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 Manifesto della rivoluzione didattica

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MessaggioOggetto: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 2:27 pm

Promemoria primo messaggio :

1.] alla mattina gli studenti studiano ogni giorno in classe per 5 ore. I professori studiano con gli studenti e controllano che essi studino. Il pomeriggio si sta a scuola tre ore a ripassare quello che si è studiato alla mattina. In queste tre ore gli studenti sono interrogati e controllati dai professori. I ragazzi a scuola studiano sui libri di testo, spiegati dai professori, o sul materiale didattico [dispense] dei professori e costruito insieme da docenti e discenti.
2.] oltre al registro del professore esiste un registro della condotta, redatto settimanalmente, che valuta la disciplina in classe per ciascuno studente: questa votazione fa media con la votazione sul rendimento scolastico.
3.] le lezioni dei professori [definite “interventi didattici”] durano 20 minuti, e hanno un taglio accademico.
4.] settimanalmente a scuola si tengono nell’aula magna dei seminari condotti da professori universitari ordinari che presentano l’offerta universitaria, su argomenti decisi dagli insegnanti della classe insieme con gli studenti.
5.] il sito internet della scuola è standardizzato per ciascuna categoria scolastica [licei, tecnici e professionali] e sul sito internet dell’istituto ruota tutta la vita scolastica, con possibilità di:

- pagina web personale degli insegnanti e degli allievi;
- lezioni scaricabili;
- forum didattici; social network d’istituto;
- curricula vitae obbligatori dei docenti visibili;
- lezioni online tramite classi virtuali.

6.] possibilità e obbligatorietà di lezioni tenute dagli studenti alla classe.
7.] metodi didattici integrati della lezione frontale e del cooperative learning.
8.] le scuole sono riprogettate come larghi spazi [simili a “campus universitari”] posti nelle periferie delle città, costruire a basso costo tramite prefabbricati a un piano in legno resistente.
9.] è programmata la possibilità di carriera dei docenti di tutte le scuole, che può consentire l’ingresso nel mondo universitario.
10.] creazione di percorsi di studio individualizzati e transdisciplinari finalizzati a raggiungere le specifiche richieste formative aziende, mondo universitario e mondo del lavoro.

Giulio Portolan
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 3:55 pm

Albith ha scritto:
Io sono convinto che le riforme possano nascere e fiorire solo nell'alveo dell'esperienza pratica. La Montessori ci viveva coi bambini, mica li teorizzava! I suoi metodi nascono dall'osservazione e dalla sperimentazione.

Hai una grande dote Albith. la sintesi.....in poche parole hai espresso un concetto "pieno" di importanti significati e hai rafforzato ancora di più il mio pensiero
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 3:58 pm

lucetta10 ha scritto:
forse mi sfugge qualcosa: non trovate nulla di surreale nel dibattere (ancora!) con questo "soggetto"? veramente tutte le posizioni hanno diritto di cittadinanza?

Possiamo non pensarla come lui, possiamo non condividere le sue opinioni...ma definire LM "soggetto" non mi sembra per niente carino
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 4:03 pm

LM2012 ha scritto:
Tranne i punti 6 e 7, mi paiono proposte sensate. Il punto 1 merita però una riflessione. Queste idee non sono teorie, nascono da sei anni di esperienza sul campo [un campo di battaglia ! per il sostegno ... e anche per i curricolari, che fanno fatica a tenere - una prof.ssa ha gridato a squarciagola tutto l'anno]. Proposte sensate, come il punto 2. A cui aggiungo che oltre al voto di condotta rilevato individualmente [non solo in caso di note: un vero e proprio "giudizio sul comportamento in classe" espresso come voto] ci potrebbe essere il voto per tutta la classe, così i buoni spingono i più turbolenti a fare silenzio. Il punto 1 lo spiego megio. Non è che basta la lezione. Io propongo quasi di abolirla. I ragazzi non ascoltano e non prendono appunti. Meglio lo studio, del libro di testo. E ciò che non viene compreso lo spiega il docente. Questo metodo didattico è incentrato sul libro.
Rivediamo gli altri punti: 1. poche lezioni, tempo scolastico per lo studio; 2. voto di condotta settimanale, che fa media. 3. lezioni brevi [e quindi efficaci per l'attenzione]. 4. i professori universitari a scuola. 5. sito scolastico come centro della vita di istituto. 8. portare le scuole in ambienti naturali, fuori di città, spaziosi. 9. ristrutturare la carriera del docente in più tappe anche interne [magari addirittura con implicazioni sul proprio punteggio]. 10. divisione dell'insegnamento come avviene nelle università, non per classi ma per materie.

Mi dispiace per te LM, anche se sintetizzi, la tua proposta è sempre la stessa e mi pare che fino a questo momento nessun utente del forum sia intervenuto esprimendo condivisione e approvazione...ti sei chiesto il perchè?
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 4:04 pm

Beh beh, non reifichiamo l' "esperienza" e la "pratica", adesso. Perchè dalla pratica è nato proprio il pragmatismo e l'attivismo pedagogico che taluni - o molti - ritengono aver rovinato l'istruzione (e fors'anche l'educazione).

Diciamo che tra teoria e prassi ci deve essere un circolo ermeneutico.

---

Trattiamo con le pinze anche la Montessori, che è l'esempio di "esternità" al campo dell'istruzione/educazione: era laureata in medicina.

Diciamo che spesso un punto di vista terzo ed esterno può far vedere meglio le cose, rispetto agli addetti ai lavori. Ovviamente. dopo aver sentito gli addetti ai lavori e collaborato con loro... perchè sennò si scade nella tentazione delle "riforme epocali", che tutti conosciamo.

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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 4:12 pm

Non ho dato molto tempo alla proposta di LM ma mi sembrano invece tutte proposte sensate (tranne - mi pare - quella di portare i proff. univers. a scuola: son due cose proprio diverse). Perchè questa velata censura nei cfr. delle idee di LM? Mi rileggero il suo manifesto.

---

Soprattutto il punto di studiare al mattino e interrogare al pome su quello studiato al mattino.

Io spesso dico ai ragazzi: se voi prendeste l'abitudine di
1) studiare al pomeriggio del lunedi quello che avete sentito a scuola al mattino - anche se è per giovedi - (appunti, schemi, esercizi), siete anche più freschi.
2) poi mercoledi pome (per giovedi) avete solo da ripassare quello che avete studiato lunedi pome.

Invece di sentire le lezioni il lunedi mattina; chiudere il libro fino a mercoledi pome; riaprire il libro mercoledi pome, essendovi dimenticati le lezioni di lunedi mattina (la psicologia della memoria dice che avete dimenticato già tutto).

Basta prendere un ritmo diverso.

---

Invece, insegnanti e studenti come capre (entrambi) usano il vecchio metodo di studiare - ex novo, e non soltanto come preparazione prossima - il giorno prima le lezioni per il giorno dopo.

---

Senza dire che studiando al mattino e sapendo che sarà oggetto della lezione del pomeriggio, c'è la prossimità temporale che funge anche da feedback positivo, come il genitore che dice al figlio: "studia, che tra due ore ti interrogo".
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 4:40 pm

> alla mattina gli studenti studiano ogni giorno in classe per 5 ore.
Partiamo bene; l'inversione dell'abitudinaria temporalità scolastica (il mattino diventa il pome, il pome diventa mattino) crea novità e quindi la rottura della routine suscita interesse.

> I professori studiano con gli studenti e controllano che essi studino.
La moderna pedagogia, del resto, lo afferma. A noi prof. fa paura, perchè abbiamo tutti i vantaggi del fatto che lo studio mantenga il locus of control nell'alunno (non ti applichi, non ti impegni). Del resto, questo avviene alle elementari e alle medie (col tempo pomeridiano) e in alcuni convitti ed educandati statali e privati dove c'è lo studio pomeridiano. Ovviamente, se l'insegnante deve fare "studio assistito" potrebbe anche perdere l'autorevolezza che gli potrebbe essere conferita rimanendo solo "insegnante del mattino": per esperienza personale dico che è pericoloso ma - quella dello studio assistito - sono convinto che sia la strada giusta. E del resto, basta chiederlo alle nostre brave maestre elementari italiane o a qualche prof. delle medie che fanno tempo pomeridiano... per vedere quanta più fatica si fa col tempo pomeridiano, rispetto alle Superiori antimeridiane e quando ci si mette in gioco con gli alunni!

> Il pomeriggio si sta a scuola tre ore a ripassare quello che si è studiato alla mattina.
> In queste tre ore gli studenti sono interrogati e controllati dai professori.
Interessante, come dicevo nel post precedente, la temporalità ridotta tra contenuti studiati al mattino e interrogazione del pome: si potrebbe dire che è una regola cognitivo-comportamentale (studia e ti interrogo; premi la levetta e ti do pezzetto di pane). Il feednack potrebbe essere virtuoso.

> I ragazzi a scuola studiano sui libri di testo, spiegati dai professori
> o sul materiale didattico [dispense] dei professori e costruito insieme da docenti e discenti.
Questo sta gia avvenendo, ma più per ragioni economiche che didattiche. E del resto, non è quello che accade all'Università (le dispense degli insegnanti).

> oltre al registro del professore esiste un registro della condotta, redatto settimanalmente,
> che valuta la disciplina in classe per ciascuno studente
> questa votazione fa media con la votazione sul rendimento scolastico.
Questo punto lo condivido appieno ma purtroppo è il primo punto - nel programma di LM - che trovo inapplicabile, nella cultura italiana dell'etica del perdonismo e della lassa COscienza individuale. Del resto, non avviene mai negli istituti che hanno il tempo pomeridiano; tranne in rari istituti religiosi e nei seminari (ma lì, le motivazioni a comportarsi bene sono autonome e non eteronome, come lo sarebbero adottando il registrino della condotta).

> le lezioni dei professori [definite “interventi didattici”] durano 20 minuti, e hanno un taglio accademico
Ehm, sull'importare l'Accademia al Liceo mi sono già espresso; ritengo che con l'Accademia - a cui siamo riconoscenti per la ns formazione - dobbiamo compiere un percorso di separazione e individuazione, soprattutto dall'Università italiana, che non brilla per esempi positivi.

> settimanalmente a scuola si tengono nell’aula magna dei seminari condotti
> da professori universitari ordinari che presentano l’offerta universitaria,
> su argomenti decisi dagli insegnanti della classe insieme con gli studenti
Utilissimo. Spesso infatti i ragazzi svalutano e snobbano quello che si fa a Scuola perchè non vedono "gente esterna" che li conferma nell'idea che "questo è importante". Sapere che c'è una Società esterna – oltre ai poveri insegnanti di classe con cui ha familiarizzato troppo e che si dannano per farlo studiare – che reputa “importanti” i contenuti dello studio, è un esercizio di “decentramento” dagli angusti orizzonti spazio-temporali della Scuola. Io aggiungerei non solo prof. universitari matusa ma anche dottorandi e giovani ricercatori, anche delle imprese.

> possibilità e obbligatorietà di lezioni tenute dagli studenti alla classe
Questo si sta iniziando a fare con la peer-education nelle Scuole o col tutoraggio: i ragazzi delle classi più alte mi dicono: “ma prof. come fa lei a far lezione all’ultima ora in quella prima che noi abbiamo fatto una fatica-bestia a tenerli”. Insomma, stare dall’altra parte responsabilizza educativamente, oltre che essere un esercizio per parlare in pubblico e per sintetizzare.
> metodi didattici integrati della lezione frontale e del cooperative learning
Lo si fa già, almeno in teoria; poi è ovvio che la lezione frontale – che secondo me ha un suo inestimabile valore di mimesis e di stimolo all’ideale (ma sarò idealistico-gentiliano!) – la fa da padrone.
> le scuole sono riprogettate come larghi spazi [simili a “campus universitari”]
> posti nelle periferie delle città, costruire a basso costo tramite prefabbricati
> a un piano in legno resistente
Non sono preparato in sociologia degli spazi ma dicono che sia vero. Ma dubito che si possa fare con le economie di spesa.

> è programmata la possibilità di carriera dei docenti di tutte le scuole,
> che può consentire l’ingresso nel mondo universitario
Non sono d’accordo.
> creazione di percorsi di studio individualizzati e transdisciplinari
> finalizzati a raggiungere le specifiche richieste formative aziende,
> mondo universitario e mondo del lavoro.
Magari!!!
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 8:12 pm

LM2012 ha scritto:
oltre al voto di condotta rilevato individualmente [non solo in caso di note: un vero e proprio "giudizio sul comportamento in classe" espresso come voto] ci potrebbe essere il voto per tutta la classe, così i buoni spingono i più turbolenti a fare silenzio.
E che conseguenze ci sarebebro per la classe che ottiene un voto negativo? No perchè se minacci che .... e poi non lo si mette in pratica si perde di credibilità e non è più finita

Meglio lo studio, del libro di testo.
Benissimo, ma ci vuole sempre e comunque l'ausilio dell'insegnante. Poi alcuni libri sono veramente osceni: dialoghi d auna parte, grammatica dall'altra, funzioni dall'altra, esercizi di qua e di là... parlo della mia materia, lingue straniere, a volte non mi ci raccapezzo io nei libri, figuriamoci ragazzini di 11-13 anni!

E ciò che non viene compreso lo spiega il docente. Questo metodo didattico è incentrato sul libro.
Quindi x ex per la grammatica se capiscono da soli il docente non deve dare nessun apporto?

3. lezioni brevi [e quindi efficaci per l'attenzione].
qs non è una novità, non conosco nessuno che spieghi per un'ora intera....

10. divisione dell'insegnamento come avviene nelle università, non per classi ma per materie.
quindi per francese per esempio, o matematica, ragazzi della prim, sceonda e terza media tutti insieme?
io proporrei come in Francia, ogni docente ha la sua aula e gli alunni cambiano di aula ogni ora
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 9:41 pm

In realtà in sei anni di insegnamento i docenti interrompono cinque minuti prima. L'ora era di cinquanta minuti, poi tornati sessanta. Quindi si spiega per almeno 45 minuti filati, per cinque ore consecutive, con pause a cambio ora di 5/a volte 10 minuti. Un motivo di "scandalo" per me è la durata della ricreazione. Essa dovrebbe essere di 20/30 minuti. Il tempo per fare la coda alle macchinette, le scale dell'istiuto, scambiare due battute coi compagni, dopo tre ore di lezione, e digerire il panino. 10 minuti sono troppo pochi, anche per il docente, che non fa tempo neppure a spostarsi da aula ad aula [poi per il doc sostegno lascismo perdere: tutto tempo impiegato a fini didattici: il cambio allievo, le fotocopie, il parlare con il docente curricolare, l'andare in segreteria]. E' una scuola molesta ! Un anno era stata proposta addirittura, per esigenze di orario, una ricreazione di 5 minuti ...
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Dom Ago 19, 2012 9:48 pm

Bella l'espressione "unpolitically correct" di "Scuola molesta": sicuramente la scuola è un tempo di "vita artificiale".

La ricreazione lunga si fa alle elementari - in cui c'è attenzione alla dimensone "educativa" - e... non sarebbe sbagliato allungarla; è pure vero che i ragazzi crescendo devono "secondarizzare" il pensiero e quindi anche reggere ritmi tayloristi e fordisti : )

Tuttavia, la questone "ricreazione" - pur importante - la metterei da parte per tornare ai sette punti sugli apprendimenti.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 1:29 am

LM2012 ha scritto:
In realtà in sei anni di insegnamento i docenti interrompono cinque minuti prima. L'ora era di cinquanta minuti, poi tornati sessanta. Quindi si spiega per almeno 45 minuti filati, per cinque ore consecutive, con pause a cambio ora di 5/a volte 10 minuti. Un motivo di "scandalo" per me è la durata della ricreazione. Essa dovrebbe essere di 20/30 minuti. Il tempo per fare la coda alle macchinette, le scale dell'istiuto, scambiare due battute coi compagni, dopo tre ore di lezione, e digerire il panino. 10 minuti sono troppo pochi, anche per il docente, che non fa tempo neppure a spostarsi da aula ad aula [poi per il doc sostegno lascismo perdere: tutto tempo impiegato a fini didattici: il cambio allievo, le fotocopie, il parlare con il docente curricolare, l'andare in segreteria]. E' una scuola molesta ! Un anno era stata proposta addirittura, per esigenze di orario, una ricreazione di 5 minuti ...
Si vede che abbiamo esperienze diverse...
Io perdevo i minuti ad aspettare che uscisse il docente precedente, sunito appena entri 2 o 3 persone che ti chiedono di andare in bagno, tizio e caio che ti vengonoa dire che non hanno capito, sempronio che giustifica l'assenza del giorno precedente, lucrezio che ti dice che non ha fatto i compiti, gerry che viene a dirti che non ha il materiale ma giura e spergiura che i compiti li ha fatti, altri 2 o 3 che arrivano con la richiesta di colloquio per i genitori, firma il registro, segna gli assenti sul tuo, se ne vanno minimo 10 minuti ad andar bene... poi inizi a chiedere chi non ha capito, chi non ha fatto i compiti, li segni sul registro o sul tuo facsimile, cerchi di interrogare (e con due ore a settimana è ardua!!!), correggi i compiti ti rimangono sì e no 20 minuti per spiegare, e sul più bello genoveffo alza la mano, tu speri che finalmente anche lui intervenga in modo costruttivo, sei contento perchè lui non interviene mai, e invece ti chiede di andare in bagno! segna sul tuo registro gli argomenti fatti, assegna i compiti (differenziati per dsa e h ma senza farlo notare alal classe...), prenditi cura di chi fa obiettivi diversi.....
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 1:47 am

> Si vede che abbiamo esperienze diverse...

Secondo me, non sono esperienza diverse, Forza.

Con la tua descrizione, hai reso perfettamente l'espressione di LM "Scuola molesta". Poi, se non vogliamo usare questa espressione, perchè è unpolitically correct, facciamo pure - se ci serve per star tranquilli - ma tutti sappiamo che l'espressione è corretta. Non vogliamo attribuire responsabilità a nessuno: sono i tempi attuali (così non diamo responsabilità a nessuno) che rendono frenetici i ritmi e disordinati i turni di azione, di parola, di impegno (sia a scuola ma anche a casa), come descriveva LM nel post precedente e come tu li hai descritti.

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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 10:06 am

Questa tempistica è frutto di diversi fattori. Strettamente legati tra loro. 1. all'ora di pranzo gli studenti devono rientrare a casa [è l'ora in cui i genitori hanno pausa dal lavoro], quindi il cilco di lezioni mattutino ha come limite, indicativamente, le 13 [13.20 ...]. 2. c'è un contingente di insegnanti divisi per materia, che, per questioni di lavoro [900.000 docenti ?] e di orario, devono insengnare 18 ore settimanali, quindi 5 ore al mattino [chi 2, chi 3, chi 4, chi 5 ore al mattino]. 3. la lezione deve durare 50 o 60 minuti. Quindi in una mattina ci stanno [tenuto conto dell'orario di inizio lezione, anch'esso calibrato sugli orari di lavoro dei genitori, delle aziende] 5 ore. Per far stare 5 ore al mattino, tra le 8.15 e le 13.20, necessariamente la ricreazine viene compressa a 10 minuti. Per trovare la soluzione, ma non certo solo per la durata della ricreazione, bensì a fini didattici, la lezione dovrebbe durare tra i 30 e i 40 minuti. Ci sarebbe una ricreazine più lunga, e anche una materia in più da insegnare al mattino. La ragione di questa contrazione della lezione io la individuo sulla capacità di attenzione dei discenti, sulla possibilità di cambiare maggiormente disciplina [il sapere è bello perchè è vario], su riposo intriseco col cambio ora, sulla fcilitazione del docente a fare lezioni più brevi e quindi più mirate, più focalizzate, più concentrate.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 11:20 am

LM2012 ha scritto:
.... Per trovare la soluzione, ma non certo solo per la durata della ricreazione, bensì a fini didattici, la lezione dovrebbe durare tra i 30 e i 40 minuti. Ci sarebbe una ricreazine più lunga, e anche una materia in più da insegnare al mattino. La ragione di questa contrazione della lezione io la individuo sulla capacità di attenzione dei discenti, sulla possibilità di cambiare maggiormente disciplina [il sapere è bello perchè è vario], su riposo intriseco col cambio ora, sulla fcilitazione del docente a fare lezioni più brevi e quindi più mirate, più focalizzate, più concentrate.

Insisti su questa ipotesi non realizzabile nella realtà delle nostre scuole....Forza è stato molto chiaro nell'analisi del tempo che si "perde" durante un'ora di lezione...in 30 minuti si riuscirebbe a fare ben poco!
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 12:31 pm

Diciamo piuttosto che i docenti sono innamorati della possiblità di vivere il più a lungo possibile la loro "ora" di protagonismo. Anche se ciò è antidattico. Io cerco soluzioni per questa platea studentesca, la quale si caratterizza così: richiesta di stimoli, soprattutto visivi; frequente disattenzione e incapacità di concentrarsi sulla lezione; noia; incapacità di correlare il significato dei diversi momenti didattici [così ad esempio non si capisce, ma davvero, che la bocciatura di fine anno è dovuta alla sommatoria di molti voti negativi: si vegeta fino alla fine dell'anno, e ci si inizia a preoccupare solo l'ultimo mese]; tendenza a fare rumore in classe;
incapacità di riconoscere il significato "globale" della cultura [la solita domanda: "a che mi serve il latino per la vita ?"]; ... e della scuola nel suo significato complessivo. Per far fronte a questa situazione ho proposto il concetto di lezione come "intervento didattico", breve, dopo il quale si possono adottare diverse strategie didattiche: riflessione su quanto detto; studio e sistemazione degli appunti; lettura del testo; domande al docente, ecc.. Chiaro comunque che tu dici: "questo non avverrà mai". Non concepisco infatti i miei interventi su qesto forum come la piattaforma di lancio delle miei proposte. Il significato che dò ai miei interventi qui è che essi mi aiutano a chiarire ciò di cui la scuola potrebbe avere bisogno del futuro, e poi vedrò in altra sede come realizzare queste riflessioni. E' un forum di riflessione sulla scuola.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 12:32 pm

giovanna onnis ha scritto:
Forza è stato molto chiaro
CHIARA ;-)
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 12:53 pm

forza ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
Forza è stato molto chiaro
CHIARA ;-)

Scusa hai parlato al maschile nel tuo intervento e ho pensato che tu fossi un "maschietto" :-)
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 1:03 pm

LM2012 ha scritto:
Diciamo piuttosto che i docenti sono innamorati della possiblità di vivere il più a lungo possibile la loro "ora" di protagonismo. ....

Ma che dici LM...quale "innamoramento"...quale "protagonismo"...la nostra è solo la giusta esigenza di poter lavorare in modo proficuo e didatticamente valido per gli studenti
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 1:53 pm

LM2012 ha scritto:
Diciamo piuttosto che i docenti sono innamorati della possiblità di vivere il più a lungo possibile la loro "ora" di protagonismo.
Ma quando mai? Per me è faticosissimo parlare per un'ora di fila (e ovviamente possono essere anche cinque di fila) e per carattere farei di tutto per nascondermi, altro che protagonismo. Perchè generalizzi sempre?
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 2:03 pm

per giovanna onnis

Io sono per una scuola tradizionale. Per una scuola "normale", senza tablet e diavolerie del genere [banco digitale, lavagna elettronica, di cui però comprendo i pregi][dico per paradosso, sapendo di esagerare, che la Torre Eiffel è stato costruira col regolo]. Il problema è che la scuola tradizionale [fatta di lezioni frontali e libri di testo] non funziona con questa platea studentesca [funziona forse nei licei, al nord, al nord-est, ancora di salva]. Per rendere la scuola più efficace, cioè il metodo didattico, bisogna intercettare la psicologia [un pò "disturbata"] degli studenti di oggi [lo psicologo Francesco Stoppa ha parlato di "generazione borderline", divisa tra normalità e psicosi latente. Consiglio la lettura del suo libro, molto istruttivo per i docenti: "La restituzione"]. Si introduce ad esempio il computer a scuola per rendere lo studio "divertente": termine "terribile" con il quale si vuole esprimere un concetto didatticamente efficace: lo studio più attrattivo, coinvolgente, motivante, fatto di testi scritti e di immagini, il pregio di Internet. Si pensi ad una scuola vasta, con larghi spazi, in mezzo al verde e alla campagna, e gli studenti sanno che a ogni fine ora, possono uscire dalla classe per 10 minuti. Per questo ho parlato di "scuola molesta": la scuola vissuta come "prigione oraria".

per dec

appunto, con la mia proposta volevo venire incontro anche ai docenti.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 2:07 pm

Nei corsi serali, ad esempio, le ore sono di 45 min.

Peraltro, la riduzione dell'unità oraria va nella direzione dei risparmi di spesa e già a qualche ministro era venuto in mente.
Non è vero che non è realizzabile; niente è irrealizzabile (tanto è vero che esistono persino le scuole superiori col tempo pomeridiano; in Italia sono solo i Licei Europei presso i Convitti Nazionali e gli Educandati Statali (con lezioni curriculari fino alle ore 16 ma il sabato è libero) ma in Europa e negli Usa – non sono espertissimo – penso sia un modello abbastanza diffuso).

Diciamo piuttosto che l’orario proposto da LM non è realizzabile solo perché non si vuol realizzarlo, in quanto troppe sarebbero le questioni a cui mettere mano. Vogliamo dire, per esempio, che 5 ore filate sono improponibili per il livello di attenzione e che l’offerta didattica – alternata da ore di lezione e ore di studio o l'inversione del tempo-scuola mattina-pomeriggio – è maggiormente utile dal punto di vista degli apprendimenti (ho esposto qualche ragione della bontà di alcune idee di LM in una mia mail precedente)?

In 30 minuti si riesce a fare ben poco ma… ci dimentichiamo che spesso le nostre ore si riducono a 30 minuti o poco più (vedi la reale descrizione che ha fatto Forza del docente che entra in classe) perché dobbiamo “prendere fiato” noi e pure gli studenti dal ritmo taylorista e fordista che ci viene imposto e che forse con una diversa organizzazione del tempo le ore si sfrutterebbero meglio?

Il cambiamento è difficile da attuare, in ogni ambito. Ma è umano, non sto dando colpe o responsabilità a nessuno, sia chiaro!
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 2:18 pm

LucaPS ha scritto:
In 30 minuti si riesce a fare ben poco ma… ci dimentichiamo che spesso le nostre ore si riducono a 30 minuti o poco più (vedi la reale descrizione che ha fatto Forza del docente che entra in classe) perché dobbiamo “prendere fiato” noi e pure gli studenti dal ritmo taylorista e fordista che ci viene imposto e che forse con una diversa organizzazione del tempo le ore si sfrutterebbero meglio?
Io temo invece che le ore da 30 minuti si ridurrebbero a 10 o a 15. Ho provato a fare ore da 50 o da 60 minuti, che in un caso e nell'altro non sono mai effettivi, e non è che quelle da 50 siano più produttive, anche se è vero che quelle da 60 sono più pesanti (soprattutto se moltiplicate per cinque). Poi bisognerebbe capire se dimezzando la durata delle ore se ne raddoppia il numero o se il numero rimane quello e si pretende che facciamo le stesse cose in metà tempo (che è poi quello che ha fatto il miur negli ultimi anni, riducendo le ore senza ridurre i programmi, anzi se possibile aggiungendo qualcosa).
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 2:33 pm

> anzi se possibile aggiungendo qualcosa
Non lo hanno fatto apposta; hanno preso l'indice dei libri di testo - pari pari - e hanno copiato le Indicazioni. I libri di testo, effettivamente, sono complete nell'indice - anche se i contenuti son semplificati - e quindi hanno messo tutto.

Se ti leggessi alcune righe delle Indicazioni per la mia materia, sono infarcite di frasi subordinate del tipo: fare X, dopo averlo collegato a Y e con riferimenti a Z, contestualizzandolo entro la cornice degli autori K-J-Q. Insomma, fare tutto.

E le ore son passate da 3 a 2.

Bah...
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 4:04 pm

Dec ha scritto:
LM2012 ha scritto:
Diciamo piuttosto che i docenti sono innamorati della possiblità di vivere il più a lungo possibile la loro "ora" di protagonismo.
Ma quando mai? Per me è faticosissimo parlare per un'ora di fila (e ovviamente possono essere anche cinque di fila) e per carattere farei di tutto per nascondermi, altro che protagonismo. Perchè generalizzi sempre?

quoto!!!
Sono timida per natura e se potessi non parlare in pubblico eviterei volentieri, senza considerare che regolarmente resto senza voce.....
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 5:21 pm

La mia proposta nasce da qui. L'insegnante insegna e lo studente NON ascolta. Se ascolta, la lezione è la ripetizione del testo. Il docente passa tutto il pomeriggio a preparare la lezione, che, come detto, non è ascoltata ed è una ripetizione. Invece ciò che io propongo ha molti aspetti positivi: 1. la mattia si studia, ed è quindi tempo produttivo. 2. il docente controlla che lo studente studi, e quindi è vero studio, non come il pomeriggio in cui lo studente si chiude in camera e sonnecchia sui libri, con mille distrazioni. 3. anche l'insegnante il mattino, oltre a controllare, studia [e quindi si aggiorna]. 4. il pomeriggio si ripassa [5 ore di studio ..., mentre oggi in genere si studia 3 ore il pomeriggio, i più bravi 4 ore]. 5. niente più ansia per il docente, che non deve più tenere la lezione 6. naturalmente ci sono alcune lezioni, e permangono le verifiche. inoltre, senza più lezioni, il numero delle verifiche può aumentare, e aumenta anche in tempo per la loro correzione, di mattina, in classe con gli studenti che studiano. 6. la scuola quindi non è più luogo di lezione, ma di studio. Ribadisco che io sono per la scuola tradizionale. Quello che propongo è solo per la situazione emergenziale della platea studentesca di oggi che, se costretta a studiare, non avrebbe più scampo ["Perchè, Pierino, alzi gli occhi dal libro ? taci e studia"].
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 5:30 pm

LM2012 ha scritto:
La mia proposta nasce da qui. L'insegnante insegna e lo studente NON ascolta. Se ascolta, la lezione è la ripetizione del testo. Il docente passa tutto il pomeriggio a preparare la lezione, che, come detto, non è ascoltata ed è una ripetizione.
Non sempre, speriamo.
Invece ciò che io propongo ha molti aspetti positivi: 1. la mattia si studia, ed è quindi tempo produttivo. 2. il docente controlla che lo studente studi, e quindi è vero studio, non come il pomeriggio in cui lo studente si chiude in camera e sonnecchia sui libri, con mille distrazioni.
In classe con i compagni le distrazioni sono anche maggiori. O proponi che ogni alunno abbia una stanza e un insegnante che lo controlli tutti per sè?
3. anche l'insegnante il mattino, oltre a controllare, studia [e quindi si aggiorna]. 4. il pomeriggio si ripassa [5 ore di studio ..., mentre oggi in genere si studia 3 ore il pomeriggio, i più bravi 4 ore]. 5. niente più ansia per il docente, che non deve più tenere la lezione 6. naturalmente ci sono alcune lezioni, e permangono le verifiche. inoltre, senza più lezioni, il numero delle verifiche può aumentare, Ricordo che nella tua precedente proposta volevi abolirle; questo è un passo avanti e aumenta anche in tempo per la loro correzione, di mattina, in classe con gli studenti che studiano. Se studiassero in silenzio sì, ma questa è utopia (lo stesso vale per lo studio del docente). 6. la scuola quindi non è più luogo di lezione, ma di studio. Ribadisco che io sono per la scuola tradizionale. Quello che propongo è solo per la situazione emergenziale della platea studentesca di oggi che, se costretta a studiare, non avrebbe più scampo ["Perchè, Pierino, alzi gli occhi dal libro ? taci e studia"]. Cosa che naturalmente Pierino farebbe subito:-) Da questo sembra che tu non abbia mai visto una classe.
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