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 diventare idr?

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fufa78



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MessaggioOggetto: diventare idr?   Gio Gen 26, 2012 3:46 pm

Promemoria primo messaggio :

Parla un'Idr di scuola materna ,ancora per poco:

sono nuova del forum ma, in cerca su internet di qualcuno che condividesse il mio stesso stato d'animo, mi sono imbattuta in questo spazio, dove ho trovato, in una precedemte discussione, alcuni idr (non ricordo bene i loro nomi) che grazie al cielo hanno espresso chiaramente un pensiero che ha creato dentro di me un conflitto tale negli ultimi tempi, da portarmi alla decisione di finire questo anno scolastico e passare definitivamente nelle graduatorie di terza fascia dove, per altro, sono già iscritta. Sono felice di aver letto che altre persone siano arrivate a pensarla come me, perchè sono entrata in una profonda prostrazione emotiva e cominciavo a credere di avere io qualcosa che non va.
Non posso pretendere di parlare a nome di tutti gli Idr d'Italia e non voglio assolutamente svilire l'operato o le convinzioni di quanti svolgono questo lavoro con passione e determinazione, ma dal momento che leggo di persone che, prese dal bisogno di lavorare in tempi brevi ( com'è successo a me 7 anni fa), stanno pensando di scegliere questo canale "preferenziale", ci tengo a dire che devono essere pronte a mettere da parte molta, molta dignità.
Io personalmente, oggi come oggi, non consiglierei mai a nessuno di intraprendere questa strada e se fossi stata meno ingenua, anni fa, e magari meno inguaiata economicamente, mi sarei risparmiata tante frustrazioni e tante mortificazioni, oltre che tante crisi esistenziali, della serie " sono io o sono loro?"
Io ritengo che l'ora di religione , nel caso di specie alla materna, così come viene fatta oggi, ovvero 1 ora e mezza alla settimana su 16 sezioni, sia totalmente priva di dignità.
A parte il fatto che in un momento in cui si sta tagliando anche sulla carta igienica( mancherà poco che ci chiederanno di portarcela da casa)e l'ora di religione può benissimo essere considerata superflua, se proprio si vuole che ci sia, per mantenere viva una tradizione che comunque appartiene al nostro paese, allora dovrebbe essere riorganizzata TOTALMENTE, perchè così com'è, secondo me, è solo una presa di giro per tutti: per i bambini, per le loro famiglie ( alcune delle quali ci tengono veramente che si faccia religione), per le colleghe che a volte fanno orari ad hoc apposta per noi ( almeno questo è il mio caso in certi plessi) e soprattutto...per NOI che dobbiamo sforzarci di insegnarla!
Io in certe classi non riesco a fare un bel nulla, perchè è obbiettivamente impossibile riuscirci, in altre far colorare qualche disegno e far cantare qualce canzone non mi sembra un contributo così speciale, da giustificare il fatto che lo Stato versi uno stipendio apposta per qualcuno che si limiti a fare ciò.
Ho tentato più e più volte di riadattare la mia programmazione, il mio metodo, i miei strumenti didattici, ma la conclusione è sempre la stessa...ed io non sono una pelandrona! Ho preso molto seriamente il mio lavoro, finchè non mi sono resa conto che era un non senso. Da allora ho perso slancio e motivazione e ho cominciato a starci davvero molto male.
Sono stanca dei soprusi, delle guerre che mi tocca fare a settembre per la formulazione dell'orario, che comprende sempre i bisogni di tutti tranne i miei; e io devo abbozzare ogni volta, perchè altrimenti quelle colleghe, se vogliono, durante l'anno mi rendono la vita impossibile.
Sono stanca degli sguardi perplessi dei genitori, quando mi affidano i loro figli la mattina all'arrivo (come biasimarli, visto che non mi conoscono? E come potrebbero visto che ci sono solo un'ora alla settimana?!); stanca di avere le stesse precise responsabilità delle altre, quando è evidente a tutti che conto meno di una moneta falsa.
Sono anche stanca che il mio stile di vita si possa riflettere sul lavoro ( se volessi separarmi da mio marito? E' un puro esempio!).
Sono anche stanca della tracotanza del nostro nuovo direttore dell'ufficio scuola, che ci tratta come pezze per piedi da quando è arrivato e pensa che si sia tutte di sua proprietà.
La lista potrebbe diventare infinita, ma la sostanza è che se fossi in chi ci tiene a diventare Idr, pensando così di semplificarsi la vita, ci penserei due volte.
Vorrà pur dire qualcosa se da uno stipendio praticamente sicuro che posso continuare a prendere finchè durerà la "manna", preferisco buttarmi nell'incerto mare delle supplenze, io che ho solo 56 punti e che ho delle spese fisse mensili come chiunque abbia una famiglia ( mio marito è un operaio!)?!

Torno a dire che con questo intervento non voglio sminuire il lavoro di nessuno e che questo mio è da prendere alla stregua di uno sfogo, nella speranza di creare un dibattivo civile e costruttivo e niente di più e magari di trovare un po' di solidarietà.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 4:40 pm

Mi chiedo allora come farebbe un IDR se avesse i compiti da correggere (ne fanno si e no uno all'anno, per avere - dicono - una valutazione oggettiva), le interrogazioni orali; i problemi di coscienza per gli alunni che prendono 2 o 3 o 4 ma a cui poi, in qualche modo, gli si deve "aggiustare" il voto (anch'io andrei a scuola sereno se non avessi nè il peso della didattica nè il peso della valutazione, come avviene per gli IDR), il ruolo di coordinatore di classe, i genitori che - essendo materia importante - vengono ai ricevimenti e - legittimamente - ti impegnano nel tuo ruolo educativo, etc. etc.

E son pagati di più!
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 4:45 pm

paniscus ha scritto:
Perché RACCOMANDATI vuol dire esattamente questo: persone che hanno avuto il privilegio di saltare una serie di obblighi e di impegni che invece agli altri sono richiesti

La raccomandazione e la segnalazione solo in pochissimi casi va d'accordo con la Carità cristiana; nella maggioranza dei casi è contraria alla Giustizia (laica e cristiana) e quindi anche alla Carità. Almeno questo vale per chi non ha la doppia morale e a chi pensa - troppi tra i cristiani cattolici, fin dai tempi più antichi - che le regole della Città di Dio possano bypassare le regole della Città dell'Uomo: e invece... date a Cesare quel che è di Cesare.

C'è un vulnus illiberale nel pensiero della Chiesa Cattolica grande come una casa, per una distorta interpretazione del Vangelo della Chiesa-di-Dio da parte della Chiesa-istituzione.

P.S. Sul fatto che venga prima la Giustizia o la Carità, se ne potrebbe discutere. Come non c'è Pace senza Giustizia (basta pregare per la Pace, se non si ristabilisce la Giustizia!), così la Carità dev'essere Giusta; una carità non giusta, è prevaricatrice (ovvero, non è carità ma potere, controllo, sottomissione).

NON SI DEVE DARE PER CARITA' QUELLO CHE E' DOVUTO PER GIUSTIZIA, cristiani e Chiese comprese ("Date a Cesare quel che è di Cesare...). Da almeno quaranta anni, in particolare "Mater et magistra", si parla del dovere della giustizia (e della giustizia sociale) come condizione prima per esercitare la Carità.



Ultima modifica di LucaPS il Dom Feb 03, 2013 6:17 pm, modificato 3 volte
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 5:03 pm

> Per forza noi troviamo lavoro prima. Ai miei tempi eravamo
> in 20 a studiare scienze religiose in tutto il plesso.

Ok per il passato. Parliamo PERO' dell'oggi.

Gli IDR oggi continuano a lavorare perchè hanno normative ad categoriam a salvaguardia dell'organico: viene assunto 1 IDR anche se c'è metà classe o un solo alunno avvalentesi.

Questo non avviene per gli altri insegnanti.

Se applicassimo le normative degli IDR a tutti gli altri insegnanti, la Scuola non potrebbe andare avanti. Come sempre, le normative per la Chiesa Cattolica (es. organico IDR, es. 8x1000 che fa entrare alla CC - in proporzione - anche i non-firmatari) sono pensate ad uso della Chiesa Cattolica: Cesare non ha interesse - facendo pagare questa mancanza di interesse ai contribuenti, soprattutto i giovani e i più deboli; complice la Chiesa Cattolica - a ristabilire condizioni di equità (NON SI DEVE PRENDERE CIO' NON E' DOVUTO PER GIUSTIZIA: questo avviene nel Mondo, ma si spera sempre che la Chiesa Cattolica - per chi non ha studiato la Storia, chi l'ha studiata già ha avuto le prove del contrario - continui ad apparire diversa dal Mondo; ma ciò non avviene).

Esempio: perchè per gli altri insegnanti c'è il fenomeno del soprannumero? Perchè han ridotto le ore e accorpato le classi. Se riducessero le ore (es. ad infanzia ed elementari) e accorpassero le classi anche per IRC (come per seconda e terza lingua e strumento musicale), anche gli IDR avrebbero il fenomeno del soprannumero.


Ultima modifica di LucaPS il Dom Feb 03, 2013 6:02 pm, modificato 3 volte
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fufa78



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 5:33 pm

paniscus ha scritto:
fufa78 ha scritto:
Certo, su certe cose hai ragione: probabilmente avrò sposato un troglodita, mentre tu probabilmente avrai sposato uno dei pochi uomini italiani tanto sensibili verso i diritti delle donne ( e ce ne sono sicuramente) da accollarsi gli oneri domestici senza pensare di stare semplicemnte aiutando te. Per mio marito non è così, lo dico onestamente; sarà forse perchè ha avuto la mammina casalinga che gli spazzava sotto il c...o e che gli faceva tutto, sta di fatto che la testa di una persona difficilmente si cambia

Mi permetto di aggiungere una precisazione su questo: un'altra delle cose che mi urtano profondamente è proprio l'argomentazione secondo cui io sarei stata solo fortunatissima a sposare un uomo eccezionalmente sensibile, mentre alla maggior parte delle donne normali questa straordinaria fortuna non capita.

Ma perché si pensa che sia una questione di fortuna?
Qualcuna di voi ha fatto un matrimonio combinato, o ha vinto il compagno alla lotteria?

Il compagno si sceglie, e normalmente lo si sceglie perché ci si trova in sintonia con lui su tutto ciò che si considera importante: se ci fossero state delle serissime incompatibilità di fondo su questioni di principio importanti, e sul modo profondo di intendere la vita familiare, non mi sarei scelta quello, tutto lì. Ma NON certo perché l'avrei rifiutato ideologicamente "perché non voleva fare le faccende di casa"... quanto proprio per il fatto che, se ci fosse stata una profonda incompatibilità su questioni base, non mi sarebbe proprio piaciuto, non mi avrebbe risvegliato interesse sentimentale, e non mi ci sarei nemmeno messa insieme!

Se tu questo problema non te lo sei mai posto, vuol dire che per te non era importante... ma appunto questa è una scelta tua, NON E' un destino ineluttabile che attende inesorabilmente tutte le donne, tranne quelle poche privilegiate che hanno la fortuna di beccarsi un uomo eccezionale! A me non sembra di aver incontrato un uomo così eccezionale, mi sembra di aver incontrato un uomo ragionevolmente equilibrato, che avrà i suoi pregi e i suoi difetti come tutti, ma con cui sono andata tanto d'accordo da pensare di farci una famiglia insieme. Non vedo che differenza ci sia con te, o con la media delle altre coppie, francamente!

E comunque, per esperienza personale vista decine di volte, e NON SOLO in materia di collaborazione domestica, non è affatto vero che "la testa delle persone non si cambia". L'essere umano, maschio o femmina che sia, ha un'eccezionale plasticità fisica e psicologica, ed è capacissimo di adattarsi a qualsiasi radicale cambiamento della vita, se ne ha una motivazione forte, o perché gliela propone qualcun altro, o perché le circostanze della vita gliela mettono davanti comunque. Si vede che nel caso specifico, lui su questo punto non l'ha avuta, perché a te in fondo non importava più di tanto di "faticare" per dargliela, perché in fondo la situazione ti stava bene così.

Il che è una scelta legittima e non c'è nulla di male, appunto, ma non venire a dire che non sia stata una scelta!

Io ne ho conosciute eccome, di donne che hanno radicalmente fatto cambiare abitudini domestiche al compagno se queste risultavano per loro totalmente inaccettabili. Invece di limitarsi a dire "ormai non posso farci niente perché è tutta colpa di mia suocera che l'ha abituato così, e mi devo rassegnare", hanno guardato nelle palle degli occhi LUI, e hanno fatto capire chiaramente: "non mi interessa quello che faceva tua madre, io sono diversa e voglio che la nostra famiglia si regga su criteri diversi". Dopo un minimo di spiazzamento, si sono adattati alle responsabilità della nuova fase di vita, esattamente come si adattano anche le donne...

saluti
Lisa
Scusami, ma mi sembri un tantino troppo accanita e la tua polemica mi sembra nel tipo di forum sbagliato, quindi, per favore, smettila di entrare nel merito della mia vita di coppia, visto che oltretutto io non ne me ne sono affatto lamentata e portala da qualche altra parte. Se volessi dei consigli su come comportarmi con mio marito andrei su forum dove si parla di vita familiare e di psicologia del comportamento, che con la scuola non c'entrano niente.
Grazie.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 6:35 pm

fufa78 ha scritto:

Quando parlo di un intellettuale che lavora tre ore al giorno, penso ad una persona che ha obbiettivamente e fisicamente più ore libere rispetto ad una persona incatenata ad un posto di lavoro fino alle 18.00, perchè scusami, ma io ho uno zio che ha insegnato diritto e lavorava talmente poco da permettersi il secondo, il terzo lavoro e mio padre che stava in una tintoria dalle 7 alle 19 e che usciva di casa alle 6.30 per rientrarne alle 19,45 con l'aspetto di un deportato l'ha sempre considerato un gran privilegiato, anche perchè all'epoca la scuola finiva il 10 giugno e ricominciava il 20 di settembre e questo si faceva di filato quasi 4 mesi di vacanze continuando a percepire lo stipendio e questo è un fatto!.
All'epoca insegnare era una pacchia! Se oggi sembra diventato un lavoro tanto massacrante è per colpa di un'utenza scadentissima, non certo per colpa dell'orario!Le persone normali per prendere dai 1200 euro in su generalmente ( a meno che non siano dei paraculati)lavorano 40 ore settimanali e nessuno ci trova niente da ridire. Laddove io ho da ridire, e parecchio, è che nessuno si deve permettere di prendermi a calci o a pugni o di dirmi parolacce o di farmi venire l'esaurimento nervoso. E' questa oggi la scuola!Bambini maleducati, bambini trascurati dalle famiglie che per questo ricercano attenzioni continue nelle maniere più snervanti, bambini con problemi di comportamento, genitori boriosi e ignoranti...ma di questo nessuno parla mai, c'è una specie di omertà su questo argomento, forse perchè si va a toccare l'infanzia e l'infanzia è sacra, si sa!
Non ho mai letto tante castronerie in un colpo solo!! E' mai possibile che una collega possa parlare in questo modo e sostenere una tesi di questo tipo!!! Sono allibita, perplessa e indignata.
Sono allibita perchè trovo assurdo che chi lavora nella scuola, un'insegnante, possa parlare della nostra categoria come "intellettuali che lavorano 3 ore al giorno"...mi chiedo che tipo di insegnante sei Fufa, per pensarla in questo modo? Fai l'esempio di un tuo zio, insegnante di Diritto che poteva fare il secondo e terzo lavoro perchè "lavorava talmente poco come insegnante", questo però è il tipico esempio di insegnante-lavativo (non escludo che ce ne siano), ma essere veramente insegnante è un'altra cosa e, da come parli, forse tu non hai ancora avuto modo di rendertene conto...non seguire, però, le orme di tuo zio!!!!
Sono perplessa perchè certe argomentazioni portate avanti da un'insegnante, mi fanno sorgere molti dubbi sulla serietà professionale di chi si esprime in questo modo, screditando la nostra categoria, della quale fai parte anche tu Fufa che parli in questo modo.
Sono indignata perchè parli di 4 mesi di vacanze, luogo comune e per niente vero che stiamo cercando di sfatare, ma che tu con queste esternazioni continui ad alimentare.
Sono indignata anche perchè non mi piace per niente il tuo considerare il nostro lavoro poco impegnativo a livello d'orario perchè tieni conto solo ed esclusivamente delle 18 ore frontali di insegnamento, senza tener conto di tutto il "lavoro sommerso" che noi insegnanti ci portiamo a casa arrivando a totalizzare ben più di 18 ore. Ed è in quest'ottica distorta che definisci "persone normali" gli altri lavoratori che lavorano 40 ore settimanali sottolineando anche che "nessuno ci trova niente da ridire"....quindi noi insegnanti non saremmo delle "persone normali", ma dei privilegiati che lavorano poco e per il lavoro che fanno sono pagati anche troppo!! Bisognerebbe mettersi le mani nei capelli e gridare a gran voce "AIUTOOOO!" ........questi ragionamenti sono al di fuori di ogni logica e di ogni realtà...mettiti a lavorare seriamente a scuola e vedrai cosa significa impegno orario ed extraorario, fatica e stanchezza, ma anche soddisfazioni e gratificazioni (a livello umano e professionale nell'attività con gli studenti...non certamente a livello economico). Se seguirai il mio consiglio Fufa ti renderai conto che la scuola e gli insegnanti non sono come tu li definisci e li consideri!!!
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 7:10 pm

fufa78 ha scritto:
Scusami, ma mi sembri un tantino troppo accanita e la tua polemica mi sembra nel tipo di forum sbagliato, quindi, per favore, smettila di entrare nel merito della mia vita di coppia, visto che oltretutto io non ne me ne sono affatto lamentata

Non c'è problema, per me il discorso è chiuso, ma garantisco che si riaprirà puntualmente, con accanimento analogo, OGNI santa volta che tu o qualche altra collega ricomincerete a sostenere che sia "ovvio" che la cura della casa e della famiglia debba ricadere tutta sulle spalle della donna solo perché è donna, e che questa sia una sorta di legge universale.

Per il resto, che invece non mi sembra affatto fuori tema, straquoto quello che ha detto Giovanna: se tu avevi scelto questo lavoro apposta perché pensavi che fosse un lavoretto leggero, poco impegnativo e che lascia un sacco di tempo libero per fare altro, perché tuo zio o qualche altro conoscente ti avevano lasciato intendere così (*), hai decisamente preso un abbaglio in partenza.

(*) che poi, oltretutto, non capisco perché se tale lavoretto leggero e poco impegnativo, con tutta questa strepitosa valanga di tempo libero, lo fa un uomo, allora è automatico che debba approfittarne per fare un secondo lavoro e magari anche un terzo, mentre se lo fa una donna, allora, l'unica conclusione è che sia la situazione ideale per fare la casalinga, ma poi mi si dice che faccio polemica gratuita...
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michelapiretto



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 8:33 pm

enrico draghi ha scritto:

Grazie per i complimenti.
Se anche togliessero l'italiano o la matematica forse nessuno farebbe una piega.
Quando si sposano in chiesa sono adulti. E' una loro scelta. Spesso è solo dettata dalla tradizione.
Questo però dovrebbe spingere alcuni cattolici ad espellere i cattolici meno frequentanti dalle loro comunità? Io dovrei espellere quegli alunni che non vanno a messa?
Io ripeto il concetto già espresso: nella scuola, tra insegnanti, serve più collaborazione. Invece, ci sono insegnanti che a priori evitano gli idr o addirittura li trattano male solo perché sono contrari all'irc nella scuola.
Io dico questo: c'è l'rc nella scuola. Cerchiamo di usarla bene.
Quanto agli idr fannulloni, sono una vera vergogna. Però, non sempre gli idr capaci vengono valorizzati.
Non possiamo dire che nella scuola ci sono materie inutili o da cancellare.
Secondo me, il problema di fondo è un altro. Quando ad insegnare religione c'erano i sacerdoti e le suore, nessuno diceva niente. Però, le vocazioni sono diminuite.
Allora hanno iniziato ad insegnare i laici. Quello che, secondo me, da fastidio agli altri insegnanti è proprio il fatto che gli idr trovino lavoro prima rispetto agli altri insegnanti.
Questo crea molta invidia.
Per forza noi troviamo lavoro prima. Ai miei tempi eravamo in 20 a studiare scienze religiose in tutto il plesso. Alla facoltà di lettere c'erano 2000 iscritti. E' evidente che noi avevamo più possibilità.Quanto alla questione della lettera del parroco, quando gliel'ho chiesta lui ha ammesso (essendo stato anche lui insegnante di religione) che non avevo molte possibilità di fare tanto volontariato. Spesso mi è capitato di essere in servizio 5 giorni su 5 mattino e pomeriggio. Poi, collegi docenti, consigli di interclasse, corsi di aggiornamento, colloqui... Insomma, sono state molte le volte in cui non arrivavo a casa prima delle 20. Il sabato c'erano i corsi di aggiornamento della curia. La domenica (a volte) andavo dai parenti, e quindi a messa nella loro chiesa.
Quanto alle questioni di matrimonio di cui discutevate, io non posso dire nulla, essendo single. Però, devo dire che, vista da fuori, la situazione non mi sembra confortante. Forse è meglio rimanere single. Tra i miei parenti vedo che molti uomini vanno a fare la spesa o lavano i piatti. Quindi, non riesco a capire perché anche gli uomini non possano condividere i lavori domestici.

Apprezzo come sempre la pacatezza dei toni di Enrico.

Dal mio punto di vista una infarinatura di cultura cattolica è indispensabile nel percorso di studi liceale (probabilmente anche in altri ordini di scuola, che però non consco).

Quanta parte ha nella nostra storia dell'arte l'architettura e la pittura sacra? Dante non è forse uno dei padri della letteratura? La filosofia del medio evo e dell'età moderna non si confronta spesso, da varie angolazioni, con il problema della fede e con il rapporto con la chiesa?

Essendo un background utile per tutti, la materia dovrebbe secondo me essere riformulata nei programmi e resa obbligatoria, con docenti reclutati con procedure analoghe a tutte le altri classi di concorso
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 8:48 pm

...e allora, che si insegni (laicamente, appunto, e togliendolo completamente dalle mani delle curie) qualcosa come "fondamenti della civiltà cristiana europea", e non "religione cattolica"!

Ma intanto, finché questo non avviene... PERCHE' le curie stesse, che bene o male continuano ad essere direttamente responsabili della questione, non sono le prime a mettere fine al diffusissimo e vergognoso andazzo dell'ora di religione usata come ora di chiacchiere in libertà, e non cominciano a ritirare l'idoneità agli insegnanti di religione che non hanno la benché minima abitudine di insegnare religione?

E inoltre, cerchiamo di essere onesti e ragionevoli e chiederci un'altra cosa: se veramente si sostiene che i fondamenti di conoscenza della religione cattolica servano per ragioni culturali, per capire meglio la storia dell'arte, la letteratura, e via dicendo... l'unica conseguenza ragionevole è che questo problema ci si debba porre soltanto dopo i 10 o 11 anni, quando cioè lo studio di queste discipline diventa più strutturato e più consapevole. Ma alle elementari, e soprattutto alla materna, che senso ha l'insegnamento di religione, in cui ovviamente tutti questi collegamenti culturali sono fuori questione? Tanto, nel migliore dei casi si parla solo di pace, di fratellanza, di volersi bene e di essere solidali con gli altri, concetti che di "esclusività" cattolica non hanno assolutamente nulla, e che potrebbero essere tranquillamente inseriti in qualsiasi programma di educazione civica e sociale per tutti, e non solo per chi è d'accordo con la chiesa cattolica (nel peggiore dei casi, invece, non si fa nemmeno quello).

Lisa
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 9:42 pm

LucaPS ha scritto:
> Per forza noi troviamo lavoro prima. Ai miei tempi eravamo
> in 20 a studiare scienze religiose in tutto il plesso.

Ok per il passato. Parliamo PERO' dell'oggi.

Gli IDR oggi continuano a lavorare perchè hanno normative ad categoriam a salvaguardia dell'organico: viene assunto 1 IDR anche se c'è metà classe o un solo alunno avvalentesi.

Questo non avviene per gli altri insegnanti.

Se applicassimo le normative degli IDR a tutti gli altri insegnanti, la Scuola non potrebbe andare avanti. Come sempre, le normative per la Chiesa Cattolica (es. organico IDR, es. 8x1000 che fa entrare alla CC - in proporzione - anche i non-firmatari) sono pensate ad uso della Chiesa Cattolica: Cesare non ha interesse - facendo pagare questa mancanza di interesse ai contribuenti, soprattutto i giovani e i più deboli; complice la Chiesa Cattolica - a ristabilire condizioni di equità (NON SI DEVE PRENDERE CIO' NON E' DOVUTO PER GIUSTIZIA: questo avviene nel Mondo, ma si spera sempre che la Chiesa Cattolica - per chi non ha studiato la Storia, chi l'ha studiata già ha avuto le prove del contrario - continui ad apparire diversa dal Mondo; ma ciò non avviene).

Esempio: perchè per gli altri insegnanti c'è il fenomeno del soprannumero? Perchè han ridotto le ore e accorpato le classi. Se riducessero le ore (es. ad infanzia ed elementari) e accorpassero le classi anche per IRC (come per seconda e terza lingua e strumento musicale), anche gli IDR avrebbero il fenomeno del soprannumero.
Carissimo, quello che proponi tu probabilmente aiuterebbe anche noi idr ad essere accettati di più. Tuttavia credo che il mondo della scuola non sempre è attento a quello che avviene al suo interno. Spesso ogni insegnante guarda solo il suo orto. Non sempre gli insegnanti lottano per i loro diritti. Tra l'altro, io ritengo che sia una grande ingiustizia il fatto che ci sia una trattenuta per la malattia.
Nelle diocesi in cui sono stati assunti troppi insegnanti di religione è evidente che non tutti hanno la cattedra completa. Effettivamente sono molte le diocesi in cui assegnano cattedre ad orario non completo, tipo 15 ore su 18 alle medie o alle superiori.
Quindi, nel nostro caso accorpare le classi significa far calare le ore agli idr. Credo che difficilmente le curie licenzierebbero.
Sulla questione dell'8 per 1000 hai ragione. Sarebbe giusto che la Chiesa accettasse i soldi solo di chi ha firmato per la Chiesa. Al limite, sarebbe più corretto se i soldi dei non firmatari andassero allo Stato.
Però, mi sembra di aver letto da qualche parte che, all'epoca, il cardinale Casaroli avesse preferito questo sistema proprio per ottenere più denaro. Inizialmente si era pensato ad un sistema tipo quello della congrua: tot sacerdoti, tot soldi. Un po' come avveniva durante il fascismo e il dopoguerra. Però, furbescamente, si era capito che questo sistema poteva essere rischioso in un periodo di calo di vocazioni. Già negli anni 80 era iniziata la crisi delle vocazioni.
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 9:47 pm

michelapiretto ha scritto:
enrico draghi ha scritto:

Grazie per i complimenti.
Se anche togliessero l'italiano o la matematica forse nessuno farebbe una piega.
Quando si sposano in chiesa sono adulti. E' una loro scelta. Spesso è solo dettata dalla tradizione.
Questo però dovrebbe spingere alcuni cattolici ad espellere i cattolici meno frequentanti dalle loro comunità? Io dovrei espellere quegli alunni che non vanno a messa?
Io ripeto il concetto già espresso: nella scuola, tra insegnanti, serve più collaborazione. Invece, ci sono insegnanti che a priori evitano gli idr o addirittura li trattano male solo perché sono contrari all'irc nella scuola.
Io dico questo: c'è l'rc nella scuola. Cerchiamo di usarla bene.
Quanto agli idr fannulloni, sono una vera vergogna. Però, non sempre gli idr capaci vengono valorizzati.
Non possiamo dire che nella scuola ci sono materie inutili o da cancellare.
Secondo me, il problema di fondo è un altro. Quando ad insegnare religione c'erano i sacerdoti e le suore, nessuno diceva niente. Però, le vocazioni sono diminuite.
Allora hanno iniziato ad insegnare i laici. Quello che, secondo me, da fastidio agli altri insegnanti è proprio il fatto che gli idr trovino lavoro prima rispetto agli altri insegnanti.
Questo crea molta invidia.
Per forza noi troviamo lavoro prima. Ai miei tempi eravamo in 20 a studiare scienze religiose in tutto il plesso. Alla facoltà di lettere c'erano 2000 iscritti. E' evidente che noi avevamo più possibilità.Quanto alla questione della lettera del parroco, quando gliel'ho chiesta lui ha ammesso (essendo stato anche lui insegnante di religione) che non avevo molte possibilità di fare tanto volontariato. Spesso mi è capitato di essere in servizio 5 giorni su 5 mattino e pomeriggio. Poi, collegi docenti, consigli di interclasse, corsi di aggiornamento, colloqui... Insomma, sono state molte le volte in cui non arrivavo a casa prima delle 20. Il sabato c'erano i corsi di aggiornamento della curia. La domenica (a volte) andavo dai parenti, e quindi a messa nella loro chiesa.
Quanto alle questioni di matrimonio di cui discutevate, io non posso dire nulla, essendo single. Però, devo dire che, vista da fuori, la situazione non mi sembra confortante. Forse è meglio rimanere single. Tra i miei parenti vedo che molti uomini vanno a fare la spesa o lavano i piatti. Quindi, non riesco a capire perché anche gli uomini non possano condividere i lavori domestici.

Apprezzo come sempre la pacatezza dei toni di Enrico.

Dal mio punto di vista una infarinatura di cultura cattolica è indispensabile nel percorso di studi liceale (probabilmente anche in altri ordini di scuola, che però non consco).

Quanta parte ha nella nostra storia dell'arte l'architettura e la pittura sacra? Dante non è forse uno dei padri della letteratura? La filosofia del medio evo e dell'età moderna non si confronta spesso, da varie angolazioni, con il problema della fede e con il rapporto con la chiesa?

Essendo un background utile per tutti, la materia dovrebbe secondo me essere riformulata nei programmi e resa obbligatoria, con docenti reclutati con procedure analoghe a tutte le altri classi di concorso
Ti ringrazio.
Mi ritrovo molto nella tua esposizione.
Mi ricorda l'episodio di una ragazza che all'università diceva che non voleva conoscere la Bibbia. Però il professore del corso sulla Divina Commedia le rispose che conoscere la Bibbia e la religione cattolica era importante per capire Dante e la letteratura italiana.
Hai detto: "Essendo un background utile per tutti, la materia dovrebbe secondo me essere riformulata nei programmi e resa obbligatoria, con docenti reclutati con procedure analoghe a tutte le altri classi di concorso". Sono perfettamente d'accordo.
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 10:14 pm

paniscus ha scritto:
...e allora, che si insegni (laicamente, appunto, e togliendolo completamente dalle mani delle curie) qualcosa come "fondamenti della civiltà cristiana europea", e non "religione cattolica"!

Ma intanto, finché questo non avviene... PERCHE' le curie stesse, che bene o male continuano ad essere direttamente responsabili della questione, non sono le prime a mettere fine al diffusissimo e vergognoso andazzo dell'ora di religione usata come ora di chiacchiere in libertà, e non cominciano a ritirare l'idoneità agli insegnanti di religione che non hanno la benché minima abitudine di insegnare religione?

E inoltre, cerchiamo di essere onesti e ragionevoli e chiederci un'altra cosa: se veramente si sostiene che i fondamenti di conoscenza della religione cattolica servano per ragioni culturali, per capire meglio la storia dell'arte, la letteratura, e via dicendo... l'unica conseguenza ragionevole è che questo problema ci si debba porre soltanto dopo i 10 o 11 anni, quando cioè lo studio di queste discipline diventa più strutturato e più consapevole. Ma alle elementari, e soprattutto alla materna, che senso ha l'insegnamento di religione, in cui ovviamente tutti questi collegamenti culturali sono fuori questione? Tanto, nel migliore dei casi si parla solo di pace, di fratellanza, di volersi bene e di essere solidali con gli altri, concetti che di "esclusività" cattolica non hanno assolutamente nulla, e che potrebbero essere tranquillamente inseriti in qualsiasi programma di educazione civica e sociale per tutti, e non solo per chi è d'accordo con la chiesa cattolica (nel peggiore dei casi, invece, non si fa nemmeno quello).

Lisa
Scusa, vorrei osservare che, secondo me, la maggioranza degli idr vorrebbe che la religione fosse insegnata laicamente, cioé in modo almeno un po' più indipendente dalle curie. Almeno per quanto riguarda l'assegnazione dei posti.
Io insegno alla scuola primaria. Non passo delle ore intere a parlare di "vogliamoci bene".
Parlo dei personaggi della Bibbia: Abramo, Mosé, Gesù. Nelle quinte faccio un po' di storia della Chiesa e parlo delle altre religioni confrontandole con la religione cattolica.
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 10:43 pm

paniscus ha scritto:
enrico draghi ha scritto:
Quello che, secondo me, da fastidio agli altri insegnanti è proprio il fatto che gli idr trovino lavoro prima rispetto agli altri insegnanti.
Questo crea molta invidia.

Eh no, questa non è tollerabile, eh:

non crea affatto "invidia" che sarebbe un sentimento negativo ingiustificabile e dettato solo dal malanimo e dal rancore personale... crea legittima e comprensibilissima indignazione, che è ben diversa dall'invidia, per il fatto di essere superati da dei RACCOMANDATI.

Perché RACCOMANDATI vuol dire esattamente questo: persone che hanno avuto il privilegio di saltare una serie di obblighi e di impegni che invece agli altri sono richiesti, per il solo fatto di aver avuto accesso a canali diversi, ed estranei alla pubblica amministrazione... oppure, per aver accettato dei compromessi di coscienza che altri non avrebbero accettato, tutto lì.

Ridurre questo elementare esigenza di civiltà alla pura e semplice "invidia" mi sembra veramente inaccettabile.

Come a dire che se c'è un'oca che ha ottenuto una sistemazione economica o addirittura un incarico politico per aver partecipato ai festini delle olgettine, allora io la disapprovo "solo perché la invidio", e perché vorrei essere io al suo posto? Ma fammi il piacere...

Lisa
Ti faccio tutti i piaceri che vuoi... ma è invidia. Se gli insegnanti fossero veramente indignati allora si opporrebbero al fatto che c'è la trattenuta per malattia. Gli insegnanti spesso non sanno più indignarsi. Non fanno lotte sindacali, dicono sempre di sì ai dirigenti scolastici... e magari credono che se il tale verrà eletto toglierà veramente le tasse e restituirà l'imu.
Tra l'altro, proprio perché penso che sia giusto che ci sia l'ora di religione a scuola, vorrei osservare che nessuno si oppone al fatto che ci siano i cappellani (negli ospedali e nelle caserme) retribuiti dallo Stato. Perché allora la religione non dovrebbe avere un suo spazio nella scuola? Nessuno si indigna per la questione dell' 8 per 1000 - ne parlava poco sopra Luca PS. La Chiesa, in questo caso, prende dei soldi anche da chi non ha firmato a suo favore. Almeno io vengo pagato per il mio lavoro. E i genitori hanno firmato perché i figli facciano irc.
Paragonare gli idr, raccomandati dalla Chiesa, alle ragazze raccomandate dal tale perché andavano alle sue feste mi sembra eccessive.
Diciamo così: in Italia i genitori ritengono che l'irc serva ai loro figli. I politici sono d'accordo e votano a favore del concordato e dell'irc nella scuola. Chi si preoccupa del fatto che l'irc sia impartita nella scuola? La Chiesa.
Perché? Perché la Chiesa deve garantire la "cattolicità" dell'irc.
Allora è la Chiesa che sceglie gli idr. Allora gli idr sono dipendenti pubblici scelti dalla Chiesa. Anche in ospedale c'è il cappellano. E' scelto dalla Chiesa, ma è pagato dallo Stato. Non è un diritto dei malati avere l'assistenza spirituale?
Non è un diritto degli studenti avere l'istruzione religiosa?
Il catechismo è un'altra cosa. Intanto perché bisogna essere cattolici per farlo. Io ho anche alunni di altre religioni a scuola. Chiunque abbia insegnato religione e catechismo si accorgerà delle differenze. Basta anche prendere in mano un libro di catechismo e un libro di religione. Il catechista non parla delle altre religioni. L'idr non porta in chiesa i suoi alunni e non li prepara a confessarsi, come farebbe il catechista.
Possono esserci delle "messe scolastiche" ad inizio anno, a Natale e a Pasqua. Però, anche questo fa parte della nostra cultura. Anche gli alpini vanno a messa nei loro raduni.
D'altra parte, lo Stato ha abolito le facoltà teologiche pubbliche già a fine 800. Quindi è rimasta solo la Chiesa ad occuparsi di teologia.
Secondo me, non possiamo togliere la religione da tutti gli ambiti della società. Sarebbe una mancanza di rispetto verso chi vuole ancora credere nei suoi valori.
Poi è evidente che, nel mondo religioso (idr e Chiesa), ci sono ingiustizie, abusi, ecc.
Ma non dimentichiamo anche che ci sono idr che svolgono la loro missione con entusiasmo.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Dom Feb 03, 2013 11:00 pm

enrico draghi ha scritto:

Non è un diritto degli studenti avere l'istruzione religiosa?

No, secondo me NO, e basta.

O meglio, è un diritto, sì, ma esclusivamente individuale e privato, che non dovrebbe averci niente a che fare con lo stato, e tantomeno gravare economicamente sulle istituzioni statali.

L'idea che debba pensarci lo stato a garantire l'istruzione religiosa ai cittadini mi sembra una cosa talmente ridicola che non se ne dovrebbe nemmeno stare a discutere.

Potresti avere parzialmente ragione, se il diritto all'istruzione religiosa, in Italia, fosse negato, ostacolato, o se imponesse costi e sacrifici personali, ma non è affatto così. Il diritto di ottenere un'istruzione religiosa, per chi è interessato ad averla, esiste GIA': basta rivolgersi ai preti, alle parrocchie, alle associazioni culturali di ispirazione religiosa, e si ottiene tutta l'istruzione religiosa che si desidera, per di più gratis.

Perché mai ci si ostina a sostenere che debba pensarci la scuola statale, proprio mi è incomprensibile.

Per quanto riguarda l'assistenza spirituale ai malati, il discorso è simile: io non avrei nulla in contrario al fatto che ci fossero dei religiosi che, su base volontaria, vanno a prestare questo servizio a chi lo desidera (basta che non insistano per coinvolgere anche quelli che non vogliono saperne): ma che debbano essere delle figure professionali a tempo pieno pagate dallo stato, lo trovo un anacronismo incomprensibile, e anche una grossa ingiustizia.

E comunque, la tua ostinata e ingenua convinzione che "nessuno si indigni" per una serie di altre cose che tu nomini, mi sconcerta. Normalmente le stesse persone che sono contrarie all'IRC a scuola così come è organizzata adesso, sono esattamente le stesse che sono contrarie anche al pagamento degli stipendi con soldi pubblici ai cappellani militari o ai consiglieri spirituali ospedalieri, e anche all'otto per mille. Davvero non lo sapevi?

Solo che in un forum di scuola, mi pare normale che capiti più spesso di parlare degli insegnanti di religione piuttosto che dei cappellani ospedalieri.

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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Lun Feb 04, 2013 12:51 pm

paniscus ha scritto:
enrico draghi ha scritto:

Non è un diritto degli studenti avere l'istruzione religiosa?

No, secondo me NO, e basta.

O meglio, è un diritto, sì, ma esclusivamente individuale e privato, che non dovrebbe averci niente a che fare con lo stato, e tantomeno gravare economicamente sulle istituzioni statali.

L'idea che debba pensarci lo stato a garantire l'istruzione religiosa ai cittadini mi sembra una cosa talmente ridicola che non se ne dovrebbe nemmeno stare a discutere.

Potresti avere parzialmente ragione, se il diritto all'istruzione religiosa, in Italia, fosse negato, ostacolato, o se imponesse costi e sacrifici personali, ma non è affatto così. Il diritto di ottenere un'istruzione religiosa, per chi è interessato ad averla, esiste GIA': basta rivolgersi ai preti, alle parrocchie, alle associazioni culturali di ispirazione religiosa, e si ottiene tutta l'istruzione religiosa che si desidera, per di più gratis.

Perché mai ci si ostina a sostenere che debba pensarci la scuola statale, proprio mi è incomprensibile.

Per quanto riguarda l'assistenza spirituale ai malati, il discorso è simile: io non avrei nulla in contrario al fatto che ci fossero dei religiosi che, su base volontaria, vanno a prestare questo servizio a chi lo desidera (basta che non insistano per coinvolgere anche quelli che non vogliono saperne): ma che debbano essere delle figure professionali a tempo pieno pagate dallo stato, lo trovo un anacronismo incomprensibile, e anche una grossa ingiustizia.

E comunque, la tua ostinata e ingenua convinzione che "nessuno si indigni" per una serie di altre cose che tu nomini, mi sconcerta. Normalmente le stesse persone che sono contrarie all'IRC a scuola così come è organizzata adesso, sono esattamente le stesse che sono contrarie anche al pagamento degli stipendi con soldi pubblici ai cappellani militari o ai consiglieri spirituali ospedalieri, e anche all'otto per mille. Davvero non lo sapevi?

Solo che in un forum di scuola, mi pare normale che capiti più spesso di parlare degli insegnanti di religione piuttosto che dei cappellani ospedalieri.

Mi dispiace, ma sono contrario a tutto quello che hai detto.
Ci sono molte cose per cui lo Stato spende inutilmente.
E nessuno si indigna.
C'è la trattenuta per la malattia sullo stipendio degli insegnanti.
E nessuno si indigna.
Siccome molti idr possono essere criticati, parlo per me.
Dopo che ho fatto anni di volontariato e di studi, non credo di essere disonesto facendo l'idr, la missione/professione che ho sempre sognato di fare.
Credo di lavorare con impegno. Cerco di aiutare gli alunni, per quanto è possibile.
Mi piace che riflettano, non che la pensino come me.
Tra l'altro, che cosa vuol dire indignarsi? Essere arrabbiati e scrivere su un forum?
Essere veramente indignati è fare delle manifestazioni di protesta, è fare delle denunce in tribunale.
Io ribadisco il concetto dell'invidia. Ho visto anche il video di una trasmissione che avevano fatto in televisione. Si vedevano persone che avevano 45-50 di età e che strappavano i certificati di studio davanti alle scuole per protesta.
Si vedevano le insegnanti che da Napoli andavano a Roma sperando in una supplenza. Aspettavano al bar la telefonata. Erano già sul posto per essere disponibili.
E' una situazione veramente drammatica.
Però, io mi chiedo: se nella tua provincia sei il numero 500 in terza fascia, è colpa dello Stato se non trovi lavoro?
E' ovvio che quando una di queste persone ottiene una supplenza di pochi giorni e vede il collega idr lo detesta perché ha trovato prima lavoro.
Secondo me, il forum dovrebbe essere un luogo di scambio di informazioni. Fare polemica non serve a molto. E' più importante trovare delle soluzioni.
Non pensiamo che il vero problema della scuola siano gli idr. Il vero problema della scuola è il fatto di essere scarsamente considerata dalla classe politca.
Basta vedere quello che succede all'estero, dove spesso la scuola è considerata più importante che non qui in Italia. Ricordo che all'estero c'è l'ora di religione, tranne in Francia (c'è però in Alsazia e in Lorena) e in Slovenia.
Quindi non è che l'Italia sia un paese anomalo per quanto riguarda l'insegnamento della religione.
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Lun Feb 04, 2013 12:57 pm

Mi sono candidato per la camera


Autore: Incampo, Nicola Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it E-mail: nicola.incampo@culturacattolica.it

lunedì 4 febbraio 2013


Domanda
Salve
sono *** IDR presso ist. *** di *** diocesi di ***.
Ho parlato di un mio problema con *** e mi ha suggerito di sottoporre a lei. Io mi sono candidato per la camera con la lista ***. La lista di *** non espone alcun tema in contrasto con la nostra fede, i 10 punti sono prettamente economici e poco più. Lasciando in libertà di coscienza al candidato. Parlando con il referente diocesano per IDR mi ha accennato che la mia candidatura sarebbe incompatibile con il mio mandato, e che al contempo avrei dovuto comunicare la mia decisione almeno per presa visione al Vescovo.
Al che mi sono informato tuttavia nulla ho trovato.
Martedì ho chiesto un incontro con il Vescovo.
Potrebbe delucidarmi al riguardo?
esiste una norma o altro?
Grazie.


Risposta
Per quanto mi risulta, esiste una proibizione per il clero di candidarsi in liste partitiche per evitare di essere appunto “di parte”; una estinzione del divieto vale anche per chi fa parte di organizzazioni ecclesiali, quali consiglio pastorale o altro.
Anche l’IdR è componente ed espressione della Chiesa.
Sarebbe stato bene, prima di prendere una decisione di parlare con il proprio Vescovo e stare alle sue indicazioni.
Bene per l’appuntamento già richiesto dunque.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Lun Feb 04, 2013 3:52 pm

Ciao Enrico ho letto con interesse il dibattito in corso tra te e Paniscus e, continuando personalmente a stare al di fuori del discorso Religione a scuola Si o Religione a scuola No, vorrei fare solo una mia piccola considerazione. Ho avuto modo, leggendo i tuoi post, anche in altri topic, di capire la tua serietà come IdR e la passione che metti nel tuo lavoro, ma questa volta, nelle tue risposte a Paniscus, non mi sembra che sei stato molto obiettivo (probabilmente condizionato dal tuo ruolo come IdR).
Ritengo giusto il chiarimento di Paniscus quando sottolinea la differenza tra invidia e indignazione. Con la tua risposta hai solo girato la frittata, evitando in modo consapevole di affrontare quanto molto chiaramente Paniscus ha sostenuto e sottolineato. Cosa c'entra la trattenuta per la malattia, l'8 per 1000, i cappellani negli ospedali e nelle caserme....anche di questo si può discutere, ma in questo caso si andrebbe OT. Il discorso di Paniscus si riferiva alle raccomandazioni nel "reclutamento" degli IdR e ti garantisco che ha ragione lei, nessuna invidia Enrico, ma tanta, tanta indignazione. Non è vero, come dici tu, che "nessuno si indigna più". Uno può manifestare la sua indignazione anche "arrabbiandosi" su un forum...perchè no? Forse facendo anche petizioni e raccolte di firme per l'abolizione dei privilegi degli IdR, che, "stranamente", non sono mai state prese in considerazione.....forse perchè il Clero è una casta molto potente e non vuole che questi privilegi vengano eliminati. In tanti tuoi interventi ho notato che con obiettività non hai mai negato l'evidenza con un autocritica costruttiva, ma adesso, mi dispiace lo stai facendo con un discorso del tipo "Ci sono cose ben più gravi sulle quali indignarsi, perchè criticare gli IdR????" Io sono del parere che tutto ciò che è sbagliato deve essere criticato, tutto ciò che determina ingiustizia suscita indignazione e tutto, ma proprio tutto quello che determina privilegi ingiusti (che sia una goccia o l'intero oceano) deve essere eliminato anche con la doverosa collaborazione di coloro che sono direttamente coinvolti....diritti e doveri Enrico devono essere uguali per tutti i docenti, IdR compresi!
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Lun Feb 04, 2013 6:49 pm

E scusate se divento cruda e acida, ma visto che si è tentato esplicitamente di buttarla sul personale, allora rispondo per le rime anch'io.

Io sono di ruolo da 12 anni, sono entrata in ruolo a 30 appena compiuti, con concorso ordinario, senza essere mai stata raccomandata da nessuno, senza aver mai dovuto sciropparmi anni di precariato e aspettare stillicidi snervanti di scorrimento nelle graduatorie, insegno materie fondamentale di indirizzo in una scuola dove queste sono considerate importanti e approfondite a ottimi livelli...

...e dovrei essere INVIDIOSA di qualcuno che deve ridursi a pietire la raccomandazione del parroco per andare a lavorare in un ambiente in cui poi si lamenterà sempre di "essere considerato l'ultima ruota del carro", e che "nessuno prende sul serio la sua materia", e che gli tocca fare lezione a quattro gatti perché gli iscritti sono sempre meno, ma la colpa è tutta del relativismo, del postmodernismo e del nichilismo?

Fattene una ragione, non è vero: non vi invidio per niente, manco di striscio! La maggior parte dei colleghi che conosco pensa sinceramente che nella vostra situazione non ci sia assolutamente NULLA da invidiare!

Nulla di personale contro di te, ovviamente, ma visto che ti ostini a permetterti le analisi psicologiche di serie C1 a distanza, aspettati che prima o poi qualcuno replichi a tono!

Lisa

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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Lun Feb 04, 2013 6:55 pm

giovanna onnis ha scritto:
Ciao Enrico ho letto con interesse il dibattito in corso tra te e Paniscus e, continuando personalmente a stare al di fuori del discorso Religione a scuola Si o Religione a scuola No, vorrei fare solo una mia piccola considerazione. Ho avuto modo, leggendo i tuoi post, anche in altri topic, di capire la tua serietà come IdR e la passione che metti nel tuo lavoro, ma questa volta, nelle tue risposte a Paniscus, non mi sembra che sei stato molto obiettivo (probabilmente condizionato dal tuo ruolo come IdR).
Ritengo giusto il chiarimento di Paniscus quando sottolinea la differenza tra invidia e indignazione. Con la tua risposta hai solo girato la frittata, evitando in modo consapevole di affrontare quanto molto chiaramente Paniscus ha sostenuto e sottolineato. Cosa c'entra la trattenuta per la malattia, l'8 per 1000, i cappellani negli ospedali e nelle caserme....anche di questo si può discutere, ma in questo caso si andrebbe OT. Il discorso di Paniscus si riferiva alle raccomandazioni nel "reclutamento" degli IdR e ti garantisco che ha ragione lei, nessuna invidia Enrico, ma tanta, tanta indignazione. Non è vero, come dici tu, che "nessuno si indigna più". Uno può manifestare la sua indignazione anche "arrabbiandosi" su un forum...perchè no? Forse facendo anche petizioni e raccolte di firme per l'abolizione dei privilegi degli IdR, che, "stranamente", non sono mai state prese in considerazione.....forse perchè il Clero è una casta molto potente e non vuole che questi privilegi vengano eliminati. In tanti tuoi interventi ho notato che con obiettività non hai mai negato l'evidenza con un autocritica costruttiva, ma adesso, mi dispiace lo stai facendo con un discorso del tipo "Ci sono cose ben più gravi sulle quali indignarsi, perchè criticare gli IdR????" Io sono del parere che tutto ciò che è sbagliato deve essere criticato, tutto ciò che determina ingiustizia suscita indignazione e tutto, ma proprio tutto quello che determina privilegi ingiusti (che sia una goccia o l'intero oceano) deve essere eliminato anche con la doverosa collaborazione di coloro che sono direttamente coinvolti....diritti e doveri Enrico devono essere uguali per tutti i docenti, IdR compresi!
C'è sempre il rischio di finire fuori tema. Io credo che, quando si fa riferimento agli idr, si finisca sempre per prendere in considerazione la Chiesa.
Per questo, secondo me, se si dice che è giusto togliere l'insegnamento della religione dalla Chiesa allora bisogna dire che bisogna togliere lo stipendio statale a tutti gli ecclesiastici.
Un conto è togliere i privilegi degli idr, un altro conto è togliere gli idr dalla scuola.
Io credo che sia un diritto degli alunni avere l'insegnamento della religione.
Un'altra cosa per me molto importante è il fatto che il catechismo e l'irc sono due cose diverse.
Ribadisco il concetto: anche all'estero c'è l'ora di religione. Pertanto, l'irc non è un'anomalia italiana.
Riguardo all'indignazione e all'invidia, ognuno ha le sue opinioni personali.
Riguardo alla doverosa collaborazione di chi è coinvolto, io faccio parte di un sindacato che ha chiesto l'abolizione dei privilegi e l'equiparazione di tutti gli insegnanti.
Il mio sindacato ha chiesto anche che non sia tagliato il fondo di istituto.
Diritti e doveri uguali per tutti significa anche che, una volta tolti i nostri privilegi, ci sarà un altro concorso per gli idr.
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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Lun Feb 04, 2013 7:01 pm

paniscus ha scritto:
E scusate se divento cruda e acida, ma visto che si è tentato esplicitamente di buttarla sul personale, allora rispondo per le rime anch'io.

Io sono di ruolo da 12 anni, sono entrata in ruolo a 30 appena compiuti, con concorso ordinario, senza essere mai stata raccomandata da nessuno, senza aver mai dovuto sciropparmi anni di precariato e aspettare stillicidi snervanti di scorrimento nelle graduatorie, insegno materie fondamentale di indirizzo in una scuola dove queste sono considerate importanti e approfondite a ottimi livelli...

...e dovrei essere INVIDIOSA di qualcuno che deve ridursi a pietire la raccomandazione del parroco per andare a lavorare in un ambiente in cui poi si lamenterà sempre di "essere considerato l'ultima ruota del carro", e che "nessuno prende sul serio la sua materia", e che gli tocca fare lezione a quattro gatti perché gli iscritti sono sempre meno, ma la colpa è tutta del relativismo, del postmodernismo e del nichilismo?

Fattene una ragione, non è vero: non vi invidio per niente, manco di striscio! La maggior parte dei colleghi che conosco pensa sinceramente che nella vostra situazione non ci sia assolutamente NULLA da invidiare!

Nulla di personale contro di te, ovviamente, ma visto che ti ostini a permetterti le analisi psicologiche di serie C1 a distanza, aspettati che prima o poi qualcuno replichi a tono!

Lisa

Non volevo assolutamente buttarla sul peronale, credimi.
Io faccio delle analisi partendo da quello che vedo nelle scuole in cui ho insegnato e da quello che mi raccontano i colleghi.
A me piaceva molto di più quando scrivevo nella pagina della didattica della religione.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Lun Feb 04, 2013 7:30 pm

enrico draghi ha scritto:

C'è sempre il rischio di finire fuori tema. Io credo che, quando si fa riferimento agli idr, si finisca sempre per prendere in considerazione la Chiesa.

Finché gli idr li sceglie la chiesa, li abilita la chiesa, sono tutti rigorosamente credenti e seguaci della chiesa, e sono tenuti a svolgere programmi decisi dalla chiesa, non mi sembra affatto che il discorso sia fuori tema.

Lisa
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susanita



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Lun Feb 04, 2013 9:47 pm

paniscus ha scritto:
enrico draghi ha scritto:

C'è sempre il rischio di finire fuori tema. Io credo che, quando si fa riferimento agli idr, si finisca sempre per prendere in considerazione la Chiesa.

Finché gli idr li sceglie la chiesa, li abilita la chiesa, sono tutti rigorosamente credenti e seguaci della chiesa, e sono tenuti a svolgere programmi decisi dalla chiesa, non mi sembra affatto che il discorso sia fuori tema.

Lisa

Proprio oggi ho dovuto spiegare, in una terza media, le differenze fra la religione anglicana, quella luterana, quella calvinista e quella cattolica romana, chi erano i puritani e chi i valdesi..
Ma non è competenza dell'insegnante di religione? E' previsto nel suo programma spiegare anche questo? Se sì, perché non lo fa anche se pregata dai colleghi?
Ma quali competenze e conoscenze deve avere un idr e chi controlla la qualità della preparazione? La chiesa e basta?
Per tutti gli altri sono previsti concorsi a cattedra o in passato sissis o altro, ma per gli insegnanti di religione?
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Lun Feb 04, 2013 10:23 pm

paniscus ha scritto:
enrico draghi ha scritto:

C'è sempre il rischio di finire fuori tema. Io credo che, quando si fa riferimento agli idr, si finisca sempre per prendere in considerazione la Chiesa.

Finché gli idr li sceglie la chiesa, li abilita la chiesa, sono tutti rigorosamente credenti e seguaci della chiesa, e sono tenuti a svolgere programmi decisi dalla chiesa, non mi sembra affatto che il discorso sia fuori tema.

Lisa
No, io ero andato fuori tema parlando anche dei cappellani d'ospedale.
Io dicevo anche che la maggioranza degli idr vorrebbe dipendere di più dallo Stato e non dalla Chiesa.
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Lun Feb 04, 2013 10:35 pm

susanita ha scritto:
paniscus ha scritto:
enrico draghi ha scritto:

C'è sempre il rischio di finire fuori tema. Io credo che, quando si fa riferimento agli idr, si finisca sempre per prendere in considerazione la Chiesa.

Finché gli idr li sceglie la chiesa, li abilita la chiesa, sono tutti rigorosamente credenti e seguaci della chiesa, e sono tenuti a svolgere programmi decisi dalla chiesa, non mi sembra affatto che il discorso sia fuori tema.

Lisa

Proprio oggi ho dovuto spiegare, in una terza media, le differenze fra la religione anglicana, quella luterana, quella calvinista e quella cattolica romana, chi erano i puritani e chi i valdesi..
Ma non è competenza dell'insegnante di religione? E' previsto nel suo programma spiegare anche questo? Se sì, perché non lo fa anche se pregata dai colleghi?
Ma quali competenze e conoscenze deve avere un idr e chi controlla la qualità della preparazione? La chiesa e basta?
Per tutti gli altri sono previsti concorsi a cattedra o in passato sissis o altro, ma per gli insegnanti di religione?
La storia della Chiesa deve essere trattata nelle ore di religione. Io lo faccio in quinta elementare. Anzi, in questi giorni sto proprio trattando le differenze fra le varie Chiese cristiane. Se lo faccio io, che sono nella scuola primaria, a maggior ragione lo deve fare la collega delle medie.
Sulle compretenze e sulle conoscenze degli idr il discorso è un po' lungo. Puoi vedere il sito di cultura cattolica alla pagina irc per avere un'idea. Sempre allo stesso sito puoi scrivere riguardo alla questione della collega che non spiega, pur essendo invitata a farlo, la differenza tra le Chiese cristiane.
La Chiesa (l'ufficio scuola della curia) controlla la qualità della preparazione e il lavoro svolto dagli idr. Puoi segnalare alla curia il fatto che la collega non svolge adeguatamente il programma. Per noi non hanno ancora previsto concorsi a cattedra. Ultimamente hanno esteso scienze religiose da quattro a cinque anni, rendendo obbligatorio questo percorso di studi per gli idr di tutti gli ordini di scuola. Non c'è la SISS per gli idr. In genere le curie chiedono di seguire ogni anno un corso di aggiornamento (per tutti gli insegnanti di religione) di circa 20 ore. In molti casi questi corsi parlano di didattica, mentre prima erano solo corsi di teologia.
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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Mer Feb 06, 2013 7:13 pm

IRC non catechismo


Autore: Incampo, Nicola Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it E-mail: nicola.incampo@culturacattolica.it

mercoledì 6 febbraio 2013


Domanda
Carissimo Nicola,
in questo periodo di iscrizioni mi aiuti a rispondere ad una mamma che non vuole l’IRC per il proprio figlio, perché secondo lei è catechismo.
Grazie.

Risposta
Il catechismo orienta le scelte di fede della persona, l'IRC ha il compito di ampliare la conoscenza della persona, per renderla capace di porsi verso la realtà in modo consapevole e, dato che la storia e i valori del nostro paese sono profondamente intrecciati con la religione cattolica, si rende necessaria la conoscenza dei contenuti e della sua storia.
Questo significa che anche un non-cristiano, un non-cattolico può tranquillamente frequentare l'ora di religione nelle scuole, dato il suo obiettivo di non-orientamento della scelta di fede (pur senza escludere un'adesione alla fede cattolica scaturita, oltre che dalla grazia, da un confronto con i contenuti della fede).
La differenza tra le due realtà, catechesi e IRC, non sono perciò tanto nei contenuti, quanto nelle finalità differenti, essendo la prima - come detto – orientata verso una scelta di fede e la seconda una conoscenza di quei valori che “fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano” (Cfr. legge 121/85).
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MessaggioOggetto: Re: diventare idr?   Mer Feb 06, 2013 10:25 pm

Citazione :
Autore: Incampo, Nicola Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it E-mail: nicola.incampo@culturacattolica.it

...però scusa, Enrico, ma che razza di argomentazione è? Capisco che non sia tua e che tu l'abbia solo citata, ma questo scambio (sempre che sia autentico, e che non sia un esempio montato apposta per parlare dell'argomento su quel sito), francamente, lo trovo fastidiosissimo e pretestuoso al massimo!

Ma siamo onesti e civili... da quando in qua un genitore deve motivare il perché non vuole iscrivere il figlio a religione, e l'insegnante di religione deve trovare una motivazione per convincerlo a cambiare idea?

La scelta è libera, paritaria e uguale per tutti, non siamo mica più ai tempi della "richiesta di esonero", che poi veniva concesso per motivi eccezionali solo a chi aveva voglia di spiattellare dettagliatamente tutte le motivazioni della richiesta!

Io, se non voglio iscrivere mio figlio a religione, mi limito a barrare la casella "non avvalersi", la scuola ha l'obbligo di rispettare questa scelta, e la questione è chiusa lì... figuriamoci se penso a consultarmi prima con l'insegnante di religione, spiegargli il perché non la voglio, e aspettare che lui mi faccia le sue obiezioni per convincermi a cambiare idea!

Io nemmeno li conosco, gli insegnanti di religione delle classi dei miei figli: certo che se li riconosco di vista e li incontro per caso, li saluto educatamente, mica li boicotto come persone... ma di sicuro non ci vado a colloquio (visto che NON li hanno come alunni), e non li considero proprio miei interlocutori per decidere di scelte scolastiche! Figuriamoci se vado a confidarmi con loro per spiegare perché non li ho iscritti!

Lisa

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