Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 Manifesto della rivoluzione didattica

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Andare alla pagina : 1, 2, 3, 4, 5  Seguente
AutoreMessaggio
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 2:27 pm

1.] alla mattina gli studenti studiano ogni giorno in classe per 5 ore. I professori studiano con gli studenti e controllano che essi studino. Il pomeriggio si sta a scuola tre ore a ripassare quello che si è studiato alla mattina. In queste tre ore gli studenti sono interrogati e controllati dai professori. I ragazzi a scuola studiano sui libri di testo, spiegati dai professori, o sul materiale didattico [dispense] dei professori e costruito insieme da docenti e discenti.
2.] oltre al registro del professore esiste un registro della condotta, redatto settimanalmente, che valuta la disciplina in classe per ciascuno studente: questa votazione fa media con la votazione sul rendimento scolastico.
3.] le lezioni dei professori [definite “interventi didattici”] durano 20 minuti, e hanno un taglio accademico.
4.] settimanalmente a scuola si tengono nell’aula magna dei seminari condotti da professori universitari ordinari che presentano l’offerta universitaria, su argomenti decisi dagli insegnanti della classe insieme con gli studenti.
5.] il sito internet della scuola è standardizzato per ciascuna categoria scolastica [licei, tecnici e professionali] e sul sito internet dell’istituto ruota tutta la vita scolastica, con possibilità di:

- pagina web personale degli insegnanti e degli allievi;
- lezioni scaricabili;
- forum didattici; social network d’istituto;
- curricula vitae obbligatori dei docenti visibili;
- lezioni online tramite classi virtuali.

6.] possibilità e obbligatorietà di lezioni tenute dagli studenti alla classe.
7.] metodi didattici integrati della lezione frontale e del cooperative learning.
8.] le scuole sono riprogettate come larghi spazi [simili a “campus universitari”] posti nelle periferie delle città, costruire a basso costo tramite prefabbricati a un piano in legno resistente.
9.] è programmata la possibilità di carriera dei docenti di tutte le scuole, che può consentire l’ingresso nel mondo universitario.
10.] creazione di percorsi di studio individualizzati e transdisciplinari finalizzati a raggiungere le specifiche richieste formative aziende, mondo universitario e mondo del lavoro.

Giulio Portolan
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 4:52 pm

Consiglio la lettura di questo bel libro: Stefano Piazza, "Il corpo indecente", CLEUP. Esso è una denuncia della situazione della scuola italiana. Sottotitolo: "L'annientamento della dignità dei docenti nella scuola del permissivismo antimeritocratico". Io l'ho avuto come docente SSIS, e questo prof. Piazza è fantastico, mettendo molto ardore nelle sue lezioni. Un esempio, un Maestro.
Tornare in alto Andare in basso
gugu



Messaggi : 25632
Data d'iscrizione : 28.09.09

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 5:02 pm

In qualsiasi tuo post, che sia di sostegno, di didattica, di altro, l'unico sentimento emergente è quello di una profonda tua insoddisfazione verso il mondo della scuola e in particolare sul comportamento degli studenti (vedi il punto 2). Lo stesso si dica per l'introduzione dell'università della scuola (professori ORDINARI che presentano non si sa bene cosa) e il salto dei docenti all'università.

Perchè rimani in questo mondo se ti è tanto insofferente? Perchè non tenti altre strade che potrebbero darti più soddisfazioni, visto che, oggettivamente, tutte queste proposte oltre che a non essere, a mio avviso, buone per un miglioramento della scuola sono del tutto irrealizzabili da qui a 1000 anni?
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 5:16 pm

Sono stato molto soddisfatto dell'insegnamento. La scuola è il fondamento della società e dello stato. Tutti questi fatti riportati dalle cronache [compresi l'evasione, la corruzion e la crisi politica e dei paritit] sono divuti al fatto che le scuola non ha saputo incidere nella formazione dei giovani. Tu parli del comportamento degli studenti. Ma i fatti di cronaca confermano come uno dei più gravi motivi di crisi della scuola di oggi sia proprio la questione della disciplina in classe. Col tempo si diventa più calmi. Ci pensa la crescita. Ma la discplina compromette anche il rendimento. A parte l'esame di stato, per superare il quale bisogna essere dei geni, e io non lo ero a scuola, dicono i docenti universitari di oggi che i giovani all'università sono un disastro. Poi gli abbandoni [sia a scuola sia all'università], i fuori corso, ecc.. Ma il problema della disciplina è gravoso, e non è solo questione educativa, è anche questione didattica. A ogni cittadino deve premere il problema della scuola, in primis agli insegnanti. Ho proposto la lettura di quel testo. Una denuncia della situazione fatta nel 2002. Le cose non sono cambiate.
Tornare in alto Andare in basso
giovanna onnis



Messaggi : 17792
Data d'iscrizione : 15.04.12

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 6:36 pm

Caro LIM gira che ti rigira le tue argomentazioni sono sempre le stesse, come ti ho appena scritto in un altro topic...ed ecco che ne hai aperto un altro.
Condivido pienamente la risposta che ti ha dato Gugu.
Tra "Costituzione d'Europa", "Partito degli insegnanti" e questa "Rivoluzione didattica" mi fai pensare che, forse, non lavori più dentro la scuola...perchè non è possibile ipotizzare certe "riforme" nella realtà della nostra scuola.
Come dice Gugu sono "del tutto irrealizzabili da qui a 1000 anni", quindi le reputo completamente astratte, mentre alla "nostra scuola" serve concretezza e operatività
Vediamo un po i diversi punti della tua "rivoluzione".
1- i ragazzi dovrebbero stare 5+3 ore a scuola, nelle nostre scuole dove sono efficienti e funzionanti i servizi mensa; utilizzano oltre al libro di testo, dispense dei professori...che sicuramente potranno distribuire a tutti gli alunni dopo aver fatto centinaia di fotocopie a spese della scuola...le nostre scuole dispongono di molti fondi per questo
2- niente di nuovo perchè oggi il voto di condotta fa media con le altre discipline
3- sicuramente il taglio accademico dei nostri "interventi didattici" porterà a grandi risultati per i nostri studenti che in primo luogo devono essere motivati dal loro insegnante che se diventa un "accademico" nel vero senso della parola, viaggerà sempre in una lunghezza d'onda diversa dalla loro.......con quale tipologia di studenti lavori e in quale tipologia di scuole?
4- un conto è presentare l'offerta universitaria, cosa che viene fatta abitualmente per le classi quinte con il progetto Orientamento, un' altra cosa e far svolgere a docenti universitari seminari e lezioni....su quali argomenti?...Perchè non posso affrontarli io stessa con i miei studenti se si tratta di discipline di mia competenza?
5- tutto ciò esiste ed è operante in diverse scuole tramite lavoro in piattaforma accessibile a docenti e studenti....manca solo il curriculum vitae dei docenti, sul quale non ho niente in contrario, ma non ne vedo l'importanza e la necessità
6- questa possibilià esiste anche oggi se un docente la vuole realizzare...a me personalmente è capitato di sperimentarla
7- niente di nuovo
8- aggiungerei verande e porticati per il relax, giardini con amache per il riposino e il tutto potrà essere realizzato in Italia dove tutti i caseggiati scolastici hanno la certificazione che attesta la loro agibilità e sicurezza
9-la stessa possibilità che viene garantità oggi...è proprio questa la volontà del MIUR...progressione di carriera degli insegnanti, da docente con sede di titolarità a docente soprannumerario e DOP, da docente precario a disoccupato.
10- e qui sul percorso di studio individualizzato non ti posso dare torto...è proprio quello che possiamo realizzare in classi con 28-30 studenti come quelle nelle quali lavoriamo;
non parliamo poi dei percorsi "transdisciplinari" finalizzati al raggiungimento delle specifiche richieste formative del mondo del lavoro...è in questa direzione che è andata la riforma Gelmini con l'abolizione dell'esame di qualifica negli istituti professionali e la contrazione oraria di molte discipline tecnico-professionali.

L'analisi attenta dei diversi punti della tua "rivoluzione" mi confermano l'idea che non conosci bene la realtà delle nostre scuole e mi viene il dubbio che tu sia "diversi" anni fuori dal nostro mondo scolastico.
Tornare in alto Andare in basso
gugu



Messaggi : 25632
Data d'iscrizione : 28.09.09

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 8:42 pm

LM2012 ha scritto:
A parte l'esame di stato, per superare il quale bisogna essere dei geni, e io non lo ero a scuola, dicono i docenti universitari di oggi che i giovani all'università sono un disastro.


Mi è totalmente oscuro il significato di questa frase. Per superare l'esame di stato bisogna essere geni (sic!) ?

Tu non eri un genio dunque non hai mai superato l'esame di stato (ri-sic!) ?
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 9:51 pm

per giovanna onnis

Cerco di rispondere per i diversi punti:

1.] bastano 5 ore, niente pomeriggio, ok. Le fotocopie le fanno gli studenti. Cioè stampano i materiali che trovano on line e che essi scaricano a casa.
2.] la novità sta nella periodicità della rilevazione, che è un giudizio preciso. Cioè non più solo la nota in classe per chi disturba, ma un vero e proprio voto individiuale settimanale sul comportamento, che può alzare o abbassare il voto sul rendimento. Questo credo possa influenzare positivamente il clima in classe.
3.] passi per il taglio accademico, intendevo coi 20 minuti riferirmi al tempo calcolato dalla psicologia cognitiva di durata dell'attenzione. E' chiaro che se il tempo a scuola serve per lo studio, di lezioni se ne fanno di meno, e allora esse possono essere curate come seminari.
4.] la presenza del docente universitario è un'altra cosa, non solo per il suo fascino, ma perchè fa entrare l'università nella scuola dal punto di vista istituzionale, e non più solo con un manifesto appeso in un corridoio.
5.] il modo in cui propongo la cosa è ben diverso dalla realtà attuale. Qui io propongo non solo la pagella on line, ma un dialogo docente-discente on line anche personalizzato, come sfruttamento istituzionalizzato di tutte le potenzialità del web. Cosa che non avviene neppure nelle università, dove la pagina web del docente è solo per lui facoltativa. Qui invece essa deve esserci, e prentare materiale didattico scaricabile da lui eventualmente costruito, con la cui qualità l'insegnante viene valutato e fa carriera. I social network di istituto poi non ci sono oggi, neppure i forum. Ci vuole personale dedicato, ma questo possono farlo gli stessi docenti e allievi.
Sarebbe una rivoluzione non l'uso del web, ma far ruotare la vita dell'istituto attorno al web ...
6.] ok, nessuna novità. Però si può istituzionalizzare la cosa, strutturando il percorso del discente come una specie di "carriera", in cui le lezioni tenute da esso danno punteggio o altri tipi di vantaggi. [Esperienze di insegnamento pregresse.]
7.] è vero. Niente di nuovo. E' però risaputo che nelle scuole italiane i docenti preferiscono in maggioranza tenere tutto l'anno lezioni frontali. Così io ho constatato in sei anni di insegnamento di sostegno, in tutte le classi in cuisono stato, nei diversi istituti, sempre diversi, in giro per la provincia. Qui approfitto per aggiungere che si potrebbero inventare nuove forme didattiche. Nelle scuole, è notizia di questi giorni, si sta introducendo questo metodo: docenti e discenti costruiscono insieme i testi che sono poi da studiare [per i tablet]. Io ero e sono critico su questo, ma ciò è un esempio di nuova metodologia didattica.
8.] l'idea è quella dei campus americani, che propongo di anticipare già per le superiori, in mezzo al verde, alla natura, non più nei palazzoni di città.
9.] qui si può prevedere concretamente una carriera fatta di più tappe "interne": il docente senior fa da tutor al docente junior. In base agli anni, ai libri prodotti, alla qualità delle lezioni [valutata con criteri oggettivi, da allievi e genitori, e dai colleghi], alla quantità di ore e seminari, ai materiali didattici preparati per facilitare l'apprendimento e messi in rete, si calcola punteggio che viene remunerato e il cui accumulo consente l'ingresso nelle università, anche qui con diversi livelli di carriera [non più solo ricercatore, associato e ordinario].
10.] questo obiettivo è facile. Le classi sono strutturate non per allievi, ma per anno e materia, e ad esse partecipano gli allievi interessati a porre nel proprio percorso di studi quella disciplina [per l'anno in cui iscritti]. Poi naturalmente ci sono le classi standard. Questo metodo lo si fa per alcune discipline. E impegnando [assumendo] ulteriore personale attualmente precario.

per gugu

Ho inteso esprimere una riflessione impegnativa con una battuta. L'esame di quinta è difficile, e viene superato. Perchè allora c'è questa discrepanza tra uno studente che passa un'esame di quinta, e lo stesso allievo che non è bravo all'università ? [ad esempio, supera il compito di italiano in quinta superiore, ma poi quando redige la tesi al terzo o quinto anno di università si dice che non sappia esprimersi in un italiano corretto]. Mistero !
Tornare in alto Andare in basso
gugu



Messaggi : 25632
Data d'iscrizione : 28.09.09

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 10:00 pm

LM2012 ha scritto:
In base agli anni, ai libri prodotti, alla qualità delle lezioni [valutata con criteri oggettivi, da allievi e genitori, e dai colleghi], alla quantità di ore e seminari, ai materiali didattici preparati per facilitare l'apprendimento e messi in rete, si calcola punteggio che viene remunerato e il cui accumulo consente l'ingresso nelle università, anche qui con diversi livelli di carriera [non più solo ricercatore, associato e ordinario].


I genitori e i colleghi potrebbero valutare, non presenti in aula e non esperti della mia materia, in modo OGGETTIVO le mie lezioni? Non ho parole.
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 10:17 pm

Nel senso che ad essi viene chiesto di esprimere un grado di gradimento. Non è una novità. Si era proposto all'unveristà che gli studenti dessero un loro giudizio sui professori. Passi per l'OGGETTIVO. Uno studente capisce durante l'anno se il professore è bravo. Non ha competenza, ma lo capisce. In vari modi. Ad esempio: confrontando i contenuti della lezione con i libri di testo; lo capisce dalla capacità del professore di spiegare un argomento oscuro del testo. Questo per lgi studenti. I genitori potrebbero esprimere una valutazione della disponibiltà del professore. E anche dire del grado di soddisfazione dei loro figli [anche se questo è insidioso, ma tutto naturalmente viene filtrato e preso "con le pinze"]. Per i colleghi, nell'istituto le voci girano, e si sa se un professore è bravo. Per la valutazione oggettiva si fa riferimento a colleghi per la stessa materia [quindi esperti di essa] e quindi a valutazioni incrociate, basate ad esempio su seminari o compresenze. Senza contare [ma qui non vorrei esagerare] che non basta l'esame di concorso per i docenti. Questi dovrebbero frequentare corsi di aggiornamento obbligatori ogni anni, e alla fine di questi corsi ci sarebbe l'esame ... Questo è un modo oggettivo per valutare la carriera del docente.
Tornare in alto Andare in basso
forza
Moderatore
Moderatore


Messaggi : 5295
Data d'iscrizione : 28.09.09

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 1:52 am

[quote="LM2012"]per giovanna onnis

Cerco di rispondere per i diversi punti:

1.] Le fotocopie le fanno gli studenti. Cioè stampano i materiali che trovano on line e che essi scaricano a casa.

Già sperimentato in più scuole dove c'era questo sistema: studenti e genitori sostengono che il materiale di studio dev'essere fornito dalla scuola e che è inutile spendere i soldi nei libri di testo se poi devono procurarsi materiale extra.
Nel corso degli anni mi sono stufata di alunni che con una scusa o con l'altra non stampavano material escaricabile da internet inviato loro sul sito della scuola o sulla mail della classe o fornito loro su usb: pc rotto, pc usato da altri membri della famiglia, stampante rotta, carta finita, cartuccia esaurita.....


2.] la novità sta nella periodicità della rilevazione, che è un giudizio preciso. Cioè non più solo la nota in classe per chi disturba, ma un vero e proprio voto individiuale settimanale sul comportamento, che può alzare o abbassare il voto sul rendimento. Questo credo possa influenzare positivamente il clima in classe.
Qualsiasi ds ti obietterebbe che comportamento e rendimento sono due cose be distinte: uno può essere un asinello ed essere un angioletto, uno può essere un genio ma comportarsi male.
Nulla in contrario però su una rilevazione settimanale del comportamento, con parametri di valutazione ben definiti.



5.] il modo in cui propongo la cosa è ben diverso dalla realtà attuale. Qui io propongo non solo la pagella on line, ma un dialogo docente-discente on line anche personalizzato, come sfruttamento istituzionalizzato di tutte le potenzialità del web. Cosa che non avviene neppure nelle università, dove la pagina web del docente è solo per lui facoltativa. Qui invece essa deve esserci, e prentare materiale didattico scaricabile da lui eventualmente costruito, con la cui qualità l'insegnante viene valutato e fa carriera. I social network di istituto poi non ci sono oggi, neppure i forum. Ci vuole personale dedicato, ma questo possono farlo gli stessi docenti e allievi.
Sarebbe una rivoluzione non l'uso del web, ma far ruotare la vita dell'istituto attorno al web ...

Se ho un libro di testo che funziona è inutile che costrusica material extra, lo faccio quando non mi trovo col testo in uso.
Dialogo personalizzato? Con circa 10 classi passerei il mio tempo al pc!!!!!!
Ho lavorato in scuola con community di classe e blog di istituto, bello, utile, proficuo in certi casi, ma ogni cosa veniva letta dai genitori, spesso contestata dal ds, mai più parteciperò a blog scolastici o simili!!!! E ti assicuro che non scrivevo nulla di particolare.....



8.] l'idea è quella dei campus americani, che propongo di anticipare già per le superiori, in mezzo al verde, alla natura, non più nei palazzoni di città.
questo mi piace!!!

Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 7:15 am

1.] è vero. Con questi studenti, ogni scusa per essi è buona. E io ho già visto che cosa succede con le classi in cui c'è una lavagna elettronica, come nell'istituto in cui ho insegnato ... a ricreazione aula chiusa a chiave ... figuriamoci con i tablet, che romperanno come se fosseri dei biscotti. E poi il banco digitale ? Che fine farà ? La scuola avveniristica che io propongo forse va bene per l'università, non per una scuola di potenziali teppistelli ... Ma quello che ho proposto utilizza la tecnologia a casa e comuque acquistata a spese dell'allievo, non quella dell'aula, che preferirei tradizionale. Comunque sul rifiuto da parte dell'allievo dell'uso della tecnologia a casa [se ce l'hanno, se se la possono permettere], computer internet e stampante, effettivamente si può fare ben poco.
2.] anche quello che tu dici è vero. Si potrebbe introdurre questo sistema. Il docente entra nel sito della scuola da casa solo tramite password, e per certe funazioni, come il dialogo con gli allievi, il tempo è contabilizzato da un orologio di istituto, tempo che viene remunerato [con crediti e gettoni di presenza on line]. Queste per le comunicazioni on line. Per i blog si può istituzionalizzare un'ora fissa al giorno, anche questa pagata, in modo che i discenti sanno a che ora il prof. lo aggiorna, se è il caso. Naturalmente il prof. è responsabile di ciò che scrive, visibile da tutti nella scuola. Questo è utile anche sotto il profilo della capacità di comunicazione, e per la sua valutazione. Per il blog il docente può non aprirlo. Le comunicazioni docente-allievo sono non visibili da altri utenti, eccetto la famiglia.
Tu dici: "Se ho un libro di testo che funziona è inutile che costrusica material extra, lo faccio quando non mi trovo col testo in uso". Appunto tutte le lezioni in classe sono un di più, un valore aggiunto, rispetto al libro di testo.
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 7:20 am

Per il problema 1.] si può pensare a computer e stampanti in comodato, per chi non li possiede, e a incentivi sul redimento per il favorire il loro uso.
Cercare di rendere l'insegnamento stimolante e anche divertente tramite il pc. Io discente so che il pomeriggio tramite internet posso dialogare con il mio prof ...
Tornare in alto Andare in basso
Albith



Messaggi : 10574
Data d'iscrizione : 22.08.10

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 7:58 am

LM2012 ha scritto:
Per il problema 1.] si può pensare a computer e stampanti in comodato, per chi non li possiede, e a incentivi sul redimento per il favorire il loro uso.
Cercare di rendere l'insegnamento stimolante e anche divertente tramite il pc. Io discente so che il pomeriggio tramite internet posso dialogare con il mio prof ...

Ma è un incubo!! Ma non staccano mai i ragazzi nel tuo universo scolastico?? E che è?

E poi questa storia che col PC l'apprendimento assume un altro livello... mah, mi sembra confidare troppo nello strumento. Lo stimolo è nelle materie, non nello strumento: se siamo docenti noiosi, tale rimarrà la materia, sia essa sorbita tramite iPAD o ponte ologrammi sull'Enterprise...
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 8:43 am

Il punto 5.] della mia "riforma", cioè l'uso del computer, può essere ritenuto un ausilio. Io, da tecnofobo che ero ... diffido ancora della tecnologia. Penso ad esempio agli studenti che erano gli attuali docenti universitari, senza la tecnologia di oggi sono divenuti quello che sono divenuti. A me piacerebbe un insegnamento tradizionale fatto di libri di testo [di carta ...] e lezioni frontali. Si dice che con questa platea studentesca questo non è più possibile, o non auspicabile, troppi stimoli. Pe quello che dici sono d'accrodissimo. E infatti, da pigro che sono, propongo [questo non l'ho scritto][ma dico sul serio] quattro giorni di scuola la settimana, e tre di studio a casa e di riposto. Con due vantaggi sinergici: forte impegno per quattro giorni, in cui non si stacca ... e tre giorni di assoluto riposo, o comunque di studio a casa e di riposto, di rilassamento. E poi questo benedetto sabato ! Ma lo vogliamo liberare impegni ? per allievi e discenti, in alcuni istituti non c'è il sabato. Problemi organizzativi, di orario, di occupazione ? si possono risolvere.
Tornare in alto Andare in basso
gugu



Messaggi : 25632
Data d'iscrizione : 28.09.09

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 8:51 am

LM2012 ha scritto:
Il punto 5.] della mia "riforma", cioè l'uso del computer, può essere ritenuto un ausilio. Io, da tecnofobo che ero ... diffido ancora della tecnologia. Penso ad esempio agli studenti che erano gli attuali docenti universitari, senza la tecnologia di oggi sono divenuti quello che sono divenuti. A me piacerebbe un insegnamento tradizionale fatto di libri di testo [di carta ...] e lezioni frontali. Si dice che con questa platea studentesca questo non è più possibile, o non auspicabile, troppi stimoli. Pe quello che dici sono d'accrodissimo. E infatti, da pigro che sono, propongo [questo non l'ho scritto][ma dico sul serio] quattro giorni di scuola la settimana, e tre di studio a casa e di riposto. Con due vantaggi sinergici: forte impegno per quattro giorni, in cui non si stacca ... e tre giorni di assoluto riposo, o comunque di studio a casa e di riposto, di rilassamento. E poi questo benedetto sabato ! Ma lo vogliamo liberare impegni ? per allievi e discenti, in alcuni istituti non c'è il sabato. Problemi organizzativi, di orario, di occupazione ? si possono risolvere.


Se ti avesse letto il vecchio Miur ti avrebbe subito assunto come esperto, avrebbe potuto "razionalizzare" invece di 87.000 posti la metà del corpo docente italiano.
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 9:12 am

No, perchè io intendo classi di "lusso" [il lusso di massa ...] di non più di 10 allievi, e scuola anche il pomeriggio [solo per 4 giorni non è pesante]. Quindi io prevedo lavoro per tutti, e anche per docenti in aggiunta.
Tornare in alto Andare in basso
giovanna onnis



Messaggi : 17792
Data d'iscrizione : 15.04.12

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 9:35 am

Scusa LIM , leggendo i tuoi post, mi convinco ancora di più di una cosa e per questo mi piacerebbe avere da te una risposta a questa domanda:
"Da quanti anni sei "fuori" dalla scuola e non insegni più?"
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 9:47 am

Da quest'anno, ho chiuso il 30 giugno, troppo stress nel sostegno [e poi dicono che il sostegno è facile e poco impegnativo ...]. A un passo dal ruolo, ma devo proprio lasciare. Ancora uno o due anni e "ce l'avrei fatta".
Tornare in alto Andare in basso
giovanna onnis



Messaggi : 17792
Data d'iscrizione : 15.04.12

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 10:39 am

Quindi ti sei arreso...mi dispiace per te...ma se questa tua decisione ti fa stare meglio sono felice per te.
La mia "polemica" con te nasce proprio dalla nostra diversa posizione nei confronti della scuola. I cambiamenti e le "rivoluzioni" bisogna cercare di farle dall'interno, lavorando nella scuola con spirito propositivo non con rassegnazione. Non si può pensare di "rivoluzionare" dall'esterno, calando dall'alto riforme e trasformazioni senza prima agire, ma farlo attivamente, al suo interno. Sta in questo, a parer mio, il tuo errore ed è per questo motivo che spesso le tue proposte mi sembrano, scusa se te lo dico. "aria fritta", utopia, astrazione...ma niente o poco di concreto e realizzabile.
Noi ci lavoriamo a scuola e il nostro lavoro deve essere concreto non basato su ipotesi futuristiche e non realizzabili...noi lavoriamo in base alla realtà dei nostri studenti, cercando di dare loro il meglio per la loro crescita culturale e individuale, non sempre è facile, anzi spesso è molto difficile, ma se tutti "gettassimo la spugna"...che ne sarebbe della scuola e dei nostri studentii??
Come mai LM, dal momento che a causa dello stress, hai deciso di "abbandonare", dedichi tanto del tuo tempo a formulare ipotesi di riforma della scuola?...vorresti "cambiarla" da esterno per poi rientrarci? Perchè non cerchi di attuare alcune delle tue proposte che reputi "innovative" continuando ad operare al suo interno?...non riesco a capire!!!
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 11:24 am

La salute non me lo consente. Io però non ci vedo niente di strano che un docente [lo sono ancora a tutti gli effetti] faccia proposte dall'esterno. Sia perchè a ogni cittadino spetta la responsabilità della scuola per il bene del Paese, e il cittadino comune guarda alla scuola dall'esterno, sia perchè credo nell'importanza dei "contenitori" [la cui modifica è una decisione politica: anche con la politica l'insegnante decide il futuro della scuola, non nel senso che fa politica a scuola, nel senso che fa politica come un qualcune cittadino, con la differenza che l'insegnante, operando dal di dentro della scuola, la conosce meglio, e può e deve proporre riforme se esse servono]. Mi spiego. Tu dici che la scuola va cambiata dal di dentro. Ciò non è [sempre] possibile. L'insegnante opera con gli strumenti che gli dà la legge, e io nell'altro topic ho illustrato il caso dell'insegnante di sostegno che, operando nella classe di concorso AD03, si trova disarmato di fronte a difficoltà insormontabili [ad esempio: studiare materie difficili e avanzate, non "sue"]. Per cambiare la scuola ci vogliono riforme che cambino l'"involucro", dall'esterno [decisioni politiche]. Sono queste riforme che danno agli insegnanti gli strumenti attraverso cui operare. Se essi sono inefficaci, spetta al Ministero cambiarli. Si può obiettare che in questo forum non si fa politica. Ma ci sono due aspetti da tenere conto: io non faccio "politica della scuola", qui, ma propongo in un sito competente riforme per la politica ["suggerisco" cioè ai politici, non sono io politico]; condivido con altri colleghi punti di vista sulle cose che vanno e che non vanno della scuola, al fine di produrre un'opinione condivisa su ciò di cui la scuola avrebbe bisogno. Anche se un docente ha buona volontà, egli opera con ciò che la legge gli mette in mano, qui i limiti di un sistema di istruzione non adeguato ai tempi, la famosa "crisi della scuola", per la quale si propone ad ogni governo che viene, la famosa e ripetuta [nelle intenzioni] "Riforma". Molti hanno sostenuto che quella della Gelmini non va bene per alcuni aspetti. Profumo ha detto di non voler avanzare una "sua" riforma. Siamo ancora comunque fondamentalmente all'impostazione della Riforma Gentile [sociologicamente classista, ma la società è appunto fatta di classi sociali, ciò è normale ed inevitabile].
Tornare in alto Andare in basso
Dec
Moderatore
Moderatore


Messaggi : 47824
Data d'iscrizione : 23.08.10

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 1:24 pm

LM2012 ha scritto:
Appunto tutte le lezioni in classe sono un di più, un valore aggiunto, rispetto al libro di testo.
Perchè secondo te i ragazzi sono in grado di studiare e di usare il libro di testo da soli? Con questo non voglio dire che in classe si debba leggere il libro di testo (poi dipende dall'ordine di scuola, dalla materia ecc.), ma se un insegnante prescinde del tutto dall'uso del libro in classe vuol dire che il libro i ragazzi neanche lo guarderanno; allora tanto vale non farlo nemmeno comprare e far risparmiare i soldi alle famiglie. L'idea che il libro lo studiano da soli a casa non funzionava neanche ai miei tempi (se si sapeva che il prof chiedeva solo gli appunti, ci si studiava quelli e il libro neanche si apriva), figuriamoci adesso.
Comunque mi dispiace, ma io non condivido quasi nulla della tua riforma condivisa, che tra l'altro mi sembra abbia ben poco di originale e sia solo un mix di teorie scopiazzate qua e là e che si sentono ripetere da decenni.
Tornare in alto Andare in basso
Albith



Messaggi : 10574
Data d'iscrizione : 22.08.10

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 2:04 pm

Io sono convinto che le riforme possano nascere e fiorire solo nell'alveo dell'esperienza pratica. La Montessori ci viveva coi bambini, mica li teorizzava! I suoi metodi nascono dall'osservazione e dalla sperimentazione.

Ragionare invece per immagini e idee solo teoriche è molto bello, ma finché la torta di cioccolato e maionese con copertura di mostarda e confettura di fragole non la prepari e la servi davvero, non puoi sapere se funziona davvero, sebbene a lume di naso mi sento di dire che sembra una schifezza... e il tuo manifesto mi rimanda uguali sconvolgimenti palatali e gastrointestinali...

Mi spiace.
Tornare in alto Andare in basso
Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 2:17 pm

Tranne i punti 6 e 7, mi paiono proposte sensate. Il punto 1 merita però una riflessione. Queste idee non sono teorie, nascono da sei anni di esperienza sul campo [un campo di battaglia ! per il sostegno ... e anche per i curricolari, che fanno fatica a tenere - una prof.ssa ha gridato a squarciagola tutto l'anno]. Proposte sensate, come il punto 2. A cui aggiungo che oltre al voto di condotta rilevato individualmente [non solo in caso di note: un vero e proprio "giudizio sul comportamento in classe" espresso come voto] ci potrebbe essere il voto per tutta la classe, così i buoni spingono i più turbolenti a fare silenzio. Il punto 1 lo spiego megio. Non è che basta la lezione. Io propongo quasi di abolirla. I ragazzi non ascoltano e non prendono appunti. Meglio lo studio, del libro di testo. E ciò che non viene compreso lo spiega il docente. Questo metodo didattico è incentrato sul libro.
Rivediamo gli altri punti: 1. poche lezioni, tempo scolastico per lo studio; 2. voto di condotta settimanale, che fa media. 3. lezioni brevi [e quindi efficaci per l'attenzione]. 4. i professori universitari a scuola. 5. sito scolastico come centro della vita di istituto. 8. portare le scuole in ambienti naturali, fuori di città, spaziosi. 9. ristrutturare la carriera del docente in più tappe anche interne [magari addirittura con implicazioni sul proprio punteggio]. 10. divisione dell'insegnamento come avviene nelle università, non per classi ma per materie.
Tornare in alto Andare in basso
Dec
Moderatore
Moderatore


Messaggi : 47824
Data d'iscrizione : 23.08.10

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 3:34 pm

Guarda, per me puoi sostenere quello che vuoi: c'è la libertà di pensiero; basta che non ti venga in mente di scrivere da qualche parte che l'hai condivisa con un gruppo di docenti del forum di Orizzonte Scuola, perchè qui non ho letto nessuno che l'approvi e comunque io mi dissocio.
Ti ho già spiegato perchè mi sembra, oltre che sbagliata, irrealistica, soprattutto sul tempo a scuola come tempo destinato allo studio individuale (e allora perchè non lasciarli a casa loro?), oltre tutto senza possibilità di verificare in nessun modo questo ipotetico studio perchè i compiti e le interrogazioni creano ansia e non ci devono essere le bocciature.
Il voto in condotta è già un giudizio sul comportamento in classe espresso come voto e sono già previste punizioni per l'intera classe (non si va in gita o cose del genere). I buoni non sono mai riusciti a spingere i turbolenti a fare silenzio perchè in genere subiscono le loro angherie e, se non ci riescono gli insegnanti, non ho capito perchè dobbiamo gettare la croce addosso a chi non ha fatto niente e viene pure penalizzato per questo: ovviamente si comporterà anche lui come i peggiori.
Sugli altri punti non ho molto da aggiungere alle critiche che ti hanno fatto gli altri e che io condivido.
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5365
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 3:50 pm

forse mi sfugge qualcosa: non trovate nulla di surreale nel dibattere (ancora!) con questo "soggetto"? veramente tutte le posizioni hanno diritto di cittadinanza?
Tornare in alto Andare in basso
 
Manifesto della rivoluzione didattica
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 5Andare alla pagina : 1, 2, 3, 4, 5  Seguente
 Argomenti simili
-
» Corriere della Sera del 6/10/2010 - COLPO ALLA LEGGE 40
» 8 maggio .... festa della mamma e non solo ...
» La settimana della passione (parlamentare)
» Armonia della Perfezione
» non so trovare un titolo a questo capitolo della mia vita

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Didattica-
Andare verso: