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 Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione

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Lenar_



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MessaggioTitolo: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 7:38 pm

Scuola secondaria di secondo grado. Ragazzo multiproblematico, ADHD con DOP, ma senza alcuna diagnosi che interessi l'ambito cognitivo. Si rifiuta di prendere parte alle lezioni di educazione fisica, adducendo la ragione che lui, essendo maggiorenne, può "firmarsi le giustifiche". Prende comunque parte alle lezioni teoriche dove, per altro, ottiene buoni voti. Convocata la mamma salta fuori che il rifiuto a fare attività in palestra nasce dal rifiuto di condividere uno spazio "non pulito" con ragazzi di colore...
Che fare? Venire incontro all'evidente deficit psicologico del ragazzo, implicitamente giustificando il suo pregiudizio razziale oppure richiedergli comunque di prendere parte alle attività in palestra pur sapendo che tale richiesta significa esercitare quella che lui interpreterebbe come una violenza alla quale potrebbe rispondere in maniera incontrollabile?

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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 7:47 pm

Quel tipo di "motivazione" non c'entra nulla con il deficit psicologico.
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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 7:48 pm

[color:3b5b=#ffffff] [/color]


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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 8:03 pm

[quote:e501="Lenar_"]Scuola secondaria di secondo grado. Ragazzo multiproblematico, ADHD con DOP, ma senza alcuna diagnosi che interessi l'ambito cognitivo. Si rifiuta di prendere parte alle lezioni di educazione fisica, adducendo la ragione che lui, essendo maggiorenne, può "firmarsi le giustifiche". Prende comunque parte alle lezioni teoriche dove, per altro, ottiene buoni voti. Convocata la mamma salta fuori che il rifiuto a fare attività in palestra nasce dal rifiuto di condividere uno spazio "non pulito" con ragazzi di colore...
Che fare? Venire incontro all'evidente deficit psicologico del ragazzo, implicitamente giustificando il suo pregiudizio razziale oppure richiedergli comunque di prendere parte alle attività in palestra pur sapendo che tale richiesta significa esercitare quella che lui interpreterebbe come una violenza alla quale potrebbe rispondere in maniera incontrollabile?

[/quote]

Convocate i genitori degli alunni maggiorenni?

Annamo bene.

In che senso " potrebbe rispondere in modo incontrollabile"?

Temi che potrebbe picchiare l' insegnante?



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Paddington



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 8:04 pm

Parliamo di una persona maggiorenne, capace di intendere e volere, responsabile delle sue azioni.
Punto.
Chiamare la mamma è giuridicamente equivalente al preside che per rimproverarti di un ritardo si mettesse a chiamare TUA mamma.
Lascialo perdere.il tuo obbligo si limita a segnare se partecipa alle lezioni oppure no. Chiamare la madre di un maggiorenne fa ridere, lo fai per rendere partecipe la madre, per farle un favore
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Scuola70



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 8:40 pm

Scusa, ma che cosa c'entra il fatto di essere ADHD con la motivazione secondo cui lui non vuole avere a che fare con ragazzi di colore in palestra? Si chiama RAZZISMO, ed è un razzismo consapevole visto che è maggiorenne, non c'entra nulla con DOP, ADHD e amenità simili. Forse il razzismo non è il vero motivo, magari la vera razzista è la madre ed allora lui per compiacerla si giustifica così, ma forse non vede il senso di fare sport e attività fisica e preferisce semplicemente non farla perché non gli piace, questa motivazione razziale non mi convince molto sinceramente, non regge perché allora se non vuole avere a che fare con ragazzi di colore dovrebbe rifiutarsi di stare anche in classe con loro, o no?
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 8:47 pm

Ma non potete limitarvi a schioccargli una bella insufficienza in scienze motorie (pienamente giustificata dal fatto che fa troppe assenze, che esce dalla palestra senza permesso, che si rifiuta di svolgere le attività richieste e che si sottrae alle verifche), e festa finita? E magari avere anche il coraggio di lasciargli l'insufficienza a fine anno, rendendolo (probabilmente) l'unico caso in tutta la scuola di rimandato in educazione fisica? Il fatto che abbia preso voti sufficienti nelle prove teoriche non basta, se c'è tutta una parte sostanziale del lavoro che lui si rifiuta di fare.
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baustelle



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 8:57 pm

infatti, a meno che la diagnosi non preveda una qualche ricaduta sulla pratica di scienze motorie, cosa che non credo, se non partecipa alle lezioni avrà una grave insufficienza. Se non la vuole avere verrà a patti con la realtà.
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lucetta10



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 9:27 pm

Chi se lo ricorda "Svastichella"? Entrava e usciva dal carcere per diversi reati tra cui simpatiche aggressioni all'arma bianca a coppie gay, anche lui aveva la sua "certificazione". In questo casi mi viene sempre in mente lui
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paniscus_2.1



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 9:37 pm

[quote:4b48="Paddington"]Parliamo di una persona maggiorenne,  capace di intendere e volere,  responsabile delle sue azioni.
Punto.
Chiamare la mamma è giuridicamente equivalente al preside che per rimproverarti di un ritardo si mettesse a chiamare TUA mamma.
Lascialo perdere.il tuo obbligo si limita a segnare se partecipa alle lezioni oppure no. Chiamare la madre di un maggiorenne fa ridere,  lo fai per rendere partecipe la madre,  per farle un favore [/quote]

Già, sarebbe ovviamente da intendere così, se non fosse che (data la variabilità assoluta e imprevedibile della giurisprudenza in materia) esiste il rischio concreto che, in caso di insufficienze e bocciature, qualche famiglia di studente maggiorenne faccia ricorso con la motivazione che "la scuola non aveva fatto abbastanza per informare la famiglia" dei risultati negativi del figlio.

Ed esiste il rischio concreto che lo vinca pure... se capita tra le mani dello stesso genere di giudici che "condannano" i genitori a mantenere a oltranza un figlio di 30 anni che non lavora e che ci sta impiegando 12 anni a prendersi una laurea triennale che, come dice la parola, ne prevedeva tre.

Io sarei pure favorevole al diritto all'emancipazione totale dello studente maggiorenne dentro la scuola, solo se però i rapporti scuola-famiglia fossero normati in maniera coerente anche in tutto il resto.

Per cui, a partire dal giorno del 18esimo compleanno, abolizione totale dei colloqui coi genitori, divieto di candidatura come rappresentanti dei genitori in consiglio di classe o di istituto, e dedadenza immediata dall'incarico per quelli che lo erano già.

Se non si ammette questo, è inutile prendersela solo con la convocazione per motivi disciplinari...
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franco71



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptyVen Feb 01, 2019 11:15 pm

[quote:2064="paniscus_2.1"]Ma non potete limitarvi a schioccargli una bella insufficienza in scienze motorie (pienamente giustificata dal fatto che fa troppe assenze, che esce dalla palestra senza permesso, che si rifiuta di svolgere le attività richieste e che si sottrae alle verifche), e festa finita? [b]E magari avere anche il coraggio di lasciargli l'insufficienza a fine anno, rendendolo (probabilmente) l'unico caso in tutta la scuola di rimandato in educazione fisica?[/b] ...[/quote]
Accadde ieri:
https://livesicilia.it/2016/06/15/stessa-classe-stessa-sorte-bocciati-in-educazione-fisica_759308/
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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 12:18 am

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Paddington



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 7:07 am

..edddaie..Parliamo di una persona maggiorenne. E si continua a parlare di genitori.il nostro obbligo risiede nell annotare con scrupolo cosa il ragazzo fa o non fa. Non nel coinvolgere i genitori
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balanzoneXXI



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 10:08 am

Sono d' accordo con l' orsetto. Se fossi il coordinatore mi rifiuterei di informare i genitori di uno studente maggiorenne, il quale , tra l' altro, potrebbe denunciarmi per violazione della privacy. E' piu' probabile che i genitori facciano ricorso e lo vincano contro la bocciatura del loro figliolo minorenne che ha riportato tre sia in greco che in latino.Il giudice potrebbe obiettare che siamo nel xxi secolo e quindi la scarsa conoscenza di anticaglie come le lingue morte non deve compromettere la carriera scolastica di uno studente.Allora che facciamo, diamo la sufficienza a chi non sa un tubo? Capisco che certi dirigenti ormai spingano in questa direzione, ma io non sono d' accordo e se avessi fatto parte di quel collegio docenti che ha decretato il " cinque politico" ,avrei dichiarato la mia contrarieta' , invece di bofonchiare dopo: i genitori hanno diritto di sapere se l' insufficienza di un loro erede e' grave. Lo so, nella terra dei cachi un magistrato di stampo collodiano un giorno potrebbe chiedermi conto di un tre appioppato a un fanciullo che dieci anni dopo ha trucidato la nonna, avendo ravvisato un rapporto di causalita' tra questa traumatizzante valutazione e l' efferato delitto dell' ex virgulto. Ma allora che facciamo? Meglio ,a questo punto chiuderci in casa o andare in giro con gli occhi chiusi e un cane accompagnatore .Si puo' vivere cosi'?Quanto all' esempio di Paniscus, il codice civile prevede che i genitori mantengano i figli finche' non hanno raggiunto l' indipendenza economica, quindi anche per sempre, se quest' ultima non viene raggiunta mai.Cio' premesso, molto dipende dall' interpretazione del singolo giudice.Per esempio , un giudice " pro vitelloni" potrebbe sentenziare che ognuno ha i suoi tempi di apprendimento e quindi i genitori devono continuare a mantenere agli studi il figlio anche dopo che e' entrato nel guinnes dei primati per numero di anni universitari fuoricorso.In ogni caso i genitori sono tenuti a dare gli alimenti al figlio pelandrone vita natural durante.Nel caso in esame , non mi sembra che le leggi prevedano delle deroghe riguardo alla piena responsabilita' civile e penale che si raggiunge con la maggiore eta'. Ho letto di individui condannati all' ergastolo per deltti compiuti all' eta' di 18 anni; se avessero ucciso a 18 anni meno un giorno se la sarebbero cavata con poco( relativamente).

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Paddington



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 11:53 am

...direi con nulla, o almeno cosi verrebbe da pensare a seguito dell incredibile sentenza in capo a quel 17 enne che uccise bruciandolo vivo quel clochard dando fuoco all auto in cui dormiva. "Dai, non lo fare più... fai il bravo d ora in poi "..
Sono altresì rimasto basito e sconvolto apprendendo che, essendo un minore autore del delitto, la famiglia della vittima non ha potuto nemmeno costituirsi parte civile, quindi nemneno un euro di risarcimento.
Oggi c è da aver paura dei minori, avendo contezza che se per caso ne rimaniamo vittime rimarranno impuniti e non sganceranno un centesimo.. il "governo del cambiamento " dovrebbe metter mano al codice penale, invece di sbraitare ogni volta che un criminale viene rilasciato od occuparsi solo dei "porti chiusi" (che nella realtà sono chiusi come le gambe di una pornostar. )
Tornando in tema, concordo e ribadisco quanti segue:
- anche nel caso di sentenze che condannano i genitori a mantenere sul divano fino a 70 anni il pargolo fuori corso dal 1989, nulla viene eccepito circa i diritti del pargolo barbuto. In altre parole , i genitori devono mantenerlo, ma questo non toglie nulla alla condizione di "maggiorenne " del mantenuto, che risponde delle proprie azioni, non deve chiedere a nessuno autorizzazione di ciò che fa, e se un terzo osasse mettere al corrente la sua famiglia incorrerebbe in pesanti violazioni della privacy perseguibili penalmente.
- il ricorso , eventuale, lo fa L ALUNNO MAGGIORENNE A NOME SUO, non di certo la mamma o il papà per suo conto e in loro nome. Da quando ci si può sostituire ad un cittadino maggiorenne nell iniziativa giudiziaria?
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 12:07 pm

Scusate, ma la domanda deriva dal fatto che non insegno alle superiori. Non esistono dunque i colloqui con i genitori in quel grado di scuola?
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Davide

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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 12:13 pm

[quote:c107="sempreconfusa1"]Scusate, ma la domanda deriva dal fatto che non insegno alle superiori. Non esistono dunque i colloqui con i genitori in quel grado di scuola?[/quote]

Esistono certamente, ma sono meno frequenti rispetto alla scuola media, nel senso che meno genitori vanno a ricevimento. Quando lavoravo all'albergiero non avevo quasi mai genitori, se non alcuni di studenti problematici con questioni da risolvere e che non riguardavano prettamente la mia materia. Per i maggiorenni non so se ci sia una regola vera e propria che escluda i genitori dal ricevimento di un ragazzo che ha raggiunto la maggiore età.

Per quanto riguarda la questione del topic:
Non vedo come obbligare un ragazzo, ancor più maggiorenne a fare attività sportiva. Si giudichi il ragazzo tenendo presente la sua sindrome ADHD e DOP (non cose da niente), tenendo presente la parte teorica e quella pratica deficitaria. Essendo un ragazzo certificato con tali sindromi potrebbe essere valutato nella parte teorica e non pratica.
Oltre tutto bisogna calibrare l'importanza della materia in tale percorso di studi.
Si tratta di un liceo sportivo?
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sempreconfusa1



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 12:24 pm

Ah, ok. Dunque è previsto, ma meno necessario.
In questo caso però io avrei comunque comunicato alla famiglia l'accaduto, come leggo anche sopra nel post di paniscus, per informare e anche per  informarsi meglio.
Infatti la risposta della madre serve per meglio definire la posizione della scuola. E questa potrebbe essere quella di annotare che il ragazzo si rifiuta ma, stando a quanto riferisce la madre, lo fa per motivazioni che non afferiscono al disturbo del ragazzo.
In questo caso l'annotazione è più completa, il voto va dato tenendo conto di questo (anche perché nella teoria va bene, il disturbo specifico, a quanto pare, non è di ostacolo in quel caso) e mette al riparo la scuola da eventuali posizioni "ignave" come direbbe giobbe, in queste situazioni. Noi diamo conto di ciò che succede, dando anche una visione il più possibile oggettiva della situazione, senza dover obbligare il maggiorenne a far nulla che non voglia fare. Così credo, anche leggendo tutti gli interventi.
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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 1:09 pm

[quote:cb68="sempreconfusa1"]Ah, ok. Dunque è previsto, ma meno necessario.
In questo caso però io avrei comunque comunicato alla famiglia l'accaduto, come leggo anche sopra nel post di paniscus, per informare e anche per  informarsi meglio.
Infatti la risposta della madre serve per meglio definire la posizione della scuola. E questa potrebbe essere quella di annotare che il ragazzo si rifiuta ma, stando a quanto riferisce la madre, lo fa per motivazioni che non afferiscono al disturbo del ragazzo.
In questo caso l'annotazione è più completa, il voto va dato tenendo conto di questo (anche perché nella teoria va bene, il disturbo specifico, a quanto pare, non è di ostacolo in quel caso) e mette al riparo la scuola da eventuali posizioni "ignave" come direbbe giobbe, in queste situazioni. Noi diamo conto di ciò che succede, dando anche una visione il più possibile oggettiva della situazione, senza dover obbligare il maggiorenne a far nulla che non voglia fare. Così credo, anche leggendo tutti gli interventi.[/quote]

Ma perché informare la madre?

E' come se il dirigente della mia scuola convocasse la mia mamma per lagnarsi della mia contrastivita'. Ma allora i genitori di Astronotus, se viventi, dovrebbero stare sempre nell' ufficio della sua milf tacco 12 per rispondere della caparbia riottosita' del loro pupo, che non ha " il tocco di un' idea di come ci si comporta pubblicamente" e non riesce a cogliere la superba bellezza della classe capovolta.Secondo me, queste cose succedono solo in Italia.

Lo ripeto: iom, da coordinatore , non informerei i genitori degli studenti maggiorenni e se il dirigente cercasse di obbligarmi con un ordine di servizio mi dimetterei subito dall' incarico.
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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 1:13 pm

[quote:f103="balanzoneXXI"]

Ma perché  informare la madre?

E' come se il dirigente della mia scuola convocasse la mia mamma per lagnarsi della mia contrastivita'. Ma allora i genitori di Astronotus, se viventi, dovrebbero stare sempre nell' ufficio della sua milf tacco 12 per rispondere della  caparbia riottosita' del loro pupo, che non ha " il tocco di un' idea di come ci  si comporta pubblicamente" e non riesce a cogliere la superba bellezza della classe capovolta.Secondo me, queste cose succedono solo in Italia.

Lo ripeto: iom,  da coordinatore , non informerei i genitori degli studenti maggiorenni e se il dirigente cercasse di obbligarmi con un ordine di servizio mi dimetterei subito dall' incarico.[/quote]

Scusa balanzone, ma non è solo un alunno maggiorenne. E' anche un alunno problematico. Domando (sempre da poco competente): alle superiori le diagnosi si fanno senza la partecipazione dei familiari? Con chi si relaziona la scuola per quanto riguarda gli alunni di questo tipo?
Perché altrimenti non c'è alcuna differenza e la diagnosi non serve per la valutazione, e se non se ne deve tener conto, allora non c'è il problema.
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Davide

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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 1:29 pm

A questo punto bisogna capire la differenza tra un alunno maggiorenne e un maggiorenne DVA o certificato per altra sindrome quale ADHD o DOP. In entrambi i casi i genitori sono ormai fuori dalla  giurisdizione dei loro figli? Pareri.
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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 1:30 pm

[quote:3647="sempreconfusa1"][quote:3647="balanzoneXXI"]

Ma perché  informare la madre?

E' come se il dirigente della mia scuola convocasse la mia mamma per lagnarsi della mia contrastivita'. Ma allora i genitori di Astronotus, se viventi, dovrebbero stare sempre nell' ufficio della sua milf tacco 12 per rispondere della  caparbia riottosita' del loro pupo, che non ha " il tocco di un' idea di come ci  si comporta pubblicamente" e non riesce a cogliere la superba bellezza della classe capovolta.Secondo me, queste cose succedono solo in Italia.

Lo ripeto: iom,  da coordinatore , non informerei i genitori degli studenti maggiorenni e se il dirigente cercasse di obbligarmi con un ordine di servizio mi dimetterei subito dall' incarico.[/quote]

Scusa balanzone, ma non è solo un alunno maggiorenne. E' anche un alunno problematico. Domando (sempre da poco competente): alle superiori le diagnosi si fanno senza la partecipazione dei familiari? Con chi si relaziona la scuola per quanto riguarda gli alunni di questo tipo?
Perché altrimenti non c'è alcuna differenza e la diagnosi non serve per la valutazione, e se non se ne deve tener conto, allora non c'è il problema.[/quote]

Se i genitori hanno la tutela legale del loro figlio over 18, allora si', bisogna informarli, altrimenti no.
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Disillusa



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 1:31 pm

[quote:5d61="Paddington"]Parliamo di una persona maggiorenne,  capace di intendere e volere,  responsabile delle sue azioni.
Punto.
Chiamare la mamma è giuridicamente equivalente al preside che per rimproverarti di un ritardo si mettesse a chiamare TUA mamma.
Lascialo perdere.il tuo obbligo si limita a segnare se partecipa alle lezioni oppure no. Chiamare la madre di un maggiorenne fa ridere,  lo fai per rendere partecipe la madre,  per farle un favore [/quote]

i genitori vanno chiamati ugualmente. La cassazione ha stabilito che anche se maggiorenne i genitori devono essere messi a corrente di tutto quello che riguarda la vita del loro figlio. Se poi i genitori non hanno nessun potere sul figlio, è un altro discorso.
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Stefania Biancani



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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 1:31 pm

Noi genitori abbiamo sempre partecipato ai gruppi operativi di nostro figlio, anche quando è diventato maggiorenne. All'ultimo, in quanto maggiorenne e senza deficit intellettivo, è stato chiamato anche lui, dietro richiesta dell'insegnante di sostegno e previo consenso del preside.
Parliamo però di una 104, non so negli altri casi.
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MessaggioTitolo: Re: Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione   Ipotetico caso paradossale, corto circuito dell'inclusione EmptySab Feb 02, 2019 1:39 pm

[quote:1a64="Stefania Biancani"]Noi genitori abbiamo sempre partecipato ai gruppi operativi di nostro figlio, anche quando è diventato maggiorenne. All'ultimo, in quanto maggiorenne e senza deficit intellettivo, è stato chiamato anche lui, dietro richiesta dell'insegnante di sostegno e previo consenso del preside.
Parliamo però di una 104, non so negli altri casi.   [/quote]

Vostro figlio puo' votare, puo' stipulare contratti, puo' sposarsi ? Se può fare queste cose, la vostra partecipazione ai gruppi operativi poteva avvenire soltanto con il suo consenso, che lui fosse presente o meno.Se non e' andata cosi', ritengo che si sia trattato di un abuso.
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