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 Difficolta ad aiutare su una materia

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AutoreMessaggio
Ila81



Messaggi : 286
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Età : 37
Località : Casalmaiocco

MessaggioTitolo: Difficolta ad aiutare su una materia   Ven Ott 27, 2017 1:36 pm

Promemoria primo messaggio :

Ne ho accennato su un altro topic, ma non c'entrava nulla, quindi ne apro uno ad hoc

Situazione: sto facendo un anno di sostegno su secondaria di 2° grado da graduatoria incrociata, sono laureata in matematica, mai fatto sostegno prima.
Da una parte ho un ragazzo con gravissimi deficit sia fisici che cognitivi, e già quella è una bella sfida. Perché ovviamente è tutta una didattica moooolto speciale tutta da inventare giorno per giorno. Prima verifica di matematica sulle tabelline fino al 5, per intenderci..va beh

Ma in questa sede volevo chiedere consiglio sull'altra classe. Ragazza ipoudente con obbiettivi minimi su alcune materie (quelle più tecniche) ma senza grossi problemi cognitivi, fisici men che meno, è anche una pallavolista semi-professionista..

Vengo al problema: il sostegno è sia sulle materie umanistiche che scientifiche. Per ovvi motivi su matematica e informatica nessun problema.
Storia, italiano, inglese..anche se non ho una preparazione universitaria specifica, ho fatto molto bene lo scientifico e ci sto dietro tranquillamente.
Economia aziendale. Ovviamente non l'ho mai fatta. La ragazza purtroppo è partita dal 4, prima ancora io fossi assegnata. Quest'anno hanno pure cambiato docente, l'anno scorso alla fine era uscita col 6. Dice che non si trova molto su come spiega la nuova ecc.. Ora il problema è che io naturalmente non ci capisco nulla di partita doppia..quel poco che so di contabilità è per quello che una persona adulta ha imparato per esperienza per curiosità personale ecc.
Ma da qui ad aiutarla a fare correttamente le esercitazioni scolastiche ne passa. Premetto che la buona volontà ce la sto mettendo, mi son messa su 3 ore settimanali, ho in mano il libro della classe precedente per studiare, mi sciroppo video didattici a go-go, e anche se ho capito qualcosa a grandi linee, mi sento ancora in altissimo mare! Non è facile sopperire ad anni di scuola della materia mai fatti, come fosse una lingua straniera. Avevo anche pensato di mollare il colpo e seguirla su altre materie.

Ho chiesto consiglio all'insegnante di sostegno dell'anno prima, il quale ha pure la mia stessa formazione. Mi ha rassicurata, mi ha detto che è normale, non possiamo essere tuttologi. Ma di non mollare la materia, perché la ragazza ha bisogno. Mentre sulle altre materie a parer suo no. Mi ha detto che il mio ruolo è prima di tutto di intermediario tra la ragazza e la docente della materia, in quanto la ragazza non chiede aiuto, piuttosto chiede ai compagni ma probabilmente ha vergogna a parlare con la docente. Che devo capire cos'è che lei non capisce, a volte sono cose banali, ad esempio cosa significa una parola ecc. Gli ho chiesto se comunque era il caso di fare 2 ore anziché 3 (è l'unica materia su cui ho così tante ore), dice che quello poi devo vederlo io. Ed ero abbastanza tranquilla.
Poi ho parlato con un'altra docente della scuola e..non mi ha proprio cazziata..ma mi ha detto in sostanza di studiare prendere appunti guardare i video mettere più ore ecc.. e mi ha rimessa un po' in panico aiutooo

Altri pensieri e/o consigli? Vi siete trovati in una situazione simile? Come vi siete comportati?
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AutoreMessaggio
Kuru-nee



Messaggi : 335
Data d'iscrizione : 27.07.17

MessaggioTitolo: Re: Difficolta ad aiutare su una materia   Sab Nov 25, 2017 2:54 am

Stefania Biancani ha scritto:

Riguardo agli impianti cocleari e alle protesi digitali di ultima generazione: funzionano in maniera eccellente, ma non per questo eliminano del tutto il problema, E soprattutto non lo eliminano per quanto riguarda la formazione del linguaggio vissuta dai ragazzi: nell'imparare ad esprimersi si sono formati dei "buchi" che faticano ad essere riempiti. Per questo si parla di sordità prelinguale e per questo i sordi prelinguali hanno diritto a percepire l'"indennità di comunicazione". Proprio perché, nonostante la presenza di apparecchiature che hanno ottimi livelli di resa, le difficoltà nel quotidiano, pur nascoste, permangono a vita (l'indennità di comunicazione non ha scadenza).

Ho conosciuto una persona diventata sorda in età adolescenziale e che ha poi messo l'impianto cocleare dopo moltissimi anni. Questa persona riferiva di aver impiegato molto tempo a capire di nuovo il linguaggio verbale, pur sentendo abbastanza bene, perché aveva perso l'associazione tra suono e significato. Quindi (esempio banale) nel sentire dire "mela" non riusciva subito a collegare il concetto di "mela" alla parola ascoltata e faceva una gran fatica a seguire anche discorsi semplici e quotidiani. Ricordava come pronunciare le parole perché aveva continuato a parlare anche da non udente, e nonostante tutto ha poi faticato per tornare a capirle.
Le disabilità sensoriali sono veramente insidiose per quanto riguarda l'acquisizione del linguaggio.
Anche tra i ragazzi ipovedenti la difficoltà nell'acquisizione di alcuni concetti, che a noi sembrano banalissimi, è frequente. Bambini con un linguaggio che pare forbito e che per imitazione imparano a costruire frasi perfette, non hanno poi ben chiari i significati di parole comunissime, perché magari i concetti a cui si riferiscono si basano parecchio sul loro aspetto sensoriale.
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Stefania Biancani



Messaggi : 4153
Data d'iscrizione : 01.07.16

MessaggioTitolo: Re: Difficolta ad aiutare su una materia   Dom Nov 26, 2017 11:42 am

Le variabili sono tantissime e molto dipende dai tempi di diagnosi e di intervento (età relativa all'insorgenza della sordità ed età di protesizzazione/impianto), dalle modalità di intervento (impianto cocleare/ protesi e TIPO di protesi, che hanno costi diversi, a volte elevatissimi per le famiglie), dal percorso logopedico (non tutte le città offrono le stesse opportunità, nel pubblico come nel privato), dal tipo di sordità, dalle capacità di reazione dei bambini/ragazzi, dall'ambiente familiare, sociale, scolastico ecc. ecc.
Tra l'altro ho appena imparato che la LIS, la cosiddetta "Lingua italiana dei segni", che viene utilizzata soprattutto per i ragazzi che provengono da percorsi difficili (stranieri o italiani che siano), ma che i sordi seguiti fin da bambini non conoscono perché grazie al supporto tecnologico hanno imparato a parlare, NON ESISTE. Avete capito bene: esistono solo varianti locali, analoghe ai dialetti. Un interprete triestino che opera a Roma deve imparare la lingua dei segni "romana" (pare che sia questa variante quella utilizzata nei telegiornali), che non è detto che sia ben compresa da un sordo palermitano.
Insomma, la situazione si conferma faticosa. Ben venga lo scambio di informazioni sul forum.
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