale. L'imbarazzo è il sentimento che suscita un comportamento contro il sentire comune, teniamoci almeno i casi eclatanti come questo
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 1:01 pm

comp_xt ha scritto:
Lo sdegno che un genitore oggi può provare nel sapere che il professore di suo figlio simpatizza per la RSI è lo stesso che negli anni sessanta tanti genitori provavano quando venivano a conoscenza che la maestra del loro bambino aveva concepito un figlio pur essendo nubile.
Ma davvero per essere dei validi insegnanti occorre essere immuni da motivi di sdegno genitoriale?
E se iniziassimo a pensare che quello che un docente fa nella vita privata sono fatti suoi e circoscrivessimo il giudizio a quello che fa nell'ambiente di lavoro?

Negli anni '70, il docente che voleva essere giudicato solo per il suo lavoro teneva le sue idee per sé, oggi consapevolmente le "pubblica", ovvero rende pubbliche, e questo non può non essere considerato.
Nella vita privata si possono fare tante cose, ma come giudicheremmo ad esempio il magistrato che nella vita privata intrattenesse amicizie con persone poco raccomandabili? Il finanziere che si facesse fare i lavori in nero? Affari suoi?
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 1:07 pm

lucetta10 ha scritto:

fai confusione tra codice di comportamento e norma costituzionale, che non sono necessariamente collegate. Un codice di comportamento può proporre per esempio l'obbligo a indossare la camicia (e se non sbaglio l'obbligo esiste addirittura in Parlamento) e non vedo come questo obbligo possa trovare avallo costituzionale. Le due cose sono distinte perché hanno finalità diverse.
Ovvio che un codice di comportamento non possa contenere norme quali il divieto a pronunciare il nome del ministro.
Vedi da qualche parte negato il diritto al dissenso? Al di là che non sia stato ascoltato, il dissenso degli insegnanti per la 107 non si è potuto esprimere legittimamente in tutte le sedi?
L'oggettività dei fatti (che in questo caso implica il giudizio sui fatti) è altrettanto vaga come la stigmatizzazione sociale. L'imbarazzo è il sentimento che suscita un comportamento contro il sentire comune, teniamoci almeno i casi eclatanti come questo

Certo, un codice di comportamento può legittimamente imporre determinate condotte durante l'orario di lavoro, sarebbe però illegittimo imporre al dipendente di vestirsi in un certo modo in orario extralavorativo.
Allo stesso modo, una cosa è sanzionare un docente che inneggia al fascismo in classe, un altro è pretendere di sanzionare fatti avvenuti nella vita privata.
Che poi il codice di comportamento dei dipendenti pubblici preveda questa eventualità è vero, conservo tuttavia seri dubbi sulla costituzionalità di tale norma, ancor più che essa è espressa in una forma volutamente vaga e generica.
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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 1:25 pm

lucetta10 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
Lo sdegno che un genitore oggi può provare nel sapere che il professore di suo figlio simpatizza per la RSI è lo stesso che negli anni sessanta tanti genitori provavano quando venivano a conoscenza che la maestra del loro bambino aveva concepito un figlio pur essendo nubile.
Ma davvero per essere dei validi insegnanti occorre essere immuni da motivi di sdegno genitoriale?
E se iniziassimo a pensare che quello che un docente fa nella vita privata sono fatti suoi e circoscrivessimo il giudizio a quello che fa nell'ambiente di lavoro?

Negli anni '70, il docente che voleva essere giudicato solo per il suo lavoro teneva le sue idee per sé, oggi consapevolmente le "pubblica", ovvero rende pubbliche, e questo non può non essere considerato.
Nella vita privata si possono fare tante cose, ma come giudicheremmo ad esempio il magistrato che nella vita privata intrattenesse amicizie con persone poco raccomandabili? Il finanziere che si facesse fare i lavori in nero? Affari suoi?

Ma non è affatto vero che tenevano le loro idee per sé.
Negli anni settanta la scuola era piena di militanti politici di vari partiti che facevano comizi, si candidavano alle elezioni e scrivevano articoli su giornali e bollettini.
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 1:31 pm

Quanto ai magistrati, la vita privata non può essere oggetto di sanzione disciplinare ma può solo portare all'astenersi da certe cause.

Ecco un caso recente:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/789788/la-pm-si-fa-baciare--i-piedi-dall-avvocato--il-caso-finisce-al-csm.html
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 1:38 pm

comp_xt ha scritto:
Lo sdegno che un genitore oggi può provare nel sapere che il professore di suo figlio simpatizza per la RSI è lo stesso che negli anni sessanta tanti genitori provavano quando venivano a conoscenza che la maestra del loro bambino aveva concepito un figlio pur essendo nubile.
Ma davvero per essere dei validi insegnanti occorre essere immuni da motivi di sdegno genitoriale?
E se iniziassimo a pensare che quello che un docente fa nella vita privata sono fatti suoi e circoscrivessimo il giudizio a quello che fa nell'ambiente di lavoro?

L'esempio non è calzante. L'avere un figlio pur essendo nubili non si riflette sulla didattica in nessun modo, al contrario simpatie reazionarie ed estremiste possono benissimo essere trasportate in classe, soprattutto se il docente insegna materie non tecniche o se tende alle esternazioni.
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donadoni



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 1:40 pm

basta non avere f.b!!!!
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 1:50 pm

chicca70 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
Lo sdegno che un genitore oggi può provare nel sapere che il professore di suo figlio simpatizza per la RSI è lo stesso che negli anni sessanta tanti genitori provavano quando venivano a conoscenza che la maestra del loro bambino aveva concepito un figlio pur essendo nubile.
Ma davvero per essere dei validi insegnanti occorre essere immuni da motivi di sdegno genitoriale?
E se iniziassimo a pensare che quello che un docente fa nella vita privata sono fatti suoi e circoscrivessimo il giudizio a quello che fa nell'ambiente di lavoro?

L'esempio non è calzante. L'avere un figlio pur essendo nubili non si riflette sulla didattica in nessun modo, al contrario simpatie reazionarie ed estremiste possono benissimo essere trasportate in classe, soprattutto se il docente insegna materie non tecniche o se tende alle esternazioni.

Questa è un'affermazione arbitraria basata sul tuo personale sentire.
In reatà però i genitori che lamentavano il fatto che la maestra del loro bambino avesse concepito un figlio fuori dal matrimonio pur essendo nubile, temevano che tale "immoralità" avesse delle ripercussioni sulla didattica, esattamente come tu pensi che le simpatie fasciste di quel docente possano essere trasposte nelle sue lezioni.
O pensi forse che nella storia e nella letteratura ci siano più richiami ai totalitarismi di quanti ce ne siano ai concetti di matrimonio-amore-sesso?
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 2:49 pm

comp_xt ha scritto:
Quanto ai magistrati, la vita privata non può essere oggetto di sanzione disciplinare ma può solo portare all'astenersi da certe cause.

Ecco un caso recente:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/789788/la-pm-si-fa-baciare--i-piedi-dall-avvocato--il-caso-finisce-al-csm.html

Questo non è esatto. Il magistrato in specie è stato sottoposto eccome a provvedimento disciplinare oltre ad essere stato allontanato dalla causa. E guarda anche questo:
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_maggio_13/avances-avvocatesse-trasferito-pm-inchieste-varani-maro-8424a8ea-1913-11e6-a60e-5fac25fd8ba7.shtml
Un magistrato che satireggiava con giovani avvocate consenzienti tramite scambio reciproco di mail dal contenuto esplicito (fatto totalmente privato) è stato sanzionato dopo un procedimento disciplinare.
Hai ragione a dire che si tratta di una situazione su cui occorre vigilare e l'esempio della madre nubile degli anni '70 è assolutamente calzante, ma non si può pensare che per non incorrere in quello, la categoria degli insegnanti,c he occupa una posizione delicatissima, sia condannata a diventare il ricovero dei matti. Rimango convinta che nel nostro caso, come in quello dei magistrati, noblesse oblige
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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 3:04 pm

"alcune delle destinatarie decidevano di “stare al gioco” nella prospettiva di eventuali vantaggi»
Occorre commentare?
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comp_xt



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 3:19 pm

lucetta10 ha scritto:


Questo non è esatto. Il magistrato in specie è stato sottoposto eccome a provvedimento disciplinare oltre ad essere stato allontanato dalla causa. E guarda anche questo:
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_maggio_13/avances-avvocatesse-trasferito-pm-inchieste-varani-maro-8424a8ea-1913-11e6-a60e-5fac25fd8ba7.shtml
Un magistrato che satireggiava con giovani avvocate consenzienti tramite scambio reciproco di mail dal contenuto esplicito (fatto totalmente privato) è stato sanzionato dopo un procedimento disciplinare.
Hai ragione a dire che si tratta di una situazione su cui occorre vigilare e l'esempio della madre nubile degli anni '70 è assolutamente calzante, ma non si può pensare che per non incorrere in quello, la categoria degli insegnanti,c he occupa una posizione delicatissima, sia condannata a diventare il ricovero dei matti. Rimango convinta che nel nostro caso, come in quello dei magistrati, noblesse oblige

Sul caso dell'avvocato che in una festa privata baciava i piedi del PM non so come sia andata a finire.
Se è vero, come riferisci, che è stata inflitta una sanzione disciplinare, immagino che sia per l'aver omesso di dichiarare il rapporto di amicizia (da cui, per ovvi motivi, discendeva l'incompatibilità), non certo per il fatto in sé.

Riguardo invece all'articolo da te linkato, dalla sua lettura emerge che i fatti oggetto di contestazione hanno comunque un forte legame con la professione.
Quel magistrato infatti ha utilizzato conoscenze e recapiti ottenuti in ambito professionale per scopi privati.
Se ci avesse provato con altre donne, non sarebbe accaduto nulla (a meno che, ovviamente, non si fosse dinnanzi al reato di stalking).
Per fare un esempio attinente alla nostra professione, come giudichereste il caso di un docente quarantenne che invia un sms a una ragazza di 19 anni chiedendole di uscire con lui?
Fatti salvi i giudizi morali, su cui ciascuno è libero di pensarla come vuole, è chiaro che la rilevanza disciplinare del fatto cambia notevolmente se quella ragazza è una sua studentessa oppure no.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 4:02 pm

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:


Questo non è esatto. Il magistrato in specie è stato sottoposto eccome a provvedimento disciplinare oltre ad essere stato allontanato dalla causa. E guarda anche questo:
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_maggio_13/avances-avvocatesse-trasferito-pm-inchieste-varani-maro-8424a8ea-1913-11e6-a60e-5fac25fd8ba7.shtml
Un magistrato che satireggiava con giovani avvocate consenzienti tramite scambio reciproco di mail dal contenuto esplicito (fatto totalmente privato) è stato sanzionato dopo un procedimento disciplinare.
Hai ragione a dire che si tratta di una situazione su cui occorre vigilare e l'esempio della madre nubile degli anni '70 è assolutamente calzante, ma non si può pensare che per non incorrere in quello, la categoria degli insegnanti,c he occupa una posizione delicatissima, sia condannata a diventare il ricovero dei matti. Rimango convinta che nel nostro caso, come in quello dei magistrati, noblesse oblige

Sul caso dell'avvocato che in una festa privata baciava i piedi del PM  non so come sia andata a finire.
Se è vero, come riferisci, che è stata inflitta una sanzione disciplinare, immagino che sia per l'aver omesso di dichiarare il rapporto di amicizia (da cui, per ovvi motivi, discendeva l'incompatibilità), non certo per il fatto in sé.

Riguardo invece all'articolo da te linkato, dalla sua lettura emerge che i fatti oggetto di contestazione hanno comunque un forte legame con la professione.
Quel magistrato infatti ha utilizzato conoscenze e recapiti ottenuti in ambito professionale per scopi privati.
Se ci avesse provato con altre donne, non sarebbe accaduto nulla (a meno che, ovviamente, non si fosse dinnanzi al reato di stalking).
Per fare un esempio attinente alla nostra professione, come giudichereste il caso di un docente quarantenne che invia un sms a una ragazza di 19 anni chiedendole di uscire con lui?
Fatti salvi i giudizi morali, su cui ciascuno è libero di pensarla come vuole, è chiaro che la rilevanza disciplinare del fatto cambia notevolmente se quella ragazza è una sua studentessa oppure no.

ti assicuro che nel caso dei magistrati la condotta irreprensibile viene ancora richiesta e i provvedimenti disciplinari per comportamenti non consoni ci sono eccome.
Detto questo, nel caso che rappresenti non c'è una condotta inadeguata tout court quindi l'esempio non mi pare calzante. Non c'è nulla di male nel fatto che un 40enne (mica Matusalemme) treschi con una quasi ventenne, maggiorenne e vaccinata. Va da sé che se la tipa è una sua studentessa tutto cambia. Come cambia se il suddetto prof dovesse avere un profilo fb PUBBLICO e visibile da tutti, pieno solo di riferimenti alla sua passione per le 19enni coetanee delle sue studentesse, con contorno di sconcezze e pruriti... fossimo genitori di quelle studentesse forse qualcosa da ridire ce lo avremmo, con qualche ragione.
Non stiamo poi parlando di singoli casi, ma di uno eclatante in particolare, su cui non ci sono dubbi sulla inopportunità, al di là che si pensi che vada o meno censurato con un provvedimento disciplinare. Il punto è se comportamenti platealmente inadeguati e sulla cui inadeguatezza tutti discutono nei corridoi e al bar, debbano arrivare a sanzioni disciplinari, nel caso specifico di un insegnante.
I social network impongono di ragionare diversamente, di ripensare il rapporto pubblico-privato e soprattutto di devono iniziare a essere caricati di una qualche responsabilità, per evitare, come è ora, che si crei una sorta di zona franca dove tutto si può dire e fare e nulla si può censurare in nome della libertà di espressione (poveraccia)
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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 6:10 pm

Masaniello ha scritto:
Notizia bufala,l ennesima. Ritengo che Il sedicente prof sia stato pagato dall anpi per simulare lo scandalo per dare modo all anpi ( che oggi si occupa di finti profughi,spettacolare! )di farsi pubblicità.
Quando finiremo di SPECULARE SULLA MORTE DEGLI INNOCENTI???


Quando finira' questo forum di essere infestato dalle vedove inconsolabili della Buonanima?
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Gio Ago 24, 2017 7:14 pm

Oh bentornato. Dove eri finito,in missione raccogli profughi su una nave Ong? Com è la costa libica?
Oltre a non esserci nulla di male,eticamente, moralmente, legalmente, deontologicamente se un prof ci prova con una 19 enne, non sua alunna ma magari alunna di un altra quinta, cosa dovrebbero fare i genitori della suddetta non mi è chiaro. Sono ancora maggiorenni a 19 o sono ridiventate bambine sotto custodia genitoriale?
I genitori si occupino di COME INSEGNA il professore, non cosa fa al di fuori della vita privata.
Ovviamente sto escludendo i casi di vecchi porci insistenti.
A proposito,secondo il noblesse oblige di lucetta, i prof possono fare sesso o dovrebbero votarsi alla castità. ..solo per capire.
Nel 2013,prima della maturità, con una quinta ipc abbiamo organizzato una grigliata serale. Due professoresse più sottoscritto, mi sono sentito libero di comportarmi liberamente "tra pari" .battute con i ragazzi, bella musica techno, battute anche alle ragazze, battute fini,simpatiche e non pesanti,qualche galanteria,foto su Facebook (orrore ).
Penso che un prof giovane, in un contesto totalmente extrascolastico, con alunni maggiorenni possa permettersi un atteggiamento più rilassato e meno ortodosso senza cadere nel ridicolo.
Se poi al prof piacciono le belle donne,perché non sublimare elegantemente certi istinti primordiali facendo il cameriere sorridente ed offrendo le pietanze alle studentesse carine ed anche alle colleghe un po meno? Cioè. .siamo esseri umani.....
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