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 Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe

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MessaggioOggetto: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Sab Ago 11, 2012 5:31 pm

Niente di illegale. Lo ha fatto durante una lezione di storia [o forse era di diritto] sul fascimo, e voleva mostrare che cos'è il cosiddetto "saluto romano". Un allievo lo fotografa col cellulare. Allora lui chiama la polizia, e gli fa cancellare la foto, prima che questa giri per internet ... Poi però l'insegnante il saluto romano lo faceva anche in cortile, ad alcuni allievi, che gli rispondevano con lo stesso gesto. Un giorno è convocato in presidenza. Lui dice: "Mi volete riproverare per il saluto romano ?". La risposta: "No, ti richiamiamo per l'uso del celluare in classe". Cosa si è capito, da fini psicologi ? Che quello non era apologia del fascismo [l'insegnante vota per il centro sinistra], ma era il vero e proprio saluto dell'antica roma imperiale [il fascismo non c'entra niente], con il quale comuncare agli allievi [che certamente lo hanno però interpretato in senso fascista] un principio di ordine, e di ottimismo per il futuro. Con quel braccio il docente indicava appunto, ad essi, il loro futuro. Un futuro ricco di promesse e di gioia.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Sab Ago 11, 2012 5:43 pm

Non ho capito nulla: è l'alunno che ha usato il cellulare in classe, non l'insegnante; come fa il preside a richiamarlo per questo?
Se l'aneddoto è reale, mi sembra che il professore in questione sia stato quanto meno sprovveduto.
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Sab Ago 11, 2012 5:59 pm

Chiarisco.
Intanto non si sa se la notizia sia reale e in quale luogo dell'Italia essa si sia verificata. Di essa io ne ho una certa sicurezza, tramite fonti affidabili.
Occorre distinguere i due momenti.
Nell'episodio in classe, il cellulare è dell'allievo, che ha fotografato l'insegnate mentre fa il saluto romano. Dicente sprovveduto ? Anzi, un perfetto c... .
Negli episodi nel cortile l'insegnante ha alzato il braccio almeno quattro volte, per essere simpatico a questi allievi in cerca di riferimenti. Il preside lo ha saputo. E ha richiamato l'insegnante, sottointendendo che la smettesse, ma glissando sull'argomento, e riprendendo il docente per l'uso del celluare in classe [l'uso da parte del docente]. Niente di male, suona spesso ai docenti, che se lo dimenticano accesso. Il docente è di sostegno, e quindi la "soffiata" sul suo uso del cellulare l'hanno fatta i colleghi curricolari. Non che lo usasse in classe, solo se lo dimenticava accesso, e questo squillava. Oppure usciva per rispondere.
Certo è che l'insegnante è stato sì sprovveduto a farsi fotografare, ma ha chiamato la polizia in tempo.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Sab Ago 11, 2012 6:05 pm

A farsi fotografare può capitare perchè non puoi avere cento occhi e loro sanno nascondersi bene. Dicevo sprovveduto a fare il saluto romano in cortile per essere più simpatico; questo poteva proprio risparmiarselo. Anche uscire dalla classe per rispondere al telefono non mi sembra un comportamento corretto.
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Sab Ago 11, 2012 6:17 pm

Non è solo una questione di simpatia. La quesitone è complessa, enormemente complessa, e coinvolge la problematica dei giovani di oggi. Non credo che il neofascismo sia un problema marginale. Il docente ha sbagliato, perchè, se è vero che lui lo faceva per dare speranza, il messaggio che trasmetteva era proprio quello dell'apologia del fascismo. Ma ci sono delle attenuanti. Se è vero infatti che esiste una profonda differenza tra il fascismo che il docente ha in mente [più gentiliano e heideggeriano, cioè culturale] e il fascismo storico [più mussoliniano e politico], è anche vero che il neofascismo filtrato dai giovani è diverso da quello storico. Non è un caso infatti che l'olocausto venga negato. Non per revisionismo ignorante, ma per censura psicologica: perchè il giovane vuole tenere ciò che c'è di positivo nel fascismo [il rifiuto del caos politico], e per questo deve rifiutare ciò che di negativo esso comporta e contiene [la violenza, mentre il razzismo è proprio solo del nazismo. Le leggi razziali non appartengono all'ideologia del fascismo, furono una decisione politica di accordo con la Germania]. Circa il cellulare, era il tempo in cui esso veniva ancora un poco tollerato. La notizia risale al 2005/2006.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Sab Ago 11, 2012 6:24 pm

Considerando che il saluto romano è anche legato a un periodo storico più recente rispetto alla sua origine, con tutti i significati che ne conseguono, soprattutto se fatto in cortile come scambio goliardico con gli studenti, "per essere simpatico"...ritengo che il docente non sia stato solo sprovveduto ( Dec è troppo gentile), ma decisamente.............
Concordo con Dec sull'uso del cellulare, le regole sono uguali per tutti, docenti e studenti, può capitare di dimenticarlo acceso, ma se dovesse squillare in classe mi sembra scorrettissimo e non educativo mollare la classe, uscendo per rispondere. Nella mia carriera mi è capitato una volta che squillasse in classe, mi sono vergognata come non mai...dopo tutte le prediche fatte per il non utilizzo del cellulare in classe, ho chiesto scusa agli studenti e dal giorno mi sono sempre ricordate di spegnerlo prima di entrare in classe.
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Sab Ago 11, 2012 6:33 pm

"Scambio goliardico" è la parola più corretta, anche se il problemi che lo sottendono sono molto seri, e lui voleva intercettarli. Lo ha fatto così, in modo veloce e forse efficace [quel discente ne avrà avuto un buon ricordo]. Sono giovani neofascisti, ma sono innocenti e non sono vionlenti. Cercano in Mussolini un padre, un uomo forte, e non lo comprendono storicamente. Certo il docente è stato ............., come dici tu ["fesso" è essere troppo buoni].
Il poliziotto chiamato [erano in due] ha ripreso il docente, ammonendolo del reato di "procurato allarme", ma poi è stato d'accordo sulla ragionevolezza del loro richiamo. Perchè una foto così, se circola in rete, fa la cosa molto seria, e così ne è venuta una lezione da parte della polizia ai ragazzi sul pericolo e l'"illegalità" delle foto in classe.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Dom Ago 12, 2012 12:16 am

Mah, oggi come oggi, con la manipolazione delle immagini e i bassi costi di diffusione delle informazioni, diventa pericoloso quasi solo respirare.

La notizia ha quasi il sapore delle leggende: un fondo di verità su cui si ricama una trama narrativa coerente e coesa (anche troppo).

Sull'uso del cellu io sono per l'educazione: ai miei alunni dico solo che ogni azione è una scelta e ha delle conseguenze; nella fattispecie, fotografarmi senza il mio permesso scritto, dietro richiesta su carta bollata, porterà a un'onerosa richiesta di risarcimento danni ai loro genitori.

Lo dico fra il serio e il faceto, ma sta di fatto che finora una foto senza chiedermi il permesso ancora devono farmela ;-)
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edo80



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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Lun Ago 13, 2012 11:00 pm

LM2012 ha scritto:
Non è solo una questione di simpatia. La quesitone è complessa, enormemente complessa, e coinvolge la problematica dei giovani di oggi. Non credo che il neofascismo sia un problema marginale. Il docente ha sbagliato, perchè, se è vero che lui lo faceva per dare speranza, il messaggio che trasmetteva era proprio quello dell'apologia del fascismo. Ma ci sono delle attenuanti. Se è vero infatti che esiste una profonda differenza tra il fascismo che il docente ha in mente [più gentiliano e heideggeriano, cioè culturale] e il fascismo storico [più mussoliniano e politico], è anche vero che il neofascismo filtrato dai giovani è diverso da quello storico. Non è un caso infatti che l'olocausto venga negato. Non per revisionismo ignorante, ma per censura psicologica: perchè il giovane vuole tenere ciò che c'è di positivo nel fascismo [il rifiuto del caos politico], e per questo deve rifiutare ciò che di negativo esso comporta e contiene [la violenza, mentre il razzismo è proprio solo del nazismo. Le leggi razziali non appartengono all'ideologia del fascismo, furono una decisione politica di accordo con la Germania]. Circa il cellulare, era il tempo in cui esso veniva ancora un poco tollerato. La notizia risale al 2005/2006.

questo autentico "fiore"dell'analisi storiografica contemporanea appartiene al docente che ha illustrato un progetto di riforma del mondo....
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 6:20 pm

... ma pare che la notizia sia vera. L'insegnante come detto è di sostegno,
anzi era ... a causa di un caso difficile, si è preso un esaurimento e ha dovuto lasciare la scuola. Egli ha ricevuto lettere da parte delle persone più in vista del mondo accademico [compreso il Premier Monti], ma di tutto ciò, delle lettere importanti ricevute per i suoi scritti, e dei suoi siti ... ha taciuto sempre con gli allievi. Un giorno ha ceduto ... lo ha detto a un allievo, al migliore della classe, e ne ha conquistato subito la stima. Questo insegnante ha dovuto lasciare la scuola per motivi di salute, e, lasciata la scuola, essendo precario, ha perso tutto, ogni diritto ... E poi si è trovato un altro lavoro. In sei anni di insegnamento ha taciuto su tutto, essendo discreto e riservato.
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 7:21 pm

Ma, forse che forse, quel docente sei tu?
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 8:02 pm

LM è venuto anche a me lo stesso dubbio di Raganella
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 8:13 pm

Alcuni giovani d’oggi – non tutti - cercano ancora punti di riferimento nelle ideologie storiche. La maggior parte di essi è da questo punto di vista “secolarizzata”, essendo ideologicamente disincantata. Posto che anche il cristianesimo può dirsi una ideologia, si può vivere senza una ideologia, intesa come sistema di idee ? Prendiamo la maggior parte dei giovani d’oggi. Quelli che fanno sesso precoce [fin dai dodici anni, dicono gli psicologi della scuola], sexting col cellulare e lo smartphone, vanno alle movide, consumano alcolici, alcuni anche droga, fumano [ma questo lo fa chiunque]. Un tempo [negli anni ‘80] una ragazza diveniva adulta e emancipata se fumava, oggi lo diviene [pensa lei] se si affretta a consumare il suo primo rapporto. Ciò non è del tutto negativo, poiché la mente deve tenersi impegnata in qualche modo, e così la ricerca precoce del partner li aiuta a maturare in fretta, ad irrobustire il carattere, a sentirsi meno soli, e sentirsi caricati per affrontare la scuola e il mondo. Io sono favorevole a questa ricerca precoce del partner, ma come cattolico dico che ciò non deve significare per forza andarci. La mente deve masticare uno schema, e la verità è oggi assente. La testa deve masticare contenuti, e così essa mastica, oltre positivamente ai libri scolastici, il nichilismo e il sesso. Il nichilismo può sfociare in comportamenti estremi, ma questo mai dal punto di vista ideologico. Quello che ho chiamato neofascismo giovanile è un fenomeno residuo, di pochi numeri. Marginale. Sia da destra che da sinistra [no-global]. Positivi sono i giovani che scendono in strada per difendere ad esempio il mondo della scuola statale. Sono giovani puri, che si impegnano [sanno ancora impegnarsi] per un ideale, per il quale lottare. Non è vero che i giovani di oggi sono senza ideali, e ultimamente il “nemico” contro cui coalizzarsi sono divenute le banche [ritenute responsabili della crisi mondiale, che minaccia il loro futuro], a torto o a ragione. Questi sono i giovani che lottano, a “sinistra”. Ma sono anch’essi una minoranza. La maggior parte della popolazione scolastica è divisa tra nichilisti rassegnati, nichilisti in attesa, e giovani “normali” [questi sono la maggior parte], che ascoltano le lezioni e che seguono con interesse i giudizi dei loro insegnanti e dei loro genitori. Qui i docenti si giocano la loro [gravosa] responsabilità: tra i loro dare sfiducia [come ne ho sentiti alcuni], e il loro infondere speranza. Ma questa speranza deve essere fondata. E allora bisogna dire loro che l’importante non è cambiare il mondo, ma cercare di migliorarlo. E lo si può fare con la partecipazione alla politica, col diritto di voto, e con la critica anche dell’intero sistema, se necessario.
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 8:43 pm

Hitler, Stalin, Mussolini, che peccato ... Sono cose positive l'ardore politico del primo, il radicalismo sociale del secondo, il sincero amore per la Patria del terzo. Ma tutto è stato compromesso dall'uso della violenza. Forse si salva Mussolini, forse egli avrà firmato qualche condanna capitale e istigato alla violenza [ai metodi "duri" del fascismo], ma non ha compiuto mai un crimine o un eccidio [non è stato il mandante del delitto Matteotti, solo se ne è assuto la responsabilità politica, per piacere ai suoi fedelissimi e per difenderli]. Essi [i primi due] cos'hanno compiuto ? Sei milioni di ebrei il primo, e dicei milioni di ucraini il secondo. Potevano trasformare il mondo con l'accumulo del potere che il totalitarismo ha dato loro, e invece hanno arrecato violenza. Mentre al politico oggi non è lecito, nè giuridicamente, nè moralmente, compiere non solo un crimine, non solo un atto di violenza, ma neppure la più piccola molestia o indelicatezza. Anzi, egli deve amare in senso cristiano.
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 8:59 pm

Il nostalgico del nazifascismo a matrice cattolica che non fu ma che potrebbe essere se quello che realmente si è realizzato non fosse stato quello che è stato davvero mi mancava!

Si vive benissimo senza fede o ideologie di sorta, avendo una libera vita sessuale (che per la precisione può andare dall'astinenza alle orge selvagge, basta che siano fra persone adulte e consenzienti) e in generale senza aspettarsi dagli altri, tutti gli altri, dai neonati ai centenari, più di quanto vogliano e possano offrire.

Il resto sono peperonate mangiate a colazione: buone, ma un filo indigeste alle 7 del mattino ;-)
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 9:14 pm

Io non sono nostalgico di alcunchè, essendo originale. Ad esempio il fascismo ha tentato di riprodurre l'antica Roma, ma è stato un brutto tentativo di imitazione. Oggi si vuole imitare gli USA con i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa", oppure c'è chi propone il semipresidenzialismo alla francese o il cancelleriato alla tedesca, senza sapere inventare nulla di nuovo. Chi propone il partito dei cattolici si rifà alla DC ... Gente priva di creatività e fantasia. I miei modelli politici sono De Gasperi e Moro, non Mussolini. Buona cosa il sesso, come tu dici, ma mi pare che non si possa essere d'accordo con la tua espressione "oggi si vive benissimo senza ...". La fede aiuta solo alcune persone, ma oggi c'è crisi, c'è la grande crisi, non si vive molto bene, manca il lavoro. E i giovani sono in crisi, alcuni, molti forse, non tutti per fortuna.
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 9:14 pm

Forse si salva Mussolini?!? Forse che la bontà di una ideologia (e del suo fondatore) la si misura soltanto col computo dei morti, per la serie ne ha ammazzati di meno=è più buono? Le leggi fascistissime, la privazione del bene più grande per l'uomo, ovvero la LIBERTA', il mito dela razza, la partecipazione al conflitto mondiale son cose da poco per salvarlo? Se la Storia è davvero maestra di vita e sprone ad essere migliori, più tolleranti e CIVILI, non mi sembra che da essa apprendiamo che Mussolini possa essere canonizzato, tutt'altro!
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 9:18 pm

Circa il saluto romano, io in classe l'ho fatto vedere per conoscenza storica. Proprio per il carico negativo che esso ha assunto a causa dell'ideologia fascista fatto una volta non l'ho fatto vedere più. Lo stesso dicasi del saluto comunista, ovvero il pugno chiuso. Entrambi simboli di ideologie che hanno provocato migliaia di morti, lutti e lacrime....
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 9:35 pm

D'accordo su tutto, Mussolini non si può salvare. La democrazia non è solo una ideologia, è un modo "condominiale" [mi si passi il termine, ma effiace] perchè le relazioni umane siano "friendly" e "politically correct", il che è una buona cosa. Oltre che necessaria. L'uomo deve sviluppare positive relazioni sociali, non scontrose. Questo oggi. Ieri la "scontrosità" poteva equivalere all'eccidio e al genocidio ... Ma dall'ultima intervista di Mussolini prima di morire si apprende l'idea di un uomo lucido e pacato, anche perchè arrerosi, forse, di fronte all'evidenza storica: il fallimento del suo progetto, e la rovina che esso ha comportanto per l'Italia. Qui Mussolini, da notevole politologo [come non lo fu in tutta la sua vita], predisse un mondo che sarebbe passato allo scontro tra USA e URSS e sotto il dominio delle plutocrazie, dominino che caratterizza il nostro tempo [giacchè dobbiamo ammettere che le democrazie nazionali sono oggi sotto scacco della globalizzazione]. La storia non si è fermata, come voleva Fukuyama, e anche lui lo ammette. Fini ha definito il fascismo "male assoluto". Ma io mi chiedo: il fascismo cos'era e che cos'è nella sua essenza più profonda ? Tu dici: esso è "le leggi fascistissime, la privazione del bene più grande per l'uomo, ovvero la LIBERTA', il mito della razza, la partecipazione al conflitto mondiale". Sono in parte d'accordo. Il mito della razza è parte del fascismo STORICO. Il conflitto mondiale non è parte del fascismo, come non lo è l'imperialismo. E' vero che le leggi fascistissime privato i cittadini della libertà, ma in ogni repubblica la libertà non è mai piena [dice infatti la Costituzione che essa pone LIMITI alla sovranità del popolo: art. 1]. Qualcuno ha detto che la libertà dell'uomo non è mai piena o assoluta. Essa trova un limite nel rispetto del prossimo. Io sostengo che la democrazia non ha in sè la forza di consentire, rispetto alla globalizzazione e al capitalismo finanziario [sono fatti di oggi], la salvaguardia della libertà dei popoli e dei singoli, e che per questa salvaguardia si deve trovare un sistema migliore, nella direzione indicata da Heidegger nel libro "Ormai solo un Dio ci può salvare" [il libro, poco citato dai suoi accusatori] con il quale egli spiega [a mio avviso bene] la sua appartenenza al nazismo, scagionandosi dall'accusa di essere stato "autenticamente" filonazista.
Ribadisco che non sono mussoliniano. Cerco di capire e, se possibile, di andare oltre la democrazia, nella direzione indicata dal diritto naturale.
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mar Ago 14, 2012 10:58 pm

LM2012 ha scritto:
D'accordo su tutto, Mussolini non si può salvare. La democrazia non è solo una ideologia, è un modo "condominiale" [mi si passi il termine, ma effiace] perchè le relazioni umane siano "friendly" e "politically correct", il che è una buona cosa. Oltre che necessaria. L'uomo deve sviluppare positive relazioni sociali, non scontrose. Questo oggi. Ieri la "scontrosità" poteva equivalere all'eccidio e al genocidio ... Ma dall'ultima intervista di Mussolini prima di morire si apprende l'idea di un uomo lucido e pacato, anche perchè arrerosi, forse, di fronte all'evidenza storica: il fallimento del suo progetto, e la rovina che esso ha comportanto per l'Italia. Qui Mussolini, da notevole politologo [come non lo fu in tutta la sua vita], predisse un mondo che sarebbe passato allo scontro tra USA e URSS e sotto il dominio delle plutocrazie, dominino che caratterizza il nostro tempo [giacchè dobbiamo ammettere che le democrazie nazionali sono oggi sotto scacco della globalizzazione]. La storia non si è fermata, come voleva Fukuyama, e anche lui lo ammette. Fini ha definito il fascismo "male assoluto". Ma io mi chiedo: il fascismo cos'era e che cos'è nella sua essenza più profonda ? Tu dici: esso è "le leggi fascistissime, la privazione del bene più grande per l'uomo, ovvero la LIBERTA', il mito della razza, la partecipazione al conflitto mondiale". Sono in parte d'accordo. Il mito della razza è parte del fascismo STORICO. Il conflitto mondiale non è parte del fascismo, come non lo è l'imperialismo. E' vero che le leggi fascistissime privato i cittadini della libertà, ma in ogni repubblica la libertà non è mai piena [dice infatti la Costituzione che essa pone LIMITI alla sovranità del popolo: art. 1]. Qualcuno ha detto che la libertà dell'uomo non è mai piena o assoluta. Essa trova un limite nel rispetto del prossimo. Io sostengo che la democrazia non ha in sè la forza di consentire, rispetto alla globalizzazione e al capitalismo finanziario [sono fatti di oggi], la salvaguardia della libertà dei popoli e dei singoli, e che per questa salvaguardia si deve trovare un sistema migliore, nella direzione indicata da Heidegger nel libro "Ormai solo un Dio ci può salvare" [il libro, poco citato dai suoi accusatori] con il quale egli spiega [a mio avviso bene] la sua appartenenza al nazismo, scagionandosi dall'accusa di essere stato "autenticamente" filonazista.
Ribadisco che non sono mussoliniano. Cerco di capire e, se possibile, di andare oltre la democrazia, nella direzione indicata dal diritto naturale.

che palle....tutta fuffa, sembra un discorso di Licio Gelli
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mer Ago 15, 2012 7:27 am

Non credo. Lui ha detto di essere soddisfatto perchè Berlusconi ha realizzato i suoi propositi. Con la democrazia delle veline e delle soubrette ?C'è chi pensa infatti che la democrazia non debba soddisfare le attese del popolo, ma servire solo come strumento di controllo sociale. Ha detto Einaudi [che viene spesso citato da Napolitano, ma non credo che Napolitano si ricordi queste parole ...]: "Quando si è visto che al popolo non si poteva spaccare la testa, lo si è fatto votare".
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mer Ago 15, 2012 10:06 am

LM2012, Il grande Occam diceva che "Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem", ovvero, si vada al dunque, senza troppe parole che rischiano di distorcere le cose. Valgono i frutti nell'operato politico di qualsivoglia persona. Per cui, senza mezzi termini, l'operato di Mussolini è condannabile, che abbia avuto ripensamenti vari e quant'altro ben poco mi interessa. Che abbia fatto delle lodevoli cose per l'Italia ok, lo si sa, ma si sa che è semplice poter operare in un clima in cui il potere è nelle mani di uno solo e le oposizioni NON hanno diritto di esistere. Inoltre, per me non esite il fascismo storico o altro: il fascismo è fascismo, basta, con le sue decisioni, i suoi metodi, le sue idee razziste ecc. (lo stesso dicasi del leninismo e del nazismo con i rispettivi propri orrori) Odio gli epiteti che annacquano le responsabilità. Che la libertà poi sia limitata questo è oltremodo doveroso, altrimenti mi alzo la mattina e penso: "Chi ammazzo oggi?", stilo una lista di proscritti e li faccio fuori, senza che nessuno possa dirmi nulla. Questo volendo esagerare. Oserei dire, però, che più che limitata dalle leggi, la libertà è rettamente INCANALATA dalle stesse, a che l'uomo, nel consesso civile, tenda al rispetto di se' e del prossimo. Per me questa non è certo limitazione, è espressione di libertà, è possibilità di poter essere, in perfetta consonanza con la propria coscienza naturale che tende al bene, una persona civile orientata al bene comune. A me la democrazia sta molto simpatica invece, pur sottolineandone i limiti intrinseci, e non penso che sia uno strumento per soggiogare i molti. Stupido colui che piega il suo capo ai dictat altrui o alle mode delle veline e stupidaggini varie. Io di certo non piego la testa dinanzi a nessuno.
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mer Ago 15, 2012 10:35 am

LM dopo aver letto i tuoi interventi dico solo una parola AIUTOOOOOO!!!!
Mi piacerebbe ci fosse ancora il mio caro nonno per farti capire cosa sono segnificate per lui le manganellate o l'olio di ricino subito nel periodo fascista...solo per il suo diritto alla libertà di pensiero e di parola.
Sostieni che "Cerchi di capire e, se possibile, di andare oltre la democrazia, nella direzione indicata dal diritto naturale." e io ti chiedo "Quale sarebbe questa direzione?...Quale sarebbe questo diritto naturale?"
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mer Ago 15, 2012 6:55 pm

Prof.ssa Giovanna Onnis, il fascismo è certamente condannabile. Io mi pongo nei confronti dei totalitarismi in un'ottica hegeliana, la quale non è giustificazionista, nel sistema che io propongo. In questa ottica si dice solo che la Provvidenza invia i totalitarismi per fare emergere il male, allo scopo di portare alla luce il male, e così l'uomo può conoscerlo e combatterlo. Eticamente io condanno senza riserve il nazifascismo e il comunismo sovietico. Dal punto di vista morale, i grandi dittatori della storia sono figure totalmente negative. Io non conosco il diritto naturale, ma cerco di comprenderlo. Nel sistema che io propongo Dio per creare si è separato dal suo potere [interpretazione della kenosis = svuotamento] e nella democrazia l'uomo si unisce a questo potere, quindi in modo dissimile da Dio. Così nasce la violenza, e si dice che anche la democrazia è una forma di totalitarismo [infatti essa ci sta conducendo alla civiltà della tecnica e ha consentito la crisi economica attuale, tutte relazioni e correlazioni complesse e da dimostrare. Faccio anche riferimento alla legislazione sulla vita, che per alcuni è lecita, per altri no]. Lo è ad esempio perchè essa è decisione del popolo [da molti auspicata] di fare certe sperimentazioni genetiche non solo per curare le malattie, ma anche per raggiungere l'immortalità in terra [questo Dulbecco non lo ha negato]. E' il sistema, quello democratico, in cui ad essere "dittatore" è qualunque cittadino. Secondo il principio del Leviatano, che io riprendo, gli uomini si staccano dal loro potere [come Dio è separato da esso], attribuendolo al politico, che lo esercita come vicario di Dio e dei cittadini: ecco che essi lo esercitano, ora in modo indiretto e lecito. Perchè la democrazia è bloccata ? [attenzione: non si dica che in Italia essa ha portato progresso: si guardi a ciò che si dice oggi: nuova precarietà del lavoro, futuro incerto, povertà nel mondo, dittatura della finanza mondiale]. Perchè tutti gli uomini [i politici eletti] vogliono il potere, i cittadini glielo danno con le elezioni, e così i politici, che litigano tra loro, paralizzando il sistema, legittimano con le elezioni lo status quo, che va nella direzione che ho detto. Noi in Italia stiamo bene: ebbene i diritti di cui godiamo non sono un portato della democrazia, ma sono espressione della giustizia e del diritto naturale, che sono potuti emergere in Italia e in Europa, grazia all'equilibrio delle forze storiche [capitalismo, comunismo e cristianesimo]. Dobbiamo il nostro progresso spirituale e economico a questo progresso, che come è stato detto sopra da "volpino", si è potuto incanalare nelle leggi, approvate nella democrazia. Ma se si sostituisse a questo sistema uno in cui le decisioni non fossero decise da una pluralità di soggetti, ma solo da pochi politici competenti e filosoficamente "illuminati", il risulato sarebbe lo stesso e forse anche migliore per il futuro. Il popolo lo capisce subito se uno governa per il suo interesse, e lo censura. Oggi il problema è che nessuno governa. Io credo di conoscere e di non fraintendere il senso della polemica tedesca e internazionale sulle parole di Monti sul ruolo dei parlamenti: essi sono ottimi come luogo di censura, e come luogo di proposta. Ma Monti li criticava nella direzione da me indicata, come luoghi di protagonismo fine a se stesso, una pluralità di decisori che godono di privilegi e che si propongono di non governare, e il cui pluralismo si esprime in una litigiosità senza fine e senza sbocchi positivi. Monti è stato criticato perchè il popolo, eleggendo i suoi rappresentanti, si identifica con essi. Ecco la democrazia come "farsa" [nel senso delle parole di Einaudi che ho riportato]: io cittadino ti eleggo, tu politico non fai nulla, ma io sono contento perchè ho l'illusione che tu agisci per me, perchè ti ho eletto. Invece io propongo un sistema diverso: io cittadino non eleggo il politico, e gli dò mandato di governare. Chiunque sia il politico, nominato per la sua competenza, non aspetto 5 anni per mandarlo via: o governa SUBITO E BENE, o viene mando via all'istante [invece questi politici non fanno nulla per 5 anni ben pagati ...]. Pagato non perchè eletto, ma per governare, subito e bene. Ciò è quello che propongo. [Poi che il mio sistema sia una garanzia anche per te, lo dico chiaramente: il corpo docente è la coscienza critica della società, e ad esso viene affidato tutto il sistema, legislativo e di controllo.]
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MessaggioOggetto: Re: Aneddoto sull'insegnante che ha fatto il saluto romano in classe   Mer Ago 15, 2012 6:59 pm

LM2012 ha scritto:
Prof.ssa Giovanna Onnis, il fascismo è certamente condannabile. Io mi pongo nei confronti dei totalitarismi in un'ottica hegeliana, la quale non è giustificazionista, nel sistema che io propongo. In questa ottica si dice solo che la Provvidenza invia i totalitarismi per fare emergere il male, allo scopo di portare alla luce il male, e così l'uomo può conoscerlo e combatterlo. Eticamente io condanno senza riserve il nazifascismo e il comunismo sovietico. Dal punto di vista morale, i grandi dittatori della storia sono figure totalmente negative. Io non conosco il diritto naturale, ma cerco di comprenderlo. Nel sistema che io propongo Dio per creare si è separato dal suo potere [interpretazione della kenosis = svuotamento] e nella democrazia l'uomo si unisce a questo potere, quindi in modo dissimile da Dio. Così nasce la violenza, e si dice che anche la democrazia è una forma di totalitarismo [infatti essa ci sta conducendo alla civiltà della tecnica e ha consentito la crisi economica attuale, tutte relazioni e correlazioni complesse e da dimostrare. Faccio anche riferimento alla legislazione sulla vita, che per alcuni è lecita, per altri no]. Lo è ad esempio perchè essa è decisione del popolo [da molti auspicata] di fare certe sperimentazioni genetiche non solo per curare le malattie, ma anche per raggiungere l'immortalità in terra [questo Dulbecco non lo ha negato]. E' il sistema, quello democratico, in cui ad essere "dittatore" è qualunque cittadino. Secondo il principio del Leviatano, che io riprendo, gli uomini si staccano dal loro potere [come Dio è separato da esso], attribuendolo al politico, che lo esercita come vicario di Dio e dei cittadini: ecco che essi lo esercitano, ora in modo indiretto e lecito. Perchè la democrazia è bloccata ? [attenzione: non si dica che in Italia essa ha portato progresso: si guardi a ciò che si dice oggi: nuova precarietà del lavoro, futuro incerto, povertà nel mondo, dittatura della finanza mondiale]. Perchè tutti gli uomini [i politici eletti] vogliono il potere, i cittadini glielo danno con le elezioni, e così i politici, che litigano tra loro, paralizzando il sistema, legittimano con le elezioni lo status quo, che va nella direzione che ho detto. Noi in Italia stiamo bene: ebbene i diritti di cui godiamo non sono un portato della democrazia, ma sono espressione della giustizia e del diritto naturale, che sono potuti emergere in Italia e in Europa, grazia all'equilibrio delle forze storiche [capitalismo, comunismo e cristianesimo]. Dobbiamo il nostro progresso spirituale e economico a questo progresso, che come è stato detto sopra da "volpino", si è potuto incanalare nelle leggi, approvate nella democrazia. Ma se si sostituisse a questo sistema uno in cui le decisioni non fossero decise da una pluralità di soggetti, ma solo da pochi politici competenti e filosoficamente "illuminati", il risulato sarebbe lo stesso e forse anche migliore per il futuro. Il popolo lo capisce subito se uno governa per il suo interesse, e lo censura. Oggi il problema è che nessuno governa. Io credo di conoscere e di non fraintendere il senso della polemica tedesca e internazionale sulle parole di Monti sul ruolo dei parlamenti: essi sono ottimi come luogo di censura, e come luogo di proposta. Ma Monti li criticava nella direzione da me indicata, come luoghi di protagonismo fine a se stesso, una pluralità di decisori che godono di privilegi e che si propongono di non governare, e il cui pluralismo si esprime in una litigiosità senza fine e senza sbocchi positivi. Monti è stato criticato perchè il popolo, eleggendo i suoi rappresentanti, si identifica con essi. Ecco la democrazia come "farsa" [nel senso delle parole di Einaudi che ho riportato]: io cittadino ti eleggo, tu politico non fai nulla, ma io sono contento perchè ho l'illusione che tu agisci per me, perchè ti ho eletto. Invece io propongo un sistema diverso: io cittadino non eleggo il politico, e gli dò mandato di governare. Chiunque sia il politico, nominato per la sua competenza, non aspetto 5 anni per mandarlo via: o governa SUBITO E BENE, o viene mando via all'istante [invece questi politici non fanno nulla per 5 anni ben pagati ...]. Pagato non perchè eletto, ma per governare, subito e bene. Ciò è quello che propongo. [Poi che il mio sistema sia una garanzia anche per te, lo dico chiaramente: il corpo docente è la coscienza critica della società, e ad esso viene affidato tutto il sistema, legislativo e di controllo.]

Quante stronzate, sembra di leggere un mix di qualche saggio dei neofascisti anni '70 alla Franco Freda con qualche spruzzatina catto-integralista
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