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 Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione

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marco varzi



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MessaggioOggetto: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Sab Set 17, 2011 2:25 pm

Promemoria primo messaggio :

Mi chiamo Marco, sono un insegnante di Religione. Credo che tutti gli insegnanti debbano essere trattati alla pari. E' sbagliato tagliare posti di inglese ed molto grave tagliare i posti di sostegno. Noi insegnanti di Religione abbiamo privilegi economici che andrebbero tolti, oppure dovrebbero essere estesi agli altri insegnanti. Verremmo rispettati di più.
Credo anche che sia importante un'altra cosa: le maestre di classe non dovrebbero fare religione nella loro classe perché tolgono lavoro ad altri insegnanti di Religione specialisti. Preferirei prendere come gli altri insegnanti, ma preferirei anche che la Religione fosse attribuita solo a specialisti, nominati solo dallo stato e non dalla Curia. Dovremmo avere anche noi avere un punteggio come gli altri insegnanti per poter scegliere in quale scuola andare. Basta con gli insegnanti di classe che ci ridono in faccia e ci dicono: "io non rinuncio alle mie ore di Religione, io faccio matematica nelle ore di Religione". E' una vergogna! Basta ai nostri privilegi e basta alle maestre di scuola comune che fanno Religione!
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 7:11 pm

Ateo e agnostico sono due cose diverse.

Io non sospendo affatto il giudizio su Dio: ne ho uno chiarissimo, e non ne nego nemmeno l'esistenza. O meglio, associo al significante "Dio" un preciso significato culturale e antropologico, quindi chiaramente esiste, solo che non si tratta, per me, di un ente sovrannaturale e trascendente, ma rappresenta né più né meno che un modo che l'umanità nei secoli ha elaborato per significare in forma sintentica il rapporto che intercorre fra i costi per approvvigionarsi dei beni per sopravvivere e il beneficio di affrontare quel costo.

Se mi definisco ateo, è perché appunto non ritengo che tale significazione abbia un senso nella mia condotta di vita e nella mia visione del mondo: tutto qui.

Non so se ti è chiaro, ma sono ben oltre il relativismo e lo storicismo culturale, ma davvero molto oltre, quindi cose come la religione fai-da-te (tipo scissione Dio/Chiesa) o cure varie (protestantesimo vs. cattolicesimo) mi sembrano atteggiamenti adolescenziali, con tutto il rispetto ovviamente.

Per me va benissimo che si insegni RC nelle scuole italiane: come è stato detto, ciò discende da un accordo fra Italia e Vaticano. Ma il suo valore come materia dipende dalla libertà che si riconosce a ognuno di noi, e degli studenti primariamente, di poterne poi fare ciò che preferiscono, pure buttarla nel cesso come qualsiasi altra materia insegnata. Diritto ad accoglierla ma anche diritto a rifiutarla. Spero concorderete: una scuola laica non è una scuola senza religioni, ma una scuola senza pretese dogmatiche, che è un'altra cosa!

Mi raccomando!
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andrea lampi



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 7:57 pm

Sono d'accordo con Luca PS: a volte le materie piacciono anche perché l'insegnante è bravo ad insegnare e a far apprezzare la materia che insegna. Ci sono anche casi in cui la materia può piacere a prescindere dall'insegnante. Alle superiori avevo un insegnante terribilmente noioso. A lui piaceva solo una cosa: parlare di date. Quando interrogava faceva sempre domande in cui erano incluse delle date. A me è sempre piaciuta lo stesso la storia. Ancora adesso compro Focus storia.
Questo vale anche per gli insegnanti di Religione.
Se non ho capito male Albith non è né ateo, né agnostico. Però non ho capito bene che cosa sei.
Mi è piaciuta molto la parte finale del tuo intervento:
Per me va benissimo che si insegni RC nelle scuole italiane: come è stato detto, ciò discende da un accordo fra Italia e Vaticano. Ma il suo valore come materia dipende dalla libertà che si riconosce a ognuno di noi, e degli studenti primariamente, di poterne poi fare ciò che preferiscono, pure buttarla nel cesso come qualsiasi altra materia insegnata. Diritto ad accoglierla ma anche diritto a rifiutarla. Spero concorderete: una scuola laica non è una scuola senza religioni, ma una scuola senza pretese dogmatiche, che è un'altra cosa!
E' bella soprattutto la riflessione finale sulla scuola laica. Certo, è ovvio che gli insegnanti di Religione insegnino i dogmi della Chiesa. Però spero anche che dicano: "Questa è l'opinione mia e della Chiesa".
E' chiaro che ogni persona ha la sua verità. Per lui è la verità. L'importante è che continui a confrontarsi con gli altri e soprattutto perché rispetti le verità degli altri.
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marco varzi



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MessaggioOggetto: IDR   Mer Set 21, 2011 8:04 pm

Io insegno Religione e dico sempre ai miei alunni che li valuto per le loro capacità e non per la loro aderenza ai dogmi della Chiesa.
Secondo me gli alunni devono avere la loro opinione anche se spero, per usare le parole di Albith, che non buttino la Religione nel w.c.
Sono d'accordo sulla scuola laica, una scuola senza pretese dogmatiche. Credo comunque che la maggioranza degli insegnanti di Religione non sia così rigida come si può pensare, soprattutto con i bambini.
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marco varzi



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MessaggioOggetto: IDR   Mer Set 21, 2011 8:06 pm

LucaPS ha scritto:
Boh... Forse ho sbagliato. Correggo ma non son sicuro. La confessione cristiana - articolata nel rito cattolico...

Va bene: La Religione cristiana nella confessione cattolica. Comunque sono accettabili anche le altre definizioni.
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MessaggioOggetto: IDR   Mer Set 21, 2011 8:12 pm

Albith ha scritto:
Ateo e agnostico sono due cose diverse.

Io non sospendo affatto il giudizio su Dio: ne ho uno chiarissimo, e non ne nego nemmeno l'esistenza. O meglio, associo al significante "Dio" un preciso significato culturale e antropologico, quindi chiaramente esiste, solo che non si tratta, per me, di un ente sovrannaturale e trascendente, ma rappresenta né più né meno che un modo che l'umanità nei secoli ha elaborato per significare in forma sintentica il rapporto che intercorre fra i costi per approvvigionarsi dei beni per sopravvivere e il beneficio di affrontare quel costo.

Se mi definisco ateo, è perché appunto non ritengo che tale significazione abbia un senso nella mia condotta di vita e nella mia visione del mondo: tutto qui.

Non so se ti è chiaro, ma sono ben oltre il relativismo e lo storicismo culturale, ma davvero molto oltre, quindi cose come la religione fai-da-te (tipo scissione Dio/Chiesa) o cure varie (protestantesimo vs. cattolicesimo) mi sembrano atteggiamenti adolescenziali, con tutto il rispetto ovviamente.

Per me va benissimo che si insegni RC nelle scuole italiane: come è stato detto, ciò discende da un accordo fra Italia e Vaticano. Ma il suo valore come materia dipende dalla libertà che si riconosce a ognuno di noi, e degli studenti primariamente, di poterne poi fare ciò che preferiscono, pure buttarla nel cesso come qualsiasi altra materia insegnata. Diritto ad accoglierla ma anche diritto a rifiutarla. Spero concorderete: una scuola laica non è una scuola senza religioni, ma una scuola senza pretese dogmatiche, che è un'altra cosa!

Mi raccomando!
Certo, io insegno Religione e lascio libertà di coscienza e di opinione ai miei alunni, ma credo che facciano così anche gli altri IDR.
Scusa, ma non ho capito le tue affermazioni: sei un ateo, non agnostico, che crede in Dio?
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MessaggioOggetto: IDR   Mer Set 21, 2011 8:16 pm

Comunque, secondo me è meglio che l'insegnante di classe non faccia Religione anche per un altro motivo: saprà essere al di sopra delle parti con i non avvalenti nelle altre ore? Se è la maestra di classe a fare indottrinamento, non c'è il rischio che faccia indottrinamento anche con le altre materie? Non è una maggiore garanzia per gli alunni avere l'insegnante di Religione specialista?
D'altra parte anche quando è la maestra di classe a fare Religione, i non avvalenti devono uscire. Quindi, cosa cambia, non è meglio avere lo specialista di Religione?
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 8:49 pm

Ovviamente non abbiamo risolto il problema di Marco, sulle maestre che tolgono ore all'IRC senza neppure fare IRC.
Propongo che una maestra "togliente ore a IRC" intervenga sui ns discorsi ma dubito sia interessata.

La cosa mi sembra - ahimè - irrisolvibile a breve

P.S. Enrico e Andrea, non accanitevi in due a voler farvi dare definizioni dal buon Albith su Albith medesimo; la faccenda - pur non conoscendolo - desumo sia complicata ed "esistenziale", anche se Albith intende darne definizioni da Brecce di Porta Pia ("brecce" con la "i" o senza la "i", Albith?) o Concordatarie :))) Albith non mollerà

Altrochè Enrico: la maestra di italiano e non so che altre materie... certo che fa indottrinamento... dal come sedersi al come prendere la penna al come guardare ad occhi bassi la compagna o il compagno per evitare pensieri impuri. Garantisco io, che sono andato dalle suore alle elementari (così capite dove nasce il mio nevrotico pensiero incurabile). Albith invece non è stato dalle suore: per questo sta meglio di me

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andrea lampi



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 9:16 pm

Albith non è obbligato a rispondere. Era solo una curiosità. Detto così, mi sembra un ateo credente o chissà che.
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marco varzi



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MessaggioOggetto: IDR   Mer Set 21, 2011 9:19 pm

LucaPS ha scritto:
Ovviamente non abbiamo risolto il problema di Marco, sulle maestre che tolgono ore all'IRC senza neppure fare IRC.
Propongo che una maestra "togliente ore a IRC" intervenga sui ns discorsi ma dubito sia interessata.

La cosa mi sembra - ahimè - irrisolvibile a breve

P.S. Enrico e Andrea, non accanitevi in due a voler farvi dare definizioni dal buon Albith su Albith medesimo; la faccenda - pur non conoscendolo - desumo sia complicata ed "esistenziale", anche se Albith intende darne definizioni da Brecce di Porta Pia ("brecce" con la "i" o senza la "i", Albith?) o Concordatarie :))) Albith non mollerà

Altrochè Enrico: la maestra di italiano e non so che altre materie... certo che fa indottrinamento... dal come sedersi al come prendere la penna al come guardare ad occhi bassi la compagna o il compagno per evitare pensieri impuri. Garantisco io, che sono andato dalle suore alle elementari (così capite dove nasce il mio nevrotico pensiero incurabile). Albith invece non è stato dalle suore: per questo sta meglio di me
Hai ragione. Non posso dare definizioni dottrinarie su Albith. Anche perché, finora, ha Papa non ha espresso dogmi su di lui.

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marco varzi



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MessaggioOggetto: IDR   Mer Set 21, 2011 9:21 pm

Comunque, io non ho mai sgridato un alunno perché guardava una compagna. Anche se sbavava più di un cane.
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MessaggioOggetto: IDR   Mer Set 21, 2011 9:26 pm

Allora tu Albith lo conosci bene. Chiedo perdono. Date a Dio quel che è di Dio e ad Albith quel che è di Albith.
E' bella la battuta sull'alunno che sbava. Il problema è che le ragazze vanno in giro con il tanga che spunta e certi loro compagni, come dire, non fanno pensieri puri ed immacolati. Io però non li ho mai sgridati. Anche se avevano gli occhi incollati al posteriore della compagna seduta davanti. Forse le suore erano più rigide.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 9:42 pm

> un alunno perché guardava una compagna. Anche se sbavava più di un cane.

Eh? Mi auguro ti sia successo nelle tue supplenze alle medie o superiori, perchè altrimenti se t'è successo alle elementari... è terribile. Non dormirò stanotte. Rimango scioccato: omnia munda mundis. Questo non accadeva ai miei tempi dalle suore,

Enrico? Quindi, come sempre, è colpa delle donne - che "vanno in giro col tanga" - se i maschi hanno gli occhi incollati al posteriore? Vabbè, faccio finta di non aver sentito.

> Forse le suore erano più rigide.
Sicuro. Anche perchè avevamo i grembiulini (rigorosamente unisex e bianchi immacolati, simbolo di purezza) che avevano la lunga fila di bottoni dietro: quindi al mattino te lo mettevi e te lo toglievi solo una volta a casa. E in bagno (opsss... ai "servizi") pure i maschietti si dovevano alzare la grembiulina, per fare i bisogni.



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dubitoergosum



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 10:07 pm

non voglio scomodare Chomsky per dare una lezione di cosa sia il linguaggio, e di quanti- e quali- siano i modi per comunicare.
Semplicemente, vorrei vivere in uno stato laico, ma siamo ben lontani. Se in una scuola, il "tempio" della cultura e della formazione degli individui, nel momento in cui entra in classe l'insegnante di religione, chi non la fa deve uscire (spesso senza avere una precisa meta, spesso con l'obbligo di non restare all'interno dell'istituto), ebbene il messaggio è molto ma molto più chiaro, più diretto, più efficace di tante bellissime - o atroci - lezioni di religione. Poco importa se a 20 anni, o a 13 (come nel mio personale caso) decidono che sono un sacco di storielle per persone un poco insicure. Il messaggio è già stato mandato ed è inequivocabile: "noi dentro, voi fuori".
Potete disquisirne all'infinito, resta il fatto degli estranei al corpo docenti, nominati non da una graduatoria ufficiale ma da un (piccolo, eh!) gerarca della chiesa, entrano in ogni scuola e tengono le loro lezioni. Non ne hanno titolo, o meglio: in nessun altro stato civile l'avrebbero, si tratta di un'anomalia tutta italiana.
E questa ingerenza non è da poco, perché - accettata come normalità, come parte della nostra (in)cultura, porge il fianco ad altre ingerenze.
Non ho mai pensato che si dovrebbero fare lezioni di ateismo nelle scuole, come non ho mai pensato di avere il diritto di decidere al posto di un altro qual è il tipo di morte che più gli si addice. Come non ho mai nemmeno ipotizzato di poter dire la mia su come uno/a ritiene più opportuno procreare. Certo, deve esistere un codice etico, ma non riconosco la saggezza per partecipare alla sua stesura agli integralisti cattolici.
E invece è questa la piega oscurantista che ha preso la nostra società, e non esito ad affermare che uno dei cardini di questa deriva poggia proprio sull'accettazione passiva dello stato di fatto, sull'essere fin troppo tolleranti verso chi tollerante lo è solo a parole e giammai nei fatti.

Fate un sacco di discorsi carini e in parte condivisibili ma non rispondete mai alla domanda di fondo: come mai siete nominati da un soggetto totalmente estraneo alla Pubblica Istruzione, e chi vi paga per disquisire di argomenti la cui utilità sociale è quantomeno opinabile?
Come mai vi sentite autorizzati a "cacciare" degli studenti dalla scuola: pensate che possa essere cosa vostra, foss'anche per un'ora a settimana? Non sarebbe più opportuno e logico che foste VOI ad espletare il vostro lavoro al di fuori della scuola?





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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 10:25 pm

DubitoErgoSum, poveriii... non è colpa loro! Loro lavorano come tutti noi, loro nel 1929 non erano neanche nati e tantomeno c'erano il 20 settembre 1870.

Cmq ragazzi, questo post va forte e dobbiamo sicuramente arrivare a messaggi quota 95, ma per fortuna abbiamo tempo fino al 2017, cinquecentesimo delle 95 tesi di Wittemberg, sempre che nel 2017 Orizzonte Scuola ci sarà ancora, sempre che la Scuola Pubblica nel 2017 ci sarà ancora, sempre che nel 2017 la Scuola ci sarà ancora, sempre che nel 2017 gli insegnanti verranno pagati ancora o dovranno chiedere consigli ai colleghi greci e all'oracolo di Delfi : )

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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 10:35 pm

Innanzitutto "brecce" senza "i" (c'è una consonante doppia che precede la "i" del singolare).

Ateo credente? Interessante, ma credo che facciate un salto logico-linguistico. Ho detto che associo al significante "Dio" un significato storico-antropologico (ossia il rapporto costo-benefici nell'approvvigionamento dei beni primari e secondari). Immediatamente però voi credenti associate a questo segno linguistico (significante/significato) un referente che non è il mio (Dio=fede), e supponete che io abbia una fede "laica" (altro ossimoro molto diffuso). Il mio referente resta l'anthropos, quindi "credente" non posso proprio esserlo in nessun senso. Per me il concetto di Dio esisterà fino a che gli uomini ne sentiranno l'esigenza, e sparirà insieme a tale esigenza come ogni altra esperienza umana passata e futura.
Dico solo che so che questo Dio esiste nelle esigenze che gli uomini hanno avuto e hanno di sintetizzare le loro esperienze, ma non "credo" che abbia delle ricadute per me.
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roschietto



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 10:58 pm

fermateviiiiiiii
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marco varzi



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MessaggioOggetto: IDR   Mer Set 21, 2011 11:01 pm

LucaPS ha scritto:
> un alunno perché guardava una compagna. Anche se sbavava più di un cane.

Eh? Mi auguro ti sia successo nelle tue supplenze alle medie o superiori, perchè altrimenti se t'è successo alle elementari... è terribile. Non dormirò stanotte. Rimango scioccato: omnia munda mundis. Questo non accadeva ai miei tempi dalle suore,

Enrico? Quindi, come sempre, è colpa delle donne - che "vanno in giro col tanga" - se i maschi hanno gli occhi incollati al posteriore? Vabbè, faccio finta di non aver sentito.

> Forse le suore erano più rigide.
Sicuro. Anche perchè avevamo i grembiulini (rigorosamente unisex e bianchi immacolati, simbolo di purezza) che avevano la lunga fila di bottoni dietro: quindi al mattino te lo mettevi e te lo toglievi solo una volta a casa. E in bagno (opsss... ai "servizi") pure i maschietti si dovevano alzare la grembiulina, per fare i bisogni.
Era una seconda media, è stato sei anni fa. Un alunno è vento alla cattedra e mi ha detto: "Vede (nome), è seduta davanti a me, provoca". E io: "Non ti scandalizzare, se non vuoi vedere guarda da un'altra parte". Stessa scuola, in terza media, una ragazza si rivolge a me indicando una compagna: "Ma prof, ha visto (nome), le si vedono le mutande". E io: "Stai tranquilla, adesso le mettiamo un cappotto". Di solito cerco sempre di sdrammattizzare. In quella seconda media, il mio successore mi ha raccontato che il fatto si è ripetuto. E lui all'alunno sbavante ha detto: "E vabbé, cosa vuoi che sia". Se dovessimo raccontare tutte le storie relative alla nostra carriera potremmo scrivere un libro. In quella scuola io non ero il più ironico. Durante i consigli di classe della prima media, una professoressa ha detto: "Francesco è un animale". E un'altra professoressa ha risposto: "Per favore, non offendiamo gli animali". Non erano due insegnanti di Religione. Tra l'altro il mio successore mi raccontò che un anziano di quell'allegro paese inivitò Francesco ad unirsi a lui nel commercio di biciclette rubate. Il vecchietto avrebbe dato al caro fanciullo 10 euro per ogni bici rubata. Alla prima occasione però Francesco non ricevette l'adeguata remunerazione per il lavoro eseguito. Come ringraziamento il vecchio ricevette una bottiglia di birra sulla testa. In quel posto sono rimasto quattro anni. Un alunno è rimasto in prima da quando sono arrivato a quando ho finito. Quattro volte la prima. Da record.



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andrea lampi



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 11:05 pm

LucaPS ha scritto:
DubitoErgoSum, poveriii... non è colpa loro! Loro lavorano come tutti noi, loro nel 1929 non erano neanche nati e tantomeno c'erano il 20 settembre 1870.

Cmq ragazzi, questo post va forte e dobbiamo sicuramente arrivare a messaggi quota 95, ma per fortuna abbiamo tempo fino al 2017, cinquecentesimo delle 95 tesi di Wittemberg, sempre che nel 2017 Orizzonte Scuola ci sarà ancora, sempre che la Scuola Pubblica nel 2017 ci sarà ancora, sempre che nel 2017 la Scuola ci sarà ancora, sempre che nel 2017 gli insegnanti verranno pagati ancora o dovranno chiedere consigli ai colleghi greci e all'oracolo di Delfi : )


Credo che, se potessero, gli insegnanti di Religione preferirebbero essere pagati dallo Stato. Penso anche che preferirebbero le graduatorie pubbliche, in modo da scegliere in base al punteggio. Altrimenti ci saranno sempre dei raccomandati che avranno dei posti più vicini.
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MessaggioOggetto: IDR   Mer Set 21, 2011 11:11 pm

Albith ha scritto:
Innanzitutto "brecce" senza "i" (c'è una consonante doppia che precede la "i" del singolare).

Ateo credente? Interessante, ma credo che facciate un salto logico-linguistico. Ho detto che associo al significante "Dio" un significato storico-antropologico (ossia il rapporto costo-benefici nell'approvvigionamento dei beni primari e secondari). Immediatamente però voi credenti associate a questo segno linguistico (significante/significato) un referente che non è il mio (Dio=fede), e supponete che io abbia una fede "laica" (altro ossimoro molto diffuso). Il mio referente resta l'anthropos, quindi "credente" non posso proprio esserlo in nessun senso. Per me il concetto di Dio esisterà fino a che gli uomini ne sentiranno l'esigenza, e sparirà insieme a tale esigenza come ogni altra esperienza umana passata e futura.
Dico solo che so che questo Dio esiste nelle esigenze che gli uomini hanno avuto e hanno di sintetizzare le loro esperienze, ma non "credo" che abbia delle ricadute per me.
Adesso è un po' più chiaro. Direi che sei ateo. Però ritieni che la Religione sia un'esigenza della società.
Però mi spaventi: sembri il mio professore di Filosofia della Religione e Cristologia di Scienze Religiose. Una volta, iniziò un capitolo di Filosofia della Religione intitolato: "Tra Filosofia crucis e Deus Trinitas".
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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 11:19 pm

dubitoergosum ha scritto:
non voglio scomodare Chomsky per dare una lezione di cosa sia il linguaggio, e di quanti- e quali- siano i modi per comunicare.
Semplicemente, vorrei vivere in uno stato laico, ma siamo ben lontani. Se in una scuola, il "tempio" della cultura e della formazione degli individui, nel momento in cui entra in classe l'insegnante di religione, chi non la fa deve uscire (spesso senza avere una precisa meta, spesso con l'obbligo di non restare all'interno dell'istituto), ebbene il messaggio è molto ma molto più chiaro, più diretto, più efficace di tante bellissime - o atroci - lezioni di religione. Poco importa se a 20 anni, o a 13 (come nel mio personale caso) decidono che sono un sacco di storielle per persone un poco insicure. Il messaggio è già stato mandato ed è inequivocabile: "noi dentro, voi fuori".
Potete disquisirne all'infinito, resta il fatto degli estranei al corpo docenti, nominati non da una graduatoria ufficiale ma da un (piccolo, eh!) gerarca della chiesa, entrano in ogni scuola e tengono le loro lezioni. Non ne hanno titolo, o meglio: in nessun altro stato civile l'avrebbero, si tratta di un'anomalia tutta italiana.
E questa ingerenza non è da poco, perché - accettata come normalità, come parte della nostra (in)cultura, porge il fianco ad altre ingerenze.
Non ho mai pensato che si dovrebbero fare lezioni di ateismo nelle scuole, come non ho mai pensato di avere il diritto di decidere al posto di un altro qual è il tipo di morte che più gli si addice. Come non ho mai nemmeno ipotizzato di poter dire la mia su come uno/a ritiene più opportuno procreare. Certo, deve esistere un codice etico, ma non riconosco la saggezza per partecipare alla sua stesura agli integralisti cattolici.
E invece è questa la piega oscurantista che ha preso la nostra società, e non esito ad affermare che uno dei cardini di questa deriva poggia proprio sull'accettazione passiva dello stato di fatto, sull'essere fin troppo tolleranti verso chi tollerante lo è solo a parole e giammai nei fatti.

Fate un sacco di discorsi carini e in parte condivisibili ma non rispondete mai alla domanda di fondo: come mai siete nominati da un soggetto totalmente estraneo alla Pubblica Istruzione, e chi vi paga per disquisire di argomenti la cui utilità sociale è quantomeno opinabile?
Come mai vi sentite autorizzati a "cacciare" degli studenti dalla scuola: pensate che possa essere cosa vostra, foss'anche per un'ora a settimana? Non sarebbe più opportuno e logico che foste VOI ad espletare il vostro lavoro al di fuori della scuola?






Scusa, vorrei specificare che l'insegnamento della Religione non è una "anomalia" italiana. Si insegna Religione anche all'estero. Non c'è in Francia (ma c'è in Alsazia e Lorena) e non c'è forse in Slovenia. In Svizzera c'è l'ora di Religione per cattolici e quella per i protestanti. Mi sembra che siano i cantoni a pagarli. In altre parti d'Europa c'è l'ora di Religione cattolica, protestante e ortodossa, a seconda del paese (e della maggioranza) in cui ci si trova.
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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 11:19 pm

enrico draghi ha scritto:
Albith ha scritto:
Innanzitutto "brecce" senza "i" (c'è una consonante doppia che precede la "i" del singolare).

Ateo credente? Interessante, ma credo che facciate un salto logico-linguistico. Ho detto che associo al significante "Dio" un significato storico-antropologico (ossia il rapporto costo-benefici nell'approvvigionamento dei beni primari e secondari). Immediatamente però voi credenti associate a questo segno linguistico (significante/significato) un referente che non è il mio (Dio=fede), e supponete che io abbia una fede "laica" (altro ossimoro molto diffuso). Il mio referente resta l'anthropos, quindi "credente" non posso proprio esserlo in nessun senso. Per me il concetto di Dio esisterà fino a che gli uomini ne sentiranno l'esigenza, e sparirà insieme a tale esigenza come ogni altra esperienza umana passata e futura.
Dico solo che so che questo Dio esiste nelle esigenze che gli uomini hanno avuto e hanno di sintetizzare le loro esperienze, ma non "credo" che abbia delle ricadute per me.
Adesso è un po' più chiaro. Direi che sei ateo. Però ritieni che la Religione sia un'esigenza della società.
Però mi spaventi: sembri il mio professore di Filosofia della Religione e Cristologia di Scienze Religiose. Una volta, iniziò un capitolo di Filosofia della Religione intitolato: "Tra Filosofia crucis e Deus Trinitas".

Più che altro vedo la religione come un prodotto delle società ma anche dello sviluppo ed evoluzione del cervello umano (in questo Sacks e Harris sono i miei maestri).

Comunque non sono un filosofo bensì un linguista, e i linguisti non riescono a spaventare nessuno, hehehehe.
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MessaggioOggetto: IDR   Mer Set 21, 2011 11:21 pm

Albith ha scritto:
enrico draghi ha scritto:
Albith ha scritto:
Innanzitutto "brecce" senza "i" (c'è una consonante doppia che precede la "i" del singolare).

Ateo credente? Interessante, ma credo che facciate un salto logico-linguistico. Ho detto che associo al significante "Dio" un significato storico-antropologico (ossia il rapporto costo-benefici nell'approvvigionamento dei beni primari e secondari). Immediatamente però voi credenti associate a questo segno linguistico (significante/significato) un referente che non è il mio (Dio=fede), e supponete che io abbia una fede "laica" (altro ossimoro molto diffuso). Il mio referente resta l'anthropos, quindi "credente" non posso proprio esserlo in nessun senso. Per me il concetto di Dio esisterà fino a che gli uomini ne sentiranno l'esigenza, e sparirà insieme a tale esigenza come ogni altra esperienza umana passata e futura.
Dico solo che so che questo Dio esiste nelle esigenze che gli uomini hanno avuto e hanno di sintetizzare le loro esperienze, ma non "credo" che abbia delle ricadute per me.
Adesso è un po' più chiaro. Direi che sei ateo. Però ritieni che la Religione sia un'esigenza della società.
Però mi spaventi: sembri il mio professore di Filosofia della Religione e Cristologia di Scienze Religiose. Una volta, iniziò un capitolo di Filosofia della Religione intitolato: "Tra Filosofia crucis e Deus Trinitas".

Più che altro vedo la religione come un prodotto delle società ma anche dello sviluppo ed evoluzione del cervello umano (in questo Sacks e Harris sono i miei maestri).

Comunque non sono un filosofo bensì un linguista, e i linguisti non riescono a spaventare nessuno, hehehehe.

Interessante. Ma questo sviluppo del cervello umano (la Religione) è positivo o negativo?
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 11:42 pm

enrico draghi ha scritto:

Interessante. Ma questo sviluppo del cervello umano (la Religione) è positivo o negativo?

Non saprei: essere creature viventi che respirano ossigeno anziché metano è positivo o negativo? E' una proprietà del cervello, probabilmente una delle tante risposte di adattamento nel corso dell'evoluzione.
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Mer Set 21, 2011 11:42 pm

andrea lampi ha scritto:
LucaPS ha scritto:
DubitoErgoSum, poveriii... non è colpa loro! Loro lavorano come tutti noi, loro nel 1929 non erano neanche nati e tantomeno c'erano il 20 settembre 1870.

Cmq ragazzi, questo post va forte e dobbiamo sicuramente arrivare a messaggi quota 95, ma per fortuna abbiamo tempo fino al 2017, cinquecentesimo delle 95 tesi di Wittemberg, sempre che nel 2017 Orizzonte Scuola ci sarà ancora, sempre che la Scuola Pubblica nel 2017 ci sarà ancora, sempre che nel 2017 la Scuola ci sarà ancora, sempre che nel 2017 gli insegnanti verranno pagati ancora o dovranno chiedere consigli ai colleghi greci e all'oracolo di Delfi : )


Credo che, se potessero, gli insegnanti di Religione preferirebbero essere pagati dallo Stato. Penso anche che preferirebbero le graduatorie pubbliche, in modo da scegliere in base al punteggio. Altrimenti ci saranno sempre dei raccomandati che avranno dei posti più vicini.
Ma SONO pagati allo stato!
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Gio Set 22, 2011 2:40 am

Enrico, da quel che Albith dice, è un bravo Deista Illuminista. Ci sn delle pagine sulla Religione degli Enciclopedisti che fanno invidia a molti “Spiritualisti”.

E pure Kant (“Religione nell’ambito della semplice ragione”: pagine bellissime: sicuramente meglio del po’ confuso Hegel : )

Ateo credente? No, ti prego. Sei un allievo di Ferrara (“Ateo-devoto”, alias “clericale che se ne fotte della religione quando non fa comodo” Ho sentito l’altro giorno il “liberale” Antonio Martino che offendeva – lui sempre molto compassato – don Gallo disprezzandolo come “pretacchione” solo perché sapeva che pure in Vaticano lo disprezzano (“beati gli ultimi e coloro che sono disprezzati nel nome mio, perché…”)? No, ti prego, “ateo credente ferrariano”, no!

Religione come prodotto della Società e del Cervello Umano. Sn d’accordo. Ma, questo – come per il Disegno Intelligente – perché dovrebbe portare ad una svalutazione di Dio? Potrebbe invece – come il Disegno Intelligente – includere benissimo Dio, a pieno titolo.

> Comunque non sono un filosofo bensì un linguista, e i linguisti non riescono a spaventare nessuno!
Albith, se scrivevi “i linguisti riescono a spaventare nessuno!” la frase era più incisiva ed eccitante.

Marco, dopo le tue esperienze alle medie… puoi insegnarmi molte cose sulla sopravvivenza a scuola (anche se la risposta del cappotto è un po’ bacchettona… tu sei giovane, no?).

Enrico, davvero “religione” non è una anomalia italiana (come insegnamento, pur rimanendolo – come dici, Raganella - come pagamento e reclutamento)? Beh dai, allora la cosa si ridimensiona : ) Della Svizzera non mi meraviglio, soprattutto se a Ginevra : )

Diciamo, Albith abile linguista, che più che “del cervello” – dato che neanche tu sei un riduttivo organicista - è frutto della “mente umana” (e non specifichiamo se “intelletto kantiano” o “ragione hegeliana”), che include di certo la psiche e la società. E – per tornare al discorso di prima – nulla vieta che “dietro” all’intelletto o alla ragione non possa esservi Dio. Anzi, di sicuro c’è, dato che cervello e ragione sono state fatte da Lui (credo ut intelligas, intelligo ut credas).

Chi ci diceva di fermarci? Roschietto ci consiglia di fermarci. Ma forse ha ragione, forse no. Secondo Kant, ha ragione Roschietto: se la ragione ha la pretesa di andare oltre i confini dell’intelletto (parlando razionalmente di metafisica), incorre in errori (e nel peccato di presunzione, per dirla con categorie ebraico-cristiane). Difatti, penso che di Dio si debba discutere solo “in lumine fidei” e non già con gli occhiali della “ragion teologica”. Ma anche questa è un’opinione.
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Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione
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