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 Manifesto della rivoluzione didattica

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MessaggioOggetto: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 2:27 pm

Promemoria primo messaggio :

1.] alla mattina gli studenti studiano ogni giorno in classe per 5 ore. I professori studiano con gli studenti e controllano che essi studino. Il pomeriggio si sta a scuola tre ore a ripassare quello che si è studiato alla mattina. In queste tre ore gli studenti sono interrogati e controllati dai professori. I ragazzi a scuola studiano sui libri di testo, spiegati dai professori, o sul materiale didattico [dispense] dei professori e costruito insieme da docenti e discenti.
2.] oltre al registro del professore esiste un registro della condotta, redatto settimanalmente, che valuta la disciplina in classe per ciascuno studente: questa votazione fa media con la votazione sul rendimento scolastico.
3.] le lezioni dei professori [definite “interventi didattici”] durano 20 minuti, e hanno un taglio accademico.
4.] settimanalmente a scuola si tengono nell’aula magna dei seminari condotti da professori universitari ordinari che presentano l’offerta universitaria, su argomenti decisi dagli insegnanti della classe insieme con gli studenti.
5.] il sito internet della scuola è standardizzato per ciascuna categoria scolastica [licei, tecnici e professionali] e sul sito internet dell’istituto ruota tutta la vita scolastica, con possibilità di:

- pagina web personale degli insegnanti e degli allievi;
- lezioni scaricabili;
- forum didattici; social network d’istituto;
- curricula vitae obbligatori dei docenti visibili;
- lezioni online tramite classi virtuali.

6.] possibilità e obbligatorietà di lezioni tenute dagli studenti alla classe.
7.] metodi didattici integrati della lezione frontale e del cooperative learning.
8.] le scuole sono riprogettate come larghi spazi [simili a “campus universitari”] posti nelle periferie delle città, costruire a basso costo tramite prefabbricati a un piano in legno resistente.
9.] è programmata la possibilità di carriera dei docenti di tutte le scuole, che può consentire l’ingresso nel mondo universitario.
10.] creazione di percorsi di studio individualizzati e transdisciplinari finalizzati a raggiungere le specifiche richieste formative aziende, mondo universitario e mondo del lavoro.

Giulio Portolan
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 7:35 pm

> Luca vorrei se permetti due precisazioni:
> Quali sarebbero le "pesanti prescrizioni" con le quali i docenti
> di materia "invadono" il docente di sostegno?
> Quali sarebbero questi "motivi evacuativi"?
Devo spiegare, perché sono concetti psicologici e quindi di settore. La Scuola è una Organizzazione (con struttura sistemica) e, come tutti i Sistemi, può essere in equilibrio o in disequilibrio. Status, ruoli, mansioni nei Sistemi svolgono la funzione di diminuire il disequilibrio o di aumentare l’equilibrio. Soprattutto le figure “meno protette” o “più scoperte” svolgono la funzione di “attori riequilibratori” (sulle proprie spalle), nella vulgata sono i “capri espiatori”. In ogni relazione vi è il “detto” e il non detto” e le prescrizioni sono veicolate spesso attraverso il non-detto: è legittimo che i docenti curriculari non siano adeguati (per motivi di preparazione, di tempo o personali) per seguire l’alunno con handicap e quindi “è stabilito che” il Sistema eletta alcune figure-cuscinetto per gestire queste situazioni di “specialità” (sono cose che si imparano nella pratica ma anche in qualsiasi corso Ssos) su cui "parassitano" prescrizioni costringenti e costrittive, che il docente Ssos vive come deontiche (a causa dell’ambiguità del ruolo del docente Ssos. ambiguità che viene mantenuta intenzionalmente). Alcuni esempi di prescrizioni parassitate dal Sistema nel docente Ssos, che le interiorizza, creandosi una falsa coscienza (cioè la coscienza non autonoma ma eteronoma): es. il docente Ssos deve sapere tutte le materie, es. il docente Ssos deve farsi carico del rendimento dell’alunno, es. la famiglia attribuisce i fallimenti apprenditivi dell’alunno al docente Ssos; e molto altro. Queste prescrizioni - che allegeriscono i curriculari - sono poi le stesse che alleggeriscono la famiglia stessa, dolorosamente caricata di pesi enormi (nel caso di un figlio con problemi). Queste prescrizioni – che il più delle volte passano attraverso il non-detto – hanno uno scopo evacuativo (cioè allontanante da sè, evitante) da parte degli insegnanti curriculari, che ripongono (colludendo con la famiglia) istanze magiche e onnipotenti nei confronti del collega Ssos, le quali portano ad esaltarlo se l’alunno riesce bene o a condannarlo se l’alunno riesce male.
La Scuola è un sistema molto complesso e, come ogni sistema, l'analisi si può condurre in modo superficiale o più approfondito, utilitaristico per la propria posizione o neutro. Ma tutto ciò è umano: dobbiamo solo sforzarci di essere consapevoli che i livelli di complessità sono diversi - e non tutti espliciti - per saperli affrontare.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 7:44 pm

il "non-detto" dovrebbe essere disciplinato normativamente. ogni venerdì pomeriggio [non certo il sabato] ci dovrebbe essere una riunione dei docenti curricolari, non un CDC, con il o con i docenti di sostegno della classe, per dire ad essi APPROFONDITAMENTE che cosa i primi vogliono sia fatto dal sostegno nella loro rispettiva materia. Così il docente di sostegno potrebbe sottolineare in quella sede, FORMALMENTE, le sue difficoltà disciplinari, che l'intero consiglio ACQUISIREBBE, rimanendone sensibilizzato. In attesa di una GRANDE RIFORMA, mi pare sia una soluzione che potrebbe essere adottata già oggi con la normativa attuale, da intraprendersi per iniziativa del gruppo H con i presidi e col CDC.
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LucaPS



Messaggi : 1960
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 7:50 pm

> gli insegnanti curricolari mimano e recitano secondo un copione
Non solo loro; anche il docente Ssos e anche una madre di famiglia e un figlio. Tutti noi. Se non avessi quel copione ("script" in termine tecnico) non potremmo agire, prendere decisioni in tempi brevi: non sapremmo vivere perchè non avremmo quegli strumenti (i copioni, appunto) che permettono di semplificare la complessità e dalla complessità saremmo sopraffatti.

> che definisci protettivo giornaliero...
E' protettivo, perchè tutti ci proteggiamo all'interno dei nostri ruoli. I ruoli sono come i binari per un treno o le corsie per le auto.

> è quindi tutta una finzione...
No, è la vita. E noi siamo attori di questa recita, che è necessario recitare bene cioè impegnarci a fondo nel nostro dovere e, per chi è credente, anche secondo l'etica del proprio credo "religioso" ("recita" in senso non negativo in quanto ci permette di "funzionare" nel mondo).

> tu il copione te lo fai scrivere o lo crei autonomamente?
Lo script parte come sociale (cioè come interiorizzazione delle relazioni con gli altri, pensiamo allo sviluppo del bambino); poi ognuno lo modifica autonomamente (il cambiamento esiste e non c'è alcun determinismo!) ma sempre all'interno del margine di libertà che il copione sociale interiorizzato (la psicoanalisi lo chiamava "Super-Io") permette. In altre parole, la nostra libertà è "tota, sed non totaliter".
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mer Ago 22, 2012 10:52 am

LM2012 ha scritto:
il burn out è dovuto ai casi, non ai colleghi.

Se tu LM che con l'affermazione "Alcuni docenti curricolari sottopongno i colleghi di sostegno a veri comportamenti vessatori, come è capitato a me", mi hai fatto capire che il problema erano soprattutto i colleghi non i "casi" con i quali hai dovuto lavorare
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mer Ago 22, 2012 11:21 am

Comportamenti vessatori di colleghi curricolari, cafoneria degli studenti della classe, indisposizione e poca stima da parte degli allievi certifcati e dei loro genitori, poca fiducia da parte di questi ultimi, in più "casi" difficili ... tutto questo.
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