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 Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea

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filbos



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MessaggioOggetto: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mer Ott 26, 2011 10:45 pm

Promemoria primo messaggio :

Promozione e valorizzazione del capitale umano. L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.

http://www.repubblica.it/economia/2011/10/26/news/il_testo_della_lettera_alla_ue-23930250/?ref=HREA-1
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double812



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 12:16 pm

Fino ad ora sono stata una fruitrice di questo forum e di questo sito molto rispettosa ed attenta ai toni, se stavolta ho usato delle parole forti - delle quali non mi scuso perché so di essere nella piena ragione - è perché ho letto nei tuoi commenti, caro sconcertato, la "summa" di tutte le corbellerie populistiche messe in giro da questo governo. L'unica che mancava (la cara vecchia storia dell'ammortizzatore sociale- non è che sei tu quello che scrive i discorsi per Marystar?) l'hai scritta nell'ultimo post, e con questo siamo al completo.
Certo che sono serena a guardarmi allo specchio. Per ogni ora che passo a scuola, ne passo altrettante a preparare lezioni, compiti in classe, correggerli, partecipare alle riunioni collegiali- che sono segno di democrazia, e anche se qualche volta possono essere inutili, preferisco questo a delegare al DS ogni facoltà decisionale - quindi riterrei dannoso un aumento del carico di ore di lezione frontale.
Certo che sono stata pagata. Peccato che le aziende private dopo un certo numero di contratti a t.d. siano costrette ad assumerti, lo Stato evidentemente no. Ma questo a quanto pare per te non vuol dire sfruttamento.
E con questo la chiuderei, non mi sembra dignitoso per me discutere con un servo del potere e non mi sembra rispettoso nei confronti dei moderatori di questo preziosissimo forum, che è una delle cose migliori che esista nella scuola italiana.
Con loro, e solo con loro, mi scuso se ho usato dei toni poco adatti.
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double812



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 12:18 pm

Dec, l'ultimo post lo avevo scritto senza aver ancora letto la tua risposta, per la quale ti ringrazio. Ribadisco, per me finisce qua e mi scuso con voi.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 12:24 pm

La scuola ha sicuramente funzionato come enorme ammortizzatore sociale, come attività per donne in stragrande maggioranza, sposate con mariti che avevano lavori "veri", tutto in un'ottica spaventosamente maschilista, oserei dire anzi machista!

Tuttavia, sebbene questo sia stata una realtà, non era la totale realtà e soprattutto non è detto che si debba continuare in questo solco.

Direi che dobbiamo superare le due massime: "Lavorare meno, lavorare tutti" e "Mors tua, vita mea", per un più moderno "Lavorare meglio insieme".

La lettera di Mr B. che ha dato origine a questo topic è piena di luoghi comuni e comunissimi, di belle frasi a effetto ma a cui non corrisponde nessuna sostanza né un pensiero per futuri fattivi interventi.

Nella scuola sento spesso idee e opinioni su come potrebbe esserci una scuola migliore e come realizzarla: sono idee interessanti, anche con notevoli programmazioni tecniche. Il fatto che nei sindacati tali idee non circolino nemmeno come ombre, fa capire che hanno fatto il loro tempo e che noi intanto ci stiamo disperdendo e attaccando gli uni con gli altri.

Spero che arrivino presto tempi maturi per trovare una nuova unità, anche scazzandoci parecchio :-)

In fondo se si litiga, vuol dire che ci si tiene gli uni agli altri, no?
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 12:25 pm

double812 ha scritto:
non mi sembra dignitoso per me discutere con un servo del potere
Ecco, anche questa è un'espressione inaccettabile. Ognuno ha il diritto di avere le sue idee e il sostenerle in modo educato e rispettoso. Entrambi siete andati un po' troppo sopra le righe.
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sconcertato



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 12:31 pm

Caro Dec,

naturalmente accolgo il tuo invito sui toni e quindi non rispondo all'ennesima provocazione di double.

Non mi sento servo del potere anche perchè non ho votato questo governo, ma credo che questo appartiene alla sfera personale. Tuttavia cerco di prendere il meglio da certe proposte anche quando provengono da ideologie a me lontane.

Ed è per questo che ho fatto certi ragionamenti, nella consapevolezza che non si otterrà mai un aumento di stipendio a parità di ore di lavoro (sarebbe troppo bello). Guardando ad altri modelli europei forse notiamo delle differenze ed è per questo che in modo propositivo dobbiamo sforzarci per di prenderne il meglio. La mia proposta quindi vuole essere un punto di equilibrio a mio avviso sostenibile. Natualmente si puo' essere d'accordo o no sulla proposta, ma credo che tutti dovremmo essere d'accordo sul concetto che cosi' come è oggi il sistema fa acqua. Noi che lavoriamo nel mondo della scuola ce ne accorgiamo ogni mattina quando entriamo in aula. Proposte alternative possono essere serenamente valutate in modo proposito e senza disfattismo.


Ultima modifica di sconcertato il Lun Ott 31, 2011 2:37 pm, modificato 1 volta
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double812



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 1:21 pm

Fino a qualche anno fa esistevano delle cattedre anche inferiori alle 18 ore che venivano completate con le cosiddette "ore a disposizione", mediante le quali si coprivano i docenti assenti per brevi periodi. Ora ciò non è più possibile in quanto tutte le cattedre sono state ricondotte a 18 (o più, nella mia provincia ci sono moltissimi casi di cattedre a 19, 20, 21 ore). Le conseguenze sono state drammatiche, dato che hanno portato ad una situazione di vera e propria negazione di diritto allo studio.

Mi pare evidente che un aumento delle ore di cattedra porterebbe a peggiorare ulteriormente questa situazione, visto che l'assenza di un collega comporterebbe un maggior numero di ore da sostituire e che il maggior carico di lavoro per tutti farebbe scemare ulteriormente la disponibilità da parte degli altri a effettuare supplenze, spesso neanche pagate.
Dunque io chiedo a tutti coloro che sono favorevoli a questo aumento di ore come penserebbero di risolvere questo problema e in cosa esattamente secondo loro ci sarebbe un miglioramento dal punto di vista didattico grazie a questa modifica.
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sconcertato



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 5:00 pm

Albith ha scritto:
La scuola ha sicuramente funzionato come enorme ammortizzatore sociale, come attività per donne in stragrande maggioranza, sposate con mariti che avevano lavori "veri", tutto in un'ottica spaventosamente maschilista, oserei dire anzi machista!

Tuttavia, sebbene questo sia stata una realtà, non era la totale realtà e soprattutto non è detto che si debba continuare in questo solco.

Direi che dobbiamo superare le due massime: "Lavorare meno, lavorare tutti" e "Mors tua, vita mea", per un più moderno "Lavorare meglio insieme".

La lettera di Mr B. che ha dato origine a questo topic è piena di luoghi comuni e comunissimi, di belle frasi a effetto ma a cui non corrisponde nessuna sostanza né un pensiero per futuri fattivi interventi.

Nella scuola sento spesso idee e opinioni su come potrebbe esserci una scuola migliore e come realizzarla: sono idee interessanti, anche con notevoli programmazioni tecniche. Il fatto che nei sindacati tali idee non circolino nemmeno come ombre, fa capire che hanno fatto il loro tempo e che noi intanto ci stiamo disperdendo e attaccando gli uni con gli altri.

Spero che arrivino presto tempi maturi per trovare una nuova unità, anche scazzandoci parecchio :-)

In fondo se si litiga, vuol dire che ci si tiene gli uni agli altri, no?
Un'altra analisi chiara ed obiettiva. Tutto cio' che hai scritto corrisponde ad una fotografia della realtà attuale. Nelle tue parole ci sono anche toni concilianti e interessanti spunti di riflessione. Sono sicuro che sei un bravo insegnante.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 5:16 pm

Solo una precisazione: quando dico che "hanno fatto il loro tempo", il soggetto sono i sindacati, non le idee, giusto per evitare equivoci :-)
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sconcertato



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 5:18 pm

Albith ha scritto:
Solo una precisazione: quando dico che "hanno fatto il loro tempo", il soggetto sono i sindacati, non le idee, giusto per evitare equivoci :-)
Naturalmente ;-)
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 5:30 pm

sconcertato ha scritto:
Caro Dec,

naturalmente accolgo il tuo invito sui toni e quindi non rispondo all'ennesima provocazione di double.

Non mi sento servo del potere anche perchè non ho votato questo governo, ma credo che questo appartiene alla sfera personale. Tuttavia cerco di prendere il meglio da certe proposte anche quando provengono da ideologie a me lontane.

Ed è per questo che ho fatto certi ragionamenti, nella consapevolezza che non si otterrà mai un aumento di stipendio a parità di ore di lavoro (sarebbe troppo bello). Guardando ad altri modelli europei forse notiamo delle differenze ed è per questo che in modo propositivo dobbiamo sforzarci per di prenderne il meglio. La mia proposta quindi vuole essere un punto di equilibrio a mio avviso sostenibile. Natualmente si puo' essere d'accordo o no sulla proposta, ma credo che tutti dovremmo essere d'accordo sul concetto che cosi' come è oggi il sistema fa acqua. Noi che lavoriamo nel mondo della scuola ce ne accorgiamo ogni mattina quando entriamo in aula. Proposte alternative possono essere serenamente valutate in modo proposito e senza disfattismo.



Proponi. Credo di aver spiegato che la "tua proposta", ovvero un aumento di ore, ti porterebbe in proporzione MENO stipendio.

Quali sono le tue ricette per una scuola migliore (eliminando, visto che l'hai fatto tu, il fatto di voler essere pagati di più a parità di ore, ovvero rimanendo nell'ottica che non apprezzi docente=operaio) ? Cosa vediamo quando entriamo in classe con 18 ore da precari e non vedremmo entrando in classe con 24 da docenti di ruolo?

Se sveli l'arcano penso si possa discutere sulle proposte (che finora non ci sono).
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trumma



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 5:52 pm

queste discussioni fatte in questo periodo non fanno altro che alimentare la nuova direttrice dettata da questo governo: "vinca il più forte a scapito dei più deboli". Anzichè i docenti, tutti, emanciparsi dalle scelte scellerate della Gelmini e pensare alla sistemazione definitiva degli innumerevoli precari, ancora una volta elementi della categoria fanno da ariete al nulla che sta rovinando l'Italia.
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sconcertato



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Lun Ott 31, 2011 10:38 pm

@ GUGU

La tua teoria di "piu' ore di didattica = meno stipendio" è davvero strana. Su quali presupposti si fonda?

@ Trumma
Ancora si antepone la questione precari alla questione "valorizzazione del ruolo di insegnante e stipendio dignitoso". La discussione l'abbiamo gia' sviscerata e le nostre posizioni sono rimaste antitetiche. Scusa ma non sono d'accordo e quindi è inutile rimarcarle ancora. Ho lavorato nel privato molti anni prima di approdare nella scuola e so bene qual'e' la logica da usare per aumentare il rendimento e l'efficienza dei collaboratori. Se pensi di fare un intervento propositivo per migliorare la scuola, aumentare la soddisfazione dei docenti e ridare loro la dignità che spetta, allora sei la benvenuta. Se discuti ancora del problema "dei precari" allora non rispondero' piu' per i motivi finora esposti.
P.S. non faccio da ariete al nulla ma mi preoccupo, tra le altre cose, di come aumentare il mio stipendio per poter comprare un paio di scarpe nuove a mio figlio, o anche per questo dovrei chiedere il permesso a qualcuno? Non credo che "stia rovindando l'Italia" per questo, quindi anche per te vale l'invito dei moderatori a moderare i termini.
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double812



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mar Nov 01, 2011 9:30 am

Credo che Gugu intendesse dire - mi correggerà se sbaglio - che poiché l'aumento di stipendio non sarà certamente proporzionale all'aumento delle ore, alla fine dei conti vi troverete a prendere uno stipendio netto per ora inferiore a quello attuale.
Ovviamente il problema dei precari non riguarda nessun altro se non noi precari. Ma ancora non ho ricevuto risposta sulla questione relativa alla didattica e alle sostituzioni che ho sollevato.
Qualcuno mi spiega in quale maniera l'aumento delle ore di cattedra dovrebbe influire positivamente sulla didattica? Non so voi, ma nelle mie classi ho diversi casi di DSA, di ritardi cognitivi, di ragazzi di recente immigrazione che parlano poco l'italiano. Fatemi capire, se ho più classi da seguire, la qualità del mio lavoro migliora?
O forse a questo aspetto non siamo interessati?
Vogliamo migliorare la scuola e ridare dignità ai docenti? Onestamente non credo che il discredito di cui soffre la categoria insegnanti nell'opinione pubblica dipenda dal fatto di avere uno stipendio pari a quello di un operaio specializzato o di una badante - peraltro lavori nobilissimi e degni di apprezzamento - bensì dal modo di lavorare di taluni insegnanti -lungi da me l'idea di generalizzare - sia di ruolo che precari, che della scuola hanno dato l'idea che sia un parcheggio di persone senza iniziativa che pacatamente aspettano il 28 del mese. Impegnamoci su questo fronte, e soprattutto facciamolo trasparire all'esterno dando pubblicità alle tantissime lodevoli iniziative che ci sono nelle scuole, e vedrete che la dignità degli insegnanti sarà ristabilita. Se è quello ciò che ci preoccupa, ovviamente.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mar Nov 01, 2011 11:28 am

Nei pensieri del MIUR c'è l'eliminazione del docente di sostegno, in quanto tutti i docenti dovranno obbligatoriamente essere formati anche sulla didattica per il sostegno, sia per DSA che per DVA. In pratica un docente curricolare sarà presto da solo in classe con fino a tre alunni DVA e un numero non limitato di DSA, e dovrà da solo, nelle sue ore, gestire tutti.

Nel caso di supplenze per assenza di un titolare, i colleghi dovranno sostituirlo, con ore di straordinario, probabilmente obbligatorie e non retribuite, ma rientranti negli oneri contrattuali (probabilmente prese dalle famose ore "inutili" per i collegi docenti e di istituto).

In fondo il MIUR registra queste osservazioni, e le inutilità più spesso evidenziate sono proprio per le ore collegiali (40 annue) e sugli insegnanti di sostegno (descritti nella migliore delle ipotesi come dei nullafacenti).

Se ci pensate, hanno operato dei tagli che, alla vigilia, si credeva che non sarebbero stati gestibili, eppure la scuola va avanti (non sto dando ragione al MIUR, ma è inequivocabile che scioperi a oltranza io non ne ho visti motivati dai tagli, quindi indirettamente abbiamo detto che la cosa va anche bene così).

Per ridurre ancora di più la spesa restano infatti queste opportunità:

1) Docenti full time
2) Supplenze obbligatorie non retribuite (orario tolto dalle attività collegiali)
3) Eliminazione del docente di sostegno

Con queste tre azioni, il MIUR arriverebbe a risparmiare una percentuale che non so calcolare di preciso, ma mi azzardo a pensare a non meno del 40% della spesa attuale.

Quando ne ho parlato con alcuni colleghi, ho notato anche delle risposte schizofreniche, ad esempio sull'eliminazione dei docenti di sostegno. Alcuni hanno serenamente esternato che tutto sommato noi docenti di sostegno non è che proprio fatichiamo chissà quanto, ma facendo osservare che poi i ragazzi H in classe sempre e comunque rimanevano, ed erano poi loro, i docenti curricolari a doversene occupare, lo sguardo si è fatto torvo e qualcuno ha anche affermato: "vabbé, ma certamente li si potrà affidare agli educatori o ai bidelli (sic!), altrimenti come faccio lezione?". Qualcuno si è anche spinto a dire: "ma poi riapriranno gli istituti speciali, no? non li faranno più venire a scuola: e come si fa altrimenti???".

Ecco come siamo messi :-) E' l'inevitabile colophon di considerare gli alunni H come alunni personali, quasi figli adottivi, dei docenti di sostegno.

Poi ci sono le altre due voci (al momento solo ipotesi desunte dalle parole, tutt'altro che affidabili, di Gelmini & Co.).

Meditateci su, poi mi fate sapere...
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mar Nov 01, 2011 5:54 pm

Aggiungo alla descrizione godibilissima di Albith la differenza con i tempi di mia madre o di appena undici anni fa, quando un insegnante prendeva un fiori di stipendio (tre milioni e ottocento mila lire, con cui in cinque anni ti potevi comprare la casa) ed era una professione che godeva - anche, ma non solo, per questi motivi - di status e ruolo sociale. E magari nei POF delle Scuole (ah già, i POF non c'erano!) i SETTE erano BUONO e gli OTTO erano MOLTO BUONO, a differenza di oggi in cui la laurea triennale è diventata una Scuola Superiore e la Scuola Superiore è diventata una scuola media. E il dottorato era ancora la via per accedere alla professione di ricercatore universitario e non già - com'è oggi - una ulteriore offerta formativa post-lauream tra le tante, assieme a corsi di perfezionamento, master e scuole di specializzazione.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mar Nov 01, 2011 6:18 pm

sconcertato ha scritto:
@ GUGU

La tua teoria di "piu' ore di didattica = meno stipendio" è davvero strana. Su quali presupposti si fonda?

@ Trumma
Ancora si antepone la questione precari alla questione "valorizzazione del ruolo di insegnante e stipendio dignitoso". La discussione l'abbiamo gia' sviscerata e le nostre posizioni sono rimaste antitetiche. Scusa ma non sono d'accordo e quindi è inutile rimarcarle ancora. Ho lavorato nel privato molti anni prima di approdare nella scuola e so bene qual'e' la logica da usare per aumentare il rendimento e l'efficienza dei collaboratori. Se pensi di fare un intervento propositivo per migliorare la scuola, aumentare la soddisfazione dei docenti e ridare loro la dignità che spetta, allora sei la benvenuta. Se discuti ancora del problema "dei precari" allora non rispondero' piu' per i motivi finora esposti.
P.S. non faccio da ariete al nulla ma mi preoccupo, tra le altre cose, di come aumentare il mio stipendio per poter comprare un paio di scarpe nuove a mio figlio, o anche per questo dovrei chiedere il permesso a qualcuno? Non credo che "stia rovindando l'Italia" per questo, quindi anche per te vale l'invito dei moderatori a moderare i termini.



Spiegaci la logica. Perchè se hai lavorato tanto nel privato con soddisfazione e, penso, un ottimo stipendio sei approdato alla scuola (concorso ordinario in attesa?) con una stipendio da fame e senza possibilità di carriera?
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mar Nov 01, 2011 6:39 pm

LucaPS ha scritto:
Aggiungo alla descrizione godibilissima di Albith la differenza con i tempi di mia madre o di appena undici anni fa, quando un insegnante prendeva un fiori di stipendio (tre milioni e ottocento mila lire, con cui in cinque anni ti potevi comprare la casa)
Scusa, quand'è che un insegnante guadagnava tre milioni e ottocento mila lire al mese? Vuoi dirmi che gli stipendi sono addirittura diminuiti? Mi sembra molto strano.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mar Nov 01, 2011 7:08 pm

Be, mia mamma prende 1600euro di pensiero dopo una carriera che è l'80% dello stipendio (poichè col sistena retributivo era così), quindi di stipendio ne prendeva di più e sono gli attuali 1900euro a fine carriera (tre milioni e ottocento mila lire): vado a spanne perchè io - come tutti noi - non sappiamo cosa vogliano dire : )

Il costo della vita era diverso e così con tre milioni ottocento mila lire si potevano fare un sacco di cose e anche lo status e il ruolo della professione era visto - per questo, ma non solo per questo - in un altro modo.

I suoi 1600euro di pensione calcolati col sistema retributivo ovviamente sono a spese mie e tue e di tutti noi, poichè lei - e come molti colleghi meno giovani - non ha versato tutti i contributi per la sua pensione, a differenza di noi che invece andiamo in pensione col sistema contributivo.

Ovviamente, è un sistema disegnato per gli anziani e gli adulti, a scapito dei giovani. Questo si sa.
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mar Nov 01, 2011 7:14 pm

Voglio dire che io ce la metto tutta per insegnare bene, anche a fronte del clima culturale che c'è: ma lavorare per 1300euro e lavorare per 2 milioni e seicento mila lire, a fronte del diverso costo della vita e a fronte della prospettiva pensionistica del 60% dell'ultimo stipendio (causa Legge Dini del 1995 da retribuitivo a contributivo)... è certamente una diversa prospettiva.

E pensare che all'inizio della storia della ns Repubblica, le pensioni erano tutte contributive, giustamente! Dopodichè venne l'Welfare catto-comunista-craxiano che iniziò a spendere senza avere i soldi in cassa e così ci ritroviamo in queste condizioni (situazione aggravata da evasione fiscale, baby-pensioni, costo della politica e ladronerie varie).
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mar Nov 01, 2011 7:23 pm

Aggiungiamo inoltre che - negli anni dell'Welfare effettuato senza copertura di spesa - c'è stata anche la normativa per gli Insegnanti di Religione Cattolica che prendono di media 300-400 euro in più di tutti gli altri insegnant (e relativi contribuiti previdenziali). Non so precisamente da quando ciò sia partito, ma sicuramente è riferibile a quegli anni di Concordato Craxiano.

http://www.orizzontescuolaforum.net/t19427-perche-e-giusto-che-gli-insegnanti-di-religione-siano-pagati-di-piu-degli-altri
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mar Nov 01, 2011 7:42 pm

LucaPS ha scritto:
Be, mia mamma prende 1600euro di pensiero dopo una carriera che è l'80% dello stipendio (poichè col sistena retributivo era così), quindi di stipendio ne prendeva di più e sono gli attuali 1900euro a fine carriera (tre milioni e ottocento mila lire): vado a spanne perchè io - come tutti noi - non sappiamo cosa vogliano dire : )
Però ci sarà arrivata solo a fine carriera, dopo chissà quanti anni di lavoro. Sul fatto che non ci sia stata rivalutazione negli ultimi anni, essendo stati bloccati i rinnovi contrattuali, non posso che darti ragione. Alle pensioni meglio non pensarci, ma è un problema che non riguarda solo gli insegnanti.
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mar Nov 01, 2011 8:52 pm

Dec ha scritto:
LucaPS ha scritto:
Be, mia mamma prende 1600euro di pensiero dopo una carriera che è l'80% dello stipendio (poichè col sistena retributivo era così), quindi di stipendio ne prendeva di più e sono gli attuali 1900euro a fine carriera (tre milioni e ottocento mila lire): vado a spanne perchè io - come tutti noi - non sappiamo cosa vogliano dire : )
Però ci sarà arrivata solo a fine carriera, dopo chissà quanti anni di lavoro. Sul fatto che non ci sia stata rivalutazione negli ultimi anni, essendo stati bloccati i rinnovi contrattuali, non posso che darti ragione. Alle pensioni meglio non pensarci, ma è un problema che non riguarda solo gli insegnanti.

Tutti gli enti previdenziali, e l'INPS in testa, hanno affermato (o meglio, alcuni giornalisti sono riusciti a estorcere tale affermazione) che se dovessero informare i contribuenti sulla proiezione di pensione che potranno avere, ci sarebbe una sollevazione tale che le ghigliottine francesi passerebbero per una blanda forma di massaggio cervicale...
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mer Nov 02, 2011 12:12 am

Sì, Alb. Cmq mi sembra che ci sia un libro di Stella e Rizzo (non quello che parla delle pensioni d'oro della Casta) che fa quei conti che l'Inps, l'Inpdap e la Politica non vuole fare per ovvi motivi di ordine pubblico. Non ricordo il titolo. Cmq ti informo che io avrò i 400 euro aggiuntivi come li hanno gli Insegnanti di Religione, perchè farò ricorso. Muahahaha.

P.S. Scusa la ripetitività.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mer Nov 02, 2011 12:28 am

LucaPS ha scritto:
Sì, Alb. Cmq mi sembra che ci sia un libro di Stella e Rizzo (non quello che parla delle pensioni d'oro della Casta) che fa quei conti che l'Inps, l'Inpdap e la Politica non vuole fare per ovvi motivi di ordine pubblico. Non ricordo il titolo. Cmq ti informo che io avrò i 400 euro aggiuntivi come li hanno gli Insegnanti di Religione, perchè farò ricorso. Muahahaha.

P.S. Scusa la ripetitività.

Buon per te :-) Quindi sei di ruolo?

P.S. Vedi che era l'unica cosa ragionevole da fare sull'argomento IRC?

P.P.S. Per tutti gli altri: scusate l'OT :-)))
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MessaggioOggetto: Re: Dalla lettera di Silvio Berlusconi all'Unione Europea   Mer Nov 02, 2011 2:03 pm

gugu ha scritto:
sconcertato ha scritto:
@ GUGU

La tua teoria di "piu' ore di didattica = meno stipendio" è davvero strana. Su quali presupposti si fonda?

@ Trumma
Ancora si antepone la questione precari alla questione "valorizzazione del ruolo di insegnante e stipendio dignitoso". La discussione l'abbiamo gia' sviscerata e le nostre posizioni sono rimaste antitetiche. Scusa ma non sono d'accordo e quindi è inutile rimarcarle ancora. Ho lavorato nel privato molti anni prima di approdare nella scuola e so bene qual'e' la logica da usare per aumentare il rendimento e l'efficienza dei collaboratori. Se pensi di fare un intervento propositivo per migliorare la scuola, aumentare la soddisfazione dei docenti e ridare loro la dignità che spetta, allora sei la benvenuta. Se discuti ancora del problema "dei precari" allora non rispondero' piu' per i motivi finora esposti.
P.S. non faccio da ariete al nulla ma mi preoccupo, tra le altre cose, di come aumentare il mio stipendio per poter comprare un paio di scarpe nuove a mio figlio, o anche per questo dovrei chiedere il permesso a qualcuno? Non credo che "stia rovindando l'Italia" per questo, quindi anche per te vale l'invito dei moderatori a moderare i termini.



Spiegaci la logica. Perchè se hai lavorato tanto nel privato con soddisfazione e, penso, un ottimo stipendio sei approdato alla scuola (concorso ordinario in attesa?) con una stipendio da fame e senza possibilità di carriera?
e a te che te ne importa? Saranno fatti miei?
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