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 Maestre di classe e religione

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zaccheo



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MessaggioOggetto: Maestre di classe e religione   Lun Mag 28, 2012 5:56 pm

Promemoria primo messaggio :

Buongiorno, mi hanno detto al sindacato che secondo la nuova intesa stato/Chiesa che sta per essere firmata che dal prossimo anno, le maestre curriculari anche di ruolo, per poter continuare a insegnare religione dovranno avere la laurea magistrale! Mi sembra strano! Risulta a qualcuno o è una voce priva di fondamento?
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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Gio Giu 07, 2012 5:41 pm

Carissima,
se vuoi possiamo aprire un altro topic su cui discutere meglio di quello che ti interessa. Per me è molto bello che tu abbia scelto di insegnare religione.
Intanto circolano alcune voci: che ci sia un concorso per tutti gli insegnanti (i pensionamenti di quelli in servizio poco per volta stanno arrivando) e che ci sia l'intesa sui titoli accademici ecclesiastici, che tra l'altro saranno riconosciuti in Europa perché la Città del Vaticano aderisce al "processo di Bologna", cioé ad un riconoscimento reciproco dei titoli di studi accademici tra vari paesi d'Europa.
Vorrei sottolineare che una mia collega si è fermata a tre anni di scienze religiose. Intende insegnare alle elementari, già lo sta facendo, e non intende andare in altri ordini di scuola. La curia ha detto che va bene.
Devo aggiungere che, caso mai, i cinque anni possono essere utili prevalentemente per un motivo: se ti mancano delle ore per completare la cattedra alle elementari potrebbero darti qualche ora alle medie. Però sono casi rari.
Sugli altri casi, credo che il sistema delle raccomandazioni sia meno accentuato di quello che si creda. Però, devo dire che parlo per sentito dire e confrontando le situazioni degli altri insegnanti. In genere, se sei raccomandato puoi avere una cattedra migliore (più vicina, un liceo). L'anzianità di servizio di solito ha un suo peso. Nel mio caso, dopo alcuni anni di insegnamento mi sono avvicinato a casa.
Vorrei anche aggiungere che adesso è più raro che le cattedre siano assegnate a persone senza i titoli adeguati. Una volta accadeva di più, perché c'erano meno candidati all'insegnamento della religione. Adesso, per poter insegnare religione occorre essere iscritti a scienze religiose.
Luca PS dirà che questa situazione è sbagliata, ma così è. Forse ho il difetto di essere sincero, ma questa è la situazione.
Però, devo anche aggiungere che ogni curia è un caso a sé. Non vorrei sembrare di parte, ma credo che le curie del nord Italia funzionino abbastanza bene e assegnino (più o meno) i posti in base al merito o (ancora di più) in base all'anzianità.
Sinceramente, ritengo che i sindacati parlino con cognizione di causa. Di solito, conoscono abbastanza bene la situazione.
L'intesa sui titoli viene data per molto vicina. Alcune voci dicono, addirittura, entro giugno. Però, questo governo è un governo tecnico e non so se vorrà occuparsi di intese e di concorsi. Io spero tanto di sentire...profumo di concorsi.
D'altra parte, nelle carte che il maggiordomo ha fregato al Papa si dice che il presidente Napolitano abbia consultato il Vaticano per la formazione del governo Monti. Questo governo è tecnico. Non promette mari e monti...solo monti.
Se il Vaticano è così potente da condizionare la formazione di un governo, chissà. Magari può aiutarci con l'intesa e con il concorso.
P.S. per Luca PS. Da quando ho scritto del maggiordomo del Vaticano in poi non leggere. Fai finta di non aver visto.
Per insegnare1974. Tanti auguri per i tuoi studi. Studiare scienze religiose è molto bello. Di solito non ci sono tanti alunni, come nelle università statali, e i professori sono molto disponibili per chiarimenti e spiegazioni.
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insegnare1974



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Ven Giu 08, 2012 8:57 am

Buongiorno.

Crepi il lupo, EnricoDraghi!

Ci terremo informati sugli sviluppi futuri: non appena qualcuno saprà qualcosa di certo, relativamente ai neo provvedimenti disposti dalla firma dell'Intesa in merito a titoli e concorsi vari, via a scrivere qui nel topic, ok? Io lo farò, contaci/contateci

Saluti al forum!
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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Ven Giu 08, 2012 6:21 pm

insegnare1974 ha scritto:
Buongiorno.

Crepi il lupo, EnricoDraghi!

Ci terremo informati sugli sviluppi futuri: non appena qualcuno saprà qualcosa di certo, relativamente ai neo provvedimenti disposti dalla firma dell'Intesa in merito a titoli e concorsi vari, via a scrivere qui nel topic, ok? Io lo farò, contaci/contateci

Saluti al forum!
Certo!
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teacher83



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Sab Lug 07, 2012 4:28 pm

Da insegnante di classe di scuola primaria e cattolico praticante, concordo sul principio secondo il quale gli insegnanti di classe debbano fare gli insegnanti di classe e quelli di religione (laureati negli ISSR) insegnino la materia in cui si sono specializzati. Però a monte della nomina dell'Idr, quale requisito inderogabile per ottenere la cattedra, accanto alla laurea in Scienze religiose, inserirei la clausola della indubbia fedeltà dell'aspirante docente al Magistero della Chiesa Cattolica. E' cosa risaputa, non solo nella mia diocesi, che in molti casi gli insegnanti di religione non siano affatto coerenti con il messaggio che annunciano ai loro allievi. I docenti di religione, ricordiamocelo bene, sono i delegati del Vescovo della propria diocesi nell'insegnamento della Religione CATTOLICA nelle scuole loro affidate. Ma siamo così sicuri che tutti gli insegnanti di religione siano dei veri modelli di vita cristiana? Non sempre è così, anzi! Certo, non è solo colpa loro se sono in cattedra. E' colpa anche degli uffici scuola diocesani che le nominano. Lo dico perchè insegno da più di un decennio e ho conosciuto parecchie realtà scolastiche e quindi anche molte colleghe di religione. Non mi nascondo che fare l'insegnante di religione cattolica sia per certi versi più difficile dell'insegnante di classe. Con questa mia affermazione intendo dire che l'Idr, oltre a conoscere bene le basi epistemologiche della propria disciplina, deve compiere una scelta libera ma radicale: conformare la propria vita al Vangelo e all'insegnamento della Chiesa.
Quindi io ritengo che i maestri di classe abbiano il coraggio di svolgere il compito di maestri curricolari cedendo l'insegnamento della religione a coloro che sono stati formati ad hoc, mentre gli Idr facciano gli Idr MA a patto che questi ultimi siano degli AUTENTICI insegnanti di religione altrimenti tanto vale che sia lo stesso maestro generalista ad insegnarla!
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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Sab Lug 07, 2012 6:28 pm

teacher83 ha scritto:
Da insegnante di classe di scuola primaria e cattolico praticante, concordo sul principio secondo il quale gli insegnanti di classe debbano fare gli insegnanti di classe e quelli di religione (laureati negli ISSR) insegnino la materia in cui si sono specializzati. Però a monte della nomina dell'Idr, quale requisito inderogabile per ottenere la cattedra, accanto alla laurea in Scienze religiose, inserirei la clausola della indubbia fedeltà dell'aspirante docente al Magistero della Chiesa Cattolica. E' cosa risaputa, non solo nella mia diocesi, che in molti casi gli insegnanti di religione non siano affatto coerenti con il messaggio che annunciano ai loro allievi. I docenti di religione, ricordiamocelo bene, sono i delegati del Vescovo della propria diocesi nell'insegnamento della Religione CATTOLICA nelle scuole loro affidate. Ma siamo così sicuri che tutti gli insegnanti di religione siano dei veri modelli di vita cristiana? Non sempre è così, anzi! Certo, non è solo colpa loro se sono in cattedra. E' colpa anche degli uffici scuola diocesani che le nominano. Lo dico perchè insegno da più di un decennio e ho conosciuto parecchie realtà scolastiche e quindi anche molte colleghe di religione. Non mi nascondo che fare l'insegnante di religione cattolica sia per certi versi più difficile dell'insegnante di classe. Con questa mia affermazione intendo dire che l'Idr, oltre a conoscere bene le basi epistemologiche della propria disciplina, deve compiere una scelta libera ma radicale: conformare la propria vita al Vangelo e all'insegnamento della Chiesa.
Quindi io ritengo che i maestri di classe abbiano il coraggio di svolgere il compito di maestri curricolari cedendo l'insegnamento della religione a coloro che sono stati formati ad hoc, mentre gli Idr facciano gli Idr MA a patto che questi ultimi siano degli AUTENTICI insegnanti di religione altrimenti tanto vale che sia lo stesso maestro generalista ad insegnarla!
Sono perfettamente d'accordo su tutto quello che hai detto.
Non conosco la realtà di tutte le diocesi italiane. Posso solo dire che nella mia diocesi c'è un attento controllo della situazione. So di una collega di religione di una diocesi della mia regione che, pur essendo di ruolo, si è vista revocare l'idoneità. Con una prontezza incredibile, lei tornava dal municipio in cui aveva sposato un divorziato e trovava nella cassetta della posta la revoca dell'idoneità. Analoghe lettere erano state inviate agli istituti in cui insegnava. Per la revoca dell'idoneità viene istituito un procedimento, che riguarda gli idr che insegnano cose contrarie alla fede cattolica. Nei casi gravi (divorzio, aborto, ecc.) la revoca è automatica. Come Milingo che è stato scomunicato latae sententiae. D'altra parte, anche nelle facoltà teologiche è così. In questo caso, spesso è la Congregazione per la dottrina della fede ad intervenire.
La coerenza degli idr è importante. Se manca la coerenza, allora la nostra categoria perde di credibilità.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Sab Lug 07, 2012 6:32 pm

> concordo sul principio secondo il quale gli insegnanti di classe
> debbano fare gli insegnanti di classe e quelli di religione (laureati negli ISSR)
> insegnino la materia in cui si sono specializzati
E' quello che dico anch'io - mutatis mutandis - per i maestri specialisti di inglese alla primaria che invece sono stati espulsi, per motivi di economie di spesa, dall'insegnamento dell'inglese e sostituiti con le maestre di classe, previa frequenza di un mini-corso di lingua, che sono oggi - attraverso una nota - sappiamo essere diventato discrezionale per le maestre di classe, da obbligatorio che era.

Sulla questione della testimonianza di vita cristiana da parte degli IDR (mi permetto di tradurre in questi termini - cioè in termini più evangelici e meno "religioso-culturali" - la tua espressione "adesione al Magistero della Chiesa Cattolica", poichè ritengo questa espressione riduttiva del messaggio cristiano) è un problema troppo complesso, che riguarda la coscienza individuale e che peraltro è comune a tutti i cristiani.

Mi permetto di sostituire la mia espressione con la tua perchè oggigiorno è difficile guadagnare i ragazzi "ad Jesum per Ecclesiam" (almeno intendendo la "Chiesa" per come la intende il senso comune, che non distingue tra Chiesa-istituzione e Chiesa-siamo-noi e scambia gli abbagli della prima per la seconda), quindi bisogna puntare direttamente a Cristo per parlare ai giovani (e il Vangelo di Cristo e i molti esempi di cristiani ci vengono in aiuto).

A riguardo non attribuirei eccessive responsabilità alla Chiesa Cattolica, con cui si dovrebbe - anche nei nostri discorsi - usare Carità ed Amore verso la Madre, unita tuttavia ad atteggiamento di correzione fraterna e di pazienza per la crisi che riguarda la Pedagogia dell'Annuncio in questo mondo secolarizzato, la cui tempesta scuote anche la Chiesa.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Sab Lug 07, 2012 6:47 pm

> So di una collega di religione di una diocesi della mia regione che,
> pur essendo di ruolo, si è vista revocare l'idoneità.
Purtroppo la revoca dell'idoneità per un IDR di ruolo - dal 2005 - risulta essere un piacere fatto dalla Curia all'IDR: la revoca dell'idoneità è soltanto la consegna dell'IDR di ruolo al "braccio secolare" (procedimento di triste memoria nella Chiesa Cattolica, tornando indietro di secoli) ma oggi - a differenza di secoli fa - il braccio secolare (Miur) premia l'IDR di ruolo a cui viene revocata l'idoneità con un posto nell'insegnamento curriculare per cui possiede l'abilitazione o il titolo di accesso (o, mancando il posto di insegnamento, un posto di personale ATA). Paradossalmente, la revoca dell'idoneità per gli IDR di ruolo ha come conseguenza la copertura di un posto su un insegnamento curriculare che sarebbe spettato ad un insegnante curriculare abilitato e molti IDR ruolisti 2005 ricercano attivamente la revoca dell'idoneità.

La questione deriva dalla solita confusione - intenzionalmente mantenuta sia dal Miur che dalla CEI - sugli IDR ruolisti del 2005, il cui ruolo viene dato dallo Stato ma questo poggia su una idoneità non statale (per insegnare IRC): per cui gli IDR non sanno se devono giurare fedeltà a Cesare o al Sinedrio (in un continuo rimpallo di ruoli, che sappiamo nella storia di Gesù aver portato al supremo Sacrificio).

Non conosco come funziona la revoca dell'idoneità per un IDR non di ruolo cioè precario stabilizzato ma penso che questo possa essere licenziato, come l'IDR precario non stabilizzato. Questa cosa non mi piace affatto perchè produce discriminazione tra IDR di ruolo e IDR non di ruolo.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Sab Lug 07, 2012 7:00 pm

teacher83 ha scritto:
I docenti di religione, ricordiamocelo bene, sono i delegati del Vescovo della propria diocesi nell'insegnamento della Religione CATTOLICA nelle scuole loro affidate.

E allora che ci stanno a fare in'un'istituzione pubblica di uno stato a costituzione laica?

Scusate, ma queste sono proprio le cose che fanno inquietare, eh.

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Quanto all'idea bizzarra che "fare l'insegnante di religione cattolica sia per certi versi più difficile dell'insegnante di classe"...

Ma non prendiamoci in giro, per cortesia.

La mia collega di religione (che peraltro è una bravissima persona e non ho niente contro di lei sul piano privato) è anche laureata in lingue e aveva cominciato in gioventù come supplente di inglese. Oggi dichiara esplicitamente di aver PREFERITO andare a insegnare religione, proprio perché in tal modo ha meno grane e meno responsabilità.

E (scusate la finezza) grazie ar tubo...

- ha gruppi di quattro o cinque persone alla volta, mentre io ho le classi intere di 25 o 30;

- si trova davanti solo gli interessati che ci vanno per scelta... per cui i demotivati, i disturbatori e i nullafacenti nemmeno li vede;

- non ha obblighi di verifiche scritte (e se anche li avesse, se ne dovrebbe smazzare quattro o cinque alla volta invece di 25 o 30);

- non ha obblighi di svolgimento del programma (e anche se ce li avesse, non la contesterebbe nessuno, mentre se ci provassi io, a manipolare e modificare il programma a mio piacimento, verrei massacrata), ma di anno in anno sceglie di chiacchierare di quello che le pare, e ha un'enorme libertà di scelta degli argomenti, che qualsiasi insegnante di qualsiasi altra materia si sogna; in pratica, non fa altro che promuovere discussioni e dibattiti sulla pace, sull'ambiente, sul razzismo, sulla fame nel mondo, sulla crisi economica, sui probblemideiggiovani e su qualsiasi altro argomento di attualità che NON SIA religione;

- non si pone mai il problema di coscienza sulla valutazione, perché il suo voto non ha alcuna ripercussione sulla media finale, e perché comunque garantisce automaticamente voti altissimi a tutti (pensando evidentemente che la scelta stessa di seguire religione debba di per sé meritare un voto alto) ... mentre se insegnasse un'altra materia qualsiasi, dovrebbe oggettivamente porsi il problema di ammannire anche i 3 e i 4 a chi se li merita davvero;

- non ha quasi nessun impegno di ricevimento dei genitori, perché sarà pur vero che ha molte classi, ma ha pochissimi studenti per classe, e anche di quei pochi, i genitori non vengono a colloquio quasi mai; con quei pochi che vengono, ovviamente, non ha mai da temere alcun conflitto e alcuna contestazione, perché non mette insufficienze a nessuno;

- l'unica oggettiva fase in cui risulta più impegnata di me è il numero di consigli di classe a cui presenziare, ma di solito si fa vedere per cinque minuti, dice poche parole sui quattro gatti che conosce lei, e poi se ne va; se c'è da discutere su una bocciatura, lei si esprime sempre contro, e qualche volta arriva a lanciarsi informalmente in un "invito a essere buoni" anche se si tratta di un ragazzo che non seguiva il suo corso e su cui, quindi, non ha diritto di voto.

E lo dice chiaramente, eh: poteva rimanere a insegnare inglese, ma ha PREFERITO fare religione perché così aveva meno responsabilità.

Io non commento nemmeno.

Lisa

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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Sab Lug 07, 2012 7:33 pm

Non concordo con Paniscus sul fatto che IRC non debba esserci nella Scuola Pubblica Statale: lo so che IRC esiste solo in Italia (a causa della presenza della Chiesa Cattolica) ma ritengo che l'insegnamento di IRC a Scuola arricchisca l'offerta formativa in quanto la cultura della religione cristiana - che in Europa e in Italia è rappresentata maggiormente dal rito cattolico - è stata fondamentale nella storia dell'Europa e nella formazione individuale di ciascuno (sia dei credenti cristiani e sia per i laici).

---

Concordo, invece, con Paniscus sul fatto che fare l'IDR non è più difficile rispetto a fare l'insegnante curriculare. L'obiezione che potrebbe essere mossa a Paniscus - dai detrattori delle sue argomentazioni - potrebbe essere quella che per "maggiore difficoltà" si intendeva la difficoltà "sostanziale" (nel messaggio veicolato, che ha una ricaduta esistenziale, etico ed ideologico) mentre Paniscus l'ha messa giù a livello "formale" (numero alunni, cdc, carico di lavoro, etc.). Per lo stesso motivo dunque si potrebbe dire che insegnar filosofia, storia o italiano è più difficile che insegnare matematica o lingue, perchè filosofia, storia o italiano hanno una ricaduta esistenziale, etica e ideologica).

Indubbiamente si fa confusione tra "religione" e fede": la seconda è difficile, è la porta stretta e la Croce, per chi crede, seguita tuttavia dalla Liberazione della vita; la prima può essere tranquillamente insegnata come tutte le altre materie perchè è una Cultura.

A questo punto la difficoltà dell'IDR starebbe nel fatto di insegnare ai ragazzi a distinguere la seconda (fede) dalla prima (religione), affinchè la prima non sia di ostacolo alla seconda ma ne diventi un mero ma utile strumento (così come dovrebbe essere). E la difficoltà dell'IDR starebbe anche nel guadagnare i giovani al messaggio evangelico, aprendo loro gli occhi rispetto agli automatisti culturali dell'identificazione tra Chiesa e Dio (questione su cui i ragazzi sono particolarmente refrattari). Questa semmai sarebbe la maggor difficoltà dell'IDR rispetto agli altri insegnanti, ma tale questione non si pone neanche nell'IDR, che - legittimamente - si tiene ben lontano da queste due questioni autentiche perchè se le affrontasse avrebbe l'idoneità revocata. Per questo dico di usare sempre Carità verso gli IDR, perchè essi vivono una condizione di non libertà non facile e che viene attivamente mantenuta dalla Chiesa Cattolica (sia per i motivi suesposti e sia di discriminazione stipendiale e previdenziale, i quali - almeno questi ultimi, se davvero la Chiesa volesse integrare i suoi insegnanti all'interno del corpo docente italiano - sarebbero pututi essere rimossi ed invece sono stati richiesti e mantenuti dalla Cei).
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Sab Lug 07, 2012 11:37 pm

LucaPS ha scritto:
Non concordo con Paniscus sul fatto che IRC non debba esserci nella Scuola Pubblica Statale: lo so che IRC esiste solo in Italia (a causa della presenza della Chiesa Cattolica) ma ritengo che l'insegnamento di IRC a Scuola arricchisca l'offerta formativa in quanto la cultura della religione cristiana - che in Europa e in Italia è rappresentata maggiormente dal rito cattolico - è stata fondamentale nella storia dell'Europa e nella formazione individuale di ciascuno (sia dei credenti cristiani e sia per i laici).

Ma questa argomentazione avrebbe senso se VERAMENTE nelle lezioni di IRC si insegnassero i fondamenti storici e antropologici della religione cristiana, e soprattutto il loro impatto sull'effettiva storia della civiltà europea. Se veramente si parlasse di quello, non avrei nulla da obiettare. Pensa a quanta roba interessante si potrebbe discutere (se n'era già parlato qui: http://www.orizzontescuolaforum.net/t35798-didattica-di-piu-religioni#351933 )

Ma siccome di fatto i corsi di IRC non sono affatto impostati a quel modo, e non insegnano niente del genere, allora se permetti... bisognerebbe smetterla di essere ipocriti e di sostenere che "siano utili per conoscere meglio la storia e la cultura della nostra civiltà", perché non è vero per nulla.

Di fatto, è ampiamente tollerato, se non addirittura caldeggiato, che le lezioni di IRC si riducano a un confuso chiacchiericcio zuccheroso su quanto sia importante volersi bene, essere buoni e credere nella pace e nella fratellanza (come se quetsi valori fossero un'esclusiva cattolica e i laici non potessero condividerli)... o al massimo a qualche dibattito dopo aver visto film e documentari a tema sociale o ambientale, che col cattolicesimo non c'entrano niente.

Anzi, ormai, la maggior parte degli insegnanti di religione, quelle poche volte che parlano davvero di religione (e non di ecologia, di volontariato o di turbamenti giovanili)... per dimostrare di essere moderni, aperti e pluralisti, parlano di più di ALTRE religioni che di quella cattolica!

La collega di cui parlavo (che peraltro è una persona estremamente colta e piena di interessi personali) la vedo sempre avanti e indietro dalle aule con in mano testi, fotocopie e riviste che riguardano curiosità sull'islam, sul buddismo e sull'India, ma non l'ho MAI vista con una copia del Vangelo. E assicuro che non è un caso isolato, praticamente TUTTI i colleghi di religione che ho avuto in tutte le scuole dove sono stata, agivano così!

Se questo si chiama Insegnamento della Religione Cattolica, e ci viene pure raccontata la storia che sarebbe "importantissimo per capire le radici della nostra civiltà" (e poi invece viene fuori che in quelle ore si parla delle danze sacre dei dervisci rotanti sufi, del volontariato al canile, o del rischio di estinzione delle tartarughe delle Galapagos), scusami tanto, ma a me sembra una presa in giro bella e buona...

Lisa

PS. e inoltre... chi l'ha detto che insegnare materie scientifiche non abbia alcuna ricaduta etica, filosofica o sociale? All'anima del luogo comune!
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teacher83



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Sab Lug 07, 2012 11:49 pm

Quando dicevo che fare l'insegnante di religione è per certi versi più difficile dell'insegnante di classe era riferito non al carico del lavoro, compiti da correggere, responsabilità sulla classe, ecc... bensì ad una difficoltà "personale" in cui tutta la propria vita di Idr dovrebbe conformarsi al modello del Vangelo di Cristo e secondo le norme secolari della Chiesa.
Credo che LucaPS abbia interpretato correttamente quello che era il mio pensiero in merito. Anzi, mi complimento con LucaPS per la profondità della riflessione sulle difficoltà di oggi della Chiesa. Noi dobbiamo sostenerla perchè siamo sicuri che la barca di Pietro, nonostante le avversità, è sostenuta dallo Spirito Santo che non l'ha fatta affondare in questi 2000 anni di storia (scusate, ma qui parla non l'insegnante ma il credente).
Paniscus ha ragione al 100% quando rivolge tutta una serie di critiche sull'IRC come viene svolto oggi in molte scuole. Si parla di attualità, di problemi giovanili, delle serate dei ragazzi, dei calciatori più in voga,... e questo sarebbe l'insegnamento della religione cattolica? Capisco perchè molti giovani perdono la fede. Quali sono i punti di riferimento saldi che gli Idr e noi cattolici in generale diamo loro? Siamo sicuri che la sola formazione accademica degli Idr sia sufficiente? O ci vuole qualcosa in più?
Resta il fatto che su molti aspetti Paniscus ha ragione.

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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Sab Lug 07, 2012 11:54 pm

teacher83 ha scritto:
Paniscus ha ragione al 100% quando rivolge tutta una serie di critiche sull'IRC come viene svolto oggi in molte scuole. Si parla di attualità, di problemi giovanili, delle serate dei ragazzi, dei calciatori più in voga,... e questo sarebbe l'insegnamento della religione cattolica? Capisco perchè molti giovani perdono la fede. Quali sono i punti di riferimento saldi che gli Idr e noi cattolici in generale diamo loro?

Ma in ogni caso, il problema di principio fondamentale resta eccome: PERCHE' dovrebbe essere la scuola di stato a preoccuparsi del fatto che i giovani mantengano o perdano la fede? Che c'entra con gli scopi istitutivi dell'istruzione pubblica in un paese dalla Costituzione laica?

Chi è interessato alla fede, non dovrebbe essere indirizzato a rivolgersi direttamente alla parrocchia o alle associazioni cattoliche? Non capisco veramente cosa dovrebbe entrarci la scuola statale...
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teacher83



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Dom Lug 08, 2012 12:01 am

paniscus ha scritto:
teacher83 ha scritto:
Paniscus ha ragione al 100% quando rivolge tutta una serie di critiche sull'IRC come viene svolto oggi in molte scuole. Si parla di attualità, di problemi giovanili, delle serate dei ragazzi, dei calciatori più in voga,... e questo sarebbe l'insegnamento della religione cattolica? Capisco perchè molti giovani perdono la fede. Quali sono i punti di riferimento saldi che gli Idr e noi cattolici in generale diamo loro?

Ma in ogni caso, il problema di principio fondamentale resta eccome: PERCHE' dovrebbe essere la scuola di stato a preoccuparsi del fatto che i giovani mantengano o perdano la fede? Che c'entra con gli scopi istitutivi dell'istruzione pubblica in un paese dalla Costituzione laica?

Chi è interessato alla fede, non dovrebbe essere indirizzato a rivolgersi direttamente alla parrocchia o alle associazioni cattoliche? Non capisco veramente cosa dovrebbe entrarci la scuola statale...

Sulla fede sono d'accordo con te che ci sono altri contesti in cui bisogna affrontarla e non la scuola. L'insegnamento della religione in ambito scolastico ha un ruolo importantissimo se lo si sa cogliere correttamente. Gli elementi culturali di cui l'aspetto religioso è portatore sono notevolissimi e forniscono una mole sterminata di "assist" agli insegnanti di italiano, filosofia, matematica, scienze, storia, pedagogia... Se si fa un lavoro serio di insegnamento della Religione (che non è e non deve diventare catechismo), esso può arricchire notevolmente il curricolo e la formazione della persona, senza per questo mettere in discussione il principio della laicità dello Stato.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Dom Lug 08, 2012 9:59 am

Ringrazio per i complimenti, che non mi merito.

Il problema è complessa, soprattutto perchè vi sono motivi politici (piuttosto che ideologici) - ed è un unicum solo italiano - che soffocano la vera questione.

La Chiesa Cattolica non ha intenzione di affrontarla con Verità, gli IDR come tutti noi guardano al proprio particulare: le vittime sono i ragazzi che, alle Superiori, hanno l'ultima occasione di conoscere Gesù nell'ora di IRC, in un mondo che parla d'altro. E proprio nella fase evolutiva in cui c'è maggior bisogno di qualche consiglio e direzione (le Superiori) l'ora di religione è solo una, a fronte delle due ore alle elementari e un'ora e mezza nella scuola dell'infanzia, fasi evolutive in cui già vi è la dottrina cristiana in Parrocchia.

E poi... cosa pretendiamo: se da parte della Chiesa Cattolica manca una seria riflessione sulla Pedagogia dell'Annuncio per gli adulti, nelle Parrocchie... cosa vogliamo che si mettano a pensare per l'annuncio nelle Scuole! E nemmeno dagli IDR potrebbe salire un grido: perderebbero il posto di lavoro!

Abbiamo fiducia nello Spirito: già lo Spirito sta lavorando scuotendo la Chiesa con faccende che pure dal Papa vengono scambiate - con ragionamento lontano dall'ottica di fede nel provvidenzialismo - per drammi orditi "contro la Chiesa" e invece sono tempeste di benedizione dello Spirito che si serve di Pilato, di Costantino, di Lutero, vuoi anche di Giuda o di Napoleone che entra in Prussia o delle tre tentazioni nel deserto per edificare la sua Chiesa. Le prossime benedizioni saranno la riduzione della scelta delle famiglie per IRC e la riduzione delle scelte per l'8x1000. E allora si dovrà ripartire: da Cristo. Abbiamo fiducia.
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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Dom Lug 08, 2012 8:49 pm

Vorrei aggiungere che l'insegnante di religione che si impegna ha comunque molto lavoro da fare. Io faccio le fotocopie, preparo le canzoni (insegno alla primaria) e partecipo ai colloqui. Ho insegnato anche alle superiori e ho fatto religione, comprese le lezioni sulla Bibbia e anche la storia della Chiesa.
Nella scuola primaria io ho classi tra i 15 e i 20 alunni.
Per quanto riguarda la revoca dell'idoneità, è uguale per tutte le categorie: non stabilizzati, stabilizzati e ruolo.
Se la "mancanza" è grave, come la convivenza, il divorzio e l'aborto, la curia revoca immediatamente l'idoneità.
L'Italia non è l'unico caso in cui si insegna religione: praticamente si insegna religione in tutti gli stati concordatari. Sono gli stati a maggioranza cattolica in cui i governi hanno fatto degli accordi con la Chiesa cattolica, cioé con le Conferenze episcopali locali.
In Europa, non c'è l'ora di religione in Slovenia e in Francia. Però, nella laica Francia, c'è l'ora di religione in Alsazia e in Lorenza.
Io direi che uno stato deve garantire una maeria, religione, che viene richiesta dalla maggioranza dei suoi cittadini. Anche se poi la richiesta di avvalersi può essere una questione di abitudine.
Non dimentichiamo che in Italia ci sono 26 mila insegnanti di religione, di cui metà di ruolo. Se sparisse l'ora di religione, gli idr transiterebbero ad altre cattedre o passerebbero gli A.T.A. "scalzando" chi c'era già nelle graduatorie.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Dom Lug 08, 2012 9:21 pm

> Vorrei aggiungere che l'insegnante di religione che si impegna ha comunque molto lavoro da fare.
Mi sembra che per "impegno" non si intedesse l'impegno quantitativo - nonostante così l'avesse interpretato una collega - ma l'impegno qualitativo formale e su questo eravamo tutti dubbiosi perchè questa argomentazione avrebbe portato a conclusioni sbagliate anche riguardo al altre materie.

> Nella scuola primaria io ho classi tra i 15 e i 20 alunni.
Classi piccole, dunque : )
Alle Superiori ancora meno: neanche paragone ad un insegnante curriculare.

> Per quanto riguarda la revoca dell'idoneità, è uguale per tutte le categorie:
> non stabilizzati, stabilizzati e ruolo.
Non mi riferivo alla diversità rispetto alla revoca dell'idoneità (che, ovviamente, è uguale per tutti); mi riferivo alle conseguenze della revoca, che non sono uguali per tutti. In quanto la revoca dell'idoneità per l'IDR di ruolo comporta il ricollocamento su materia curriculare per cui ha l'abilitazione o, essendone privo, ha il titolo di accesso; mentre per l'IDR a tempo determinato, stabilizzato o meno, significa il licenziamento: mi riferivo a questo quando dicevo che queste discriminazioni non mi piacciono.

> Non dimentichiamo che in Italia ci sono 26 mila insegnanti di religione,
> di cui metà di ruolo. Se sparisse l'ora di religione, gli idr transiterebbero
> ad altre cattedre o passerebbero gli A.T.A. "scalzando" chi c'era già nelle graduatorie.
Hai descritto chiaramente il monstrum che il Concorso Ordinario del 2005 ha introdotto, venendo meno a qualsiasi legislazione e al buon senso; perchè, per una materia non obbligatoria facoltativa e quindi sottoposta a forti oscillazioni di organico, non possono essere previsti ruoli (così infatti si era fatto per decenni fino al 2005, quando invece l'accordo è stato raggiunto per mere ragioni elettorali dalla temporalità limitata). Nell'ipotesi che IRC venga scelta sempre meno, lo Stato si trova a dover gestire un grandissimo numero di esuberi IDR da collocare in qualsiasi modo e senza i titoli previsti. Per questi pericoli, dubito che il Miur accetti che venga fatto un secondo Concorso Ordinario per IDR: e il risultato di ciò è una enorme discriminazione che la Cei ha attivamente promosso per tutti quei docenti che non hanno potuto partecipare all'unico Concorso del 2005. A casa mia, è meglio l'uguaglianza all'interno di minori garanzie (precariato) che la disuguaglianza all'interno di garanzie per pochi: ma questo è un pensiero democratico ed equo, che evidentemente non sta di casa in Vaticano (Storia magistra vitae).
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uomonerissimo



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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Mer Ago 01, 2012 3:44 pm

Purtroppo in un paese governato dalla mafia cattolica(Chiesa) cosa pretendiamo?
Però concordo in pieno!!!


LucaPS ha scritto:
LE SETTE DISCRIMINAZIONI DI CUI SONO DESTINATARI GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE.

Ricordo sommessamente (ma non tanto!) a coloro i quali invocano parità di trattamento tra maestre comuni e maestri specialisti di religione (o tra insegnanti di religione e insegnanti di materia) che la parità non dev'essere solo nel titolo di accesso posseduto (es. laurea) ma anche per l'infinita serie di discriminazioni (migliorative) che gli insegnanti di religione hanno nei confronti degli insegnanti di materia:
1) di contratto (contratti biennali vs. contratti triennali; aumenti stipendiali anche sulla I.I.S. oltrechè sullo stipendio-base); inoltre nel 2009 per gli IDR è stato permesso il recupero di tali scatti aggiuntivi biennali del 2,5% per ogni biennio a partire dal 2003.
2) di stipendio (l'insegnante di religione delle medie viene pagato di più dell'insegnante di matematica o inglese perchè viene pagato come l'insegnante di religione delle superiori)
3) di reclutamento a tempo determinato (la discrezionalità delle Curie negli incarichi e la non trasparenza delle graduatorie)
4) di "stabilizzazione" (la stabilizzazione anche da precari, avviene automaticamente dopo 4 anni di supplenza, anche se - ad esempio - il precario è o sarà soprannumerario)
5) di ricostruzione di carriera (ricostruzione di carriera anche da precari)
6) di ricostruzione di carriera per gli insegnanti di religione di ruolo mediante calcolo di tutti gli anni di precariato al 100% anzichè al 66% per gli anni successivi al quarto); questione che peserà molto di più col nuovo sistema pensionistico contributivo;
7) di organico (l'organico viene calcolato in base ad una legge che vieta l'accorpamento-classi anche se vi fosse un solo alunno avvalentesi l'insegnamento di religione cattolica (materia non obbligatoria cioè facoltativa), contrariamente ad esempio all'organico di seconda e terza lingua (materia obbligatoria e opzionale) che invece viene calcolato in base all'accorpamento-classi. Al contrario, sono "accorpati" gli alunni che frequentano attività alternativa alla religione.
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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Mer Ago 01, 2012 3:47 pm

uomonerissimo ha scritto:
Purtroppo in un paese governato dalla mafia cattolica(Chiesa) cosa pretendiamo?
Uomonerissimo, un conto è portare degli argomenti come fa LucaPS, un altro insultare in modo gratuito. E' chiaro che se il topic prende questa piega dovrà essere chiuso.
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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Mer Ago 01, 2012 4:11 pm

Comunque è una vergogna che ai precari stabilizzati IRC che hanno seguito un corso biennale (nel migliore dei casi), parlo della primaria, abbiano riconosciuto gli scatti di anzianità, in virtù del fatto che il reclutamento non sia su base di graduatoria statale e per il fatto che non ci siano concorsi abilitanti..
Vorrei piani di studio condivisi.. il professore di mio figlio, gli ha spiegato i numeri utili in prima media, io ovviamente ho scritto in Curia al vescovo, spero che venga rimosso e che magari una persona seria che porti l'esempio della fratellanza, della tolleranza, anche con esempi pratici.. non la canzoncina.. e che insegni ai ragazzi che Gesù era una grande pedagogista e che gli insegnamenti del Vangelo possono tradursi in pratica cristiana coerente e collettiva. Via coloro che non sono laureati in Teologia.. anche alla primaria, concorsi ogni tre anni anche per loro, abilitazione all'insegnamento della religione aperta anche ai docenti di ruolo con frequenza di corsi triennali. Così si attuerebbe la spending review non a scapito dei docenti delle materie curricolari. Questionario di valutazione del lavoro svolto dal docente di religione in collaborazione con gli altri insegnanti da parte del Dirigente Scolastico, dei genitori e degli alunni, questo nel rispetto della legge 252 sull'autonomia scolastica.

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MessaggioOggetto: Re: Maestre di classe e religione   Mer Ago 01, 2012 5:00 pm

desperate teacher ha scritto:
Comunque è una vergogna che ai precari stabilizzati IRC che hanno seguito un corso biennale (nel migliore dei casi), parlo della primaria, abbiano riconosciuto gli scatti di anzianità, in virtù del fatto che il reclutamento non sia su base di graduatoria statale e per il fatto che non ci siano concorsi abilitanti..
Vorrei piani di studio condivisi.. il professore di mio figlio, gli ha spiegato i numeri utili in prima media, io ovviamente ho scritto in Curia al vescovo, spero che venga rimosso e che magari una persona seria che porti l'esempio della fratellanza, della tolleranza, anche con esempi pratici.. non la canzoncina.. e che insegni ai ragazzi che Gesù era una grande pedagogista e che gli insegnamenti del Vangelo possono tradursi in pratica cristiana coerente e collettiva. Via coloro che non sono laureati in Teologia.. anche alla primaria, concorsi ogni tre anni anche per loro, abilitazione all'insegnamento della religione aperta anche ai docenti di ruolo con frequenza di corsi triennali. Così si attuerebbe la spending review non a scapito dei docenti delle materie curricolari. Questionario di valutazione del lavoro svolto dal docente di religione in collaborazione con gli altri insegnanti da parte del Dirigente Scolastico, dei genitori e degli alunni, questo nel rispetto della legge 252 sull'autonomia scolastica.

Nella mia diocesi quasi tutti gli idr hanno fatto scienze religiose, anche quelli della primaria. Secondo me, è importante che i genitori (come fai tu) intervengano.
L'idr non deve insegnare matematica nelle sue ore. Però, al tuo posto, avrei fatto anche un colloquio con l'insegnante di religione. Quante volte gli idr non hanno contatti con i genitori dei loro alunni. Sinceramente, credo che un genitore dovrebbe conoscere gli insegnanti di suo figlio. Ho avuto delle scuole in cui non ho mai conosciuto i genitori degli alunni. Li ho portati tranquillamente dalla prima alla quinta senza conoscere i genitori. E' un problema riscontrato anche dai miei colleghi.
A volte, nella scuola, capita che siano i colleghi a chiedere all'idr: "Non riesco a finire il programma, puoi farlo tu?" E' capitato anche a me. Quindi ti trovi davanti al dilemma: "Faccio quello che dicono le colleghe (altrimenti mi mettono contro il preside e poi la curia) o faccio quello che dovrei fare?" Ogni curia, come dico spesso, è un caso a sé. Magari io sbaglio, ma la curia potrebbe anche dire di quel collega: "Che bravo, insegna matematica per andare d'accordo con i colleghi". Quello che manca è il dialogo. I genitori dovrebbero partecipare di più alla vita scolastica e dovrebbero parlare di più con gli insegnanti. Non credere, ma spesso la curia richiama quegli idr che ritiene responsabili di manchevolezze. Però, spesso per manchevolezze si intende non andare d'accordo con i colleghi. Una cosa da cui dissento è la tua contrarietà per la canzoncina. Diceva Sant'Agostino che chi canta prega due volte. Io insegno nella primaria, con i bambini, specialmente con i più piccoli, la canzoncina è un momento importante. Io uso CD didattici con canzoni a sfondo religioso, dove si parla delle parabole di Gesù, ecc. .
Quindi, ritengo che anche la musica sia educativa. Tu hai scritto: "e che insegni ai ragazzi che Gesù era una grande pedagogista e che gli insegnamenti del Vangelo possono tradursi in pratica cristiana coerente e collettiva." L'educazione cristiana non può essere delegata solo alla parrocchia e agli idr. Anche le famiglie devono sentirsi parte del processo educativo religioso. Troppo spesso noi (idr, catechisti, parroci) constatiamo che le famiglie "non ci mettono del loro". Allora hai un bel da fare a parlare di Gesù. Poi, a casa i bambini trovano l'indifferenza. Come la casa costruita sulla sabbia, e non quella costruita sulla roccia, di cui parlava Gesù.
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