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 Bullismo di oggi e bullismo di ieri

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chimico_05

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MessaggioTitolo: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 3:06 pm

La lettura di questo articolo mi ha portato a una riflessione.

https://www.giornaledibrescia.it/lettere-al-direttore/bullizzata-al-liceo-e-con-insegnanti-troppo-meschini-1.3267163


Il bullismo è deprecabile sempre e comunque, sia perchè è meschino accanirsi contro chi è più debole, sia perchè colpisce nella fase più delicata e fondamentale per la nostra crescita.
E' infatti negli anni dell'adolescenza che si gettano le basi per le persone che diventeremo domani. E' nella fase 13-19 anni che si stabilisce che persone saremo da adulti, se saremo solari, sicuri di noi stessi, estroversi, positivi, o se invece avremo un carattere chiuso, timido, esitante, insicuro, problematico.
Il modo in cui viviamo gli anni adolescenziali (scuola, amori, amicizie), sommato al rapporto che abbiamo con nostra madre (o con nostro padre, per le femminucce) determina il nostro carattere e chi saremo da grandi, e dovremo sempre farci i conti.


Ora, non voglio sminuire il fenomeno, indubbiamente grave, ma 20 anni fa, quando c'ero io sui banchi del liceo, il bullismo era all'ordine del giorno. Se vi raccontassi come io e altri abbiamo vissuto i nostri anni del liceo, vi mettereste paura!!
Ripensando a quel che succedeva nella mia scuola, ricordo alcuni casi lampanti (cambierò i nomi per privacy):

- Pether, un ragazzo alto 1,85 la cui unica colpa era il soffrire di balbuzie e di qualche lieve problema a livello mentale, che però i genitori si sono sempre guardati bene dal far diagnosticare da uno specialista.....come se i suoi interlocutori avessero bisogno di una dichiarazione firmata da un neurologo o da uno psichiatra per accorgersi che era "diverso" dagli altri
- Adele, una ragazza molto carina, ricciolina, che veniva esclusa e derisa un po' perchè troppo brava rispetto alla media della classe, un po' perchè di indole chiusa.
- John, che veniva escluso e preso di mira da compagni e compagne (spesso le ragazzine possono essere più crudeli dei maschi) per via del suo sovrappeso (la timidezza era la conseguenza di tutto questo, un cane che si morde la coda) e per via dei voti (a loro giudizio immeritati) che prendeva

A quei tempi però non esistevano internet e i social.
Oggi basta collegarsi su Facebook, scrivere una decina di righe, per attirare l'attenzione di tutta Italia.
Basta girare un video, metterlo su Youtube e ti trovi subito con migliaia di messaggi di solidarietà.
Basta fare una storia Instagram e hai centinaia di persone pronte a consigliarti, sostenerti, prendere le tue difese.
Basta mandare una lettera a un sito web, e trovi un gruppo di persone pronte a fare scudo intorno a te.

20 anni fa, l'epoca a cui fa riferimento l'autrice di quella lettera, non esisteva nulla di tutto questo.
20 anni fa chi veniva bullizzato si trovava totalmente solo, isolato dagli altri e impossibilitato a difendersi.
Il nostro mondo non era esteso ai 5 continenti, non avevamo una platea di 6 miliardi di persone pronte ad ascoltarci e a prendere le nostre difese. Il nostro mondo era limitato a pochissime persone: i genitori che non ci capivano, gli insegnanti che o se ne infischiavano o mettevano più zizzania che altro nella classe, finendo per metterci gli uni contro gli altri, i compagni di classe che erano i nostri boia, qualche amico sfigato e inesperto quanto noi. Fine!

In questo quadro generale di miseria e solitudine, di terre desolate e vuote, si subiva tutto in rigoroso silenzio, inghiottendo bocconi amari, cercando di farsi amici i pochissimi compagni meno meschini di altri e cercando di sopravvivere in qualche modo, tra uno scherzo, una presa in giro, un coro di sberleffi.

Ribellarsi? Ma stiamo scherzando?!
Cercare aiuto fuori? Macchè! Non se ne parlava minimamente perchè era considerato quasi normale che in ogni classe si creassero i gruppetti coalizzati, dai quali rimanevano escluse 1-2 persone, ed era quindi lecito farli sentire inferiori con offese continue, prese in giro quotidiane, mobbing psicologico, ecc...
E il colmo è che oltre ad essere bullizzati, esclusi, derisi, vittime di qualunque genere di angherie e prese in giro, si finiva per essere visti come dei musoni asociali che non sanno stare allo scherzo. Oltre il danno, la beffa!


Che fine hanno fatto queste persone?

Pether è stato iscritto 6 o 7 anni all'università, ha dato 3 materie facendo spendere migliaia di euro ai genitori tra tasse universitare e ripetizioni, fino ad abbandonare. Oggi ha quasi 40 anni, nessun titolo di studio nè mestiere, e, che io sappia, non studia e non lavora.
Adele ha sviluppato un carattere spigoloso e non si è mai liberata dell'etichetta di "esclusa": è laureata, lavora, guadagna, ma è senza amici, nè amichè, oltre che eternamente single, infelice e frustrata. Quegli anni l'hanno segnata irrimediabilmente, rendendo problematica non solo la sua sfera relazionale (amicizie), ma anche amorosa.
John si è laureato pure lui, lavora, ha avuto pochissimi amici nella vita, si è un po' sbloccato, l'insicurezza cronica che lo affliggeva è andata via, ma pure il suo corpo tiene traccia di quelle cicatrici. La sua anima è ancora segnata da quei lunghi periodi neri, da quegli anni di desolazione totale, di vuoti, di ansie, di cadute, cadute e ancora cadute.

Questo per dire che il fenomeno del bullismo, oltre che segnare per sempre la vita di una persona minandone l'autostima e influenzandone il carattere che svilupperà da adulto, è vecchio, vecchissimo.
Molti si stupiscono di quel che subiscono gli adolescenti oggi, si indignano perchè un ragazzo normalissimo subisce ogni genere di vessazioni, senza avere la più pallida idea di quel che hanno subito gli adolescenti di una volta.
Uomini e donne molto più grandi di loro, identici a loro, con 2 braccia, 2 gambe, 2 occhi, un sorriso grande così e il cuore colmo di speranze, ma che hanno avuto la sfortuna di trascorrere la loro adolescenza "offline" tra le quattro mura di casa e del paese in cui vivevano, isolati e senza alcun appiglio a cui aggrapparsi, anzichè "online" e con una finestra aperta sul mondo.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 4:12 pm

Anche io sono stata vittima di bullismo alle scuole medie. Eravamo in due, io ed un altro bambino, presi di mira non so bene perchè. Forse perchè andavamo bene a scuola, forse perchè venivamo da famiglie diverse dalle loro, forse chissà. In quei tre anni ho pianto tanto, poi sono andata al liceo e la situazione è cambiata completamente, a tal punto che neppure mi sembrava vero poter vivere senza essere presa in giro. Il mio carattere è cambiato in seguito a questa esperienza? Sì. Ora seleziono molto le persone a cui interessarmi o il cui parere vale la pena di ascoltare, delle altre non mi importa nulla, posso rispondere malamente o posso disinteressarmene se in quel momento non ho voglia di rispondere. Se non fossi stata vittima di bullismo, probabilmente sarei più buona e ben disposta verso gli altri, sarei meno autocentrata. Un'ultima cosa: io e il mio allora compagno di tormenti siamo gli unici della classe ad esserci laureati e, valutando nel complesso, potrei dire che mi è andata meglio rispetto alle altre ragazze anche sotto altri profili. Per ora.
Questo per dire che il bullismo indubbiamente segna la vita e il carattere. Qualche volta può distruggere una persona, in altri casi, se la vittima è ben supportata dalla famiglia, può uscirne più forte ma mai migliore.
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 4:57 pm

chimico_05 ha scritto:
La lettura di questo articolo mi ha portato a una riflessione.

https://www.giornaledibrescia.it/lettere-al-direttore/bullizzata-al-liceo-e-con-insegnanti-troppo-meschini-1.3267163


Il bullismo è deprecabile sempre e comunque, sia perchè è meschino accanirsi contro chi è più debole, sia perchè colpisce nella fase più delicata e fondamentale per la nostra crescita.
E' infatti negli anni dell'adolescenza che si gettano le basi per le persone che diventeremo domani. E' nella fase 13-19 anni che si stabilisce che persone saremo da adulti, se saremo solari, sicuri di noi stessi, estroversi, positivi, o se invece avremo un carattere chiuso, timido, esitante, insicuro, problematico.
Il modo in cui viviamo gli anni adolescenziali (scuola, amori, amicizie), sommato al rapporto che abbiamo con nostra madre (o con nostro padre, per le femminucce) determina il nostro carattere e chi saremo da grandi, e dovremo sempre farci i conti.


Ora, non voglio sminuire il fenomeno, indubbiamente grave, ma 20 anni fa, quando c'ero io sui banchi del liceo, il bullismo era all'ordine del giorno. Se vi raccontassi come io e altri abbiamo vissuto i nostri anni del liceo, vi mettereste paura!!
Ripensando a quel che succedeva nella mia scuola, ricordo alcuni casi lampanti (cambierò i nomi per privacy):

- Pether, un ragazzo alto 1,85 la cui unica colpa era il soffrire di balbuzie e di qualche lieve problema a livello mentale, che però i genitori si sono sempre guardati bene dal far diagnosticare da uno specialista.....come se i suoi interlocutori avessero bisogno di una dichiarazione firmata da un neurologo o da uno psichiatra per accorgersi che era "diverso" dagli altri
- Adele, una ragazza molto carina, ricciolina, che veniva esclusa e derisa un po' perchè troppo brava rispetto alla media della classe, un po' perchè di indole chiusa.
- John, che veniva escluso e preso di mira da compagni e compagne (spesso le ragazzine possono essere più crudeli dei maschi) per via del suo sovrappeso (la timidezza era la conseguenza di tutto questo, un cane che si morde la coda) e per via dei voti (a loro giudizio immeritati) che prendeva

A quei tempi però non esistevano internet e i social.
Oggi basta collegarsi su Facebook, scrivere una decina di righe, per attirare l'attenzione di tutta Italia.
Basta girare un video, metterlo su Youtube e ti trovi subito con migliaia di messaggi di solidarietà.
Basta fare una storia Instagram e hai centinaia di persone pronte a consigliarti, sostenerti, prendere le tue difese.
Basta mandare una lettera a un sito web, e trovi un gruppo di persone pronte a fare scudo intorno a te.

20 anni fa, l'epoca a cui fa riferimento l'autrice di quella lettera, non esisteva nulla di tutto questo.
20 anni fa chi veniva bullizzato si trovava totalmente solo, isolato dagli altri e impossibilitato a difendersi.
Il nostro mondo non era esteso ai 5 continenti, non avevamo una platea di 6 miliardi di persone pronte ad ascoltarci e a prendere le nostre difese. Il nostro mondo era limitato a pochissime persone: i genitori che non ci capivano, gli insegnanti che o se ne infischiavano o mettevano più zizzania che altro nella classe, finendo per metterci gli uni contro gli altri, i compagni di classe che erano i nostri boia, qualche amico sfigato e inesperto quanto noi. Fine!

In questo quadro generale di miseria e solitudine, di terre desolate e vuote, si subiva tutto in rigoroso silenzio, inghiottendo bocconi amari, cercando di farsi amici i pochissimi compagni meno meschini di altri e cercando di sopravvivere in qualche modo, tra uno scherzo, una presa in giro, un coro di sberleffi.

Ribellarsi? Ma stiamo scherzando?!
Cercare aiuto fuori? Macchè! Non se ne parlava minimamente perchè era considerato quasi normale che in ogni classe si creassero i gruppetti coalizzati, dai quali rimanevano escluse 1-2 persone, ed era quindi lecito farli sentire inferiori con offese continue, prese in giro quotidiane, mobbing psicologico, ecc...
E il colmo è che oltre ad essere bullizzati, esclusi, derisi, vittime di qualunque genere di angherie e prese in giro, si finiva per essere visti come dei musoni asociali che non sanno stare allo scherzo. Oltre il danno, la beffa!


Che fine hanno fatto queste persone?

Pether è stato iscritto 6 o 7 anni all'università, ha dato 3 materie facendo spendere migliaia di euro ai genitori tra tasse universitare e ripetizioni, fino ad abbandonare. Oggi ha quasi 40 anni, nessun titolo di studio nè mestiere, e, che io sappia, non studia e non lavora.
Adele ha sviluppato un carattere spigoloso e non si è mai liberata dell'etichetta di "esclusa": è laureata, lavora, guadagna, ma è senza amici, nè amichè, oltre che eternamente single, infelice e frustrata. Quegli anni l'hanno segnata irrimediabilmente, rendendo problematica non solo la sua sfera relazionale (amicizie), ma anche amorosa.
John si è laureato pure lui, lavora, ha avuto pochissimi amici nella vita, si è un po' sbloccato, l'insicurezza cronica che lo affliggeva è andata via, ma pure il suo corpo tiene traccia di quelle cicatrici. La sua anima è ancora segnata da quei lunghi periodi neri, da quegli anni di desolazione totale, di vuoti, di ansie, di cadute, cadute e ancora cadute.

Questo per dire che il fenomeno del bullismo, oltre che segnare per sempre la vita di una persona minandone l'autostima e influenzandone il carattere che svilupperà da adulto, è vecchio, vecchissimo.
Molti si stupiscono di quel che subiscono gli adolescenti oggi, si indignano perchè un ragazzo normalissimo subisce ogni genere di vessazioni, senza avere la più pallida idea di quel che hanno subito gli adolescenti di una volta.
Uomini e donne molto più grandi di loro, identici a loro, con 2 braccia, 2 gambe, 2 occhi, un sorriso grande così e il cuore colmo di speranze, ma che hanno avuto la sfortuna di trascorrere la loro adolescenza "offline" tra le quattro mura di casa e del paese in cui vivevano, isolati e senza alcun appiglio a cui aggrapparsi, anzichè "online" e con una finestra aperta sul mondo.

Si stava peggio quando si stava meglio Mah ? Io in 13 anni di scuola, frequentata negli anni 70/80, non ho mai assistito a fenomeni di bullismo nelle mie classi'. Si', c'era qualche compagno un po' stronzo( ma compagni integralmente stronzi non riesco a ricordarmene), c' erano i gruppetti, c' erano scazzi occasionali , niente che si potesse davvero chiamare " bullismo". Non nego che episodi di bullismo potessero verificarsi, ma secondo me erano molto meno diffusi 40 anni fa. Già 20 anni dopo, in piena età berlusconiana, il clima sociale era tristemente deteriorato, con prevedibili ripercussioni nelle aule scolastiche, ma forse tu hai avuto sfortuna.Alcuni miei compagni erano così ingenui che sognavano di cambiare il mondo, altri , piu' bischeri , si commuovevano se la maestra gli faceva vedere "Marcellino pane e vino" o sentire "son tutte belle le mamme del mondo", altro che bullismo !Quello ci sembrava più una roba da telefilm inglesi o da " Ragazzi della Via Pal".
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Scuola70



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 5:03 pm

Si può essere felici anche senza amici, anche senza ragazzo/a, la felicità è qualcosa che dipende solo da noi, dalle passioni che coltiviamo, dai successi che riusciamo a raggiungere, se si cerca la felicità negli altri si è solo meno liberi, ci si illude di essere felici, ma si dipende e basta. Tanto più il nostro stato d'animo dipende dai mutevoli atteggiamenti altrui tanto più si è sostanzialmente schiavi, in balia del prossimo. Io quando ero a scuola mi piaceva stare da solo e non mi importava molto se la cosa poteva dar fastidio agli altri, il desiderio di sentirsi a tutti costi accettato non ha fatto mai parte della mia personalità. Non vedo perché se uno non ha amici dev'essere considerato infelice a prescindere, io sono orgoglioso del mio individualismo.
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Sinn Féin



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 5:14 pm

Alle medie ero in una classe veramente problematica. Tuttavia le amorevoli cure e teneri consigli di mia madre ,a base di battipanni e schiaffoni, mi impedirono di seguire le brutte compagnie, ma non li impedirono comunque di prendermi tre gg di sospensione perché in seconda palpeggiavamo le compagne. Me le sono prese e le ho date, ma c est la vie.
Alle superiori c era la tradizione di San Valentino caccia al primino. Non arrivavano le rose in classe dai fidanzati come oggi, ma quelli del triennio ti aspettavano fuori all uscita di scuola. Mio padre mi diede consigli saggi da psicoterapeuta dell età adolescenziale "se te le danno, prima o poi ti stufi e le darai anche tu, io di certo non vengo a prenderti a scuola"
Comunque il 14 febbraio si risolse in qualche spintone e una fuga in stazione.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 5:15 pm

Scuola70 ha scritto:
Si può essere felici anche senza amici, anche senza ragazzo/a, la felicità è qualcosa che dipende solo da noi, dalle passioni che coltiviamo, dai successi che riusciamo a raggiungere, se si cerca la felicità negli altri si è solo meno liberi, ci si illude di essere felici, ma si dipende e basta. Tanto più il nostro stato d'animo dipende dai mutevoli atteggiamenti altrui tanto più si è sostanzialmente schiavi, in balia del prossimo. Io quando ero a scuola mi piaceva stare da solo e non mi importava molto se la cosa poteva dar fastidio agli altri, il desiderio di sentirsi a tutti costi accettato non ha fatto mai parte della mia personalità. Non vedo perché se uno non ha amici dev'essere considerato infelice a prescindere, io sono orgoglioso del mio individualismo.

È possibilissimo essere felici senza amici in età adulta, non lo è nell'adolescenza. Ci si illude di poterne fare a meno. E, penso, a qualsiasi età non si può essere felici se non ci si sente amati da qualcuno e se non si ama nessuno, chiunque egli sia: un uomo/donna, un figlio, un familiare, un amico.
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 5:25 pm

Anch'io ho vissuto una adolescenza e periodo scolastico analogo a quello descritto da balanzone. Vite da ragazzi di quell'età, con gli alti e bassi ma non fenomeni di bullismo, se lo vogliamo intendere come vada inteso, beninteso (scusate le rime poetiche). Selettiva lo sono di carattere, e poco mi sono lasciata affascinare da certe dinamiche di gruppo; dunque si potrebbe dire, paradossalmente, che sono stata bullizzata dai miei geni :-)
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Scuola70



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 5:34 pm

Il desiderio di amore non è uguale per ogni persona e io penso che anzi tanto più è forte il bisogno di essere amati tanto meno si è liberi, poiché se gli altri ti rifiutano ti fanno stare male e la libertà secondo me consiste proprio nel non dipendere emotivamente. Per me è assolutamente diverso da come dici, da solo mi sento più libero e credo che la maggior parte delle persone non sia libera perché mette il bisogno di amore al primo posto nell'esistenza, le cause più importanti delle depressioni sono proprio i rapporti umani, ci si deprime perché muore un amico, un familiare, perché ci si lascia, si divorzia, altroché felicità, l'amore è la causa prima della depressione! In realtà la tua visione, Chicca, secondo cui non si può essere felici senza qualcuno da amare va contro la libertà, perché è come se tu dicessi: "Devi per forza amare per essere felici", ma ognuno ha il diritto di cercare la felicità in base alla propria personalità, l'importante è non ledere i diritti altrui.
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 5:45 pm

Scuola70 ha scritto:
Il desiderio di amore non è uguale per ogni persona e io penso che anzi tanto più è forte il bisogno di essere amati tanto meno si è liberi, poiché se gli altri ti rifiutano ti fanno stare male e la libertà secondo me consiste proprio nel non dipendere emotivamente. Per me è assolutamente diverso da come dici, da solo mi sento più libero e credo che la maggior parte delle persone non sia libera perché mette il bisogno di amore al primo posto nell'esistenza, le cause più importanti delle depressioni sono proprio i rapporti umani, ci si deprime perché muore un amico, un familiare, perché ci si lascia, si divorzia, altroché felicità, l'amore è la causa prima della depressione!

ma lo pensi ora, da adulto, o lo pensavi anche allora?
Comunque una cosa è la depressione, altro sono le tristezze...le malinconie, le sofferenze per vari episodi poco felici della nostra vita. Non si possono mica equiparare. La dipendenza poi non è sempre uguale in tutti, anche gli innamoramenti e l'amore sono vissuti in modo personale, e dunque diverso per ciascuno.
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 8:16 pm

Scuola70 ha scritto:
Il desiderio di amore non è uguale per ogni persona e io penso che anzi tanto più è forte il bisogno di essere amati tanto meno si è liberi, poiché se gli altri ti rifiutano ti fanno stare male e la libertà secondo me consiste proprio nel non dipendere emotivamente. Per me è assolutamente diverso da come dici, da solo mi sento più libero e credo che la maggior parte delle persone non sia libera perché mette il bisogno di amore al primo posto nell'esistenza, le cause più importanti delle depressioni sono proprio i rapporti umani, ci si deprime perché muore un amico, un familiare, perché ci si lascia, si divorzia, altroché felicità, l'amore è la causa prima della depressione! In realtà la tua visione, Chicca, secondo cui non si può essere felici senza qualcuno da amare va contro la libertà, perché è come se tu dicessi: "Devi per forza amare per essere felici", ma ognuno ha il diritto di cercare la felicità in base alla propria personalità, l'importante è non ledere i diritti altrui.
Scusami Scuola70, ma questa è misantropia pura. Se escludi l'altro nei rapporti umani non rimane niente. Leopardi al confronto è un inno alla vita.
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Mairu

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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 8:26 pm

balanzoneXXI ha scritto:


Si stava peggio quando si stava meglio Mah ? Io in 13 anni di scuola, frequentata negli anni 70/80, non ho mai assistito a fenomeni di bullismo nelle mie classi'. Si', c'era qualche compagno un po' stronzo( ma compagni integralmente stronzi non riesco a ricordarmene), c' erano i gruppetti, c' erano scazzi occasionali , niente che si potesse davvero chiamare " bullismo". Non nego che episodi di bullismo potessero verificarsi, ma secondo me erano molto  meno diffusi 40 anni fa. Già 20 anni dopo, in piena età berlusconiana, il clima sociale era tristemente deteriorato, con  prevedibili ripercussioni nelle aule scolastiche, ma forse tu hai avuto sfortuna.Alcuni miei compagni erano così ingenui che sognavano di cambiare il mondo, altri , piu' bischeri , si commuovevano se la maestra gli faceva vedere "Marcellino pane e vino" o sentire "son tutte belle le mamme del mondo", altro che bullismo !Quello ci sembrava più una roba da telefilm inglesi o da " Ragazzi della Via Pal".

Nemmeno io in 13 anni di scuola ho mai assistito a fenomeni di bullismo nelle mie classi, né ho mai sentito di atti di bullismo nelle altre classi delle scuole che ho frequentato, eppure ho iniziato ad andare alla scuola elementare nel '97 e ho terminato le superiori nel 2010. Come dici tu, qualche presa in giro fra compagni c'era (soprattutto alle medie), ma era assolutamente reciproca e sfociava al limite in qualche piccolo insulto o litigio. Niente botte, niente umiliazioni, niente esclusione sociale, niente che possa essere minimamente considerato bullismo.
Mio zio, nato nel 1968, è stato bullizzato per un periodo delle scuole elementari da un compagno che lo menava, fino a che non ha reagito rispondendo con la stessa moneta su consiglio di mio nonno e allora è stato lasciato in pace. Non gli è rimasto nessun trauma, ma sicuramente ha avuto un disagio che io non ho subito mai, a distanza di più di 20 anni.
Non intendo smentire quello che sostieni, ovvero che in linea generale le cose siano molto peggiorate in 40 anni, ma sicuramente se dobbiamo solo basarci sulle esperienze di vita scolastica, come hai appena fatto tu, posso dirti che ognuno può portare testimonianze diverse e contrastanti, senza bisogno di tirare in ballo gli anni in cui si è andati a scuola.
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 8:36 pm

Mi aggiungo alla lista di quelli che non hanno visto episodi di bullismo (alunno-alunno) in classe. C'era qualche regolamento di conti fuori dalla scuola. Però c'era anche il fenomeno del "bullismo" del docente verso l'alunno, bullismo soprattutto verbale (anche ludibrio) ma alle elementari anche qualche strascico dei "metodi fisici" di un tempo, altro che denunce da parte dei genitori.
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Scuola70



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 9:18 pm

@Franco71: Tu non puoi giudicarmi, perché non mi conosci. Io ti dico invece, e forse ti stupirai, che l'amore vero NON è una relazione, esso non deve dipendere dalla risposta altrui alle tue azioni, ma soltanto da te, dalla tua volontà di fare il bene, che non dev'essere dipendente dai mutevoli ed effimeri atteggiamenti delle persone. Solo se l'affetto è incondizionato rende libero chi lo pratica, mentre il "Do ut des" (Do affinché tu dia) rende dipendenti. Lo diceva anche Madre Teresa di Calcutta, che non può certo essere tacciata di misantropia (semmai il contrario), ma affermava questo nelle sue preghiere: "Liberami, Gesù, dal desiderio di essere amata, accettata, accolta", ad indicare il fatto che questi desideri non portano alla libertà interiore, ma sono solo catene che producono sofferenza e ci rendono soggetti al prossimo.
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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 10:10 pm

Scuola70 ha scritto:
@Franco71: Tu non puoi giudicarmi, perché non mi conosci. Io ti dico invece, e forse ti stupirai, che l'amore vero NON è una relazione, esso non deve dipendere dalla risposta altrui alle tue azioni, ma soltanto da te, dalla tua volontà di fare il bene, che non dev'essere dipendente dai mutevoli ed effimeri atteggiamenti delle persone. Solo se l'affetto è incondizionato rende libero chi lo pratica, mentre il "Do ut des" (Do affinché tu dia) rende dipendenti. Lo diceva anche Madre Teresa di Calcutta, che non può certo essere tacciata di misantropia (semmai il contrario), ma affermava questo nelle sue preghiere: "Liberami, Gesù, dal desiderio di essere amata, accettata, accolta", ad indicare il fatto che questi desideri non portano alla libertà interiore, ma sono solo catene che producono sofferenza e ci rendono soggetti al prossimo.
Sicuro, si può amare una persona alla quale regali un brillante da 2000 €, che lo vende, ed usa i soldi per andare a fare una vacanza con l'amante.

"Liberami Gesù dal desiderio..." significa che quel desiderio ce l'ha; poi non è che una cosa l'ha detta Madre Teresa allora è giusta: i grandi uomini e le grandi donne quando dicono fesserie dicono grandi fesserie.
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Sbottante



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 10:12 pm

franco71 ha scritto:
Mi aggiungo alla lista di quelli che non hanno visto episodi di bullismo (alunno-alunno) in classe. C'era qualche regolamento di conti fuori dalla scuola. Però c'era anche il fenomeno del "bullismo" del docente verso l'alunno, bullismo soprattutto verbale (anche ludibrio) ma alle elementari anche qualche strascico dei "metodi fisici" di un tempo, altro che denunce da parte dei genitori.
Il bullismo del docente verso l'alunno non è bullismo; il bullismo presuppone il farsi belli davanti agli altri e nessun professore si comporta indegnamente per farsi bello davanti a qualcuno, lo fa perchè è indegno.

Non tutte le sopraffazioni sono bullismo.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 10:19 pm

Io invece ricordo benissimo, a fine anni '80, il ragazzino coi capelli rossi, fragile, messo letteralmente in croce, e ricordo la assoluta non percezione da parte di tutti (ragazzi e adulti) della gravità della situazione. Come sia sopravvissuto tre anni di scuola media ancora lo ignoro, non so che adulto sia diventato.
E mio marito mi racconta di come fosse costretto a cambiare strada perché lo stesso gruppetto lo aspettava sempre allo stesso posto per rinfaccergi occhiali dorati e maglioni a losanghe a furia di sganassoni.
Mi raccontano per esempio che tra gli scout fosse (non so se lo sia ancora) diffuso un rito di iniziazione delle nuove leve molto violento, e che i ragazzini ne fossero terrorizzati, eppure ho sentito un conoscente assolutamente pacifico raccontare di aver partecipato, ridendo della paura altrui.
E vogliamo parlare delle caserme, e dei seminari? Il nonnismo non è bullismo? Il ragazzino effeminato viveva sereno nelle scuole degli anni 70? Il gruppo è nefasto e non ha certo iniziato a creare danni ora, il fatto è che ora c'è (e per fortuna) lo stigma sociale su comportamenti che prima venivano considerati, come leggo qui tra le righe di alcuni interventi, parte di un romanzetto di formazione (molto maschile, fatemi dire): ci si faceva le ossa!
Ora ci sembrano tanti perché per fortuna emergono e sono finalmente considerati devianti. Eppure, fateci caso, per i casi di bullismo, le famiglie cercano di difendere i simpatici virgulti cercando di rispolverare (qualche volta riuscendoci anche) proprio sulla morale di una volta, che ridimensionava e considerava tutto come giochi tra ragazzi. Ecco, noi abbiamo vissuto in un contesto in cui veramente i rapporti umani tra ragazzini erano normalmente dominato da brutalità e prevaricazione, quando il ragazzino storpio veniva chiamato allegramente handicappato, si dava del ciccione al grassoccio e del frocio all'effemminato senza alcun riguardo, coram populo e in gruppo e senza che gli adulti censurassero più di tanto, e quindi ci ricordiamo che erano solo giochi da ragazzi, non eravamo abituati a metterci nei panni di quello al centro dello "schiaffo del soldato" contro cui ci si accaniva quel tanto di più.
Veramente non vi è mai capitato di ascoltare a una cena il racconto di un conoscente sulla sua infanzia che somigliava tanto a un episodio di bullismo, raccontato senza la minima percezione della cosa? Mai sentito, per esempio, racconti di umiliazioni a sfondo sessuale (lasciare qualcuno nudo, simulare aggressioni). Ah Ah... quella volta che abbiamo infilato in sette quel mingherlino di Carletto nel secchione... che risate!


Ultima modifica di lucetta10 il Sab Mag 12, 2018 10:32 pm, modificato 2 volte
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 10:25 pm

Scuola70 ha scritto:
@Franco71: Tu non puoi giudicarmi, perché non mi conosci. Io ti dico invece, e forse ti stupirai, che l'amore vero NON è una relazione...
Non giudico con il dito puntato le persone che conosco figurarsi chi non conosco. Semmai ho espresso un parere su ciò che ho letto, per un attimo sdoppiati e rileggiti:

"le cause più importanti delle depressioni sono proprio i rapporti umani, ci si deprime perché muore un amico, un familiare, perché ci si lascia, si divorzia, altroché felicità, l'amore è la causa prima della depressione!"

Cosa ne pensi?
Prendo atto che hai integrato le tue parole con il successivo post.


Ultima modifica di franco71 il Sab Mag 12, 2018 11:05 pm, modificato 1 volta
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 10:30 pm

c'è un limite a tutto ha scritto:

Il bullismo del docente verso l'alunno non è bullismo; il bullismo presuppone il farsi belli davanti agli altri e nessun professore si comporta indegnamente per farsi bello davanti a qualcuno, lo fa perchè è indegno.

Non tutte le sopraffazioni sono bullismo.
Non so, infatti ho virgolettato il termine bullismo. Sta di fatto che ho preso un dizionario ed ho letto:
bullismo> atteggiamento di sopraffazione sui più deboli, con riferimento a violenze fisiche e psicologiche attuate spec. in ambienti scolastici o giovanili;
Nessun riferimento al volersi fare bello, ed anche se fosse quel docente "bullo" comunque vorrebbe farsi bello nel senso di marcare un potere nei confronti della classe.


Ultima modifica di franco71 il Sab Mag 12, 2018 10:30 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 10:38 pm

@lucetta: quello che scrivi è verissimo, però negli interventi precedenti (balanzone, mairu) e nel mio , magari statisticamente non importanti, si sottolineava la mancanza di episodi forti all'interno della classe, e forse il motivo era il maggiore controllo del docente sulla classe.
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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 10:53 pm

@c'è un limite a tutto: In realtà quella frase di Madre Teresa riassume quella che è la sua filosofia, basata sul dare e non sul ricevere. Non credo sia una fesseria, rimango dell'idea che il desiderio di essere amati, accettati, porta a riduzione della libertà, mi sembra un dato di fatto. Porta a conformismo, si fanno un sacco di cose inutili, sciocche, per il puro desiderio di essere accettati, se si fosse più liberi da questi condizionamenti sarebbe di certo meglio e lo stesso bullismo sarebbe ridotto, almeno non si sarebbe acquiescenti ai bulli pur di essere accettati dal gruppo.
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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 11:10 pm

franco71 ha scritto:
@lucetta: quello che scrivi è verissimo, però negli interventi precedenti (balanzone, mairu) e nel mio , magari statisticamente non importanti, si sottolineava la mancanza di episodi forti all'interno della classe, e forse il motivo era il maggiore controllo del docente sulla classe.

mi aggrego al post per fare una considerazione ulteriore: nel caso del bullismo dovrebbe esserci un ripetuto assillo da parte del bullo, o del gruppo guidato dal bullo (che solitamente non si verifica in una sola occasione) nei confronti del bullizzato.
Se vogliamo considerare il gay o la lesbica picchiati, per essere tali, può trattarsi allora di esempio calzante; se invece ci mettiamo anche l'episodio in cui carletto è stato messo nel secchione, allora non concordo, perché in casi del genere, simili episodi potevano capitare benissimo anche in gruppo tra amici (o addirittura tra bande rivali e in competizione) in cui peraltro, nel tempo, potevano persino scambiarsi i ruoli, "restituendosi" gli scherzi reciprocamente.
Nel mio caso ho assistito più al secondo tipo che al primo.
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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Sab Mag 12, 2018 11:33 pm

La storia dEl futuro che hanno avuto i compagni del chimico mi ricorda "nato sotto il segno dei pesci" di venditti. Album mio coetaneo
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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Dom Mag 13, 2018 12:14 am

a proposito di musica, mi viene in mente una breve intervista che mi è capitato di ascoltare qualche giorno fa. L'intervistato era Giovanni Allevi, in occasione della pubblicazione...del suo libro (ormai, tutti pubblicano libri, ho sospirato tra me e me , non se ne salva uno).
A proposito del bullo (ebbene sì, ha affrontato questo argomento) sosteneva che il bullo in fondo è un debole, un insicuro, e che dovrebbe accettarsi per ciò che è, per stare bene".

Io ho pensato che ci voleva proprio il suo libro per farcelo capire, altrimenti nessuno ci sarebbe arrivato...eh!
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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Dom Mag 13, 2018 1:07 am

Scuola70 ha scritto:
@c'è un limite a tutto: In realtà quella frase di Madre Teresa riassume quella che è la sua filosofia, basata sul dare e non sul ricevere. Non credo sia una fesseria, rimango dell'idea che il desiderio di essere amati, accettati, porta a riduzione della libertà, mi sembra un dato di fatto. Porta a conformismo, si fanno un sacco di cose inutili, sciocche, per il puro desiderio di essere accettati, se si fosse più liberi da questi condizionamenti sarebbe di certo meglio e lo stesso bullismo sarebbe ridotto, almeno non si sarebbe acquiescenti ai bulli pur di essere accettati dal gruppo.
Anche la libertà di desiderare di voler essere desiderati è una libertà.
Se devo rinunciare controvoglia all'amore di una persona per poter fare qualcosa che altrimenti non posso fare, non è una forma di rinuncia alla libertà ?

Il motore del bullismo non è semplicemente il desiderio di sentirsi apprezzati/amati dal branco, il motore è una combinazione tra il desiderio di sentirsi apprezzati e la consapevolezza di non poterlo essere facendo leva sulle proprie capacità buone; questo porta ad impegnarsi sulle capacità cattive e più facili.

Quando ti trovi davanti alla Gioconda e decidi di volere attirare l'attenzione hai sostanzialmente due modi per farlo:

1) dipingere un quadro più bello

2) dare fuoco alla Gioconda.

Ovviamente qualsiasi cretino sa di non potere dipingere un quadro migliore e soprattutto qualsiasi cretino sa di essere in grado di dar fuoco alla Gioconda; la scelta è inevitabile.

La soluzione non è togliere alla gente la voglia di eccellere, perchè così mai nessuno dipingerà qualcosa di meglio della Gioconda; la soluzione è sorvegliare il quadro e dare fuoco a chi tenta di dargli fuoco.
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Sbottante



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MessaggioTitolo: Re: Bullismo di oggi e bullismo di ieri   Dom Mag 13, 2018 1:12 am

franco71 ha scritto:
c'è un limite a tutto ha scritto:

Il bullismo del docente verso l'alunno non è bullismo; il bullismo presuppone il farsi belli davanti agli altri e nessun professore si comporta indegnamente per farsi bello davanti a qualcuno, lo fa perchè è indegno.

Non tutte le sopraffazioni sono bullismo.
Non so, infatti ho virgolettato il termine bullismo. Sta di fatto che ho preso un dizionario ed ho letto:
bullismo> atteggiamento di sopraffazione sui più deboli, con riferimento a violenze fisiche e psicologiche attuate spec. in ambienti scolastici o giovanili;
Nessun riferimento al volersi fare bello, ed anche se fosse quel docente "bullo" comunque vorrebbe farsi bello nel senso di marcare un potere nei confronti della classe.
Il bullo vuole certamente marcare il proprio potere, ma il docente ha necessità di farlo ? Non è già chiaro a tutti che il docente sta un gradino sopra gli altri ?

Il docente non ha nessun bisogno di salire gradini, al massimo ha bisogno di impedire ai ragazzi bulli di salir gradini e mettersi al pari suo o sopra; se deve vessare qualcuno quello è il più arrogante della classe non il più fragile.
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