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 Perchè solo a Livorno?

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Procopio



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MessaggioTitolo: Perchè solo a Livorno?   Dom Giu 24, 2018 10:08 pm

Promemoria primo messaggio :

Riporto qui il link ad un articolo pubblicato su Orizzontescuola News e mi chiedo e vi chiedo perchè solo a Livorno e non, come probabilmente sarebbe più giusto aspettarsi, anche in altre parti del nostro variegato "mondo della scuola"?
Ecco il link:
https://www.orizzontescuola.it/un-solo-promosso-su-41-studenti-istituto-comprensivo-denuncia-criticita-nel-rav/
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AutoreMessaggio
paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mar Giu 26, 2018 1:05 pm

wasted years ha scritto:
Bocciare qualcuno potrebbe essere una cura, ammesso che lo sia, bocciare tutti è bocciare se stessi. Perché non si è riusciti a coinvolgere la classe?

Probabilmente perché non era affatto una classe: era un branco, una mandria, una succursale dello zoo, un'orda paleolitica, una soldataglia di ventura, o altro analogo gruppo che non assomiglia per niente a una classe... e con cui, quindi, non si possono fare gli stessi ragionamenti che si fanno davanti a una classe, o adottare le normali strategie di comunicazione che si usano per le classi.

Le "strategie per coinvolgere" sono immaginabili quando le parti in causa (insegnanti e studenti) hanno almeno un minimo di condivisione di concetti base comuni, sul significato della scuola e sul perché stanno lì, e possono partire dal comunicare almeno su quello. Se non c'è neanche quello, il problema del coinvolgimento non si può neanche porre.
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Procopio



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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mar Giu 26, 2018 1:13 pm

wasted years ha scritto:
A0quarantasette ha scritto:
wasted years ha scritto:
La scuola seria boccia tutti? E i docenti cosa hanno fatto per gli alunni? La scuola che respinge i malati e cura i sani?



Ti sfugge un particolare... in questo caso la bocciatura è la cura!

Se lo dici tu, vallo a spiegare a Don Milani, non a me.
Bocciare qualcuno potrebbe essere una cura, ammesso che lo sia, bocciare tutti è bocciare se stessi. Perché non si è riusciti a coinvolgere la classe? Perché probabilmente non si è lavorato bene.
Se ti presenti ad un consiglio di classe con tutte insufficienze, l'insufficiente sei tu.
E infatti viene l'ispezione. TI chiederanno cosa hai fatto per tentare di risollevare la qualità del lavoro.
E ti conviene avere risposte convincenti.
Le risposte convincenti sono scritte nero su bianco "per tabulas" nel registro di classe, sia cartaceo che elettronico!
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mar Giu 26, 2018 1:39 pm

JaneEyre ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:

Scusa l'indiscrezione, ma se non ti fossi adeguata e non li avessi "fatti contenti", cosa sarebbe successo? Che si mettevano a piangere? Se avessero voluto modificarti gli esiti con voto di consiglio ci sarebbero riusciti lo stesso, ma appunto per quello, perché darti tanto da fare per compiacerli in anticipo?

Un anno di mobbing non piace a nessuno, se poi viene da DS, colleghi e studenti, pensi che ne valga davvero la pena? Quell'anno io non ho accontentato nessuno, ho imparato che non valeva la pena lottare da soli e subire mobbing per seguire i propri principi che nessuno condivide.
Credo che non abbiano cambiato i voti con il voto di consiglio perché da un lato in fondo avevano sensi di colpa (perché comunque gli studenti erano davvero impreparati), dall'altro forse temevano che mi rivolgessi all'ufficio scolastico o facessi qualche ricorso. Anche perché l'istituto aveva numerosi precedenti casi di mobbing. Tutti quelli che volevano lavorare bene chiedevano subito il trasferimento.

Si fa presto a dire " mobbing", tanto e' vero che non e' facile dimostrarlo in tribunale.Io mi aspetterei che i colleghi responsabili del mobbing modifichino sistematicamente le proposte di voto del prof mobbizzato.Invece il tuo CDC ha rispettato le tue scelte.Le
critiche tra docenti possono essere sgradevoli, ma di per sè non sono mobbing.Poi da quando in qua un prof po' fare ricorso contro un voto di consiglio?
Adesso promuovi e rimandi a tua discrezione, come un governatore statunitense concede o nega la grazia a un condannato a morte.Sei fortunata: una tua collega deve vedersela con materne " colleghesse' che impongono ogni anno assoluzioni plenarie che nemmeno al giubileo
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mar Giu 26, 2018 2:24 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
wasted years ha scritto:
 Bocciare qualcuno potrebbe essere una cura, ammesso che lo sia, bocciare tutti è bocciare se stessi. Perché non si è riusciti a coinvolgere la classe?

Probabilmente perché non era affatto una classe: era un branco, una mandria, una succursale dello zoo, un'orda paleolitica, una  soldataglia di ventura, o altro analogo gruppo che non assomiglia per niente a una classe... e con cui, quindi, non si possono fare gli stessi ragionamenti che si fanno davanti a una classe, o adottare le normali strategie di comunicazione che si usano per le classi.

Le "strategie per coinvolgere" sono immaginabili quando le parti in causa (insegnanti e studenti) hanno almeno un minimo di condivisione di concetti base comuni, sul significato della scuola e sul perché stanno lì, e possono partire dal comunicare almeno su quello. Se non c'è neanche quello, il problema del coinvolgimento non si può neanche porre.

Il milanista ha sciorinato le solite formulette stereotipate Dietro cui si trincerano dirigenti, colleghesse, papesse della didattica, psicopedagogisti, attimofuggentisti, starnoniani et similia.Un mantra davvero stucchevole.
" Le strategie per coinvolgere"...In un recente filmetto il prof di storia si traveste da Giulio Cesare ( già vista una cosa simile in un film americano degli anni 80, ma in questo caso il prof era un matto scappato dal manicomio).Sulle strategie per coinvolgere mi vengono in mente anche alcune pagine esilaranti de " Il maestro di Vigevano".
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wasted years

wasted years

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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mar Giu 26, 2018 5:12 pm

balanzoneXXI ha scritto:


Il milanista ha sciorinato le solite formulette stereotipate Dietro cui si trincerano dirigenti, colleghesse, papesse della didattica, psicopedagogisti, attimofuggentisti, starnoniani et similia.Un mantra davvero stucchevole.
" Le strategie per coinvolgere"...In un recente filmetto il prof di storia si traveste da Giulio Cesare ( già vista una cosa simile in un film americano degli anni 80, ma in questo caso il prof era un matto scappato dal manicomio).Sulle strategie per coinvolgere mi vengono in mente anche alcune pagine esilaranti de " Il maestro di Vigevano".

Milanista?
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seasparrow



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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mer Lug 11, 2018 9:41 am

https://www.orizzontescuola.it/alternanza-scuola-lavoro-imprenditore-non-vuole-piu-studenti-la-loro-preparazione-e-scadente-e-non-vogliono-imparare/

(1338)
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bread&butter



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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mer Lug 11, 2018 10:15 am

seasparrow ha scritto:
https://www.orizzontescuola.it/alternanza-scuola-lavoro-imprenditore-non-vuole-piu-studenti-la-loro-preparazione-e-scadente-e-non-vogliono-imparare/

(1338)

Un imprenditore di Treviso, come riferisce Repubblica, ha inviato una lettera ai presidi affinché gli stessi non mandino più gli studenti presso la sua azienda di revisione e assistenza motori.
Nella lettera l’imprenditore spiega il motivo per cui non vuole più ospitare gli studenti: la loro preparazione è scadente, non hanno voglia di imparare né di fare domande, e ci fanno solo perdere tempo.


OH!!! Finalmente uno che parla chiaro!
Anche se comunque è stato il mondo imprenditoriale a creare il caos nel mondo scolastico.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mer Lug 11, 2018 10:30 am

E ci credo: il suddetto imprenditore fa il paragone con gli studenti di cinque o dieci anni fa, quando non c'era l'alternanza scuola-lavoro obbligatoria, e gli stage in azienda (negli istituti tecnici e professionali) si facevano lo stesso, ma appunto erano facoltativi, e ci andavano solo i più motivati, che chiedevano di farli.

Ma non vuol dire che il livello medio della massa complessiva degli studenti fosse tanto più alto: la grande zavorra di demotivati, pigri e sciattoni esisteva comunque, semplicemente l'imprenditore che offriva gli stage non se ne rendeva conto, perché vedeva solo quella minoranza selezionata tra i migliori.

Adesso deve beccarsi anche gli altri, e quindi si rende conto del campionario oggettivo...
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Procopio



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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mer Lug 11, 2018 10:41 am

Francamente penso che l'imprenditore abbia finalmente gridato che "il re è nudo" e se lo ha fatto lui, figuriamoci quanti altri tacciono per educazione o buonismo! La verità va sempre gridata dai tetti! Alla base c'è un visione della scuola non come ente formatore, che è la vera vocazione ed il vero compito assegnatole (e quando si parla di educazione, si intende in primis l'educazione al rispetto, all'impegno costante ed assiduo, al "lavoro" defatigante (ma formativo) del regolare svolgimento dei compiti a casa e delle esercitazioni in classe), ma come azienda o ente di formazione professionale che è tutt'altra cosa IMHO.
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bread&butter



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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mer Lug 11, 2018 10:46 am

Il mondo del lavoro gradisce molto soprattutto chi non sa fare, l'importante è che abbia "pieni poteri" sul lavoratore. Quando accade che questi pieni poteri non li può esercitare comincia ad alzare la voce.
All'imprenditore basta un'élite di poche persone.
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Mairu

Mairu

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MessaggioTitolo: Re: Perchè solo a Livorno?   Mer Lug 11, 2018 4:52 pm

wasted years ha scritto:
A0quarantasette ha scritto:
wasted years ha scritto:
La scuola seria boccia tutti? E i docenti cosa hanno fatto per gli alunni? La scuola che respinge i malati e cura i sani?



Ti sfugge un particolare... in questo caso la bocciatura è la cura!

Se lo dici tu, vallo a spiegare a Don Milani, non a me.
Bocciare qualcuno potrebbe essere una cura, ammesso che lo sia, bocciare tutti è bocciare se stessi. Perché non si è riusciti a coinvolgere la classe? Perché probabilmente non si è lavorato bene.
Se ti presenti ad un consiglio di classe con tutte insufficienze, l'insufficiente sei tu.
E infatti viene l'ispezione. TI chiederanno cosa hai fatto per tentare di risollevare la qualità del lavoro.
E ti conviene avere risposte convincenti.

Bocciare non vuol dire buttare fuori, come l'ospedale che respinge i malati. Bocciare vuol dire dare allo studente un anno in più per imparare quello che non è riuscito ad imparare in un anno, ovvero dargli il doppio del tempo. Bocciare vuol dire dare una seconda possibilità, cioè "curare" il malato per un tempo più lungo di quello che è servito a "curare" gli altri.
Che poi l'insegnante debba sempre mettersi in discussione, come attitudine professionale, specialmente in casi così eclatanti, è un altro discorso, ma non capisco perché a prescindere bocciare, persino una classe intera, debba essere sinonimo di fallimento professionale. Se l'insegnante sa di aver lavorato al meglio, non ha nulla da rimproverarsi, neanche quando non è riuscito a coinvolgere nessuno.

Don Milani era prima di tutti un ecclesiastico. E soprattutto Don Milani operava in un contesto in cui le disuguaglianze sociali erano alla base dell'insuccesso scolastico di moltissimi ragazzi, che subivano una discriminazione non in base al loro merito, ma in base alle loro possibilità socio-economiche.
La situazione di oggi è totalmente diversa e la maggior parte dei ragazzi che meriterebbero la bocciatura è costituita da degli emeriti fannulloni che pretendono un titolo di studio senza fare nulla, nulla di nulla, perché fin da piccoli sono abituati ad avere tutto senza il minimo sforzo.
Quando uno acquisisce un titolo di studio/professionale vuol dire che possiede certe competenze e certe conoscenze: il titolo ha la funzione di certificare determinate acquisizioni. Se non si è acquisito quanto richiesto, il titolo non si può prendere, punto. Tu daresti la patente ad un ragazzo che non sa nemmeno la differenza fra uno stop ed un divieto di accesso, perché, poveretto, l'istruttore di scuola guida non lo ha saputo coinvolgere abbastanza? Tu daresti il brevetto di bagnino di salvataggio ad un ragazzo che non sa nuotare, perché, poveretto, non sa tenersi a galla, ma poi ci resta male se non lo ottiene, si demoralizza e rischia di mollare tutto?
Quando a scuola promuovi un ragazzo (permettendogli poi alla fine di ottenere un titolo che certifica certe conoscenze/competenze) anche quando non ha i requisiti necessari per essere promosso, sappi che stai dando la patente ad uno che non sa guidare e il brevetto di bagnino a uno che non sa nuotare. Stai facendo un grosso danno a tutta la società, per dare un piacere totalmente illusorio ad un singolo ragazzo.
Poi possiamo interrogarci su quali metodi usa l'istruttore di guida affinché i ragazzi ricordino bene i segnali stradali e le fondamentali regole della strada, ma il punto da cui non si può prescindere è che finché non si sanno le fondamentali regole della strada, la patente non la si ottiene.
Quindi sì, bocciare è la cura, per il ragazzo e per la società.
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