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 Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione

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AutoreMessaggio
marco varzi



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MessaggioOggetto: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Sab Set 17, 2011 2:25 pm

Promemoria primo messaggio :

Mi chiamo Marco, sono un insegnante di Religione. Credo che tutti gli insegnanti debbano essere trattati alla pari. E' sbagliato tagliare posti di inglese ed molto grave tagliare i posti di sostegno. Noi insegnanti di Religione abbiamo privilegi economici che andrebbero tolti, oppure dovrebbero essere estesi agli altri insegnanti. Verremmo rispettati di più.
Credo anche che sia importante un'altra cosa: le maestre di classe non dovrebbero fare religione nella loro classe perché tolgono lavoro ad altri insegnanti di Religione specialisti. Preferirei prendere come gli altri insegnanti, ma preferirei anche che la Religione fosse attribuita solo a specialisti, nominati solo dallo stato e non dalla Curia. Dovremmo avere anche noi avere un punteggio come gli altri insegnanti per poter scegliere in quale scuola andare. Basta con gli insegnanti di classe che ci ridono in faccia e ci dicono: "io non rinuncio alle mie ore di Religione, io faccio matematica nelle ore di Religione". E' una vergogna! Basta ai nostri privilegi e basta alle maestre di scuola comune che fanno Religione!
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AutoreMessaggio
andrea lampi



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Gio Set 22, 2011 1:45 pm

raganella ha scritto:
andrea lampi ha scritto:
LucaPS ha scritto:
DubitoErgoSum, poveriii... non è colpa loro! Loro lavorano come tutti noi, loro nel 1929 non erano neanche nati e tantomeno c'erano il 20 settembre 1870.

Cmq ragazzi, questo post va forte e dobbiamo sicuramente arrivare a messaggi quota 95, ma per fortuna abbiamo tempo fino al 2017, cinquecentesimo delle 95 tesi di Wittemberg, sempre che nel 2017 Orizzonte Scuola ci sarà ancora, sempre che la Scuola Pubblica nel 2017 ci sarà ancora, sempre che nel 2017 la Scuola ci sarà ancora, sempre che nel 2017 gli insegnanti verranno pagati ancora o dovranno chiedere consigli ai colleghi greci e all'oracolo di Delfi : )


Credo che, se potessero, gli insegnanti di Religione preferirebbero essere pagati dallo Stato. Penso anche che preferirebbero le graduatorie pubbliche, in modo da scegliere in base al punteggio. Altrimenti ci saranno sempre dei raccomandati che avranno dei posti più vicini.
Ma SONO pagati allo stato!
E allora, se li paga lo stato, che seguano le regole dello stato, non quelle della Curia. Che male c'è ad avere un punteggio e ad avere una graduatoria pubblica?
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andrea lampi



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Gio Set 22, 2011 1:47 pm

enrico draghi ha scritto:
Albith ha scritto:
enrico draghi ha scritto:
Albith ha scritto:
Innanzitutto "brecce" senza "i" (c'è una consonante doppia che precede la "i" del singolare).

Ateo credente? Interessante, ma credo che facciate un salto logico-linguistico. Ho detto che associo al significante "Dio" un significato storico-antropologico (ossia il rapporto costo-benefici nell'approvvigionamento dei beni primari e secondari). Immediatamente però voi credenti associate a questo segno linguistico (significante/significato) un referente che non è il mio (Dio=fede), e supponete che io abbia una fede "laica" (altro ossimoro molto diffuso). Il mio referente resta l'anthropos, quindi "credente" non posso proprio esserlo in nessun senso. Per me il concetto di Dio esisterà fino a che gli uomini ne sentiranno l'esigenza, e sparirà insieme a tale esigenza come ogni altra esperienza umana passata e futura.
Dico solo che so che questo Dio esiste nelle esigenze che gli uomini hanno avuto e hanno di sintetizzare le loro esperienze, ma non "credo" che abbia delle ricadute per me.
Adesso è un po' più chiaro. Direi che sei ateo. Però ritieni che la Religione sia un'esigenza della società.
Però mi spaventi: sembri il mio professore di Filosofia della Religione e Cristologia di Scienze Religiose. Una volta, iniziò un capitolo di Filosofia della Religione intitolato: "Tra Filosofia crucis e Deus Trinitas".

Più che altro vedo la religione come un prodotto delle società ma anche dello sviluppo ed evoluzione del cervello umano (in questo Sacks e Harris sono i miei maestri).

Comunque non sono un filosofo bensì un linguista, e i linguisti non riescono a spaventare nessuno, hehehehe.

Interessante. Ma questo sviluppo del cervello umano (la Religione) è positivo o negativo?

Si, ma la religione è positiva o negativa?
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Gio Set 22, 2011 3:29 pm

Quando dico "cervello" intendo proprio "struttura neuronale". Non che sostenga che Dio sia né più né meno che una sindrome, come la Tourette piuttosto che l'autismo, ma ne è parente molto prossimo :-)

Per quanto riguarda la positività o negatività della religione, non saprei: credo che dipenda dalla gravità della sindrome di cui sopra, hehehehe
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Ven Set 23, 2011 2:18 am

Albih, intelligentemente ironico : )

Dunque, secondo la tua versione estensiva di patologia, anche l'amore è una sindrome, con tanto di modificazioni fisiologiche: dilatazione della pupilla, aumento del battito cardiaco, arrossamento, sudorazione, sbalzi d'umore, stati maniaco-depressivi, dipendenza...

I tuoi compari organicisti psicologi-psichiatri, attraverso questa versione di pensiero, hanno tradotto l'amore per Dio dei santi come "follia" (lo stesso San Francesco...), i digiuni delle sante come "anoressia", la fiducia in Dio come disturbo di personalità dipendente con tratti di pensiero magico, le mortificazioni del corpo come schizoidia con tratti di masochismo e la religione tutta come un meccanismo di sublimazione a livelli eccessivamente patologici.

Viceversa i tuoi compari organicisti sociologi hanno spiegato la religione come una forma consolatoria e reazionaria-conservatrice di pensiero funzionale a portare le persone a non ribellarsi alle ingiustizie del mondo (in quanto... "gli ultimi saranno i primi").

Ma ancora, i tuoi compari filosofi materialisti hanno spiegato la religione come una forma di alienazione, stato patologico per cui l'uomo, scindendosi, proietta fuori di sè la parte idealizzata del proprio essere, collocandola in quello specchio illusorio e muto della propria essenza che è Dio. Quanto più l'uomo pone fiducia in Dio, tanto più toglie fiducia a se stesso. E hanno proposto la fede nell'ateismo come cura alla malattia della fede in Dio.

Ipotesi affascinanti e, dio solo sa, quanto possono essere vere!

Tuttavia, Albith, sappiamo bene quanto nella storia dell'umanità condizioni di diversità (di pensiero, di orientamento sessuale, di condotte di vita, etc.) siano state "normalizzate" mediante l'applicazione di etichette semantiche di malattia e costruendovi attorno una bella diagnosi, ora medica, ora psicologica, ora addirittura psichiatrica: è la moderna trasformazione di ciò che è culturale e morale in psicologico-medico, erede delle teorie lombrosiane : )

Per lo stesso meccanismo le "puttane" diventano "escort" e la disonestà diventa abilità negli affari o il-non-pagare-le-tasse diventa una forma di difesa dallo Stato ladrone o le spese a debito diventano investimenti in Welfare o le tangenti diventano donazioni. Eccetera, i significanti si sprecano, in questo mondo di relativismo sofistico.

Direi dunque che nell'ultimo tuo post, dimostri di essere affetto da quel meccanismo che si chiama "identificazione con l'aggressore" o "sindrome di Stoccolma". Tranqui, si può guarire. Anzi, sei già guarito. Anzi, non sei mai stato malato, come ti hanno voluto far credere. A patto che ci mettiamo d'accordo che pure San Francesco non era malato e neppure Madre Teresa di Calcutta : )



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andrea lampi



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Ven Set 23, 2011 1:05 pm

Pensiamo a quante società atee, come la Russia comunista, sono tornate alla Religione. Penso che l'ateismo non riesca a riempire il vuoto dell'assenza di Religione. Mi sembra più che altro che l'ateismo sia una non risposta al problema di Dio.
In fondo, nel mondo ci sono più società Religiose che società atee. Io sono sempre stato affascinato dagli studi della scuola di Francoforte, soprattutto quando si parla del fatto che l'obbedienza ai genitori, ai maestri e ai preti ha portato i Tedeschi alla seconda guerra mondiale perché erano "obbligati mentalmente" ad obbedire ai loro capi.
Io però penso che la Religione, di solito, aiuti la società a crescere e a migliorare.
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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Ven Set 23, 2011 1:15 pm

Molte facoltà teologiche seguono due indirizzi filosofici: sono tomiste o esistenzialiste.
Quelle tomiste sono più conservatrici e studiano san Tommaso cercando di applicarlo a tutte le materie teologiche.
Io ho studiato in una facoltà esistenzialista, dove si cerca di studiare la teologia facendo molta attenzione alla riflessione di Heidegger. Anche Nietzsche ha la sua importanza perché a molti teologi piace vedere la parte cristiana di Nietsche. Per lui il cristianesimo è un platonismo buono per il popolo. Però ammira la figura di Gesù Cristo. Secondo lui è stato san Paolo a guastare il cristianesimo. Adesso il rapporto tra teologia e filosofia è più stretto. L'altro Papa ha scritto Fides et ratio, un'enciclica in cui vengono confrontare la filosofia e la teologia, le due ali del sapere. L'attuale Papa sta dando molto alla Chiesa in quanto a riflessione teologica. Egli stesso è stato professore universitario di teologia e penso che i cardinali, eleggendo Joseph Ratzinger, probabilmente abbiano eletto il più grande teologo cattolico che c'era in quel momento.
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Ven Set 23, 2011 3:55 pm

Non posseggo la dialettica di Albith o di Luca PS, inoltre conosco poco Nietzsche e quel poco che conosco, poco mi piace, anche se mi affascina; ma concordo su ciò che dice su San Paolo: questo grande integralista (nel senso che ha integrato, fatto delle aggiunte), ha inventato il cristianesimo facendo il correttore di bozze del già perfetto Discorso Divino, a danno dei posteri, direi. Qualche post fa mi lamentavo di quei cristiani che pensano di saperla più lunga di Gesù Cristo: hanno avuto buon maestro.
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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Ven Set 23, 2011 5:32 pm

raganella ha scritto:
Non posseggo la dialettica di Albith o di Luca PS, inoltre conosco poco Nietzsche e quel poco che conosco, poco mi piace, anche se mi affascina; ma concordo su ciò che dice su San Paolo: questo grande integralista (nel senso che ha integrato, fatto delle aggiunte), ha inventato il cristianesimo facendo il correttore di bozze del già perfetto Discorso Divino, a danno dei posteri, direi. Qualche post fa mi lamentavo di quei cristiani che pensano di saperla più lunga di Gesù Cristo: hanno avuto buon maestro.

Io credo che il merito di San Paolo sia stato quello di essere stato l'apostolo delle genti: ha diffuso il cristianesimo tra i pagani. La religione da lui predicata è quella di Gesù Cristo. Non capisco quali siano le differenze.
Per san Paolo: l'uomo peccatore si salva solo grazie alla fede in Dio (il "nichilismo passivo"di Nietzsche) ed è contrapposto al concetto di "superuomo" , che prende in mano la propria vita, ribellandosi al caos tramite la propria volontà (nichilismo attivo).
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andrea lampi



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Ven Set 23, 2011 5:43 pm

Nietzsche parla di fedeltà alla terra, cioé non si deve avere fiducia nelle realtà ultraterrene, e quindi nemmeno in Dio.
Platone ha parlato di realtà metafisica, quindi non sensibile. Siccome anche il cristianesimo parla di realtà non sensibile, non sperimentabile con i sensi, allora Nietzsche parla di cristianesimo come di platonismo buono per il popolo, proprio perché la religione si è diffusa tra il popolo. Però è anche la morale degli ultimi, dei deboli. Perché, per Nietzsche, i cristiani hanno rinunciato ad imporre la loro volontà e hanno rinunciato ad essere superuomini. E' molto bello l'aforisma 125 della Gaia Scienza:

125. L’uomo folle. – Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”. E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. “È forse perduto?” disse uno. “Si è perduto come un bambino?” fece un altro. “0ppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?” – gridavano e ridevano in una gran confusione. Il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: “Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dètte la spugna per strusciar via l’intero orizzonte? Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all’indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire notte, sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo dunque nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo noi lavarci? Quali riti espiatòri, quali giochi sacri dovremo noi inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo noi stessi diventare dèi, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un’azione piú grande: tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtú di questa azione, ad una storia piú alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!”. A questo punto il folle uomo tacque, e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch’essi tacevano e lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. “Vengo troppo presto – proseguí – non è ancora il mio tempo. Questo enorme avvenimento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino: non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle costellazioni vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano vedute e ascoltate. Quest’azione è ancora sempre piú lontana da loro delle piú lontane costellazioni: eppure son loro che l’hanno compiuta!”. Si racconta ancora che l’uomo folle abbia fatto irruzione, quello stesso giorno, in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo Requiem aeternam Deo. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: “Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?”.

L'uomo folle annuncia la morte di Dio. Questa morte però toglie all'uomo i punti di riferimento tanto che la vita sembra un continuo precipitare. Però, l'uomo è in grado di sopportare la morte di Dio? Allora il "profeta" dice che forse è arrivato troppo presto.
Forse la morte di Dio non è ancora arrivata alle orecchie degli uomini. Le Chiese, il luogo di culto per eccellenza, sono diventati i sepolcri vuoti di Dio, hanno perso il loro significato e la loro sacralità.

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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Ven Set 23, 2011 7:31 pm

Che belle discussioni, colleghi.

Il fatto è che i colleghi di religione - almeno quelli e quelle che conosco - sembrano quasi chiusi in un muro di gomma; non si aprono mai, anche quelli di ruolo; non li senti mai fare un discorso minimamente di ampio respiro tra colleghi, ai consigli di classe hanno un atteggiamento disimpegnato e scherzoso, spesso sono su più scuole e quindi hanno un atteggiamento "frenetico". Forse è un atteggiamento di difesa (comincio a pensarla così, dopo che alcuni tra voi mi hanno informato delle difficoltà all'interno del mondo degli IDR).

Ritengo quindi questo lungo thread molto bello.
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marco varzi



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Ven Set 23, 2011 8:33 pm

LucaPS ha scritto:
Che belle discussioni, colleghi.

Il fatto è che i colleghi di religione - almeno quelli e quelle che conosco - sembrano quasi chiusi in un muro di gomma; non si aprono mai, anche quelli di ruolo; non li senti mai fare un discorso minimamente di ampio respiro tra colleghi, ai consigli di classe hanno un atteggiamento disimpegnato e scherzoso, spesso sono su più scuole e quindi hanno un atteggiamento "frenetico". Forse è un atteggiamento di difesa (comincio a pensarla così, dopo che alcuni tra voi mi hanno informato delle difficoltà all'interno del mondo degli IDR).

Ritengo quindi questo lungo thread molto bello.

E pensare che a volte i penso le stesse cose dei colleghi delle altre materie. Se faccio un discorso culturale vedo che cercano di cambiare argomento. E pensare che uno dei motivi che mi hanno spinto a diventare insegnante c'era quello di entrare in un ambiente stimolante dal punto di vista culturale. A volte invece mi ritrovo a parlare di filosofia e di teologia con i bidelli.
Per quanto riguarda i consigli di classe, a volte diventano un momento di pura burocrazia. Spesso sono i due o tre insegnanti "più importanti" a parlare. In quanti consigli di classe parla un insegnante di Religione? L'atteggiamento frenetico è dettato dal bisogno di fare presto perché bisogna seguire tanti consigli di classe e quindi, alla fine di un consiglio di classe, non c'è voglia di fermarsi di fare due chiacchiere con i colleghi. Secondo me "l'atteggiamento disimpegnato" dipende da questo. Poi bisogna dire che cosa si intende dire per disimpegnato. La realtà è che molti insegnanti di religione si sentono "trasparenti": nessuno li nota. Quindi, quando c'è una riunione, c'è fretta di finire. Delle volte le riunioni si protraggono inutilmente. Immaginate quanti progetti vengono presentati nelle scuole, noi sentiamo più volte lo stesso discorso. Per non parlare dei collegi docenti. Spesso uno è la copia dell'altro. Più istituti hai, più collegi docenti devi sentire. Pensate ai colloqui. Se noi fossimo come gli altri insegnanti (ma alcuni lo sono) ci metteremmo un quarto d'ora (come minimo) per genitore. Invece a volte finisco prima io a fare i colloqui in una scuola di cinque classi che non un collega con due classi. A volte è il sistema che ci rende frenetici e disimpegnati. Però spesso, almeno io, non troviamo nelle scuole gli stimoli culturali.
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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Ven Set 23, 2011 8:59 pm

LucaPS ha scritto:
Che belle discussioni, colleghi.

Il fatto è che i colleghi di religione - almeno quelli e quelle che conosco - sembrano quasi chiusi in un muro di gomma; non si aprono mai, anche quelli di ruolo; non li senti mai fare un discorso minimamente di ampio respiro tra colleghi, ai consigli di classe hanno un atteggiamento disimpegnato e scherzoso, spesso sono su più scuole e quindi hanno un atteggiamento "frenetico". Forse è un atteggiamento di difesa (comincio a pensarla così, dopo che alcuni tra voi mi hanno informato delle difficoltà all'interno del mondo degli IDR).

Ritengo quindi questo lungo thread molto bello.

Io non credo di essere chiusa in un muro di gomma. Poi questo dipende da persona a persona. Non so se gli altri si aprono, io credo che molti non abbiano voglia di ascoltarmi perché sono l'IDR. "Discorso di ampio respiro", non so bene cosa intendi, però la penso un po' come Marco. Quando intendi fare un discorso serio, non hanno molta voglia di ascoltarti. A me sembra che l'IDR sia considerato un po' come un confessore. Gli altri vogliono raccontarti i loro problemi, anche quelli personali. Ma non sono molto disposti ad ascoltarti. Sulla questione culturale ha ragione Marco. Se parli dell'ultimo libro scritto dal Papa ti prendono in giro.
Cosa vuol dire atteggiamento disimpegnato e scherzoso? Se per disimpegnato si intende "assente", questo è dovuto al fatto che molte riunioni non sono utili ma, come diceva Marco, sono burocrazia. Scherzoso? Il tuo collega di religione scherza nei consigli di classe? Io no. Atteggiamento frenetico: forse abbiamo fretta di finire le riunioni, ma molte volte sono tante. Poi molti di noi hanno famiglia, i corsi di aggiornamento, ecc. Le difficoltà nel mondo degli IDR, come giustamente hai detto, sono tante.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Ven Set 23, 2011 10:44 pm

Temple Grandin, probabilmente la più famosa autistica ad alto funzionamento, sostiene che il suo pensiero autistico sia "primitivo ma non patologico" e io concordo con lei. Quando associo quindi la fede, come particolare struttura neuronale nel corso dell'evoluzione (e involuzione) umana, dico solo che si tratta proprio di una delle possibili forme di pensiero che l'umanità ha conosciuto e conosce.

Sempre secondo la Grandin, un autistico non riesce a comprendere le emozioni miste (lei fa l'esempio di una persona che ama e allo stesso tempo odia un'altra, cosa per lei inconcepibile) ma può avere un grado di raffinatezza nel cogliere i dettagli che i cosiddetti normali non possono (più) fare.

Cosa si guadagna ad avere fede e cosa si perde? Probabilmente è sempre un pari e patta nel corso dell'adattamento evolutivo (e involutivo) dell'essere umano.

Chi ha fede dice di riuscire a cogliere degli aspetti che un miscredente non può neanche immaginare (ecco l'estasi mistica vista come banale follia, e la mortificazione del corpo come forma di devozione ridotta a comune anoressia). Non credo sia possibile dire dove sia la visione più aderente alla realtà: probabilmente lo sono entrambe, solo che se ne colgono solo gli aspetti che il nostro cervello riesce a riconoscere, ed esclude tutti gli altri.

Probabilmente è una sindrome anche non avere fede, chissà :-)

Ma le sindromi cerebrali, quando investono la struttura stessa delle cellule nervose, non conoscono cura, ma solo bisogna imparare a conviverci.

Io convivo bene con la mia miscredenza e la mia visione non mistica e caotica del mondo, così come vedo persone che vivono benissimo con la fede e una visione escatologica del mondo.

Ma resto dell'idea che per entrambi i gruppi ciò dipenda da una precisa organizzazione neuronale e nulla di più.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Dom Set 25, 2011 4:51 pm

andrea lampi ha scritto:
Dec ha scritto:
simona vercelli ha scritto:
Io sono cattolica. Non mi sembrava giusto non dare la possibilità ad altri insegnanti di Religione di lavorare.
Vorrei capire il legame tra le due cose. Solidarietà umana o solidarietà di appartenenza? Io sono cattolico, ma se posso apprezzare la prima sono disgustato dalla seconda.
Scusa la mia ignoranza, non ho capito. Apprezzi un cattolico e sei disgustato dal fatto che un insegnante rinunci alle due ore di Religione per dare lavoro ad un altro insegnante di Religione? Non ho capito qual è il problema. A parte il fatto che ogni insegnante di classe è libero di insegnare Religione o meno, perché non può rinunciare per aiutare un altro insegnante?
Il termine disgustato mi sembra un po' forte.
Ti ringrazio se puoi spiegarmi cosa volevi dire, magari ho capito in un modo sbagliato.
Torno sul forum dopo molti giorni e non vorrei riaccendere la polemica, ma ti spiego cosa intendevo: spero che non volesse dire "ti aiuto perchè sono cattolica come te e se fossi di un'altra religione non lo farei"; se voleva dire "ti aiuto perchè anche tu hai bisogno di lavorare", va benissimo. Ripeto, non volevo intervenire sul merito della questione (che non conosco), ma non mi piaceva come era stato detto.
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simona vercelli



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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Lun Set 26, 2011 2:18 pm

Dec ha scritto:
andrea lampi ha scritto:
Dec ha scritto:
simona vercelli ha scritto:
Io sono cattolica. Non mi sembrava giusto non dare la possibilità ad altri insegnanti di Religione di lavorare.
Vorrei capire il legame tra le due cose. Solidarietà umana o solidarietà di appartenenza? Io sono cattolico, ma se posso apprezzare la prima sono disgustato dalla seconda.
Scusa la mia ignoranza, non ho capito. Apprezzi un cattolico e sei disgustato dal fatto che un insegnante rinunci alle due ore di Religione per dare lavoro ad un altro insegnante di Religione? Non ho capito qual è il problema. A parte il fatto che ogni insegnante di classe è libero di insegnare Religione o meno, perché non può rinunciare per aiutare un altro insegnante?
Il termine disgustato mi sembra un po' forte.
Ti ringrazio se puoi spiegarmi cosa volevi dire, magari ho capito in un modo sbagliato.
Torno sul forum dopo molti giorni e non vorrei riaccendere la polemica, ma ti spiego cosa intendevo: spero che non volesse dire "ti aiuto perchè sono cattolica come te e se fossi di un'altra religione non lo farei"; se voleva dire "ti aiuto perchè anche tu hai bisogno di lavorare", va benissimo. Ripeto, non volevo intervenire sul merito della questione (che non conosco), ma non mi piaceva come era stato detto.
Io ho fatto il doposcuola in un oratorio cattolico dove c'erano molti bambini musulmani. Aiuto anche i non cattolici.
Il problema è questo: noi maestre di classe della scuola primaria (ma questo avviene anche nella materna) abbiamo 24 ore di servizio settimanale. Se rinunciamo a 2 ore di Religione (1h e 30 alla materna), non perdiamo nulla economicamente, in quanto all'orario facciamo musica, ginnastica, disegno o la mensa al posto di Religione. In questo senso dico: sono cattolica. Perché devo fare io Religione togliendo la possibilità ad un altro insegnante di lavorare? Io non ci perdo nulla.
Secondo te quindi è giusto che le maestre di classe rinuncino all'ora di Religione?
Avrei rinunciato, che ne so, a storia delle religioni anche se in lista ci fosse stato un maestro musulmano, buddista, ateo, ecc.
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MessaggioOggetto: Re: Perché è giusto nella scuola primaria che le insegnanti di classe non facciano religione   Lun Set 26, 2011 10:42 pm

Non ho un'opinione su questo problema che non conoscevo nemmeno prima di leggere i vostri post. E' chiaro che per come presentate voi la questione sembra che non abbia senso per la maestra di classe comune voler fare religione, eppure se alcune insistono a farlo ci sarà un motivo: finchè qualcuna di loro non interverrà per spiegarci le sue ragioni rimarrà sempre un discorso a senso unico.
Ero intervenuto in questo topic perchè alcune affermazioni mi avevano infastidito; ora credo che ulteriori commenti da parte mia siano del tutto inutili, perciò vi chiedo cortesemente di non quotarmi più su questa questione.
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