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 Risposte concrete a un disoccupato.

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elirpe



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MessaggioTitolo: Risposte concrete a un disoccupato.   Ven Ago 25, 2017 11:54 am

Promemoria primo messaggio :

Torno all'argomento NEET ma sotto un'ottica diversa; è semplice sostenere che nessuno dovrebbe rimanere inattivo e disoccupato ma cosa consigliereste di fare a un ragazzo di 19 anni senza lavoro?
Nell'ipotesi ha un diploma, liceo scienze umane, 75 di valutazione, vive con la famiglia che paga ancora il mutuo (e quindi non potrà prestargli denaro) e vive nel Lazio, in una città di medie dimensioni.

P.s. Il ragazzo in questione non esiste, è un'ipotesi.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Ven Ago 25, 2017 8:51 pm

"Ogni tanto devo ricordare che ometto spesso apostrofi ed accenti,che poi arriva qualcuno a bacchettare "
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dormopoco



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Ven Ago 25, 2017 10:44 pm

Masaniello ha scritto:
Se fossi in lui,che effettivamente rispecchia una situazione molto comune, me ne starei beatamente a casa a giocare alla play. Mi chiedo perché continuiate a molestare i neet.
Li mantiene la famiglia, che problema c'è è? Quando inizieremo a vedere giovani italiani sotto i ponti ed alla mensa caritas ci porremo il problema. Per ora fanno la bella vita.

la questione si aggrava quando i neet non hanno 19 anni ma 50 e si chiedono "che problema c' è?"

ne conosco alcuni e vivono spensierati senza crearsi il minimo scrupolo di farsi mantenere dai genitori.

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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Ven Ago 25, 2017 11:16 pm

Macchinetta, ma tu VERAMENTE conosci gente di 50 anni che si fa mantenere dai genitori (presumibilmente prossimi agli 80) e che pensano che sia normale?

I casi sono pochi...

- o si tratta di famiglie veramente ricche, appartenenti alle classi elitarie tradizionali, che hanno beni ereditari consistenti, in cui non lavorano i figli ma non hanno mai lavorato nemmeno i genitori perché vivono tutti di rendita (ma appunto saranno pochissimi),

- oppure si tratta di gente sfigatissima che riesce a vivere senza lavorare proprio perché si adatta a vivere con poco, pochissimo, magari con la pensione minima della mamma vedova, ma di sicuro senza nessuna pretesa di "spensieratezza"!
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Ven Ago 25, 2017 11:20 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Macchinetta, ma tu VERAMENTE conosci gente di 50 anni che si fa mantenere dai genitori (presumibilmente prossimi agli 80) e che pensano che sia normale?

I casi sono pochi...

- o si tratta di famiglie veramente ricche, appartenenti alle classi elitarie tradizionali, che hanno beni ereditari consistenti, in cui non lavorano i figli ma non hanno mai lavorato nemmeno i genitori perché vivono tutti di rendita (ma appunto saranno pochissimi),

- oppure si tratta di gente sfigatissima che riesce a vivere senza lavorare proprio perché si adatta a vivere con poco, pochissimo, magari con la pensione minima della mamma vedova, ma di sicuro senza nessuna pretesa di "spensieratezza"!

Io propenderei per la seconda ipotesi. Per quanto una famiglia sia veramente molto ricca e possa vivere di rendita, occorre, almeno pro forma, una occupazione, magari una sinecura di poco impegno.
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dormopoco



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Ven Ago 25, 2017 11:22 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Macchinetta, ma tu VERAMENTE conosci gente di 50 anni che si fa mantenere dai genitori (presumibilmente prossimi agli 80) e che pensano che sia normale?

I casi sono pochi...

- o si tratta di famiglie veramente ricche, appartenenti alle classi elitarie tradizionali, che hanno beni ereditari consistenti, in cui non lavorano i figli ma non hanno mai lavorato nemmeno i genitori perché vivono tutti di rendita (ma appunto saranno pochissimi),

- oppure si tratta di gente sfigatissima che riesce a vivere senza lavorare proprio perché si adatta a vivere con poco, pochissimo, magari con la pensione minima della mamma vedova, ma di sicuro senza nessuna pretesa di "spensieratezza"!

si tratta di vicini di casa dei miei genitori.

ne parlo sempre con mia mamma la quale si meraviglia del fatto che non si vergognano

loro non hanno più il padre, vivono con la mamma. ovviamente non vanno al cinema, ecc ma hanno cmq il vitto necessario per vivere e sono sempre estremamente sereni
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Lenar



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Ven Ago 25, 2017 11:50 pm

elirpe ha scritto:
Torno all'argomento NEET ma sotto un'ottica diversa; è semplice sostenere che nessuno dovrebbe rimanere inattivo e disoccupato ma cosa consigliereste di fare a un ragazzo di 19 anni senza lavoro?
Nell'ipotesi ha un diploma, liceo scienze umane, 75 di valutazione, vive con la famiglia che paga ancora il mutuo (e quindi non potrà prestargli denaro) e vive nel Lazio, in una città di medie dimensioni.

P.s. Il ragazzo in questione non esiste, è un'ipotesi.

Gli consiglierei, se non vuole o non può, al momento, andare all'università, di fare un corso di formazione professionale che gli insegni come usare un tornio CNC. Oppure un corso da saldatore o da fresatore.

Ci sono un sacco di aziende meccaniche che cercano operai con un minimo di competenza... ed uno sveglio quel tipo di competenza se la fa in poco tempo.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 1:06 am

Io ribadisco che vince il dolce far niente.e i fatti ,le esperienze personali mie e di Francesca e decine di articoli sui giornali lo confermano
http://www.corriere.it/economia/17_agosto_26/giovani-disertano-corso-formazione-polemica-cgil-unindustria-4e479e2e-89c1-11e7-aad2-bad72feebda7.shtml
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 7:10 am

esperienze personali
articoli di giornali

le prime sono necessariamente limitate
i secondi sono nel 90% dei casi tendenziosi o sensazionalistici o entrambe le cose

le euristiche attraverso le quali ci approcciamo al mondo e prendiamo decisioni sono in gran parte fondate su basi estremamente inaffidabili. Le stesse cose che vediamo tutti i giorni le selezioniamo o le escludiamo dai nostri ragionamenti, se non addirittura dalla percezione, non per quello che sono, ma per la loro capacità di confermarci ciò che già pensiamo. E' il fenomeno del bias cognitivo; e in questo senso il web invece di aprirci il cervello ce lo sta chiudendo sempre più.

E' molto semplice pensare che ci sia una massa di giovani sfaticati. La realtà è che il lavoro non c'è. Lo dicono le statistiche, che segnalano dei tassi di disoccupazione giovanile allucinanti, che vedono una frazione di giovani inoccupati o disoccupati che va da 1/3 nelle regioni ricche ai 2/3 nelle regioni povere.

Se le statistiche da alcuni vengono semplicemente rifiutate, perché in contrasto con le proprie (ci sarebbe da discutere sul proprie) convinzioni, nel mio caso vengono pienamente confermate dall'esperienza personale, di amici e conoscenti. Da quello che ho vissuto io, da quello che mi raccontano gli amici e le persone che conosco ho potuto constatare che ,almeno nel centro-sud, trovare un lavoro "come si deve" è estremamente difficile, ci vuole tanta fortuna e tanta perseveranza e a volte neanche basta. E il problema è tanto più accentuato quanto più si è giovani.

A differenza del nord italia, che ammetto di non conoscere direttamente, nel centro sud il brillante ingegnere laureato non viene affatto conteso dalle aziende e quello meno brillante fa moltissima fatica a trovare lavoro; per le lauree meno spendibili la situazione è decisamente peggiore e in alcuni casi critica. (ma si sa, è facile rimproverare il filologo di non aver studiato bioingegneria...)

Crisi economica, mancanza di lavoro, scarsa qualità dei lavori offerti a livello di retribuzione e mansionamento, perdita di fiducia nella possibilità di trovarne uno, perdita di autostima e possibilità di vivere rinunciando all'autonomia sono alcuni dei più importanti fattori oggettivi e soggettivi che alimentano la disoccupazione giovanile.

Negli ultimi anni è stata montata ad arte una retorica dell'inadeguatezza, alimentata da articoli, editoriali di illustri firme, dichiarazioni di ministri, meeting e convegni, servizi televisivi per cui se uno non trova lavoro, se viene pagato poco, se viene licenziato, se vive a casa dei genitori è colpa sua: non ha combattuto abbastanza, non si è saputo fare largo, anche sgomitando, non è stato disposto ad accettare qualunque cosa, non ha lavorato a sufficienza, era troppo sci-sci, troppo puzza-al-naso, troppo choosy per lavorare: anche se ha studiato 10 anni all'università tra laurea e post-laurea e non ha voglia di friggere patatine.

Questa retorica, come altre consimili, si basa sul principio di ribaltare sull'individuo le mancanze della società e in particolare dello stato. Come viene esaltata l'eccellenza, del giovane ricercatore che ha fatto fortuna all'estero (senza che mai nessuno si chieda seriamente perché non l'ha fatta in Italia), così viene stigmatizzato l'insuccesso, che è l'altra faccia della medaglia dell'eccellenza, perché solo uno su mille ce la fa, come cantava Morandi.

E' una società atomizzata, dove non esistono più corpi intermedi, diritti collettivi, categorie sociali, ma soltanto individui presi singolarmente e più o meno adatti a reggere la competizione talvolta crudele cui sono sottoposti. Se l'individuo va avanti bene, altrimenti è un fallito, uno che non si è dato da fare abbastanza, che non è stato abbastanza al gioco dei bassi salari e delle cattive condizioni lavorative.

Fino a due o tre decenni fa una persona normale, non particolarmente brillante per studi e intelligenza e senza raccomandazioni, ce la faceva, purché volenterosa. Un posto di lavoro alla fine si trovava, anche a tempo indeterminato, il tempo indeterminato vero, quello di una volta. Oggi no: non solo il ragazzo, anche intelligente, anche dotato, fa una fatica enorme a trovare lavoro, ma si devono mettere in guardia le giovani generazioni dal pericolo di coltivare ambizioni, di studiare, di provare a schiacciare il bottone dell'ascensore sociale per elevarsi: tanto, come racconta Poletti, conta più una partita a calcetto con i compagni giusti che un master o un dottorato. Si deve sapere che lavoro non c'è, che studiare non serve a niente, che l'ascensore sociale è rotto, che c'è la crisi e che ognuno dovrà arrangiarsi da sè, anche a costo di fare il laureato call-center.

La retorica degli "sfaticati" è molto comoda per chi comanda: per una serie di giochi internazionali, nei quali l'Italia ha costantemente tenuto in mano delle carte perdenti (grazie anche all'inadeguatezza della nostra classe dirigente), si sta lentamente ma inesorabilmente smantellando il sistema produttivo italiano, in particolare nel settore secondario; contemporaneamente si sta agendo per ridurre il peso dello Stato e il numero dei suoi dipendenti nelle varie amministrazioni (scuola compresa). Per sostenere una operazione di questa portata c'è bisogno che un grandissimo numero di persone, soprattutto giovani, si riconverta al pensiero di rinunciare al posto fisso e dover accettare, per sopravvivere (magari a casa con i genitori) lavoretti precari con scarse retribuzioni e scarsi diritti, soprattutto nel campo dei servizi, del commercio e del turismo. Quei volenterosi giovanotti che accetteranno di buon grado, ad esempio, di lavorare per meno di cinque euro l'ora per la cooperativa che consente ad Auchan di tenere aperti i suoi punti vendita di notte (in perdita), sono l'avanguardia, gli eroi, del mondo che stanno costruendo; in questo senso dobbiamo leggere il chiaro intento politico di de-scolarizzare l'Italia, nel quale inquadrare la proposta dei licei quadriennali, quella dell'obbligo a diciotto anni, l'alternanza scuola-lavoro: tutti sistemi ingegnosi per abbassare la qualità della scuola pubblica italiana ed impedire, ai "volenterosi e capaci", non solo di raggiungere i più alti gradi ecc. ecc., ma addirittura di pensare, per loro stessi, un futuro migliore ottenuto con le proprie forze.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 9:32 am

Altri luoghi comuni ne abbiamo?
Ah.le statistiche. L Istat. Affidabili.
Fidati che hai perso più tempo tu a scrivere sto romanzo che il giovane medio a cercare lavoro.
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 9:35 am

Scrivere "il lavoro non c è " significa semplicemente vivere in un mondo a se,ermetico, costruito sulla base di luoghi comuni e banalità. Casa e scuola scuola e casa. Ma un occhiata ai "cerca personale" davanti ad esercizi commerciali, fabbricotte, officine? Ti sposti in elicottero?
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 9:47 am

Poi vorrei capire una cosa:che problema c'è a spostarsi? Sei giovane, sei libero da impegni,muovi il culo e vai dove il tuo lavoro si trova.
Mia sorella lavora alla British Airways dal 1998 e vive in Inghilterra, moltissimi miei ex compagni di ingegneria, del sud, lavorano al nord o all estero,presso l aviazione civile,militare,industria automobilistica.
Se vivi a Siracusa e hai una laurea in ambito i dustriale, due sono le cose:
-butti nel cesso la laurea,compri 4 gommoni e li affitti ai turisti.
-prendi la tua sacca come Calimero e vai dove l industria cerca la tua figura professionale.
-fai l insegnante a Siracusa
Ah.già. .il disagio. Eh ma nel paesello mio c è mamma' che mi lava le mutande,il fidanzato,gli amici. ..
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geo&geo



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 9:54 am

Fai l'insegnante a Siracusa???
Bel suggerimento concreto
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 9:58 am

Quello che si sta cercando di dirti è che anche muovere il culo e spostarsi non è così semplice, se ti offrono un lavoro senza nessuna garanzia di stabilità e con uno stipendio che per mantenersi non basta.

Il paragone con i lavori che si trovavano nel 1998 non regge proprio, la vuoi capire o no?

Secondo te il ragazzotto coraggioso, dinamico e propositivo del sud, che è disposto a spostarsi a Milano, come fa a campare a Milano, se quello che gli offrono è uno stage a 400 euro al mese, per sei mesi, e poi ciao? Te lo dico io come fa: continua a farsi mandare i soldi dai genitori, che lo aiuteranno a pagarsi l'affitto e le spese quotidiane esattamente come se fosse ancora studente fuori sede e fuori corso, abitudine che tu denigri tanto! Però fa più figo dire che "ha trovato lavoro"...


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Sab Ago 26, 2017 9:59 am, modificato 1 volta
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ushikawa

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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 9:58 am

Masaniello sei di un'ignoranza CRASSA e senza speranza di rendezione.

Quello che vive in un mondo a sè, ermetico, costruito sulla base di luoghi comuni e banalità sei tu.
Dimmi perché io dovrei ritenere le tue considerazioni più affidabili di quelle dell'ISTAT o della mia personale esperienza (che a differenza di te so essere limitata)

Sei in questo forum il più grande ripetitore di luoghi comuni e banalità, non casualmente orientate in senso reazionario, sessista e classista.

Che male c'è nello spostarsi all'estero? C'è di male che stiamo regalando le NOSTRE conoscenze ad altri paesi.
Che male c'è a spostarsi in Italia? Ma perché, dove sta scritto che sia un bene spostarsi?

Tu fai la macchietta dello sfaticato che vuole le mutande lavate da mammà (e non nego che possa essere un benefit pratico). Ma ti sfugge completamente che il lavoro NON C'E' in vaste aree dell'Italia e, pure dove c'è, non è né così tanto né così appetibile. Mi parli di tuo cuggino, tua sorella e tutta la stirpe dei meglio antenati tuoi. Non conosci NIENTE e non capisci NIENTE.

Ma se c'è tutto questo lavoro perché fai l'insegnante e non torni a fare l'ingegnere? Le fabbrichette non mancano, sei tu stesso a dirlo. Spostati, che non hai neanche famiglia. Fai qualcosa, invece di ripetere sciocchezze. A Londra o meglio a Boston o in California faranno carte false per assicurarti il tuo talento: vacci.

Comunque tieniti stretti i tuoi luoghi comuni, se ti rassicurano tanto: non ho né il tempo né la voglia per convincerti del contrario. Continua a leggere i tuoi cari Libero, Giornale, i siti bufalari e altri sciocchezzai (non che Repubblica e Stampa siano tanto meglio).
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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 10:11 am

Masaniello ha scritto:
Non è stata citata un opzione molto gettonata.
Ti iscrivi ad una facoltà delle palle, senza obbligo di frequenza. Ti spacci per "studente" ma in realtà fai un esame all anno.fai la bella vita dell universitario fancazzista tutto aperitivi e vacanze in Spagna, t i fai un anno di Erasmus e ti spacchi di alcool e canne.
A 39 anni ti laurei, non sai nemmeno tu come,  ti prendi un bell assegno di ricerca e parti alla ricerca di te stesso...
No, un momento, se tu sei "lì" e parti allora vai dove non sei e quindi non ti trovi; la ricerca potrebbe durare tantissimo.

Però è anche vero che se parti il tuo "lì" si sposta con te e quindi .... no è troppo complicato per un semplice ing.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 10:13 am

avidodinformazioni ha scritto:
Masaniello ha scritto:
  ti prendi un bell assegno di ricerca e parti alla ricerca di te stesso...
No, un momento, se tu sei "lì" e parti allora vai dove non sei e quindi non ti trovi; la ricerca potrebbe durare tantissimo.

"Vado via di casa per cercare me stesso; se mi trova prima qualcun altro, avvertitemi"
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Masaniello



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 10:14 am

Aridaie. Dopo balanzone,ecco un altro che per la 739 volta mi chiede perché non faccio l ingegnere. Vabbe.
Mi arrendo. Infirmatevi sullo stipendio di un neoingegnere in Fiat o in Leonardo appena assunto. In Puglia ci sono stabilimenti Leonardo che producono parti di fusoliera di diversi aerei,per esempio. In Puglia non a Francoforte.
Tempo fa dissi che al corso di tedesco c erano quattro neolaureati in ingegneria,tutti del sud tutti assunti in Fiat con stipendi sui 1300-1400 euro.
Si fanno le esperienza poi magari fra due anni vanno in audi o in BMW e ne prendono 4-5000 al mese.
Anno del signore 2016.
Bo.non c è peggiore sordo...
Ovvio,se hai la laurea in filologia che cazzo ti lamemti
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 10:14 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Quello che si sta cercando di dirti è che anche muovere il culo e spostarsi non è così semplice, se ti offrono un lavoro senza nessuna garanzia di stabilità e con uno stipendio che per mantenersi non basta.

Il paragone con i lavori che si trovavano nel 1998 non regge proprio, la vuoi capire o no?

Secondo te il ragazzotto coraggioso, dinamico e propositivo del sud, che è disposto a spostarsi a Milano, come fa a campare a Milano, se quello che gli offrono è uno stage a 400 euro al mese, per sei mesi, e poi ciao? Te lo dico io come fa: continua a farsi mandare i soldi dai genitori, che lo aiuteranno a pagarsi l'affitto e le spese quotidiane esattamente come se fosse ancora studente fuori sede e fuori corso, abitudine che tu denigri tanto! Però fa più figo dire che "ha trovato lavoro"...

Rilancio con una piccola esperienza personale. Più di 10 anni fa, lavoro 6 mesi a Milano presso una banca d'investimento. Il contratto è di 750 euro mensili netti. Parliamo di un lavoro per il quale sono richieste competenze matematiche, informatiche e finanziarie che nessun semplice laureato ha. 750 euro al mese per 6 mesi. Alla fine della fiera ci ho rimesso alcune migliaia di euro. Perché li avevo e ho "tentato" un investimento.

Sempre un po' di anni fa, un amico ingegnere è stato a Roma per un master di alcuni mesi. 500 euro al mese.

Con queste cifre ridicole, come si pensa che ci si possa muovere dal sud al nord? Abbiamo la testimonianza di centinaia, se non migliaia, di colleghi che la 107 ha trasferito dal Sud al Nord, i quali ci dicono che lo stipendio non basta per affrontare le spese.
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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 10:23 am

Sono in Calabria ed ho due (futuri ?) cognati, uno è un fancazzista di prima categoria, cicaloso nel senso che ha un lavoretto part time da 500 €/mese, uno scooter rotto e non riesce a mettere da parte i soldi per ripararlo (vivendo con i genitori); l'altro operoso ai massimi livelli, si fa sfruttare in una friggitoria ed appena può integra con lavoretti ulteriori sempre sottopagati.

Una cosa li accomuna: non riescono a sposarsi per mancanza di prospettive a lungo termine.

Forse ha ragione il fancazzista, non conclude niente ma è sempre riposato.
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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 11:00 am

Penso non abbia ragione quello"cicaloso", devi ragionare sul lungo termine. Io scommetterei su quello operoso ;-)
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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 11:04 am

Francesca4 ha scritto:
Penso  non abbia ragione quello"cicaloso", devi ragionare sul lungo termine. Io scommetterei su quello operoso ;-)
Quant'è lungo il lungo termine ?

Ha circa 30 anni, negli ultimi 10 anni la sua vita non è cambiata ed ha quindi concluso il primo 20% della sua vita lavorativa; 20% non trascurabile, neanche agli occhi di un elettronico.
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paniscus_2.0



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 11:13 am

mac67 ha scritto:
Citazione :
Rilancio con una piccola esperienza personale. Più di 10 anni fa, lavoro 6 mesi a Milano presso una banca d'investimento. Il contratto è di 750 euro mensili netti. Parliamo di un lavoro per il quale sono richieste competenze matematiche, informatiche e finanziarie che nessun semplice laureato ha. 750 euro al mese per 6 mesi.

...e se quella che compare nel nick è la tua data di nascita, vuol dire che di anni ne avevi quasi 40, all'epoca.
Presumibilmente, laureato da almeno 15, e con vari altri titoli e specializzazioni

Tanto per chi sostiene che questo genere di stipendi siano giusti perché tanto sono rivolti ai "giovani alle prime esperienze" che devono fare la gavetta e imparare ad accontentarsi...
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Francesca4



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 11:14 am

@Avido
Certo nella vita è anche questione di fortuna nello sfruttare le giuste opportunità, ma se non ti metti in gioco queste diminuiscono proporzionalmente anche agli occhi di un economista ;-)
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Francesca4



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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 11:21 am

Poi ho sempre stimato quelli che si sono sempre dati da fare in tutti i campi:sono le persone che mi incuriosiscono ed interessano di più. Mio marito ha circa 43 anni di servizio e lavora fin da quando era ragazzino.
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MessaggioTitolo: Re: Risposte concrete a un disoccupato.   Sab Ago 26, 2017 11:32 am

avidodinformazioni ha scritto:
Sono in Calabria ed ho due (futuri ?) cognati, uno è un fancazzista di prima categoria, cicaloso nel senso che ha un lavoretto part time da 500 €/mese, uno scooter rotto e non riesce a mettere da parte i soldi per ripararlo (vivendo con i genitori); l'altro operoso ai massimi livelli, si fa sfruttare in una friggitoria ed appena può integra con lavoretti ulteriori sempre sottopagati.

Una cosa li accomuna: non riescono a sposarsi per mancanza di prospettive a lungo termine.

Forse ha ragione il fancazzista, non conclude niente ma è sempre riposato.

Il secondo è da compiangere, anche perchè non comprenderà che l'unica soluzione è sposarsi e farsi mantenere dal danaroso cognato con il posto fisso...
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