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 piccolo sfogo/confronto

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tortacaprese



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MessaggioOggetto: piccolo sfogo/confronto   Sab Mar 17, 2012 9:21 am

Qualche giorno fa ci sono stati i consigli di classe. Purtroppo non riesco a trovare un punto di "accordo" con diversi colleghi e ne soffro molto. Non è la prima volta che mi accade e siccome sono una persona di indole sensibile e portata prima a vedere l'eventuale errore in me e a mettermi sostanzialmente in discussione, mi farebbe piacere un confronto con voi utenti del forum.

In breve la situazione (che immagino molti di voi conoscano bene) è sostanzialmente duplice. In primo luogo di "polso" nellìapplicazione del regolamento. Se un ragazzo lo infrange deve esser punito in maniera adeguata a quel che ha fatto. in pratica ci dovrà pur essere una conseguenza? A me pare logico. Ai miei colleghi no. Esempio pratico: Uscita didattica, un alunno di prima media, inizia a rivolgere gesti volgari alle compagne la collega accompagnatrice lo riferisce in consiglio. Io propongo un provvedimento disciplinare e la collega (ma non solo lei) mi taccia di "esagerazione". A voi pare esagerato sancire un comportamento del genere? A me parebbe normale, poi non so. Altro alunno, con numerosi richiami, convocazioni alla famiglia, note etc. Propongo di sospenderlo (il regolamento di istituto pervede un giorno) ed indovinate un po'? Passo per l'esagerata. Faccio presente che non mi sto invedntando nulla di strano ma mi sto attenendo al regolamento il quale, se esiste, va applicato e quasi mi ridono in faccia.

Secondo punto nodale: la valutazione. Mai possibile che questi prendano voti altissimi in italiano ed io che insegno francese non mi trovi assolutamente? la collega dipinge certi alunni come geni della grammatica ed io scopro che IN TERZA non distinguono un pronome da un aggettivo. Sono io troppo rigida o è lei troppo larga?? Ovviamente, i genitori giungono a conclusione che la valutazione corretta sia quella alta e che tu, iena, metti voti bassi (secondo loro, tanto per dire, anche un 7 è basso) perchè sei "stretta di voti". Una madre me lo ha detto chiaramente in faccia. io, non potendo mettere in difficoltà la collega (che peraltro non si fa problemi a dire che io sono troppo severa, screditandomi, ma io certo non mi abbasso a certi livelli perchè mi considero una seria professionista), mi limito a spioegare per quali motivi sia 7 e non 10 (come sono abituati loro appena danno una rispostina esatta) e devo acnhe far presente che il 7 è un voto dignitosissimo!

Grazie per i pareri e scusatemi per lo sfogo
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stefi2010



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Sab Mar 17, 2012 9:43 am

Purtroppo descivi un film già visto.
Oggi il buon insegnante deve elargire voti alti, adeguarsi alle valutazioni dei professori di italiano e matematica, se titolare di una materia "meno fondamentale", sopravvivere ad eventuali atti indisciplinati, limitandosi a segnalarli sul registro, ma evitando di andare oltre. Soprattutto in realtà dove i genitori sono molto presenti ed avvezzi a protestare con il D.S.
Puoi rifiutarti di aderire a questa logica, ma devi mettere in conto di poter essere tacciata di protagonismo, di rigidità, di poco realismo e così via.
Non vale per tutte le scuole, ma il trend è questo.
Comunque, se può consolarti, hai tutta la mia solidarietà.
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tortacaprese



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Sab Mar 17, 2012 9:52 am

grazie stefy, anche io questo film, nei miei bravi 10 anni di carriera, l'ho visto un miliardo di volte, ma non riesco a rassegnarmi. Menomale che qualcuno di serio ancora ci sia. La conclusione, amara, alla quale giungo è che è inutile lamentarsi del rispetto pari allo zero della figura insegnante in quanto tale se quel minimo di autorità che ancora ci resterebbe non la utilizziamo, ma la calpestiamo. Anche noi siamo responsabili dello screditamento dei docenti. Non possiamo attribuire la colpa solo ai ministri che ci trattano da pezze per i piedi
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Sab Mar 17, 2012 11:49 am

Per consolarti ti racconto un episodio che mi è capitato in questa settimana: insegno in una prima superiore e ho una ragazzina fragile, che a tratti sembra impegnarsi, ma fa davvero fatica; viene la mamma a parlarmi e mi dice che lei non ha mai condiviso i 10 dati con troppa facilità alle medie, tanto che se qualche volta prendeva 8 era una tragedia; ora ha parecchie materie insufficienti e rischia la bocciatura; ovviamente è crollata sul piano nervoso. Chi regala i voti fa solo il male dei propri studenti per il suo tornaconto personale (sentirsi lodare dal dirigente e dai genitori), ma poi i nodi vengono al pettine. Perciò non accettare intimidazioni sulle tue valutazioni e vivi serena.
Per quanto riguarda i provvedimenti disciplinari, questi vanno decisi dal consiglio di classe; sono d'accordo con te che il buonismo a tutti i costi non paghi, ma se il resto del consiglio è su questa linea non puoi farci assolutamente nulla; perciò, anche su questo, cerca di non prendertela. Altro aneddoto: in autobus sento tre ragazzi delle superiori (non miei studenti, ovviamente) che prendevano in giro un professore che dopo aver minacciato tante volte una nota il giorno prima l'aveva messa solo perchè così "gli girava", senza che fosse successo niente di particolare; ma tanto era una nota all'intera classe e non individuale, perciò non andava ad incidere; inoltre la gita l'avevano già fatta e non potevano togliergliela; e poi mancano poco più di due mesi alla fine della scuola, giusto il tempo per fare qualche bella "spaccata"; perciò sognavano di portare in classe una pressa del laboratorio e di rompere qualcosa, in modo da fare un bel fracasso; loro stessi si rendevano conto che era irrealizzabile, ma per dire quali sono i sogni dei ragazzi (o di alcuni di loro) in relazione alla scuola e quanto temano i nostri provvedimenti disciplinari: sono chiaramente i risultati di anni di "dialogo", in cui l'unico messaggio che è arrivato è che possono fare quello che vogliono e che tanto nessuno gli farà mai nulla.
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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Sab Mar 17, 2012 12:22 pm

Purtroppo è vero: i genitori si aspettano che i loro figli siano considerati dei geni. In molti casi vanno dal preside se, secondo loro, qualcosa non va. In molti casi, purtroppo, i presidi danno ragione ai genitori. Io ho insegnato in tre ordini di scuola: elementari, medie e superiori. Le cose non cambiano più di tanto. I genitori non ammettono mai i loro sbagli.
Se un insegnante propone di sanzionare la mancanza di disciplina, allora viene considerato severo.
Poi, noi di religione dobbiamo rispondere anche alla curia.
Una volta il vescovo ha detto che riceve molte telefonate da presidi, insegnanti normali e genitori che si lamentano degli insegnanti di religione.
Il problema è che spesso non si vuole trovare una soluzione. Il consiglio di classe/interclasse non serve a molto. Intanto, i rappresentanti non vengono presi in considerazione dagli altri genitori. Se c'è un problema, vanno subito dal preside.
Eppure, non dovrebbe essere difficile: si stabiliscono delle regole e gli alunni le rispettano. Il fatto è che i genitori non fanno rispettare le regole ai loro figli a casa. Quindi, gli alunni non le rispettano neanche a scuola.
Ho osservato che quando metto in fila gli alunni per uscire, una volta usciti da scuola e consegnanti a nonni, genitori, compagni dei genitori, babysitter, vicini di casa e quant'altro, i bambini (che prima erano in fila ben ordinati) si mettono a correre, saltano su e giù, vanno in mezzo alla strada. Quindi, il problema educativo parte dalla famiglia. La scuola riesce solo in parte a migliorare la situazione.
Quando ci sono alunni che vengono spostati da una scuola all'altra, i genitori dovrebbero chiedersi se, invece di dare la colpa alla scuola, non siano loro a dover riflettere sul modo di educare.
Semplicemente, molti genitori se ne fregano dell'educazione dei loro figli.
Io insegno alla primaria e molti bambini mi raccontano quello che succede a casa. Ci sono bambini che vanno a dormire alle due di notte, altri che si prendono da soli da mangiare nel frigo perché nessuno gli prepara qualcosa, altri vanno da scuola a casa da soli e da soli restano fino a tardi.
Per non parlare della situazione familiare. Madri che cambiano compagno ogni mese, bambini che vivono con i nonni perché i genitori non ci sono mai. Infatti, a volte mandano gli psicologi nelle scuole per parlare con gli alunni. Per non parlare dei problemi di salute dei bambini: hanno mal di gola, otite, pidocchi, eritemi, influenza intestinale. Però quando chiedo se i genitori li portano dal dottore, mi dicono di no.
Secondo me, in molti casi la scuola è diventata uno scaricabarile perché molti genitori (non tutti) non pensano più ai loro figli.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Sab Mar 17, 2012 2:20 pm

@Tortacaprese
A me è capitato spesso il contrario. Alcuni colleghi pensano che io in due ore settimanali alla scuola media possa far diventare i miei alunni dei madrelingua francesi. Così si aspettano che i 10 in francese siano riservati appunto ai madrelingua, il che equivale a dire a nessuno. Io sono invece dell'idea che bisogna valutare in base al traguardo da raggiungere. Il 10 per me rappresenta il pieno raggiungimento degli obiettivi previsti per quel tipo di scuola, non la conoscenza massima che si può avere della materia.
Per tornare al francese, il livello che secondo la normativa si deve raggiungere alle medie per la seconda lingua straniera è tra l'A1 e l'A2. In effetti questo è il livello che ragionevolmente si può raggiungere con 180 ore di lezione circa. Quindi mi sono creata questa tabella che applico alle varie competenze/conoscenze:
voti inferiori al 5 = nessun livello certificabile (obiettivo non raggiunto)
voto 6 = livello A1.1
voto 7 = livello A1.2
voto 8 = livello A2.1
voto 9 = livello A2.2 (obiettivo raggiunto)
voto 10 = livello A2+ (obiettivo pienamente raggiunto)
Molti genitori/colleghi fanno paragoni tra i voti dei vari ordini di scuola. Nulla di più sbagliato: è infatti ovvio che, al variare degli obiettivi, variano anche le valutazioni. E' questo che dobbiamo spiegare ai genitori. Non sta a noi "stare stretti perché così si abituano alle superiori..." oppure "stare larghi perché così erano abituati alle elementari...": questa mi sembra una cosa davvero stupida, a cui si adeguano gli insegnanti che non sanno il fatto loro.
Ritengo anche possibile (e auspicabile) che i voti delle varie materie non siano tutti uguali. A parte i bravi-in-tutto e i bravi-in-niente, la maggior parte degli alunni ha delle materie in cui riesce meglio e altre in cui riesce peggio, magari perché gli piacciono di più o di meno, magari perché ci capisce di più o di meno, magari perché il prof gli va più o meno a genio. Non mettiamo la testa sotto la sabbia negando tutto ciò: siamo stati alunni anche noi e sappiamo che è così. E' una cosa normale di cui non ci dobbiamo stupire o arrabbiare.
Quindi Tortacaprese, resisti! A chi si lamenta fai vedere che valuti secondo dei criteri, senza regalare ma nemmeno togliere nulla a nessuno. E vai avanti per la tua strada. ;-)
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JaneEyre



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Sab Mar 17, 2012 4:01 pm

Hai descritto tutto quello che sta succedendo a me quest'anno...

Non credo che tu sia esagerata. Credo che dobbiamo accettare che gli insegnanti che vogliono insegnare ed educare siano ormai una minoranza. Così come i genitori che vogliono che i figli imparino qualcosa: per molti di loro il diploma è una garanzia per il futuro anche senza preparazione.
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ontoteologia



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Sab Mar 17, 2012 4:36 pm

JaneEyre ha scritto:
Hai descritto tutto quello che sta succedendo a me quest'anno...

Non credo che tu sia esagerata. Credo che dobbiamo accettare che gli insegnanti che vogliono insegnare ed educare siano ormai una minoranza. Così come i genitori che vogliono che i figli imparino qualcosa: per molti di loro il diploma è una garanzia per il futuro anche senza preparazione.

Condivido anche le virgole. O ci si arrende o si lotta. Anche da soli. Etsi omnes ego non.
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stefi2010



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Sab Mar 17, 2012 5:48 pm

Devo peraltro aggiungere che i ragazzi capiscono bene quali sono gli insegnanti che hanno dei princìpi solidi e validi nei confronti di tutti. Dopo un periodo di fisiologico "braccio di ferro", per noi estenuante e frustrante, se non cediamo, ad un certo punto ho riscontrato che capitolano. E cominciano anche ad apprezzare e (la dico grossa) rispettare il docente che ha avuto la coerenza e la costanza di portare avanti delle proprie idee.
Fondamentale è la coesione degli insegnanti, il rispetto tra gli stessi. Quando c'è unitarietà di vedute il gioco è fatto.
I problemi cominciano quando le varie discipline vengono "gerarchizzate" e soprattutto quando si ingaggia (soprattutto tra gli insegnanti di Italiano e Matematica) una sorta di gara a chi ha gli alunni migliori. Là i ragazzi hanno vita facile...
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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Sab Mar 17, 2012 6:59 pm

E' vero, la coesione tra insegnanti è fondamentale. Ho notato che, quando gli insegnanti sono più uniti, le cose funzionano meglio. Io insegno in tre scuole.
Ha ragione la collega di francese (io ho fatto francese a scuola, mi piaceva molto): bisogna valutare gli obiettivi raggiunti. Poi, non si possono paragonare i vari ordini di scuola per la valutazione. E' chiaro che alle elementari pretendiamo di meno.
Alle superiori si pretende di più, anche perché dopo il diploma potrebbero andare a lavorare.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 12:19 am

D'accordo che ogni ordine di scuola è a sè, ma i ragazzi li attraversano tutti, perciò non c'è nulla di male - anzi direi che è doveroso - che gli obiettivi siano coerenti e che i salti non siano troppo netti. Inoltre sono convinto che la scuola debba insegnare anche a gestire certi piccoli insuccessi o frustrazioni. Se le cose vengono rese troppo semplici, il risultato sarà un minore impegno e una minore capacità di affrontare sfide più impegnative. Ormai abbiamo di fronte ragazzi sempre più fragili e sempre più incapaci di sopportare un fallimento e questo è un danno per la loro vita, oltre che per la loro carriera scolastica.
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Mary M



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 3:45 am

Dec ha scritto:
sono convinto che la scuola debba insegnare anche a gestire certi piccoli insuccessi o frustrazioni. Se le cose vengono rese troppo semplici, il risultato sarà un minore impegno e una minore capacità di affrontare sfide più impegnative. Ormai abbiamo di fronte ragazzi sempre più fragili e sempre più incapaci di sopportare un fallimento e questo è un danno per la loro vita, oltre che per la loro carriera scolastica.

Peccato che i genitori e i ds (terrorizzati dalla rotture di scatole genitoriali/ricorsi/perdita di alunni) non la pensino così... poveri cuccioli!
Vorrai mica creare sentimenti di frustrazione? Li demotivi con il brutto voto! E poi li umili... e causi loro pure un danno psicologico!
Alla primaria il voto non sufficiente è un tabù.

Così dopo essere stati per anni iperprotetti (e buggerati circa le loro vere abilità e l'impegno necessario per arrivare a un risultato soddisfacente) arrivano alle superiori e cosa succede? Non so a te, ma nella mia prima quando consegno le verifiche piange, ma davvero con le lacrime, mezza classe... e mi dicono che io sono "crudele" perchè non metto quello che loro sanno fare (ma va???? metto quello che dovreste saper fare!!!)

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tortacaprese



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 9:42 am

in questa discussione tutti gli spunti emersi sono interessantissimi! Ce ne fossero di insegnanti come noi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! A parte l'ovvia considerazione che partecipare a forum di questo tipo è già indicativo della voglia di ognuno di noi di confrontarci e migliorare, credo che sia proprio questo che manchi a tanti docenti. C'è una certa tendenza ad arroccarsi nella propria torre d'avorio e a chiudersi al confronto. Eppure è dal confronto e dall'unione delle idee che si deve (ri)partire per costruire qualcosa. Non voglio rassegnarmi ad una scuola che non cambia però spesso mi sento di combattere contro i classici mulini a vento :-(
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ontoteologia



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 10:10 am

Io insegno storia e filosofia nel triennio delle superiori e a volte si ha a che fare con ragazzi che faticano in maniera evidente. Il fatto è che, dinanzi a difficoltà di comprensione, il problema dovrebbe essere generale e spesso lo è: dalla matematica al latino, passando per la filosofia, la chimica e così via. Ebbene, a volte mi trovo dei ragazzi i quali mi dicono che "l'anno scorso andavo bene". Aggiungo: non bene, molto bene! Quest'anno si ritrovano 4 perché, dinanzi a domande precise, producono un generico riassunto, non sanno argomentare, il linguaggio risulta impreciso... insomma tutti gli obiettivi non vengono soddisfatti. E poi si viene a sapere che nel famigerato "scorso anno" avevano 7. SETTE! Ma 7 io lo do ad una risposta che è ben oltre la sufficienza!!!! Ora delle due l'una: o riusciamo a metterci d'accordo, per cui ragionare significa ragionare e non ripetere a memoria, per cui "sviluppo di uno spirito critico" (chi non inserisce questa espressione nella sua programmazione?) non equivale a ripetere quattro cose in croce o a dire tutto quello che si sa indipendentemente dalla domanda, oppure siamo nella più becera anarchia. Purtroppo le discipline umanistiche sono, eccezion fatta per latino e greco, maggiormente soggette ad una eterogeneità valutativa, che spesso rende davvero complicato poter lavorare in modo serio, perché quando erediti una classe che non ha mai conosciuto una insufficienza e inizi a produrre valutazioni che vanno dal 3 al 10, cominciano i drammi.
Prima di procedere alla correzione, scrivo la risposta, sì da poter avere un criterio quanto più oggettivo (sì, "oggettivo" non è una bestemmia): alla fine vedo se c'è l'argomentazione, se ci sono i contenuti essenziali, la qualità del linguaggio e così via. Naturalmente non posso pensare di procedere per mera sottrazione, nel senso che un aspetto può essere stato affrontato benissimo e quindi pesa di più, però o accettiamo che la scala valutativa debba essere usata tutta (o quasi) e quindi almeno dal 3 al 10, oppure avremo valutazioni incapaci di riconoscere una insufficienza. Deve essere chiaro cosa significa "sufficiente", ossia quale sia l'obiettivo minimo! Moltissimi docenti, purtroppo, non contemplano il non raggiungimento degli obiettivi minimi. E così si producono disastri. Qui non c'entra questo o quel governo, ma solo l'atteggiamento dei docenti, i primi e veri responsabili, nel bene e nel male, del successo formativo, perché anche se hai una classe indecente ma un consiglio di classe unito e pronto a remare nella stessa direzione, alla fine la si spunta.
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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 10:26 am

talvolta per "obiettivo minimo" si intene che abbiano aperto bocca (dicendo una qualsivoglia castroneria) invece di starsene muti. Fidati. Il punto è che molti nostri colleghi risolvono tutto mettendo valutazioni alte così i genitori non rompono. ma cavolo, che razza di genitore è uno che vede che il figlio non fa un beato zero e prende sei? il dubbio non viene?
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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 10:27 am

Condivido in pieno Ontoteologia. Il mio parere è che fino a che la Scuola non deciderà di "parlarsi" sulla questione della valutazione degli alunni tutto l'ambiente continuerà ad essere "contaminato" (dall'ipocrisia) e gli alunni lo capiscono molto bene.

Non voglio dire che si debba per forza parlarne "nella direzione delle bocciature": si può anche parlarne in senso contrario e cioè per un ammorbidimento dei voti (che oggi avviene nella prassi ma tale costume viene negato ufficialmente). Per esempio, non dico mica che si deve mettere quattro a tutti: basta per esempio parlarsi e ragionare in modo uniforme sul fatto che ormai l’OTTO nei P.O.F. delle Scuole è BUONO (quello che un tempo era il SETTE). Basta parlarsi, concordare tra docenti, non fare il giochetto dei quattro che si trasformano in sei anche in itinere, etc. etc. Perché i ragazzi hanno ormai mangiato la foglia, con la complicità degli insegnanti, dei dirigenti scolastici e dei vicari (che non sanno neppure loro che fare – neanche di fronte a casi di indisciplina - perché manca il coraggio - con coraggio e testimonianza - di dirigere con una vera mission la Scuola e tutti ci nascondiamo dietro i formalismi della burocrazia che ha ucciso la sostanza).

L'importante è fare chiarezza ovvero non dare messaggi paradossali e non agire comportamenti contraddittori. Questo è molto diseducativo e per nulla leale (più di quanto non li abbiamo già traditi i giovani con il nostro sistema economico e di welfare che è a vantaggio degli attuali cinquantenni e over) e noi abbiamo una responsabilità enorme di fronte agli alunni. I ragazzini delle prime classi dopo il primo anno "capiscono il giochetto" (della scuola) ed è fatta!

Ma nessuno lo dice, tutti struzzi, per comodità a fare gli attori nel palcoscenico dell'ipocrisia sulla pelle dei nostri ragazzi. Fino a quando il Sistema e i Dirigenti ci chiederanno sempre più voti (con meno ore per materia e più alunni per classe), le pagelline infraquadrimestrali a solo un mese (marzo) dagli esiti di recupero (febbraio) con lo scopo di "informare le famiglie" (!), esiti che probabilmente saranno fatti salire in itinere da marzo a giugno, poi ancora agli scrutini di giugno e poi ancora agli scrutini di settembre, con sole due settimane di corsi di recupero al termine dei quali - a settembre - gli alunni sanno meno di quanto sapevano a giugno (a mente fresca)...

Dovremmo allearci con le famiglie, per riparlare davvero di Scuola e trovare modalità comuni di pensare all'educazione e all'istruzione. Ripeto, non dico abbassando i voti (se questo non si può fare più, come ci dicono... se non lo facciamo tutti insieme: non lo fa nemmeno più l'Università!) ma almeno concordando linee comuni. Altrimenti giochiamo a monopoli o al lotto. E ne siamo responsabili a tutti i livelli.
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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 11:07 am

I genitori non si lamentano se i figli hanno 6 ma non sanno nulla. Si lamentano solo se hanno voti che non li soddisfano.
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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 11:41 am

Concordo un'altra volta con Ontoteologia.

E nessuno - dirigenti e docenti - osa avere il coraggio di dire qualcosa sulla valutazione degli studenti, salvo aver cambiato i POF e aver messo BUONO come voto OTTO e scoraggiare i QUATTRO e alzare i QUATTRO A SEI negli scrutini (oltrechè in itinere).

Tutti zitti a pensare alla formazione-classi e ad altre cose.

Un po' quello che è successo nelle Università, dove da molto tempo tra i tre pilastri dell'Università (didattica, ricerca, iscrizioni) ormai si deroga sulla didattica perchè i proff. sono impegnati ad accaparrarsi i fondi (soldi) per progetti di ricerca e le Facoltà sono impegnate a fare iscritti sulla pelle dei ragazzi. Ormai, penso sia a tutti chiaro che da molti anni la valutazione degli studenti nelle Università non segue criteri logici (per usare un eufemismo).

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Dec
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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 12:24 pm

Mary M ha scritto:
Non so a te, ma nella mia prima quando consegno le verifiche piange, ma davvero con le lacrime, mezza classe... e mi dicono che io sono "crudele" perchè non metto quello che loro sanno fare (ma va???? metto quello che dovreste saper fare!!!)
Ma allora sei veramente cattiva! Io questa settimana ne ho fatte piangere solo tre su venticinque, non metà classe! Scherzi a parte, è quello che dicevo prima: a me dispiace veramente per loro, ma mi rendo conto che sono il frutto di un sistema scolastico alla frutta, come scrivevano gli altri colleghi. E la soluzione non può essere che anche noi delle superiori diamo i voti dal 6 in su (anche se ammetto che in certe situazioni irrecuperabili sono stato costretto a farlo), proprio perchè la scuola dovrebbe prepararli al lavoro e alla vita e non lo facciamo se invece di spronarli li spingiamo ad adagiarsi.
Rispondo anche ad ontoteologia sulla questione della storia al biennio, visto che l'ho insegnata spesso: anch'io cerco di usare tutta la scala dei voti e per riuscire a mettere 10 non posso pretendere, se non in minima parte, la rielaborazione critica (altrimenti davvero non ci arriverebbe nessuno); la pertinenza della risposta rispetto alla domanda questo sì; variare un po' il modo di porre il quesito in modo da destabilizzare chi impara solo a memoria anche; però realisticamente mi fermo qui: so che non è abbastanza, ma ho visto che è quello che riesco ad ottenere, anche dagli studenti più seri, capaci ed impegnati; il passo successivo lo lascio consapevolmente a voi del triennio e non c'è nulla di male se abbassate i voti (cosa che del resto capita spesso anche a me quando prendo una classe in seconda).
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 1:27 pm

Sulle sanzioni disciplinari, credo ci sia poco da fare: sono decise collegialmente, quindi se il consiglio non si accorda, non puoi fare nulla di più che un richiamo personale ai ragazzi, convocare i genitori ma non puoi fare molto di più.

Sul piano didattico è spesso una battaglia contro i mulini a vento: è purtroppo vero che molti genitori, che hanno frequentato spesso scuole in anni più severi, hanno mantenuto un rapporto disturbato con la scuola che fuso con le nuove posizioni nei rapporti con i figli (vedete cosa dice il MOIGE sulla definizione di "figli": per me sono nuove forme di violenza psicologica, alla faccia della difesa dell'infanzia...), esce fuori un quadro devastante.

Il voto non viene visto come indicatore dei risultati raggiunti, ma viene visto come un voto al ragazzo (quasi un voto alla persona in quanto persona) e ai genitori.

L'importante non è sapere, l'importante è avere. Avere il voto alto e stop! Sapere l'equivalente previsto per quel voto è indifferente, e tra poco sarà vista come una pretesa arrogante (se già non è vista così) da parte dei docenti.

Salvo poi lamentarsi che (quando non si hanno santi in paradiso, badate bene!) non sono in grado di superare un test di accesso all'università a numero chiuso, un colloquio di lavoro, di parlare decentemente l'inglese o un'altra lingua straniera.

Per non parlare di incapacità ancora più fastidiose (non saper pagare un bollettino alla posta, fare un bonifico bancario, persino chiedere informazioni per iscriversi alla ASL locale o fare un cambio di residenza...).

E poi ci sarà la solita lamentela finale: "Ma nessuno me l'ha mai insegnato!".

Io direi piuttosto: "Te ne sei sempre fregato di chi cercava di insegnartelo!".
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 1:32 pm

Dec ha scritto:
il passo successivo lo lascio consapevolmente a voi del triennio e non c'è nulla di male se abbassate i voti (cosa che del resto capita spesso anche a me quando prendo una classe in seconda).
Infatti, non c'è nulla di male se nel passaggio all'anno successivo o al ciclo successivo si abbassano i voti. Man mano che si procede gli obiettivi DEVONO diventare sempre più alti. Solo chi è davvero capace, motivato e impegnato può arrivare al top. Questo è sostanziale per la scuola superiore che, ricordiamolo, è normativa: alla maturità devo certificare che un alunno è davvero in grado di fare il ragioniere/geometra/studente universitario. Insomma, chi ce la fa finisce, chi non ce la fa no.
Il caso della scuola dell'obbligo lo vedo più complicato perché un minimo di istruzione va garantita a tutti. Secondo me è giusto che tutti vengano accompagnati verso l'obiettivo minimo. Ciò non vuol dire regalare il 6, ma accompagnare tutti al 6 finché lo raggiungono davvero. Per come è strutturata (sarebbe meglio dire NON strutturata) la scuola ora, ciò non è di fatto sempre possibile. Bisognerebbe avere insegnanti in più, e invece non si riconosce nemmeno il diritto al sostegno per risparmiare soldi!
Personalmente dedico molto tempo allo studio in classe e al recupero per portare tutti almeno al livello A1, ma è una fatica immane. E insegno una materia che, alle medie, ha obiettivi limitati. Non oso immaginare la fatica che deve fare chi insegna materie dove la posta in gioco è più sostanziosa.
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Posidonia



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 2:08 pm

io insegno matematica e scienze alle medie e anche se è solo da 3 anni che svolgo la professione, mi sono già accorta del profondo scadimento della scuola! a volte ho l'impressione che i ragazzi siano quasi degli zombi e non abbiano voglia di far nulla che non sia scerzare e giocare! si, siamo d'accordo che la scuola media è la scuola dell'obbligo, ma qui parliamo davvero di situazioni al limite che non riescono a far includere nemmeno gli obbiettivi minimi di cui stiamo parlando! quest'anno ho una terza, e anche se cerco di farli lavorare in classe il più possibile, sembra che stia quasi conducendo una battaglia contro i mulini a vento! ho cercato anche di spronarli per far loro capire che stanno x andare incontro prima agli esami di 3°, dove ci saranno anche le temibili prove invalsi, e poi all'inizio delle superiori, ma non c'è nulla da fare! nello studio dei problemi di geometria, non riescono a capire nemmeno i testi dei problemi più facili, e poi non parliamo di quando in classe c'è scienze! per questo sono costretta a mandare avanti dei programmmi estremamente semplificati! è come se pensassero che lo studio sia, tranne nel caso di pochissime eccezioni, un'attività totalmente inutile! e questo a mio avviso è da imputare in toto alle famiglie che non sono state capaci di insegnar loro, la fondamentale importanza della scuola vista come palestra di vita! talvolta confesso pertanto, di sentirmi davvero scoraggiata!
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 2:32 pm

Rispondo a Valerie: se poni così la questione, sono più d'accordo con te; è vero che la scuola dell'obbligo deve aiutare tutti a raggiungere l'obiettivo, ma ormai anche il biennio delle superiori rientra nell'obbligo scolastico e prima o poi lo diventerà anche il triennio, perchè penso che siamo tutti d'accordo che un ragazzo di 16, 17 e 18 anni sia troppo giovane per lavorare e del resto non possa neanche essere lasciato in mezzo ad una strada. Bisogna perciò fare entrambe le cose: aiutare tutti e cercare di rialzare un po' gli obiettivi; nei licei lo si fa riorientando chi proprio non ce la fa, ma anche questo viene visto negativamente da chi teme di perdere iscritti e comunque è la certificazione di un fallimento, che alunno e genitori non sempre accettano di buon grado. Poi c'è chi vorrebbe unificare i percorsi perchè è vero che a 14 anni è presto per fare una scelta, ma questo porterebbe ad abbassare ancor più i livelli. Mi rendo anche conto che se al 6 bisogna far arrivare più o meno tutti, proprio per usare tutta la scala e non appiattire le valutazioni, si finisce per dare 10 a chi magari non è eccezionale, ma si distingue dalla media, anche se questo può creare delle aspettative infondate. Insomma è un lavoraccio.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 3:53 pm

Posidonia ha scritto:
è come se pensassero che lo studio sia, tranne nel caso di pochissime eccezioni, un'attività totalmente inutile! e questo a mio avviso è da imputare in toto alle famiglie che non sono state capaci di insegnar loro, la fondamentale importanza della scuola vista come palestra di vita! talvolta confesso pertanto, di sentirmi davvero scoraggiata!
Togli pure il "come se": è proprio così Posidonia, descrizione perfetta.
Però secondo me non ce ne dobbiamo scandalizzare perché è normale. Sono pochi e sono sempre stati pochi i ragazzi di 11-13 anni con voglia di studiare o consapevoli dell'importanza dello studio. Se una volta si studiava di più era per paura delle dure punizioni anche corporali o per riscattarsi dalla miseria, non certo perché piaceva la scuola. L'interesse per lo studio viene con la maturità, spesso quando ormai è tardi o quasi. C'è un bellissimo proverbio francese che recita: "si jeunesse savait, si vieillesse pouvait" (vale a dire "se i giovani sapessero, se i vecchi potessero"). Rende l'idea e non è certo nuovo...
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: piccolo sfogo/confronto   Dom Mar 18, 2012 3:56 pm

Dec ha scritto:
penso che siamo tutti d'accordo che un ragazzo di 16, 17 e 18 anni sia troppo giovane per lavorare e del resto non possa neanche essere lasciato in mezzo ad una strada.
Mah, Dec, non lo so se sono d'accordo. In teoria sì, ma in pratica, se guardo i miei alunni, molti di loro sarebbero più interessati e portati per il lavoro che per lo studio. Sarebbero sicuramente più gratificati da una giornata di fatica fisica che da un pomeriggio sui libri. Certo, poi si tratterebbe di insegnar loro un lavoro.
Hai ragione, in ogni caso è una faticaccia! ;-)
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