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 TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE

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ing.giovanni



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MessaggioOggetto: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Mar Ago 21, 2012 9:09 pm

Promemoria primo messaggio :

Leggendo un articolo riguardante una proposta del 2009 di installare telecamere nelle scuole a tutela di tutto il personale (studenti, docenti, amministrativi e collaboratori), ho avuto spunto per fare alcune riflessioni e per leggere l'opinione dei cari colleghi.

Quante volte ho visto e sentito di atti gravi di bullismo, di disturbo delle lezioni, di danneggamento delle strutture scolastiche e del materiale in esse contenuto, operato da alunni indisciplinati.
Siamo tutti bravi a condannare atti di vandalismo quando vengono fatti da altri, ma poi quando si tratta di prendere decisioni che comportano un sanzionamento del comportamento sbagliato (cioè una decisione educativa), prevale spesso un sentimento di buonismo e di lasciar correre. Molto spesso la motivazione del "lasciar correre" è la immensa fatica, da parte del docente e/o del dirigente, che deve affrontare per giustificare le motivazioni di un provvedimento sanzionatorio ai genitori dell'alunni e, spesso, ai loro avvocati.
Eh già, perchè nella società moderna accade spesso che il genitore non è interessato all'educazione del proprio figlio, ma si interessa del suo andamento scolastico qualche giorno prima della redazione delle paggelle.
Il concetto di educazione, che io sappia, non è legato necesariamente all'andamento scolastico, ma è frutto della valutazione di una complessità di fattori che concorrono a fare di un giovane studente, un individuo maturo e responsabile ed un cittadino che opera per il progresso della collettività.
Naturalmente i principali attori dell'educazione di un individuo sono i genitori e, in parte, anche i docenti. Il tipo di educazione che fornisce un docente delle scuole superiori è certamente differente da quello fornito dal maestro delle scuole elementari!
Tuttavia è proprio nelle scuole superiori e, in particolare negli istituti professionali, che si verificano e si consolidano atti di bullismo e di disturbo che talvolta prendono le sembianze di vere strategie e tattiche di guerra contro tutti coloro che sono interessati all'istruzione.
Questa situazione è ormai sotto gli occhi di tutti da anni, ma soltanto una minoranza di docenti ha il coraggio e la forza di reagire.
I disturbatori, incoraggiati dal buonismo dei genitori, di parte del personale scolastico e dalla inefficacia del sistema sanzionatorio scolastico e giudiziario, sono consapevoli di poter comportarsi male restando impuniti.

Quale precario, che nella migliore delle ipotesi ha una supplenza di qualche mese, e guadagna così poco da non potersi tutelare legalmente, si prenderebbe la briga di sovvertire quelle consuetudini che rendono la scuola un azione del tutto inefficace e fine a se stessa, se anche noi insegnanti di ruolo abbiamo talvolta difficoltà a portare all'attenzione del dirigente problematiche di tipo educativo ed a trovare il modo interloquire con i genitori degli alunni cercando di portarli a fare un ragionamento più ampio del passa-non passa l'anno scolastico?

Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni sulla possibilità di risolvere queste problematiche installando telecamere nelle classi e negli ambienti scolastici.
Naturalmente i nastri potrebbero essere visionati soltanto previa autorizzazione di un preposto responsabile. Basterebbe far firmare un consenso per la privacy degli alunni?
Non pensate che una tale iniziativa potrebbe tutelare anche gli alunni da prof. poco professionali, da bulli che impediscono loro di seguire le lezioni, oltre che consentire il sanzionamento di atti vandalici?
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AutoreMessaggio
Dec
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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Ven Ago 24, 2012 1:38 am

Albith ha scritto:
Scusa, ma a questo punto mi sorge l'osservazione.

Del figlio del ricco di turno che vizia il figlio all'inverosimile non avevo proprio pensato, e nemmeno credevo che fosse l'oggetto principe della discussione.

Nella mia pur breve esperienza in effetti i bulli incontrati venivano da realtà da paura, da vari punti di vista (socio-economico, psichiatrico, persino criminale).

Forse mettiamo nel calderone dei ragazzi che rendono difficile il buon corso scolastico realtà non facilmente commensurabili.
Infatti è chiaro che parliamo di realtà diverse: io non conosco (per mia fortuna) quelle che descrivi tu ed è chiaro che in questi casi bisogna fare un lavoro di recupero sociale e non escludere, ma purtroppo il buonismo di chi giustifica sempre i ragazzi perchè sono ragazzi e abusa delle parole di don Milani fa danni anche sui ragazzi cosiddetti normali.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Ven Ago 24, 2012 1:54 am

Beh, sì, ne ho visti di questi casi (minacce di suicidio, pianti apocalittici, malattie improvvise di matrice psicosomatica, ecc. ecc.) alla maturità!

E parlo di miei compagni alla mia maturità, anno 1992...

Preciso che non credo molto nella teoria "i ragazzi sono ragazzi" perché sembra dire che sono deficienti a prescindere e che poi, una volta uomini (quando? c'è un tempo di stagionatura come il parmigiano? lo fai stare calmo calmo e poi migliora?) il peggio è passato.

No, tutt'altro. I ragazzi sono esseri umani, e per gli anni a cui ci riferiamo (scuole secondarie) sono per la maggior parte perfettamente in grado di intendere e di volere (anche troppo volere in certi casi...). Quindi nessun buonismo alla Don Milani, non temere.

I punti che non mi piacciono, ma perché li trovo inattuabili e comunque forieri di un pensiero che non condivido, è il controllo sempre e comunque (come se poi ci fossero i soldi per tutto l'ecosistema che una simile soluzione imporrebbe per essere vincente), oltre alla non trascurabile ricaduta etica.

E poi colpirne uno per educarne cento? Siamo sicuri che funzionerebbe?

Non so perché, ma ho più la sensazione che gli altri 99 poi ci odierebbero a morte, ma proprio anatema su di noi...
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Ven Ago 24, 2012 11:19 am

Albith ha scritto:
Veramente mi riferivo alle parole di Valerie che lamentava che i nostri figli sono delle pappe molli... il mito dei bei tempi andati insomma...
Veramente non era questo che volevo dire... Ora mi spiego meglio.
Molti colleghi lamentano la maleducazione delle nuove generazioni. Dicono che, se i ragazzi non si sanno comportare bene, è colpa di una scuola che non punisce. Io penso che la responsabilità sia più dei genitori che della scuola, ma tant'è.
E allora mi sono chiesta: chi ha prodotto queste nuove generazioni? Noi, gli attuali 35-45enni. Allora faccio questa riflessione: noi che siamo cresciuti quando il buonismo e il politically correct non erano ancora entrati nel vocabolario comune, come abbiamo potuto produrre una generazione così? Perché non siamo in grado di trasmettere il rispetto delle regole? Se noi siamo "molli" con i nostri figli e non sappiano insegnar loro le buone maniere, come può farlo la scuola?
Albith, non è un rimpianto, è una riflessione analitica. Sto cercando di capire, faccio delle riflessioni, magari sbagliate: è per questo che le condivido con voi. Mi sto mettendo in gioco, Albith, come genitore. Perché quando vedo i miei alunni mi sento responsabile: in fondo è la mia generazione che ha prodotto la loro. Troppo facile dire ai rompiscatole: "tu fuori dalla scuola perché mi rendi il lavoro impossibile!". Voglio capire perché il rompiscatole è tale e poi vorrei anche trovare il modo di recuperarlo. Non in italiano o in francese, ma come persona. L'idea del rapporto 1:1 per esempio mi piace: mi sembra una soluzione migliore che non l'estromissione. Certo, costa molto di più! Ma ne siamo poi così sicuri? Quanto costa alla società un ragazzino che "non è adatto" all'ambiente scolastico e finisce sulla strada? Non so Albith, davvero...
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Ven Ago 24, 2012 11:40 am

Valerie ha scritto:
Veramente non era questo che volevo dire... Ora mi spiego meglio.
Molti colleghi lamentano la maleducazione delle nuove generazioni. Dicono che, se i ragazzi non si sanno comportare bene, è colpa di una scuola che non punisce. Io penso che la responsabilità sia più dei genitori che della scuola, ma tant'è.
E allora mi sono chiesta: chi ha prodotto queste nuove generazioni? Noi, gli attuali 35-45enni. Allora faccio questa riflessione: noi che siamo cresciuti quando il buonismo e il politically correct non erano ancora entrati nel vocabolario comune, come abbiamo potuto produrre una generazione così? Perché non siamo in grado di trasmettere il rispetto delle regole? Se noi siamo "molli" con i nostri figli e non sappiano insegnar loro le buone maniere, come può farlo la scuola?
Albith, non è un rimpianto, è una riflessione analitica. Sto cercando di capire, faccio delle riflessioni, magari sbagliate: è per questo che le condivido con voi.

Secondo me quello che dici è vero ed è, come minimo, parte della spiegazione. Come abbiamo fatto? Semplicemente pensavamo di doverci comportare diversamente dai nostri genitori. Aggiungo che oggi sono più numerosi i casi di genitori che lavorano entrambi o di genitori separati. Inevitabilmente, i bambini e ragazzi di oggi trascorrono meno tempo, mediamente, con i loro genitori di quanto facevamo noi. I genitori spesso si sentono in colpa e compensano lasciandoli fare e viziandoli.

Vorrei sottoporvi alcune differenze che noto tra i miei alunni (liceo scientifico) e i miei compagni di 25 anni fa (stesso liceo!).

1. "Professore, ma lei ci vuole bene?" Me lo sento dire, in varie forme, in ogni classe. Io e i miei compagni di liceo questo problema non ce lo ponevamo, e per dirla tutta, nemmeno ci interessava che i nostri prof ci volessero bene.

2. Quando ero in quinta un solo compagno aveva un'auto, una Ibiza. Oggi molti diciottenni arrivano con l'auto, anche con un'Audi o un'Alfa Romeo nuova. E un sacco di ciclomotori a 4 ruote, che come saprete costano quanto un'utilitaria, guidata da 15enni, che il sabato sera la usano per andare in città. Noi a 15 anni dove andavamo la sera? Non parliamo della quantità di iPhone, almeno 2 per classe.

3. Io sono sempre andato a scuola a piedi, fin dalla prima elementare. Il liceo era a più di 1 km da casa, ma quella distanza l'ho fatta, 2 volte al giorno, col sole e con la pioggia. I miei compagni di liceo arrivavano a piedi se della stessa città, col bus se di altra città. Ricordo solo due compagni provvisti di motorino (oltre a quello con l'auto). Oggi molti vengono accompagnati dai genitori fino davanti al cancello, e se potessero salirebbero le scale in auto.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Ven Ago 24, 2012 2:13 pm

Albith ha scritto:
I punti che non mi piacciono, ma perché li trovo inattuabili e comunque forieri di un pensiero che non condivido, è il controllo sempre e comunque (come se poi ci fossero i soldi per tutto l'ecosistema che una simile soluzione imporrebbe per essere vincente), oltre alla non trascurabile ricaduta etica.
Sì, anch'io ho dei dubbi su questo e comunque bisognerebbe fare delle sperimentazioni e capire se può essere la strada giusta oppure no.
E poi colpirne uno per educarne cento? Siamo sicuri che funzionerebbe?
Non siamo sicuri di niente, ma i ragazzi ridono delle note e delle sospensioni perchè tanto sanno che poi non succede nulla. Bisogna far capire che ci sono delle regole e che, per chi le trasgredisce, ci sono delle sanzioni. Ma questo è un problema dell'intera società italiana, non solo della scuola.
Non so perché, ma ho più la sensazione che gli altri 99 poi ci odierebbero a morte, ma proprio anatema su di noi...
Dipende dalle situazioni. Potrebbe succedere, ma anche no. Dipende dai rapporti che ci sono tra di loro. E' molto difficile parlare in generale perchè ogni caso è a sè, ma che la situazione ci sia sfuggita di mano mi sembra evidente.
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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Ven Ago 24, 2012 2:15 pm

mac67 ha scritto:
1. "Professore, ma lei ci vuole bene?" Me lo sento dire, in varie forme, in ogni classe. Io e i miei compagni di liceo questo problema non ce lo ponevamo, e per dirla tutta, nemmeno ci interessava che i nostri prof ci volessero bene.
Questo l'ho notato anch'io e mi sembra un altro sintomo di quella fragilità e di quell'insicurezza di cui si parlava prima.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Ven Ago 24, 2012 2:29 pm

Dec ha scritto:
mac67 ha scritto:
1. "Professore, ma lei ci vuole bene?" Me lo sento dire, in varie forme, in ogni classe. Io e i miei compagni di liceo questo problema non ce lo ponevamo, e per dirla tutta, nemmeno ci interessava che i nostri prof ci volessero bene.
Questo l'ho notato anch'io e mi sembra un altro sintomo di quella fragilità e di quell'insicurezza di cui si parlava prima.

Capita sempre più spesso, me lo sono sentito dire persino al professionale da persone che non avrei mai pensato (tra l'altro senza ironia). C'è tenere presente, rispetto alle generazioni passate, che questi ragazzi a casa non hanno quasi mai nessuno mentre molti di noi avevano mamme e nonne e il "bene" era cosa di famiglia, mai avrei chiesto qualcosa di simile ai miei docenti (in realtà neppure a me interessava e di certo io non volevo bene a loro). :-)
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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Ven Ago 24, 2012 3:00 pm

mac67 ha scritto:
1. "Professore, ma lei ci vuole bene?" Me lo sento dire, in varie forme
A me dicono: "Lo sappiamo che lei ci vuole bene"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Che vorrà dire???? Forse che i miei alunni hanno un'autostima eccessiva!
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Ven Ago 24, 2012 4:11 pm

Valerie ha scritto:
Albith ha scritto:
Veramente mi riferivo alle parole di Valerie che lamentava che i nostri figli sono delle pappe molli... il mito dei bei tempi andati insomma...
Veramente non era questo che volevo dire... Ora mi spiego meglio.
Molti colleghi lamentano la maleducazione delle nuove generazioni. Dicono che, se i ragazzi non si sanno comportare bene, è colpa di una scuola che non punisce. Io penso che la responsabilità sia più dei genitori che della scuola, ma tant'è.
E allora mi sono chiesta: chi ha prodotto queste nuove generazioni? Noi, gli attuali 35-50enni. Allora faccio questa riflessione: noi che siamo cresciuti quando il buonismo e il politically correct non erano ancora entrati nel vocabolario comune, come abbiamo potuto produrre una generazione così? Perché non siamo in grado di trasmettere il rispetto delle regole? Se noi siamo "molli" con i nostri figli e non sappiano insegnar loro le buone maniere, come può farlo la scuola?........
Chi ha prodotto queste nuove generazioni?...Bella domanda ...rispondere non è sicuramente facile, concordo con te Valerie.
Io personalmente non credo che si possa dare la totale responsabilità ai genitori...rientro anche io in questa categoria e anche io come te mi metto continuamente in discussione avendo due figli adolescenti che frequentano la scuola superiore. Sicuramente la famiglia ha un ruolo primario e la principale responsabilità nell'educazione dei figli...ma ci sono casi e casi.
Ci sono genitori che viziano oltre misura, danno ai figli sempre la "pappa pronta" e li spalleggiano in ogni occasione..anche quando hanno palesemente torto.
Ci sono genitori totalmente "assenti" che lasciano i figli allo stato brado.
Ci sono, però, anche genitori scrupolosi (...spero siano la maggioranza) che seguono i loro figli e trasmettono loro valori, principi e regole che i figli dimostrano di recepire e seguire.
Spesso, però, capita che adolescenti di quest'ultima categoria rispettosi ed educati a casa, si "scatenano" a scuola...non subito,,,prima si devono "ambientare" e poi inizia la "trasformazione......Perchè??????
Io credo che in molti casi sia la scuola stessa ad essere "malata", nel senso che non vengono inviati messaggi coerenti ai ragazzi...alcuni comportamenti sono permessi o tollerati da un docente, mentre da un altro insegnante della classe sono sanzionati in modo deciso.....in queso modo i ragazzi sanno dove e con chi possono approfittarne e in quale momento devono darsi una calmata....perchè non trasmettere il messaggio che devono darsi una calmata con tutti i docenti???...dipende da noi!!
Ci sono studenti che arrivano in 1° superiore con principi e regole di comportamento che nel corso degli anni (ottimisticamente) o di qualche mese (più realisticamente) mettono tranquillamente sotto le scarpe perchè hanno visto l'"andazzo"...compagni che ne combinano di tutti i colori e che non vengono "puniti"..le note disciplinari nel registro di classe sono solo uno"spreco di inchiostro" senza nessun seguito e in molti casi non hanno ripercussioni nemmeno nel voto di condotta. Gli studenti, in questo modo, si sentono "autorizzati" a fare di tutto e di più...tanto. Non li sto giustificando, assolutamente, ma ritengo che anche noi docenti ,i vari DS e la scuola in genere abbia le sue responsabilità...non solo le famiglie.
Dobbiamo, a parer mio, raggiungere coerenza e credibilità all'interno di un cdc, trasmettendo alla classe le stesse regole di comportamento e se per prendere provvedimenti disciplinari bisogna riunirsi in oraro extrascolastico, pazienza, ma bisogna farlo.
L'anno scorso una collega si è sfogata con me, non sapeva più come agire in una classe dove un alunno si era rivolto a lei in modo maleducato e offensivo oltre ogni limite ( frase che non riporto per intero " Brutta T...."), non sapeva come comportarsi, io le ho detto come avrei proceduto, lei invece ha lasciato perdere e il grave episodio non ha avuto per l'alunno nessuna conseguenza...ma lei durante l'anno ha continuato sempre a lamentarsi senza agire in nessun modo...a che serve tutto ciò, quale messaggio viene dato agli studenti della classe se un fatto del genere rimane impunito?
L'uso delle telecamere in classe, potrebbe effettivamente essere un deterrente per certi comportamenti degli studenti, ma mi chiedo perchè ad essere contrari sono per la maggioranza docenti? Di cosa si ha paura?
Sono, quindi, favorevole alle telecamere, ma non certo per utilizzarle come un mezzo che permette di mandare via dalla scuola gli studenti "irrecuperabili", perchè in tal caso bisognerebbe mandare via anche i colleghi che non riescono a fare gli insegnanti!!
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Sab Ago 25, 2012 7:49 pm

Citazione :
Scusa, ma a questo punto mi sorge l'osservazione.

Del figlio del ricco di turno che vizia il figlio all'inverosimile non avevo proprio pensato, e nemmeno credevo che fosse l'oggetto principe della discussione.

Nella mia pur breve esperienza in effetti i bulli incontrati venivano da realtà da paura, da vari punti di vista (socio-economico, psichiatrico, persino criminale).

Forse mettiamo nel calderone dei ragazzi che rendono difficile il buon corso scolastico realtà non facilmente commensurabili.

Io penso onestamente che ENTRAMBE le situazioni descritte (quella del bullo/cialtrone/provocatore che proviene da una realtà estremamente degradata e sfortunata, e quella del suo omologo che viene da una famiglia eccezionalmente ricca e arrogante) siano minoritarie, e che non siano rappresentative del problema vero.

Ossia, a mio avviso, la maggior parte dei bulli/cialtroni/provocatori che rendono impossibile il normale corso dell'attività scolastica viene da ambienti assolutamente "normali" e conduce vite del tutto ordinarie. Famiglie della piccola borghesia, genitori che fanno lavori normalissimi (che non commettono reati, non si drogano e non si massacrano di botte, ma nemmeno che possano fare scialo di benessere economico sfrenato)... ma che semplicemente vivono qualsiasi cosa con superficialità e sprovvedutezza, non attribuiscono alcuna importanza etica all'impegno e al senso del dovere, e non hanno la minima inclinazione a seguire i figli in maniera coerente e decisa.

Poi, occasionalmente (e con concentrazioni molto diverse a seconda del tipo di scuola e della città o quartiere di provenienza) esisteranno anche i casi descritti sopra, quello del figlio di miliardario viziatissimo o quello del figlio di devianti sociali gravi, ma sono pochissimi in confronto al "gruppone" di quelli che fanno i cialtroni semplicemente perché per loro è normale così, perché pensano che non ci sia niente di grave, perché nessuno li ha mai abituati a nessuna responsabilità.

Se si ragiona in termini di ragazzi "viziati", la definizione può attagliarsi anche a questi, ma non c'entra molto con il benessere economico. Non c'è bisogno di essere RICCHI per viziare i figli, basta semplicemente essere condiscendenti e lassisti su qualsiasi loro capriccio, che non è necessariamente legato al possesso di cose materiali. Il bambino che, a partire dall'età di sei anni, si è sempre sentito dire in casa "se non hai voglia di finire i compiti, non li finire, tanto che vuoi che sia, non è mica grave... e anche se non li fai, non ti succede niente", che razza di considerazione avrà della scuola e degli insegnanti dieci anni dopo?

E non c'è mica bisogno di essere particolarmente ricchi (o, all'estremo opposto, particolarmente devianti, sociopatici o criminali) per ragionare così! Basta essere superficiali, pigri, e poco responsabili...

Lisa
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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 1:24 am

Sono d'accordo con te. Io portavo quell'esempio estremo (poi probabilmente non era miliardario neanche lui, ma non mi sono mai posto il problema di approfondire la cosa) proprio per sostenere che non sempre il bullismo (o come vogliano chiamarlo) è figlio del disagio sociale, della povertà, di una famiglia disgregata o di chissà quali traumi subiti. Certo nelle scuole capitano anche queste realtà e, se ne veniamo a conoscenza, abbiamo sempre un occhio di riguardo (almeno finchè è possibile) per loro, ma spesso sono proprio i ragazzi normali, di buona famiglia, italiani più che stranieri, che si comportano male. Per questo, quando qualcuno aveva proposto l'espulsione o comunque sanzioni severe, la risposta di Albith che aveva parlato di leggi razziali e di kapo mi era sembrata fuori luogo. Spesso sono la noia, il non trovare un senso in quello che si fa (la scuola, lo studio) che spingono ad atteggiamenti di ribellione e di insofferenza e questi sono trasversali alle classi sociali di appartenenza. Gli stranieri che ho avuto io per lo più erano più motivati e probabilmente vedevano la scuola come un ascensore sociale, perciò la prendevano seriamente, cosa che alcuni italiani di buona famiglia non fanno più.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 11:17 am

Dec e Paniscus quindi per voi la responsabilità è solo ed esclusivamente di queste famiglie condiscendenti e lassiste.
Secondo voi la scuola non concorre almeno un po in questa responsabilità?
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 11:35 am

Io premetto di non avere una panoramica completa del mondo della scuola, perché ho sempre lavorato solo alle superiori. Ma lavorando alle superiori, ci si trova a interagire con ragazzi che hanno abitudini (non solo scolastiche, ma soprattutto familiari e sociali) già consolidate, ed è durissima tentare di scardinare quelli che ormai non sono nemmeno più scelte della persona, ma sono veri e propri automatismi.

Una delle cose che mi colpì di più, nei primissimi anni di insegnamento, fu proprio l'assoluta SPONTANEITA' di certi atteggiamenti che a me apparivano maleducati, o comunque inadeguati. Quando venivano richiamati per cose del genere, cascavano semplicemente dal pero, non capivano proprio che cosa avessero mai fatto di sbagliato e perché mai mi fosse venuto in mente di rimproverarli. Mi faceva impazzire proprio il fatto che questi atteggiamenti scorretti non fossero affatto tenuti apposta per sfida o per ostentazione, ma semplicemente perché non avevano la più pallida idea che fossero considerati scorretti. Ad esempio, se uno è abituato a usare in continuazione parole volgari (non l'imprecazione occasionale che ti sfugge quando sei veramente arrabbiato o quando vuoi fare un'affermazione molto forte... ma proprio l'uso futile e superfluo di parolacce come semplici intercalari, di cui si è completamente persa la forza espressiva, in qualsiasi frase banale della vita di tutti i giorni), la spiegazione è una sola: che è abituato a sentirle in casa, che da quando era piccolissimo è stato a sua volta apostrofato a quel modo dai genitori, o li ha sentiti apostrofarsi a quel modo tra di loro davanti ai figli).

E questo non dipende da stili di vita scelti consapevolmente, ma proprio da abitudini sedimentate in modo del tutto spontaneo... si ha un bel dire, a scuola, che le parolacce sono una cosa "grave", se per tutti i 15 anni precedenti è stato normalissimo constatare tutti i giorni il contrario!

Lisa
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 11:43 am

paniscus ha scritto:
Io premetto di non avere una panoramica completa del mondo della scuola, perché ho sempre lavorato solo alle superiori. Ma lavorando alle superiori, ci si trova a interagire con ragazzi che hanno abitudini (non solo scolastiche, ma soprattutto familiari e sociali) già consolidate, ed è durissima tentare di scardinare quelli che ormai non sono nemmeno più scelte della persona, ma sono veri e propri automatismi.

Una delle cose che mi colpì di più, nei primissimi anni di insegnamento, fu proprio l'assoluta SPONTANEITA' di certi atteggiamenti che a me apparivano maleducati, o comunque inadeguati. Quando venivano richiamati per cose del genere, cascavano semplicemente dal pero, non capivano proprio che cosa avessero mai fatto di sbagliato e perché mai mi fosse venuto in mente di rimproverarli. Mi faceva impazzire proprio il fatto che questi atteggiamenti scorretti non fossero affatto tenuti apposta per sfida o per ostentazione, ma semplicemente perché non avevano la più pallida idea che fossero considerati scorretti. E questo non dipende da stili di vita scelti consapevolmente, ma proprio da abitudini spontanee...

Lisa

Concordo conte Paniscus, ci sono anche questi casi..e sono numerosi...anche io insegno alle superiori...ma ci sono anche casi di studenti che arrivano in un modo e poi si trsformano per seguire la "legge del branco"..perchè questo viene "permesso" dalla scuola e da una parte di colleghi. Non hai mai avuto esperienze di questo tipo?
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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 2:18 pm

giovanna onnis ha scritto:
Dec e Paniscus quindi per voi la responsabilità è solo ed esclusivamente di queste famiglie condiscendenti e lassiste.
Secondo voi la scuola non concorre almeno un po in questa responsabilità?
No, io sono d'accordo anche con te. Anche la scuola ha la sua grande parte di responsabilità, come il gruppo dei pari. Del resto la scuola spesso è lassista perchè così la vogliono alcune famiglie. E' un po' un cane che si mangia la coda.
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ing.giovanni



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 2:55 pm

OSSERVAZIONI

I PROF NEI GUAI PER VIDEO FATTI CON CELL. CHE RIPRENDONO ALCUNE FRASI INCRIMINANTI DECONTESTUALIZZATE E GLI ATTI VANDALICI, LE PESANTI OFFESE VERBALI AI PROF, IL LANCIO DI CARTE MENTRE IL PROF SPIEGA NON DIMOSTRABILI PER LA PRIVACY
Se si parla di installare telecamere a circuito chiuso i cui nastri potrebbero essere visionati esclusivamente per motivazioni serie e sarebbero custoditi da un addetto responsabile, si parla di prof. Kapo e di violazione della privacy. Di fatto oggi le classi, in barba a tutte le ordinanze e circolari scolastiche, sono piene zeppe di cellulari che spesso vengono utilizzati per riprendere il docente. Spesso questi video sono messi online su Internet e violano la privacy di docenti studenti provocando pesanti conseguenze per la carriera di questi ultimi. In questi casi la tutela della privacy non esiste.
Togliere i cellulari agli alunni è di fatto molto difficile perchè costoro li nascondono accuratamente e/o omettono di consegnarli ai prof.

IPHONE SI LIBRI SCOLASTICI NO!
Molti studenti affermano di non poter comprare libri di testo perchè provengono da famiglie povere. Tuttavia ho osservato che molti di questi stessi studenti hanno cellulari da 600 euro, vengono accompagnati a scuola con auto di lusso.

GENITORI ORMAI NON PIU' ANNI 60, MA SPESSO FIGLI DEL BOOM ECONOMICO
Credo che in molti casi il cattivo esempio sia dato proprio dai genitori. Non si tratta più dei vecchi genitori cresciuti negli anni 50-60, ma di genitori cresciuti negli anni 70-80, figli del boom economico, spesso figli di papà che hanno avuto molto dalla vita ai quali non sono stati tramandati (o non sono stati recepiti) i valori del sacrificio, del "guadagnarsi il pane" e molti altri principi etici.

ALUNNI CHE SFRUTTANO QUALSIASI COSA PER IMPEDIRE LA LEZIONE
Spesso il diritto dello studente di uscire per andare in bagno si trasforma in una tecnica per bloccare la lezione: gli alunni chiedono sistematicamente di uscire per andare in bagno, se il prof. lo impedisce vanno dal preside, se il prof. lo consente è costretto a gestire un numero elevato di persone che chiedono di andare in bagno con una cadenza oraria di 5 minuti ciascuno (qualcuno non rientra dopo l'uscita mentre altri lamentano di avere necessità impellente di andare in bagno). Non sempre i presidi hanno voglia occuparsi di tali situazioni e spesso danno ragione ai ragazzi. Si tratta di un fenomeno che mi è stato descritto da vari colleghi (non solo giovani).


Personalmente il discorso sulla tutela della privacy mi sembra un pò pretestuoso.

Bisognerebbe individuare (oltre alle telecamere) dei meccanismi di valutazione della condotta che restituiscano ai docenti (che sono educatori abilitati da un pubblico concorso e sono pubblici ufficiali) il diritto di estromettere dalla scuola coloro che pregiudicano l'azione formativa e non consentono ai loro compagni di classe di seguire la lezione e di avere una prospettiva di carriera scolastica.
Sono molti i casi di genitori che lamentano l'impossibilità da parte dei propri figli, di stare in classe e apprendere per via di compagni disturbatori.

Sarebbe interessante sperimentare delle iniziative volte a scoraggiare i disturbatori.

Un'idea potrebbe essere l'espulsione di alunni che hanno collezionato un determinato numero di note in un determinato numero di discipline.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 3:18 pm

Scusa Ing.Giovanni, ripeto a te la domanda che ho già fatto a Dec e Paniscus: "Per te, quindi la responsabilità è solo ed esclusivamente della famiglia?
Secondo te la scuola non concorre almeno un po in questa responsabilità?"
La tua idea di "espulsione" dalla scuola di alunni che hanno collezionato note nel registro di classe, non mi trova assolutamente d'accordo...perchè si è permesso a questi alunni di "collezionare le note"?? Perchè non si è agito subito per rendere seria e credibile una nota disciplinare?? Non ripeto ciò che ho sostenuto in un precedente post, ma perchè i colleghi dalla "penna facile", si limitano a scrivere note nel registro quotidianamente senza che ciò abbia un seguito?...in che modo pensano di essere presi sul serio dagli studenti?
Quando, per sostenere un collega disperato in questo senso, mi permisi di proporre una convocazione straordinaria del cdc per prendere provvedimenti disciplinari (io che per le riunioni pomeridiano ero costretta a rimanere a scuola perchè la distanza chilometrica mi impediva di rientrare a casa per pranzo), sai cosa mi sono sentita rispondere?...."ma sei matta...una riunione....non posso ho altri impegni...non ho voglia di venire a scuola anche di sera.....lascerò perdere ..tanto non è così grave".....e intanto ha continuato a mettere note nel registro per tutto l'anno!!
Credo, quindi, che insieme alla responsabilità della famiglia, ci sia una buona dose di responsabilità anche da parte della scuola e di noi docenti. Cosa ne pensi?
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ing.giovanni



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 3:44 pm

Cara collega,
sono certo che la responsabilità non sia esclusivamente della famiglia!
Non vorrei però si confondesse l'inefficacia dell'impostazione del sistema educativo (ed anche sanzionatorio verso certi comportamenti) con l'incompetenza dei docenti.
E' tipico il caso in cui il prof. di educazione fisica dice che l'alunno è un angioletto ed il prof di matematica che non è affatto d'accordo.
Vogliamo dire che il prof di educazione fisica (o, per esempio, di un laboratorio didattico di informatica) è più bravo del prof. di matematica, che "ci sa fare" con i ragazzi?

Il tuo discorso del caso particolare di Mr. Penna Facile che mette le note lo comprendo (non capisco come mai continui a metterle visto che si sarà accorto della loro inefficacia), ma non è rappresentativo del problema che sto cercando di esporre.

Sicuramente ci vogliono docenti più qualificati, ma questa è un'altra storia (bisognerebbe fare formazione sulla didattica anche ai precari e a chissà quanti docenti di ruolo).

Comunque la mia risposta è CERTAMENTE SI: sono per l'assunzione di responsabilità, ma accompagnata dalla possibilità di agire efficacemente nell'azione educativa.
Assumersi la responsabilità di un sistema educativo che premia i disturbatori ed i bulli non mi sembra accettabile dal punto di vista dell'etica professionale.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 3:57 pm

giovanna onnis ha scritto:
perchè si è permesso a questi alunni di "collezionare le note"?? Perchè non si è agito subito per rendere seria e credibile una nota disciplinare?? Non ripeto ciò che ho sostenuto in un precedente post, ma perchè i colleghi dalla "penna facile", si limitano a scrivere note nel registro quotidianamente senza che ciò abbia un seguito?...in che modo pensano di essere presi sul serio dagli studenti?
Quando, per sostenere un collega disperato in questo senso, mi permisi di proporre una convocazione straordinaria del cdc per prendere provvedimenti disciplinari (io che per le riunioni pomeridiano ero costretta a rimanere a scuola perchè la distanza chilometrica mi impediva di rientrare a casa per pranzo), sai cosa mi sono sentita rispondere?...."ma sei matta...una riunione....non posso ho altri impegni...non ho voglia di venire a scuola anche di sera.....lascerò perdere ..tanto non è così grave".....e intanto ha continuato a mettere note nel registro per tutto l'anno!!

Guarda, a me è successo esattamente il contrario.

Ovvero, io scrivevo rapporti sul registro quasi tutti i giorni, ma né il preside, né la coordinatrice di classe mi appoggiarono MAI sull'opportunità di convocare un consiglio di classe straordinario per stabilire sanzioni serie. Anzi, la coordinatrice insisteva a dire che "con lei si comportavano bene" e che quindi la colpa era mia che non sapevo gestire la classe.

Per cui, per tutto l'anno, io mi beccai la nomea della "povera sfigata che metteva note a tutto spiano anche quando tutti sapevano che non avrebbero avuto nessun effetto".

Poi, alla fine dell'anno, TUTTI quelli che si beccavano le note ricorrenti furono bocciati comunque, perché avevano una sfilza impressionante di materie insufficienti, e non certo limitate solo alla mia.

Però io passavo comunque per "la poveretta che non sapeva mantenere la disciplina", perché metteva troppe note, mentre gli altri invece ci riuscivano, solo perché di note ne scrivevano meno.

Non è stata un'esperienza piacevole, giuro.

Lisa

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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 3:58 pm

Certamente Ing.Giovanni "agire efficacemente nell'azione educativa" ed è per questo che sostengo la necessità e l'obbligo da parte della scuola e di noi docenti di assumerci le nostre responsabilità e agire di conseguenza, ma spesso non si ha voglia o non si ha il "coraggio" di agire...ed è questo che io trovo inaccettabile per la nostra etica professionale
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 4:04 pm

paniscus ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:
perchè si è permesso a questi alunni di "collezionare le note"?? Perchè non si è agito subito per rendere seria e credibile una nota disciplinare?? Non ripeto ciò che ho sostenuto in un precedente post, ma perchè i colleghi dalla "penna facile", si limitano a scrivere note nel registro quotidianamente senza che ciò abbia un seguito?...in che modo pensano di essere presi sul serio dagli studenti?
Quando, per sostenere un collega disperato in questo senso, mi permisi di proporre una convocazione straordinaria del cdc per prendere provvedimenti disciplinari (io che per le riunioni pomeridiano ero costretta a rimanere a scuola perchè la distanza chilometrica mi impediva di rientrare a casa per pranzo), sai cosa mi sono sentita rispondere?...."ma sei matta...una riunione....non posso ho altri impegni...non ho voglia di venire a scuola anche di sera.....lascerò perdere ..tanto non è così grave".....e intanto ha continuato a mettere note nel registro per tutto l'anno!!

Guarda, a me è successo esattamente il contrario.

Ovvero, io scrivevo rapporti sul registro quasi tutti i giorni, ma né il preside, né la coordinatrice di classe mi appoggiarono MAI sull'opportunità di convocare un consiglio di classe straordinario per stabilire sanzioni serie. Anzi, la coordinatrice insisteva a dire che "con lei si comportavano bene" e che quindi la colpa era mia che non sapevo gestire la classe.

Per cui, per tutto l'anno, io mi beccai la nomea della "povera sfigata che metteva note a tutto spiano anche quando tutti sapevano che non avrebbero avuto nessun effetto".

Poi, alla fine dell'anno, TUTTI quelli che si beccavano le note ricorrenti furono bocciati comunque, perché avevano una sfilza impressionante di materie insufficienti, e non certo limitate solo alla mia.

Però io passavo comunque per "la poveretta che non sapeva mantenere la disciplina", perché metteva troppe note, mentre gli altri invece ci riuscivano, solo perché di note ne scrivevano meno.

Non è stata un'esperienza piacevole, giuro.

Lisa


Ti credo Paniscus, immagino che non sia stata un'esperienza piacevole, ma se nessun collega ti ha appoggiato sull'opportunità di convocare un cdc straordinario, neanche la coordinatrice , io avrei preso l'iniziativa autonomamente facendo richiesta scritta con esplicite motivazioni direttamente al DS, che, in tal modo sarebbe stato obbligato a convocare un cdc straordinario, malgrado le "lamentele" degli altri colleghi.
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ing.giovanni



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 4:37 pm

Volendo proprio parlare di un caso particolare, visto che la collega ha avuto il coraggio di ammettere di essere stata vittima di uno spiacevole episodio, e che ne ho visti tanti passare davanti ai miei occhi, propongo il caso di una collega che ha inviato al coordinatore di classe prima e poi al dirigente richiesta scritta di convocare un consiglio di classe straordinario per una situazione di mobbing che lei stava subendo (commenti osceni riguardo il suo aspetto fisico ed altri episodi che preferisco non raccontare). Quella docente è stata messa nelle condizioni di scegliere tra il mobbing e la possibilità di continuare il suo percorso nella scuola.

Non comprendo di quale ulteriore "assunzione di responsabilità" si possa pretendere in casi come quello descritto che, purtroppo, fanno parte del mondo della Scuola e spesso vengono celati da comodi atteggiamenti omertosi di molti docenti che non hanno voglia di fare il proprio mestiere.
Che fare? Chiediamo a docenti che non si assumeranno mai le proprie responsabilità perchè non rientra nel loro modo di fare, di incominciare a farlo sulla base dei nostri idilliaci buoni propositi oppure proviamo a mettere i docenti nelle condizioni di lavorare?

Se poi vogliamo dire che i docenti (precari ed esautorati) devono assumersi la responsabilità dell'inefficienza del sistema educativo, allora penso che il "ragionamento" possa terminare qui.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 5:34 pm

ing.giovanni ha scritto:
Volendo proprio parlare di un caso particolare, visto che la collega ha avuto il coraggio di ammettere di essere stata vittima di uno spiacevole episodio, e che ne ho visti tanti passare davanti ai miei occhi, propongo il caso di una collega che ha inviato al coordinatore di classe prima e poi al dirigente richiesta scritta di convocare un consiglio di classe straordinario per una situazione di mobbing che lei stava subendo (commenti osceni riguardo il suo aspetto fisico ed altri episodi che preferisco non raccontare). Quella docente è stata messa nelle condizioni di scegliere tra il mobbing e la possibilità di continuare il suo percorso nella scuola.
Perchè bisogna sottostare ad un ricatto bello e buono? Esistono anche le querele e le denunce se si subisce un sopruso. In che modo la collega "è stata messa nelle condizioni di scegliere", cioè è stata costretta a "soprassedere" ?...sono queste le situazioni che io non riesco a concepire!!
ing.giovanni ha scritto:

Non comprendo di quale ulteriore "assunzione di responsabilità" si possa pretendere in casi come quello descritto che, purtroppo, fanno parte del mondo della Scuola e spesso vengono celati da comodi atteggiamenti omertosi di molti docenti che non hanno voglia di fare il proprio mestiere.
Che fare? Chiediamo a docenti che non si assumeranno mai le proprie responsabilità perchè non rientra nel loro modo di fare, di incominciare a farlo sulla base dei nostri idilliaci buoni propositi oppure proviamo a mettere i docenti nelle condizioni di lavorare?
Non dobbiamo chiedere, è la scuola che dovrebbe esigere. Dobbiamo essere messi tutti nelle condizioni di lavorare e per ottenere questo non dobbiamo "soprassedere" su niente. Il DS non ha alcun potere di ricatto nei nostri confronti. E' il capo d'istituto al quale dobbiamo rendere conto, ma non per questo dobbiamo adeguarci ai suoi "capricci" o ai suoi "soprusi", dobbiamo far valere i nostri diritti, tra i quali c'è la richiesta di un cdc straordinario, richiesta che non può, non deve essere disattesa...è un nostro diritto.
ing.giovanni ha scritto:

Se poi vogliamo dire che i docenti (precari ed esautorati) devono assumersi la responsabilità dell'inefficienza del sistema educativo, allora penso che il "ragionamento" possa terminare qui.
Non solo i docenti precari, caro Ing.Giovanni, ma tutti i docenti, anche quelli di ruolo...non è che qui si stia "colpevolizzando" solo una categoria di docenti....siamo tutti nella stessa barca e la dobbiamo far navigare nella giusta direzione.
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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 11:12 pm

ing.giovanni ha scritto:
OSSERVAZIONI
Un'idea potrebbe essere l'espulsione di alunni che hanno collezionato un determinato numero di note in un determinato numero di discipline.

Guarda, la cosa mi potrebbe anche trovare concorde, ma sicuramente ci sarebeb molto mobbing psicologico da parte dei colleghi e della dirigenza... So bene come vanno queste cose, almeno alle medie.... "Tu sei quella che metti le note, ma poverino, fanno così solo con te...." e il ds " Ci vuole polso, le note non servono.." eccetera eccetera
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MessaggioOggetto: Re: TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE   Dom Ago 26, 2012 11:46 pm

Esatto. Devo dire che su questo argomento non sono tanto d'accordo con Giovanna. Lei ci ha raccontato di questa sua collega che metteva tante note, ma che poi si è sottratta ad un consiglio di classe straordinario perchè non voleva stare a scuola un pomeriggio in più. Non discuto il caso specifico, ma penso che se anche la collega avesse acconsentito si sarebbe trovata probabilmente sola contro un ds e un consiglio che avrebbero minimizzato e l'avrebbero fatta passare dalla parte del torto; rischiava di diventare un processo a lei, anzichè allo studente bullo, perciò forse ha preferito evitare (e io non le do torto): credo che un docente possa realisticamente chiedere una convocazione di questo tipo se ha già sondato il terreno e pensa di poterla spuntare, altrimenti diventa un autogol. A quel punto, scartata questa ipotesi, può fare due cose: continuare a mettere le note, anche se non produrranno nessun risultato, oppure non metterle e finire doppiamente vittima. Io sono per la prima via; almeno i colleghi (e il Ds) non potranno far finta di non sapere quello che succede; potranno non fare niente, ma verranno costantemente informati in modo ufficiale del comportamento dell'allievo. Io non farei tanta ironia sui colleghi dalla penna facile: è l'unica arma che abbiamo, anche se certamente spuntata, non facciamoci togliere anche quella.
In generale io credo che nulla possa costringere il Ds e i colleghi ad assumersi la propria responsabilità se non un fatto grave e con rilevanza penale, che si spera sempre non accada. Ho il sospetto che anche le telecamere sarebbero utilizzate secondo finalità ben precise: quelle di controllare più l'insegnante che gli allievi; chi avrebbe accesso ai nastri? Ovviamente il ds. E a quel punto può prendere solo quello che serve ai suoi scopi e cancellare il resto. Ho l'impressione che rischiamo di darci la zappa sui piedi.
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TELECAMERE A TUTELA DELL'EDUCAZIONE
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