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 come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?

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marco zambon



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MessaggioTitolo: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Mer Dic 13, 2017 6:00 pm

La domanda forse appare un pò provocatoria ma è del tutto seria. Si potrebbe approfondire un poco cosa dicono le leggi e le varie circolari al riguardo?
A me sembra che l'esistenza stessa di consigli di classe, dipartimenti e collegi docenti, che cambiano voti di scrutinio, impongono criteri uniformi di valutazione e didattici, annulli completamente ogni libertà del docente.
Non ho approfondito la cosa, ma ho la sensazione che a livello legislativo la situazione sia molto confusa e contradditoria. qualcuno di esperto può citare gli estremi ed i concetti salienti della questione ?
Grazie
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Mer Dic 13, 2017 6:26 pm

Posta così, la domanda è troppo vaga.

La libertà di insegnamento non consiste nel fare e dire quel che ci pare, ma nella libertà delle scelte didattiche e nell'espressione delle proprie opinioni e della propria visione delle cose che si insegnano. Nei casi in cui organi collegiali dovessero prendere decisioni che riteniamo non adatte, esistono sempre le "opzioni di minoranza":

https://www.orizzontescuola.it/libert-insegnamento-opzione-metodologica-minoranza-va-inserita-nel-ptof/
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Paolo Santaniello



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Mer Dic 13, 2017 6:33 pm

In sede di scrutinio:
Il consiglio di classe non cambia nessun voto, il consiglio di classe ATTRIBUISCE il voto, a maggioranza.
Quella del docente è solo una PROPOSTA DI VOTO, che il consiglio può accettare o respingere, votando.

In sede di programmazione:
La programmazione e i criteri di valutazione vengono decisi in sede collegiale (collegio docenti e sue articolazioni), non annullando la libertà individuale del docente ma esprimendola e conciliandola con quella degli altri docenti. Laddove l'opzione didattica di un singolo docente o di un gruppo fosse totalmente diversa da quella della maggioranza, hanno diritto a far mettere a verbale la propria opzione didattica di minoranza e quindi viene sostanzialmente fatta salva la libertà costituzionale d'insegnamento che in tal modo si esprime sia a livello individuale sia a livello collettivo.
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Mer Dic 13, 2017 6:53 pm

Ed anche se il cdc cambiasse il voto, insegnare liberamente significa fare quello che ritieni giusto non pretendere che all'alunno sia fatto quello che ritieni giusto.

Del resto l'attribuzione della libertà dell'insegnamento è una garanzia per la classe docente, non un riconoscimento dell'infallibilità dei singoli docenti; tra di noi qualche imbecille esiste ed il voto di consiglio garantisce l'alunno da questi figuri.
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iside



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Mer Dic 13, 2017 8:16 pm

Grazie del link. Me lo sono salvata. Un paio d'anni fa un collega voleva intraprendere una battaglia per addirittura obbligare tutti a scegliere gli stessi identici testi (testi in senso antologico, non nel senso di testo scolastico) per far esercitare gli alunni in italiano. Stessi testi, stesse verifiche, stesse attività nello stesso orario perché "siamo interscambiabili". Non una collaborazione, una follia, insomma. Alla prossima avvisaglia, tiro fuori il link!
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Mer Dic 13, 2017 9:12 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ed anche se il cdc cambiasse il voto, insegnare liberamente significa fare quello che ritieni giusto non pretendere che all'alunno sia fatto quello che ritieni giusto.

Del resto l'attribuzione della libertà dell'insegnamento è una garanzia per la classe docente, non un riconoscimento dell'infallibilità dei singoli docenti; tra di noi qualche imbecille esiste ed il voto di consiglio garantisce l'alunno da questi figuri.

Vero, eppure un tuo sodale considera il voto di consiglio una mostruosa abnormita'.Io deploro soltanto che nelle scuole dove pullulano le colleghesse di panischiana memoria si tenda ad abusare del voto di consiglio.Personalmente non mi
e' mai capitato di assistere ad amnistie scandalose.Forse sono stato solo fortunato.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Mer Dic 13, 2017 9:33 pm

iside ha scritto:
Grazie del link. Me lo sono salvata. Un paio d'anni fa un collega voleva intraprendere una battaglia per addirittura obbligare  tutti a scegliere gli stessi identici testi (testi in senso antologico, non nel senso di testo scolastico) per far esercitare gli alunni in italiano. Stessi testi, stesse verifiche, stesse attività nello stesso orario perché "siamo interscambiabili". Non una collaborazione, una follia, insomma. Alla prossima avvisaglia, tiro fuori il link!

A questo punto ti diranno che non sai lavorare in Team,che sei un' individualista, ma tu puoi fargli cucù e andare dritta per la tua strada.
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circo



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Mer Dic 13, 2017 9:48 pm

Direi che il quesito si può pensare di rispondere considerando la diffidenza tra anarchia come forma di governo e repubblica. La !libertà è sottolineata venendo dal una forma di governo totalitaria.
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Popocatepetl



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Mer Dic 13, 2017 9:53 pm

Mostruosa enormità è un eufemismo.
Il voto di consiglio, espresso da colleghi su materie di cui non hanno alcuna competenza, taglia le gambe al lavoro di 9 mesi dell' insegnante. È una vergogna scandalosa, un bieco strumento di asservimento agli interessi contabili del ds che si cura solo che l iscrizionificio e diplomificio produca a pieno regime. Grazie a questo diabolico strumento, il grande Capo si crea quello stuolo di leccamuco e servetti in numero sufficiente a stroncare il lavoro dei colleghi più attenti alle reali capacità acquisite dallo studente.
Rispondo ad avido circa il "pericolo prof pazzo" che sarebbe in grado di bocciare l alunno a lui antipatico.
A parte che trattasi di una casistica minimale, ricordo a codesta platea che il voto "proposto", in ossequio ai principi di trasparenza di ogni atto della PA, è frutto di numerose valutazioni ponderate, visionate da alunni e genitori, dimostrabili da scale di voto , rispettose delle indicazioni normative e delle decisioni dipartimentali.
Carta canta. E 4 o 5 verifiche scritte gravemente insufficienti , e liberamente consultate e consultabili dagli interessati dovrebbero senza remora alcuna costituire garanzia del voto insufficiente, nell esclusivo interesse del ragazzo.
È invece, SU LE DITA, e tutto perde di valore. Un anno buttato.
Mi sconvolge leggere che non solo molti docenti si sono adeguati o assuefatti a questo abominio ,ma lo considerano addirittura "giusto", "democratico " mentre è semplicemente espressione più feroce di un meccanismo perverso e dittatoriale...
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Mer Dic 13, 2017 10:06 pm

Scusate se mi ripeto, ma a mio avviso sarebbe ora di rimettere in discussione PROPRIO il fatto che i voti nelle singole materie debbano essere attribuiti a maggioranza dal consiglio di classe, anche contro la volontà del docente della materia interessata.

Come se i colleghi di altre materie, per il solo fatto di essere più numerosi, fossero più consapevoli della situazione didattica effettiva del ragazzo, e più adeguati a giudicarlo, rispetto a chi quella materia gliel'ha insegnata tutto l'anno, l'ha interrogato tutto l'anno e ha corretto le sue verifiche per tutto l'anno.

Per quale motivo l'unica persona competente nell'assegnazione di quel giudizio deve essere esautorata dal diritto di assegnarlo liberamente?

Si potrebbe dire che è una sorta di "clausola di salvaguardia" per evitare casi estremi di accanimento personale o di psicopatia, ma oggettivamente non penso che casi del genere siano talmente comuni da rendere necessaria una norma generale che mette in dubbio l'affidabilità di tutti e che considera tutti incapaci di esprimere un giudizio equilibrato. Gli psicopatici o i malintenzionati conclamati dovrebbero essere filtrati e bloccati prima, e messi in condizioni di non fare più danni, NON dare per scontato che qualunque insegnante potrebbe essere uno psicopatico o un malintenzionato.

Giuro che mi è capitata proprio pochi giorni fa una discussione con un'amica che, pur essendo madre di due figli che vanno a scuola da parecchi anni, questa cosa non la sapeva proprio, ed è cascata dal pero. E' rimasta sconvolta: "Ma come? I tuoi colleghi possono cambiarti il voto anche se tu non sei d'accordo? Ma è pazzesco, è una vergogna!..." Al massimo lei pensava che potesse essere il preside, in casi estremi, a cambiare i voti d'autorità, ma che comunque non lo facesse quasi mai, ma quando le ho spiegato che non è il preside a farlo, ma sono i colleghi, c'è rimasta malissimo!

Detto questo...

...l problema dell'abuso vergognoso del voto di consiglio sta solo ed esclusivamente nel fatto che (per una norma che originariamente aveva un suo senso, ma che ormai è obsoleta di brutto), l'avere tutte le materie sufficienti singolarmente, una per una, sia vincolante per la promozione.

Per cui, nel caso di un ragazzo con risultati disomogenei tra una materia e l'altra, ma complessivamente non tragici, se si prende la decisione collettiva di non fargli ripetere l'anno (che magari è anche ragionevole), si deve per forza far figurare che abbia tutte sufficienze, e si devono per forza trasformare i 4 in 6 (che invece non è affatto ragionevole, e che a lungo termine ha effetti devastanti, sia individuali che sociali).

Basterebbe che si eliminasse questo vincolo, e che fosse consentito di promuovere ANCHE con qualche materia insufficiente, se si ritiene che la situazione complessiva sia accettabile (come fino a pochi anni fa si faceva alle medie, ad esempio), però con i voti insufficienti veri che rimangono scritti sulla pagella e sui verbali, e che fanno media vera per il cumulo dei crediti, e il problema non esisterebbe più.

Io sarei favorevole all'idea che il voto di consiglio a maggioranza potesse essere usato solo per decidere se promuovere o bocciare nei casi dubbi, ma non per cambiare i singoli voti delle singole materie.

Guendalina vuole a tutti i costi fare il liceo scientifico ma ha 4 fisso in matematica e in fisica, sempre, tutti gli anni, si becca le materie sospese tutti gli anni, si ripresenta all'esame di settembre non essendo migliorata di una virgola, però tutti gli anni il consiglio di classe la salva a maggioranza perché "nelle altre materie va bene" e perché "non possiamo mica bocciarla per solo due materie", o peggio ancora perché "se avessimo veramente voluto bocciarla, dovevamo prenderci la responsabilità di farlo subito a giugno, adesso non è giusto darle questo shock inaspettato, dopo averla fatta studiare tutta l'estate"? (che se poi davvero avesse studiato tutta l'estate, sarebbe almeno passata dal 4 al 5, invece manco quello)

Bene, basterebbe che la si potesse promuovere lo stesso, scrivendo in chiaro sulla pagella che in matematica e in fisica aveva 4 e che se lo tiene, e facendo il calcolo dei crediti finali con il 4, che fa media come 4 invece che trasformato in 6.

Cosa ci sarebbe di PEGGIO rispetto alla situazione indegna che c'è ora?
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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 2:06 am

La promozione con voto di consiglio, il 6 di matematica dato a chi ha sempre avuto 4, da parte di docenti che non sanno fare 2+2, non è un voler dichiarare che in realtà il ragazzo sa la matematica ma che si ritiene possa andare avanti nonostante non sappia la matematica.

Possono esserci 100 motivi per cui ha senso promuovere chi merita 4 in matematica, qualcuno di questi 100 è valido anche al liceo scientifico.

Stesso discorso per latino al classico o ragioneria all'ITES.

La cosa importante è che il ragazzo sia consapevole del regalo e che abbia fatto il massimo per meritarselo .... o che i docenti abbiano una seria convenienza a non bocciare troppo.
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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 7:43 am

Non vedo in che modo la tua osservazione dovrebbe contraddire la mia: che senso ha, a maggior ragione, mantenere una norma rigidissima (quella sulla necessità assoluta di aver riportato la sufficienza in tutte le singole materie), dando per scontato poi che la si possa tranquillamente aggirare, in tutta regolarità, tutti i giorni, in tutti i consigli di classe della nazione?

Se si vuole promuovere il ragazzo che non sa la matematica "perché si ritiene possa andare avanti nonostante non sappia la matematica", allora perché, per promuoverlo, gli si deve dare un 6 falso, che fa media come 6, e che fa credito come 6? Che lo si promuova col 4 in matematica scritto in chiaro, motivando sul verbale il perché si è ritenuto opportuno promuoverlo lo stesso... sta a vedere che in quel modo anche "la consapevolezza del regalo" arriva più seriamente!
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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 8:15 am

Pensare che sia giusto che "si promuova un ragazzo con risultati disomogenei " mandandolo avanti lo stesso equivale e legittimare che lo studente possa scegliere liberamente le materie da studiare oppure no.il che è altamente diseducativo.
Se Pierino vuole fare la itis e non gli piace storia e biologia,ha la possibilità di fare il minimo,di recuperare durante l anno e presentarsi con 6- a fine anno.
Ma che si debba avallare la sua promozione con 4 di storia solo perché "nelle altre materie va bene "......non ci siamo
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marco zambon



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MessaggioTitolo: Vedo che ho suscitato una bella discussione   Gio Dic 14, 2017 11:05 am

La cosa mi pare buona, perchè vuol dire che l'argomento è interessante e sentito. Ho letto molte opinioni, alcune delle quali offensive, altre per nulla convincenti. Per esempio: le decisioni didattiche si prendono in sede di collegio docenti, tu puoi sempre dissentire così la tua autonomia è salva. Salva come? se sono in minoranza, a me risulta che mi devo adeguare alle decisioni della maggioranza. Insomma, cosa dice la legge ? questo è il punto importante. Vorrei da questo post, più che ricavare un insight delle varie opinioni dei colleghi, ricavare un approfondimento di quelli che sono i nostri diritti e doveri, come scritti nelle varie leggi, decreti, circolari ministeriali etc.
Valga ad esempio il punto che ho citato: io ed un altro collega siamo di opinioni completamente diverse su un fatto importantissimo. Insomma cerchiamo di partire dai dati di fatto oggettivi, lasciando semmai i commenti ad una seconda fase.
PS: non mi si dica per favore :" vattele a studiare le leggi" , qualcuno degli onorati colleghi, visto come risponde, è capacissimo di rispondere in tal modo. Rispondo già preventivamente ad un "consiglio" del genere. mi basta avere delle inidcazioni su dove e cosa cercare, e poi mi tutto nello studio.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 12:54 pm

marco zambon ha scritto:
La cosa mi pare buona, perchè vuol dire che l'argomento è interessante e sentito. Ho letto molte opinioni, alcune delle quali offensive, altre per nulla convincenti. Per esempio: le decisioni didattiche si prendono in sede di collegio docenti, tu puoi sempre dissentire così la tua autonomia è salva. Salva come? se sono in minoranza, a me risulta che mi devo adeguare alle decisioni della maggioranza. Insomma, cosa dice la legge ? questo è il punto importante. Vorrei da questo post, più che ricavare un insight delle varie opinioni dei colleghi, ricavare un approfondimento di quelli che sono i nostri diritti e doveri, come scritti nelle varie leggi, decreti, circolari ministeriali etc.
Valga ad esempio il punto che ho citato: io ed un altro collega siamo di opinioni completamente diverse su un fatto importantissimo. Insomma cerchiamo di partire dai dati di fatto oggettivi, lasciando semmai i commenti ad una seconda fase.
PS: non mi si dica per favore :" vattele a studiare le leggi" , qualcuno degli onorati colleghi, visto come risponde, è capacissimo di rispondere in tal modo. Rispondo già preventivamente ad un "consiglio" del genere. mi basta avere delle inidcazioni  su dove e cosa cercare, e poi mi tutto nello studio.
Uff , ma se Mac67 ti ha postato i riferimenti legislativi ! Io aggiungo che perfino la giustamente vituperata buona scuola ammette l' opzione di minoranza. Ovviamente, se decidi di farla valere, aspettati crudeli ritorsioni, dalla macumba a un controllo cavilloso del tuo lavoro, inoltre scordati il
bonus.In compenso avrai dimostrato che si può avere un po' di spina dorsale senza essere Pietro Micca, anche perché le macumba sono fesserie: funzionano solo se uno ci crede.
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iside



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 1:00 pm

balanzoneXXI ha scritto:
iside ha scritto:
Grazie del link. Me lo sono salvata. Un paio d'anni fa un collega voleva intraprendere una battaglia per addirittura obbligare  tutti a scegliere gli stessi identici testi (testi in senso antologico, non nel senso di testo scolastico) per far esercitare gli alunni in italiano. Stessi testi, stesse verifiche, stesse attività nello stesso orario perché "siamo interscambiabili". Non una collaborazione, una follia, insomma. Alla prossima avvisaglia, tiro fuori il link!

A questo punto ti diranno che non sai lavorare in Team,che sei un' individualista, ma tu puoi fargli cucù e andare dritta per la tua strada.

Hai ragione, però posso portare l'evidenza che i miei materiali sono stati finora condivisi con tutti quelli che sanno lavorare in team, ma non mi hanno ancora "passato" niente che venga da loro e che non sia un copia - incolla da qualche libro o da qualche sito! Comunque ribadisco che mi sento felice
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Titti76



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 1:02 pm

Condivido al 100% la posizione di paniscus in merito al voto di consiglio.

Quest'anno a Settembre è stato promosso alla quinta scienze applicate un ragazzo che a Giugno aveva 3 a Fisica e 4 a Mate, il risultato delle prove di Settembre è stato 3 a Fisica e 2 a Mate.
Non aggiungo altro.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 1:41 pm

Popocatepetl ha scritto:
Mostruosa enormità è un eufemismo.  
Il voto di consiglio,  espresso da colleghi su materie di cui non hanno alcuna competenza, taglia le gambe al lavoro di 9 mesi dell' insegnante. È una vergogna scandalosa,  un bieco strumento di asservimento agli interessi contabili del ds che si cura solo che l iscrizionificio e diplomificio produca a pieno regime. Grazie a questo diabolico strumento, il grande Capo  si crea quello stuolo  di leccamuco e servetti in numero sufficiente a stroncare il lavoro dei colleghi più attenti alle reali capacità acquisite dallo studente.
Rispondo ad avido circa il "pericolo prof pazzo" che sarebbe in grado di bocciare l alunno a lui antipatico.
A parte che trattasi di una casistica minimale, ricordo a codesta platea che il voto "proposto", in ossequio ai principi di trasparenza di ogni atto della PA,  è frutto di numerose valutazioni ponderate, visionate da alunni e genitori, dimostrabili da scale di voto , rispettose delle indicazioni normative e delle decisioni dipartimentali.
Carta canta. E 4 o 5 verifiche scritte gravemente insufficienti , e liberamente consultate e consultabili dagli interessati dovrebbero senza remora alcuna costituire garanzia del voto insufficiente,  nell esclusivo interesse del ragazzo.
È invece, SU LE DITA,  e tutto perde di valore. Un anno buttato.
Mi sconvolge leggere che non solo molti docenti si sono adeguati o assuefatti  a questo abominio  ,ma lo considerano addirittura "giusto", "democratico " mentre è semplicemente espressione più feroce di un meccanismo perverso e dittatoriale...


Eh, si fa presto a dire " casistica minimale".Non e' solo questione di prof " svitati".Dai alla " collega" che augurava l' annegamento ai profughi il
potere di bocciare e vedi come finisce.No, almeno su bocciatura e promozione la decisione deve rimanere collegiale.Mi sembra che fosse così anche ai tempi della Buonanima, personaggio molto apprezzato da alcuni utenti di questo forum..Almeno questo bominio non e' imputabile al terribile 68.
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marco zambon



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 3:33 pm

Uff, allora non ci siamo capiti, trasformo la domanda in + semplice: avete molto parlato degli scrutini se è giusto se è sbagliato etc etc. Avete postato un link con un'interpretazione (mi sembra che si possa definire solo in tal modo) sui voti di minoranza ed ok, ringrazio chi l'ha fatto ( va in linea con ciò che chiedevo ).Torniamo al cdc che vota, alla storia che è solo una proposta di voto etc etc: posso umilmente chiedere dov'è il pezzo di carta dov'è scritto, nero su bianco che la prassi è questa ? Vorrei i riferimenti legislativi; perchè spero che siamo tutti d'accordo che il fatto in questione è perlomeno un "eccezione" alla indipendenza della funzione docente sancita dalla costituzione, di cui francamente dubito circa la legittimità. Non Un'abnorme mostruosità, non Pietro Micca, ma quante cose bisogna sentire per avere delle semplici informazioni? Se rileggete il mio post il senso è chiarissimo. Se qualcuno lo sa, mi può gentilmente fornire gli estremi del provvedimento legislativo che regola gli scrutini come vengono ora fatti. Limitiamoci a questo. Grazie !
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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 5:07 pm

https://www.orizzontescuola.it/guida/guida-agli-scrutini-scuola-secondaria-voto-deciso-dal-consiglio-dal-consiglio-classe-criteri/

buona lettura
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marco zambon



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 7:01 pm

Grazie geo&geo
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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Gio Dic 14, 2017 7:07 pm

marco zambon ha scritto:
La cosa mi pare buona, perchè vuol dire che l'argomento è interessante e sentito. Ho letto molte opinioni, alcune delle quali offensive, altre per nulla convincenti. Per esempio: le decisioni didattiche si prendono in sede di collegio docenti, tu puoi sempre dissentire così la tua autonomia è salva. Salva come? se sono in minoranza, a me risulta che mi devo adeguare alle decisioni della maggioranza. Insomma, cosa dice la legge ? questo è il punto importante. Vorrei da questo post, più che ricavare un insight delle varie opinioni dei colleghi, ricavare un approfondimento di quelli che sono i nostri diritti e doveri, come scritti nelle varie leggi, decreti, circolari ministeriali etc.
Valga ad esempio il punto che ho citato: io ed un altro collega siamo di opinioni completamente diverse su un fatto importantissimo. Insomma cerchiamo di partire dai dati di fatto oggettivi, lasciando semmai i commenti ad una seconda fase.
PS: non mi si dica per favore :" vattele a studiare le leggi" , qualcuno degli onorati colleghi, visto come risponde, è capacissimo di rispondere in tal modo. Rispondo già preventivamente ad un "consiglio" del genere. mi basta avere delle inidcazioni  su dove e cosa cercare, e poi mi tutto nello studio.
Ti risulta male, l'opzione di minoranza consente a chi la esercita di non applicare l'opzione di maggioranza, altrimenti sarebbe solo una protesta, non un'opzione.
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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Ven Dic 15, 2017 11:16 am

marco zambon ha scritto:
Uff, allora non ci siamo capiti, trasformo la domanda in + semplice: avete molto parlato degli scrutini se è giusto se è sbagliato etc etc. Avete postato un link con un'interpretazione (mi sembra che si possa definire solo in tal modo) sui voti di minoranza ed ok, ringrazio chi l'ha fatto ( va in linea con ciò che chiedevo ).Torniamo al cdc che vota, alla storia che è solo una proposta di voto etc etc: posso umilmente chiedere dov'è il pezzo di carta dov'è scritto, nero su bianco che la prassi è questa ? Vorrei i riferimenti legislativi; perchè spero che siamo tutti d'accordo che il fatto in questione è perlomeno un "eccezione" alla indipendenza della funzione docente sancita dalla costituzione, di cui francamente dubito circa la legittimità. Non Un'abnorme mostruosità, non Pietro Micca, ma quante cose bisogna sentire per avere delle semplici informazioni? Se rileggete il mio post il senso è chiarissimo. Se qualcuno lo sa, mi può gentilmente fornire gli estremi del provvedimento legislativo che regola gli scrutini come vengono ora fatti. Limitiamoci a questo. Grazie !


Nel tuo primo post  ti sei riferito agli organi collegiali in generale  e ti e' stato prontamente risposto.L' opzione di minoranza non e' un' interpretazione,  come scrivi tu, ma e' espressamente prevista dalla normativa, legge 107
compresa.E' questo che conta quando si parla di libertà di insegnamento,  non il voto di consiglio , che esiste fin dai tempi in cui Berta filava e di cui a volte si abusa.Tra l' altro non e' detto che le cose andranno sempre così.
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Popocatepetl



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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Ven Dic 15, 2017 12:31 pm

Per capire la ratio del voto di consiglio si immagini che, a seguito di una diagnosi su un paziente da parte di un cardiochirurgo, non sia egli stesso a decidere se operare alla carotide il paziente, bensi, tramite una simpatica alzata di mano, un collegio costituito da un pediatra, un otorino, un podologo,, un nefrologo.
Oppure si immagini che , a seguito di un avaria in volo di un aereo, non sia il comandante a decidere verso quale aeroporto effettuare un atterraggio di emergenza ma, collegialmente, dalla hostess, dal passeggero più giovane, da quello più vecchio e da un panettiere che sta volando su quell' aereo. Evviva la democrazia e le decisioni prese a maggioranza.. cosi...a cazz....
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MessaggioTitolo: Re: come si concilia l'autonomia del docente garantita dalla costituzione, con gli organi collegiali?   Ven Dic 15, 2017 1:48 pm

No, la ratio del voto di consiglio era un'altra, ed è stata già ampiamente spiegata: ovvero, quella di impedire che un'unica persona potesse decidere da sola di far bocciare un ragazzo mentre tutti gli altri erano contrari, confermando l'insufficienza nella sua singola materia, eventualmente anche per (ipotetici) motivi di accanimento personale.

Il che mi sembra abbastanza ragionevole, e probabilmente nell'intenzione originaria del legislatore era concepita una "clausola" di emergenza, pensata solo per risolvere l'impasse in casi veramente anomali, e dando per scontato che sarebbe stata usata solo in rarissimi casi eccezionali.

E infatti penso proprio che nessuno sia mai stato bocciato per una sola materia col 5, quando tutto il resto del quadro era buono, nemmeno nel liceo più rigido e più richiedente di 50 anni fa, proprio perché il voto di consiglio avrebbe dovuto servire proprio a sanare situazioni "anomale" come questa, e in effetti serviva a quello.

Quello che è inaccettabile è che invece sia diventata la prassi regolare di tutti gli anni in tutti i consigli di classe, che sia usata di routine per sanare situazioni molto più gravi, in cui le materie insufficienti sono molte di più, e non certo col 5 ma col 4 o col 3... e che la maggior parte dei nostri colleghi lo trovi normale, magari per ragioni puramente egocentriche fondate sulla propria unica materia.

L'argomentazione del "non posso votare a favore della bocciatura perchè con me la sufficienza ce l'ha" è quella che trovo più agghiacciante, eppure è anche la più diffusa. Ma che cavolo c'entra? Se io vedo un quadro complessivo di quattro o cinque materie insufficienti, penso immediatamente che il ragazzo sia da bocciare, anche se tra quelle materie non c'è la mia!

Adesso non mi capita spesso, perché in un liceo scientifico quasi tutti quelli da bocciare hanno già le insufficienze gravi soprattutto nelle mie materie, ma in altre scuole mi è capitato eccome, e non ho fiatato.

Evidentemente la maggior parte dei nostri colleghi trova perfettamente naturale promuovere un ragazzo che abbia tre o quattro insufficienze gravi, anche nelle materie fondamentali di indirizzo, solo perchè quelle materie non sono le loro.

In quel caso non si tratta di un consesso di 9 persone equilibrate che cercano di neutralizzare l'accanimento di un unico collega troppo rigido (il che era la vera ratio del voto di consiglio), ma di 6 o 7 persone che trovano naturale allearsi per invalidare il lavoro serio di altri tre o quattro colleghi, avallando la falsificazione di tutti i loro giudizi, anche quando questi sono documentatissimi e coerenti. E questo mi sembra davvero un comportamento gravemente non professionale, e non coerente con lo spirito della norma.
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