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 L'utilità delle direttive

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MessaggioTitolo: L'utilità delle direttive   Mer Gen 24, 2018 3:00 pm

Promemoria primo messaggio :

Per rispondere ad un post di un topic ormai chiuso http://www.orizzontescuolaforum.net/t152608-il-team-di-esperti

"Video del Sole24ore di sintesi del documento elaborato dal team di esperti per spiegare l’utilizzo di smartphone e tecnologia digitale in classe."

Frase lunghetta, totalmente priva di virgole, mi ha ingannato.
Ero a conoscenza (ed ho linkato) del documento MIUR; ho visto il video (evidentemente del Sole) e notando che non è un vero video ma una messa in video di un paio di slide, ho ritenuto che esistesse una raccolta di slide, operata da "esperti del sole 24 ore", esplicativa del documento originale MIUR.

A quanto pare non è così, gli esperti sono quelli del MIUR e quelli del Sole hanno tradotto in video gli scritti del MIUR (lavorone di altissima utilità).

Dunque il sole 24 ore ha trovato necessario (pur non essendo esperto del settore) di spiegare quel che un team di esperti aveva scritto in maniera opaca.

Perchè gli esperti devono essere tradotti ? Non sanno parlare e scrivere ?

Analizziamo in dettaglio il frutto del loro lavoro ?

1. Ogni novità comporta cambiamenti. Ogni cambiamento deve servire per migliorare l’apprendimento e il benessere delle studentesse e degli studenti e più in generale dell’intera comunità scolastica.

Dunque gli esperti ci spiegano che le cose nuove non sono come le vecchie e che quello che si fa deve essere utile

2. I cambiamenti non vanno rifiutati, ma compresi e utilizzati per il raggiungimento dei propri scopi. Bisogna insegnare a usare bene e integrare nella didattica quotidiana i dispositivi, anche attraverso una loro regolamentazione. Proibire l’uso dei dispositivi a scuola non è la soluzione. A questo proposito ogni scuola adotta una Politica di Uso Accettabile (PUA) delle tecnologie digitali.

Dunque gli esperti ci spiegano che dobbiamo fare come dicono loro e che bisogna usare i cellulari (come e per cosa qui non è detto).

4. La scuola accoglie e promuove lo sviluppo del digitale nella didattica. La presenza delle tecnologie digitali costituisce una sfida e un’opportunità per la didattica e per la cultura scolastica. Dirigenti e insegnanti attivi in questi campi sono il motore dell’innovazione. Occorre coinvolgere l’intera comunità scolastica anche attraverso la formazione e lo sviluppo professionale.

Dunque gli esperti ci spiegano che i cellulari certamente sono utili e che tocca a noi darci da fare (come e per cosa qui non è detto).

5. I dispositivi devono essere un mezzo, non un fine. È la didattica che guida l’uso competente e responsabile dei dispositivi. Non basta sviluppare le abilità tecniche, ma occorre sostenere lo sviluppo di una capacità critica e creativa.

Dunque gli esperti ci spiegano che con i cellulari non si gioca.

6. L’uso dei dispositivi promuove l’autonomia delle studentesse e degli studenti. È in atto una graduale transizione verso situazioni di apprendimento che valorizzano lo spirito d’iniziativa e la responsabilità di studentesse e gli studenti. Bisogna sostenere un approccio consapevole al digitale nonchè la capacità d’uso critico delle fonti di informazione, anche in vista di un apprendimento lungo tutto l’arco della vita.

Dunque gli esperti ci spiegano che i ragazzi hanno già una buone dose di responsabilità (lo dimostrano tutti i giorni) e non vedono l'ora di autoapprendere (infatti non scaricno pokemongo go ma l'enciclopedia Treccani) e che tocca a noi darci da fare e spigargli come riconoscere una cosa vera da una falsa senza averla mai studiata prima su un libro.

8. Il digitale trasforma gli ambienti di apprendimento. Le possibilità di apprendere sono ampliate, sia per la frequentazione di ambienti digitali e condivisi, sia per l’accesso alle informazioni, e grazie alla connessione continua con la classe. Occorre regolamentare le modalità e i tempi dell’uso e del non uso, anche per imparare a riconoscere e a mantenere separate le dimensioni del privato e del pubblico.

Dunque gli esperti ci spiegano che non puoi stare sempre su internet e che ci sono cose che è meglio non fare.

Lalla ti senti una persona migliore ora che gli esperti del MIUR ci hanno elargito simili pillole di saggezza ?
Non mi dire che non ci arrivavi da sola, non mi dire che non avresti saputo fare di meglio.

Non mi dire che non credi che io avrei saputo fare di meglio; chiunque avrebbe saputo fare di meglio.

Hai ragione, io tra gli esperti non c'ero e me ne rammarico profondamente, ma solo per i soldi che ho perso, non certo per il prestigio che non mi è stato riconosciuto.
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Kuru-nee



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 5:48 pm

La differenza è che se non sai pagare un bollettino postale o far funzionare la lavatrice puoi tranquillamente scrivere una tesina da presentare all'esame di stato o una tesi di laurea, mentre se non sai usare un editor di testo non lo puoi fare (o qualcuno le accetta forse scritte a mano?).
Saper scrivere in formato digitale dovrebbe essere una competenza scolastica, non della vita quotidiana, visto che i testi in formato digitale sono richiesti anche a scuola e nelle università.
Quante persone sanno cercare nei cataloghi on-line delle biblioteche, utilissimi per lo studio e la ricerca? Perché questo non dovrebbe essere insegnato a scuola?
Lo scorso concorso è stato fatto fare al computer. Le certificazioni linguistiche sono in larga parte computer based (io almeno le ho fatte così quasi 10 anni fa). Non sarebbe il caso che si insegnasse a usare lo strumento a scuola, se poi le prove ufficiali per conseguire titoli e superare esami ne prevedono l'uso? Se tra 10 anni tutto questo si facesse tramite tablet, o tramite qualsiasi altra tecnologia ancora inesistente io gradirei che la scuola insegnasse l'uso del mezzo necessario a svolgere un compito di tipo scolastico o una qualsiasi prova per motivi di studio e di lavoro, esattamente come si insegna a scrivere con la carta e la penna.

Io di elettrodomestici non ne so usare mezzo, se non avessi saputo usare il computer non penso proprio che mi sarei laureata e che ora sarei di ruolo.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 6:46 pm

Kuru-nee ha scritto:
mac67 ha scritto:
herman il lattoniere ha scritto:

E’ anche opportuno avere a disposizione rubriche che descrivano i quattro livelli di padronanza per ciascuna competenza certificata. Qualora vi siano curricoli organizzati per competenze chiave che contengano anche le rubriche di padronanza, esse potranno agevolmente costituire il riferimento anche per la certificazione."[/i]

Sarà che invecchio, ma non ricordo di avere imparato a scuola come sintonizzare la radio sulla stazione desiderata, come accendere e spegnere il televisore, come regolare l'audio, come cambiare canale, ...

Finché si tratta di cercare un video su Youtube per spasso sono d'accordo con te, ma sei così sicuro che non ci sia bisogno di insegnare ai ragazzi che un documento non va scritto con 4 casuali font e dimensioni diversi, e con spaziature e margini così fantasiosi da sembrare più una poesia futurista che un documento ufficiale?
Sembra fuori dal mondo, ma dovresti sapere che alcuni ragazzi imparano durante la stesura della tesi di laurea che esiste la possibilità di inserire note a pié di pagina, di giustificare il testo e che l'interlinea può essere più o meno ampia. Non sarebbe il caso di insegnarle una decina (o più) d'anni prima queste cose?
Visto che l'insegnamento della letto-scrittura è compito della scuola, la scuola non dovrebbe insegnare a farlo sia in cartaceo che in digitale? Il computer (o il tablet, se vogliamo), può essere uno strumento di lavoro, esattamente come il quaderno e la penna. A scuola mi hanno insegnato a usare una calcolatrice, a cercare su un dizionario o su un'enciclopedia, a dividere il materiale e il lavoro per discipline o per argomenti, a evidenziare e ad annotare qualcosa di importante, a leggere e creare schemi, grafici e tabelle. Si dovrebbe fare anche con il digitale. Mio cugino ha 14 anni, ti posso garantire che non sa fare nessuna delle cose che ho scritto sopra senza carta e penna, pure se usa tablet e smartphone per i suoi svaghi dalla mattina alla sera.

Con questo non intendo che smartphone e tablet debbano sostituire i libri e i quaderni (io se devo leggere un testo che è venduto o divulgato solo in formato digitale, lo compro o lo scarico e lo stampo, odio leggere a lungo dallo schermo), ma alcune competenze di base che gli alunni non apprendono da soli perché non riguardano i loro svaghi, io a scuola le insegnerei.

Posso anche concordare. Ma allora si metta un'ora di "informatica" (o un nome a vostra scelta) nel quadro orario con tanto di docente e voto allo scrutinio.
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 7:00 pm

Kuru-nee, quello di cui parli ha molto più a che fare con la vecchia cara "informatica" che con i dispositivi e il BOYD. E' una cosa importantissima, ma si finge che non serva e che basti dare qualche indicazione ad un consumo un po' meno irresponsabile dei propri dispositivi di connettività.
Hai mai provato a fare grafica o a scrivere un testo con uno smartphone?
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Kuru-nee



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 7:34 pm

Che sia vecchia e cara o nuova informatica deve esserci in tutti i gradi e in ogni indirizzo, insegnata da qualcuno di competente. Io non l'ho mai fatta, anche se avrei dovuto farla nelle ore di matematica al liceo; però la mia professoressa era appena riuscita ad imparare come creare una cartella, per far capire il livello a cui era.

Sicuro che abbia poco a che vedere con lo strumento? Saper scrivere a 2 all'ora con la tastiera per me è un handicap, in fase di concorso molti sono stati bocciati solo per la lentezza con la tastiera. La velocità di alcuni candidati a scrivere una parola era simile a quella che impiegano alcuni miei bambini di 5 anni a scrivere parole conosciute con la matita. Non ti sembra un enorme svantaggio? La pratica nell'uso del dispositivo mi pare fondamentale.

Personalmente uso lo smartphone molto meno del computer e solo per motivi personali o di svago. Lo smartphone è generalmente un mezzo più limitato del computer in ambito di studio e di lavoro (a meno che non andiamo su fasce alte di prezzo) vuoi per la memoria e per la quantità di programmi/app scaricabili e anche per le dimensioni dello schermo, che (almeno per me) sono una forte limitazione.
Grafica mai fatta, dipende cosa intendi per testo. Scrivo mail e prendo note, punto.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 8:50 pm

Kuru-nee ha scritto:
Sicuro che abbia poco a che vedere con lo strumento? Saper scrivere a 2 all'ora con la tastiera per me è un handicap, in fase di concorso molti sono stati bocciati solo per la lentezza con la tastiera.


Questo implicherebbe la proposta di istituire un corso di dattilografia (o come si chiama adesso, "trattamento testi" o roba del genere), non certo di informatica.

Personalmente, tutto quello che so di informatica (compreso un livello non banale di programmazione, che adesso si è inevitabilmente allentato perché non ho più occasioni frequenti di usarla, ma che in passato era bello tosto) l'ho imparato DA SOLA, sul campo, in maniera artigianale. Mai seguito un corso di informatica in vita mia, eppure, più di 20 anni fa, mi sono creata da sola i programmi in C che mi sono serviti per l'analisi di dati per una tesi di laurea, e anche per altre attività analoghe fatte dopo. Si prendeva un testo di codice già fatto, e ci si faceva il mazzo per capire il significato di ogni singola parola, e di vedere cosa succedeva modificando un dettaglio alla volta.

Uno può dire che io non faccio testo perché avevo comunque una formazione scientifica e lavoravo in un contesto più informatizzato della media, ma assicuro che in quegli anni c'era una marea di gente che imparava da sola, spippolando sul computer nello scantinato di casa, e alcuni di loro se ne sono fatti anche un mestiere. Ne ho anche conosciuti diversi di persona, della mia età o un po' più vecchi.

Per quanto riguarda la presunta lentezza con la tastiera, io non solo non ho mai seguito un corso di informatica, ma nemmeno di dattilografia (concetto che era già fuori moda 20 anni fa, appunto) e non ho mai avuto la più pallida idea di quali siano le tecniche professionali per velocizzare la digitazione. Non ho mai imparato a scrivere con tutte le dita delle due mani (ne uso tre o al massimo quattro in tutto, due della destra e una della sinistra, o occasionalmente due), ma riesco ad andare abbastanza veloce lo stesso, senza che nessuno me l'abbia mai insegnato, semplicemente per abitudine consolidata. Mio marito (che fa traduzioni, quindi ha tutto l'interesse a scrivere veloce) usa tutte e dieci le dita, ma ha imparato da solo, da adulto, quando ancora c'erano le vecchie macchine per scrivere e nessuno immaginava che quella di battere velocemente su una tastiera sarebbe stata considerata una "abilità informatica".

L'idea che si possa rimanere svantaggiati in un concorso perché la maggioranza degli altri scrive più velocemente di noi grazie a corsi specifici di informatica, proprio non mi sembra plausibile.

In ogni caso, non c'entra niente con il presunto dovere della scuola di prendersi carico dell'educazione all'uso dello smartphone o del tablet. Quella non è informatica, e non è nemmeno dattilografia.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 9:32 pm

paniscus_2.1 ha scritto:

L'idea che si possa rimanere svantaggiati in un concorso perché la maggioranza degli altri scrive più velocemente di noi grazie a corsi specifici di informatica, proprio non mi sembra plausibile.

Allora non hai mai visto colleghi della vecchia generazione (ma ce ne sono anche di nostri coetanei in situazioni simili) davanti a una tastiera. Uno strazio. Mentre loro finiscono una frase tu hai completato una pagina.

All'ultimo concorso (quello con la prova pc-based) la mia scuola era sede di esami e mi sono ritrovato responsabile PC di una di queste prove. Alcuni (ed erano tutti sotto i 40) non sapevano dove sono le lettere sulla tastiera, le cercavano passando il dito da sinistra a destra, poi da destra a sinistra, ...
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Kuru-nee



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 9:56 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
Kuru-nee ha scritto:
Sicuro che abbia poco a che vedere con lo strumento? Saper scrivere a 2 all'ora con la tastiera per me è un handicap, in fase di concorso molti sono stati bocciati solo per la lentezza con la tastiera.


Questo implicherebbe la proposta di istituire un corso di dattilografia (o come si chiama adesso, "trattamento testi" o roba del genere), non certo di informatica.

Personalmente, tutto quello che so di informatica (compreso un livello non banale di programmazione, che adesso si è inevitabilmente allentato perché non ho più occasioni frequenti di usarla, ma che in passato era bello tosto) l'ho imparato DA SOLA, sul campo, in maniera artigianale. Mai seguito un corso di informatica in vita mia, eppure, più di 20 anni fa, mi sono creata da sola i programmi in C che mi sono serviti per l'analisi di dati per una tesi di laurea, e anche per altre attività analoghe fatte dopo. Si prendeva un testo di codice già fatto, e ci si faceva il mazzo per capire il significato di ogni singola parola, e di vedere cosa succedeva modificando un dettaglio alla volta.

Uno può dire che io non faccio testo perché avevo comunque una formazione scientifica e lavoravo in un contesto più informatizzato della media, ma assicuro che in quegli anni c'era una marea di gente che imparava da sola, spippolando sul computer nello scantinato di casa, e alcuni di loro se ne sono fatti anche un mestiere. Ne ho anche conosciuti diversi di persona, della mia età o un po' più vecchi.

L'idea che si possa rimanere svantaggiati in un concorso perché la maggioranza degli altri scrive più velocemente di noi grazie a corsi specifici di informatica, proprio non mi sembra plausibile.

In ogni caso, non c'entra niente con il presunto dovere della scuola di prendersi carico dell'educazione all'uso dello smartphone o del tablet. Quella non è informatica, e non è nemmeno dattilografia.

No, si tratta di insegnare come si usa un computer nelle sue funzioni utili per la scuola e per lavorare o per superare prove ufficiali, e farlo usare affinché tutti lo sappiano usare in maniera decente. Praticando uno impara a scrivere a una velocità accettabile, esattamente come accade per la velocità di scrittura a mano, non servono corsi di calligrafia per aver una scrittura leggibile, semplicemente si pratica la scrittura a mano quotidianamente a scuola.
Non è necessario studiare tecniche per scrivere con tutte le dita, il livello di svantaggio di cui ti parlo riguarda persone, nemmeno vecchie, che non sanno neanche dove si posizionano lettere, numeri e simboli sulla tastiera e dunque devono cercare ogni singola lettera per produrre un testo. Chi una tastiera la usa quotidianamente non ha questi problemi, pure se scrive solo con due dita (come faccio anche io, del resto).

Il fatto che uno possa imparare da autodidatta (ed è molto comune, perché i dispositivi sono sempre più intuitivi) non giustifica la mancanza della disciplina. Anche io ho imparato alcune funzioni basilari totalmente da sola in un ambiente per niente informatizzato, pure se molti anni dopo (credo) rispetto a te. In casa mia nessuno sapeva nemmeno accendere un PC, figuriamoci connettersi a internet, scrivere con un editor di testo, ricercare, scaricare, che pure sono azioni semplici. A scuola nella mia zona rurale i computer non esistevano, sono arrivati all'improvviso quando già facevo le medie.
Il problema dell'apprendimento autodidatta è che alcuni imparano da soli, e anche bene, ma non tutti ci riescono, e il compito della scuola è proprio insegnare a tutti a un livello accettabile. Sai quanti musicisti imparano da soli "spippolando" uno strumento, o quanti diventano pittori o illustratori di successo "spippolando" una matita e qualche penna? Dunque leviamo conservatori, accademie, ore di musica e disegno artistico dalle scuole perché si può imparare da soli?
Sai quanta gente impara l'inglese o altre lingue da autodidatta? Io sto imparando il giapponese da sola, con un dizionario di kanji, un paio di grammatiche e gli alfabeti sillabici scaricati da internet. Non servirebbero quindi le ore di lingua?

Comunque il mio discorso non si incentrava sul fatto che sia giusto insegnare l'uso responsabile del telefono a scuola, ma era per smontare il paragone di strumenti per uso domestico/svago (come è il televisore, o come lo sono gli elettrodomestici quali forno, lavatrice, etc.) con strumenti che hanno (e che avranno) un larghissimo uso in prove di stampo scolastico/accademico/ufficiale.
Io sono fortemente contraria a far usare dispositivi personali a scuola per la didattica, non tutti ce li hanno, e non tutti hanno dispositivi dello stesso livello con le stesse funzioni. Oltretutto il 90% delle applicazioni usate dagli alunni sono per svago o uso strettamente personale (contatti con gli amici, familiari, giochi vari) e questo per me non rientra tra i compiti della scuola.
Ciò non toglie che invece altre competenze informatiche vadano insegnate a scuola, non so se si è capito dal mio discorso.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 9:59 pm

mac67 ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
L'idea che si possa rimanere svantaggiati in un concorso perché la maggioranza degli altri scrive più velocemente di noi grazie a corsi specifici di informatica, proprio non mi sembra plausibile.

Allora non hai mai visto colleghi della vecchia generazione (ma ce ne sono anche di nostri coetanei in situazioni simili) davanti a una tastiera. Uno strazio. Mentre loro finiscono una frase tu hai completato una pagina.

Scusa, ma forse non mi sono spiegata bene: se io riempio una pagina mentre loro completano a malapena una frase, NON E' perché io abbia seguito corsi specialistici di informatica mentre loro no, e tantomeno perché io abbia avuto un insegnamento di informatica direttamente nella scuola dell'obbligo mentre loro no. Ribadisco di non aver mai seguito in vita mia né un corso di informatica, né di dattilografia.

A parte l'ovvia distinzione tra informatica e dattilografia, che ho già fatto prima, quelli della nostra generazione che sanno scrivere speditamente su una tastiera, non l'hanno certo imparato a scuola (a meno di non aver fatto una scuola tecnica o professionale di indirizzo commerciale), ma l'hanno imparato da soli.
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Kuru-nee



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 10:17 pm

Paniscus, ma se nella scuola dell'obbligo si fosse utilizzata una tastiera con una certa frequenza, oggi non ci sarebbe nessuno che deve cercare lettere e simboli per tutta la tastiera scrivendo una frase mentre tu scrivi una pagina.
Se tu oggi insegni come si usa un editor di testo tra 15/20 anni nessuno studente che si dovrà laureare perderà il primo mese per imparare a mettere le note e a impostare margini e interlinea nella tesi.

Qui sta la differenza.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 10:33 pm

Kuru-nee ha scritto:
No, si tratta di insegnare come si usa un computer nelle sue funzioni utili per la scuola e per lavorare o per superare prove ufficiali, e farlo usare affinché tutti lo sappiano usare in maniera decente. Praticando uno impara a scrivere a una velocità accettabile, esattamente come accade per la velocità di scrittura a mano, non servono corsi di calligrafia per aver una scrittura leggibile, semplicemente si pratica la scrittura a mano quotidianamente a scuola.

Appunto, un computer, NON uno smartphone... e appunto per funzioni didattiche, non per caXXeggio personale.
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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 10:37 pm

paniscus_2.1 ha scritto:

Scusa, ma forse non mi sono spiegata bene: se io riempio una pagina mentre loro completano a malapena una frase, NON E' perché io abbia seguito corsi specialistici di informatica mentre loro no, e tantomeno perché io abbia avuto un insegnamento di informatica direttamente nella scuola dell'obbligo mentre loro no. Ribadisco di non aver mai seguito in vita mia né un corso di informatica, né di dattilografia.

Non tutti (anzi, molto pochi) imparano da soli.

La questione è: queste cose hanno diritto di cittadinanza a scuola, come materia, o no? Io vedo due posizioni possibili: la prima "no, li imparate per i fatti vostri"; la seconda è "ve lo insegniamo a scuola".

Pur avendo una propensione per la prima ipotesi, come te, anche la seconda ha senso, purché sia, appunto, una disciplina con nome, cognome, docente e voto, non un'ora qua e là del volenteroso di turno "perché i tuoi colleghi con il PC sono negati".
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Kuru-nee



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 10:53 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
Kuru-nee ha scritto:
No, si tratta di insegnare come si usa un computer nelle sue funzioni utili per la scuola e per lavorare o per superare prove ufficiali, e farlo usare affinché tutti lo sappiano usare in maniera decente. Praticando uno impara a scrivere a una velocità accettabile, esattamente come accade per la velocità di scrittura a mano, non servono corsi di calligrafia per aver una scrittura leggibile, semplicemente si pratica la scrittura a mano quotidianamente a scuola.

Appunto, un computer, NON uno smartphone... e appunto per funzioni didattiche, non per caXXeggio personale.

Ma infatti era ciò che avevo scritto dall'inizio.
Mac67 aveva fatto un paragone (relativamente al fatto di avere competenze certificate con dei livelli) con il saper usare la radio e il televisore e io ho contestato questo paragone, parlando da subito di computer e competenze relative al digitale utili a scuola (come saper usare un editor di testo), che la radio e il televisore non hanno mai avuto. Poi tu hai detto che non è una questione di materie di studio/svago, ma che queste sono competenze della vita quotidiana, come pagare bollettini e usare altri elettrodomestici, mentre per me non è così. La questione è proprio che lo smartphone è per cazzeggio personale al 90%, mentre il computer è molto utile per scrivere documenti ufficiali quali tesi, etc., quindi le due cose vanno scisse, per me: l'uso dello smartphone non deve essere insegnato a scuola, come quello della radio, della tv, della macchinetta del caffè, ecc, mentre l'uso del computer sì.
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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 11:02 pm

Kuru-nee ha scritto:
La questione è proprio che lo smartphone è per cazzeggio personale al 90%, mentre il computer è molto utile per scrivere documenti ufficiali quali tesi, etc., quindi le due cose vanno scisse, per me: l'uso dello smartphone non deve essere insegnato a scuola, come quello della radio, della tv, della macchinetta del caffè, ecc, mentre l'uso del computer sì.

Ma sei consapevole che la quasi totalità delle proposte che vengono fatte attualmente, anche da parte di enti istituzionali ufficiali, IGNORA completamente l'uso del vero computer, e parla solo di smartphone o di tablet (e addirittura, cominciando a instillare come cosa normale la convinzione che "tanto ormai tutti i bambini ce l'hanno già e se lo portano già a scuola", quindi tanto vale assecondarli?
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Kuru-nee



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Gio Gen 25, 2018 11:16 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
Ma sei consapevole che la quasi totalità delle proposte che vengono fatte attualmente, anche da parte di enti istituzionali ufficiali, IGNORA completamente l'uso del vero computer, e parla solo di smartphone o di tablet (e addirittura, cominciando a instillare come cosa normale la convinzione che "tanto ormai tutti i bambini ce l'hanno già e se lo portano già a scuola", quindi tanto vale assecondarli?

Certo, infatti ho detto che sono contraria e che il discorso che avevo fatto io non si incentrava su questo tema.
E il fatto che propongano scemenze sui dipositivi tecnologici a scuola non significa che non ce ne siano di molto utili che andrebbero inseriti nella proposta didattica.

Quindi tra le due opzioni di Mac67 opto per la seconda. Disciplina ufficiale, con quadro orario dedicato, docente e voto.
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Ven Gen 26, 2018 7:19 am

Mi pare evidente che il ministero, al motto del "bisogna essere al passo dei tempi" (pensando che non ci sia dell'altro oltre a questa banalità) stia cercando di incoraggiare ulteriormente l'uso e il consumo dei dispositivi personali, smartphone e tablet, sin dalla primissima età. Nel migliore dei casi l'intento è quello di attribuire alla scuola il compito di dare una minima "educazione al consumo", come la chiama Lucio Russo, ovvero di educare i giovanissimi clienti di apple, samsung, huawei, telecom, vodafone ecc, di ad evitare quegli abusi che invece a me paiono insiti nel mezzo.

Peccato che con i dispositivi personali di connettività non si può avere né una piena operatività né una vera competenza digitale; quel poco di competenza che basta al consumatore per spippolare sul suo smartphone se la costruisce autonomamente, ma è cosa ben lontana anche dal solo aprire una cartella, mandare una email, digitare un testo con la velocità e il controllo resi possibili da una tastiera e un monitor. Grazie ai dispositivi personali, con le loro interfacce super-intuitive (altro che linguaggio C!) stiamo assistendo a un analfabetismo digitale di ritorno: io lo vedo anche tra i colleghi meno informatizzati che, a forza di usare whatsapp e social stanno ad esempio dimenticando l'uso della cara vecchia email (così come a forza di correttore automatico ci si sta dimenticando della grammatica). E credono pure di essere molto "smart".

Pretendere da parte del ministero che la scuola educhi all'uso responsabile dei dispositivi, permettendone l'utilizzo a scuola (cosa che, peraltro, già avviene in occasioni precise e sotto la stretta sorveglianza dei docenti) sarebbe un po' come se qualche decennio fa, quando il passatempo preferito in una certa fascia di età era il gioco del pallone sotto casa, si fossero incoraggiati gli alunni di portare il proprio pallone da casa per usarlo a scuola.

Io noto anche tra tante persone laureate una sorta di pigrizia mentale che li porta a dire che "ormai è così", che "bisogna stare al passo con i tempi", che "lo smartphone è tanto comodo", "non potrei più farne a meno" ignorando completamente le distorsioni e i rischi che la connettività h24 sta creando, specie per i minori che entrano in rete ad età sempre più basse senza nessuna educazione; un po' come se si dessero le chiavi della macchina a un bambino senza avergli fatto alcun corso di scuola guida.

In questa prospettiva la proposta del ministero tornerebbe ad avere un senso, quella di costruire un minimo di educazione alla connettività; ma è proprio inevitabile che debba essere la scuola, nella quale si dovrebbero fare altre cose, ad educare le giovani generazioni a un consumo "responsabile" di un mezzo che induce dipendenza?
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Ven Gen 26, 2018 3:39 pm

herman il lattoniere ha scritto:
Io noto anche tra tante persone laureate una sorta di pigrizia mentale che li porta a dire che "ormai è così", che "bisogna stare al passo con i tempi", che "lo smartphone è tanto comodo", "non potrei più farne a meno" ignorando completamente le distorsioni

Ma questo non vale solo per la digitalizzazione e per la connessione in rete, vale per qualsiasi cambiamento rapido che è stato imposto da circostanze esterne non direttamente gestibili. Ad esempio, io ho moltissimi colleghi che due o tre anni fa erano prontissimi a scendere in piazza contro le innovazioni della riforma e a promettere resistenza strenua contro le nuove imposizioni, e che adesso sono stucchevolmente disponibili a condividere qualsiasi scemenza innovativa, che prima avversavano, vantandosi di quanto sia bello trasformarla in un'opportunità positiva (e guardando dall'alto in basso, con disapprovazione schifata, quei pochi che invece NON si sono adeguati e che continuano a pensarla come prima).

L'esempio più eclatante, alle superiori, è l'alternanza scuola-lavoro: molti, moltissimi, degli stessi che due anni fa inveivano furiosamente contro questa imposizione autoritaria, giudicandola un flagello che rovinava le classi facendo perdere una marea di tempo ai ragazzi e impedendo lo svolgimento regolare delle lezioni, adesso sono impegnatissimi a organizzare progetti su progetti per qualsiasi attività che porti i ragazzi fuori aula, e giudicano malissimo quelli che non si prestano ad assecondarli. Stessa storia, per le prove invalsi: cinque o sei anni fa "faceva figo" opporsi, adesso invece fa figo dichiarare di crederci profondamente e di considerarle importantissime, e gli unici che vengono guardati male sono quelli che erano critici prima e lo sono anche adesso, senza aver mai cambiato idea.

E così per una serie infinita di altre cose, dal caldeggiare la certificazione di più BES possibili (gente che fino a tre o quattro anni fa si lagnava dell'eccesso di diagnosi facili, adesso va a tampinare le famiglie di tutti quelli che hanno insufficienze, per convincerli a sottoporre i figli ad accertamenti, gente che era famosa per severità e per bocciature impietose, adesso è sempre pronta a votare per promuovere tutti in consiglio, e così via...)

Se si prova a parlargliene, rispondono prontamente che "anch'io prima ragionavo come te, ma adesso bisogna prendere atto che la scuola è cambiata, e bisogna adeguarsi".

Non mi sembra nemmeno che sia stata una trasformazione lenta e graduale nell'arco di 10 o 20 anni, ma una mutazione radicale velocissima nel corso degli ultimi tre o quattro. Sembra che la maggioranza delle persone abbia completamente perso qualsiasi brandello di memoria, sia personale che storica, che vada oltre gli ultimi quattro o o cinque anni.

E poi grazie che c'è qualcuno che pensa che sia normale dare lo smartphone al bambino di dieci anni "perché si è sempre fatto così".
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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Ven Gen 26, 2018 6:40 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
E poi grazie che c'è qualcuno che pensa che sia normale dare lo smartphone al bambino di dieci anni "perché si è sempre fatto così".
Sì mi pare che un brano del libro Cuore si intitoli "la piccola spippolatrice lombarda"
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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Sab Gen 27, 2018 9:32 pm

avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
E poi grazie che c'è qualcuno che pensa che sia normale dare lo smartphone al bambino di dieci anni "perché si è sempre fatto così".
Sì mi pare che un brano del libro Cuore si intitoli "la piccola spippolatrice lombarda"

E' chiaro che questa è un'estremizzazione ironica, ma sul serio non ti rendi conto che sta andando esattamente così?
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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Sab Gen 27, 2018 10:49 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
E poi grazie che c'è qualcuno che pensa che sia normale dare lo smartphone al bambino di dieci anni "perché si è sempre fatto così".
Sì mi pare che un brano del libro Cuore si intitoli "la piccola spippolatrice lombarda"

E' chiaro che questa è un'estremizzazione ironica, ma sul serio non ti rendi conto che sta andando esattamente così?
No, sta andando che: "come faccio a non comprarglielo se ormai ce l'hanno tutti ?"

Poi nel momento in cui lo devi comprare lo compri più grosso e con 15 giorni d'anticipo rispetto a quelli dell'anno scolastico precedente.

Non dico che non ci sia un abuso ed un approccio da pazzoidi, dico che "si è sempre fatto così" ancora non l'ha detto nessuno.

Forse fra 10 anni !
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MessaggioTitolo: Re: L'utilità delle direttive   Sab Gen 27, 2018 11:39 pm

avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:
E poi grazie che c'è qualcuno che pensa che sia normale dare lo smartphone al bambino di dieci anni "perché si è sempre fatto così".
Sì mi pare che un brano del libro Cuore si intitoli "la piccola spippolatrice lombarda"

E' chiaro che questa è un'estremizzazione ironica, ma sul serio non ti rendi conto che sta andando esattamente così?
No, sta andando che: "come faccio a non comprarglielo se ormai ce l'hanno tutti ?"

Cioè, tutti glielo comprano perché pensano che tutti gli altri gliel'abbiano già comprato, anche quando questo non è vero.

Però lo fanno senza nemmeno informarsi se sia vero o no, semplicemente prendono per buona la diceria così come sta, per avere la scusa per comprarglielo senza troppe ammissioni di responsabilità personale.

Così prendono piccioni multipli con una fava, nel senso di:

- assicurarsi il consenso e la gratitudine del figlio perché l'hanno fatto felice rifornendolo di sfizi consumistici;

- sentirsi personalmente gratificati per se stessi, su quanto sono stati genitori moderni, aperti e all'avanguardia;

- essersi risparmiati la rottura di scatole di dover dire di no al figlio che pretende continuamente di giocherellare col cellulare dei genitori, perché almeno adesso ha il suo;

- sentirsi pienamente liberi dall'ammissione di responsabilità della scelta, in quanto insistono a dire che non gliel'hanno mica comprato per scelta, ma che "l'hanno dovuto fare per forza", anche se erano contrari, perché era diventato inevitabile, in quanto "ce l'avevano tutti".

Non sto parlando di adolescenti di 14 o 15 anni, eh, sto parlando di bambini delle elementari.

Soprattutto nei casi in cui non è per niente vero che ce l'hanno tutti, ma tutti si convincono che tutti gli altri ce l'abbiano, appunto per alimentare il meccanismo di cui sopra.
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