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 intercultura

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paniscus



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MessaggioOggetto: intercultura   Sab Mag 19, 2012 5:31 pm

Nella scuola dove sono adesso, va fortissimo la propaganda per il progetto Intercultura (che non avevo mai visto nelle altre scuole dove avevo lavorato). Praticamente, per chi non lo conosce... si tratta di una sorta di Erasmus per ragazzi delle superiori, che vanno a fare un intero anno scolastico in un paese estero, ospitati da una famiglia del luogo. La fascia di età tipica è quella della terza o quarta superiore, 16 o 17 anni.

Uno apparentemente dice "Bello! figo! che preziosissima esperienza formativa di vita!"

Poi vai a guardare la realtà.

Quando si entra nel loop di questa iniziativa, si aderisce (con tutta la propria famiglia) a un'associazione internazionale che organizza gli scambi e l'ospitalità, ossia chi manda il figlio a fare questa esperienza si rende anche disponibile a ospitare altri ragazzi nella stessa situazione. E fin qui mi sembra normale.

Quello che mi sembra un po' meno normale sono le seguenti cose.

Innanzi tutto, la modalità psicologiche di appartenenza a questo ambiente. Chi c'è stato, usa un linguaggio da setta che fa venire i brividi. Parlando anche di qualcuno che c'è stato uno o due anni fa, e poi è rientrato da tempo, non senti dire "Tizio ha fatto l'Intercultura", bensì "Tizio FA PARTE dell'Intercultura", come a dire che una volta entrato nella confraternita elitaria di privilegiati, ne fai parte per sempre. Parlano delle famiglie ospitanti come di "genitori" o di "fratelli", anche nei casi in cui ci sono stati problemi drammatici di incompatibilità e hanno dovuto cambiare sistemazione a progetto già iniziato. E già la cosa mi inquieta parecchio.

Inoltre: l'associazione esiste in tutto il mondo, e organizza scambi con qualsiasi paese immaginabile, indipendentemente dall'effettiva equipollenza dei programmi scolastici o anche solo dai calendari stagionali (cioè, se un europeo va a fare lo scambio in un paese dell'emisfero sud, dove le stagioni sono invertite, non si becca un effettivo anno scolastico completo, ma due "mezzi" anni scolastici diversi).

Per cui, ci vengono piazzati in classe dei ragazzi stranieri che, oltre a non parlare una parola di italiano (ma quello è il problema minore, nel giro di pochi mesi si arrangiano, ed è uno dei pochi risultati effettivamente utili della cosa), hanno anche fatto finora degli studi completamente diversi da quelli previsti nella nostra scuola... e ovviamente vale anche il viceversa.

Al momento ne ho uno proveniente da un paese del Centro America che è stato inserito in una terza liceo scientifico non avendo mai fatto né fisica, né chimica né biologia, e avendo un livello di preparazione in matematica che da noi corrisponde sì e no a una seconda media. E ne ho anche una nostrana che è rientrata dal progetto, e che frequenta attualmente la quinta dopo essere stata all'estero per tutto l'anno corrispondente alla quarta... e che avrà pure fatto esperienze di vita interessanti, imparato una lingua, eccetera, ma che non ha fatto assolutamente niente di circa la metà delle materie che sono previste in una quarta del nostro ordinamento.

In questo brevissimo periodo, ne ho già conosciuti almeno due che hanno dovuto cambiare famiglia ospitante perché non ci si trovavano bene... e a una di queste hanno fatto automaticamente cambiare anche scuola, passando dal liceo scientifico al liceo artistico, così a caso, perché la nuova famiglia abitava lontanissimo dalla precedente, e tra tutte le scuole della zona aderenti al progetto, quella è stata l'unica che hanno trovato che fosse disposta a prenderla a metà anno.

In definitiva, posso capire che sia una bella esperienza complessiva per la formazione della persona, ma penso sinceramente che dal punto di vista scolastico sia un anno completamente perso.

Poi questi ragazzi, quando ritornano, devono formalmente superare delle prove integrative per le materie che non hanno fatto o che hanno fatto con programmi diversi, e ovviamente va a finire che li si promuove tutti in automatico anche se non sanno nulla, perché si deve dimostrare che il progetto funziona, e perché "chi fa una scelta così coraggiosa va premiato". Anzi, questo tende a succedere già anche l'anno prima, perché per partecipare al progetto bisogna essere stati promossi a giugno in tutte le materie; e quindi, se uno ha fatto domanda ed è stato già accettato, anche se ha qualche materia insufficiente, fatalmente va a finire che a giugno si chiude un occhio perché "non è giusto fargli la cattiveria di rovinargli una scelta di vita così importante".

Se qualche insegnante non è d'accordo, viene guardato come se fosse un serial killer...

Proprio oggi, mi sono trovata davanti a colloquio una coppia di genitori, venuti entrambi insieme, a perorare la causa del figliolo che deve assolutamente essere promosso altrimenti non può partire per l'Intercultura.

Trattasi di ragazzo di terza liceo scientifico, oltretutto in sezione sperimentale con potenziamento pesantissimo di matematica e fisica, che per tutto il primo quadrimestre aveva insufficienze gravi in quasi tutte le materie e veniva sistematicamente bersagliato di comunicazioni alla famiglia per far prsente che rischiava di essere bocciato. In seguito ne ha recuperare la maggior parte, ma rimane sempre insufficiente, per l'appunto, in matematica e in fisica. Per puro caso si tratta di una classe in cui le due materie sono separate e io ne ho una sola delle due, altrimenti tutta la responsabilità me la beccavo io !

Insomma, arrivano 'sti due genitori, e io spiego la situazione effettiva, ossia che il ragazzo era partito dal 4, poi adesso viaggia discontinuamente tra il 5 e il 6, ma il 6 pieno ancora non l'ha mai preso. Chiedo come va la situazione nelle altre materie, e mi sento rispondere: "Eh, deve ancora recuperare anche in matematica, ma purtroppo la sua collega di matematica è dichiaratamente contraria all'Intercultura, e quindi non ha intenzione di aiutarlo".

Faccio presente che nemmeno io "ho intenzione di aiutarlo", nel senso che confido sul fatto che possa farcela da solo, che ci sono ancora due verifiche da fare e che possa approfittarne per prendere la sufficienza con le sue forze indipendentemente dall'aiutino, e che lo stesso dovrebbe valere anche per l'altra materia. Ma se non ce la fa da solo, e magari la stessa cosa succede in un'altra materia fondamentale di indirizzo, perché mai dovremmo "aiutarlo"?

In pratica, 'sti genitori sono arrivati a colloquio, in partenza, accusando gli insegnanti di aver già deciso a priori di rimandare il ragazzo a settembre, APPOSTA per impedirgli di partire per l'Intercultura.

Ma responsabilizzare il figliolo e spiegargli che, se continua ad avere quelle insufficienze, non può essere solo colpa dei professori cattivi che non vogliono fargli fare l'Intercultura, ma che il suo robusto contributo deve anche avercelo messo da solo... pare proprio brutto??????

boh
Lisa
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: intercultura   Dom Mag 20, 2012 12:33 pm

Non c'è una risposta unica alla domanda "Favorevole o contrario?"

Nel mio liceo partecipiamo a Intercultura da anni, mandiamo ragazzi/e e ospitiamo ragazzi/e. Per quelli che mandiamo, molto (tutto?) dipende dalla scuola in cui vanno. Spesso studiano meno di quanto studiano qui, talvolta studiano come qui. In ogni caso, sono tornati contenti dell'ospitalità ricevuta e tornano, in genere, più maturi. Qualcuno ha stabilito legami affettivi col paese ospitante al punto di volere fare un lavoro che lo porta lì.

Gli alunni che abbiamo ospitato in genere si sono trovati bene. Abbiamo accolto asiatici ed europei. Si sono integrati bene e hanno imparato l'italiano a sufficienza.

Insomma, dal punto di vista formativo lo vedo come un'esperienza bellissima, non alla portata di tutti (non per formazione, ma per carattere: stare in un paese straniero lontani da tutti a 17 anni non è semplice). Dal punto di vista dei contenuti, spesso restano un po' indietro. Sta a noi avvisarli prima di partire e a loro integrare quello che serve quando tornano. Inutile dire quanto è importante parlare anche con le famiglie.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: intercultura   Dom Mag 20, 2012 3:00 pm

Ma io non chiedevo un verdetto lapidario sull'essere favorevoli o contrari all'intercultura. Quello che mi dà fastidio è la pretesa che questa iniziativa debba costituire una motivazione di aggiustamenti, aiutini e sconti sulla valutazione generale.

Io sono d'accordo che l'adesione al progetto sia una scelta personale rispettabilissima che non debba essere OSTACOLATA, ma non vedo nemmeno perché debba essere agevolata, incoraggiata e sospinta per principio.

Ossia, quello che vuole partire per l'intercultura deve essere valutato esattamente come tutti gli altri, senza bastoni tra le ruote ma anche senza privilegi.

Siccome normalmente, in una situazione del genere, in terza liceo scientifico PNI, gli sconti sulle materie fondamentali di indirizzo non si fanno a nessuno, e se uno arriva alla fine dell'anno con il 5 in matematica e fisica, è normale che almeno una delle due per settembre se la becchi, e spesso anche entrambe...

...non vedo perché mai, a parità di risultati, si rimandi a settembre Peppino, perché tanto rimane a casa, mentre si debba chiudere un occhio su Pierotto, perché deve partire per l'intercultura.

Che razza di messaggio educativo ed etico si dà, a entrambi?

E oltretutto, quando Pierotto tornerà dall'estero e constateremo che non solo non avrà recuperato la materia che aveva insiufficiente adesso, ma non avrà nemmeno fatto un cavolo di nulla nella maggior parte delle materie fondamentali per noi dell'anno dopo...

... allora bisognerà pure fargli delle prove integrative facili, più facili possibile, ai limiti del ridicolo, e non solo promuoverlo comunque, ma dargli pure il punto di credito in più, per premiarlo di aver fatto una cosa tanto coraggiosa e tanto all'avanguardia come l'intercultura.

E' solo questo, che non mi quadra per niente. Chi sceglie di fare una cosa del genere, è giusto che la faccia, ma dovrebbe partire dal presupposto che si tratta di una responsabilità enorme, e che dovrà lavorare DI PIU', e non certo di meno. Invece le pressioni sono tutte su di noi, per spianargli la strada e rendergliela più comoda possibile...

Lisa
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: intercultura   Dom Mag 20, 2012 4:05 pm

ciao Lisa! piacere di leggerti anche qui... (mi riconosci?)

io penso che lo scambio culturale che consente questa associazione possa essere un'esperienza utilissima per la formazione di un ragazzo, concordo con te quando dici che non devono essere particolarmente favoriti solo perchè sono stati accettati a partecipare all'anno all'estero.

tu pensi che ad es. il DS possa intervenire e spiegare ai genitori la situazione oppure voi siete praticamente costretti a favorirlo e a promuoverlo anche se non lo merita?
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