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 Un quadro di insieme sulla professione nel sostegno e sulla scuola nel Nord-Est

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MessaggioOggetto: Un quadro di insieme sulla professione nel sostegno e sulla scuola nel Nord-Est   Gio Ago 16, 2012 2:33 pm

In sei anni di insegnamento nel sostegno ho potuto constare quanto segue: 1. i docenti curricolari che ho incontrato sono tutti bravi e molto preparati, con forte personalità, che consente loro di tenere la disciplina. 2. essi rispettano il docente di sostegno per la sua funzione, ma questo in base al carattere di ognuno: c’è chi è sempre rispettoso e c’è chi invece fa lo scontroso. 2. i presidi sono molto preparati, con forte personalità e rispettati. essi prendono difesa dei docenti di sostegno come categoria, comprendendo appieno il loro delicato ruolo. 3. gli studenti che ho incontrato rispettano i docenti che sanno farsi rispettare, e prendono sottogamba quelli che non sanno farsi rispettare [questo penso in tutti i periodi della storia]. Qui a nord-est gli allievi sono ancora una popolazione studentesca autocontrollata. Ho girato come precario nella periferia della provincia, e in ogni scuola in cui sono andato ho confermato questa mia impressione.
E’ quella del nord-est una scuola ancora rispettata. “Di lusso” se si potrebbe dire.
Quello che manca alla scuola pubblica italiana è un “aggancio” tra mondo delle imprese, università e istituti professionali e licei. Questo “aggancio” non dovrebbe essere delegato a pochi docenti bravi e impegnati sul fronte dell’apprendistato, che svolgono una funzione strumentale, ma dovrebbe essere istituzionalizzato, per esempio così: l’azienda individua il posto, e chiede alla scuola o università un pacchetto di discipline formanti finalizzato a costruire la competenza che essa richiede per quel è posto.
Osservo che in Germania oltre alle università ci sono, che qui mancano, scuole superiori post-diploma che preparano ai mestieri di cui c’è in Italia grande richiesta e poca offerta: falegnami, idraulici, elettricisti, commessi, camerieri, infermieri e altri mestieri, il cui compenso è, com’è noto, superiore a quello di tanti professionisti, compresi i docenti.
Questo fatto veniva riportato dal Corriere della Sera qualche giorno fa. C'è una cultura sbagliata, anche a scuola [ho visto un docente disprezzare in classe i bidelli]. Tutti i mestieri hanno pari dignità.
Si osservi che un generale miglioramento della condizione economica della società genera un movimento verso l'alto della scala sociale, per cui i genitori sono in grado di mandare i figli all'università: i mestieri cosiddetti "umili" così rimangono senza lavoratori [non manca il lavoro in Italia, mancano i lavoratori, e gli studenti hanno tutti i mito della professione nobile: ingegnere, avvocato, commercialista, architetto, medico]. Per risolvere questo problema si potrebbero introdurre all'università corsi per questi mestieri "snobbati".
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