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 Un'insegnante può essere costretta a lasciarsi videoregistrare?

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determinato



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MessaggioTitolo: Un'insegnante può essere costretta a lasciarsi videoregistrare?    Mer Set 12, 2018 10:37 pm

In una scuola serale ci sono molti studenti lavoratori e molti studenti con figli.

1) La scuola può costringere gli insegnanti a farsi riprendere da una videocamera in modo da permettere agli alunni che non possono recarsi a scuola di seguire da casa?
2) La scuola può costringere gli insegnanti a videoregistrare le lezioni e a caricarle su internet in modo che gli alunni possano utilizzarle per ripassare?
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*monià*



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MessaggioTitolo: Re: Un'insegnante può essere costretta a lasciarsi videoregistrare?    Dom Set 16, 2018 10:26 am

1)gli alunni che si assentano non penso abbiano questo diritto, pero', poiché a volte lo richiedono gli alunni con DSA, soprattutto se inserito nel PDP, penso ci debba attivare. Per evitarlo, io un anno creai video lezioni che condivisi. Sì, ci vuole tempo, ma il materiale poi lo riutilizzi.
2) se non c'è un progetto specifico, non credo.
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determinato



Messaggi : 279
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MessaggioTitolo: Re: Un'insegnante può essere costretta a lasciarsi videoregistrare?    Dom Nov 04, 2018 10:46 pm

Appena sono intervenuti i sindacati, non solo è cessato tutto, ma addirittura il dirigente ha negato l'evidenza dicendo che si era trattato di un'iniziativa presa a sua insaputa da alcuni docenti.
Ha infatti avuto paura di ricevere una denuncia penale, considerando che ci sono diverse sentenze emesse da vari tribunali secondo le quali il dirigente scolastico non può adottare alcun metodo per tracciare l'ora d'ingresso e di uscita dei docenti nella scuola, l'ora d'ingresso e di uscita nelle singole classi e la durata delle lezioni. E le videocamere e le registrazioni potrebbero servire anche a questo scopo, considerando che, se ad esempio l'insegnante entrasse in aula con 15 minuti di ritardo, la videoregistrazione della lezione non durerebbe 60 minuti bensì soltanto 45 minuti. A nulla vale la soluzione di adottare una password da consegnare ai soli studenti perché il dirigente potrebbe comunque ottenerla chiedendola agli stessi studenti o al sistemista.
Inoltre il garante della privacy ha ribadito più volte che l'unica ipotesi di videosorveglianza scolastica da ritenersi lecita riguarda la finalità di tutela dell'edificio scolastico e dei beni scolastici da atti vandalici.
Recentemente è stata approvata da un solo ramo del parlamento una legge che permette la videosorveglianza solo ed esclusivamente negli asili e nelle scuole dell'infanzia. Posto che non sia dichiarata incostituzionale, questa legge prevederà tuttavia che le videoregistrazioni possano essere visionate soltanto dalle forze dell'ordine.
Nelle scuole primarie e secondarie non possono essere inserite videocamere in classe, né adesso e né dopo questa legge. Qualsiasi  tentativo da parte del dirigente scolastico di violare questa regola va prontamente denunciato. È bene tener presente che oltre che per tracciare inizio, fine e durata della lezione il vostro dirigente potrebbe usare queste telecamere per spiare il vostro metodo didattico, cosa ancor più pericolosa per coloro che stanno facendo il periodo di prova del terzo anno FIT.
Pensate poi quel che potrebbero fare i genitori se per caso alzaste la voce con il loro figlio 'educatissimo'. O se vi scappasse di dire che un alunno è DSA con la videocamera accesa... Già non si possono più inserire le iniziali degli alunni DSA nei verbali dei consigli di classe per privacy. Figuriamoci se vi scappasse di dire davanti la videocamera: "tu potrai utilizzare le mappe concettuali perché DSA". Se quel video diventasse virale  potreste rischiare anche una denuncia penale. E se in classe accadesse qualche incidente state pur certi che sia le forze dell'ordine che l'assicurazione della scuola pretenderebbero di vedere la registrazione video...
E poi occhio agli alunni più smaliziati perché potrebbero fare videomontaggi con spezzoni tratti da quei video e caricarli su internet.
E state pur certi che, nel momento in cui non sarete più insegnanti di quella scuola, il dirigente scolastico non muoverà neanche un dito per chiederne la rimozione. Tutte le spese saranno a vostro carico.
Vi faccio poi notare che se queste videolezioni, sia registrate che in diretta live, passassero per un server situato al di fuori dell'Unione Europea per il dirigente scolastico le cose si farebbero ancora più complicate. In Italia c'è una legge che ad esempio impone ai call center di specificare agli utenti che la telefonata finirà fuori dai confini dell'Unione Europea e se l'utente non si fida del sistema di protezione della privacy di quel Paese può chiedere di parlare con un interlocutore dell'Unione Europea.
È bene ricordare che un datore di lavoro non può per nessun motivo chiedere ai dipendenti di fare qualcosa di illegale, neanche su base volontaria.
In questa scuola si stava valutando anche l'ipotesi di mettere la presenza agli alunni assenti fisicamente ma presenti in videoconferenza.
Cosa assolutamente proibita, considerando che in Italia esistono le università telematiche ma non esistono le scuole telematiche.
Un titolo di studio così assegnato rischierebbe di essere privo di valore legale.
La legge prevede un numero minimo di presenze e coloro che non possono essere presenti fisicamente possono soltanto prepararsi privatamente e presentarsi agli esami di idoneità oppure direttamente ai preliminari degli Esami di Stato come candidati esterni, con una tabella di assegnazione crediti diversa da quella dei candidati interni e soprattutto la necessità di prendere almeno la sufficienza in tutte le materie, contrariamente a quanto accade per i candidati interni.
Qualsiasi tentativo di aggirare queste regole va prontamente denunciato altrimenti si correrebbe anche il rischio di passare come complici. Questo trucchetto per 'gonfiare' il numero di presenze non è ammesso neanche nelle scuole paritarie, figuriamoci in quelle statali...
Se proprio un dirigente ritenesse utile far produrre delle videolezioni per poter essere utilizzate dagli alunni per ripassare potrebbe indire un bando per la produzione di videolezioni, da realizzarsi senza alunni e al di fuori dell'orario scolastico.
Il contratto dovrebbe ovviamente avere riferimenti diversi dal CCNL Scuola, non contemplando quest'ultimo la produzione di audiovisivi.
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