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 Scuole a COMPITI ZERO

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Befree2



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MessaggioTitolo: Scuole a COMPITI ZERO   Dom Feb 04, 2018 2:09 pm

Promemoria primo messaggio :

https://m.orizzontescuola.it/nuova-didattica-compiti-zero-non-occorre-ampliare-tempo-scuola-anzi-laggrava/
si precisa che Parodi ne è il responsabile SCIENTIFICO..
E se lo dice la scienza..
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arrubiu
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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Mar Feb 06, 2018 9:14 pm

Avete finito, sì?
O si torna in topic o si chiude.
Datevi una regolata, grazie.
Le polemiche personali non sono gradite.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Mar Feb 06, 2018 9:26 pm

wasted years ha scritto:

mac67 ha scritto:

Ti è stato chiesto che differenza c'è tra compiti ed esercizi. Deliziaci tu nel frattempo.

In che cosa ti sei laureato/a? Ti sei limitato/a ad assistere alle lezioni e non hai toccato libro? Complimenti.
Sono laureato in giurisprudenza e scienze politiche. Ho un master in relazioni internazionali, diploma di liceo scientifico e maturità magistrale. Ho sempre studiato poco a casa e molto a scuola-facoltà.
Ora che ho presentato le mie credenziali HO VINTOQUACCHECOSA?


Se hai "digerito" i codici studiando poco a casa sei un caso eccezionale che non fa testo.

Aspetto sempre di sapere che differenza c'è tra compiti ed esercizi.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Mar Feb 06, 2018 9:31 pm

Allora, astraendomi completamente dalle polemiche personali, rilancio la discussione seria:

chi è "contrario ai compiti" pensa seriamente che sia possibile costruirsi una preparazione solida e duratura, imparando tutto esclusivamente in classe (o in una vaga forma di doposcuola e/o tutoraggio in cui si viene sistematicamente seguiti e imbeccati da qualcun altro), eliminando completamente il concetto di "studio individuale" a casa propria?

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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Mar Feb 06, 2018 9:43 pm

Citazione :
Ho sempre studiato poco a casa e molto a scuola-facoltà.

Aggiungo che, a livello universitario, "studiare in facoltà" vuol dire semplicemente fare studio individuale in un luogo diverso da casa, ma comunque sempre di studio individuale si tratta.

NON vuol dire imparare tutto direttamente a lezione in classe, oppure in un doposcuola guidato da educatori che forniscono l'imbeccata pronta in automatico.

Anch'io, in parte, ho "studiato in facoltà", ma appunto studiavo per conto mio, nella biblioteca del dipartimento, smazzandomi DA SOLA il consolidamento di quello che avevo sentito esporre in aula, oppure occasionalmente condividendolo alla pari con qualche compagno con cui ci si aiutava per scelta personale... ma di sicuro non aspettandomi l'aiutino dei docenti fuori dall'orario di lezione.
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Befree2



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Mar Feb 06, 2018 9:49 pm

Ritornando in tema, ho dato un occhiata al materiale on line di questi "eretici dell insegnamento "
Non ho trovato l unica cosa che avrei dovuto trovare. L unico elemento "scientifico" (se esiste un approccio scientifico al movimento ) in una marea di imprecazioni contro la scuola tradizionale, la didattica tradizionale ,che ha reso grande l Italia in Europa e nel mondo tra gli anni 50 e 80. Parlo ovviamente della dimostrazione oggettiva e inequivocabile che gli alunni che hanno insegnanti basta compiti abbiano risultati ed apprendimenti migliori degli alunni degli insegnanti tradizionali "aguzzini". Nulla di ciò, solo critiche sterili,ma anche feroci.
Ovviamente oggi si ignora l evidenza, la logica e le risposte semplici: sarebbe come pensare che i calciatori migliori sono quelli che si limitano ad ascoltare l allenatore senza mai allenarsi.
L unico motivo, puramente emotivo e irrazionale,per cui una persona può essere attratta da questi ,oserei paragonare, moderni albigesi, o dolciniani o manichei in chiave xx1 secolo è il "fascino" non ben definito per "l innovazione " e il "cambiamento ", così, senza sapere nulla ...
Ora vi lascio che mio figlio deve finire i compiti per domani
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Mar Feb 06, 2018 10:01 pm

Sebbene sia favorevole ai compiti a casa, il decalogo di Parodi lo rispetto quasi alla perfezione: si tratta per lo più di suggerimenti di semplice buon senso. Quello che non va proprio è che Parodi sta facendo una battaglia di chiara natura ideologica, le cui motivazioni non risiedono tanto nella pietà verso i poveri alunni, quanto piuttosto nel lanciare un modello di scuola che accentua l'andazzo verso un modello di istruzione liberista (e non costituzionale), che non impegna e non istruisce: che lascia i ricchi ad arricchirsi, i poveri a impoverirsi, i poveri genitori liberi di non rompersi i marroni appresso gli esercizi dei figli.

Parodi, al pari dei capoccioni del MIUR, parte dal presupposto inaccettabile che i docenti siano dei bifolchi ignoranti e sadici che si divertono a vessare gli alunni con compiti, interrogazioni e così via; e addirittura non pochi intelligentoni del ministero ritengono che l'abbandono scolastico sia causato dalle tremende umiliazioni che gli insegnanti infliggerebbero agli alunni e che per scongiurarlo sia necessario destrutturare la scuola, renderla più easy, meno seriosa, più facile, aperta ore 24, indifferente alle conoscenze e semmai interessata a qualche ineffabile competenza propinata attraverso i cosiddetti "compiti di realtà". Insomma, siccome l'Europa ci dice che abbiamo troppi abbandoni, causati per lo più da problematiche economiche e sociali, invece di risolvere queste si preferisce seguire la più semplice via del "successo formativo garantito", cioè la promozione per chiunque.

Non credo che esista nessuna statistica seria che metta in relazione la rarefazione dei compiti a casa con l'efficacia dell'apprendimento; a meno che non si prendano i soliti esempi dei paesi nordici, dove l'investimento e l'attenzione riposti sull'istruzione sono talmente ingenti che funzionerebbe qualunque metodo.
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Mar Feb 06, 2018 10:24 pm

La risposta alla domanda compiti sì compiti no credo sia scontata. Ciò su cui è utile discutere è la modalità (quantità/qualità) dei compiti a casa. Ad esempio, cominciamo col distinguere tra ordini di scuola.
Per un alunno di una scuola primaria che fa il tempo pieno, i compiti a casa dovrebbero essere ridotti al minimo durante i giorni feriali e qualcosa in più per il fine settimana. In ogni casa i compiti devono esere tarati per essere svolti mediamente in una/due ore (tempo effettivo di studio). Non ci troverei nulla di male se il bambino possa contare su un genitore nello svolgimento degli esercizi. Naturalmente senza sostituirsi al figlio, anche se ciò avvenisse, dei buoni maestri/e se ne accorgerebbero facilmente.
Per un alunno della scuola secondaria di primo grado, in aggiunta al lavoro personale, ritengo molto positivo far svolgere con una certa frequenza compiti a casa a gruppi. Parto dalla mia esperienza personale, di cui ho un ottimo ricordo, e so che forse sia ben applicabile maggiormente a piccole realtà.
Per la scuola secondaria di secondo grado la componente dello studio individuale è necessariamente dominante, spesso i ragazzi provengono da comuni diversi e/o distanti e quindi trovare punti d'incontro nei pomeriggi è più complicato anche nelle piccole realtà.Per uno studente liceale è scontato (in teoria) dover dedicare più di due ore al giorno allo studio.
Però non dimentichiamo che nelle scuole professionali lo studio a casa per moltissimi è praticamente inesistente, ha senso porsi il problema dei compiti? O vanno trovate sistemi diversi come prevedere dei rientri utilizzando ore di potenziamento?
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Mer Feb 07, 2018 6:16 am

Franco tu hai ragione e proponi misure apparentemente di buon senso; però poi bisogna fare i conti con altri fattori che tu non citi.
Insegno alla scuola media, che ritengo un segmento del primo ciclo di istruzione fondamentale, che funge da collegamento tra la primaria e il secondo ciclo (da cui il giusto nome di "scuola media"); è proprio alla media che gli alunni dovrebbero formare un metodo di studio autonomo e acquisire le competenze necessarie per affrontare la scuola superiore. La mia richiesta di compiti a casa è inversamente proporzionale alla qualità dell' attenzione e della partecipazione che gli alunni dimostrano in classe. Mi piacerebbe tanto, come sostiene Parodi, mantenere l'impegno settimanale per la mia disciplina contenuto in 30/60 minuti di studio, ma spesso sono costretto a sforare questo limite teorico perché non in tutte le classi riesco a ottenere un grado sufficiente di attenzione, malgrado conosca e metta in pratica molti dei possibili trucchi e delle tecniche per ottenerla. Riguardo i lavori di gruppo li propongo spesso, ma con sempre minore convinzione: gli alunni litigano sui gruppi, siano essi proposti da me, sorteggiati o organizzati da loro, che tendono a formare dei gruppi ghetto: tutti i secchioni insieme, tutti gli emarginati insieme, maschi con maschi, femmine con femmine.
La realtà è che gli alunni di scuola media che conosco io sono in generale molto egocentrici, viziati e maleducati; pochi di loro sono consapevoli del rispetto che va manifestato ai docenti, della necessità dell'impegno e della costanza per ottenere buoni risultati, del fatto che non possono porsi al centro dell'attenzione come se avessero la metà dei loro anni: tutte responsabilità sia della famiglia sia della scuola primaria. La loro voglia di emergere sugli altri li porta sia a rendersi protagonisti degli onnipresenti episodi di discriminazione e bullismo, sia a considerare il voto (non solo positivo, ma anche negativo) come un'arma per ottenere consenso all'interno del gruppo. In questa situazione il compito a casa diventa uno strumento fondamentale per l'acquisizione di quelle conoscenze che in classe l'alunno medio non coglie, tutto preso com'è dallo sforzo di pavoneggiarsi di fronte al gruppo anziché dalla voglia di imparare. E si ricade in uno studio nozionistico che poi è quello che molti di loro implicitamente chiedono, quando dimostrano con la confusione la loro considerazione delle attività laboratoriali che escano dallo schema della classica lezione frontale.
Per non parlare degli effetti devastanti creati dai genitori spazzaneve, che si comportano come sindacalisti dei figli sin dalla materna: troppi compiti, pochi compiti, troppa severità, troppa severità, e quel voto è immeritato e così via... oltre a ostacolare lo svolgimento sereno della nostra professione, danno un pessimo esempio educativo ai figli, rafforzando l'egocentrismo di cui sopra.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Mer Feb 07, 2018 7:46 am

Aggiungo che io, a costo di rendermi impopolare per l'ennesima volta, tutto questo valore taumaturgico del lavoro di gruppo non riesco proprio a vederlo. Lo considero una occasionale possibilità accessoria come tante altre, da proporre qualche volta, su alcuni approfondimenti ristretti che si prestano meglio, ma che in generale sia una metodica da privilegiare, e che per principio "funzioni meglio" del lavoro individuale, semplicemente non ci credo.

Soprattutto quando è anche permeato da una forte componente ideologica sul valore salvifico della socializzazione, dell'integrazione del gruppo classe, della prevenzione del bullismo, e amenità varie. Sarò cinica, ma sono straconvinta che queste pretese (oltre a essere impraticabili) denotino un'arroganza veramente immorale. Come se noi avessimo il potere (e il diritto) di controllare i sentimenti e le preferenze personali degli studenti, e di far fare amicizia a tutti a comando...

Ora esco per andare a scuola, questo discorso lo riprendo dopo...
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valeria.delgammba



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Mer Feb 07, 2018 8:17 am

paniscus_2.1 ha scritto:

chi è "contrario ai compiti" pensa seriamente che sia possibile costruirsi una preparazione solida e duratura, imparando tutto esclusivamente in classe (o in una vaga forma di doposcuola e/o tutoraggio in cui si viene sistematicamente seguiti e imbeccati da qualcun altro), eliminando completamente il concetto di "studio individuale" a casa propria?


Ho già risposto: lo studio individuale e l'esercizio autonomo sono indispensabili. Quello a cui io sono contraria è il compito fine a se stesso, assegnato "un tanto al chilo".

Ho incrociato molte maestre che lo assegnano così e anche diversi colleghi delle superiori, e credo che sia controproducente.

Se in classe sono state spiegate le divisioni a due cifre, per esempio, lo scopo del compito è provare a vedere se l'alunno le sa fare da solo: basta assegnarne due o tre e non valutare il lavoro fatto a casa.

Invece il compito è sempre condito da cose che, a mio parere, non c'entrano nulla (per esempio i numeri da dividere vengono fuori da disegni di dubbia interpretazione, ovviamente fotocopiati e da colorare). Inoltre l'ansia della valutazione spinge molti genitori (e anche qualche bambino) a preoccuparsi più del risultato che del percorso e quindi viaggiano su whatsapp foto di divisioni a tutto spiano.

Oppure, e questo succede anche alle superiori, la classe che fa confusione si becca 20 equazioni da risolvere per punizione. Tanto per essere sicuri che anche quello a cui piaceva fare equazioni poi le abbia sulle scatole...

A questi modi di fare i compiti sono contraria.


Ultima modifica di valeria.delgammba il Mer Feb 07, 2018 8:39 am, modificato 1 volta (Motivazione : errore di sintassi)
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 10:53 am

herman il lattoniere ha scritto:
Sebbene sia favorevole ai compiti a casa, il decalogo di Parodi lo rispetto quasi alla perfezione: si tratta per lo più di suggerimenti di semplice buon senso.

Ma infatti. Ci ero arrivato da solo. Per uscirsene con questa crociata, vuol dire che

1) ci sono scuole e docenti dove i compiti per casa sono pensati male
2) Parodi immagina una scuola inesistente.

Non so quale delle due sia vera. La 1) sicuramente esiste, ma mi chiedo in che percentuale. Sospetto (ma è solo una supposizione) che il problema sia più sentito nella scuola primaria, dove, nonostante la richiesta della laurea in scienze della formazione, il livello della classe docente è mediamente sceso nel tempo.
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Befree2



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 11:10 am

Come prevedevo, anche di fronte all indifendibile esisterà sempre il prof pronto ad accogliere almeno in parte certe assurde teorie ed attacchi alla classe docente.
Parodi dice :i docenti sono dei pazzi sadici che torturano bambini ed adolescenti imponendo con la minaccia e il terrore compiti a casa (il senso è questo,leggete il sito del signore ,quando invoca addirittura la carta dei diritti dei bambini ).
Invece di uno sdegno collettivo,di fronte ad un attacco così violento e diffamatorio,ecco spuntare quelli che "mm,forse ha ragione,diamo troppo compito.diamo compiti sbagliati..e le maestre? Cattive e impreparate. .mi associo a Parodi "
Nulla di nuovo comunque..siamo docenti,votati all autodistruzione e al martirio"
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wasted years

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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 1:10 pm

mac67 ha scritto:
[ Sospetto (ma è solo una supposizione) che il problema sia più sentito nella scuola primaria, dove, nonostante la richiesta della laurea in scienze della formazione, il livello della classe docente è mediamente sceso nel tempo.
Sarebbe chiedere troppo se chiedo la fonte di questa affermazione?
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 1:30 pm

wasted years ha scritto:
mac67 ha scritto:
[ Sospetto (ma è solo una supposizione) che il problema sia più sentito nella scuola primaria, dove, nonostante la richiesta della laurea in scienze della formazione, il livello della classe docente è mediamente sceso nel tempo.
Sarebbe chiedere troppo se chiedo la fonte di questa affermazione?

Ci mancherebbe: prendi un dizionario e cerca la parola evidenziata in grassetto.
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wasted years

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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 1:34 pm

Chiedevo, dove sta scritto che la qualità media dei docenti della primaria sia mediamente calata. Quella frase è affetmativa, oppure supponevi pure quello?
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 1:43 pm

wasted years ha scritto:
Chiedevo, dove sta scritto che la qualità media dei docenti della primaria sia mediamente calata. Quella frase è affetmativa, oppure supponevi pure quello?

La seconda che hai detto.

Rispondo anche alla prossima domanda, così mi porto avanti col lavoro: da dove vengono queste supposizioni? Dalla conoscenza di alcuni laureati in scienza della formazione e dall'avere visto quali oscenità (disciplinari, di matematica, non pedagogiche) dovevano studiare.
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wasted years

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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 1:49 pm

ok, opinione legittima ma campata per aria. Il problema è sentito nelle primarie che conosco, ma a me sembra che dipenda da un problema sociale e familiare. Opinione legittima e campata in aria, salvo mie osservazioni che non posso generalizzare.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 2:22 pm

wasted years ha scritto:
mac67 ha scritto:
[ Sospetto (ma è solo una supposizione) che il problema sia più sentito nella scuola primaria, dove, nonostante la richiesta della laurea in scienze della formazione, il livello della classe docente è mediamente sceso nel tempo.
Sarebbe chiedere troppo se chiedo la fonte di questa affermazione?

Non so se sia una "fonte", ma un possibile esempio a sostegno dell'affermazione, io lo indicherei subito direttamente in questo thread : - )

A parte le battute, io penso che a dare una botta traumatica al livello dei docenti delle elementari sia stata proprio, almeno in parte, la caratterizzazione del corso di laurea di SFP, in cui si è deciso di dedicare la maggioranza delle materie di studio e degli esami all'ambito psico-socio-pedagogico eccetera, e pochissimo spazio riservato al consolidamento oggettivo dei contenuti delle discipline da insegnare. Voglio dire, questi studenti di SFP, quanti esami fanno di matematica? Non intendo esami di "didattica della matematica", di "laboratorio di matematica", di "docimologia della matematica" o di "metodi inclusivi per la didattica speciale della matematica", intendo veri esami di matematica, con equazioni, studi di funzioni, problemi di geometria dimostrazioni, esami che verifichino la loro comprensione globale di concetti astratti, che non dovranno insegnare direttamente ai bambini delle elementari, ma che devono padroneggiare comunque, per poter trasmettere in maniera adeguata il senso dei concetti più semplici che andranno a trasmettere!

Quanti esami fanno di storia (ancora, intendo proprio esami di storia, non di "didattica della storia" o di "laboratorio di geostoria interculturale")? E quanti ne fanno di scienze naturali? Biologia, chimica, fisica, scienze della terra? Intendo proprio come contenuti, non come filosofia sulle discipline e tecniche didattiche. Quanti esami fanno di italiano? Non di linguistica generale o di didattica della lingua, ma proprio di grammatica, sintassi, letteratura, stili narrativi?

A un futuro maestro elementare viene richiesto di conoscere le tre leggi di Newton, la differenza tra una stella e un pianeta, le leggi di Mendel, la differenza tra un sonetto e un'ottava ariostesca, o la formula risolutiva di un'equazione di secondo grado, ANCHE se non gli capiterà in prima persona di doverle insegnare direttamente ai bambini? Ne dubito.

Evidentemente il presupposto di base è che per insegnare alle elementari, è sufficiente conoscere i contenuti delle materie a livello di elementari, mentre l'unica cosa importante è allinearsi a una determinata visione ideologica della scienza dell'educazione. E' considerato molto più importante che la maestra creda profondamente nel valore dell'inclusività, piuttosto che se sappia se "coscienza" si scrive con o senza i, o in che secolo è vissuto Copernico...
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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 2:52 pm

Comunque, tornando all'argomento principale: è possibile suggerire qualche motivazione convincente per questa bizzarra teoria secondo cui i compiti, negli ultimi 10 o 20 anni, sarebbero diventati un incubo sempre più psicologicamente terrorizzante, proprio mentre la scuola, nel frattempo, diventava sempre meno richiedente, meno severa e più ludica e amichevole?

Perché io, francamente, negli anni settanta e ottanta, in cui la scuola era molto più richiedente e molto meno coccolosa di adesso... non me li ricordo proprio, tutti 'sti psicodrammi per i compiti, tanto da essere considerati causa di dinamiche angoscianti che coinvolgono tutta la famiglia.

C'era chi li faceva tutti e chi li saltava, c'era chi li faceva volentieri e chi no, chi li faceva bene e chi sbagliati... di sicuro c'era chi li considerava una grande rottura di scatole, ma NON un incubo psicologico che devasta la serenità di un'intera famiglia.

Eppure, ripeto, all'epoca la scuola era molto meno complimentosa di adesso, si potevano beccare insufficienze gravi anche alle elementari (era già piuttosto raro, ma qualche volta capitava), e le bocciature alle medie erano comuni tanto quanto quelle alle superiori.

Per quale motivo i compiti a casa dovrebbero essere diventati un incubo psicologico proprio oggi, ossia in un sistema scolastico in cui anche chi non li fa o li fa sbagliati non rischia più nulla? Mentre 30 anni fa, quando ancora si rischiava qualche conseguenza concreta a non farli, tutte queste ansie non c'erano, o erano molto più limitate?
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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 2:53 pm

Non so nulla di SFP, ho studiato altro come dicevo sopra. Ho il diploma magistrale e quello utilizzo per insegnare alla primaria. Non so dire nulla sul livello di preparazione dei miei colleghi, nemmeno quelli DM perché ho fatto il liceo e quello mi ha formato in matematica. Probabile che SFP abbia i suoi limiti, ma suppongo che anche un diploma quadriennale sia stato limitato nel fornire bagaglio culturale.
Potete dire quello che volete, nella mia esperienza ho visto genitori perdere di vista i figli perché costretti a lavori lontano da casa, zaini mai aperti per settimane, comunicazioni mai firmate per scioperi per cui ho dovuto contattarli personalmente eccetera. Non molte volte ho visto bambini seguiti a puntinino. Ho notato che, non assegnando compiti, chi ha una famiglia alle spalle e tempo non pieno, viene a parlare e media con me un programma di esercizio personalizzato oppure si attrezza e rinforza il mio lavoro, ci sono quaderni operativi in ogni libreria. Chi non doveva essere seguito perché privo di supporto evita l'umiliazione quotidiana di non essere come gli altri, e questi spesse volte sono la maggioranza. Se ci fosse veramente un tempo scuola e un tempo casa, con i bambini seguiti dai genitori che li invoglino e incoraggino, non che gli insegnino perché quello lo devo fare io, i compiti avrebbero un senso. Per me compiti zero vuole dire qualcosa di molto più complesso di quello che sembra a chi ha idee preconcette e sparacchia su parodi e peggio su Giacomo Stella che hanno adeguatamente motivato il loro sistema di pensiero. Ho chiesto di citare qualcosa di direttamente detto da loro per discutere di concretezza e il lattoniere si è messo a gridare al FLAME e ho rimosso il post di richiesa, perché mi è sembrato un modo di evitare la pregunta. Flame di cosa, di chi ti zompa addosso per un'idea?
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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 3:28 pm

Pensavo che chi tira fuori una nuova teoria didattica ed educativa dovesse dimostrare poi a priori,con risultati sul campo,la validità e l efficacia di ciò che afferma. Evidentemente nel magico mondo della didattica innovativa qualsiasi bizzarria è valida a prescindere, basta che rinneghi il passato tutto va bene
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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 3:39 pm

Io invece ero convinto che "abbiamo sempre fatto così" sia la frase più pericolosa e anzi deleteria che si possa pronunciare. La prima cosa che occorre chiedersi è: alla luce delle evidenze empiriche, quali sono i metodi didattici che funzionano? La lezione frontale funziona? E se sì, a quali condizioni? Il problem solving funziona? I compiti sono utili? Le bocciature educano o insegnano? E poi mediare con la propria sensibilità queste informazioni per lavorare con un criterio.
Hattie è la fonte. Ha compendiato e analizzato tantissime ricerche sull'efficacia dei metodi didattici. E, nonostante i difetti del suo lavoro, torno a dire, le ricerche che ha compendiato sono abbastanza chiare. I compiti sono sostanzialmente inefficaci nella primaria e poco efficaci nella secondaria. Il perché e percome è oggetto di discussione. Parodi dice la sua, che viene definita un delirio da chi la distrugge, ma senza argomentazioni di delirio non si può parlare.
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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 3:41 pm

Qualcuno riesce a rispondere al dubbio che ho posto io?

Ossia, perché i compiti dovrebbero essere diventati una tragedia psicologica collettiva che distrugge famiglie intere, proprio oggi, cioè in una situazione in cui anche chi non li fa non rischia niente...

...mentre 30 o 40 anni fa, quando per non averli fatti si poteva oggettivamente essere puniti, umiliati e anche bocciati, questa reazione isterica non c'era?
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Mairu

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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 3:48 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
wasted years ha scritto:
mac67 ha scritto:
[ Sospetto (ma è solo una supposizione) che il problema sia più sentito nella scuola primaria, dove, nonostante la richiesta della laurea in scienze della formazione, il livello della classe docente è mediamente sceso nel tempo.
Sarebbe chiedere troppo se chiedo la fonte di questa affermazione?

Non so se sia una "fonte", ma un possibile esempio a sostegno dell'affermazione, io lo indicherei subito direttamente in questo thread : - )

A parte le battute, io penso che a dare una botta traumatica al livello dei docenti delle elementari sia stata proprio, almeno in parte, la caratterizzazione del corso di laurea di SFP, in cui si è deciso di dedicare la maggioranza delle materie di studio e degli esami all'ambito psico-socio-pedagogico eccetera, e pochissimo spazio riservato al consolidamento oggettivo dei contenuti delle discipline da insegnare. Voglio dire, questi studenti di SFP, quanti esami fanno di matematica? Non intendo esami di "didattica della matematica", di "laboratorio di matematica", di "docimologia della matematica" o di "metodi inclusivi per la didattica speciale della matematica", intendo veri esami di matematica, con equazioni, studi di funzioni, problemi di geometria dimostrazioni, esami che verifichino la loro comprensione globale di concetti astratti, che non dovranno insegnare direttamente ai bambini delle elementari, ma che devono padroneggiare comunque, per poter trasmettere in maniera adeguata il senso dei concetti più semplici che andranno a trasmettere!

Quanti esami fanno di storia (ancora, intendo proprio esami di storia, non di "didattica della storia" o di "laboratorio di geostoria interculturale")? E quanti ne fanno di scienze naturali? Biologia, chimica, fisica, scienze della terra? Intendo proprio come contenuti, non come filosofia sulle discipline e tecniche didattiche. Quanti esami fanno di italiano? Non di linguistica generale o di didattica della lingua, ma proprio di grammatica, sintassi, letteratura, stili narrativi?

A un futuro maestro elementare viene richiesto di conoscere le tre leggi di Newton, la differenza tra una stella e un pianeta, le leggi di Mendel, la differenza tra un sonetto e un'ottava ariostesca, o la formula risolutiva di un'equazione di secondo grado, ANCHE se non gli capiterà in prima persona di doverle insegnare direttamente ai bambini? Ne dubito.

Evidentemente il presupposto di base è che per insegnare alle elementari, è sufficiente conoscere i contenuti delle materie a livello di elementari, mentre l'unica cosa importante è allinearsi a una determinata visione ideologica della scienza dell'educazione. E' considerato molto più importante che la maestra creda profondamente nel valore dell'inclusività, piuttosto che se sappia se "coscienza" si scrive con o senza i, o in che secolo è vissuto Copernico...

Ti rispondo da laureata in SFP v.o. Il nuovo ordinamento non dovrebbe discostarsi troppo dal vecchio, in termini di conoscenze disciplinari, anzi, mi sembra di ricordare che siano state addirittura ampliate e che le vecchie "didattiche" sono tutte inglobate nelle relative discipline sotto forma di laboratori. Di questo però non sono sicurissima.
Per matematica abbiamo fatto un esame di fondamenti della matematica che ricopriva più o meno il programma di matematica del biennio delle superiori. Abbiamo fatto storia contemporanea, storia della musica, biologia animale, geografia (incentrato però quasi tutto sulla geografia umana), 3 esami di diritto, 2 esami di inglese e letteratura, 2 esami di filosofia, 2 di educazione ambientale (una prima parte era incentrata sulle nozioni di base di chimica e di fisica). Per chi sceglieva l'indirizzo di scuola primaria c'erano delle aree a scelta (quella letteraria, con letteratura e grammatica italiana, quella antropologica con altri esami di storia e geografia, e quella scientifica, con esami attinenti alle scienze). Adesso con il nuovo ordinamento mi sembra che buona parte di questi esami sia stata spalmata sui 5 anni, così che si sia preparati su tutte le aree.

Non posso dirti che i programmi per ogni esame fossero ampissimi, ma io credo anche che la preparazione di base necessaria per la conoscenza della disciplina debba essere fornita dalle scuole superiori. Sarebbe infatti impossibile essere ferrati in tutte le materie a livello universitario, altrimenti un insegnante della primaria sarebbe un tuttologo e non basterebbero 20 anni di università. Per me gli esami che ho sostenuto sono più che sufficienti a richiamare le conoscenze acquisite durante le scuole superiori, integrandole poi con gli esami di didattica delle discipline per essere (almeno in teoria) capaci di insegnare.

Se ad un insegnante di lettere delle scuole superiori non viene richiesto di conoscere le leggi di Newton non vedo perché debba farlo un insegnante della scuola primaria. Visto che il docente della primaria deve conoscere un po' di tutto, è chiaro che non può saperlo in maniera approfondita come i suoi colleghi della secondaria, perché i colleghi della secondaria hanno studiato 5 anni solo per approfondire le loro conoscenze in una disciplina/ambito disciplinare.

Se si vogliono docenti ferratissimi in ogni disciplina, bisogna allora prevedere classi di concorso specifiche anche alla primaria.

Prima si supponeva che per insegnare matematica alle elementari bastasse conoscere la matematica di 4 anni delle superiori, perché adesso non dovrebbe bastare la matematica di 5 anni delle superiori più un esame universitario?
La mie maestre delle elementari non erano più preparate di me, in nessuna disciplina, te lo posso garantire.
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MessaggioTitolo: Re: Scuole a COMPITI ZERO   Gio Feb 08, 2018 3:50 pm

In prima elementare eravamo 5 sezioni, 100 bambini e passa. In terza media eravamo 4 sezioni, 40 bambini di quelli e 30 ripetenti cronici. In prima superiore eravamo 30 e ci siamo laureati in 3. La scuola espelleva presto chi non era motivato e andava avanti chi seguiva le sue regole.
Oggi ci sono 14 bambini in prima primaria. e 14 dovranno andare avanti negli studi almeno fino all'obbligo. Di fatto non credo che siano tutti perfettamente seguiti e scevri da difficoltà, per cui volenti o nolenti ci troviamo di fronte ad una risorsa, i bambini, scarsa e non "scremabile" per adattarsi alla scuola. Inoltre i ragazzi sono poco seguiti, da un lato, nell'educazione, e molto spalleggiati, dall'altro, da famiglie che sono schierate dalla loro parte sempre e comunque.
Questa situazione è esplosiva e fa stare male tutti, docenti e alunni, che vanno al burnout gli uni e al fallimento e dispersione gli altri.
Io questo vedo e vivo.
Non è l'iperuranio, occorre operare qua e adesso. Tanto per iniziare andrebbe rivista la scuola perché qua dobbiamo operare, non nella scuola che sceglieva gli alunni e aveva i genitori dalla sua.
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