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 Classe di concorso A036 - Nota dell'associazione per l'insegnamento delle scienze umane

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MessaggioOggetto: Classe di concorso A036 - Nota dell'associazione per l'insegnamento delle scienze umane   Lun Mag 21, 2012 2:28 pm

A036 e nuova bozza del regolamento delle classi di concorso: l'assurdo degli abilitati in filosofia senza più filosofia

Con enorme stupore e disappunto, esaminando l’Allegato B dell’ultima bozza di regolamento delle classi di concorso [1], abbiamo notato la completa cancellazione di “Filosofia” tra gli insegnamenti attribuiti alla nuova A-217, nella quale confluiranno i docenti dell’attuale 36/A (“Filosofia e scienze umane”).

Si tratta di una scelta non solo arbitraria e palesemente sbilanciata, poiché nessun’altra classe di concorso ha visto sottrarsi discipline che, oltre ad essere sempre state di sua competenza, compaiono persino nella sua stessa denominazione, ma assolutamente insostenibile sia dal punto di vista razionale sia sul piano giuridico.
Se non venisse dunque corretta, l’Amministrazione sarebbe immediatamente esposta ad un contenzioso dal quale non potrebbe che uscire perdente: non è possibile infatti negare all’improvviso il valore di un’abilitazione che lo Stato stesso ha attribuito.
L’atto appare decisamente assurdo come lo sarebbe, ad esempio, togliere fisica alla 49/A (“Matematica e fisica”) o latino alla 51/A (“Materie letterarie e latino”) [2], oltre che in aperta contraddizione con l’obiettivo principale della revisione del regolamento delle classi di concorso, ossia garantire “maggiore flessibilità nell’impiego dei docenti” (art. 64 della L. 133/2008). Invece di ampliare o per lo meno mantenere l’ambito di utilizzo di una classe di concorso, lo si riduce drasticamente, creando enormi problemi nella gestione del personale di ruolo e colpendo ulteriormente i docenti precari.

Questa decisione, assunta dalla Commissione che ha elaborato l’ultima bozza del regolamento ponendosi in forte discontinuità con tutte le ipotesi precedenti [3], si fonda evidentemente sull’idea che i docenti della classe 36/A:
1) non abbiano le medesime competenze dei colleghi della 37/A per quanto concerne l’insegnamento di filosofia o comunque non siano adeguati al nuovo programma definito dalle Indicazioni nazionali
2) non abbiano mai avuto diritto ad insegnare filosofia negli indirizzi liceali.
Entrambe le tesi sono tuttavia false.

Non è possibile, infatti, indicare differenze di rilievo tra 36/A e 37/A rispetto ai titoli culturali o alla preparazione in Filosofia, perché:
a) in entrambe le classi di concorso sono presenti laureati in filosofia, così come laureati provenienti da altri corsi di laurea (ad esempio storia, lettere, scienze dell’educazione, etc.)
b) il numero minimo di esami di filosofia (CFU) che consente ad un laureato in scienze dell’educazione di accedere alle due classi di concorso è identico (DM 39/98 e DM 22/05)
c) ugualmente identici sono sempre stati la prova di filosofia del concorso ordinario (A.D. 7, DM 354/98), quella di ammissione alla SSIS, nonché tutti gli esami filosofici del biennio di specializzazione all’insegnamento.

Non esistono dunque elementi oggettivi che consentano di definire una differenza di valore tra le due classi di concorso e di stravolgere, in funzione di questa presunta gerarchia, la normativa vigente.
Inoltre, le nuove Indicazioni nazionali per i licei non hanno affatto introdotto modifiche sostanziali nei programmi di filosofia, tali da giustificare l’improvvisa sottrazione di questo insegnamento a chi l’ha sempre impartito. D’altra parte, avendo i docenti della 36/A e della 37/A la medesima formazione, non sarebbe comunque possibile pretendere di escludere gli uni senza escludere anche gli altri.

Per quanto concerne poi il diritto e la norma, ricordiamo che l’attuale regolamento (DM 39/98), esattamente come i precedenti, ha sempre attribuito l’insegnamento di Filosofia alla 36/A (ora A-217) negli indirizzi liceali attivati all’interno di istituti magistrali (cioè liceo delle scienze umane, linguistico, scientifico opzione scienze applicate, musicale e coreutico, etc.), mentre assegnava questa disciplina alla 37/A (ora A-117) negli indirizzi ospitati all’interno dei licei classici o scientifici (dunque classico, scientifico, opzione scienze applicate, linguistico, scienze umane, etc.) [4].
Il passaggio al nuovo regolamento si rivela particolarmente problematico perché, nel definire la geografia delle classi di concorso, non si farà più riferimento, come è avvenuto sinora, alla tipologia di istituto, bensì direttamente all’indirizzo di studio.
Basta però una rapida consultazione dell’anagrafe scolastica del MIUR [5] per capire che quasi la totalità degli indirizzi liceali, fatta eccezione per classico e scientifico, è sempre stata competenza di entrambe le classi di concorso.

Sia i docenti della 36/A (futura A-217) sia quelli della 37/A (futura A-117) hanno pertanto diritto a continuare ad insegnare filosofia negli indirizzi a cui hanno sempre avuto accesso (ossia liceo delle scienze umane, opzione economico-sociale, liceo linguistico, liceo artistico, opzione scienze applicate del liceo scientifico e liceo coreutico-musicale).
Lo stesso MIUR, nella nota n. 2320 del 29 marzo 2012, in cui riassumeva la normativa in vigore, limitandosi a “dichiarare l’esistente”, ha ribadito l’assoluta equivalenza delle due classi di concorso in tutti i percorsi liceali, fatta eccezione per classico e scientifico, da sempre riservati alla sola 37/A.
Chiediamo quindi un’immediata rettifica della bozza in discussione, per ristabilire un principio di equilibrio ed equità, restituendo nell’Allegato B l’insegnamento di filosofia alla futura classe A-217 in tutti gli indirizzi liceali in cui è da sempre presente la 36/A (denominata appunto, non certo a caso, “Filosofia e scienze umane”).
Ci auguriamo, infine, che nell’elaborazione del nuovo regolamento il Governo si impegni ad operare nel pieno rispetto dei diritti di tutte le classi di concorso.


Direttivo Nazionale AISUM
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