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 Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea

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filbos



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MessaggioOggetto: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mer Ott 26, 2011 10:45 pm

Promemoria primo messaggio :

Promozione e valorizzazione del capitale umano. L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.

http://www.repubblica.it/economia/2011/10/26/news/il_testo_della_lettera_alla_ue-23930250/?ref=HREA-1
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Sab Ott 29, 2011 11:30 am

Sicuramente il tempo speso durante le riunioni collegiali potrebbe essere più fruttuoso, senza dubbio. Voglio solo ricordare che ogni delega data ad altri è sempre un pezzettino di voce che ci togliamo.

Adesso ci lamentiamo di perdere tempo in inutili riunioni, poi ci lamenteremo che non abbiamo occasioni di far sentire la nostra voce. Quando votiamo delle delibere svogliatamente, stiamo comunque esercitando un principio di libertà (il fatto che non ce ne interessiamo è solo colpa nostra, perché pensiamo di star perdere solo tempo invece di intervenire e dire la nostra). Il giorno che non potremo più esercitarlo avremo sì più tempo libero da dedicare a cose più gradite, ma saremo anche un poco più servi.

Si tratta di capire cosa preferiamo (c'è gente che con la catena al collo e la frusta sempre a schioccare dietro la schiena vivono benissimo).

Sono scelte anche queste, peccato che siano tendenzialmente definitive o di difficile ritorno.
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sconcertato



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Sab Ott 29, 2011 12:07 pm

Il collegio docenti è la riunione piu' inutile del mondo. Centinaia di teste che si riuniscono per decidere del nulla (spesso costretti ad ascoltare le liti tra due docentisu questioni a me lontane).Se ogni docente dovesse parlare 5 minuti ci vorrebbe una riunione che supera le 8 ore, figuriamoci cosa succederebbe per eventuali repliche. Basterebbe al massimo 1 riunione ad inizio anno per decidere (tramite semplice votazione di proposte già pronte) l'organizzazione didattica dell'anno scolastico e poi basta. E' come dire che in una azienda si riuniscono 100 dipendenti per decidere qualcosa di un progetto. Chi ha lavorato nel privato sa che sarebbe una sciocchezza enorme.
E poi tirarsi la zappa sui piedi perchè chiedo di guadagnare di piu'? La proposta riguardava qualche ora in piu', non mi sembra che sia insostenibile (le 36/40 ore settimanali sono per me probabilmente insostenibili). Il mondo sembra andare al contriario, si è contenti quando si vive nella miseria. Forse per qualcuno che vive in un paesino della sicilia va bene 1300 euro al mese dove il pane costa 1,50 al kg. Dove vivo io il pane costa da 3,50 al kg in su. Fate voi!
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Sab Ott 29, 2011 2:03 pm

La proposta di qualche ora in più non è mai stata avanzata seriamente da nessuno, né dai sindacati né dal MIUR. Siamo in epoca di tagli, secondo anche il principio che la scuola pubblica costa più allo Stato di quella privata (che sia vero o no, non lo so: leggo dati ambigui e contrastanti, quindi non mi è chiaro dov'è la verità).

Ma diciamo pure che per lo Stato la scuola pubblica è un dovere costituzionale costoso e che quindi vuole ridurre al minimo tale costo.

Inoltre se gli stessi docenti sottolineano tutti gli aspetti "inutili" della scuola, che costituiscono anch'essi un costo, perché rientrano nei nostri doveri contrattuali (siamo pagati anche per partecipare a quelle inutili riunioni, non dimenticatelo: è parte integrante del nostro compenso orario, non è gratia et amore Dei), allora si dà ragione che i docenti potrebbero lavorare di più a parità di costo o quasi.

Avere un diritto di voto all'interno di un collegio fa la differenza fra essere un funzionario e un impiegato (per quanto altamente specializzato e titolato).

L'errore che fanno molti docenti è pensare che veniamo pagati solo per fare l'insegnante in classe: il nostro ruolo è istituzionalmente anche altro (ma è vero che viene svilito dalla condotta che poi ha l'organizzazione delle scuole, con consigli inutili, collegi docenti disordinati, ecc. ecc.).

Se rinunciamo a quell'aspetto, il MIUR avrà gioco facilissimo a dimezzare il nostro costo orario (che ripeto, viene stabilito in base a precise tabelle di mansionario).

Faremo 36 ore sì, ma con l'attuale stipendio, quindi attenti alle richieste di cosa accettare e di cosa concedere...

P.S. Quando si porta in tavola il fatto che all'estero i docenti guadagnano di più, il MIUR dice sempre che però lavorano anche molto di più, e hanno anche un inquadramento più alto con maggiori responsabilità (sarà vero?). Ribadisco: dire che tutto deve girare intorno alla didattica farà rivedere verso il basso il nostro stipendio orario (non dite poi che non ve l'ho detto).
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Sab Ott 29, 2011 3:17 pm

sconcertato ha scritto:
Il collegio docenti è la riunione piu' inutile del mondo. Centinaia di teste che si riuniscono per decidere del nulla (spesso costretti ad ascoltare le liti tra due docentisu questioni a me lontane).Se ogni docente dovesse parlare 5 minuti ci vorrebbe una riunione che supera le 8 ore, figuriamoci cosa succederebbe per eventuali repliche. Basterebbe al massimo 1 riunione ad inizio anno per decidere (tramite semplice votazione di proposte già pronte) l'organizzazione didattica dell'anno scolastico e poi basta. E' come dire che in una azienda si riuniscono 100 dipendenti per decidere qualcosa di un progetto. Chi ha lavorato nel privato sa che sarebbe una sciocchezza enorme.
E poi tirarsi la zappa sui piedi perchè chiedo di guadagnare di piu'? La proposta riguardava qualche ora in piu', non mi sembra che sia insostenibile (le 36/40 ore settimanali sono per me probabilmente insostenibili). Il mondo sembra andare al contriario, si è contenti quando si vive nella miseria. Forse per qualcuno che vive in un paesino della sicilia va bene 1300 euro al mese dove il pane costa 1,50 al kg. Dove vivo io il pane costa da 3,50 al kg in su. Fate voi!
Io vivo in Sardegna (isola) e da me il pane (come tante altre cose) costa quanto da te. Per la verità ne esiste anche di più caro, ma anche di meno caro, dipende: se vuoi mangiare pan biscotto devi sborsare qualche soldino in più; se ti accontenti del classico regionale te la cavi con qualcosa in meno.
Non credete a questa favoletta leghista, che del minor costo della vita al sud vorrebbe fare il presupposto per una sforbiciata dei salari da Roma in giù.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Sab Ott 29, 2011 3:22 pm

Infatti 'sta storia del pane ha rotto: la farina 00 è uno dei più invasivi veleni che l'umanità ha creato (i celiaci dovrebbero essere la norma nella fisiologia umana, in quanto moltissimi fra noi non celiaci in realtà sopportano il glutine come Mitridate il veleno: ci siamo assuefatti, ma rimane comunque tossico).

Cambiare dieta magari può essere un'idea :-)
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Sab Ott 29, 2011 3:27 pm

Albith ha scritto:
Infatti 'sta storia del pane ha rotto: la farina 00 è uno dei più invasivi veleni che l'umanità ha creato (i celiaci dovrebbero essere la norma nella fisiologia umana, in quanto moltissimi fra noi non celiaci in realtà sopportano il glutine come Mitridate il veleno: ci siamo assuefatti, ma rimane comunque tossico).

Cambiare dieta magari può essere un'idea :-)

Si, ma anche aria e panorama.
A proposito di mitridatismo da glutine: di Robb Wolf La Paleo Dieta
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Violaxxx



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 12:56 am

DIMBERAIEL: ma per due ore settimanali, che secondo TE, non servono a niente, vorresti 36 di lezione? Ma sai cosa significano 36 ore di insegnamento frontale??? Sai quante ore di programmazione comporterebbero (e che dovresti fare TU, a casa tua, alla sera e nei weeek end, dato che lavoreresti tutti il giorno)?!? Di certo tu non hai una famglia a cui badare, una casa a cui badare, dei figlio,un marito, una vita da vivere oltre al lavoro, altrimenti non parleresti a questa maniera...
Per piacere, te lo ripeto, se vuoi guadagnare di più e lavorare dalla mattina alla sera....cambia mestiere! Ma non trascinarci tutti nel baratro con queste affermazioni fuori luogo e lesive per la nostra categoria, gazie!!!
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dimberaidiel



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 8:45 am

Violaxxx ha scritto:
DIMBERAIEL: ma per due ore settimanali, che secondo TE, non servono a niente, vorresti 36 di lezione? Ma sai cosa significano 36 ore di insegnamento frontale??? Sai quante ore di programmazione comporterebbero (e che dovresti fare TU, a casa tua, alla sera e nei weeek end, dato che lavoreresti tutti il giorno)?!? Di certo tu non hai una famglia a cui badare, una casa a cui badare, dei figlio,un marito, una vita da vivere oltre al lavoro, altrimenti non parleresti a questa maniera...
Per piacere, te lo ripeto, se vuoi guadagnare di più e lavorare dalla mattina alla sera....cambia mestiere! Ma non trascinarci tutti nel baratro con queste affermazioni fuori luogo e lesive per la nostra categoria, gazie!!!

Innanzitutto non ho mai parlato di 36 ore settimanali. Secondo, che ne sai della mia situazione familiare? Io HO una famiglia, una figlia, un marito, una casa a cui badare, un secondo lavoro e una vita molto piena da vivere fuori della scuola. Quello che ho cercato di dire è che se parte delle ore che impieghiamo per riunioni e corsi di aggiornamento inutili fossero convertite in didattica frontale lo apprezzerei di più. La programmazione non è quella brutta bestia di cui tutti parlano, semmai mi spaventano di più le prove e le verifiche da correggere. Ad ogni modo, penso che anche sul versante programmazione, obiettivi et similia si potrebbe sfoltire e di molto: ricopiare nella mia programmazione ogni santo anno l'indice del libro di testo - in cui sono già indicate per noi di lingue le funzioni comunicative, le strutture grammaticali e tutto quello che serve a chi giova? Al preside? Ai genitori? Non le legge mai nessuno le programmazioni, e anche se qualcuno le leggesse per la parte relativa ai contenuti basterebbe aprire il libro di testo e leggere.
Questo è un piccolo esempio, insieme agli altri che ho fatto nei post precedenti, per dire che secondo me noi insegnanti siamo obbligati - e pagati - per fare delle cose che potrebbero essere benissimo eliminate. Non sto parlando di tutte le ore legate alla funzione docente e agli impegni collegiali, ma di parte di quelle ore. 80 ore sono tantissime: in molte scuole non si fanno tutte le 80 ore ma in alcune sì, ed è una gran perdita di tempo. 5 collegi docenti in un anno sono inutili, così come un consiglio di classe al mese più gli scrutini. Io preferirei, come già detto, impiegare quelle ore per fare altro come corsi di recupero o aggiornamento sulla MIA disciplina.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 8:49 am

Violaxxx ha scritto:
DIMBERAIEL: ma per due ore settimanali, che secondo TE, non servono a niente, vorresti 36 di lezione? Ma sai cosa significano 36 ore di insegnamento frontale??? Sai quante ore di programmazione comporterebbero (e che dovresti fare TU, a casa tua, alla sera e nei weeek end, dato che lavoreresti tutti il giorno)?!? Di certo tu non hai una famglia a cui badare, una casa a cui badare, dei figlio,un marito, una vita da vivere oltre al lavoro, altrimenti non parleresti a questa maniera...
Per piacere, te lo ripeto, se vuoi guadagnare di più e lavorare dalla mattina alla sera....cambia mestiere! Ma non trascinarci tutti nel baratro con queste affermazioni fuori luogo e lesive per la nostra categoria, gazie!!!



Spero che a Dimb.(ma anche agli altri che la pensano nello stesso modo) possa essere data anche solo la possibilità di insegnare per 36 FRONTALI in un professionale, magari con 18 classi da 30 studenti (540 studenti), con tutti i casi SOS, dsa, problematici annessi (e ovviamente fare comunque 18 consigli di classe che non possono essere inutili). E ovviamente correggere, a casa, 540 compiti ogni mese e fare un bel giro di 540 interrogazioni...tutto al posto delle 2 ore (e comunque ne hai 40 obbligatorie da fare) di inutili riunioni.

Poi, alla fine del mese, mi piacerebbe avere un suo resoconto dettagliato. A me pare, ma forse sbaglio come spesso di capita di fare, che queste fantomatiche corse al massacro arrivino da chi è da poco nella scuola o da chi ha la fortuna di vivere una situazione de facto privilegiata con le 18 ore, non si può nascondere infatti che ci siano scuole dove lo "stress" è decisamente ridotto, o materie che non necessitano nessuna correzione di compiti a casa o preparazione di lezioni complesse.
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dimberaidiel



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 9:18 am

gugu ha scritto:
Spero che a Dimb.(ma anche agli altri che la pensano nello stesso modo) possa essere data anche solo la possibilità di insegnare per 36 FRONTALI in un professionale, magari con 18 classi da 30 studenti (540 studenti), con tutti i casi SOS, dsa, problematici annessi (e ovviamente fare comunque 18 consigli di classe che non possono essere inutili). E ovviamente correggere, a casa, 540 compiti ogni mese e fare un bel giro di 540 interrogazioni...tutto al posto delle 2 ore (e comunque ne hai 40 obbligatorie da fare) di inutili riunioni.

Gugu, per favore rileggi bene i miei messaggi: non ho mai parlato di 36 ore frontali. Ho detto solo che riguardo a un aumento delle ore di lezione si può discutere, valutando i pro e i contro e, eventualmente, eliminando alcune delle ore di impegni pomeridiani a favore di lezioni e/o recupero.

gugu ha scritto:
A me pare, ma forse sbaglio come spesso di capita di fare, che queste fantomatiche corse al massacro arrivino da chi è da poco nella scuola o da chi ha la fortuna di vivere una situazione de facto privilegiata con le 18 ore, non si può nascondere infatti che ci siano scuole dove lo "stress" è decisamente ridotto, o materie che non necessitano nessuna correzione di compiti a casa o preparazione di lezioni complesse.

Sono fortunata perchè ho la fortuna di avere 18h pur essendo non abilitata ma non ritengo di essere privilegiata. Io devo svolgere in due ore settimanali pressochè lo stesso programma di inglese (che ne ha 3), con verifiche e prove da valutare e lezioni da preparare. Insegno in una scuola "di frontiera" dove i casi "particolari" si sprecano ma questo non ha nulla a che vedere con il discorso che si sta affrontando in questo topic. Io ho la tendenza a ragionare e a scegliere quello che secondo me è giusto o sbagliato a prescindere dalla mia situazione e dal mio tornaconto personale.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 9:19 am

Delle 36 ore ho parlato io riprendendo le parole della Gelmini che diceva tempo fa che erano maturi i tempi per il docente full time. In molte PA il full time è di 36 ore (mi sono quindi tenuto basso, ma chiaramente potrebbero anche essere 40).

Lo dicevo perché il collega Sconcertato diceva che avrebbe voluto un paio di ore in più, e va benissimo, solo che specificavo che né i sindacati né il MIUR hanno mai proposto minimi aumenti ma o nessun aumento (i sindacati) o il full time (Gelmini).

Inoltre sullo stipendio, osservavo soltanto che veniamo pagati anche per le "inutili riunioni" e le funzioni annesse. Se facciamo solo lezione il nostro valore orario si abbassa, perché diminuiscono le nostre funzioni.

Volevo chiarire solo questo (e consigliare a tutti di leggere bene il CCNL su incarichi e mansioni).
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 10:40 am

Tranquillo Albith, ci dovrebbero essere dati i buoni-pasto, se facessimo l'orario di tutti gli altri Statali: buoni-pasto che sono stati a rischio abolizione per gli Statali proprio qualche settimana fa. Cob la faccenda dei buoni-pasto, il gioco non vale la candela, dal punto di vista economico.

P.S. Quando l'economia detta legge su tutto : (
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 10:44 am

Albith, io un'ideuzza ce l'avrei da dove far saltare fuori i soldi per i buoni-pasto e tu la sai. Ma in questa discussione sarei fuori tema. Muahahahah.

Ok, meglio non fare nessun ricorso per quella faccenda e mi rimangio tutto... perchè i risparmi che ne deriverebbero potrebbero essere usati contro di noi.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 11:06 am

LucaPS ha scritto:
Albith, io un'ideuzza ce l'avrei da dove far saltare fuori i soldi per i buoni-pasto e tu la sai. Ma in questa discussione sarei fuori tema. Muahahahah.

Ok, meglio non fare nessun ricorso per quella faccenda e mi rimangio tutto... perchè i risparmi che ne deriverebbero potrebbero essere usati contro di noi.

Tutto può essere usato contro tutti: lo Stato moderno servirebbe proprio a difendere i membri di una comunità dagli altri membri. Se finiamo con l'essere una giungla vuol dire che lo Stato moderno o ha fallito o non serve alla bisogna.
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sconcertato



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 11:55 am

Albith ha scritto:
Infatti 'sta storia del pane ha rotto: la farina 00 è uno dei più invasivi veleni che l'umanità ha creato (i celiaci dovrebbero essere la norma nella fisiologia umana, in quanto moltissimi fra noi non celiaci in realtà sopportano il glutine come Mitridate il veleno: ci siamo assuefatti, ma rimane comunque tossico).

Cambiare dieta magari può essere un'idea :-)
Sono allibito da certi discorsi. Tanto per cominciare io sono meridionale anche se lavoro al nord, quindi so bene (forse meglio di voi) la differenza del costo della vita su alcuni beni essenziali (pane in primis). Non ho bisogno di ascoltare quei quattro caf.ni della lega. Per il resto sono esterrefatto per la mancanza di ambizioni di alcuni colleghi lavoratori/trici che si limitano ad adattare la propria "dieta" alla situazione. Forse non hanno bisogno di chiedere di piu' perchè hanno altri introiti? (mariti?), hanno casa di proprietà?, vivono ancora in famiglia? o semplicemente si accontentano di poco. Come si puo' essere di esempio alle prossime generazioni se il proprio stipendio è uguale a quello di un operaio specializzato? Come si puo' pretendere rispetto nella società se queste sono le condizioni? Come si puo' affermare in aula che lo studio è importante se l'insegnante laureato guadagna quasi quanto una badante? Se invece voi fate certe affermazioni solo perchè siete precari e rischiate di "perdere" la supplenza, allora siamo davvero alla frutta perchè si cerca di vivere sulle spalle degli altri. Il Paese sarebbe senza speranza!


Ultima modifica di sconcertato il Dom Ott 30, 2011 12:23 pm, modificato 5 volte
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 12:00 pm

Hai ragione, prof. Albith: accuso il colpo e faccio ammenda. Ero rimasto all'homo homini lupus, ora mi studio un po' Locke, passando per Hobbes. Ma poi mi scolo due bicchieri di vino col buon selvaggio di Rousseau, che è così simpatico. E poi telefono un attimo a John Stuart Mill che mi deve rinfrescare qualcosa sulla libertà. Questo percorso di studi potrebbe essere fatto anche dai nostri nuovi Leviatani che ci ritroviamo oggi: penso che corsi del genere ci siano anche al Cepu : )

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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 12:39 pm

La battuta sulla dieta era perché sento spesso questa storia del pane (per inciso sono napoletano, vivo a Milano solo da due anni e pochi mesi, e mi rendo conto delle differenze culinarie delle varie regioni italiane: indiscutibilmente il pane, la pasta e la pizza migliore sono dalle parti mie, sebbene fra nord e sud si trovino prodotti interessanti). Per inciso gli introiti miei e del mio compagno al momento ci bastano, ma se fossero di più non ci farebbero schifo, questo è chiaro.

Su quanto veniamo pagati quindi, è giusto il discorso, ma perché fare una proposta di "più ore, più stipendio"?. La battaglia giusta è: "valiamo di più di quanto ci pagate".

Infine sulla questione docenti di ruolo vs. docenti precari non entro (sebbene io sia ancora precario), perché del resto non è propriamente in topic (o meglio, la questione in questo forum sarebbe in topic pervasivamente, ma soprassediamo).

Sulle ambizioni personali non ti so dire: le mie ambizioni sono maggiormente rivolte alla società intera più che al mio piccolo, per quanto ovviamente sono collegate, ma credo che dipenda dal fatto che da questa società ricevo un discreto numero di discriminazioni, quindi per me lo stipendio è davvero il meno (senza fraintendimenti, mi serve lo stipendio, ma con i soldi non compri i diritti sociali, a meno che di soldi non ne fai davvero al livello di Zio Paperone...).

Comunque se il lavoro per te è anche il luogo della carriera per la realizzazione personale oltre che della sussistenza, non saprei dire se la scuola è il luogo adatto: conosco persone che sono veri barracuda, ma appunto lavorano in aziende private o in altri settori del pubblico, dove il principio dell'ambizione è maggiormente parte integrante dell'attività lavorativa.

Forse hai solo sbagliato lavoro, o meglio, se ti piace comunque insegnare, ma al contempo fare carriera, forse dovevi rivolgerti più all'insegnamento universitario che è indiscutibilmente più marcato nella direzione della competizione fra colleghi, o comunque è un luogo dove è più facile evidenziare una progressione di carriera come visibilità e anche come stipendio (almeno fino a qualche anno era così: ora non so).
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double812



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 1:04 pm

"E' chiaro che la coperta è corta, ma io (e molti altri) non posso vivere da pezzente perchè qualche precario deve lavorare (magari sotto casa)."

Ti chiami sconcertato....sono io che sono sconcertata da come sia caduta in basso questa categoria.
Per quattro lire in più sareste disposti a vendervi la vita di 150.000 famiglie di precari, sfruttate fino a quando ce n'è stato bisogno e poi messi alla porta con un "arrivederci, grazie e non rompete le scatole"....per 30 denari come Giuda.

E ci siamo dimenticati un piccolo dettaglio....la didattica....l'impossibilità di effettuare sostituzioni sui colleghi assenti...ma che v'importa? Avrete i vostri 30 denari in più....
Che mestiere fai tu? L'insegnante? Colui che deve educare le nuove generazioni?
E con che coraggio ti guardi allo specchio quando fai affermazioni di questo genere?

Sapete qual è la verità? Tutto quello che ci è accaduto, ce lo siamo meritato, se questo è quello che siamo!
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 2:14 pm

Beh, però non trascenderei troppo: il discorso del collega non è affatto nuovo (lo sentivo già quando ero io studente delle medie da parte di docenti che avevo) quindi non lo legherei necessariamente a un pensiero classista in senso stretto.

Sconcertato esprime un legittimo desiderio di avere di più dal suo lavoro; io, più realisticamente, ritengo che sia anche una richiesta giusta e condivisibile, ma che il terreno che vorrebbe percorrere per ottenere tale richiesta è piena di mine antiuomo, e forse per questo molti anelano lo stesso, ma pochissimi alla fine esternano, perché affrontare seriamente la cosa spaccherebbe più di quanto unirebbe, come appunto evidenzi tu, double.

Il mio sospetto è che però la sua richiesta di un maggiore monte ore sarà prima o poi realizzata, e anche la riduzione delle incombenze per i docenti (sta già avvenendo: vedi funzioni strumentali e affini), ma che ciò porti a più tempo per la sola didattica e a uno stipendio maggiorato, mi sento di escluderlo.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Dom Ott 30, 2011 4:47 pm

Albith ha scritto:

Sconcertato esprime un legittimo desiderio di avere di più dal suo lavoro;


Eh ma come hai già detto vuole "più ore, per più stipendio", ovvero della sua richiesta di "improvement" del docente di ruolo (non precario che cerca di vivere sulle spalle dei docenti di ruolo, of course) non rimane nulla (ma neppure potrà avere mai nulla, visto che caratteristica peculiare di questa professione è quella di non aver nessun tipo di carriera possibile davanti, se non diventare DS o fare i "progettini", se questo è considerato carriera). Anzi, a causa dell'irpef, 24 ore sono pagate ancor meno di 18+6, per cui in proporzione sconcertato con 24 ore prenderebbe ancora meno di un precario-civetta-gufo che ne fa 18, se gliele lasciano. Per il resto lascio i commenti al post-ponte.
La mia paura è che fra poco alcune di queste idee vengano prese veramente sul serio, ovviamente con l'idea che però 24 ore dovranno essere pagate come 18, e a quel punto lo stipendio dello "operaio" diventa pura chimera. Mi fa piacere però sentire che qualcuno creda ancora nella figura del docente dotato di aureola privilegiante, finora ho sempre visto il contrario. :-)


PS. Sconcertato, per chiedere di non essere PARAGONATO A UN OPERAIO SPECIALIZZATO (sic!), non devi chiedere più ore e meno stipendio, ma più stipendio per le ore che fai. ;-)
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sconcertato



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 11:11 am

double812 ha scritto:
"E' chiaro che la coperta è corta, ma io (e molti altri) non posso vivere da pezzente perchè qualche precario deve lavorare (magari sotto casa)."

Ti chiami sconcertato....sono io che sono sconcertata da come sia caduta in basso questa categoria.
Per quattro lire in più sareste disposti a vendervi la vita di 150.000 famiglie di precari, sfruttate fino a quando ce n'è stato bisogno e poi messi alla porta con un "arrivederci, grazie e non rompete le scatole"....per 30 denari come Giuda.

E ci siamo dimenticati un piccolo dettaglio....la didattica....l'impossibilità di effettuare sostituzioni sui colleghi assenti...ma che v'importa? Avrete i vostri 30 denari in più....
Che mestiere fai tu? L'insegnante? Colui che deve educare le nuove generazioni?
E con che coraggio ti guardi allo specchio quando fai affermazioni di questo genere?

Sapete qual è la verità? Tutto quello che ci è accaduto, ce lo siamo meritato, se questo è quello che siamo!
Come ti permetti di fare certe affermazioni?
Tanto per cominciare nessuno ti ha mai "sfruttato". Sei stata pagata per il lavoro svolto alla pari dei tuoi colleghi di ruolo. La prossima volta stai attenta alle parole che usi. Inoltre lo stato non ha mai firmato con il sangue il tuo contratto di lavoro con la garanzia di una assunzione t.i. Se vuoi ,puoi continuare a lavorare nella scuola per cercare il tuo contratto a t.i. ma non puoi pretenderlo a scapito degli altri.Io cerco una scuola migliore, dove la professione è valorizzata, il docente rispettato dentro e fuori la scuola, dove il lavoro risulti degnamente pagato per l'impegno profuso.
Ed è per questo che mi guardo con grande coraggio allo specchio.
Mi sembra di capire che tu vuoi una scuola usata come ammortizzatore sociale, dove conta solo l'essersi "sistemata" a scapito della professionalità dei colleghi e del buon funzionamento della scuola. Ti guardi serena anche tu allo specchio?
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sconcertato



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 11:33 am

Albith ha scritto:
Beh, però non trascenderei troppo: il discorso del collega non è affatto nuovo (lo sentivo già quando ero io studente delle medie da parte di docenti che avevo) quindi non lo legherei necessariamente a un pensiero classista in senso stretto.

Sconcertato esprime un legittimo desiderio di avere di più dal suo lavoro; io, più realisticamente, ritengo che sia anche una richiesta giusta e condivisibile, ma che il terreno che vorrebbe percorrere per ottenere tale richiesta è piena di mine antiuomo, e forse per questo molti anelano lo stesso, ma pochissimi alla fine esternano, perché affrontare seriamente la cosa spaccherebbe più di quanto unirebbe, come appunto evidenzi tu, double.

Il mio sospetto è che però la sua richiesta di un maggiore monte ore sarà prima o poi realizzata, e anche la riduzione delle incombenze per i docenti (sta già avvenendo: vedi funzioni strumentali e affini), ma che ciò porti a più tempo per la sola didattica e a uno stipendio maggiorato, mi sento di escluderlo.
Finalmente uno che ragiona. Ho letto le tue risposte e sono tutte da apprezzare per la chiarezza e l'onesta intellettuale. Spero che tu possa riuscire nell' ardua impresa di creare una società migliore dove siano abbattute tutte le forme di discrimanazioni frutto solo di ignorante pregiudizio.
"...ma che ciò porti a più tempo per la sola didattica e a uno stipendio maggiorato, mi sento di escluderlo" Naturalmente spero che tu ti sbagli ;-)
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 11:50 am

double812 ha scritto:
"E' chiaro che la coperta è corta, ma io (e molti altri) non posso vivere da pezzente perchè qualche precario deve lavorare (magari sotto casa)."

Ti chiami sconcertato....sono io che sono sconcertata da come sia caduta in basso questa categoria.
Per quattro lire in più sareste disposti a vendervi la vita di 150.000 famiglie di precari, sfruttate fino a quando ce n'è stato bisogno e poi messi alla porta con un "arrivederci, grazie e non rompete le scatole"....per 30 denari come Giuda.

E ci siamo dimenticati un piccolo dettaglio....la didattica....l'impossibilità di effettuare sostituzioni sui colleghi assenti...ma che v'importa? Avrete i vostri 30 denari in più....
Che mestiere fai tu? L'insegnante? Colui che deve educare le nuove generazioni?
E con che coraggio ti guardi allo specchio quando fai affermazioni di questo genere?

Sapete qual è la verità? Tutto quello che ci è accaduto, ce lo siamo meritato, se questo è quello che siamo!

quoto.
Comunque è inutile perdere tempo per la lettera scritta da uno che ormai è alla frutta, piuttosto speriamo che da qui a qualche mese non dobbiamo andare tutti a casa. I mercati vogliono un 'Italia diversa, matura, lavoratrice, produttiva, che pensi al futuro piuttosto che alle schermaglie per poche decine di euro che sicuramente non elevano la qualità morale dell'insegnante.
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 11:53 am

sconcertato ha scritto:
double812 ha scritto:
"E' chiaro che la coperta è corta, ma io (e molti altri) non posso vivere da pezzente perchè qualche precario deve lavorare (magari sotto casa)."

Ti chiami sconcertato....sono io che sono sconcertata da come sia caduta in basso questa categoria.
Per quattro lire in più sareste disposti a vendervi la vita di 150.000 famiglie di precari, sfruttate fino a quando ce n'è stato bisogno e poi messi alla porta con un "arrivederci, grazie e non rompete le scatole"....per 30 denari come Giuda.

E ci siamo dimenticati un piccolo dettaglio....la didattica....l'impossibilità di effettuare sostituzioni sui colleghi assenti...ma che v'importa? Avrete i vostri 30 denari in più....
Che mestiere fai tu? L'insegnante? Colui che deve educare le nuove generazioni?
E con che coraggio ti guardi allo specchio quando fai affermazioni di questo genere?

Sapete qual è la verità? Tutto quello che ci è accaduto, ce lo siamo meritato, se questo è quello che siamo!
Come ti permetti di fare certe affermazioni?
Tanto per cominciare nessuno ti ha mai "sfruttato". Sei stata pagata per il lavoro svolto alla pari dei tuoi colleghi di ruolo. La prossima volta stai attenta alle parole che usi. Inoltre lo stato non ha mai firmato con il sangue il tuo contratto di lavoro con la garanzia di una assunzione t.i. Se vuoi ,puoi continuare a lavorare nella scuola per cercare il tuo contratto a t.i. ma non puoi pretenderlo a scapito degli altri.Io cerco una scuola migliore, dove la professione è valorizzata, il docente rispettato dentro e fuori la scuola, dove il lavoro risulti degnamente pagato per l'impegno profuso.
Ed è per questo che mi guardo con grande coraggio allo specchio.
Mi sembra di capire che tu vuoi una scuola usata come ammortizzatore sociale, dove conta solo l'essersi "sistemata" a scapito della professionalità dei colleghi e del buon funzionamento della scuola. Ti guardi serena anche tu allo specchio?

da quello che ho capito per te i soldi sono tutto e fanno la differenza tra chi non sa nulla e veste bene e chi, invece, sa e veste da pezzente ma comunque in grado di trasmettere la conoscenza ai giovani.
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 12:12 pm

sconcertato ha scritto:
Se vuoi ,puoi continuare a lavorare nella scuola per cercare il tuo contratto a t.i. ma non puoi pretenderlo a scapito degli altri.
Ma a scapito di chi? Sei tu che vuoi cambiare le regole attualmente in vigore, a prescindere che tu abbia ragione o meno; non puoi accusare gli altri di danneggiarti solo perchè esistono.
Io cerco una scuola migliore, dove la professione è valorizzata, il docente rispettato dentro e fuori la scuola, dove il lavoro risulti degnamente pagato per l'impegno profuso.
Se pensi che si otterrà questo aumentando il numero delle ore e lo stipendio (con il rischio, come ti hanno fatto notare, che il primo aumenti molto più del secondo), secondo me sei fuori strada. A mio avviso accadrà esattamente il contrario: svilimento della didattica (perchè materialmente non si riuscirà a stare dietro a tutto; già adesso per certe materie si fa fatica) e conseguente diminuzione del rispetto verso l'insegnante. Forse si dovrebbe insegnare a rispettare le persone indipendentemente da quanto guadagnano: a me scoccia essere pagato poco, ma non che non ci sia una differenza sensibile con un operaio specializzato; se entrambi guadagnassimo di più, mi andrebbe benissimo; da quello che dici sembra invece che tu accetteresti senza protestare il tuo attuale stipendio se l'operaio guadagnasse molto meno di te. Detto questo, potrei anche essere d'accordo a dare la possibilità a chi vuole guadagnare di più di fare più ore (purchè garantisca una didattica adeguata), ma solo se questo avvenisse su base volontaria e non come regola generalizzata.
Ed è per questo che mi guardo con grande coraggio allo specchio.
Mi sembra di capire che tu vuoi una scuola usata come ammortizzatore sociale, dove conta solo l'essersi "sistemata" a scapito della professionalità dei colleghi e del buon funzionamento della scuola. Questa è un'affermazione gratuita, che non trova riscontro nel post che hai quotato. Chiedo ad entrambi - e questo lo dico non come utente, ma come moderatore - di non trascendere per continuare a discutere dell'argomento senza costringerci a chiudere il topic.
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