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 Riflessione sulla Terza Prova.

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elirpe



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MessaggioTitolo: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 9:11 pm

Dall'anno prossimo verrà abolita la terza prova; vorrei conoscere il vostro parere a riguardo; per quanto mi riguarda non andrebbe abolita ma andrebbe conservata esclusivamente la Tipologia B cercando di individuare un argomento comune tra le materie oggetto della prova. Ritengo infine che questa abolizione sia profondamente penalizzante per Storia e Filosofia che di fatto diventerebbero oggetto esclusivamente del colloquio.
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Tiria



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 9:24 pm

La terza prova era quella che in sostanza permetteva alla commissione, soprattutto della componente esterna, di fare una verifica di quelle che sono le conoscenze e le competenze nelle discipline coinvolte.
Ora questa verifica si trasferirà inevitabilmente sul colloquio, snaturandolo ulteriormente. Al che prevedo colloqui interminabili: come tenere a freno le velleità dei commissari che dovranno necessariamente spulciare?
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baustelle



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 9:39 pm

Premettendo che non sono d'accordo con i cambiamenti della 107 e con il peso che con questa riforma è stato  dato all'alternanza, la riforma degli esami di stato è inevitabile conseguenza di questa legge. Se si fanno 400 ore in meno di lezione per dedicarle all'alternanza è evidente che gli alunni non possono sostenere lo stesso tipo di esame perché sui contenuti disciplinari saranno meno preparati, e che si debba lasciare un po'  di spazio all'esposizione di ciò che questa esperienza di alternanza ha significato per loro. I giorni dedicati agli scritti e alla correzione si ridurranno drasticamente, si potranno quindi prevedere esami orali un po' più lunghi. Volente o nolente penso che noi insegnanti dovremo comunque predisporci diversamente alla conduzione dell'esame  e riorientare le nostre aspettative.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 10:14 pm

La mitologica intenzione di "dare spazio all'esperienza di alternanza" avrebbe senso se veramente gli studenti avessero portato avanti un unico e intero percorso di alternanza nel corso dei tre anni, sempre nello stesso ambito, sempre con le stesse aziende o enti esterni, e sempre rivolto allo stesso obiettivo.

Siccome questo non è vero, e la maggioranza degli studenti ha fatto l'alternanza spezzettata in quattro, cinque o dieci contesti diversi, molti dei quali all'interno della sua stessa scuola (e quindi per nulla "alternanti", e anzi creati artificiosamente dalla scuola solo per quello), e con l'unico obiettivo comune di ramazzare un numero di ore sufficienti a riempire il registro della rendicontazione, non vedo quale appiglio possa esserci per presentarla come elemento portante del percorso di studi e dell'esame finale.

Oltretutto, non sta scritto da nessuna parte che si debbano fare delle ore in meno di lezione per dedicarle all'alternanza, perché le ore di alternanza vengono conteggiate allo stesso modo, sia che vengano svolte in orario scolastico sottraendo gli alunni alle normali ore di lezione, sia che vengano svolte fuori dall'orario di lezione, ossia di pomeriggio o nei mesi estivi (il tutto, mentre NON sono stati ridotti gli obiettivi minimi della programmazione delle diverse materie, ma le indicazioni nazionali sono rimaste identiche, comprese quelle previste per le prove scritte ministeriali).

Per cui, chi si è fatto tutte le presenze regolari a scuola e ha fatto IN PIU' le ore di alternanza di pomeriggio, nei giorni festivi o nei periodi di vacanza, viene valutato allo stesso identico modo di chi ha saltato decine di giorni di lezione, ha evitato compiti e verifiche e si è fatto un programma dimezzato, con la scusa dell'alternanza.

L'eliminazione della terza prova non ha nulla a che fare con l'introdunzione dell'alternanza scuola-lavoro, ma ha come scopo solo ed esclusivamente quello di rendere l'esame ancora più facile di quanto non fosse già, e di dare un maggior peso al curriculum precedente (come se non fosse sempre stato già abbastanza gonfiato prima).


Ultima modifica di paniscus_2.1 il Mer Lug 11, 2018 10:29 pm, modificato 1 volta
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baustelle



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 10:28 pm

I problemi che tu elenchi, in particolare i problemi relativi all'organizzazione dell'alternanza e al non adeguamento dei programmi sono limiti della legge e della sua applicazione, in particolar modo di un applicazione non uniforme. Ad esempio nella mia scuola l'alternanza  si fa in periodo scolastico per cui io saluto i miei alunni di III e IV intorno a metà maggio e li rivedo l'anno successivo intorno al 10 ottobre, per non parlare delle ore che in altri periodi scolastici vengono dedicate a formazione per la sicurezza sui luoghi di lavoro et similia.  Di fatto mi pare che il nuovo esame preveda che questo spazio si debba dare per forza. Se le esperienze saranno state poco significative o frammentarie questo inciderà qualcosa… Forse bisognerebbe cercare il modo di renderle meno inutili visto che tempo all'apprendimento lo tolgono.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 10:40 pm

baustelle ha scritto:
Ad esempio nella mia scuola l'alternanza  si fa in periodo scolastico per cui io saluto i miei alunni di III e IV intorno a metà maggio e li rivedo l'anno successivo intorno al 10 ottobre,  

Vuoi dire che tutta la classe, in blocco, lo fa negli stessi giorni, e che tutte le attività didattiche ordinarie vengono sospese per tutti negli stessi giorni, programmati in anticipo? Dove si firma per una soluzione del genere?

La cosiddetta "normalità" che vedo io è che per tutto l'anno, in qualsiasi stagione, ogni singolo studente, o piccoli gruppi di tre o quattro alla volta, si assentino in giorni diversi per andare a fare attività diverse, con calendari e orari completamente imprevedibili che vengono comunicati all'ultimo momento.

E tengo a ripetere la questione principale, ossia che chi è sempre presente a lezione e fa le ore di alternanza fuori dall'orario scolastico, e chi invece approfitta dell'alternanza per perdere la metà delle ore di lezione, vengono valutati allo stesso modo, perché evidentemente l'alternanza è considerata più importante della didattica ordinaria...
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 10:44 pm

baustelle ha scritto:
I problemi che tu elenchi, in particolare i problemi relativi all'organizzazione dell'alternanza e al non adeguamento dei programmi sono limiti della legge e della sua applicazione, in particolar modo di un applicazione non uniforme

E comunque, il fatto che i programmi (anche se non si chiamano più programmi) non siano stati adeguati alle nuove richieste, NON dipende affatto dall'organizzazione inadeguata dell'alternanza e dalla sua applicazione non uniforme tra una scuola e l'altra, ma dipende direttamente da una scelta deliberata a livello nazionale.

Chi insegna materie che sono oggetto di prima o seconda prova ministeriale, e che possono anche essere affidate a commissari esterni, non può permettersi di ridurre il programma eliminando alcuni argomenti, o di abbassare i livello degli obiettivi minimi perché "bisogna tenere conto che c'è stata anche l'alternanza".


Ultima modifica di paniscus_2.1 il Mer Lug 11, 2018 10:49 pm, modificato 1 volta
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baustelle



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 10:45 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
baustelle ha scritto:
Ad esempio nella mia scuola l'alternanza  si fa in periodo scolastico per cui io saluto i miei alunni di III e IV intorno a metà maggio e li rivedo l'anno successivo intorno al 10 ottobre,   

Vuoi dire che tutta la classe, in blocco, lo fa negli stessi giorni, e che tutte le attività didattiche ordinarie vengono sospese per tutti negli stessi giorni, programmati in anticipo? Dove si firma per una soluzione del genere?

esattamente. Si fa così perché con grande sforzo il mio istituto è riuscito a dare questo tipo di organizzazione, che è stata ritenuta più funzionale, all'attività. Si cerca anche di garantire la continuità dell'esperienza e la significatività, anche se non sempre non sempre è possibile
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baustelle



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 10:47 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
baustelle ha scritto:
I problemi che tu elenchi, in particolare i problemi relativi all'organizzazione dell'alternanza e al non adeguamento dei programmi sono limiti della legge e della sua applicazione, in particolar modo di un applicazione non uniforme

E comunque, il fatto che i programmi (anche se non si chiamano più programmi) non siano stati adeguati alle nuove richieste, NON dipende affatto dall'organizzazione inadeguata dell'alternanza e dalla sua applicazione non uniforme tra una scuola e l'altra, ma dipende direttamente da una scelta deliberata a livello nazionale.

quello è un limite della legge, una falla. Peraltro secondo me anche non aver fornito delle linee guida che garantiscano una certa uniformità è una falla.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 10:52 pm

baustelle ha scritto:
Citazione :
E comunque, il fatto che i programmi (anche se non si chiamano più programmi) non siano stati adeguati alle nuove richieste, NON dipende affatto dall'organizzazione inadeguata dell'alternanza e dalla sua applicazione non uniforme tra una scuola e l'altra, ma dipende direttamente da una scelta deliberata a livello nazionale.

quello è un limite della legge, una falla. Peraltro secondo me anche non aver fornito delle linee guida che garantiscano una certa uniformità è una falla.

Ah, è solo una falla marginale, in una legge che di per sé sarebbe buona?

L'idea che sia la legge stessa ad essere inadeguata nell'essenza, proprio no?
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baustelle



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 10:55 pm

La legge parte da presupposti sbagliati (Ho detto che non sono d'accordo con il peso dato all'alternanza) poi è stata anche formulata male, non prendendo in considerazione alcuni aspetti critici.
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baustelle



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 10:59 pm

Di fatto mi pare che si preveda anche qualche cambiamento negli scritti (nelle prime due prove oltre all'eliminazione della terza prova). Sicuramente nella prima prova anche se non si sa ancora in che cosa consisteranno esattamente questi cambiamenti.
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Mer Lug 11, 2018 11:19 pm

https://www.orizzontescuola.it/alternanza-scuola-lavoroo-bussetti-finalizzata-allorientamento-necessaria-coerenza-con-percorso-di-studio/

Il nuovo ministro vuole mettere mano all'attuale alternanza scuola-lavoro, terrà conto anche delle disfunzioni da voi qui evidenziate?
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Tiria



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 1:07 am

paniscus_2.1 ha scritto:

L'eliminazione della terza prova non ha nulla a che fare con l'introdunzione dell'alternanza scuola-lavoro, ma ha come scopo solo ed esclusivamente quello di rendere l'esame ancora più facile di quanto non fosse già, e di dare un maggior peso al curriculum precedente (come se non fosse sempre stato già abbastanza gonfiato prima).

Ho sempre pensato che il "nuovo" esame di stato dia troppo peso all'esame e releghi in un angolino il lavoro di cinque anni. Tant'è che il curriculum incide solo per un quarto (per un quinto, in origine).
Che il meccanismo complessivo di valutazione sia taroccato è reso evidente dalla facilità con cui la mediocrità arriva spesso a 60-65/100, che la stretta sufficienza possa spuntare un 70/100 e che, al contrario, i livelli alti, dall'ottimo all'eccellenza, fatichino a raggiungere i 100/100.
Il risultato è un sostanziale appiattimento dei valori, che nell'ordinarietà si attesta tra il 70 e l'85-90.

Questo esame, nei fatti, premia la mediocrità e penalizza il merito
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 10:44 am

Alle medie hanno aumentato al 50% (in realtà di più) il peso del voto di ammissione, che riflette l'andamento didattico dei tre anni e che spesso è stata caritatevolmente portato a sei. Il risultato è che l'esame ha perso di gran parte del suo valore e che è davvero difficile discostarsi dal voto di ammissione, sia in positivo che in negativo. Es: ragazzo nullafacente seppur intelligente con due 4 e due 5 e il resto delle materie con 6 allo scrutinio, ammesso con sei; all'esame prende 7 in italiano, 4 in matematica, 5 in lingue e 4 all'orale. Voto finale = (6 + (7+4+5+4)/4)/2 = 5,5 --> 6; oppure ragazza entrata con 9 per grave problema familiare durante l'anno, esame con tre dieci e un 9 --> licenziata con 9
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 10:54 am

herman il lattoniere ha scritto:
Alle medie hanno aumentato al 50% (in realtà di più) il peso del voto di ammissione, che riflette l'andamento didattico dei tre anni e che spesso è stata caritatevolmente portato a sei. Il risultato è che l'esame ha perso di gran parte del suo valore e che è davvero difficile discostarsi dal voto di ammissione, sia in positivo che in negativo. Es: ragazzo nullafacente seppur intelligente con due 4 e due 5 e il resto delle materie con 6 allo scrutinio, ammesso con sei; all'esame prende 7 in italiano, 4 in matematica, 5 in lingue e 4 all'orale. Voto finale = (6 + (7+4+5+4)/4)/2 = 5,5 --> 6; oppure ragazza entrata con 9 per grave problema familiare durante l'anno, esame con tre dieci e un 9 --> licenziata con 9

In efeftti, adesso che mi ci fai pensare, nella classe di mia figlia è successo esattamente così: non ricordo tutto nel dettaglio, ma mi sembra che quasi tutti, tranne forse tre o quattro, abbiano preso un voto finale che ha riconfermato identico quello dell'ammissione...

(per altra discussione, hai email con un po' di riflessioni finali!)
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 10:59 am

Tiria ha scritto:

Che il meccanismo complessivo di valutazione sia taroccato è reso evidente dalla facilità con cui la mediocrità arriva spesso a 60-65/100, che la stretta sufficienza possa spuntare un 70/100 e che, al contrario, i livelli alti, dall'ottimo all'eccellenza, fatichino a raggiungere i 100/100.
Il risultato è un sostanziale appiattimento dei valori, che nell'ordinarietà si attesta tra il 70 e l'85-90.

Questo esame, nei fatti, premia la mediocrità e penalizza il merito

Sono d'accordo. Studenti che hanno arrancato per anni si ritrovano ad avere voti poco diversi da chi, soltanto duranti il colloquio d'esame, ha avuto un attimo di smarrimento in una disciplina. Con questo esame, le scuole che hanno molti 100 (dalle mie parti nessuna), partono con l'idea di largheggiare in tutto. Largheggiare durante il triennio, regalando 9 e 10, e largheggiare all'esame, fingendo che sia tutto perfetto. Non esiste altra spiegazione perchè, con valutazioni obiettive, questa modalità di esame impedisce di fatto il 100.
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herman il lattoniere



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 12:28 pm

se fai en-plein con ammissione e scritti il 100 è fattibile.
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Erodoto



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 5:29 pm

elirpe ha scritto:
Dall'anno prossimo verrà abolita la terza prova; vorrei conoscere il vostro parere a riguardo;

Era ora, non se ne poteva più. Motivi?
1) Non è una prova nazionale, ma a discrezione della singola commissione, quindi manda l'uniformità sul territorio nazionale. Un esame di stato deve essere tale di nome e di fatto.
2) Solitamente finisce per penalizzare anche i meritevoli perché la logica del "quizzone" ha dinamiche imprevedibili dove a volte basta sapere di tutto un po' piuttosto che avere una preparazione solida.
3) Esistono commissioni furbette in cui i commissari spifferano le domande alla loro classe già una settimana prima, se non mesi prima.
4) Tra due commissioni di uno stesso istituto possono crearsi disparità macroscopiche a livello di confezionamento della terza prova, il tutto a discapito degli studenti.

Citazione :

per quanto mi riguarda non andrebbe abolita ma andrebbe conservata esclusivamente la Tipologia B cercando di individuare un argomento comune tra le materie oggetto della prova.

Forse ci arriveremo con la riforma della seconda prova d'esame che alcune indiscrezioni dicono potrebbe riguardare due materie d'indirizzo il che avrebbe una sua ragion d'essere.

Citazione :

Ritengo infine che questa abolizione sia profondamente penalizzante per Storia e Filosofia che di fatto diventerebbero oggetto esclusivamente del colloquio.

Le materie "penalizzate" potrebbero essere tante. Che poi perché penalizzate? Un colloquio è più che sufficiente per sondare il candidato.


Tiria ha scritto:
La terza prova era quella che in sostanza permetteva alla commissione, soprattutto della componente esterna, di fare una verifica di quelle che sono le conoscenze e le competenze nelle discipline coinvolte.
Ora questa verifica si trasferirà inevitabilmente sul colloquio, snaturandolo ulteriormente. Al che prevedo colloqui interminabili: come tenere a freno le velleità dei commissari che dovranno necessariamente spulciare?

Voler spulciare tutto il programma è masochismo allo stato puro, così come allungare inutilmente l'esame. I candidati arrivano all'esame con una valutazione e con dei crediti che ne attestano il percorso. Il colloquio dovrebbe andare oltre la logica disciplinare anche se spesso è oggettivamente difficile.
Quanto agli esterni da anni sono convinto che dovrebbero essere nominati esclusivamente sulla materie d'indirizzo, ma questo è un altro discorso.


paniscus_2.1 ha scritto:
La mitologica intenzione di "dare spazio all'esperienza di alternanza" avrebbe senso se veramente gli studenti avessero portato avanti un unico e intero percorso di alternanza nel corso dei tre anni, sempre nello stesso ambito, sempre con le stesse aziende o enti esterni, e sempre rivolto allo stesso obiettivo.

L'eliminazione della terza prova non ha nulla a che fare con l'introdunzione dell'alternanza scuola-lavoro, ma ha come scopo solo ed esclusivamente quello di rendere l'esame ancora più facile di quanto non fosse già...

Mi permetto di aggiungere questo: sai che spasso ascoltare 40 e più relazioni di stage e alternanza? Quest'anno le poche che ci è capitato di sentire sono state una mattonata pazzesca, se il colloquio deve iniziare ogni volta così ci sarà da soffrire parecchio l'anno prossimo. A ogni modo staremo a vedere che diranno le indicazioni future. Incrociamo le dita.

PS: Paniscus, pure da noi gli studenti di una classe vanno in stage tutti assieme nel medesimo periodo.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 5:52 pm

herman il lattoniere ha scritto:
se fai en-plein con ammissione e scritti il 100 è fattibile.

L'en plein vero e meritato è rarissimo. In questo modo si riesce ad avere un 100 solo in tutta la scuola (come accade da me).
È più facile che ci sia stata una storia di regalie consistenti sin dalla terza e che ci sia una qualche forma di benevolenza anche all'esame, perchè prendere 15 nella prima prova, nella seconda, ed in tutte le materie della terza prova è, come minimo, poco probabile.
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Erodoto



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 5:57 pm

chicca70 ha scritto:
herman il lattoniere ha scritto:
se fai en-plein con ammissione e scritti il 100 è fattibile.

L'en plein vero e meritato è rarissimo. In questo modo si riesce ad avere un 100 solo in tutta la scuola (come accade da me).
È più facile che ci sia stata una storia di regalie consistenti sin dalla terza e che ci sia una qualche forma di benevolenza anche all'esame, perchè prendere 15 nella prima prova, nella seconda, ed in tutte le materie della terza prova è, come minimo, poco probabile.

Per questo motivo esistono i 5 punti bonus. Certo come si è generosi coi 5 che diventano 6 e di conseguenza coi punti credito degli studenti che arrancano allo stesso modo si dovrebbe riuscire a tutelare chi ha una media alta e merita di avere il massimo dei crediti o quasi.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 5:58 pm

paniscus_2.1 ha scritto:

Vuoi dire che tutta la classe, in blocco, lo fa negli stessi giorni, e che tutte le attività didattiche ordinarie vengono sospese per tutti negli stessi giorni, programmati in anticipo? Dove si firma per una soluzione del genere?

Nella mia scuola, ed anche in quella di mio figlio, funziona così. Per 15 giorni tutte le terze sono in alternanza e per altri 15 giorni sono in alternanza tutte le quarte. È una questione di organizzazione. Già ora sappiamo che non avremo le terze le prime due settimane di marzo e che non avremo le quarte le prime due settimane di aprile.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 6:07 pm

Erodoto ha scritto:
chicca70 ha scritto:
herman il lattoniere ha scritto:
se fai en-plein con ammissione e scritti il 100 è fattibile.

L'en plein vero e meritato è rarissimo. In questo modo si riesce ad avere un 100 solo in tutta la scuola (come accade da me).
È più facile che ci sia stata una storia di regalie consistenti sin dalla terza e che ci sia una qualche forma di benevolenza anche all'esame, perchè prendere 15 nella prima prova, nella seconda, ed in tutte le materie della terza prova è, come minimo, poco probabile.

Per questo motivo esistono i 5 punti bonus. Certo come si è generosi coi 5 che diventano 6 e di conseguenza coi punti credito degli studenti che arrancano allo stesso modo si dovrebbe riuscire a tutelare chi ha una media alta e merita di avere il massimo dei crediti o quasi.

Dipende cosa si intende per media alta (che deve esserci fin dalla terza). Nella mia scuola, chi è veramente bravissimo in tutto riesce a sfiorare la media dell'8. Ma sono casi rari. I voti alti in pagella non vanno molto di moda.
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 7:19 pm

chicca70 ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:

Vuoi dire che tutta la classe, in blocco, lo fa negli stessi giorni, e che tutte le attività didattiche ordinarie vengono sospese per tutti negli stessi giorni, programmati in anticipo? Dove si firma per una soluzione del genere?

Nella mia scuola, ed anche in quella di mio figlio, funziona così. Per 15 giorni tutte le terze sono in alternanza e per altri 15 giorni sono in alternanza tutte le quarte. È una questione di organizzazione. Già ora sappiamo che non avremo le terze le prime due settimane di marzo e che non avremo le quarte le prime due settimane di aprile.

E dove le trovate le aziende, le associazioni o gli enti che obbediscono automaticamente alle vostre richieste e assegnano a tutte le classi esattamente il periodo che chiedete voi, e tutte in contemporanea? Nella maggior parte delle scuole sono le controparti esterne che dettano le condizioni a cui accettare o meno l'alternanza, su qualsiasi cosa (sul numero massimo di ragazzi da accogliere, sulle date, sugli orari, sul fatto che debbano essere accompagnati da un loro docente o no, che debbano tirare fuori soldi di tasca propria per disporre di materiali di lavoro o no, e quant'altro). Se si prova a obiettare, sono loro a dire: "o così o pomì, se non vi va bene, mandateli da un'altra parte".

Ed è quasi inevitabile, perchè non sono certo le aziende o gli enti ad aver bisogno dei nostri studenti, né tantomeno sono obbligate a prenderli, anzi, ne farebbero molto volentieri a meno... e infatti non perdono occasione di rimarcare che sono loro che ci stanno facendo un favore, e che quindi dobbiamo stare alle loro condizioni e non il contrario.
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chicca70



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MessaggioTitolo: Re: Riflessione sulla Terza Prova.   Gio Lug 12, 2018 7:47 pm

paniscus_2.1 ha scritto:
chicca70 ha scritto:
paniscus_2.1 ha scritto:

Vuoi dire che tutta la classe, in blocco, lo fa negli stessi giorni, e che tutte le attività didattiche ordinarie vengono sospese per tutti negli stessi giorni, programmati in anticipo? Dove si firma per una soluzione del genere?

Nella mia scuola, ed anche in quella di mio figlio, funziona così. Per 15 giorni tutte le terze sono in alternanza e per altri 15 giorni sono in alternanza tutte le quarte. È una questione di organizzazione. Già ora sappiamo che non avremo le terze le prime due settimane di marzo e che non avremo le quarte le prime due settimane di aprile.

E dove le trovate le aziende, le associazioni o gli enti che obbediscono automaticamente alle vostre richieste e assegnano a tutte le classi esattamente il periodo che chiedete voi, e tutte in contemporanea? Nella maggior parte delle scuole sono le controparti esterne che dettano le condizioni a cui accettare o meno l'alternanza, su qualsiasi cosa (sul numero massimo di ragazzi da accogliere, sulle date, sugli orari, sul fatto che debbano essere accompagnati da un loro docente o no, che debbano tirare fuori soldi di tasca propria per disporre di materiali di lavoro o no, e quant'altro). Se si prova a obiettare, sono loro a dire: "o così o pomì, se non vi va bene, mandateli da un'altra parte"...

Essendo un liceo delle scienze umane, ha una tradizione consolidata di stage nelle scuole dell'infanzia e primarie, per cui su questo non c'è problema: ogni anno si prendono accordi per quello successivo, anche per poter far svolgere l'alternanza nei paesi di residenza ai ragazzi che abitano in provincia e non in città. Questo per le terze. Per le quarte, gli studenti vengono inseriti presso centri per anziani o disabili, o croce rossa, qualcuno in comune, qualcuno a teatro, se possibile rispettando sempre il luogo di residenza. Anche in questo caso, le convenzioni si fanno l'anno precedente.
Nella scuola di mio figlio vengono proposte attività diverse (è un liceo classico) ma la classe svolge comunque contemporaneamente l'alternanza. So però che, in altre scuole della mia città, si verifica esattamente quello che scrivi tu.
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