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 Scuola tremenda e aspettativa

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Nashef



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MessaggioTitolo: Scuola tremenda e aspettativa   Gio Set 27, 2018 1:30 pm

Promemoria primo messaggio :

Salve, sono al mio secondo anno di ruolo, in AP in una secondaria di secondo grado. È una scuola tremenda, un vero Bronx, in cui il clima psicologico è difficilmente sostenibile. Ho cominciato da poco ma sto già sperimentando diverse tensioni. Non è una scuola adatta a me, una delle peggiori della provincia. Per ora vado avanti, ma se per assurdo dovessi rendermi conto che il clima della scuola è per me insostenibile, potrei chiedere aspettativa per tutelarmi? So che non sarebbe retribuita e che il punteggio di quest'anno non varrebbe. Potrebbero non concedermela? Lo chiedo in via ipotetica.


Ultima modifica di Nashef il Gio Set 27, 2018 8:26 pm, modificato 1 volta
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Nashef



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Ven Set 28, 2018 2:55 pm

Certo, Arrubiu, come ti dicevo uno ci prova a distanza di tempo. Solo una volta dentro può giudicare. Prima sono ragionamenti astratti.
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Stefania Biancani



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Ven Set 28, 2018 3:34 pm

E' vero, Nashef, solo una volta dentro si può capire. A tutti all'inizio è capitato di fare errori, a volte anche madornali.

Vediamo il lato positivo: che cosa hai imparato da questa esperienza? Che, come ti aveva suggerito Arrubiu (e non solo lui) non bisogna MAI fare i calcoli sulle altre persone, ma solo su noi stessi.

In fase di mobilità, ordinaria o annuale, occorre mettersi a tavolino e ragionare con attenzione sulle proprie esigenze, mettendole in ordine di priorità:
se la priorità è rientrare in provincia si potrà inserire la preferenza sintetica a fine domanda. In questo caso, anche se si otterrà una scuola difficile, scomoda o su più sedi ci si potrà ritenere soddisfatti, perché la priorità è rientrare in provincia.
Se invece la priorità è finire in un liceo si indicheranno solo licei, nella provincia di residenza ed in quelle limitrofe. In questo caso, anche se si otterrà l'ultimo dei licei indicati, quello che ci costringe a pagare un affitto, quello con il sabato a scuola, quello talmente scomodo da potere rientrare a casa solo ogni due-tre settimane, ci si potrà ritenere soddisfatti.
Se poi la priorità è esclusivamente quella di finire nel migliore liceo della provincia, che è pure comodo rispetto alla propria abitazione, si indicherà solo quello... e con ogni probabilità, salvo un colpo di fortuna sfacciata, non si otterrà il movimento per diversi, molti anni.

Tieni duro e cerca di dare il meglio di te stesso: l'errore è stato tuo, è evidente che sei alle prime armi. Vivila quindi come esperienza di crescita, chissà che tu non riesca a trarne qualcosa di positivo. Sapessi le ossa che si sono fatte tanti colleghi che scrivono qui...
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Nashef



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Ven Set 28, 2018 3:49 pm

Grazie. Io sinceramente non credo sia stato un errore, perché non potevo prevedere cosa sarebbe successo. Intendo dire che, qualora mi fossi trovato nella scuola in cui attualmente lavoro, le cose sarebbero potute andare diversamente rispetto alla mia precedente esperienza. Niente è detto. Ci sono stati dei rimpasti ma sto riscontrando - adesso - che la sostanza è quella. Questo lavoro è un'alchimia misteriosa e solo entrando in classe le carte vengono scoperte.
Certamente è la mia prima AP. Non ho ottenuto il trasferimento. Non volevo stare un altro anno fuori provincia dove in fin dei conti mi ero ambientato, soprattutto per evitare i disagi che ciò mi ha comportato. Nella mia domanda di AP ho inserito prima i licei, anche quelli che mi avrebbero costretto a tragitti più lunghi (come quello che desideravo) ma purtroppo non li ho avuti. Dopo i licei, ho messo questa scuola perché era la più vicina a me rispetto ad altre sedi altrettanto tremende. Non l'ho inserita perché ero certo di non averla in AP, anche se speravo di non averla. Sapevo che i calcoli potevano non funzionare. D'altro canto l'anno scorso ero già stato al professionale. Ci si prova, si fa un tentativo nel professionale vicino casa (senza sapere in anticipo se la sede sarà quella o meno) dopo qualche anno di distanza e di esperienza accumulata, piuttosto che tornare nel professionale fuori provincia.
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Nashef



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Mer Ott 17, 2018 9:23 pm

La norma secondo cui in caso di rientro del titolare dopo il 30 aprile e dopo almeno 150 giorni di assenza (in classi non terminali) il supplente conserva le classi fino al termine delle lezioni vale anche in caso di aspettativa? I 150 giorni riguardano l'assenza del titolare o il contratto del supplente? In caso di rientro del titolare dopo il 30 aprile, il periodo compreso tra il rientro e il 31/8 contribuisce a determinare i 180 giorni di servizio (sommati ad altri periodi di lavoro dello stesso anno scolastico)?
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Dec
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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Gio Ott 18, 2018 4:13 pm

Sì, vale anche in caso di aspettativa.
Riguardano l'assenza del titolare.
Penso di sì per quanto riguarda i 180 giorni.
Ma sei sicuro che rientrare a disposizione sia meglio che rimanere nelle tue classi?
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Nashef



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Gio Ott 18, 2018 5:34 pm

Grazie mille Dec. Sto ancora parlando in via ipotetica, più che altro mi sto informando sulle alternative. La situazione sta diventando difficilmente sopportabile, almeno per me. Le mie classi sono perlopiù tremende. Se si rientra a disposizione dopo il 30/4 rimane un mese abbondante di scuola; al massimo ti faranno fare sostituzioni (altrettanto tremende, ma è un mese) o ti coinvolgeranno in qualche progetto. Se uno va in aspettativa e torna sul finire dell'anno scolastico (metti entro fine aprile), non ha senso riprendere le classi dopo un'assenza prolungata. Si rientra per rendere valido l'anno scolastico.
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Dec
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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Sab Ott 20, 2018 2:48 pm

Comunque se torni prima del 30/04, che abbia senso o meno, devi riprendere le tue classi.
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Nashef



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Sab Ott 20, 2018 9:15 pm

Infatti, l'ho scritto per questo: è possibile riprendere le proprie classi solo rientrando prima del 30/4. Mi sono espresso male. Intendevo dire che converrebbe rientrare dopo questo spartiacque, altrimenti non avrebbe senso, né per me né per gli studenti.
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gugu

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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Sab Ott 20, 2018 9:21 pm

Capisco poco la scelta.
Se è una scuola già conosciuta è chiaro non può essersi trasformata in due anni; si tratta certamente di un professionale visto che ti muovi sulla A018.
Chiedere un'aspettativa per meri motivi di gestione mi pare una scelta molto debole, posto che potrai trovare in futuro anche scuole peggiori. Mi pare che ad oggi tu non abbia trovato alcuna soddisfazione da questo lavoro, prima perché la scuola era lontana, poi perché pensavi di finire su tre scuole, ora perché le classi non ti piacciono. Sei sicuro di aver fatto la scelta giusta ad intraprendere questo lavoro? Un ruolo al liceo potrebbe arrivare anche tra molti anni.
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Nashef



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Lun Ott 22, 2018 7:56 am

Questo lavoro mi ha dato soddisfazioni ed insoddisfazioni. Mi sono chiesto molte volte se fosse il lavoro giusto, ma per il momento non ho piani B né è questo il senso del topic che ho aperto. Ti ringrazio per aver letto i miei post precedenti ma di certo non è possibile dedurre la mia carriera da quelli. Non si tratta di meri motivi di gestione, ma di un ambiente deleterio, almeno per la mia persona.


Ultima modifica di Nashef il Lun Ott 22, 2018 5:06 pm, modificato 1 volta
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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Lun Ott 22, 2018 12:19 pm

Nashef, se può essererti di conforto, sappi che il tuo non è un caso isolato, anzi.
Mi deprimono le risposte che ti suggeriscono di “adeguarti” e di cercare di sopravvivere e quell che ti dicono di stare più attento la prossima volta nella scelta delle sedi. Ma la scuola non dovrebbe essere il santuario dell’educazione e della formazione?! Pertanto è per sua stessa natura scuola inclusiva, dove  pero’il termine inclusivo è stato ultimamente figurato come tutti possono stare nelle aule di una scuola qualsiasi cosa facciano.Siamo il Paese che si piazza estasiato davanti ai televisori, come se si trattasse dell'evento epocale, per sbirciare chi si fa le canne  o mostra i deretani su isole dei famosi o affini. Siamo il Paese dove gli spettacoli televisivi e radiofonici prevedono, nella scaletta del programma, l'urlo e l'offesa; nel dibattito l'avversario non va contrastato ma umiliato, altrimenti l'attenzione del pubblico scema, gli ascolti si abbassano, gli sponsor si ritirano. Siamo il Paese nel quale un allenatore di football dà del frocio ad un suo collega tra applausi scroscianti. Siamo sempre il Paese nel quale una trasmissione televisiva manda in onda le immagini del più illustre dei critici d'arte mentre defeca e qualche storico dell'argomento ricorda Piero Manzoni e la sua scatolina di latta contenente merda d'artista. Siamo il Paese degli sfollati e dei terremotati nei secoli dei secoli.
Siamo questa roba qui e altro ancora, sono saltate tutte le marcature, il principio di rispetto è scaduto come il latte fresco, l'educazione civica, non soltanto come materia di studio a scuola, è una memoria antica che viene narrata dai nonni. La teppaglia di Lucca e simile si adegua e si diffonde, le immagini diventano virali, aggettivo che una volta riguardava soltanto le infezioni ma oggi fa tendenza, circola liberamente, diverte addirittura. E soprattutto quei ragazzi vanno capiti, ascoltati, perdonati. È opportuno conoscere i retroscena, ha spiegato uno dei tanti docenti del «nulla detto», con tono di chi ha paura di se stesso. Effettivamente esiste un retroscena: è quello della deriva che non parte dal basso ma arriva dall'alto.
La vera rivoluzione che dovrebbero portare avanti i docenti, nei confronti di questi governi sordi, non è quella di aumentare le immissioni in ruolo, non è quella di suggerire ai colleghi più “sfortunati” come sopravvivere. La vera rivoluzione è quella d fare capire a tutti che la società si fonda sulla sua scuola è che il diritto allo studio non prescinde dal dovere di studiare. 
Nella scuola tuttii ci devono vivere in modo sereno, tutti. 
I docenti dovrebbero iniziare a lottare seriamente per questo e non limitarsi solo a suggerire come sopravvivere.
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Nashef



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Lun Ott 22, 2018 1:48 pm

Ho aperto questo topic solo per avere informazioni tecniche su come fare per chiedere aspettativa in via ipotetica e si è aperto un gran dibattito. Ti ringrazio Giobbe per il tuo intervento. Come ho detto sopra, io non sono un domatore o un gendarme e non solo non sono capace di fare questo tipo di lavoro, ma non mi interessa. L'anno scorso lavoravo perlopiù in classi del professionale ed ho svolto un buon lavoro (erano fattibili), anche se c'era il problema della distanza da casa con relativo affitto. Quest'anno sono rientrato, ma purtroppo lavoro in una struttura che della scuola non ha che il nome. Ci ho provato anche se la conoscevo, perché sono passati 5 anni e credevo che alcune cose fossero cambiate. Non è così. Peraltro credevo di non finire in questa scuola, ma sono cose già dette. Io non so ancora cosa farò, ma in primis metterò il mio equilibrio psicofisico.


Ultima modifica di Nashef il Lun Ott 22, 2018 5:02 pm, modificato 2 volte
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prof.2015



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Lun Ott 22, 2018 3:38 pm

"Il diritto allo studio non prescinde dal dovere di studiare" lo scriverei a caratteri cubitali all'ingresso di ogni istituto... Giobbe da oggi hai un seguace a pardon....un follower....in piu'.

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giobbe



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Lun Ott 22, 2018 5:45 pm

Nashef ha scritto:
Ho aperto questo topic solo per avere informazioni tecniche su come fare per chiedere aspettativa in via ipotetica e si è aperto un gran dibattito. Ti ringrazio Giobbe per il tuo intervento. Come ho detto sopra, io non sono un domatore o un gendarme e non solo non sono capace di fare questo tipo di lavoro, ma non mi interessa. L'anno scorso lavoravo perlopiù in classi del professionale ed ho svolto un buon lavoro (erano fattibili), anche se c'era il problema della distanza da casa con relativo affitto. Quest'anno sono rientrato, ma purtroppo lavoro in una struttura che della scuola non ha che il nome. Ci ho provato anche se la conoscevo, perché sono passati 5 anni e credevo che alcune cose fossero cambiate. Non è così. Peraltro credevo di non finire in questa scuola, ma sono cose già dette. Io non so ancora cosa farò, ma in primis metterò il mio equilibrio psicofisico.
I docenti non devono essere dei domatori, si parte male solo a pensarlo.
Che i docenti sappiano fare anche i domatori qualcuno lo pretende, altri lo auspicano. 
Se ai docenti venisse ridato il prestigio sociale e le stesse armi di una volta non si pretenderebbero solo docenti leoni perché anche il belato di una pecora sarebbe rispettato.
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Nashef



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Lun Ott 22, 2018 6:29 pm

A me, al di là delle metafore animalesche o militaresche, interessa essere un insegnante che lavora in un contesto in cui ciò sia possibile. In ogni caso ho capito il senso del tuo intervento.
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Cozza

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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Lun Ott 22, 2018 7:20 pm

prof.2015 ha scritto:
"Il diritto allo studio non prescinde dal dovere di studiare" lo scriverei a caratteri cubitali all'ingresso di ogni istituto... Giobbe da oggi hai un seguace a pardon....un  follower....in piu'.

Giobbe qui ci ha dato una bella strigliata che è impossibile non sottoscrivere e ricevere accusando il colpo.
ciò premesso...
è anche vero che quando si tratta di scuola ancora in obbligo scolastico, vissuta quindi dagli alunni non per libera scelta ma per imposizione, i tempi moderni e il sistema scuola, tutto, l'hanno trasformata in una vera e propria azienda che deve badare anche, orrore orrore, alla soddisfazione del cliente.
E...signori miei...inutile sottolinearlo: ma se il cliente da noi proprio non ci sarebbe mai venuto, fosse stato nella condizione di scegliere autonomamente... in casi simili appunto la soddisfazione è pura utopia.
Ecco che entrano in gioco anche i vari e tanto odiati "valori aggiunti".
Non basta più essere un docente preparato, consapevole, pronto alla ripetizione ove necessario, essere dotati di normale pazienza e umana volontà di far bene il proprio lavoro.
I valori aggiunti sono quelli che fanno la differenza e no, Giobbe, no, non li hanno tutti e se secondo te non è necessario che tutti i docenti li abbiano...io invece un pochino, a bassa voce, dissento.
Troppo spesso ho visto colleghi bravissimi ma incapaci di trattenere l'attenzione di una platea che a volte, pur senza richiedere il domatore, magari semplicemente tendeva all'abbiocco (causa oratoria effettivamente soporifera).
Troppo spesso ho visto colleghi bravissimi nella loro materia ma totalmente incapaci di esprimersi in un italiano comprensibile (e qui leggetela un po' come volete: si va dal parlar talmente forbito e ricchissimo di terminologie desuete da risultare anacronisticamente affine alla totale incomunicabilità, a chi invece abbassando decisamente troppo il livello e volendo, forsechissà, accorciare le distanze tra discente e docente faceva letteralmente "uscire i libri dallo zaino").
Lo vado dicendo da sempre: il nostro è un lavoro meraviglioso con i suoi pro e i suoi contro...ma come tanti altri lavori non è davvero per tutti e, come ha già ben notato Nashef, non tutti i posti di lavoro son perfetti per tutti i docenti.
Quindi...bene fare un buon esame di coscienza, bene valutare la possibilità di stringere i denti e tirare, per quest'anno, alla sopravvivenza...ma bene anche valutare il trasferimento, il congedo e perché no...anche prendere in considerazione un eventuale piano B.
i licei son pochi e, mi dicono, ormai anche il liceo non garantisce sempre quel livello medio alto di frequentatori che assicureranno educazione, serietà e impegno permettendo così annate esaltanti o anche solo gradevolmente piacevoli.
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Nera



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MessaggioTitolo: Re: Scuola tremenda e aspettativa   Lun Ott 22, 2018 8:12 pm

Anche io insegno in un professionale e ho fatto questa considerazione: gli insegnanti sono l'unica categoria di lavoratori che per poter svolgere il proprio lavoro deve combattere giornalmente una battaglia contro chi non glielo vuole far fare (gli alunni). Penso che questo sfiancherebbe chiunque. Tra l'altro non si pretende di trovare chissà quale livello, ma di trovare un minimo di buona educazione e di regole di convivenza civile anche da parte di chi sui banchi proprio non ci vuole stare.
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