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 Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?

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Eddy7

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MessaggioTitolo: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Mer Ago 01, 2018 6:27 pm

Promemoria primo messaggio :

https://www.orizzontescuola.it/bussetti-percorsi-abilitanti-per-docenti-di-terza-fascia-concorsi-regionali-con-vincolo-pluriennale/

Abbiamo speso soldi per nulla?
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Ila81



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Mer Ott 31, 2018 3:46 pm

che questa finestra si dovrebbe aprire una volta sola, almeno così ho letto..poi chi sa..
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Mer Ott 31, 2018 4:13 pm

ororosa230 ha scritto:
Eddy7 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Ho letto l'articolo e onestamente non vedo nè colpi di scena nè buone notizie. Cambia ben poco rispetto a quello che si sa.

Mi riferivo a chi ha conseguito i 24 CFU. Sembrava non servissero più a nulla.....

E poi l'abolizione dei 3 anni di FIT io la considero un'ottima notizia. Parere personale ovvio.

Io i cfu li ho conseguiti e sinceramente sono contenta che li abbiano ripristinati come requisito vincolante. Per lo meno non abbiamo fatto la corsa dell'asino. Così come sono contenta che abbiano ridotto a uno gli anni di tirocinio durante i quali si sarebbe preso un fantastico stipendio da 400 euro. Certo, restano confermati i 400 euro, ma si farà la fame per un solo anno, se non altro.
Meno contenta sono per i 4 anni obbligatori di permanenza nella scuola scelta e ancor meno (ma già prima, perchè questo era già presente nel decreto Fedeli) dell'esenzione dei cfu per chi ha 36 mesi di servizio. Esperienza non significa IN ALCUN MODO bravura nè acquisizione automatica di nozioni antropopsicopedagogiche e didattiche. Puoi anche avere 72 mesi di servizio e non avere nessuna empatia con i ragazzi. Quindi, se lo scopo di questi cfu (e non credo) nelle intenzioni dei ministri, era inculcare queste discipline come viatico per saper insegnare come la Montessori, almeno rivendico la necessità di un po' di coerenza. Come non siamo abilitati noi non lo sono neanche i 36 mesi.

Se è per questo, neanche conseguire cfu garantisce maggior empatia con gli alunni, soltanto maggiori conoscenze e a volte (credo) neppure ben spendibili nel concreto delle situazioni che trovi a scuola. L'empatia penso dipenda solo da predisposizione umana e dalla voglia più o meno variabile di affrontare e gestire situazioni sempre nuove. In quest'ultimo caso, l'esperienza invece, aiuta molto, secondo me.

Io sarei per concedere un punteggio maggiore a chi ha conseguito i cfu, ma dire che l'esperienza sul campo non conta nulla, e che un laureato che non presta servizio sia come uno che invece ha già lavorato per alcuni anni non ritengo sia credibile. Già il fatto stesso di aver maturato qualche esperienza garantisce un approccio più sicuro e più sereno. Chi è all'inizio è a volte preso dal panico, e questo oltre che pacifico mi sembra addirittura fisiologico.

Se faranno le cose per bene, non ci sarà bisogno di accapigliarsi tra "categorie". Speriamo.
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ororosa230



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Mer Ott 31, 2018 4:44 pm

Ila81 ha scritto:
no, chi ha i 3 anni di servizi no, ma pare che questo accada una tantum

E poi dovranno conseguirli?
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ororosa230



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Mer Ott 31, 2018 7:41 pm

sempreconfusa1 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Eddy7 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Ho letto l'articolo e onestamente non vedo nè colpi di scena nè buone notizie. Cambia ben poco rispetto a quello che si sa.

Mi riferivo a chi ha conseguito i 24 CFU. Sembrava non servissero più a nulla.....

E poi l'abolizione dei 3 anni di FIT io la considero un'ottima notizia. Parere personale ovvio.

Io i cfu li ho conseguiti e sinceramente sono contenta che li abbiano ripristinati come requisito vincolante. Per lo meno non abbiamo fatto la corsa dell'asino. Così come sono contenta che abbiano ridotto a uno gli anni di tirocinio durante i quali si sarebbe preso un fantastico stipendio da 400 euro. Certo, restano confermati i 400 euro, ma si farà la fame per un solo anno, se non altro.
Meno contenta sono per i 4 anni obbligatori di permanenza nella scuola scelta e ancor meno (ma già prima, perchè questo era già presente nel decreto Fedeli) dell'esenzione dei cfu per chi ha 36 mesi di servizio. Esperienza non significa IN ALCUN MODO bravura nè acquisizione automatica di nozioni antropopsicopedagogiche e didattiche. Puoi anche avere 72 mesi di servizio e non avere nessuna empatia con i ragazzi. Quindi, se lo scopo di questi cfu (e non credo) nelle intenzioni dei ministri, era inculcare queste discipline come viatico per saper insegnare come la Montessori, almeno rivendico la necessità di un po' di coerenza. Come non siamo abilitati noi non lo sono neanche i 36 mesi.

Se è per questo, neanche conseguire cfu  garantisce maggior empatia con gli alunni, soltanto maggiori conoscenze e a volte (credo) neppure ben spendibili nel concreto delle situazioni che trovi a scuola. L'empatia penso dipenda solo da predisposizione umana  e dalla voglia più o meno variabile di affrontare e gestire situazioni sempre nuove. In quest'ultimo caso, l'esperienza invece, aiuta molto, secondo me.

Io sarei per concedere un punteggio maggiore  a chi ha conseguito i cfu, ma dire che l'esperienza sul campo non conta nulla, e che un laureato che non presta servizio sia come uno che invece ha già lavorato per alcuni anni non ritengo sia credibile. Già il fatto stesso di aver maturato qualche esperienza garantisce un approccio più sicuro e più sereno. Chi è all'inizio è a volte preso dal panico, e questo oltre che pacifico mi sembra addirittura fisiologico.

Se faranno le cose per bene, non ci sarà bisogno di accapigliarsi tra "categorie". Speriamo.

L'obiettivo dei cfu probabilmente, nelle intenzioni, era creare il maestro alla Libro Cuore, il che presuppone anche empatia. Almeno, così l'ho interpretato io. Quanto a equiparare esperienza e bravura, insisto: non sono la stessa cosa. Faccio l'esempio di un medico o infermiere esperti, sicuramente lavorando da anni lo saranno, perchè ripetono sempre le stesse cose, gli stessi gesti, le stesse procedure. Ma la bravura può averla anche un novizio, certo, l'emozione, la novità, all'inizio giocheranno un ruolo deterrente non indifferente. Ma fare esperienza porterà in luce ed esalterà qualità che già ci sono. Così è l'insegnante, penso. Purtroppo non me lo invento io che ci sono insegnanti con 15, 20 anni di esperienza ma che tutto sono, tranne che bravi, a detta di studenti e colleghi.
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Gio Nov 01, 2018 11:18 am

Cilla86 ha scritto:
Ragazzi ma cosa significa il 10% dei posti riservati andrà ai docenti con tre anni di servizio? Non dovranno fare le prove e bastano i titoli?

Dovranno fare le prove e i primi classificati saranno considerati vincitori nel limite del 10% dei posti.
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Gio Nov 01, 2018 11:22 am

Eddy7 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Eddy7 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Ho letto l'articolo e onestamente non vedo nè colpi di scena nè buone notizie. Cambia ben poco rispetto a quello che si sa.

Mi riferivo a chi ha conseguito i 24 CFU. Sembrava non servissero più a nulla.....

E poi l'abolizione dei 3 anni di FIT io la considero un'ottima notizia. Parere personale ovvio.

Così come sono contenta che abbiano ridotto a uno gli anni di tirocinio durante i quali si sarebbe preso un fantastico stipendio da 400 euro. Certo, restano confermati i 400 euro, ma si farà la fame per un solo anno, se non altro.

Ho letto che l'anno di prova coinciderebbe con un anno di supplenza. Quindi sparirebbero anche i famosi 400 euro ?
Perché le supplenze vanno pagate (credo, spero).

Certo. In pratica rimane solo il terzo anno Fit, con stipendio normale.
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Gio Nov 01, 2018 11:24 am

ororosa230 ha scritto:
Ila81 ha scritto:
no, chi ha i 3 anni di servizi no, ma pare che questo accada una tantum

E poi dovranno conseguirli?

Se non riescono a vincere il primo concorso che sarà bandito (e se al governo non cambiano idea di nuovo), sì.
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Gio Nov 01, 2018 5:01 pm

ororosa230 ha scritto:
sempreconfusa1 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Eddy7 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Ho letto l'articolo e onestamente non vedo nè colpi di scena nè buone notizie. Cambia ben poco rispetto a quello che si sa.

Mi riferivo a chi ha conseguito i 24 CFU. Sembrava non servissero più a nulla.....

E poi l'abolizione dei 3 anni di FIT io la considero un'ottima notizia. Parere personale ovvio.

Io i cfu li ho conseguiti e sinceramente sono contenta che li abbiano ripristinati come requisito vincolante. Per lo meno non abbiamo fatto la corsa dell'asino. Così come sono contenta che abbiano ridotto a uno gli anni di tirocinio durante i quali si sarebbe preso un fantastico stipendio da 400 euro. Certo, restano confermati i 400 euro, ma si farà la fame per un solo anno, se non altro.
Meno contenta sono per i 4 anni obbligatori di permanenza nella scuola scelta e ancor meno (ma già prima, perchè questo era già presente nel decreto Fedeli) dell'esenzione dei cfu per chi ha 36 mesi di servizio. Esperienza non significa IN ALCUN MODO bravura nè acquisizione automatica di nozioni antropopsicopedagogiche e didattiche. Puoi anche avere 72 mesi di servizio e non avere nessuna empatia con i ragazzi. Quindi, se lo scopo di questi cfu (e non credo) nelle intenzioni dei ministri, era inculcare queste discipline come viatico per saper insegnare come la Montessori, almeno rivendico la necessità di un po' di coerenza. Come non siamo abilitati noi non lo sono neanche i 36 mesi.

Se è per questo, neanche conseguire cfu  garantisce maggior empatia con gli alunni, soltanto maggiori conoscenze e a volte (credo) neppure ben spendibili nel concreto delle situazioni che trovi a scuola. L'empatia penso dipenda solo da predisposizione umana  e dalla voglia più o meno variabile di affrontare e gestire situazioni sempre nuove. In quest'ultimo caso, l'esperienza invece, aiuta molto, secondo me.

Io sarei per concedere un punteggio maggiore  a chi ha conseguito i cfu, ma dire che l'esperienza sul campo non conta nulla, e che un laureato che non presta servizio sia come uno che invece ha già lavorato per alcuni anni non ritengo sia credibile. Già il fatto stesso di aver maturato qualche esperienza garantisce un approccio più sicuro e più sereno. Chi è all'inizio è a volte preso dal panico, e questo oltre che pacifico mi sembra addirittura fisiologico.

Se faranno le cose per bene, non ci sarà bisogno di accapigliarsi tra "categorie". Speriamo.

L'obiettivo dei cfu probabilmente, nelle intenzioni, era creare il maestro alla Libro Cuore, il che presuppone anche empatia. Almeno, così l'ho interpretato io. Quanto a equiparare esperienza e bravura, insisto: non sono la stessa cosa. Faccio l'esempio di un medico o infermiere esperti, sicuramente lavorando da anni lo saranno, perchè ripetono sempre le stesse cose, gli stessi gesti, le stesse procedure. Ma la bravura può averla anche un novizio, certo, l'emozione, la novità, all'inizio giocheranno un ruolo deterrente non indifferente. Ma fare esperienza porterà in luce ed esalterà qualità che già ci sono. Così è l'insegnante, penso. Purtroppo non me lo invento io che ci sono insegnanti con 15, 20 anni di esperienza ma che tutto sono, tranne che bravi, a detta di studenti e colleghi.

Per carità...se è così, direi dio ce ne scampi: maestro alla libro cuore meglio di no,di questi tempi già ci considerano troppo mansueti... docenti capaci e preparati mi basta e avanza. Riguardo all'empatia anch'io mi sentirei di insistere, però: non si acquisisce con la conoscenza, se già non si ha predisposizione. Quello che tu chiami bravura, io lo potrei definire scrupolo; un medico scrupoloso cerca di prepararsi al meglio per agire di conseguenza nel migliore dei modi, ma l'esperienza ti aiuta ad affrontare meglio le situazioni nuove e gestirle con maggiore efficacia, secondo me. Così per i docenti.
Ma uno che si studia per benino tutti i testi sui quali ci dicono di prepararci potrebbe essere poi comunque una pessima persona, se quel percorso l'ha fatto soltanto perché così era stabilito.


Riguardo ai cfu...che dire, a me stanno antipatici ma se questa sarà la strada per uniformare un po' meglio il percorso di reclutamento e rendere il tutto più omogeneo, e allora caviamoci questo dente e buonanotte...
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Ven Nov 02, 2018 12:43 am

Ma io i cfu li ho già conseguiti, era la sottile (e neanche tanto) estorsione legalizzata, che non mi piaceva, quella corsa che ci hanno fatto fare e la motivazione ufficiale che ci era stata data: acquisire, PAGANDO, "competenza" (parola quanto mai odiosa attinta dalle centinaia di pagine della 107, che ha fatto somigliare la scuola ad un'azienda e i professori a tanti automi senza alcuna spontaneità nè capacità di infondere cultura, a mio avviso l'unico obiettivo che si dovrebbe perseguire negli anni di scuola. Non erudizione, ma cultura, costruzione dell'essere umano). I 36 mesi erano esentati. E in base a cosa? Comunque non sono abilitati, esattamente come noi. Allora, o gli si permetteva di fare percorsi tipo Pas (nessuno obiettò, ai tempi, evidentemente era cosa buona e giusta) oppure tanto valeva che facessero il Pef anche loro. Sapessi quanti ne ho conosciuti, che avevano ben più di 36 mesi, ed erano insegnanti penosi.
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Davidestoria



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Ven Nov 02, 2018 9:20 am

sempreconfusa1 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Eddy7 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Ho letto l'articolo e onestamente non vedo nè colpi di scena nè buone notizie. Cambia ben poco rispetto a quello che si sa.

Mi riferivo a chi ha conseguito i 24 CFU. Sembrava non servissero più a nulla.....

E poi l'abolizione dei 3 anni di FIT io la considero un'ottima notizia. Parere personale ovvio.

Io i cfu li ho conseguiti e sinceramente sono contenta che li abbiano ripristinati come requisito vincolante. Per lo meno non abbiamo fatto la corsa dell'asino. Così come sono contenta che abbiano ridotto a uno gli anni di tirocinio durante i quali si sarebbe preso un fantastico stipendio da 400 euro. Certo, restano confermati i 400 euro, ma si farà la fame per un solo anno, se non altro.
Meno contenta sono per i 4 anni obbligatori di permanenza nella scuola scelta e ancor meno (ma già prima, perchè questo era già presente nel decreto Fedeli) dell'esenzione dei cfu per chi ha 36 mesi di servizio. Esperienza non significa IN ALCUN MODO bravura nè acquisizione automatica di nozioni antropopsicopedagogiche e didattiche. Puoi anche avere 72 mesi di servizio e non avere nessuna empatia con i ragazzi. Quindi, se lo scopo di questi cfu (e non credo) nelle intenzioni dei ministri, era inculcare queste discipline come viatico per saper insegnare come la Montessori, almeno rivendico la necessità di un po' di coerenza. Come non siamo abilitati noi non lo sono neanche i 36 mesi.

Se è per questo, neanche conseguire cfu  garantisce maggior empatia con gli alunni, soltanto maggiori conoscenze e a volte (credo) neppure ben spendibili nel concreto delle situazioni che trovi a scuola. L'empatia penso dipenda solo da predisposizione umana  e dalla voglia più o meno variabile di affrontare e gestire situazioni sempre nuove. In quest'ultimo caso, l'esperienza invece, aiuta molto, secondo me.

Io sarei per concedere un punteggio maggiore  a chi ha conseguito i cfu, ma dire che l'esperienza sul campo non conta nulla, e che un laureato che non presta servizio sia come uno che invece ha già lavorato per alcuni anni non ritengo sia credibile. Già il fatto stesso di aver maturato qualche esperienza garantisce un approccio più sicuro e più sereno. Chi è all'inizio è a volte preso dal panico, e questo oltre che pacifico mi sembra addirittura fisiologico.

Se faranno le cose per bene, non ci sarà bisogno di accapigliarsi tra "categorie". Speriamo.

Su questo non sono d'accordo, ho conseguito i 24 cfu e devo dire che le nozioni di antropologia (sull'abbandono scolastico e sulle cause dell'insuccesso di alcuni alunni), pedagogia (sull'inclusione degli alunni disabili nel gruppo classe) e psicologia (sul rapporto tra insegnante e allievi), oltre al corso di metodologia didattica, sono risultate utilissime e, parlo a titolo personale, hanno migliorato il mio modo di insegnare. Non vedo quindi lo scandalo nel richiedere il conseguimento dei 24 crediti per chi ha esperienza pluriennale: non è detto che chi insegni da più di tre anni abbia, come dici tu, un approccio più sereno con gli allievi rispetto ad un neolaureato (anzi, mi è capitato a volte il contrario...).
L'esperienza sul campo penso che comunque sarà valorizzata, nel senso che a chi avrà svolto tanti anni di supplenze sarà riconosciuto un punteggio maggiore al concorso (ma così è sempre stato). Quanto ai 24 cfu come requisito per l'ammissione al concorso, mi sembra giusto valorizzare chi ha investito tempo e soldi per ottenere queste certificazioni.
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ororosa230



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Ven Nov 02, 2018 1:19 pm

Bravo, finalmente qualcuno che ha capito cosa intendevo dire.
Concordo con te sul fatto che molte delle lezioni (le ho seguite, perchè ritenevo fosse più utile a prescindere dall'esenzione dall'obbligo di frequenza) mi sono state utilissime. Soprattutto quelle di psicologia, per non parlare di didattica (io ho la didattica delle lingue straniere) che mi hanno anche aperto un mondo sulle motivazioni e la consapevolezza con cui un insegnante si dovrebbe approcciare alla sua materia. Una mia amica che ha i 36 mesi, invece, durante le scarse lezioni che ha seguito, ha dimostrato un atteggiamento spocchioso e supponente odioso, che è proseguito per buona parte del percorso. Infatti è stata bocciata in due esami su quattro. Ecco... io sinceramente non penso che sia portatrice di umiltà e apertura, caratteristiche che ritengo fondamentali per insegnare.
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Ven Nov 02, 2018 4:22 pm

Davidestoria ha scritto:
sempreconfusa1 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Eddy7 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Ho letto l'articolo e onestamente non vedo nè colpi di scena nè buone notizie. Cambia ben poco rispetto a quello che si sa.

Mi riferivo a chi ha conseguito i 24 CFU. Sembrava non servissero più a nulla.....

E poi l'abolizione dei 3 anni di FIT io la considero un'ottima notizia. Parere personale ovvio.

Io i cfu li ho conseguiti e sinceramente sono contenta che li abbiano ripristinati come requisito vincolante. Per lo meno non abbiamo fatto la corsa dell'asino. Così come sono contenta che abbiano ridotto a uno gli anni di tirocinio durante i quali si sarebbe preso un fantastico stipendio da 400 euro. Certo, restano confermati i 400 euro, ma si farà la fame per un solo anno, se non altro.
Meno contenta sono per i 4 anni obbligatori di permanenza nella scuola scelta e ancor meno (ma già prima, perchè questo era già presente nel decreto Fedeli) dell'esenzione dei cfu per chi ha 36 mesi di servizio. Esperienza non significa IN ALCUN MODO bravura nè acquisizione automatica di nozioni antropopsicopedagogiche e didattiche. Puoi anche avere 72 mesi di servizio e non avere nessuna empatia con i ragazzi. Quindi, se lo scopo di questi cfu (e non credo) nelle intenzioni dei ministri, era inculcare queste discipline come viatico per saper insegnare come la Montessori, almeno rivendico la necessità di un po' di coerenza. Come non siamo abilitati noi non lo sono neanche i 36 mesi.

Se è per questo, neanche conseguire cfu  garantisce maggior empatia con gli alunni, soltanto maggiori conoscenze e a volte (credo) neppure ben spendibili nel concreto delle situazioni che trovi a scuola. L'empatia penso dipenda solo da predisposizione umana  e dalla voglia più o meno variabile di affrontare e gestire situazioni sempre nuove. In quest'ultimo caso, l'esperienza invece, aiuta molto, secondo me.

Io sarei per concedere un punteggio maggiore  a chi ha conseguito i cfu, ma dire che l'esperienza sul campo non conta nulla, e che un laureato che non presta servizio sia come uno che invece ha già lavorato per alcuni anni non ritengo sia credibile. Già il fatto stesso di aver maturato qualche esperienza garantisce un approccio più sicuro e più sereno. Chi è all'inizio è a volte preso dal panico, e questo oltre che pacifico mi sembra addirittura fisiologico.

Se faranno le cose per bene, non ci sarà bisogno di accapigliarsi tra "categorie". Speriamo.

Su questo non sono d'accordo, ho conseguito i 24 cfu e devo dire che le nozioni di antropologia (sull'abbandono scolastico e sulle cause dell'insuccesso di alcuni alunni), pedagogia (sull'inclusione degli alunni disabili nel gruppo classe) e psicologia (sul rapporto tra insegnante e allievi), oltre al corso di metodologia didattica, sono risultate utilissime e, parlo a titolo personale, hanno migliorato il mio modo di insegnare. Non vedo quindi lo scandalo nel richiedere il conseguimento dei 24 crediti per chi ha esperienza pluriennale: non è detto che chi insegni da più di tre anni abbia, come dici tu, un approccio più sereno con gli allievi rispetto ad un neolaureato (anzi, mi è capitato a volte il contrario...).
L'esperienza sul campo penso che comunque sarà valorizzata, nel senso che a chi avrà svolto tanti anni di supplenze sarà riconosciuto un punteggio maggiore al concorso (ma così è sempre stato). Quanto ai 24 cfu come requisito per l'ammissione al concorso, mi sembra giusto valorizzare chi ha investito tempo e soldi per ottenere queste certificazioni.  

Io non ho parlato di nessuno scandalo; semmai facevo notare che l'esperienza sul campo (che significa imparare lavorando, nel contesto in cui si lavora, non certo parola vuota) fosse un tantino messa da parte per dare spazio invece alla importanza della formazione slegata perà dall'insegnamento in concreto.
Come dici tu stesso, a te quegli studi ulteriori sono risultati utili a livello personale, perché evidentemente tu sentivi la necessità di fare le cose al meglio quindi in un certo senso confermi la mia idea di insegnante scrupoloso che approfitta di ogni occasione per migliorarsi.
Ma il punto è: sono davvero necessari per accedere al concorso? Perché di cambiamenti ne stiamo vedendo tanti da decenni, e su questo ho i miei dubbi.
Che vengano valorizzati attraverso un maggior punteggio sono stata io stessa la prima a considerarlo, però mi pare che di questo passo si arrivi invece a non valorizzare più l'esperienza lavorativa vera e propria, e in questo sì trovo una ingiustizia enorme. E sia chiaro: io non ho molta esperienza, ma penso soprattutto a chi lavora da molti anni e finisce come lo scarto di un lavoro che è stato utilissimo finché serviva, e poi messo da parte, e si accontenti di risicate percentuali...non mi sembra un modo positivo di procedere ma solo un ennesimo pasticcio, se così faranno.
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Ven Nov 02, 2018 4:28 pm

ororosa230 ha scritto:
Bravo, finalmente qualcuno che ha capito cosa intendevo dire.
Concordo con te sul fatto che molte delle lezioni (le ho seguite, perchè ritenevo fosse più utile a prescindere dall'esenzione dall'obbligo di frequenza) mi sono state utilissime. Soprattutto quelle di psicologia, per non parlare di didattica (io ho la didattica delle lingue straniere) che mi hanno anche aperto un mondo sulle motivazioni e la consapevolezza con cui un insegnante si dovrebbe approcciare alla sua materia. Una mia amica che ha i 36 mesi, invece, durante le scarse lezioni che ha seguito, ha dimostrato un atteggiamento spocchioso e supponente odioso, che è proseguito per buona parte del percorso. Infatti è stata bocciata in due esami su quattro. Ecco... io sinceramente non penso che sia portatrice di umiltà e apertura, caratteristiche che ritengo fondamentali per insegnare.

Guarda che anche io penso di avere capito cosa intendevi dire. Semplicemente non ero d'accordo. Perché allora anche il tfa e fit sarebbero dovuti restare in piedi, altro che cfu.
Sono decisioni politiche che molto sanno di arbitrario, e infatti cambiano di anno in anno come cambiano le poltrone.
In ogni caso, io sono per la formazione in itinere, cioè dare la possibilità di lavorare e formarsi al contempo.
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Ven Nov 02, 2018 4:36 pm

Infatti io sognavo il ritorno delle Ssis. Che mi sembravano un po' più specifiche dei Tfa. Ed entrambi i percorsi sono stati "vittima" di governi successivi che hanno fatto e disfatto, e questo è un problema che si perpetua e purtroppo non risolveremo noi.
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Sab Nov 03, 2018 12:21 pm

ororosa230 ha scritto:
o gli si permetteva di fare percorsi tipo Pas (nessuno obiettò, ai tempi, evidentemente era cosa buona e giusta)

Ah no? Io mi ricordo discussioni feroci sul forum, a cui ho partecipato io stesso.
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Sab Nov 03, 2018 2:18 pm

sempreconfusa1 ha scritto:
Davidestoria ha scritto:
sempreconfusa1 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Eddy7 ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
Ho letto l'articolo e onestamente non vedo nè colpi di scena nè buone notizie. Cambia ben poco rispetto a quello che si sa.

Mi riferivo a chi ha conseguito i 24 CFU. Sembrava non servissero più a nulla.....

E poi l'abolizione dei 3 anni di FIT io la considero un'ottima notizia. Parere personale ovvio.

Io i cfu li ho conseguiti e sinceramente sono contenta che li abbiano ripristinati come requisito vincolante. Per lo meno non abbiamo fatto la corsa dell'asino. Così come sono contenta che abbiano ridotto a uno gli anni di tirocinio durante i quali si sarebbe preso un fantastico stipendio da 400 euro. Certo, restano confermati i 400 euro, ma si farà la fame per un solo anno, se non altro.
Meno contenta sono per i 4 anni obbligatori di permanenza nella scuola scelta e ancor meno (ma già prima, perchè questo era già presente nel decreto Fedeli) dell'esenzione dei cfu per chi ha 36 mesi di servizio. Esperienza non significa IN ALCUN MODO bravura nè acquisizione automatica di nozioni antropopsicopedagogiche e didattiche. Puoi anche avere 72 mesi di servizio e non avere nessuna empatia con i ragazzi. Quindi, se lo scopo di questi cfu (e non credo) nelle intenzioni dei ministri, era inculcare queste discipline come viatico per saper insegnare come la Montessori, almeno rivendico la necessità di un po' di coerenza. Come non siamo abilitati noi non lo sono neanche i 36 mesi.

Se è per questo, neanche conseguire cfu  garantisce maggior empatia con gli alunni, soltanto maggiori conoscenze e a volte (credo) neppure ben spendibili nel concreto delle situazioni che trovi a scuola. L'empatia penso dipenda solo da predisposizione umana  e dalla voglia più o meno variabile di affrontare e gestire situazioni sempre nuove. In quest'ultimo caso, l'esperienza invece, aiuta molto, secondo me.

Io sarei per concedere un punteggio maggiore  a chi ha conseguito i cfu, ma dire che l'esperienza sul campo non conta nulla, e che un laureato che non presta servizio sia come uno che invece ha già lavorato per alcuni anni non ritengo sia credibile. Già il fatto stesso di aver maturato qualche esperienza garantisce un approccio più sicuro e più sereno. Chi è all'inizio è a volte preso dal panico, e questo oltre che pacifico mi sembra addirittura fisiologico.

Se faranno le cose per bene, non ci sarà bisogno di accapigliarsi tra "categorie". Speriamo.

Su questo non sono d'accordo, ho conseguito i 24 cfu e devo dire che le nozioni di antropologia (sull'abbandono scolastico e sulle cause dell'insuccesso di alcuni alunni), pedagogia (sull'inclusione degli alunni disabili nel gruppo classe) e psicologia (sul rapporto tra insegnante e allievi), oltre al corso di metodologia didattica, sono risultate utilissime e, parlo a titolo personale, hanno migliorato il mio modo di insegnare. Non vedo quindi lo scandalo nel richiedere il conseguimento dei 24 crediti per chi ha esperienza pluriennale: non è detto che chi insegni da più di tre anni abbia, come dici tu, un approccio più sereno con gli allievi rispetto ad un neolaureato (anzi, mi è capitato a volte il contrario...).
L'esperienza sul campo penso che comunque sarà valorizzata, nel senso che a chi avrà svolto tanti anni di supplenze sarà riconosciuto un punteggio maggiore al concorso (ma così è sempre stato). Quanto ai 24 cfu come requisito per l'ammissione al concorso, mi sembra giusto valorizzare chi ha investito tempo e soldi per ottenere queste certificazioni.  

Io non ho parlato di nessuno scandalo; semmai facevo notare che l'esperienza sul campo (che significa imparare lavorando, nel contesto in cui si lavora, non certo parola vuota) fosse un tantino messa da parte per dare spazio invece alla importanza della formazione slegata perà dall'insegnamento in concreto.
Come dici tu stesso, a te quegli studi ulteriori sono risultati utili a livello personale, perché evidentemente tu sentivi la necessità di fare le cose al meglio quindi in un certo senso confermi la mia idea di insegnante scrupoloso che approfitta di ogni occasione per migliorarsi.
Ma il punto è: sono davvero necessari per accedere al concorso? Perché di cambiamenti ne stiamo vedendo tanti da decenni, e su questo ho i miei dubbi.
Che vengano valorizzati attraverso un maggior punteggio sono stata io stessa la prima a considerarlo, però mi pare che di questo passo si arrivi invece a non valorizzare più l'esperienza lavorativa vera e propria, e in questo sì trovo una ingiustizia enorme. E sia chiaro: io non ho molta esperienza, ma penso soprattutto a chi lavora da molti anni e finisce come lo scarto di un lavoro che è stato utilissimo finché serviva, e poi messo da parte, e si accontenti di risicate percentuali...non mi sembra un modo positivo di procedere ma solo un ennesimo pasticcio, se così faranno.
La formazione dei docenti può avvenire certamente in itinere, come dici tu, e quindi si potrebbe attuare un sistema in base al quale questi 24 cfu potrebbero essere acquisiti dopo il concorso/durante l'anno di prova o come corsi di aggiornamento professionali, obbligatori. Occorre a mio avviso, tuttavia, considerare la situazione di chi ha investito tempo e soldi (non parlo per me su quest'ultimo punto, ma penso a chi ha fatto reali sacrifici per pagare l'iscrizione e i libri di testo) per ottenere i 24 cfu. Ricordo che i 24 cfu erano un requisito obbligatorio in base ad una legge dello Stato: ci si lamenta spesso del fatto che i nuovi ministri dell'istruzione cambino le regole sul reclutamento appena insediati, ora questo requisito è stato mantenuto e non vedo dove sia il problema. Non acquisire i 24 cfu nella speranza che il nuovo governo cambiasse le regole sull'accesso ai concorsi, come ha fatto qualcuno (anzi, più di uno) che conosco di persona (e non certo per motivi economici...), non mi sembra corretto nei confronti di chi si è impegnato e ha svolto questo percorso.
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Davidestoria



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Sab Nov 03, 2018 2:22 pm

sempreconfusa1 ha scritto:

Io non ho parlato di nessuno scandalo; semmai facevo notare che l'esperienza sul campo (che significa imparare lavorando, nel contesto in cui si lavora, non certo parola vuota) fosse un tantino messa da parte per dare spazio invece alla importanza della formazione slegata perà dall'insegnamento in concreto.
Come dici tu stesso, a te quegli studi ulteriori sono risultati utili a livello personale, perché evidentemente tu sentivi la necessità di fare le cose al meglio quindi in un certo senso confermi la mia idea di insegnante scrupoloso che approfitta di ogni occasione per migliorarsi.
Ma il punto è: sono davvero necessari per accedere al concorso? Perché di cambiamenti ne stiamo vedendo tanti da decenni, e su questo ho i miei dubbi.
Che vengano valorizzati attraverso un maggior punteggio sono stata io stessa la prima a considerarlo, però mi pare che di questo passo si arrivi invece a non valorizzare più l'esperienza lavorativa vera e propria, e in questo sì trovo una ingiustizia enorme. E sia chiaro: io non ho molta esperienza, ma penso soprattutto a chi lavora da molti anni e finisce come lo scarto di un lavoro che è stato utilissimo finché serviva, e poi messo da parte, e si accontenti di risicate percentuali...non mi sembra un modo positivo di procedere ma solo un ennesimo pasticcio, se così faranno.
Io aspetterei a dire che l'esperienza non sarà valorizzata. Quando uscirà il bando, si potrà capire il reale punteggio attribuito a chi ha svolto anni di supplenze. A me sembra che in tutti i concorsi, finora, si siano dati punteggi superiori ai candidati con più annualità di servizio.
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Sab Nov 03, 2018 3:38 pm

Dec ha scritto:
ororosa230 ha scritto:
o gli si permetteva di fare percorsi tipo Pas (nessuno obiettò, ai tempi, evidentemente era cosa buona e giusta)

Ah no? Io mi ricordo discussioni feroci sul forum, a cui ho partecipato io stesso.

Questo non lo so, ai tempi non ero iscritta al forum. Ad ogni modo parlo di colleghi con cui avevo parlato ai tempi. Sembrava una buona soluzione.
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ororosa230



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Sab Nov 03, 2018 3:40 pm

[quote="Davidestoria"][quote="sempreconfusa1"]
Davidestoria ha scritto:
Non acquisire i 24 cfu nella speranza che il nuovo governo cambiasse le regole sull'accesso ai concorsi, come ha fatto qualcuno (anzi, più di uno) che conosco di persona (e non certo per motivi economici...), non mi sembra corretto nei confronti di chi si è impegnato e ha svolto questo percorso.


E credo che questa convinzione sia stata proprio alla base della spocchia con cui molti si erano approcciati al percorso.
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Dec
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Sab Nov 03, 2018 4:29 pm

Davidestoria ha scritto:
A me sembra che in tutti i concorsi, finora, si siano dati punteggi superiori ai candidati con più annualità di servizio.

A partire dal concorso 2016. Fino al 2012 non era così.
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Davidestoria



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Dom Nov 04, 2018 8:54 am

Dec ha scritto:
Davidestoria ha scritto:
A me sembra che in tutti i concorsi, finora, si siano dati punteggi superiori ai candidati con più annualità di servizio.

A partire dal concorso 2016. Fino al 2012 non era così.
Quindi fino al 2012 non si attribuiva alcun punteggio per gli anni di servizio?
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Dec
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Dom Nov 04, 2018 10:52 am

Esatto. C'è da dire che c'erano ovunque anche le Gae, in cui invece il servizio era valorizzato; quindi la logica era: la metà dei posti a chi aveva il servizio e la metà a chi, pur senza servizio, si dimostrava più bravo nelle prove del concorso. Che poi funzionasse è un altro discorso, ma le giustificazioni che venivano portate erano queste.
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Eddy7

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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Lun Nov 05, 2018 4:52 pm

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/05/docenti-dalla-sanatoria-per-le-maestre-al-concorsone-per-prof-le-prossime-tappe-per-le-assunzioni-spazio-pure-il-sostegno/4737887/

Nell'articolo sopra si parla del nuovo concorso per laureati, riporto questo:

"Presto per dire dunque quando il nuovo meccanismo verrà effettivamente messo in pratica: il bando potrebbe arrivare solo nel 2019, quindi si può immaginare un nuovo concorsone nel giro di un paio d’anni, con le relative assunzioni a partire dall’anno scolastico 2020/2021 (nel migliore dei casi)."

Non vi sembrano un po' lunghi i tempi?

Addirittura ho visto che la mia Università ha messo ulteriori appelli a Gennaio 2019 per chi non avesse ancora acquisito tutti i 24 crediti formativi...e del rilascio della certificazione finale non se ne parla....
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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Lun Nov 05, 2018 5:42 pm

Unich ha rilasciato la certificazione finale da settembre in poi. E sembra che voglia anche bandire un nuovo Pef. Non so di quale università parli tu...
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valecavri



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MessaggioTitolo: Re: Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?   Lun Nov 05, 2018 5:50 pm

Buonasera a tutti...

Qualcuno si sta informando per i 24 cfu delle classi di concorso nelle Accademie di Belle Arti? Io mi sto informando presso la mia vecchia Accademia e presso Eiform (avevo fatto un Master e se sono ancora validi dovrei integrare un solo esame).

Però ho notato che i nomi e le sigle dei corsi, a parte Antropologia culturale,  sono diversi tra Accademia (più specifica sull'arte) e Università private (che offrono corsi in generale su Pedagogia).

Magari per avere la certezza bisognerà aspettare il bando ma c'è qualcuno che li ha già acquisiti per l'ambito 01 (ex a028, a025 e a021)? Quale avete scelto?
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Bussetti: percorsi abilitanti per docenti di terza fascia; che fine fanno i 24 CFU?
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