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 Il vaso di Pandora coperto con lo scotch

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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Mar Dic 26, 2017 5:45 pm

Promemoria primo messaggio :

https://www.orizzontescuola.it/diplomati-magistrale-bruschi-ruolo-tramite-concorso-solo-cosi-si-verificano-gli-standard-professionali-richiesti/

L'analisi di Bruschi è piuttosto impietosa, veritiera e saggia, ma incompleta; sembra che da parte ministeriale non sia mai possibile, nemmeno nei casi migliori, avere una piena autocritica.

In buona sostanza Bruschi dice che, pur vero che il diritto deformato e trasformato negli anni poteva dare ragione ai diplomati magistrale, considerazioni pragmatiche sul superiore diritto all'istruzione dei nostri figli hanno imposto la giustizia sommaria del CdS riunito in sessione plenaria.

La sequenza dei concetti sarebbe:

1) i diplomati avevano un diritto
2) il MIUR si è accorto che tale diritto non rispondeva agli interessi della Nazione
3) il MIUR ha cambiato le carte in tavola, formalmente commettendo un abuso, ma per il bene della Nazione
4) il MIUR ha dato 7 cicli SISS/SFP et similia di possibilità ai diplomati magistrale buoni per risolvere la situazione
5) quelli che non hanno colto l'opportunità sono i diplomati non buoni che è meglio perdere che trovare
6) se sei buono ne verrai comunque fuori, basta che ti rimbocchi le maniche e ti iscrivi ad SFP.

Nulla da eccepire, ma molto da aggiungere; il MIUR non è santo come appare da quanto sopra.

1bis) (da porre tra 1 e 2) dalle magistrali uscivano ragazzi (ragazze) buoni oltre che cani e porci, il diritto lo avevano tutti, anche i cani ed i porci, che sarebbero andati a rovinare migliaia di bambini; di chi è la colpa ? Dei docenti che li diplomavano e del MIUR che faceva finta di non vedere. Cosa bisognava fare se si era seri ? Cancellare il valore abilitante del diploma ? No, rendere il diploma serio, intervenendo sui docenti con controlli ed impedendo la deriva buonista; accettando che potesse diplomarsi solo il 10 % degli iscritti senza puntare il dito sui docenti indicandoli come incapaci di istruire le scimmie.

3bis) Il MIUR ha istituito la SISS ovvero fuffologia pura, tutta roba assolutamente inutile, al solo fine di selezionare quelli che avevano voglia di studiare (anche le cazzate) da quelli che non l'avevano. E' corretto istituire un simile abominio ? E' colpevole starne alla larga se si ha la possibilità di farlo ? Come si sarebbe dovuto comportare un MIUR serio ? Rendendo serio ed utile il nuovo percorso abilitante, dando spazio alla ricerca scientifica sulla didattica ovvero consentendo di applicare tutte le nuove teorie fuffologiche e passandole poi al vaglio impietoso di un organismo esterno ed autonomo; così facendo avremmo capito se era meglio il cognitivismo, il comportamentismo, il costruttivismo o qualsiasi altra cretinata si sono inventati fin ora; avremmo finalmente capito quale sia la teoria didattica che fa imparare di più il leggere lo scrivere ed il far di conto. Avremmo capito se il rinforzo positivo conferisce fiducia in se stessi o se induce il cretinetto di turno ad approfittarsi di un sistema marcio e buonista. Avremmo capito se il rifiuto delle classi di livello porta a livellare gli apprendimento verso l'alto o verso il basso, se stiamo migliorando i peggiori o se stiamo mettendo palle al piede ai migliori. Avrebbe consentito di capire se obbligare i quattordicenni riottosi a scaldare i banchi del biennio delle superiori abbia o meno delle ripercussioni positive sugli apprendimenti loro e di chi gli siede affianco.
Certo per queste indagini servono veri Scienziati non gli scienziati dell'educazione (s minuscola), capaci nel migliore dei casi di compilare un questionario di gradimento.

Io sono convinto che ben pochi diplomati magistrale del 2000 abbiano la statura morale ed intellettuale per fare i maestri e le maestre; sono anche convinto che quelli buoni degli anni successivi siano stati in parte rovinati da SFP e sono infine convinto che un concorso da vincere farebbe bene a tutti, ma non un concorso del menga come quello dell'anno scorso (18 minuti per tamburellare sulla tastiera e scrivere cretinate fuffodidattiche), uno come quelli di 20 anni fa


Ultima modifica di avidodinformazioni il Mar Dic 26, 2017 6:32 pm, modificato 1 volta
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AutoreMessaggio
sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Sab Dic 30, 2017 5:40 pm

Non capisco perché la "prova" di quanto sostiene wasted years dovrebbe basarsi solo sulla rimembranza a distanza della matematica. Un po' riduttiva per determinare la sorte dei compiti e suoi seguaci.
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Kuru-nee



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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Sab Dic 30, 2017 5:55 pm

wasted years ha scritto:
Ne discende che la vostra competenza in lingua può avere mille spiegazioni come la mia in prima media. I miei compagni erano i migliori delle loro rispettive classi delle medie, sarà perché non facevamo compiti oppure perché la maestra se li scelse accuratamente?

Proveresti a darmene una slegata completamente dai compiti a casa?

Potresti dirmi come mai 18 studenti di tedesco non hanno imparato (tranne 1 che faceva esercizi individuali a casa da autodidatta) la lingua oltre a un livello A2?

Potresti provare a spiegare come mai 10 studenti di spagnolo che a casa facevano moltissimi compiti hanno imparato la lingua a un livello B2 minimo?


Se mi trovi anche una sola spiegazione plausibile che sia scissa dall'esercizio a casa mi ricrederò e dirò che l'esercizio individuale non conta in maniera significativa. Se ti servono dati più specifici per analizzare la situazione chiedi pure.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Sab Dic 30, 2017 6:05 pm

wasted years ha scritto:
mac67 ha scritto:
wasted years ha scritto:
John Hattie, visible learning. È sufficiente leggere il libro per rendersi conto di cosa intendo e vedere il numero di studi che sono stati compiuti. L'esercizio ci vuole pure, ma assegnare compiti non è l'unico modo di esercitarsi.

Quel che dici qui è ben diverso da quel che hai scritto più sopra:

wasted years ha scritto:
I compiti migliorano l'apprendimento, ma dagli studi compiuti non raggiungono un'efficacia tale per cui vada la pena di assegnarli.
È esattamente la stessa cosa. Per alcune competenze occorre esercitarsi, ma assegnare compiti a casa non è efficace al punto di giustificare lo sforzo.

Ah, beh, ... viviamo in due universi con due logiche diverse. Buon 2018.
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Massimo Borsero



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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Sab Dic 30, 2017 8:56 pm

avidodinformazioni ha scritto:


L'idea che dopo aver fatto un certo numero di cose, un gruppo di studenti si divida in due sottogruppi omogenei, il primo faccia dei compiti ed il secondo no, e che poi alla riprova dei fatti il primo non abbia alcun miglioramento rispetto al secondo (se non addirittura un peggioramento) è un'idea che può essere rigettata senza degnarsi di metterla alla prova.

Fare esercizi a casa può essere quasi inutile solo se in classe si è già appreso quasi tutto; è una questione di utilità marginale di ogni casa si faccia; se mi sono scolato due litri di acqua in classe quando vado a casa bere o non bere un ulteriore bicchiere non modificherà in maniera sensibile la mia sensazione di sete.


Non la farei così bianco/nero.

Il problema del rapporto lavoro in aula / lavoro a casa è un problema che ci poniamo. Personalmente sono convinto che il grosso del lavoro deve essere svolto in aula, per poi lasciare a casa la rielaborazione e un numero limitato di compiti, in modo che gli studenti possano effettivamente svolgerli tutti da soli senza dividerseli e copiarli. Inoltre io non voglio che gli studenti cancellino in modo invisibile gli errori che fanno e i ripensamenti sul quaderno. Infine io pretendo che se gli studenti non sanno svolgere qualche compito mi scrivano al posto dell'esercizio cosa non hanno saputo fare, per quale motivo, e come hanno provato a risolvere il problema.
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Kuru-nee



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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Sab Dic 30, 2017 9:53 pm

Massimo dice bene, ci sono effettivamente dei compiti inutili. I compiti non corretti in classe, per esempio, per me sono inutili, perché il ragazzo può farli totalmente a caso o non farli, nessuno se ne accorge, e anche chi li fa con impegno può fare errori e non saperlo e credere di aver fatto bene. Il docente non sa se quel ragazzo ha capito o se qualche passaggio o procedimento lo fa in maniera scorretta pur arrivando magari a una soluzione giusta. O se al contrario non arriva alla soluzione giusta per qualche errore di calcolo ma conosce bene il procedimento.
Ovviamente vale per ogni materia, non solo matematica, io l'ho trovato utilissimo anche per l'apprendimento delle lingue, fare i compiti a casa e utilizzare le lezioni per correggere i compiti senza quasi nessuna spiegazione (o una spiegazione durante la correzione) delle regole grammaticali, sintattiche e fonologiche.

Certo, poi dipende anche dal tempo scuola, se uno sta a scuola fino alle 16 è giusto che di compiti a casa non ne faccia o ne faccia pochi, perché si presuppone che in quelle 4 ore a scuola che fa in più il tempo per fare esercizi (individuali) e compiti ci sia. Se uno alle 13 sta a casa dubito che 4 ore e mezza di scuola la mattina gli siano sufficienti anche per esercitarsi da solo per un tempo adeguato, a meno di dimezzare gli argomenti da trattare nell'anno scolastico.
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avidodinformazioni



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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Sab Dic 30, 2017 11:01 pm

Massimo Borsero ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:


L'idea che dopo aver fatto un certo numero di cose, un gruppo di studenti si divida in due sottogruppi omogenei, il primo faccia dei compiti ed il secondo no, e che poi alla riprova dei fatti il primo non abbia alcun miglioramento rispetto al secondo (se non addirittura un peggioramento) è un'idea che può essere rigettata senza degnarsi di metterla alla prova.

Fare esercizi a casa può essere quasi inutile solo se in classe si è già appreso quasi tutto; è una questione di utilità marginale di ogni casa si faccia; se mi sono scolato due litri di acqua in classe quando vado a casa bere o non bere un ulteriore bicchiere non modificherà in maniera sensibile la mia sensazione di sete.


Non la farei così bianco/nero.

Il problema del rapporto lavoro in aula / lavoro a casa è un problema che ci poniamo. Personalmente sono convinto che il grosso del lavoro deve essere svolto in aula,  per poi lasciare a casa la rielaborazione e un numero limitato di compiti, in modo che gli studenti possano effettivamente svolgerli tutti da soli senza dividerseli e copiarli. Inoltre io non voglio che gli studenti cancellino in modo invisibile gli errori che fanno e i ripensamenti sul quaderno. Infine io pretendo che se gli studenti non sanno svolgere qualche compito mi scrivano al posto dell'esercizio cosa non hanno saputo fare, per quale motivo, e come hanno provato a risolvere il problema.
Pienamente d'accordo, non ho mai detto che dobbiamo ammazzarli di compiti
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Lun Gen 01, 2018 2:00 am

avidodinformazioni ha scritto:
Erodoto ha scritto:
Ma perché finite sempre per dar corda ai troll?
E basta, di leggere fregnacce non se ne può più!

Dec, chiudi per favore o altrimenti comincio a scrivere bestialità pure io (a scelta tra scie chimiche, terrapiattismo, templari ecc.)
Lo Yeti ? Io voto per lo Yeti.

E non dimentichiamo gli ufi! Gli UFI! Gli UFIIIIIIIII!!!!!!

Buon anno a tutti!
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Lun Gen 01, 2018 2:29 am

Mi permetto di consigliare a tutti, belli e brutti, un bellissimo libercolo che mi è stato regalato per Natale e che ho goduriosamente finito di leggere nell'ultima giornata dell'anno:

http://www.edizioniclichy.it/index.php?file=scheda_libro&id_pubblicazione=402

Diciamo pure che, data la mia passione per il debunking delle pseudoscienze, l'80% delle cialtronate riportate lo conoscevo già, ma quel 20% che ancora non conoscevo è veramente notevole.

La ricostruzione della cronologia di tutta la storia umana da parte di un certo Anatolij Fomenko (peraltro, autorevolissimo professore di matematica, con centinaia di pubblicazioni accademiche serie), che "dimostra" che tutta la storia conosciuta dell'umanità sarebbe iniziata solo mille anni fa e che l'impero romano non sia mai esistito, l'antica Grecia non sia mai esistita, che il biblico Salomone e il sultano Solimano il Magnifico siano la stessa persona, che Cristo sia vissuto nel 12esimo secolo e che Gerusalemme sia stata edificata per la prima volta duecento anni fa, è oggettivamente commovente.

Per non parlare delle altre teorie sparse da parte di altri simpaticoni, tipo quella secondo cui Cristo sarebbe morto di vecchiaia in Giappone, quella secondo cui Giovanna d'Arco non solo sarebbe sopravvissuta al rogo, ma era pure un maschio, e quella secondo cui la scrittura sarebbe stata inventata dagli umani di Cro-Magnon almeno ventimila anni prima rispetto alla datazione attualmente accettata (e probabilmente non sarebbe nemmeno stata inventata da loro, ma appresa dagli extraterrestri).

Fatevi una QURTURA!!!!!!
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Lun Gen 01, 2018 8:47 am

Mi pare che il thread si sia allontanato molto dall'argomento iniziale.

Lo trovo però estremamente interessante da un punto di vista sociale. Nelle discussioni internettiane sulla scuola, qui e in altri spazi, succede immancabilmente che un tema, i compiti a casa come la questione dei diplomati magistrali, venga affrontato in maniera ideologica e duale, bianco o nero, con accuse e delegittimazioni reciproche tra i due opposti schieramenti che, in definitiva, spaccano e delegittimano la classe docente nel suo complesso.

Personalmente ritengo che se un docente motivato e preparato decida di assegnare o non assegnare i compiti a casa la scelta debba rimanere esclusivamente sua e legata esclusivamente al contesto della classe reale che ha davanti. Se un gruppo classe+docente (perché è così che va intesa la questione) usando qualche strano metodo, o in virtù di un particolare clima relazionale, o per una speciale capacità dell'insegnante e degli alunni riesce a ottenere buoni risultati didattici senza compiti a casa buon per il docente e per gli alunni; ma se un altro gruppo docente+classe non riesce c'è evidentemente bisogno del rinforzo di studio personale svolto a casa.

Il problema di tutti i sostenitori delle cosiddette "metodologie innovative" è la loro visione ideologica che li porta, oltre ad accusare di incompetenza e di retrogradezza i loro interlocutori, ad una estrema sottovalutazione del contesto (a partire dall'ignorare che nei vari cicli dell'istruzione le cose funzionano in maniera diversissima).

Una cosa che funziona alla primaria può essere disastrosa alla secondaria di primo grado, una cosa che funziona bene in una scuola media può risultare inefficace nella scuola media a 200 metri di distanza, un sistema ottimo in una certa disciplina può non funzionare in un'altra oppure due professori della stessa materia, usando gli stessi metodi, possono ottenere risultati opposti. Il tutto sempre presupponendo almeno un minimo di professionalità e di motivazione da parte dell'insegnante: se un docente non assegna compiti a casa semplicemente per evitarsi lo sbattimento di lavorarci a casa o in classe difficilmente otterrà buoni risultati (peraltro tutte le ricerche confermano che la motivazione dell'insegnante e degli alunni conti molto di più di qualunque metodo adottato)

Sono stato uno studente che ha ottenuto ottimi risultati senza fare per anni compiti a casa (comunque svolti da solo), mentre come docente ho bisogno, per ottenere risultati decenti, di lavorare molto a casa con correzioni e preparazione di lezioni e di far lavorare molto i miei alunni, soprattutto in classe; non mi sognerei mai di immaginare che tutti i miei alunni possano adottare il metodo di apprendimento che avevo alla loro età.

Quindi, uscendo dalla diatriba ideologica compiti-non compiti, mi preme sottolineare come le divisioni tra insegnanti non portino da nessuna parte e che qualsiasi sistema, tradizionale o innovativo, vada adattato al contesto: l'insegnamento è una professione che si basa su una relazione, se la relazione alunno-insegnanti non funziona hai voglia a dare o non dare compiti a casa...


Ultima modifica di herman il lattoniere il Lun Gen 01, 2018 9:20 am, modificato 1 volta
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tecnologo alim



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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Lun Gen 01, 2018 9:13 am

Sono perfettamente d'accordo con herman. Il punto cruciale non è se sia più corretto, in assoluto, assegnare o no i compiti, ma sapersi adattare e utilizzare a seconda del contesto la metodologia che risulta più efficace. Inoltre dovremmmo anzichè arroccarci ognuno sulla propria posizione cercare di collaborare insieme per fare il bene della collettività. Finchè ci faremo la "guerra" tra noi non riusciremo a ottenere nessun miglioramento dalla nostrà società e renderemo di fatto inutile tutto il nostro lavoro.
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Massimo Borsero



Messaggi : 1046
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MessaggioTitolo: Re: Il vaso di Pandora coperto con lo scotch   Lun Gen 01, 2018 8:02 pm

Ciò che scrive herman è esattamente quello che scrivevo io qualche pagina fa, e corrisponde esattamente a quello che dovrebbe essere il nostro lavoro di "professionisti riflessivi" .
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