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 Per una riforma del sostegno

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MessaggioOggetto: Per una riforma del sostegno   Gio Ago 16, 2012 5:18 pm

Promemoria primo messaggio :

Questi i punti che propongo:

1. L’insegnante di sostegno, se per lo svolgimento del suo “caso” necessita di qualche libro di testo adottato anche dalla classe, deve averlo dall’editore o dalla scuola all’inizio dell’anno. [Senza più che l’editore o la scuola abbiano facoltà di rifiutarglielo.] Le case editrici devono redigere per ogni testo scolastico un testo semplificato per il sostegno, che egli potrà semplificare ulteriormente. Questo testo è dato in dotazione anche al docente della classe, che può richiedere in sede di verifica solo quanto in esso presente. Questo testo è per gli obiettivi minimi, e può essere adottato eventualmente anche da altri studenti in difficoltà, ad esempio extracomunitari. I testi devono presentare riassunti “settoriali” per ciascuno argomento degli anni precedenti, in modo che il docente di sostegno sia in grado di studiare e insegnare discipline “non sue” anche di anni avanzati, le quali presuppongono la conoscenza di argomenti impartiti negli anni precedenti. In questo modo egli è in grado di “ricostruire” il singolo argomento della disciplina avanzata.
2. Per gli allievi con obiettivi minimi, in classi avanzate verso l’esame di qualifica [terza] o l’esame di stato [quarta e quinta], con materie difficili per il docente di sostegno che non le conosce, l’allievo certificato deve essere affidato solo a docenti di sostegno che abbiano fatto una precedete esperienza in queste classi. Per i nuovi casi e per nuovi docenti di sostegno, nell’impossibilità di ciò, le prove per l’esame di qualifica e per l’esame di stato devono essere state formulate all’inizio dell’anno, devono essere messe a conoscenza del docente di sostegno, e durante tutto l’anno la preparazione viene soprattutto finalizzata al loro stretto superamento.
3. Per gli studenti con obiettivi minimi, le verifiche devono essere preparate di comune accordo tra docente di sostegno e docente curricolare, e il voto spetta solo ed esclusivamente al docente di sostegno. Così anche per l’esame di qualifica e l’esame di stato.
4. Il giudizio di promozione deve essere commisurato prevalentemente in base all’impegno profuso nello studio, e solo secondariamente in base alle competenze raggiunte. Il titolo di studio raggiunto non deve riflettere le conoscenze acquisite, ma solo due criteri: il grado di deficit cognitivo [tenuto segreto] e l’impegno profuso. Dalla combinazione dei due criteri derivano automaticamente le competenze raggiunte, a prescindere dai risultati ottenuti. Lo studente con programma differenziato non può mai essere bocciato. Lo studente con obiettivi minimi e qualche materia differenziata, se questa è attinente al percorso professionale, non può mai essere bocciato. Lo studente con obiettivi minimi senza materie differenziate o con materie differenziate non attinenti al percorso disciplinare, può essere bocciato solo nel caso di scarso impegno, e la decisione di bocciatura spetta solo ed esclusivamente al preside [non al consiglio di classe]. La decisione è presa di comune accordo con docente di sostegno in una riunione del gruppo H a fine anno.
5. Per ogni materia che non sia di competenza dell’insegnate di sostegno, con riferimento al suo percorso professionalizzante, il docente curricolare deve concordare col docente di sostegno, a fine settimana [ad esempio il venerdì], settimanalmente, il programma in classe, sui libri e quanto richiesto nelle verifiche e interrogazioni, in modo che niente risulti a caso o non programmato, e che il docente di sostegno non trovi difficoltà nell’imparare e insegnare materie “non sue”. Ciò a prescindere dalle quattro categorie del sostegno [AD01, AD02, AD03, AD04]. La riunione deve essere approfondita e dettagliata, e il docente curricolare deve specificare “cosa vuole” dal docente di sostegno per il suo allievo, e dall’allievo.
6. Il docente di sostegno, per gli studenti con obiettivi differenziati, ha facoltà di farli uscire dalla classe in ogni momento e anche per tutto l’orario settimanale. L’integrazione in classe si realizza per le materie senza sostegno [ad esempio, l’ora senza sostegno]. Per gli studenti con obiettivi minimi, il docente di sostegno che semplifica la materia ha facoltà di impartirla individualmente fuori della classe, anche con un gruppo separato della classe di allievi normodotati, fatti uscire per meglio seguirli. Questo a discrezione del docente di sostegno.
7. Per alcune materie per le quali il docente di sostegno ha particolarmente competenza, egli ha facoltà di tenere lui stesso lezioni a tutta la classe, concordandole con il docente curricolare, durante tutto il periodo dell’anno [non in prossimità delle verifiche]. Su queste lezioni fa lui e corregge le verifiche, con voto che vale a tutti gli effetti. Per alcune materie generali di educazione civica [sicurezza della scuola, regolamento dell’istituto e delle assemblee scolastiche, norme perla sicurezza e salute personale] il docente di sostegno, se preparato, ha facoltà di impartirle.
8. deve essere previsto che il comportamento disciplinare può influire negativamente su ogni voto di verifica in classe. il docente di sostegno ha facoltà, anche non concordata con il docente curricolare, di rilevare una mancanza disciplinare negli allievi, in modo da fare abbassare la valutazione in una verifica o interrogazione. L’eventuale contestazione del docente curricolare deve essere motivata fuori della classe, solo ed esclusivamente davanti al preside, che prende la decisione finale. [Ciò significa che il docente di sostegno, anche se non competente nella disciplina scolastica, può influire su tutte le valutazioni.]
8. In ogni istituto scolastico, uno dei vicepresidi deve essere sempre un docente di sostegno. Se c’è solo un vicepreside, egli è docente di sostegno se il gruppo H è numericamente consistente.
9. Tutta la documentazione sugli allievi deve essere resa disponibile, in qualunque formato, e il docente di sostegno, sotto la condizione della segretezza, la può portare a casa. Cessato il rapporto con l’Istituto, con riferimento all’anno successivo, il docente di sostegno la deve cancellare dai propri computer, e deve riportare in Istituto quella cartacea. Egli può conservarne una copia a casa durante tutto l’anno scolastico. Per la diffusione pubblica di materiale sensibile sugli allievi certificati conservato nei suoi computer, egli è responsabile penalmente.
Giulio Portolan
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 11:24 am

Tutto vero, LM.

Tutto vero, se l'insegnante SOS viene confrontato (e, interiorizzado il confronto in cui la Società lo pone, si confronta egli stesso) con l'insegnante curriculare. Ma chi dice che questo sia il confronto da fare (anche se è sicuramente il confronto che la Società impone, per un automatismo culturale e per "numerosità", dato che gli insegnanti curricolari sono 9 in un Cdc mentre il SOS è 1)?

Ma se l'insegnante SOS si confronta con l'assistente alla comunicazione della cooperativa, che entra in classe... ecco che il SOS è sicuramente meno esposto e più protetto istituzionalmente e relazionalmente.

Bisognerebbe far fare a tutti gli insegnanti, nelle Ssis e nei Tfa e nei Concorsi, un anno di tirocinio come insegnante Sos e/o come educatore, per immergersi nella relazione senza lo schermo protettivo dei contenuti disciplinari, dei voti e del registro (meno male - per ns fortuna o sfortuna - che oggigiorno questi tre veli di Maya, che han reso la vita facile agli insegnanti di prima - stanno scomparendo e tutti gli insegnanti sentono - con paura - la spinta (imposta dall'esterno e - negli insegnanti più avvertiti - anche dall'interno) la trasformarsi in insegnanti SOS e in educatori, non venendo meno, certo, alle loro competenze disciplinari). In altre parole, è "un'altra idea di Scuola", che ha riferimenti importanti nella storia della pedagogia laica e soprattutto cristiano-cattolica.

La ristrutturazione cognitiva per vedersi meno insegnanti e più educatori, meno centrati sulla disciplina e più sull'alunno non è facile ma indispensabile per far fronte alle nuove sfide dell'utenza e della cultura in cambiamento.

Sai quando io ho incomiciato a star meglio? Quando sono passato dal pensiero A al pensiero B:
Pensiero A: andavo al lavoro, sperando che "oggi non succedano problemi, che tutto fili liscio"
Pensiero B: ovviamente tutto non filava liscio (dato che non si lavora con fascicoli e timbri ma con relazioni umane), e allora ho cominciato ad andare al lavoro dicendomi "oggi succederà sicuramente qualcosa, è normale e inevitabile; devo concentrarmi non già sullo sperare e sul iper-controllo delle situazioni affinchè tutto accada secondo i miei schemi pre-costituiti; ma devo concentrarmi sul gestire - nel momento presente in cui avvengono, per dirla un po' con i fenomenologi - le cose che non vorrei che accadano ma che accadono".

Ovviamente, cercando sempre di migliorare di posizione di status.

Lo so, non è facile
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Cinderella



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MessaggioOggetto: Fare finta...   Lun Ago 20, 2012 1:21 pm

Ciao!
Rispondo brevemente... ;-)

LM2012 ha scritto:
Tu hai scritto: "Ma tu parti dall'idea che per forza l'insegnante di sostegno debba diventare competente di una materia non sua... Uno NON si può improvvisare insegnante di una materia che non sa". Questa idea è la realtà odierna del sostegno. E se non "fingi" di insegnare la materia che non puoi assolutamente insegnare, non fai sostegno e ti prendi la responsabilità davati ai genitori di non aiutare il ragazzo.

Non sono d'accordo: non posso far finta di essere capace ad insegnanre una materia che non so... Pensa che ho avuto un ragazzo H che in alcune materie era infinitamente più bravo di me... Ovviamente in quelle materie non seguivo lui ma un altro suo compagno H... Io totalmente imbranata anche sulle cose più ovvie... e lui gli faceva da tutor...
Sarebbe stato poco credibile se io avessi fatto finta di essere brava in quella materia... ;;;-)
Non si può far finta perché "le bugie hanno le gambe corte"... Meglio ammettere con ironia.... scherzarci sopra... Altrimenti si rischiano davvero le brutte figure... e si rischia di essere giudicati incompetenti anche nella NOSTRA disciplina...


Per quanto riguarda la "responsabilità davanti ai genitori".... Nessuna responsabilità... i genitori e NESSUNO può pretendere che sappia insegnare ciò che non so....
Ci mancherebbe altro...
Ciao da Cindy
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 2:09 pm

LucaPS ha scritto:
Sai quando io ho incomiciato a star meglio? Quando sono passato dal pensiero A al pensiero B:
Pensiero A: andavo al lavoro, sperando che "oggi non succedano problemi, che tutto fili liscio"
Pensiero B: ovviamente tutto non filava liscio (dato che non si lavora con fascicoli e timbri ma con relazioni umane), e allora ho cominciato ad andare al lavoro dicendomi "oggi succederà sicuramente qualcosa, è normale e inevitabile; devo concentrarmi non già sullo sperare e sul iper-controllo delle situazioni affinchè tutto accada secondo i miei schemi pre-costituiti; ma devo concentrarmi sul gestire - nel momento presente in cui avvengono, per dirla un po' con i fenomenologi - le cose che non vorrei che accadano ma che accadono".
Questo è verissimo. Naturalmente non significa che non si debbano preparare le lezioni e cercare di dare il meglio di sè, ma bisogna avere anche la giusta dose di flessibilità per adeguarsi a quello che succede in classe.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 2:17 pm

Dec, il mio problema era più grave. Non ero alle Superiori, ma in altro grado di istruzione. E quindi capisci benissimo che mi dovevo preparare a cose "leggermente diverse" e più "urgenti" : )

Questo il mio consiglio a tutti: operare una ristrutturazione cognitiva dal pensiero A al B.
Non è facile, lo so; ma non bisogna mollare!

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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 2:46 pm

per cinderella

la realtà del sostegno è questa. a inizio gruppo H ti assegnano l'allievo, questo magari ha o.m.. E' di quinta e ha l'esame di stato, e deve fare
economia aziendale [cioè l'analisi del bilancio, le riclassificazioni di bilancio, la scelta degli investimenti, ecc..]. Il doc sos è magari laureato in "arte e beni culturali", area AD03, l'economia quindi è sua competenza ... Non puoi protestare, ti viene assegnato, la disciplina nell'ITC è professionalizzante, e se non la impari e impartisci il ragazzo viene bocciato. Che fare ?! Una dice: non posso, non è mia competenza, non posso inventrami prof. di economia. Ma questo non lo si può dire al ragazzo e al genitore, perchè le ore sono 10 alla settemina, e lui ha richiesto il "sostegno". Quindi vale il commento che un illustre docente di sostegno ha dato al mio articolo: ALLUCINANTE ...
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 2:50 pm

Un mio collega, di area arte, mi ha detto: "quale istituto mi consigli ? perchè io, docente di sostegno, posso aiutare non più che un educatore".
Egli non va criticato: uno di "arte" cosa può insegnare in un ITC, ITIS, IPSIA, IPSSCTS ?
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 3:05 pm

Capisco bene.

E dunque? Il docente SOS si deve far carico di una normativa che non funziona?

Se il docente SOS laureato in Arte non sa economia aziendale e non sa insegnare economia aziendale, non incorre in nessuna "culpa in educando" e "culpa in vigilando", le uniche colpe che per un insegnante sono penalmente perseguibili.

E non sta facendo alcun male all'alunno, anzi il docente SOS si impegna e fa il suo dovere, gli spiega le cose per come le ha capite dal collega curriculare e fa schemi.

Avrà solo la vita più difficile a Scuola, da parte di Preside, colleghi e famiglia.

E dunque?

Ci deve rimettere lui e rassegnare le dimissioni, perchè il Sistema non funziona?
Chi è costui? Forse il Messia, che diventa - immancabilmente e solo una settimana dopo dall'acclamazione con le Palme - capro espiatorio per il Sistema?

Attenzione a non aderire agli imperativi deontici (non scritti) che Preside, colleghi e famiglia pongono sopra all'insegnante SOS, in modo costrittivo e costringente.
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 3:13 pm

Tu scrivi: "Avrà solo la vita più difficile a Scuola, da parte di Preside, colleghi e famiglia". Ma non è poco. Ma non voglio ripermi. Dico solo che non può "scappare", deve stare in aula, ascoltare in silenzio, prendere appunti, e gli allievi sottovoce commentano ...

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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 3:25 pm

> Dico solo che non può "scappare", deve stare in aula,
> ascoltare in silenzio, prendere appunti e gli allievi sottovoce commentano...

LM, conosco bene (e conosco anche ruoli ben più esposti nella Scuola Statale, rispetto all'insegnante SOS). La difficoltà che avevo io - in questi ruoli più esposti - ho capito che non era tanto con gli altri ma con la mia insoddisfazione e le mie aspettative (quasi una vergogna di essere sminuito)

> gli allievi sottovoce commentano...
E gli specchi ci fan sempre paura, lo so.
Abbiamo forse fatto qualcosa di male di cui vergognarci? Certo che no.

E allora i preti, le suore, i religiosi, i laici-missionari che non hanno altro che le loro povere mani e le loro gambe stanche?

Parla con qualche collega di Religione e condividerete benissimo i vissuti che esprimi.

Io più volte ho pensato che non potrei fare il missionario perchè non ho una competenza specifica (es. medici missionari) ma so che questo mio pensiero è sbagliato.

San Filippo Neri - nel bel film con Gigi Proietti -, quando è di fronte al Papa a spiegare il suo progetto di Oratorio, si appresta a parlare ma... non riesce a parlare e per lui parla uno dei suoi bambini che inizia a cantare - dal fondo della sala - "Paradiso, Paradiso, preferisco il Paradiso..." (nella bella musica di Frisina).

Il SOS avrà modo di dimostrare le proprie competenze disciplinari, quando sarà insegnante curriculare.
Per ora, deve stringere i denti.
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 3:31 pm

Comnque io sono "sopravvissuto", e anche se è stato a volta difficile, sono pago di esperienze che mi hanno arricchito.
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 3:33 pm

Quindi per l'anno prossimo prenderai la nomina sul sostegno?
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 3:36 pm

> sono pago di esperienze che mi hanno arricchito
Ma certo... Sono esperienza che nessuno sa che sono arricchenti; solo chi le vive lo sa che lo sono.

> e gli allievi sottovoce commentano...
Non ricordo un passo dell'Ecclesiaste, che dice che è vano riporre fiducia nel giudizio dellì'uomo, perchè anche il potente poi alla fine finisce... Testa alta e Speranza!
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 3:52 pm

Mi era venuta una fantasia. Da un articolo di un quotidiano locale: "Insegnante di sostegno di 40 anni fa causa al MIUR con richiesta di risarcimento morale di un milione di euro, per averlo esposto a un mestiere usurante e logorante, che gli ha danneggiato la salute". Scherzo ovviamente, ma il senso è questo ...
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 4:04 pm

E' uno scherzo solo perchè non hai i soldi per pagarti la causa. Muahahaha...

P.S. Non scherziamo col fuoco: ci sono mestieri ben più usuranti e logoranti di questo, e semre di più purtroppo. E c'è la disoccupazione.

Il tuo pensiero (della causa per lavoro usurante) non è in sintonia nè col cristianesimo e nè col socialismo, di cui mi pare io abbia letto che tu abbia scritto qualcosa e che avevo condiviso.
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 5:03 pm

I docenti di sostegno sono 90.000, mi pare. Quanti sono quelli che si sono trovati e si trovano nelle esperienze che io ho vissuto ? Spero che i miei interventi chiariscano alcuni apetti e sia di incoraggiamento, come le parole di LucaPS.
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Cinderella



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 6:38 pm

Ciao!

LM2012 ha scritto:
per cinderella

la realtà del sostegno è questa. a inizio gruppo H ti assegnano l'allievo, questo magari ha o.m.. E' di quinta e ha l'esame di stato, e deve fare
economia aziendale [cioè l'analisi del bilancio, le riclassificazioni di bilancio, la scelta degli investimenti, ecc..]. Il doc sos è magari laureato in "arte e beni culturali", area AD03, l'economia quindi è sua competenza ... Non puoi protestare, ti viene assegnato, la disciplina nell'ITC è professionalizzante, e se non la impari e impartisci il ragazzo viene bocciato. Che fare ?! Una dice: non posso, non è mia competenza, non posso inventrami prof. di economia. Ma questo non lo si può dire al ragazzo e al genitore, perchè le ore sono 10 alla settemina, e lui ha richiesto il "sostegno". Quindi vale il commento che un illustre docente di sostegno ha dato al mio articolo: ALLUCINANTE ...

Anch'io (che sono di matematica) ho seguito economia aziendale di cui so ben poco... Anche in quinta...
Volevo chiarire che Economia aziendale NON è matematica anche se ci sono punti in comune... Il formalismo con cui vengono compilate le tabelle è diverso dal linguaggio della matematica... inoltre mi mancava tutta la terminologia tecnica...
Ho cercato di capire tutto anche "dal punto di vista matematico".... Ho osservato che alcuni procedimenti che in economia aziendale vengono dati da studiare a memoria, in realtà si possono risolvere con le equazioni...

Ho fatto quello che potevo: ho studiato, ho chiesto aiuto alla collega curricolare che è stata disponibilissima... Il ragazzo sapeva benissimo che non era la mia materia e che, su diversi punti, ne sapeva più lui di me... Nonostante questo mi ha sempre trattata con rispetto... e non ha mai avuto nulla da ridire...
La collega curricolare mi è stata di grande aiuto e mi ha chiarito alcuni concetti... ed è intervenuta lei sul ragazzo su quei concetti sui quali non potevo intervenire io... Ci siamo inoltre confrontate sulle nostre materie: le ho parlato di come certe cose si possono risolvere con le equazioni...

Chiedi che cosa si può dire a ragazzo e genitore? Niente: gli dici la verità... come ho fatto io... Nessuno mi ha fucilata ma ancora adesso mi rispettano...

Non si può infatti essere tuttologi.... e bisogna rispondere con fermezza a quelli che pretendono che lo siamo...
Una mia cara amica, insegnante di sostegno, ha risposto in questo modo ad una prof curricolare che le richiedeva la "tuttologia": "Che cosa hai fatto tu per insegnare questa materia?... Hai studiato molti anni all'università e inoltre hai molta esperienza di insegnamento... Non è vero? Quindi pensi che sia possibile che qualcuno, di un'altra materia, si svegli un bel mattino e si improvvisi insegnante proprio della tua materia?... Non è per caso che ti stai svalutando?"

Ciao da Cindy
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Cinderella



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 6:43 pm

LM2012 ha scritto:
Un mio collega, di area arte, mi ha detto: "quale istituto mi consigli ? perchè io, docente di sostegno, posso aiutare non più che un educatore".
Egli non va criticato: uno di "arte" cosa può insegnare in un ITC, ITIS, IPSIA, IPSSCTS ?

Certo che se uno è di una certa materia cerca (se può) di scegliere le scuole dove ci sono materie attinenti alla sua... ma se questo non è possibile fa quello che può...
Non è assolutamente vero che quelli di storia dell'arte sarebbero inutili all'ITC, etc etc...
(se sanno storia dell'arte sanno anche storia... etc etc etc...)...

Ciao da Cindy
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 6:58 pm

La fai facile; io, con tutto il rispetto che si devono alle persone, ho trovato colleghi non disposti a capire. Anche se si chiarisce che uno non è di competenza di quella materia, cosa fa durante tutto l'anno ? sta in classe ? a che fare ? di qui l'imbarazzo del docente di sostegno, che si sente osservato e giudicato. Ma LucaPS ha chiarito: bisogna prenderla come una sfida.
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 6:58 pm

Io poi ho subito comportamenti al limite del mobbing.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Lun Ago 20, 2012 7:57 pm

> Io poi ho subito comportamenti al limite del mobbing.
E' possibile. Nella Scuola il mobbing c'è ma è attenutato - rispetto alle altre professioni -, a causa delle tutele che (ancora) il posto di lavoro dà.

Inoltre, non farebbe male confrontare il mobbing di cui siamo o ci sentiamo destinatari con gli altri mobbing, nelle altre professioni. Non sto assolutamente minimizzando (capisco benissimo, avendo svolto altri ruoli nella Scuola Pubblica) ma il confronto è doveroso - anche per onesta intellettuale e sociale - e fors'anche terapeutico.

> io, con tutto il rispetto che si devono alle persone, ho trovato colleghi non disposti a capire
Cosa vuoi che capiamo. Non ci capiamo neanche tra curriculari, vuoi che ci capiamo con la figura ibrida del collega SOS? Quanta pazienza.

> di qui l'imbarazzo del docente di sostegno, che si sente osservato e giudicato
Capisco benissimo; si prova la stessa cosa accompagnando in mensa i bambini delle elementari o delle medie, quando hai gli occhi addosso dei colleghi.

Giudicato? Ah beh, guarda: a Scuola diciamo tutto di tutti (ambiente pessimo da questo punto di vista) sul nulla. Capisco benissimo l'imbarazzo del giudizio: ma è il ruolo (del SOS) che è ambiguo non il collega SOS.

> bisogna prenderla come una sfida
Tesi: l'insegnante curriculare
Antitesi: Acc... Non posso (ancora) fare il curriculare, mi hanno messo a fare SOS
Sintesi: Forse che il modello del curriculare, non è sufficiente (anche se va avanti per inerzia culturale e sociale) e dev'essere superato? Forse che tra un decennio tutti i curriculari dovranno applicare la didattica per obiettivi minimi con l'intera classe (insegnante Sos come precursore dei tempi: ah ah, probabile!)? Forse che le mani in tasca che tiene il curriculare (ovvero, sul registro) non servono (a che serve avere le mani pulite, se le si tiene in tasca? - Don Milani). E la tua proposta didattico-educativa - scartata dai costruttori - evidenzia sicuramente una riflessione nella direzione del superamento e della riconciliazione del conflitto tesi e antitesi, che il Sistema-Scuola da una parte e, dall'altra, la Cultura di oggi dinamizza.

Ma questo, finchè è possibile, nessuno lo riconoscerà mai. Fino a riconoscerlo nel momento in cui si è costretti a riconoscerlo.
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MessaggioOggetto: Sturare le orecchie ai colleghi ;;;-)   Mar Ago 21, 2012 12:29 pm

LM2012 ha scritto:
La fai facile; io, con tutto il rispetto che si devono alle persone, ho trovato colleghi non disposti a capire. Anche se si chiarisce che uno non è di competenza di quella materia, cosa fa durante tutto l'anno ? sta in classe ? a che fare ? .

Ciao Giulio!

Avevo capito che sei vittima di mobbing... Purtroppo noi insegnanti di sostegno siamo molto esposti al mobbing...
Come mi ha detto una collega: scegliere il sostegno significa scegliere una strada in salita...

Da quanto mi scrivi mi sembra che tu subisca le decisioni degli altri... e inoltre temi il loro giudizio... Il fatto stesso che temi che genitori e ragazzo protestino per il fatto che tu non sei tuttologo e che quindi cerchi di far finta di esserlo, la dice lunga...
In realtà non hai nulla da temere su questo... se qualcuno protesterà hai diritto di metterlo a tacere, con gentilezza ma anche con determinazione...
Inoltre il fatto di essere rispettato è un tuo diritto...

La risposta da dare ai docenti curricolari che pretendono la "tuttologia" e che ti ho riportato in un precedente post.... (quella di sottolineare che insegnare la materia X richiede molto studio e anni di esperienza) ti assicuro che è molto efficace...
Va data con grazia e gentilezza... magari un po' prima che la richiesta di "tuttologia" venga espressa esplicitamente...
Di solito si valorizza la persona che si ha di fronte, sottolineando che per insegnare la materia X ci vogliono molti anni di studio e di sacrifici (e il collega di solito apprezza).... poi si dice che lui ha molta esperienza dovuta a diversi anni di insegnamento nella tale disciplina... e come tale sa quindi cogliere quali sono i nodi concettuali della sua disciplina, e i metodi didattici più efficaci per superarli...

Quindi con umiltà ma anche con determinazione si fa rilevare che è impossibile improvvisarsi insegnante della sua disciplina... Il collega di solito approva (in caso contrario si sminuirebbe...).
A questo punto gli si chiede garbatamente aiuto, indicazioni di quali sono i concetti fondamentali, come proporli, etc etc etc... Richiedi al collega quali sono i prerequisiti per comprendere un concetto... se Pierino li ha... e se non li ha come costruirli... Io di solito elenco anche le MIE difficoltà nella comprensione del concetto... (ad esempio il fatto che lo stesso concetto viene trattato diversamente nella mia disciplina)... Gli dico che anche i ragazzi possono avere le stesse difficoltà e gli chiedo come porvi rimedio... e quindi gli fornisco informazioni didattiche... e gli faccio ipotizzare metodi di intervento...

Siccome sei di sostegno e che quindi sei presente in altre materie, puoi dire che cosa si sta facendo nella materia Y... e quindi chiedi se certi concetti si possono trasportare in X... In questo modo non solo fornisci un'informazione utile al collega, ma ti valorizzi... Infatti: tu non sei un alunno che annota appunti... ma sei un collega che, come persona adulta, vede le cose anche sotto l'ottica della "metacognizione"...

Bombardalo di domande (garbate, discrete)... alla fine ti aiuterà... o meglio "collaborerà"....

In bocca al lupo da Cindy

LM2012 ha scritto:

di qui l'imbarazzo del docente di sostegno, che si sente osservato e giudicato. Ma LucaPS ha chiarito: bisogna prenderla come una sfida.

Mai sentirsi osservati e giudicati... E' secondo me proprio questo il tuo sbaglio...
assolutamente non metterti in un piano di inferiorità rispetto al collega, ma trattalo alla pari... Come dice il proverbio "chi pecora si fa...."
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Mar Ago 21, 2012 1:46 pm

Ringraziono per l'attenzione. Io ritengo che la soluzione dei problemi del sostegno l'abbia data GiGi79, e che occorrerebbe che questo forum diventi motore di sinsibilizzazione del Minitero sul da farsi. La proposta mi sembra sensata e attuabile. La riassumo, così come l'ho interpretata e fatta mia: 1. il doc sos specializzato per 18 ore va bene per i ragazzi con programma differenziato. 2. per gli obiettivi minimi, tutti i docenti curricolari hanno la cattedra spezzata: 9 ore per la classe, 9 ore per il sostegno nella LORO materia. Così tutte le materia sono coperte dai rispettivi docenti.
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GiGi79



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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Mar Ago 21, 2012 4:39 pm

LM2012 ha scritto:
Io ritengo che la soluzione dei problemi del sostegno l'abbia data GiGi79, e che occorrerebbe che questo forum diventi motore di sinsibilizzazione del Minitero sul da farsi. La proposta mi sembra sensata e attuabile. La riassumo, così come l'ho interpretata e fatta mia: 1. il doc sos specializzato per 18 ore va bene per i ragazzi con programma differenziato. 2. per gli obiettivi minimi, tutti i docenti curricolari hanno la cattedra spezzata: 9 ore per la classe, 9 ore per il sostegno nella LORO materia. Così tutte le materia sono coperte dai rispettivi docenti.

Si, oddio, più o meno... magari non si riesce a fare per tutti gli insegnamenti 9+9. Magari per alcune materie si riuscirà a fare 12 + 6, 14 + 4... dipende. Magari in alcuni ordini di scuola o per alcuni docenti non si riuscirà a realizzare a larga scala, perchè non c'è un numero di disabili che lo permette...
Quello che conta è il CONCETTO: tutti noi possiamo e dobbiamo insegnare sia la nostra materia, che fare attività di sostegno ALLA CLASSE in cui c'è Pierino rispetto alla nostra materia.

La "norma" deve essere questa, dovrebbe accadere che "per forza" e "strada facendo" si sensibilizzano sempre più persone a occuparsi di sostegno e tutti sperimentano, per alcune ore di cattedra, cos'è e come si fa. Allora è davvero una scuola di vita, perchè è sacrosanto che chi fa la scuola veda tutti gli aspetti della scuola e ci si confronti da vicino, ma è altrettanto sacrosanto che nessuno "soccomba" sotto il peso di tutti i problemi di un solo e specifico ambito.

Se poi ci sono docenti (e ce ne sono) che PER SCELTA vogliono fare tutto orario di cattedra solo su sostegno, è giusto tutelare anche questa loro aspirazione a farlo, magari con incentivi (economici, o di punteggio, o di mobilità... va studiato)

In questo forum, scusate se mi intrometto, ma si parla tanto e si concretizza poco... capisco la situazione psicologica di LM2012, capisco gli incoraggiamenti di Cindy e di altri... ma direi basta!
è inutile parlarsi addosso in stile alcolisti-anomini.

Vogliamo sensibilizzare il Ministero? le associazione disabili? i genitori dei disabili? AL LAVORO!
Io sto scrivendo da giorni a docenti universitari, ad associazioni disabili, proponendo quanto ci siamo detti qui.

Ripeto, se volete fare qualcosa di utile fatelo anche voi, ho ricevuto i contatti mail di alcuni colleghi e tra noi c'è già fattiva collaborazione.

Ho deciso che non scriverò più cose che, con rispetto parlando, fanno "perdere tempo" rispetto al nostro obiettivo, che è
1. non far passare nè area unica nè classe di concorso
2. promuovere con l'appoggio di personalità forti e esperti di settore anche universitari l'idea di doppia docenza
3. chiedere con forza una sperimentazione in tal senso senza taglio di risorse, ma con diversa distribuzione
Parlare di quanto ci sentiamo bistrattati non mi interessa più, tra l'altro io non mi sento neanche così, voglio solo provare a cambiare davvero le cose.

ciao a tutti
GiGi79
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Mar Ago 21, 2012 5:05 pm

... si sensibilizzino i giornali, i quotidiani.
Poi il mio ariticolo è stato ripreso su una sua pagina su Facebook da parte di Flavio Fogarolo, che mi pare un'autorità nel settore ...
Suggerisco a GiGi79 di aprire un sito internet con una piattaforma che raccoglie firme a sostegno della sua/nostra proposta, io la firma ce la metterei subito. Purtroppo [e mi crederete ...] io questo sito non posso aprirlo, ne ho 4 di siti. Comprarne uno è facile, costa 45 euro, e i domini ".it" si aprono oggi subito senza permessi del nic. La raccolta firme devecoinvolgere tre categorie di persone: docenti curricolari, doc sos e tutti i cittadini.
Poi questo sito è autorevole.
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MessaggioOggetto: Re: Per una riforma del sostegno   Mar Ago 21, 2012 7:01 pm

GiGi79, non dimenticare i sindacati [CGIL, CISL, UIL]. Io mi muoveròsu questo piano. La CISL ha preso la mia parte, si è dimostrata sensibile. Essi possono fare molto.
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