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 Manifesto della rivoluzione didattica

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MessaggioOggetto: Manifesto della rivoluzione didattica   Sab Ago 18, 2012 2:27 pm

Promemoria primo messaggio :

1.] alla mattina gli studenti studiano ogni giorno in classe per 5 ore. I professori studiano con gli studenti e controllano che essi studino. Il pomeriggio si sta a scuola tre ore a ripassare quello che si è studiato alla mattina. In queste tre ore gli studenti sono interrogati e controllati dai professori. I ragazzi a scuola studiano sui libri di testo, spiegati dai professori, o sul materiale didattico [dispense] dei professori e costruito insieme da docenti e discenti.
2.] oltre al registro del professore esiste un registro della condotta, redatto settimanalmente, che valuta la disciplina in classe per ciascuno studente: questa votazione fa media con la votazione sul rendimento scolastico.
3.] le lezioni dei professori [definite “interventi didattici”] durano 20 minuti, e hanno un taglio accademico.
4.] settimanalmente a scuola si tengono nell’aula magna dei seminari condotti da professori universitari ordinari che presentano l’offerta universitaria, su argomenti decisi dagli insegnanti della classe insieme con gli studenti.
5.] il sito internet della scuola è standardizzato per ciascuna categoria scolastica [licei, tecnici e professionali] e sul sito internet dell’istituto ruota tutta la vita scolastica, con possibilità di:

- pagina web personale degli insegnanti e degli allievi;
- lezioni scaricabili;
- forum didattici; social network d’istituto;
- curricula vitae obbligatori dei docenti visibili;
- lezioni online tramite classi virtuali.

6.] possibilità e obbligatorietà di lezioni tenute dagli studenti alla classe.
7.] metodi didattici integrati della lezione frontale e del cooperative learning.
8.] le scuole sono riprogettate come larghi spazi [simili a “campus universitari”] posti nelle periferie delle città, costruire a basso costo tramite prefabbricati a un piano in legno resistente.
9.] è programmata la possibilità di carriera dei docenti di tutte le scuole, che può consentire l’ingresso nel mondo universitario.
10.] creazione di percorsi di studio individualizzati e transdisciplinari finalizzati a raggiungere le specifiche richieste formative aziende, mondo universitario e mondo del lavoro.

Giulio Portolan
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 7:34 pm

LM2012 ha scritto:
Quando ero adolescente vidi una trasmissione televisiva che mi aveva impressionato. Era una serie televisiva americana, di cui non posso ricordarmi il nome, che rappresentava una famiglia americana entrata nel futuro o in una dimensione parallela. In essa c’era una scuola del futuro. In questa scuola, uno studente che non aveva passato la verifica, o un esame, era stato condannato alla pena capitale.
Vabbè, ma parliamo di fantascienza o di realtà? Io ci rinuncio.
Esagerazione ? Dopo l’Olocausto nulla è più esagerato … E’ questa quella che si può prevedere essere la scuola della “civiltà della tecnica” di parlano Severino e Galimberti, futuribile [la tecnica come dominio e come violenza]. Ma è anche la scuola di oggi ! Infatti ci sono ragazzi che per un brutto voto, o per non aver passato un esame o l’anno scolastico, si tolgono la vita. Cioè essi applicano a se stessi questa “sentenza”. Anche da questi episodi ho compreso quanto delicato sia il ruolo dell’insegnante. Una società competitiva, una scuola selettiva, possono indurre ansia nell’adolescente. Nel modello che propongo fondamentale è la presenza a scuola e il ruolo dello “psicologo di istituto”. Ho ad esempio proposto che il giudizio di fine anno sia anche filtrato da questa figura.
Se passassero le giornate come proponi tu, credo che avrebbe molto lavoro.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 7:35 pm

LM2012 ha scritto:
è la crisi dei giovani, a cui i docenti devono essere vicini, per essere testimoni e maestri.
Ma se nemmeno possiamo parlare con loro perchè devono studiare solo dal libro e se apriamo la bocca li annoiamo?
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 9:02 pm

Non parliamo di fantascienza, ma di futuro della scuola in una società che si vuole paventare tecnocratica. Dovevate sentirle le lezioni di Severino all'università, io le ho frequentate. Diceva agli studenti: "non interrompetemi, non obiettate". Diceva: "la tecnica è il futuro, essa è dominio e violenza, è inevitabile e non si potrà sfuggire", e allora ho visto un allievo andarsene sbattendo la porta dell'aula [non ero io]. E diceva agli studenti cattolici: "suvvia, non siete più dei bambini" [a causa della loro fede, che ha sradicato a molti di essi]. Un futuro che è un falso futuro: falso futuro, falso profeta. Il futuro dei giovani è questo: MERAVIGLIOSO.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Lun Ago 20, 2012 9:35 pm

> Io, doc sos, ho fatto esperienza nelle classi per sei anni, senza materia,
> ed ho osservato chi la materia la teneva, ho osservato gli studenti.
E poi mi dite se, al posto dell’anno di Tfa, non dovrebbe essere obbligatorio per tutti fare un tirocinio come Sos o come educatore, prima di diventare insegnanti!!! Complimenti, 6 anni di resistenza e di osservazione partecipante dei docenti curriculari: nessun Concorso Ordinario, nessuna Ssis, nessun Tfa ma – dico di più – nessun precariato da “docente attivo” possono sostituire l’osservazione passiva.

> E' la stessa classe con "fogli" calati sui banchi per impedire
> che gli studenti si "vedano" e così si distraggano.
L’idea sembra strampalata ma non lo è. Da qualche anno i Presidi fanno svolgere gli Esami di Maturità nelle aule, anziché nei corridoi: abbiamo cambiato anche questo! Gli esami di maturità e i corridoooi: il setting diverso per marcare la specialità dell’evento, l’impossibilità di copiare dal compagno davanti e dal compagno dietro, la comodità per la commissione di controllare tutti passando e ripassando tra le due file. Qualcuno ha detto che “la forma è il messaggio” nella comunicazione (anche senza pensare a McLuhan, pensiamo ai riti delle religioni, ai riti laici degli Ordinamenti civili). E ora – nelle classi dove sono gli alunni stati durante l’anno, sugli stessi banchi e tra le stesse mura - anche il Presidente e i commissari appaiono “più umani perché più spazialmente vicini” e gli Esami di Maturità vengono presi come… uno scherzo. Non si sognano più gli Esami di Maturità, come accadeva a noi dopo anni.

Sulle Pedagogie si potrebbe discutere a lungo: mi astengo dal farlo.

---

Severino... diceva agli studenti: "non interrompetemi, non obiettate".
Prof. scusi, ma se solo parlasse un po' meno lentamenteeee... Ah ah.

> MERAVIGLIOSO
Quoto.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 11:08 am

LM2012 ha scritto:
Non parliamo di fantascienza, ma di futuro della scuola in una società che si vuole paventare tecnocratica. Dovevate sentirle le lezioni di Severino all'università, io le ho frequentate. Diceva agli studenti: "non interrompetemi, non obiettate". Diceva: "la tecnica è il futuro, essa è dominio e violenza, è inevitabile e non si potrà sfuggire", e allora ho visto un allievo andarsene sbattendo la porta dell'aula [non ero io]. E diceva agli studenti cattolici: "suvvia, non siete più dei bambini" [a causa della loro fede, che ha sradicato a molti di essi]. Un futuro che è un falso futuro: falso futuro, falso profeta. Il futuro dei giovani è questo: MERAVIGLIOSO.
AIUTOOOOO!!!! ........Dec ci sei?
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 11:51 am

LucaPS ha scritto:
> Io, doc sos, ho fatto esperienza nelle classi per sei anni, senza materia,
> ed ho osservato chi la materia la teneva, ho osservato gli studenti.
E poi mi dite se, al posto dell’anno di Tfa, non dovrebbe essere obbligatorio per tutti fare un tirocinio come Sos o come educatore, prima di diventare insegnanti!!! Complimenti, 6 anni di resistenza e di osservazione partecipante dei docenti curriculari: nessun Concorso Ordinario, nessuna Ssis, nessun Tfa ma – dico di più – nessun precariato da “docente attivo” possono sostituire l’osservazione passiva.

Non credo che il "tirocinio" di 6 anni fatto da LM gli sia servito a molto se i risultati per lui sono stati stress e frustrazione che lo hanno spinto ad abbandonare e a formulare una proposta "rivoluzionaria" come questa.
Concordo con te sul fatto che fare almeno una volta nella nostra carriera di insegnanti curricolari, l'esperienza di insegnante di sostegno servirebbe a tutti...se non altro per vedere"le cose" sotto un'angolazione diversa.
Io un anno ero DOP e sono stata utilizzata d'ufficio 9 ore per la mia materia e 9 ore su sostegno (non specializzata e da me non richiesto...mai mi sarei sognata di richiederlo non avendo le competenze adeguate). Quella esperienza mi è servita tantissimo, mi ha aiutato ad approcciarmi in modo diverso con gli studenti, mi ha aiutato a capire come, a volte, noi docenti riusciamo ad essere veramente "pallosi" (scusa il termine) e come capita di dire ai ragazzi vere e proprie castronerie.
La mia breve esperienza come insegnante di sostegno, quindi, Luca mi è servita molto, ma la mia non è stata certamente un'"osservazione passiva"....è la passività che ha "rovinato" LM
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 2:00 pm

... esperienza troppo breve, credo ! Io in sei anni ne ho passate di tutti i colori, e non ho riportato le mie esperienze su questo forum. Quello che ho vissuto io lo vivono oggi migliaia di doc sos.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 2:01 pm

Come ho detto conosco doc sos aiutati dal terapeuta. Come vedi non sono un caso isolato.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 4:43 pm

LM2012 ha scritto:
... esperienza troppo breve, credo ! Io in sei anni ne ho passate di tutti i colori, e non ho riportato le mie esperienze su questo forum. Quello che ho vissuto io lo vivono oggi migliaia di doc sos.

E' vero LM esperienza brevissima nel sostegno, ma 26 anni di esperienza come docente curricolare....e 26 anni non sono proprio brevi come esperienza!!
La tua esperienza di 6 anni (mi dispiace che sia stata totalmente negativa) non puoi considerarla come l'"esempio assoluto", valido in ogni contesto ed in ogni realtà.
Ognuno di noi ha sicuramente avuto esperienze negative e stressanti, quanta frustrazione accumulata quando avevo l'impressione di seminare nel deserto, quanto stress per riuscire a "tenere la classe" dove la "disciplina" era un optional, quante delusioni....ma ognuno di noi ha reagito in maniera diversa....forse a te e mancato questo spirito di reazione, questa voglia di "riuscirci nonostante tutto" e non hai fatto tentativi in questo senso...sentendoti (come hai sostenuto in altro topic) un insegnante (di sostegno) "inferiore" rispetto ai colleghi di materia e succube nei loro confronti. Una sorta di "sindrome di inferiorità" non giustificata e per niente motivata che ti ha fatto vivere male la tua esperienza.......conseguenza stress e frustrazione accumulata....risultato scelta di abbandonare la scuola.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 5:15 pm

magari potessi ancora insegnare. io non ho scelto di andare via. sono stato costretto ... comunque non è che io mi credevo inferiore, gli altri lo credevano, ed è pesante il giudizio degli altri. Ma non è stata, come ho detto, un'esperienza TOTALMENTE negativa. Mi ha fatto crescere e mi ha anche dato dato, in termini umani. Ne ho già portato gli esempi: la lettera del Ministero, il prof. curricolare che mi ha chiamato come ho detto, la percezione di aver salvato l'anno e anche il diploma ai miei allievi, presidi meravigliosi che mi hanno stimato, colleghi e colleghe che hanno stretto amicizia con me, un'intera classe a cui ho lasciato un bel ricordo che mi chiedevano di aprire una pagina su Facebook [che non ho] per trovarmi in rete, allievi che si sedevano sul mio banco per dirmi che ero per loro ok, ecc. ecc.. La rifarei questa esperienza ? Sì, ma con uno spirito diverso, come tu dici: maggiore coraggio, maggiore senso di sfida, migliore capacità di relazionarmi con gli allievi. Giovanni Bocchieri mi ha detto appunto nella lettera che il doc sos deve curare soprattutto le relazioni umane e la comunicazione: questo il mio limite, ma si cresce, e si impara dagli errori.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 5:36 pm

> magari potessi ancora insegnare. io non ho scelto di andare via. sono stato costretto...
Costretto da te stesso... Io penso invece che - ristrutturando il tuo ruolo a Scuola (cioè facendo quel che si può, perchè tutti sanno che l'insegnante Sos non può sapere tutte le materie: e se qualche Preside o famiglia non lo capisce, si devono trovare le parole per spiegare loro che il compito del Sos è quello della individualizzazione e della facilitazione della didattica (es. schemi, motivazione, etc.); e non cadendo nelle pesanti prescrizioni con cui gli insegnanti di materia "invadono" il collega Sos (per ovvi motivi di contenimento delle proprie inadeguatezze con l'alunno Sos cioè per motivi evacuativi). Ebbene, facendo tutto ciò, non si deve essere costretti ad andar via, nel momento in cui ci si rende consapevoli che il problema è nel Sistema e non in te stesso.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 5:42 pm

> il doc sos deve curare soprattutto le relazioni umane e la comunicazione:
> questo il mio limite, ma si cresce, e si impara dagli errori.
Vero. Purtroppo il doc Sos è obbligato a farlo e non ha gli schermi protettivi (es. lezione frontale, cattedra, voti, registro) che ancora il prof. curriculare ha. Per poco tempo ancora, penso; perchè il Sistema-Scuola è già molto orizzontalizzato a tutti i livelli (basti pensare quello che gli insegnanti possono dire al proprio Dirigente, che nessun dipendente pubblico di altro comparto può rischiare di dire al proprio Dirigente; o basta pensare all'irrisorio stipendio dei Dirigenti della Scuola, in confronto al collega Dirigente di altro comparto e medesimo livello) e lo sarà sempre di più, come la psico-pedagogia contemporanea e il corso dei tempi (es. la svalutazione del sapere e il suo scollegamento col mondo del lavoro) - che piaccia o no - ha permesso.

Lo sai quanti insegnanti curriculari - se facessero gli insegnanti Sos - andrebbero fuori di testa, senza poter mimare i riti del copione giornaliero che dà così tanta sicurezza? Il meccanismo è più o meno quello degli insegnanti che si mettono a fare i Presidi: lo sai quanti Presidi andrebbero fuori di testa se tornassero in classe, da insegnanti, e han fatto i Presidi proprio per inadeguatezza come insegnanti?

Una frase per tutti, come esempio del copione protettivo giornaliero recitato dai docenti curriculari? "Ma le materie sono tutte importanti e si devono studiare tutte allo stesso modo!". Seeeee... Ma se non lo pensano nemmeno le famiglie e nemmeno gli insegnanti stessi (che fan le graduatorie tra di loro)!

Molte altre frasi e azioni appartengono al copione dell'insegnante curriculare (da cui l'insegnante curriculare medesimo dovrebbe essere liberato per una scuola più autentica), che invece l'insegnante Sos o l'educatore non può recitare.

Quindi, l'imbarazzo e la difficoltà che trovi tu nel Sos, non dipende totalmente da te ma è il Sistema che le crea.


Ultima modifica di LucaPS il Mar Ago 21, 2012 5:50 pm, modificato 3 volte
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 5:46 pm

Anche il Ministero però ha le sue responsabilità. Basterebbero un paio di circolari, per chiarire ciò che il docente di sostegno DEVE essere e ciò che NON PUO' essere.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 6:11 pm

> Basterebbero un paio di circolari, per chiarire ciò che il docente di
> sostegno DEVE essere e ciò che NON PUO' essere.
Impossibile. L'insegnante SOS ha un ruolo prescritto (dalla normativa), un ruolo atteso (dagli attori relazionali con cui entra in contatto), un ruolo agito di fatto e un ruolo simbolico. Il ruolo simbolico è quello di fungere da "cuscinetto e catalizzatore" del disequilibrio - cioè delle collisioni e delle collusioni - delle varie parti del Sistema: più il ruolo non è definito, più è funzionale a svolgere il ruolo sostanziale che il Sos deve svolgere per riequilibrare - a proprie spese! - il Sistema.

Avviene così anche per gli educatori statali e per gli educatori delle coop e gli assistenti della comunicazione che entrano a Scuola. Ci devono essere dei capri espiatori, nei Sistemi in disequilibrio.

Ma - in intensità del tutto minore e cioè non paragonabile - avviene anche tra insegnanti curriculari (gli insegnanti di serie A e di serie B, all'interno del CdC).

Poi c'è anche il ruolo autopercepito. Sul ruolo autopercepito bisogna lavorarci giù, per non andare in burn-out.

Tutti questi problemi sono sconosciuti agli insegnanti curriculari ma... tutti ci arriveremo... con i tempi che corrono e la Scuola che cambia. E' questione di tempo.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 6:28 pm

burn-out ... appunto ! tecnicamente si chiama così.
in realtà la normativa sul sostegno un pò è vaga, e infatti un docente incaricato deve subito darsi da fare con la propria INIZIATIVA [sia per fare il suo dovere, sia per non soccombere ...]. Laddove la normativa è dubbia, cioè vaga, poco chiara, interviene l'interpretazione giurisprudenziale, e appunto le circolari servono [come quelle dell'agenzia delle entrate] a chiarire ciò che la normativa non dice, o dice in modo vago, o poco chiaro. Esse potrebbero ad esempio chiarire che il docente NON può prendersi in carico una materia non "sua". All'inizio di un anno scolastico un preside mi disse: "Il suo ruolo, Portolan, è di sostegno ... morale" [!] ...
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 6:42 pm

LucaPS ha scritto:
> magari potessi ancora insegnare. io non ho scelto di andare via. sono stato costretto...
Costretto da te stesso... Io penso invece che - ristrutturando il tuo ruolo a Scuola (cioè facendo quel che si può, perchè tutti sanno che l'insegnante Sos non può sapere tutte le materie: e se qualche Preside o famiglia non lo capisce, si devono trovare le parole per spiegare loro che il compito del Sos è quello della individualizzazione e della facilitazione della didattica (es. schemi, motivazione, etc.); e non cadendo nelle pesanti prescrizioni con cui gli insegnanti di materia "invadono" il collega Sos (per ovvi motivi di contenimento delle proprie inadeguatezze con l'alunno Sos cioè per motivi evacuativi). Ebbene, facendo tutto ciò, non si deve essere costretti ad andar via, nel momento in cui ci si rende consapevoli che il problema è nel Sistema e non in te stesso.
Luca vorrei se permetti due precisazioni:
1- Quali sarebbereo le "pesanti prescrizioni" con le quali i docenti di materia "invadono" il docente di sostegno?
2- Quali sarebbero questi "motivi evacuativi"????????????
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 6:51 pm

LucaPS ha scritto:

.....Lo sai quanti insegnanti curriculari - se facessero gli insegnanti Sos - andrebbero fuori di testa, senza poter mimare i riti del copione giornaliero che dà così tanta sicurezza? ......
Una frase per tutti, come esempio del copione protettivo giornaliero recitato dai docenti curriculari? "Ma le materie sono tutte importanti e si devono studiare tutte allo stesso modo!". Seeeee... Ma se non lo pensano nemmeno le famiglie e nemmeno gli insegnanti stessi (che fan le graduatorie tra di loro)!

Molte altre frasi e azioni appartengono al copione dell'insegnante curriculare (da cui l'insegnante curriculare medesimo dovrebbe essere liberato per una scuola più autentica), che invece l'insegnante Sos o l'educatore non può recitare.....

Quindi, riepilogando un po il tuo intervento...gli insegnanti curricolari mimano e recitano secondo un copione che definisci protettivo giornaliero....è quindi tutta una finzione........bella considerazione per il nostro ruolo...tu il copione te lo fai scrivere o lo crei autonomamente?
Da altri post mi è sembrato di capire che tu insegni Religione (correggimi se sbaglio), scusa ma tu credi nel tuo lavoro e se ci credi perchè lo consideri una "recita"?
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 6:58 pm

La recita non è di tutti. Alcuni docenti curricolari sottopongno i colleghi di sostegno a veri comportamenti vessatori, come è capitato a me. Che non voglio riportare. Se tu, Giovanna, sei rispettosa, significa che sei di un'altra categoria, quella dei docenti educati, che per fortuna è la maggioranza.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 7:01 pm

LM2012 ha scritto:

in realtà la normativa sul sostegno un pò è vaga, e infatti un docente incaricato deve subito darsi da fare con la propria INIZIATIVA [sia per fare il suo dovere, sia per non soccombere ...].
Invece gli insegnanti curricolari trovano la "pappa pronta" e non devono fare niente di propria iniziativa, ma organizzano e predispongono tutto gli "altri".......CHI???????????????????
LM2012 ha scritto:

Laddove la normativa è dubbia, cioè vaga, poco chiara, interviene l'interpretazione giurisprudenziale, e appunto le circolari servono [come quelle dell'agenzia delle entrate] a chiarire ciò che la normativa non dice, o dice in modo vago, o poco chiaro. Esse potrebbero ad esempio chiarire che il docente NON può prendersi in carico una materia non "sua". All'inizio di un anno scolastico un preside mi disse: "Il suo ruolo, Portolan, è di sostegno ... morale" [!] ...
Se non sbaglio l'insegnante di sostegno lavora per aree disciplinari, non si deve prendere in carico una materia non "sua", ma deve seguire l'alunno diversamente abile in diverse discipline con l'ausilio e la collaborazione del docente curricolare che è lo specialista della materia.
L'insegnante di sostegno ha un'importantissima funzione didattica per l'alunno e per tutta la classe, il suo ruolo non può "limitarsi" ad un "sostegno morale" o alla "socializzazione"...è ovvio che in questi ultimi due casi il suo ruolo è sminuito rispetto a quello che dovrebbe essere.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 7:13 pm

Infatti. E' come tu dici. Ma sulla matieria il docente curricolare non sempre è disponibile. Il dovere dell'insegnante currocolare, oltre agli adempimenti burocratici, è così ripartito: preparare le lezioni, insegnarle e fare le verifiche; tenere la disciplina; cercare di insegnare NONOSTATE la disciplina. Il docente di sostegno ha altre funzioni: adempimenti burocratici; "inventarsi" un programma per i casi differenizati, e semplificare la materia per i casi con gli o.m. [oltre che capirla, impararla e insegnarla]; curare gli aspetti relazionali e di comunicazione con doc curr, genitori, ragazzi certificati, classe; prendere appunti, risistemarli e trasmetterli oltre che insegnarli. Il punto debole di questa impostazione, come ho detto più volte, è che la materia può essere difficile, e GiGi79 ha dato la soluzione, che per me è valida, che è esposta nell'altro mio post sul sostegno.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 7:15 pm

LM2012 ha scritto:
La recita non è di tutti. Alcuni docenti curricolari sottopongno i colleghi di sostegno a veri comportamenti vessatori, come è capitato a me. Che non voglio riportare. Se tu, Giovanna, sei rispettosa, significa che sei di un'altra categoria, quella dei docenti educati, che per fortuna è la maggioranza.

Si LM io sono rispettosa, ma voglio anche essere rispettata e se il rispetto non c'è bisogna pretenderlo non soccombere. Certo ognuno ha il suo carattere e reagisce in maniera diversa, mi dispiace che i colleghi "cafoni" con cui hai avuto a che fare ti abbiano lasciato un segno che non riesci a cancellare. Se non ti fossi rassegnato avresti avuto modo di conoscere molti altri colleghi disposti alla collaborazione, rispettosi dei reciproci ruoli e forse saresti arrivato ad un'idea diversa della scuola.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 7:21 pm

preciso che non ho lasciato per docenti "cafoni", ma per un insieme di ragioni, compreso alcuni casi difficili. mi è stato detto che è stato un errore darmeli, non tutti i docenti sono capaci di affrontare qualunque caso.
io parlo qui dei colleghi, non dei miei casi. è stato tutto un insieme. nell'ultimo istituto in cui ho insegnato, tutti i docenti e tutte le classi erano meravogliose, a Brugnera, un istiuto per il legno di lusso !
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 7:24 pm

ho riportato all'ultimo anno [7°] le "cicatrici" dell'anno precedente [dei tre anni precedenti]. nell'ultimo anno avevo 5 allievi, di cui 4 con esami di stato e di qualifica.
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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 7:24 pm

il burn out è dovuto ai casi, non ai colleghi.
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lishenko



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MessaggioOggetto: Re: Manifesto della rivoluzione didattica   Mar Ago 21, 2012 7:30 pm

Bisognerebbe pensare che l'insegnante di sostegno è prima di tutto un insegnante al pari degli altri, che attua competenze trasversali e eclettiche che gli "esperti della materia" spesso si dimenticano di coltivare.
Che il ragazzo disabile (basta con la retorica del diversamente abile), è della classe non del sostegno e partecipa come può grazie all'insegnante di sostegno alla vita didattica e sociale e relazionale e educativa della classe
aggiungo altro?
purtroppo come insegnante di sostegno ho avuto esperienze radicalmente diverse, dal diniego della minima professionalità e la RICHIESTA dell'insegnante ESPERTO di portare FUORI dalla classe chi dovevo, anzi aggiungendo chi altro era rimasto indietro... Insomma, guardiamoci allo specchio e soprattutto a parte le nostre situazioni personali (ne sento tanti di insegnanti che dicono di accettare il ragazzo disabile poi nella pratica non si informano di nulla neanche di leggere i documenti ) e esercitiamoci diciamo così a confrontarci, a parlare e a fare emergere i piccoli grandi problemi che ci sono in ogni scuola.

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