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 Docenti e facebook

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franco71



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MessaggioTitolo: Docenti e facebook   Mer Ago 23, 2017 11:38 am

Promemoria primo messaggio :

N-esimo docente che ripropone il tema se sia opportuno
esternare sui social opinioni/idee in forte contrasto con la "missione" educativa ma soprattutto con il dettato costituzionale.

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/08/23/news/con_la_bandiera_della_rsi_sul_luogo_di_una_strage_nazista_bufera_su_un_professore_di_carrara-173672809/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P1-S1.6-T1

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bandiera-sal-vetta-bufera-su-professore-1433101.html

(p.s. naturalmente do per scontato che queste persone in classe siano tranquilli e ligi osservanti dei regolamenti scolastici, ma solo sui social, come Dr Jekyll/Mr. Hide, presentino una mutazione ideologica. Altrimenti, imho, il caso sarebbe ancor più grave)
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 3:05 pm

lucetta10 ha scritto:
sempreconfusa1 ha scritto:
L'italiano è una lingua ricchissima di lemmi, sinonimi e linguaggio figurato. Similitudini, metafore....come esempio, potrei dire c'è chi si pavoneggia, e chi no.

Ultimamente sto studiando un po' di sociolinguistica. Il neostandard (carico di influenze del sub-standard e del parlato) si spinge inesorabilmente verso la semplificazione (pare che nell'italiano ci sia troppa "ridondanza"), ci si pavoneggerà sempre meno, meglio abusare di congiuntivi finchè si può.

...fatte le debite differenze tra parlato e scritto (che ancora r-esiste), anche io ho dato esami sul tema, li ho trovati interessantissimi (a me piacciono anche tutte le varianti regionali e i dialetti).
comunque, la metafora veicolava del sarcasmo.
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 3:19 pm

più che pavoneggiarsi io credo che l'uso del congiuntivo sia di per sé sinonimo di intelligenza, perché implica che chi parla/scrive sappia "intelligere", anche intuitivamente, se la situazione di cui si parla sia una situazione ipotetica, condizionata ecc. ecc.
Penso che i bambini più fortunati siano quelli che crescono in famiglie in cui si usa il congiuntivo.
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 3:23 pm

non mi riferivo a chi usa l'italiano (con o senza congiuntivi) quando ho usato la metafora, ma ad altro...
Era quasi un messaggio in codice...

Comunque, io sono per i congiuntivi. Quando poi si dovrà farne il funerale, e allora lo faremo. Ancora c'è un buon margine di tempo. Per me è più la fretta e la rapidità con cui conduciamo le nostre vite a spingerci verso la semplificazione, piuttosto che un uso consapevole fatto di scelte.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 3:26 pm

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

ti assicuro che nel caso dei magistrati la condotta irreprensibile viene ancora richiesta e i provvedimenti disciplinari per comportamenti non consoni ci sono eccome.
Detto questo, nel caso che rappresenti non c'è una condotta inadeguata tout court quindi l'esempio non mi pare calzante. Non c'è nulla di male nel fatto che un 40enne (mica Matusalemme) treschi con una quasi ventenne, maggiorenne e vaccinata. Va da sé che se la tipa è una sua studentessa tutto cambia. Come cambia se il suddetto prof dovesse avere un profilo fb PUBBLICO e visibile da tutti, pieno solo di riferimenti alla sua passione per le 19enni coetanee delle sue studentesse, con contorno di sconcezze e pruriti... fossimo genitori di quelle studentesse forse qualcosa da ridire ce lo avremmo, con qualche ragione.
Non stiamo poi parlando di singoli casi, ma di uno eclatante in particolare, su cui non ci sono dubbi sulla inopportunità, al di là che si pensi che vada o meno censurato con un provvedimento disciplinare. Il punto è se comportamenti platealmente inadeguati e sulla cui inadeguatezza tutti discutono nei corridoi e al bar, debbano arrivare a sanzioni disciplinari, nel caso specifico di un insegnante.
I social network impongono di ragionare diversamente, di ripensare il rapporto pubblico-privato e soprattutto di devono iniziare a essere caricati di una qualche responsabilità, per evitare, come è ora, che si crei una sorta di zona franca dove tutto si può dire e fare e nulla si può censurare in nome della libertà di espressione (poveraccia)

Il problema è che potremmo discuterne all'infinito, ma fino a quando continueremo a ragionare basandoci su un presunto sentire collettivo, che per sua natura è mutevole e comunque non universalmente condiviso, qualsiasi sanzione si configura come discrezionale.
Bisognerebbe pertanto  avere il coraggio di limitarsi a sanzionare solo pochi gravi comportamenti, strettamente attinenti all'ambito professionale, e chiaramente esplicitati, buttando a mare tutto ciò che posta prestarsi a interpretazioni discrezionali.
Dire che il dipendente pubblico non deve creare "imbarazzo all'amministrazione" è una norma liberticida, oltre che un abominio giuridico in quanto, a mio parere, si pone in aperto contrasto con la Costituzione.
Cosa accadrebbe se un quotidiano pubblicasse la lettera di un docente nella quale critica l'impianto della legge 170 (quella sui dsa)?
Io ritengo legittimo che un docente possa esprimere riserve di carattere scientifico sul metodo con la quale vengono effettuate le diagnosi e, soprattutto, sulla reale efficacia delle misure compensative e dispensative.
È facile prevedere però che il giorno dopo i genitori degli studenti dsa della scuola andrebbero in processione dal DS a criticare le esternazioni di quel docente che vuole negare un diritto ai loro figli.
In realtà magari quel docente la 170 la applica in maniera corretta in quanto legge dello stato, sebbene sia convinto che in molti casi essa sia più un danno che è un aiuto.
Quel docente però oggettivamente crea imbarazzo all'amministrazione in quanto il DS si trova a doversi difendere e giustificare.
Sia chiaro, la maggior parte dei docenti sa bene che rischi si corrono a trattare certi argomenti in quanto le reazioni schizofreniche del popolino vociante non possono essere controllate (e del resto a lavare la testa all'asino si spreca solo tempo e sapone) e pertanto si astiene dal rendere pubbliche certe analisi. Questo però è quieto vivere, forse anche ignavia, e il risultato è che il corpo docente ha sempre meno peso intellettuale proprio perché non può liberamente esprimere le sue opinioni senza rischiare di "creare imbarazzo per l'amministrazione" ed essere per questo sanzionato disciplinarmente.

Continui a includere nella discussione critiche verso leggi singole, che sono garantite e non mi consta siano mai state messe in discussione, salvo tu non mi sappia citare qualche caso. La categoria degli insegnanti passa come una categoria particolarmente conservatrice proprio perché si è sempre opposta a tutte le leggi recenti di riforma della scuola (sempre a ragione, attenzione...), non mi pare ci sia mai stato problema nell'esprimere civilmente la propria opinione (mai ascoltata ahinoi). Ben diverso sarebbe stato se questa legittima contrarietà fosse stata espressa in forme non consone e adeguate, che so... spaccando le cattedre...  
Esistono centinaia di lettere che contestano la legge 170 e centinaia di insegnanti hanno espresso pubblicamente le loro riserve, anche con i genitori.

Non ti offendere ma continuo a vedere nei tuoi interventi la volontà di difendere sempre e comunque il collega di turno, mentre sappiamo bene che la nostra non è affatto una categoria scevra da critiche, che non tutti lavorano bene, che quando c'è qualcuno che non lavora bene tutti tacciono e spesso lo coprono cavillando anche lì sulla libertà di insegnamento, altro feticcio spesso mistificato da insegnanti incapaci. Che occorra allora cominciare a censurare questi episodi, di stretta pertinenza professionale, siamo d'accordo: vero?

Il non esprimere in pubblico le proprie idee personali è opportuno e parsimonioso, non una vergogna né segno di paura. Avremmo bisogno semmai di maggiore parsimonia, non di più sfacciataggine. Vivere i tempi social, sboccati e volgari, dove le chiappe delle starlette sono di pubblico dominio ci ha convinto che così non sia, ma la sfera privata, quando rimane tale, non crea nessun imbarazzo a nessuno.
Se invece la si esibisce e, come vuole fb, la si commenta, allora la si può anche contestare e sanzionare. Trovo veramente ridicolo (e molto comodo) pensare che vada bene il like da tastiera ma non vada bene la censura verbale del dirigente. E' la solita filosofia dello stalker di Internet che si vede invincibile e al di sopra di ogni conseguenza nel mondo reale.

Il sentire collettivo è mutevole ma questo non è un male, ed è la ragione per cui la legge non presenta una tassonomia di comportamenti censurabili. Ma questo è un bene e non un male, molte leggi ragionano a seconda del sentire comune e non vedo altri argomenti, se non una aprioristica sfiducia nei confronti di chi deve comminare la sanzione, che possano sorreggere un principio del genere. Se così non fosse, come giustamente dici, saremmo ancora fermi alla condanna della madre nubile, mentre per fortuna discutiamo di un demente nostalgico.

Nel caso dell'insegnamento, le ipotesi di attinenza all'ambito professionale sono molte. Nel nostro caso, posto il link a un articolo del fattoquotidiano (stranamente) azzeccato (http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/24/fascismo-lettera-al-professore-portabandiera-di-salo-e-a-chi-governa/3814248/). Si immaginano proprio i casi in cui il comportamento del simpatico collega potrebbe entrare in conflitto con la pratica professionale.
Non ti disturba bruttare certi sacrosanti principi come la libertà di espressione per certi figuri? Da insegnante non percepisci l'imbarazzo reale che certe figure causano a tutti noi?
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 3:27 pm

ushikawa ha scritto:
più che pavoneggiarsi io credo che l'uso del congiuntivo sia di per sé sinonimo di intelligenza, perché implica che chi parla/scrive sappia "intelligere", anche intuitivamente, se la situazione di cui si parla sia una situazione ipotetica, condizionata ecc. ecc.
Penso che i bambini più fortunati siano quelli che crescono in famiglie in cui si usa il congiuntivo.

...e caro mio! pare che l'aspetto del verbo sia più di là che di qua!
se chi lo usa dimostra questa capacità, ma nessuno è più in grado di coglierla a che serve? Esiste ancora? La lingua implica sempre un emittente e un destinatario
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 3:30 pm

sempreconfusa1 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
sempreconfusa1 ha scritto:
L'italiano è una lingua ricchissima di lemmi, sinonimi e linguaggio figurato. Similitudini, metafore....come esempio, potrei dire c'è chi si pavoneggia, e chi no.

Ultimamente sto studiando un po' di sociolinguistica. Il neostandard (carico di influenze del sub-standard e del parlato) si spinge inesorabilmente verso la semplificazione (pare che nell'italiano ci sia troppa "ridondanza"), ci si pavoneggerà sempre meno, meglio abusare di congiuntivi finchè si può.

...fatte le debite differenze tra parlato e scritto (che ancora r-esiste), anche io ho dato esami sul tema, li ho trovati interessantissimi (a me piacciono anche tutte le varianti regionali e i dialetti).
comunque, la metafora veicolava del sarcasmo.

non so quando tu abbia dato gli esami, ma la situazione degli anni 2000 è completamente cambiata (Berruto ha aggiornato)
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 3:54 pm

lucetta10 ha scritto:


non so quando tu abbia dato gli esami, ma la situazione degli anni 2000 è completamente cambiata (Berruto ha aggiornato)

a che proposito?
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 3:57 pm

Lucetta, hai qualche consiglio bibliografico sull'argomento? Grazie
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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 3:58 pm

lucetta10 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
più che pavoneggiarsi io credo che l'uso del congiuntivo sia di per sé sinonimo di intelligenza, perché implica che chi parla/scrive sappia "intelligere", anche intuitivamente, se la situazione di cui si parla sia una situazione ipotetica, condizionata ecc. ecc.
Penso che i bambini più fortunati siano quelli che crescono in famiglie in cui si usa il congiuntivo.

...e caro mio! pare che l'aspetto del verbo sia più di là che di qua!
se chi lo usa dimostra questa capacità, ma nessuno è più in grado di coglierla a che serve? Esiste ancora? La lingua implica sempre un emittente e un destinatario

noi esistiamo ancora lucetta. E ci scambiamo anche messaggi su un forum.
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 4:09 pm

Se invece vogliamo dirla attraverso Berruto, allora non dovremmo parlare solo di congiuntivi o meno, perché la lingua si sta evolvendo verso un mumero sempre più alto di prestiti, soprattutto dall'inglese, e dal linguaggio settoriale, che rende quasi impossibile capire le notizie del tg a mia madre e parenti di quella generazione.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 4:14 pm

chicca70 ha scritto:
Lucetta, hai qualche consiglio bibliografico sull'argomento? Grazie

Il manuale "classico" è quello di Gaetano Berruto "Sociolinguistica dell'italiano contemporaneo" (l'edizione aggiornata), soprattutto la seconda parte che fa una disamina abbastanza puntuale dei singoli fenomeni
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 4:16 pm

sempreconfusa1 ha scritto:
Se invece vogliamo dirla attraverso Berruto, allora non dovremmo parlare solo di congiuntivi o meno, perché la lingua si sta evolvendo verso un mumero sempre più alto di prestiti, soprattutto dall'inglese, e dal linguaggio settoriale, che rende quasi impossibile capire le notizie del tg a mia madre e parenti di quella generazione.

non mi trattare da esperta del tema perché non lo sono, la mia formazione è tutt'altro che linguistica, ma a me pare di capire invece che i linguisti tendono in generale a ridurre l'importanza di prestiti e anglismi, e anzi in singoli studi mostrano come si tratti per lo più di fenomeni o transitori o legati al campo di pertinenza proprio come nel caso dell'informatica.
Capisco anche che il neostandard non è la lingua che tua madre non capisce, ma anzi quella che tutti parlano e che sta diventando e in parte è diventata una norma che sostituisce la norma. Espressioni prima considerate sub-standard o dialettali hanno perso marchetta e sono entrati nella norma: abbandono di pronomi come "esso", dimostrativi come "codesto", dislocazioni...


Ultima modifica di lucetta10 il Ven Ago 25, 2017 4:20 pm, modificato 1 volta
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 4:19 pm

lucetta10 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
Lucetta, hai qualche consiglio bibliografico sull'argomento? Grazie

Il manuale "classico" è quello di Gaetano Berruto "Sociolinguistica dell'italiano contemporaneo" (l'edizione aggiornata), soprattutto la seconda parte che fa una disamina abbastanza puntuale dei singoli fenomeni

Io ho un'edizione dei primi anni "90, quella studiata all'università. Mi aggiornerò con la nuova. Grazie.
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 4:26 pm

lucetta10 ha scritto:
sempreconfusa1 ha scritto:
Se invece vogliamo dirla attraverso Berruto, allora non dovremmo parlare solo di congiuntivi o meno, perché la lingua si sta evolvendo verso un mumero sempre più alto di prestiti, soprattutto dall'inglese, e dal linguaggio settoriale, che rende quasi impossibile capire le notizie del tg a mia madre e parenti di quella generazione.

non mi trattare da esperta del tema perché non lo sono, la mia formazione è tutt'altro che linguistica, ma a me pare di capire invece che i linguisti tendono in generale a ridurre l'importanza di prestiti e anglismi, e anzi in singoli studi mostrano come si tratti per lo più di fenomeni o transitori o legati al campo di pertinenza proprio come nel caso dell'informatica.
Capisco anche che il neostandard non è la lingua che tua madre non capisce, ma anzi quella che tutti parlano e che sta diventando e in parte è diventata una norma che sostituisce la norma. Espressioni prima considerate sub-standard o dialettali hanno perso marchetta e sono entrati nella norma: abbandono di pronomi come "esso", dimostrativi come "codesto", dislocazioni...

assolutamente, anzi pensavo che, da aggiornata, la più competente tra le due potessi essere proprio tu. Io non sono aggiornata.
Tuttavia, parlando di nuove generazioni, e di linguaggi legati ai nuovi mezzi di comunicazione come i social network, non mi sento di concordare con gli esperti.

Mia madre, ma neanche io capirei, se non avessi studiato un po'. Il linguaggio settoriale influisce eccome, altro che transitorio...ma se gli esperti dicono il contrario...resto perplessa.

Per il discorso invece puramente grammaticale, invece, concordo. Ma sullo scritto hi qualche riserva.

p.s.
ma hai letto il mio post in cui spiegavo il senso della metafora, vero? perché è partito tutto da lì, non vorrei ci fosse l'equivoco.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 4:30 pm

sempreconfusa1 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
sempreconfusa1 ha scritto:
Se invece vogliamo dirla attraverso Berruto, allora non dovremmo parlare solo di congiuntivi o meno, perché la lingua si sta evolvendo verso un mumero sempre più alto di prestiti, soprattutto dall'inglese, e dal linguaggio settoriale, che rende quasi impossibile capire le notizie del tg a mia madre e parenti di quella generazione.

non mi trattare da esperta del tema perché non lo sono, la mia formazione è tutt'altro che linguistica, ma a me pare di capire invece che i linguisti tendono in generale a ridurre l'importanza di prestiti e anglismi, e anzi in singoli studi mostrano come si tratti per lo più di fenomeni o transitori o legati al campo di pertinenza proprio come nel caso dell'informatica.
Capisco anche che il neostandard non è la lingua che tua madre non capisce, ma anzi quella che tutti parlano e che sta diventando e in parte è diventata una norma che sostituisce la norma. Espressioni prima considerate sub-standard o dialettali hanno perso marchetta e sono entrati nella norma: abbandono di pronomi come "esso", dimostrativi come "codesto", dislocazioni...

assolutamente, anzi pensavo che, da aggiornata, la più competente tra le due potessi essere proprio tu. Io non sono aggiornata.
Tuttavia, parlando di nuove generazioni, e di linguaggi legati ai nuovi mezzi di comunicazione come i social network, non mi sento di concordare con gli esperti.

Mia madre, ma neanche io capirei, se non avessi studiato un po'. Il linguaggio settoriale influisce eccome, altro che transitorio...ma se gli esperti dicono il contrario...resto perplessa.

Per il discorso invece puramente grammaticale, invece, concordo. Ma sullo scritto hi qualche riserva.

p.s.
ma hai letto il mio post in cui spiegavo il senso della metafora, vero? perché è partito tutto da lì, non vorrei ci fosse l'equivoco.

nessun equivoco, figuriamoci.
Capirai anche tu che "marchetta" (che non ha senso) sta per "marcatezza"
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 4:34 pm

Oddio.qualcuno ha consigliato su come sopravvivere al "REALE IMBARAZZO" che questa notizia bufala mi ha creato? Qualche pastiglia..tisana ..
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Docenti e facebook   Ven Ago 25, 2017 4:41 pm

masaniello, ma che hai sbagliato topic, niente niente? chiamiamo la farmacia??!?

lucetta, sì, ovvio non poteva essere marchetta...quando capisco il senso, leggo tra le righe.
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Docenti e facebook
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