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 il grande giornalismo.

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cinno13



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MessaggioTitolo: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyVen Giu 29, 2018 9:44 am

Promemoria primo messaggio :

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/28/scuola-laddio-alla-chiamata-per-competenze-e-lennesimo-svilimento-dei-prof/4458458/

Articolo scritto da uno che in una scuola non ci entra da quando era studente.

Se c'è uno svilimento è per la categoria dei giornalisti.
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royalstefano



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 4:55 pm

Beh se diamo per buono tutto ciò che si racconta ( un solo giudizio tra l'altro ) è finita. Conosciamo bene come ragionano molti genitori, no?
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 5:04 pm

Tu invece dai per buono quello che raccontano Giuliano, i politici suoi amici e i giornalisti che si fanno abbindolare dalle lucine. Non posso e non voglio entrare in particolari, ma ho degli elementi concreti e che mi sono arrivati da fonti diverse. Per me quello è l'esempio di tutto quello che una scuola non dovrebbe essere.
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Ciccio.8

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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 5:13 pm

Quella scuola ce l'ho a 60 km da casa.
Lasciamo perdere, dopo alcuni anni, alla prova dei fatti, è scaduto peggio dello yogurt!

Anzi, per rimanere in tema, spero con la mobilità e la vicinorietà di non cascarci...


Ultima modifica di Ciccio.8 il Sab Giu 30, 2018 6:01 pm, modificato 1 volta
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royalstefano



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 5:25 pm

[quote:a64e="Dec"][b]Tu invece dai per buono quello che raccontano Giuliano, i politici suoi amici e i giornalisti[/b] che si fanno abbindolare dalle lucine. Non posso e non voglio entrare in particolari, ma ho degli elementi concreti e che mi sono arrivati da fonti diverse. Per me quello è l'esempio di tutto quello che una scuola non dovrebbe essere.[/quote]
Si in linea di massima. Non tengo assolutamente conto invece delle chiacchiere di studenti relativamente a un istituto dal quale vanno via.
Solita storia, DS, politici, giornalisti corrotti. Chiudiamola qui dai.
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Filosofo80

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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 5:27 pm

Non ho testimonianze dirette, ma secondo me sarà la classica scuola progettificio e/o concorsificio... quella più interessata agli articoli dei giornali che altro....ci ho preso Ciccio? ;-)
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Ciccio.8

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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 5:34 pm

Diciamo, per trovare un giusto eufemismo, che era tutta molto... nel cloud!

Adesso non so.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 5:56 pm

[quote:549e="royalstefano"][quote:549e="Dec"][b]Tu invece dai per buono quello che raccontano Giuliano, i politici suoi amici e i giornalisti[/b] che si fanno abbindolare dalle lucine. Non posso e non voglio entrare in particolari, ma ho degli elementi concreti e che mi sono arrivati da fonti diverse. Per me quello è l'esempio di tutto quello che una scuola non dovrebbe essere.[/quote]
Si in linea di massima. Non tengo assolutamente conto invece delle chiacchiere di studenti relativamente a un istituto dal quale vanno via.
Solita storia, DS, politici,  giornalisti corrotti. Chiudiamola qui dai.[/quote]

No, non la chiudiamo qui. Io ho conosciuto quello studente e quella famiglia e visto la tua situazione, quindi non ti permetto di fare insinuazioni basate sul nulla. Che Giuliano fosse il ds di quella scuola mi sembra un dato di fatto, che si sia fatto fotografare con politici di schieramenti diversi perché evidentemente aveva delle mire politiche anche (o pensi che sia diventato sottosegretario per sorteggio, come ha recentemente proposto qualcuno?), che i giornalisti spesso quando scrivono di scuola prendano dei granchi perché non sanno di cosa parlano ed inseguano le mode e quello che fa vendere i giornali è cosa che abbiamo verificato più volte per questioni diversissime (corrotti l'hai scritto tu, non io).
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royalstefano



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 6:46 pm

Anch'io potrei citare l'opinione di una persona che stimo che ha conosciuto Giuliano e che ne parla molto bene. Tu, se non ho inteso male, non sei mai stato in servizio al Majorana. Neanch'io.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 7:58 pm

Non sono mai stato in servizio al Majorana, ma l'esempio che fai non è pertinente perché non parlo per sentito dire, ma rimani pure della tua idea perché non ho intenzione di aggiungere altre informazioni solo per smentire i tuoi pregiudizi (positivi, in questo caso).
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 10:09 pm

Giuliano non è quello che qualche mese fa fece la boutade sull'inizio dell'orario di lezione dopo le 10 di mattina? Il dirigente di una scuola di eccellenza apprezzata e ammirata da tutto il territorio di riferimento, non ha bisogno di mezzucci come questi per attirare qualche iscrizione in più...
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royalstefano



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptySab Giu 30, 2018 10:23 pm

[quote:0eb3="Dec"]Non sono mai stato in servizio al Majorana, ma l'esempio che fai non è pertinente perché non parlo per sentito dire, ma rimani pure della tua idea perché non ho intenzione di aggiungere altre informazioni solo per smentire i tuoi pregiudizi (positivi, in questo caso).[/quote]
E fai bene, non avendo mai avuto a che fare personalmente con quell'Istituto. I miei "pregiudizi" positivi derivano da ciò che leggo. Di Giuliano me ne hanno parlato bene, come ho scritto precedentemente. Se avrò occasione di incontrarlo sicuramente potrò giudicare meglio la persona.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyDom Lug 01, 2018 12:39 pm

Aggiungo solo che non ho informazioni sulla persona di Giuliano (su questo come voi so quello che si può leggere sui media), ma sul funzionamento della scuola e sull'efficacia dei suoi metodi didattici.
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royalstefano



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyDom Lug 01, 2018 7:30 pm

[quote:3af3="paniscus_2.1"]Quello che mi colpisce di più, in realtà, è la banalità e la miopia dei commenti, anche (e soprattutto) di quelli negativi, ossia di chi è contrario alla chiamata diretta, è contento della sua eliminazione, e ha vissuto nella scuola abbastanza a lungo da sapere di cosa si parla.

Perché anche in quegli interventi critici, la motivazione più forte, anzi quasi l'unica motivazione che viene portata contro la chiamata diretta ha a che fare con la preoccupazione che vengano assunti dei "raccomandati"... ossia che i dirigenti si mettano a scegliere in base a criteri di feudalesimo personale, cioè amicizia, parentela, scambio di interessi o corruzione.

Fenomeni che sicuramente potrebbero verificarsi, ma che non credo rappresentino un pericolo di massa.

La preoccupazione maggiore, a mio avviso, dovrebbe essere quella della scelta arbitraria basata non tanto sulla raccomandazione della persona, quanto proprio sull'adesione e sulla fedeltà a certe ideologie educative e sociali che vanno per la maggiore nel sistema scolastico di adesso.

Cioè, io considero molto più probabile, e molto più pericoloso, che un preside-imprenditore col potere di chiamata diretta arbitraria, scelga un insegnante perché si dimostra bendisposto a obbedire a tutti i dettami pedagogici attualmente invasivi (fuffa delle competenze, meno contenuti didattici possibile, digitalizzazione a tutto spiano e fine a se stessa, progetti sbrilluccicosi, niente lezioni frontali, niente compiti a casa, niente richieste di impegno serio, niente sanzioni disciplinari, valutazioni "creative", buonismo inclusivo, smartphone in classe, facilitazioni a oltranza per tutti, promozioni facili per tutti e compiacimento delle famiglie), piuttosto che scelga un insegnante perché è suo cugino.

Innanzi tutto, come ho detto sopra, perchè ritengo che la tendenza a scegliere il cugino sia una questione di fluttuazione individuale, molto più limitata di quanto si pensi.

Ma soprattutto, perché anche i cugini del preside, tutto sommato, sono soggetti alla stessa variabilità individuale di tutte le altre persone prese a caso, e per uno più scarso della media potrebbe anche essercene un altro più bravo della media, e inoltre possono avere tutte le diverse idee sociali e tutti i diversi temperamenti personali presi a caso...

...mentre le pressioni sociali e politiche per far allineare tutti a un'ideologia ben precisa, non sono una questione personale, ma una deriva che va tutta da una sola parte. [/quote]

Nella seguente lettera Antonino Petrolino, Anp (Associazione nazionale presidi) fornisce un interessante elenco di vinti e vincitori relativamente alla eliminazione della chiamata "diretta":

"Si è parlato relativamente poco, nei media, del recente accordo che ha cancellato la cosiddetta “chiamata diretta” dei docenti da parte dei presidi. E forse è normale che sia così: gli autori del testo avevano ogni interesse a sorvolare e molta parte di coloro che avrebbero dovuto indignarsi non ha capito la posta in gioco.

Ci sono domande che è sconveniente fare in pubblico, per non turbare la pace sociale ed il politically correct. In attesa che un bambino si faccia avanti per proclamare che il re è nudo, proviamo noi a formularne qualcuna.

Chi ha vinto con questo accordo? E’ ovvio: i sindacati da una parte e l’Amministrazione dall’altra, complici da sempre nel difendere un principio scolpito nella roccia. La scuola è cosa loro e di nessun altro: men che meno dei cittadini.

Chi ha perso è meno evidente ed è suonato ingenuo, oltre che maldestro, ricorrere ancora una volta al distrattore che da sempre accompagna le vicende della “buona scuola”: i presidi, la cui discrezionalità “eccessiva” sarebbe stata finalmente limitata. In realtà, parlare di discrezionalità in un contesto, come la scuola, in cui nessun limite è posto alla discrezionalità valutativa dei singoli docenti fa un po’ sorridere.

Quali garanzie ha un ragazzo rispetto al voto del singolo o dei consigli? Quando gli va bene, proprio un preside autorevole e determinato. Ma la regola generale è ben diversa e lo sanno bene tutti quelli che nella scuola ci vivono. L’unico limite all’arbitrio valutativo è la scienza e coscienza di chi valuta.

Il problema non è questo: ci sono professioni ad alto contenuto etico – come il docente, il medico, il magistrato – in cui la libertà di giudizio e di decisione è coessenziale all’esercizio della funzione. Il problema è che dovrebbero esistere dei poteri di bilanciamento, come il CSM o l’Ordine dei Medici: poteri che nella scuola non ci sono.

No, i presidi in quanto persone non hanno perso in questa vicenda: se mai hanno guadagnato qualche giorno di ferie, che negli anni scorsi avevano sacrificato proprio nell’esercizio di una misura, per quanto minima, proprio di quei poteri di bilanciamento che si sono voluti eliminare. Adesso sono semplicemente più disarmati e più soli nel tentativo di garantire ai propri ragazzi il meglio di quel che questa disastrata scuola è in grado di offrire.

Ma sono abituati da sempre ad esercitare questo difficile compito: ed i più bravi fra loro sono anche riusciti a smentire la sentenza amara che riguarda i profeti solitari. Che quelli armati vinsono et li disarmati ruinorno.

Chi ha perso, allora? E’ semplice, quando si guardi al cui prodest. Hanno perso in primo luogo gli studenti, in secondo luogo l’autonomia delle scuole, e per finire i docenti migliori e più preparati.

I ragazzi hanno perso fin la speranza che potesse toccare loro – grazie ad un preside attento e determinato a giocarsi le vacanze – un insegnante migliore, o semplicemente più adatto ai loro bisogni, di quel che le graduatorie sceglieranno, sulla base di criteri che niente hanno a che vedere con le qualità professionali, che nessuno valuta e che comunque non hanno alcun peso. Giudica e manda secondo che avvinghia, si potrebbe dire del meccanismo infernale delle graduatorie. Del resto, a giudicarne la bontà, basterebbe guardare ai risultati che decenni di utilizzo hanno prodotto.

Chi si riconosce in questa scuola? Eppure non si possono volere gli effetti – i docenti migliori – ed insieme rimuoverne le cause: e cioè la valutazione implicita nella chiamata diretta.

Le scuole, autonome da vent’anni solo sulla carta, si vedono negare una volta di più la possibilità di scegliersi i docenti sulla base del proprio piano dell’offerta. Li avranno, come sempre, quale risultato della casualità. Il piano dell’offerta, posto che ne esista uno, sarà il risultato di quella casualità.

Mentre i docenti dovrebbero realizzare il progetto educativo della scuola, sarà la scuola a dover assecondare la somma aleatoria dei progetti individuali dei suoi docenti. Non sarà il docente ad essere una risorsa per la scuola, ma la scuola ad essere una risorsa strumentale delle esigenze personali e familiari di chi ci lavora.

L’autonomia non era un capriccio o un orpello: era la leva attraverso cui alle scuole era dato il mezzo per coprire la diversità dei bisogni dei propri studenti. Senza quella leva, l’offerta continuerà ad essere casuale e cieca rispetto alla necessità: ed a cinquant’anni dalla morte di don Milani, mentre tutti si sciacquano la bocca con il suo nome, si continueranno a fare parti uguali fra disuguali.

Avessero almeno il buon gusto di tacere quei tanti fra i suoi seguaci a parole, che ne tradiscono ogni giorno l’insegnamento e la memoria nelle fila del sindacato o nelle stanze del Ministero. Riposi in pace anche l’autonomia.

Gli insegnanti migliori, infine. I sindacati – incapaci di garantire una carriera professionale vera, che richiederebbe appunto la valutazione e la diversificazione – sanno bene quanto sia importante per i docenti poter scegliere la sede migliore, o almeno una meno disagiata. Per ottenere questo risultato, scrivono ogni anno un contratto/ordinanza di oltre cento pagine. Peccato che quella summa sia pensata all’insegna della negazione del merito.

Essa conferisce il diritto alla mobilità secondo l’età, l’anzianità di servizio, le esigenze familiari, la disabilità ed altro ancora: tutte variabili che nulla hanno a che vedere con le capacità e l’impegno dei singoli. Quelle parole sono tabù, proprio perchè presuppongono appunto la valutazione ed il discernere il grano dal loglio. E quindi la figura di un arbitro, che non potrebbe essere che il preside. Il quale, per definizione, sarebbe portato ad abusare della sua funzione, in danno dei valutati.

Chissà perchè la presunzione di integrità e di buona fede, che vale per ogni docente nel momento in cui valuta i propri alunni, è negata invece a priori e senza appello ai loro dirigenti. Che sono stati docenti anch’essi e, se mai, hanno superato filtri ulteriori per accedere alle proprie funzioni. Ma la maledizione di Pat Garrett e Billy the Kid non si supera facilmente: e lo stereotipo dello sceriffo malvagio continua ad accompagnare chi ha l’onere di decidere.

La possibilità di muoversi e scegliersi la sede è stata chiamata, con espressione felice, come un salario invisibile per i docenti. Con la chiamata diretta, a quel salario potevano accedere per primi i più capaci ed i più attivi fra i docenti, o anche quelli più in grado di esercitare la flessibilità professionale che permetteva loro di adattarsi al progetto della scuola in cui desideravano andare. In misura certo insufficiente, potevano sperare di essere arbitri di una parte del proprio destino, grazie al lavoro ed all’impegno. Oggi la speranza è tolta anche a loro. Per riscuotere quel salario devono solo sperare nella canizie, cioè nel trascorrere del tempo. Un bel risultato, non c’è che dire.

Domande inutili, si diceva all’inizio. Ma, già che ci siamo, ce n’è un’altra che vorremmo fare. Gli studenti sono quasi otto milioni, le loro famiglie circa quindici. I docenti bravi molti di meno, ma comunque molte migliaia. Perchè questa folla di derubati non invade le strade, perchè non chiede conto a chi ha firmato quell’accordo dello scippo consumato ai loro danni?

Non sarà forse perchè la comunicazione istituzionale ha fatto di tutto, anche in questa occasione, per presentare le cose sotto una luce che ne nascondesse il significato reale ed indirizzasse le emozioni su bersagli facili quanto ingannevoli? Ma tu non chiedere, Leuconoe: saperlo è un oltraggio agli dei …
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyDom Lug 01, 2018 7:53 pm

Spero di non avere capito bene la conclusione...
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royalstefano



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyDom Lug 01, 2018 8:21 pm

La citazione tratta dalle Odi di Orazio?
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arrubiu
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyDom Lug 01, 2018 8:21 pm

Non mi sorprende che una lettera di questo tipo venga da un DS dell'ANP.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyDom Lug 01, 2018 9:22 pm

[quote:480a="arrubiu"]Non mi sorprende che una lettera di questo tipo venga da un DS dell'ANP.[/quote]

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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyDom Lug 01, 2018 11:07 pm

Un'osservazione: questo nostalgico della chiamata diretta quando parla di "professioni ad alto contenuto etico" sostiene (e sono tutto sommato d'accordo) che vi devono però anche essere "poteri di bilanciamento", citando il CSM o l'Ordine dei Medici.

Ha utilizzato i termini giusti: "poteri di bilanciamento" è al plurale, perché questi organi sono formati da una pluralità di persone, con i loro pregi, difetti e limiti, ma pur sempre un certo numero di persone.

Sorprende, invece, che nella scuola secondo questa concezione non serva una pluralità di persone, ma esiste il "Re Sole", il DS, che decide e giudica sempre in modo buono e giusto, secondo questa tesi.

Quando si dice che "i docenti bravi sono molti di meno", quanti sono invece i "DS bravi" che secondo questa tesi dovrebbero fare DA SOLI il "potere di bilanciamento"?
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royalstefano



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyLun Lug 02, 2018 11:19 am

[quote:ff3b="royalstefano"][quote:ff3b="paniscus_2.1"]Quello che mi colpisce di più, in realtà, è la banalità e la miopia dei commenti, anche (e soprattutto) di quelli negativi, ossia di chi è contrario alla chiamata diretta, è contento della sua eliminazione, e ha vissuto nella scuola abbastanza a lungo da sapere di cosa si parla.

Perché anche in quegli interventi critici, la motivazione più forte, anzi quasi l'unica motivazione che viene portata contro la chiamata diretta ha a che fare con la preoccupazione che vengano assunti dei "raccomandati"... ossia che i dirigenti si mettano a scegliere in base a criteri di feudalesimo personale, cioè amicizia, parentela, scambio di interessi o corruzione.

Fenomeni che sicuramente potrebbero verificarsi, ma che non credo rappresentino un pericolo di massa.

La preoccupazione maggiore, a mio avviso, dovrebbe essere quella della scelta arbitraria basata non tanto sulla raccomandazione della persona, quanto proprio sull'adesione e sulla fedeltà a certe ideologie educative e sociali che vanno per la maggiore nel sistema scolastico di adesso.

Cioè, io considero molto più probabile, e molto più pericoloso, che un preside-imprenditore col potere di chiamata diretta arbitraria, scelga un insegnante perché si dimostra bendisposto a obbedire a tutti i dettami pedagogici attualmente invasivi (fuffa delle competenze, meno contenuti didattici possibile, digitalizzazione a tutto spiano e fine a se stessa, progetti sbrilluccicosi, niente lezioni frontali, niente compiti a casa, niente richieste di impegno serio, niente sanzioni disciplinari, valutazioni "creative", buonismo inclusivo, smartphone in classe, facilitazioni a oltranza per tutti, promozioni facili per tutti e compiacimento delle famiglie), piuttosto che scelga un insegnante perché è suo cugino.

Innanzi tutto, come ho detto sopra, perchè ritengo che la tendenza a scegliere il cugino sia una questione di fluttuazione individuale, molto più limitata di quanto si pensi.

Ma soprattutto, perché anche i cugini del preside, tutto sommato, sono soggetti alla stessa variabilità individuale di tutte le altre persone prese a caso, e per uno più scarso della media potrebbe anche essercene un altro più bravo della media, e inoltre possono avere tutte le diverse idee sociali e tutti i diversi temperamenti personali presi a caso...

...mentre le pressioni sociali e politiche per far allineare tutti a un'ideologia ben precisa, non sono una questione personale, ma una deriva che va tutta da una sola parte. [/quote]

Nella seguente lettera Antonino Petrolino, Anp (Associazione nazionale presidi) fornisce un interessante elenco di vinti e vincitori relativamente alla eliminazione della chiamata "diretta":

"Si è parlato relativamente poco, nei media, del recente accordo che ha cancellato la cosiddetta “chiamata diretta” dei docenti da parte dei presidi. E forse è normale che sia così: gli autori del testo avevano ogni interesse a sorvolare e molta parte di coloro che avrebbero dovuto indignarsi non ha capito la posta in gioco.

Ci sono domande che è sconveniente fare in pubblico, per non turbare la pace sociale ed il politically correct. In attesa che un bambino si faccia avanti per proclamare che il re è nudo, proviamo noi a formularne qualcuna.

Chi ha vinto con questo accordo? E’ ovvio: i sindacati da una parte e l’Amministrazione dall’altra, complici da sempre nel difendere un principio scolpito nella roccia. La scuola è cosa loro e di nessun altro: men che meno dei cittadini.

Chi ha perso è meno evidente ed è suonato ingenuo, oltre che maldestro, ricorrere ancora una volta al distrattore che da sempre accompagna le vicende della “buona scuola”: i presidi, la cui discrezionalità “eccessiva” sarebbe stata finalmente limitata. In realtà, parlare di discrezionalità in un contesto, come la scuola, in cui nessun limite è posto alla discrezionalità valutativa dei singoli docenti fa un po’ sorridere.

Quali garanzie ha un ragazzo rispetto al voto del singolo o dei consigli? Quando gli va bene, proprio un preside autorevole e determinato. Ma la regola generale è ben diversa e lo sanno bene tutti quelli che nella scuola ci vivono. L’unico limite all’arbitrio valutativo è la scienza e coscienza di chi valuta.

Il problema non è questo: ci sono professioni ad alto contenuto etico – come il docente, il medico, il magistrato – in cui la libertà di giudizio e di decisione è coessenziale all’esercizio della funzione. Il problema è che dovrebbero esistere dei poteri di bilanciamento, come il CSM o l’Ordine dei Medici: poteri che nella scuola non ci sono.

No, i presidi in quanto persone non hanno perso in questa vicenda: se mai hanno guadagnato qualche giorno di ferie, che negli anni scorsi avevano sacrificato proprio nell’esercizio di una misura, per quanto minima, proprio di quei poteri di bilanciamento che si sono voluti eliminare. Adesso sono semplicemente più disarmati e più soli nel tentativo di garantire ai propri ragazzi il meglio di quel che questa disastrata scuola è in grado di offrire.

Ma sono abituati da sempre ad esercitare questo difficile compito: ed i più bravi fra loro sono anche riusciti a smentire la sentenza amara che riguarda i profeti solitari. Che quelli armati vinsono et li disarmati ruinorno.

Chi ha perso, allora? E’ semplice, quando si guardi al cui prodest. Hanno perso in primo luogo gli studenti, in secondo luogo l’autonomia delle scuole, e per finire i docenti migliori e più preparati.

I ragazzi hanno perso fin la speranza che potesse toccare loro – grazie ad un preside attento e determinato a giocarsi le vacanze – un insegnante migliore, o semplicemente più adatto ai loro bisogni, di quel che le graduatorie sceglieranno, sulla base di criteri che niente hanno a che vedere con le qualità professionali, che nessuno valuta e che comunque non hanno alcun peso. Giudica e manda secondo che avvinghia, si potrebbe dire del meccanismo infernale delle graduatorie. Del resto, a giudicarne la bontà, basterebbe guardare ai risultati che decenni di utilizzo hanno prodotto.

Chi si riconosce in questa scuola? Eppure non si possono volere gli effetti – i docenti migliori – ed insieme rimuoverne le cause: e cioè la valutazione implicita nella chiamata diretta.

Le scuole, autonome da vent’anni solo sulla carta, si vedono negare una volta di più la possibilità di scegliersi i docenti sulla base del proprio piano dell’offerta. Li avranno, come sempre, quale risultato della casualità. Il piano dell’offerta, posto che ne esista uno, sarà il risultato di quella casualità.

Mentre i docenti dovrebbero realizzare il progetto educativo della scuola, sarà la scuola a dover assecondare la somma aleatoria dei progetti individuali dei suoi docenti. Non sarà il docente ad essere una risorsa per la scuola, ma la scuola ad essere una risorsa strumentale delle esigenze personali e familiari di chi ci lavora.

L’autonomia non era un capriccio o un orpello: era la leva attraverso cui alle scuole era dato il mezzo per coprire la diversità dei bisogni dei propri studenti. Senza quella leva, l’offerta continuerà ad essere casuale e cieca rispetto alla necessità: ed a cinquant’anni dalla morte di don Milani, mentre tutti si sciacquano la bocca con il suo nome, si continueranno a fare parti uguali fra disuguali.

Avessero almeno il buon gusto di tacere quei tanti fra i suoi seguaci a parole, che ne tradiscono ogni giorno l’insegnamento e la memoria nelle fila del sindacato o nelle stanze del Ministero. Riposi in pace anche l’autonomia.

Gli insegnanti migliori, infine. I sindacati – incapaci di garantire una carriera professionale vera, che richiederebbe appunto la valutazione e la diversificazione – sanno bene quanto sia importante per i docenti poter scegliere la sede migliore, o almeno una meno disagiata. Per ottenere questo risultato, scrivono ogni anno un contratto/ordinanza di oltre cento pagine. Peccato che quella summa sia pensata all’insegna della negazione del merito.

Essa conferisce il diritto alla mobilità secondo l’età, l’anzianità di servizio, le esigenze familiari, la disabilità ed altro ancora: tutte variabili che nulla hanno a che vedere con le capacità e l’impegno dei singoli. Quelle parole sono tabù, proprio perchè presuppongono appunto la valutazione ed il discernere il grano dal loglio. E quindi la figura di un arbitro, che non potrebbe essere che il preside. Il quale, per definizione, sarebbe portato ad abusare della sua funzione, in danno dei valutati.

Chissà perchè la presunzione di integrità e di buona fede, che vale per ogni docente nel momento in cui valuta i propri alunni, è negata invece a priori e senza appello ai loro dirigenti. Che sono stati docenti anch’essi e, se mai, hanno superato filtri ulteriori per accedere alle proprie funzioni. Ma la maledizione di Pat Garrett e Billy the Kid non si supera facilmente: e lo stereotipo dello sceriffo malvagio continua ad accompagnare chi ha l’onere di decidere.

La possibilità di muoversi e scegliersi la sede è stata chiamata, con espressione felice, come un salario invisibile per i docenti. Con la chiamata diretta, a quel salario potevano accedere per primi i più capaci ed i più attivi fra i docenti, o anche quelli più in grado di esercitare la flessibilità professionale che permetteva loro di adattarsi al progetto della scuola in cui desideravano andare. In misura certo insufficiente, potevano sperare di essere arbitri di una parte del proprio destino, grazie al lavoro ed all’impegno. Oggi la speranza è tolta anche a loro. Per riscuotere quel salario devono solo sperare nella canizie, cioè nel trascorrere del tempo. Un bel risultato, non c’è che dire.

Domande inutili, si diceva all’inizio. Ma, già che ci siamo, ce n’è un’altra che vorremmo fare. Gli studenti sono quasi otto milioni, le loro famiglie circa quindici. I docenti bravi molti di meno, ma comunque molte migliaia. Perchè questa folla di derubati non invade le strade, perchè non chiede conto a chi ha firmato quell’accordo dello scippo consumato ai loro danni?

Non sarà forse perchè la comunicazione istituzionale ha fatto di tutto, anche in questa occasione, per presentare le cose sotto una luce che ne nascondesse il significato reale ed indirizzasse le emozioni su bersagli facili quanto ingannevoli? Ma tu non chiedere, Leuconoe: saperlo è un oltraggio agli dei …
[/quote]
Risposta di un lettore al DS autore della lettera. In sintesi: Chiamata diretta=raccomandati. Mah!

"La lettera che denuncia la sepoltura della meritocrazia e dell’autonomia delle istituzioni scolastiche tratteggia una realtà del tutto diversa da quella che è stata vissuta dai docenti quotidianamente.

La chiamata diretta aveva sancito la “morte” della trasparenza ed è stata uno del più colossali obbrobri contenuti nella legge della “Buona Scuola”. In alcune scuole la chiamata diretta veniva effettuata non solo sulla base dei curriculum presentati dai docenti, ma anche sulla base delle caratteristiche fisiche dei docenti con acclusi i video.

Poteva, in siffatto modo, essere credibile la chiamata diretta fatta sulla scorta di foto, video, filmati in cui non si mettevano in evidenza le competenze professionali dei docenti, ma tutt’altro. Eliminarla dalla legge 107 è stata un’operazione equa e giusta perché la chiamata diretta non certificava il merito dei docenti (l’Italia non è un Paese meritocratico), ma serviva per compiere operazioni di sottobosco.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyLun Lug 02, 2018 11:31 am

[quote:29cc="royalstefano"]
Nella seguente lettera Antonino Petrolino, Anp (Associazione nazionale presidi) fornisce un interessante elenco di vinti e vincitori relativamente alla eliminazione della chiamata "diretta":
[/quote]

Chiamate i sanitari.
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyLun Lug 02, 2018 12:09 pm

[quote:529c="mac67"][quote:529c="royalstefano"]
Nella seguente lettera Antonino Petrolino, Anp (Associazione nazionale presidi) fornisce un interessante elenco di vinti e vincitori relativamente alla eliminazione della chiamata "diretta":
[/quote]

Chiamate i sanitari.[/quote]

Soprattutto dopo aver visto questa:

[quote]Quali garanzie ha un ragazzo rispetto al voto del singolo o dei consigli? Quando gli va bene, proprio un preside autorevole e determinato.[/quote]
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Filosofo80

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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyLun Lug 02, 2018 12:25 pm

[quote="arrubiu"]Non mi sorprende che una lettera di questo tipo venga da un DS dell'ANP.[/quote]

Se non ricordo male l' ANP era quell'associazione dirigenti che presentava la 107 con quella slide dove si evidenziava la lotta ai docenti "contrastivi" vero?
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cinno13



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyLun Lug 02, 2018 12:28 pm

[i]"Nella seguente lettera Antonino Petrolino, Anp (Associazione nazionale presidi) fornisce un interessante elenco di vinti e vincitori relativamente alla eliminazione della chiamata "diretta":....."[/i]

c'è una cosa che mi sfugge in questo gran bel ragionamento, se una scuola si accaparra gli insegnati "migliori" ce ne sarà un'altra che dovrà accollarsi quelli "peggiori".

non migliori la scuola italiana concentrando gli insegnati "migliori" in alcune scuole generi soltanto astio e guerre tra insegnanti, che è in realtà lo scopo principale di questa pseudo riforma !
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arrubiu
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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyLun Lug 02, 2018 12:29 pm

[quote:8356="Filosofo80"][quote:8356="arrubiu"]Non mi sorprende che una lettera di questo tipo venga da un DS dell'ANP.[/quote]

Se non ricordo male l' ANP era quell'associazione dirigenti che presentava la 107 con quella slide dove si evidenziava la lotta ai docenti "contrastivi" vero?[/quote]
Sì. È praticamente il "sindacato" dei presidi: http://www.anp.it/chi-siamo/cosa-fa-la-anp/
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cinno13



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MessaggioTitolo: Re: il grande giornalismo.   il grande giornalismo. - Pagina 3 EmptyLun Lug 02, 2018 12:29 pm

[i]"Nella seguente lettera Antonino Petrolino, Anp (Associazione nazionale presidi) fornisce un interessante elenco di vinti e vincitori relativamente alla eliminazione della chiamata "diretta":....."[/i]

c'è una cosa che mi sfugge in questo gran bel ragionamento, se una scuola si accaparra gli insegnati "migliori" ce ne sarà un'altra che dovrà accollarsi quelli "peggiori".

la qualità totale della scuola italiana resta inalterata !!

non migliori la scuola italiana concentrando gli insegnati "migliori" in alcune scuole generi soltanto astio e guerre tra insegnanti, che è in realtà lo scopo principale di questa pseudo riforma !

dividi et impera !

il vero motivo che Antonino Petrolino non nomina è che togliendo la chiamata i diretta i presidi hanno perso un bel po di potere !


Ultima modifica di cinno13 il Lun Lug 02, 2018 12:43 pm, modificato 3 volte
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