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 Riflessione sui dati OCSE-PISA

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ontoteologia



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MessaggioOggetto: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 4:21 pm

Non sono contrario alla creazione di un serio organo, esterno alla scuola, in grado di valutare gli studenti, ma attenzione a rincorrere a tutti i costi modelli stranieri. Allenarsi alle prove OCSE-PISA renderà gli studenti abili a svolgere quel tipo di prove, non altro. Rimando al blog di Israel per una discussione sulle /vere o presunte?) conoscenze finlandesi della matematica: http://gisrael.blogspot.it/2011/05/il-bluff-della-matematica-finlandese.html

In particolare mi sembra eloquente questo passo: Nel 2003 sono state svolte ricerche per valutare gli effetti del curriculum matematico finlandese proponendo a ragazzi di 15-16 anni alcuni test (diversi da quelli OCSE-PISA) che erano stati già proposti nel 1981. Ecco alcuni risultati.
La moltiplicazione (1/2)·(2/3) che il 56,4% riusciva a fare nel 1981, veniva eseguita correttamente nel 2003 soltanto dal 36,9%. Ancor più impressionante il crollo relativo alla corretta esecuzione della divisione (1/5):5 : si passa dal 49,2% al 27,5%. Mentre nel 1981 il 55,1% riusciva a giustificare il fatto che (592)3 = (593)2, nel 2003 soltanto 31,7% riusciva a farlo. Potremmo continuare. Ma forse il risultato più devastante è l’esito (nel 2003) delle risposte alla domanda «spiegate con parole vostre il significato di (4/5)·5». Soltanto il 6,5% rispose correttamente a questa domanda e il 5,4% “quasi correttamente”. Il restante 88,1% diede risposte sbagliate o gravemente sbagliate
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marzolina



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 6:23 pm

Anziché pensare ai finlandesi, mi viene nuovamente spontaneo soffermarmi sui nostri studenti... A parità di test, non oso immaginare quali percentuali di correttezza potrebbero raggiungere, visto che, al triennio delle superiori, i nostri discenti hanno ancora difficoltà con le tabelline... Morale: magari gli italiani riuscissero a raggiungere le "scandalose" percentuali realizzate dai finlandesi!
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ontoteologia



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 6:53 pm

marzolina ha scritto:
Anziché pensare ai finlandesi, mi viene nuovamente spontaneo soffermarmi sui nostri studenti... A parità di test, non oso immaginare quali percentuali di correttezza potrebbero raggiungere, visto che, al triennio delle superiori, i nostri discenti hanno ancora difficoltà con le tabelline... Morale: magari gli italiani riuscissero a raggiungere le "scandalose" percentuali realizzate dai finlandesi!

Naturalmente ti riferisci a istituti professionali, perché nei licei la situazione è naturalmente ben diversa, nonostante tutto il male che se ne possa dire. E, in ogni caso, se la Finlandia - pur con i suoi 4,5 milioni di abitanti - è presa a modello e questi sono i risultati, qualche conclusione la si potrà trarre o meno?
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marzolina



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 7:04 pm

Eh, che dire! Prima di trarre conclusioni e sputare sentenze, aspetterei i risultati degli italiani!
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 7:08 pm

ontoteologia ha scritto:
marzolina ha scritto:
Anziché pensare ai finlandesi, mi viene nuovamente spontaneo soffermarmi sui nostri studenti... A parità di test, non oso immaginare quali percentuali di correttezza potrebbero raggiungere, visto che, al triennio delle superiori, i nostri discenti hanno ancora difficoltà con le tabelline... Morale: magari gli italiani riuscissero a raggiungere le "scandalose" percentuali realizzate dai finlandesi!

Naturalmente ti riferisci a istituti professionali, perché nei licei la situazione è naturalmente ben diversa, nonostante tutto il male che se ne possa dire. E, in ogni caso, se la Finlandia - pur con i suoi 4,5 milioni di abitanti - è presa a modello e questi sono i risultati, qualche conclusione la si potrà trarre o meno?

Non so da te, io insegno matematica e fisica in un liceo scientifico e per tabelline e abilità di base con le frazioni non è che veda questa grande scioltezza. Addirittura qualche anno fa un alunno di quarta era titubante alla domanda "quanto fa 6 per 500".

Io non vedo una contrapposizione così netta tra l'insegnamento "per competenze" e quello tradizionale. Alla fine, il problema di matematica è la tipica prova per valutare anche competenze, visto che l'alunno/a deve trovare da solo/a come risolverlo.

Quello che però ho imparato in questi anni a scuola è che gli alunni di oggi, anche i più bravi, si confondono non appena metti il problema di matematica in un contesto concreto. Non riescono a identificare la matematica che c'è nel problema.
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ontoteologia



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 7:13 pm

mac67 ha scritto:

Non so da te, io insegno matematica e fisica in un liceo scientifico e per tabelline e abilità di base con le frazioni non è che veda questa grande scioltezza. Addirittura qualche anno fa un alunno di quarta era titubante alla domanda "quanto fa 6 per 500".

Io non insegno matematica e fisica, ma il liceo in cui insegno (al pari di quello in cui ho insegnato per 5 anni) piazza sempre alcuni suoi alunni ai primi posti alle olimpiadi di matematica. Il liceo in cui lavoro quest'anno si aggiudica spesso la Coppa Aurea (in privato, se mi dai la mail, ti mando i riferimenti, così puoi controllare).
Premesso, dunque, che io non ho alcun merito, dipende dai colleghi (e non certo dal singolo, ma dal dipartimento tutto). Se un ragazzo non sa nemmeno le tabelline, semplicemente viene fermato. Oppure, cosa che avviene spontaneamente, sapendo che in quella scuola non si scherza, si iscrive altrove.
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ontoteologia



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 7:15 pm

marzolina ha scritto:
Eh, che dire! Prima di trarre conclusioni e sputare sentenze, aspetterei i risultati degli italiani!

il punto è che se ti alleni da decenni con le prove ocse-pisa, è ovvio che le farai meglio, ma questo significa che sei preparato in matematica? Qui sta il trucco e l'errore di pensare che quel risultato sia significativo. Il caso finlandese sembra dimostrare drammaticamente il contrario.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 7:41 pm

ontoteologia ha scritto:

Io non insegno matematica e fisica, ma il liceo in cui insegno (al pari di quello in cui ho insegnato per 5 anni) piazza sempre alcuni suoi alunni ai primi posti alle olimpiadi di matematica. Il liceo in cui lavoro quest'anno si aggiudica spesso la Coppa Aurea (in privato, se mi dai la mail, ti mando i riferimenti, così puoi controllare).

Tranquillo, ti credo ;-)

ontoteologia ha scritto:

Premesso, dunque, che io non ho alcun merito, dipende dai colleghi (e non certo dal singolo, ma dal dipartimento tutto). Se un ragazzo non sa nemmeno le tabelline, semplicemente viene fermato. Oppure, cosa che avviene spontaneamente, sapendo che in quella scuola non si scherza, si iscrive altrove.

Voi potete fermarli. Io insegno in Sicilia. Da molti anni le consegne sono "fate di tutto per tenerli a scuola, l'importante è che non finiscano per strada" e capisco anche, fin troppo bene, la posta in gioco, per cui non possiamo fermarli per le tabelline. Per contro, l'anno scorso alle prove Invalsi siamo risultati abbondantemente sopra la media nazionale, quindi non è tutto nero.

Posso aggiungere che dipende anche dagli anni scolastici precedenti? I miei colleghi del biennio fanno salti mortali, praticamente per 2 mesi rifanno la matematica delle medie. Ma c'è un limite ai buchi che si riescono a tappare.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 8:11 pm

mac67 ha scritto:
Posso aggiungere che dipende anche dagli anni scolastici precedenti? I miei colleghi del biennio fanno salti mortali, praticamente per 2 mesi rifanno la matematica delle medie.
Probabilmente i vostri colleghi delle medie hanno la stessa consegna che avete voi ("fate di tutto per tenerli a scuola, l'importante è che non finiscano per strada"), anzi per loro sarà ancora più perentoria visto che si tratta di scuola dell'obbligo! ;-)
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 8:34 pm

Valerie ha scritto:
mac67 ha scritto:
Posso aggiungere che dipende anche dagli anni scolastici precedenti? I miei colleghi del biennio fanno salti mortali, praticamente per 2 mesi rifanno la matematica delle medie.
Probabilmente i vostri colleghi delle medie hanno la stessa consegna che avete voi ("fate di tutto per tenerli a scuola, l'importante è che non finiscano per strada"), anzi per loro sarà ancora più perentoria visto che si tratta di scuola dell'obbligo! ;-)

Naturalmente, anche se l'età critica è quella dell'adolescenza.

Però mi chiedo anche qual è la validità didattica di fare usare la calcolatrice ai bambini della scuola primaria.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 8:44 pm

mac67 ha scritto:
Però mi chiedo anche qual è la validità didattica di fare usare la calcolatrice ai bambini della scuola primaria.
Credo sempre la stessa: "annullare" le differenze e promuoverli tutti a fine anno! ;-)
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 8:59 pm

Valerie ha scritto:
mac67 ha scritto:
Però mi chiedo anche qual è la validità didattica di fare usare la calcolatrice ai bambini della scuola primaria.
Credo sempre la stessa: "annullare" le differenze e promuoverli tutti a fine anno! ;-)

Qui non sono d'accordo: anche l'ortolano analfabeta impara a fare i conti a mente, ne ha bisogno. Ho comprato una volta da un ambulante, che forse ha finito a malapena le elementari, qualcosa a 2.50 euro al chilo. Era 1 chilo e 200. Lui di colpo "3 euro", e io ci ho dovuto pensare un attimo, poi ho pensato "giusto". Invece i negozianti giovani prendono la calcolatrice anche per sommare 2,50 e 3,30.

Ecco, uscendo dalla scuola primaria, tutti, ma proprio tutti (discalculici a parte), devono essere in grado di fare somme, addizioni, moltiplicazioni e divisioni semplici a mente. Su questo, non ho alcun dubbio. Li riesce a fare persino mia zia ottantenne che è analfabeta.
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marzolina



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mar Mag 01, 2012 9:26 pm

Vedo che siete andati avanti! ;-)
@Ontoteologia: Non insegno né matematica né fisica, ma ho insegnato in Finlandia. Tuttavia, dal confronto tra i dati finlandesi del 2003 e i dati del 1981, mi sembra che l'unica conclusione alla quale si possa giungere è che, a partire dagli anni '80, si registra una minore padronanza delle competenze matematiche da parte della popolazione studentesca finlandese rispetto alle competenze possedute un ventennio prima. Però, tengo a farti notare che tale regresso -non solo in matematica, piuttosto nell'apprendimento o nello studio in generale- viene osservato in tutta la popolazione studentesca occidentale. Problema generazionale? Forse. Come possiamo stabilire che gli studenti finlandesi siano più o meno bravi degli altri studenti europei, se possediamo soltanto i risultati relativi a test sottoposti ai finlandesi e non agli italiani, ai francesi, ai tedeschi ecc. ? (Poi... boh... a me il 30% di correttezza non sembra una percentuale cosi insignificante!). Piuttosto, la mia curiosità riguarda la qualità del campione di indagine, ovvero mi piacerebbe sapere se esso sia costituito anche da studenti particolarmente problematici, che, nelle scuole finlandesi, vengono di norma rilegati in istituti speciali, mentre in Italia essi condividono la stessa scuola con gli alunni non problematici. Mi trovi abbastanza d'accordo sulla questione "allenamento".
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ontoteologia



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mer Mag 02, 2012 12:12 am

marzolina ha scritto:
Vedo che siete andati avanti! ;-)
@Ontoteologia: Non insegno né matematica né fisica, ma ho insegnato in Finlandia. Tuttavia, dal confronto tra i dati finlandesi del 2003 e i dati del 1981, mi sembra che l'unica conclusione alla quale si possa giungere è che, a partire dagli anni '80, si registra una minore padronanza delle competenze matematiche da parte della popolazione studentesca finlandese rispetto alle competenze possedute un ventennio prima. Però, tengo a farti notare che tale regresso -non solo in matematica, piuttosto nell'apprendimento o nello studio in generale- viene osservato in tutta la popolazione studentesca occidentale. Problema generazionale? Forse. Come possiamo stabilire che gli studenti finlandesi siano più o meno bravi degli altri studenti europei, se possediamo soltanto i risultati relativi a test sottoposti ai finlandesi e non agli italiani, ai francesi, ai tedeschi ecc. ? (Poi... boh... a me il 30% di correttezza non sembra una percentuale cosi insignificante!). Piuttosto, la mia curiosità riguarda la qualità del campione di indagine, ovvero mi piacerebbe sapere se esso sia costituito anche da studenti particolarmente problematici, che, nelle scuole finlandesi, vengono di norma rilegati in istituti speciali, mentre in Italia essi condividono la stessa scuola con gli alunni non problematici. Mi trovi abbastanza d'accordo sulla questione "allenamento".

No, per carità, io della Finlandia non so assolutamente nulla, ma siccome prenderla a prestito per parlare di scuola (nonostante i suoi 4,5 milioni di abitanti, campione evidentemente poco significativo) è diventata una moda, allora qualche ombra sui "mostri sacri" può aiutare la riflessione. E, a tal proposito, la santificazione dei test Ocse-Pisa e dell'Invalsi dimentica che, ovviamente, qualunque prova (dallo sport alla scuola) necessita di un allenamento specifico. Facciamo l'esempio delle certificazioni linguistiche: io parlo tranquillamente il francese, se ascolto un film capisco il 99% di quello che viene detto (e il resto lo inferisco dal contesto), ma probabilmente sarei, allo stato attuale, in difficoltà a superare un livello pari a C1. Perché? Perché non sono allenato per fare quello specifico esame. Un mio carissimo collega ha, invece, da poco ottenuto la certificazione C1 di inglese, ma non è - per sua stessa ammissione - disinvolto con l'inglese quanto lo sono io con il francese, né comprende tutto ciò che in un film in lingua viene detto. Chi conosce meglio la lingua straniera? Sulla carta lui, non avendo io il C1, ma forse c'è anche qualcosa che i test (di qualsivoglia natura) non riescono a misurare e che pure conta, a patto di considerare anche altri aspetti, senza irrigidirci su un solo modello valutativo. C'entra, mi chiedo, il fatto che i nostri studenti hanno appena iniziato a confrontarsi con quella tipologia di test, mentre i coetanei finlandesi lo fanno da anni?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sui dati OCSE-PISA    Mer Mag 02, 2012 9:48 pm

Tornando al discorso.

Probabilmente il fatto che i finlandesi abbiano ottime performance ai test OCSE-PISA non è di per sè equivalente a dire che le loro conoscenze sono ottime. Sospetto invece, per quel poco che mi ha detto un fisico finlandese una decina di anni fa, che noi facciamo molta più matematica di loro a scuola.

Però il punto vero è questo: perché i nostri alunni, che studiano una rilevante quantità di matematica, si perdono di fronte ai test OCSE-PISA, che non sono difficili, ma solo diversi dai nostri? Dovrebbero risolverli in scioltezza. Possibile che i nostri studenti, anche quelli bravi, si perdono quando non hanno il classico problema di matematica davanti?

Insomma, più che fare come i finlandesi, pensiamo a come fare perché le cose che già insegniamo diventino vero bagaglio culturale dei nostri alunni e non una serie di regole e procedure per risolvere problemi asettici standard.
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