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 Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?

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lallaorizzonte
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MessaggioTitolo: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 7:13 am

red - Marco Lodoli in un articolo su Repubblica.it del 31 ottobre 2012 "Noi insegnanti parliamo di autori e temi che ai giovani sembrano polverosi e malinconici. È come se l'oceano di passato che ha tenuto insieme generazioni non riuscisse ad arrivare al presente. Non è detto però che il disinteresse per la tradizione sia una pura sciagura".

Maurizio Tiriticco " Non è morto l'Umanesimo! Non è morta la ricerca scientifica! E' morto un modello di scuola! E' morto un modello di insegnamento!"

http://www.orizzontescuola.it/news/addio-cultura-umanista-o-addio-vecchio-modello-scuola
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Albith

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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 9:10 am

No, il disinteresse per il nostro passato umanistico non è una sciagura, come in effetti non lo è che la cultura scientifica attragga solo una piccola porzione dei giovani e meno giovani.

Abbiamo avuto negli anni l'illusione che certe discipline, potenzialmente, erano per tutti (la letteratura in primis: ma quando mai?) e altre si accettava che fossero bestie nere, da affrontare sì, ma che si comprendeva (chissà perché poi?) che non erano per tutti (pensiamo alla matematica, ma anche alla fisica o alla chimica).

Accettare che la cultura, e lo studio, non sono per tutti, significa alla fine riconoscere che come nazione abbiamo una tara, cioè non siamo capaci, per mezzi, per predisposizione, forse anche per caratteristiche demo-etno-antropologiche, di far sì che oltre ai talentuosi, anche i mediocri possano giungere a un livello medio-alto o alto della cultura (umanistica o scientifica o tecnologica che sia).

Sarà colpa del docente che non sa far entusiasmare gli studenti alla sua materia? Sicuramente tale responsabilità esiste. Ma se allora la cultura si trasmette solo grazie a docenti molto carismatici, siamo fritti e impanati! Significa ammettere che lo studente, per sua natura, è arido e freddo e solo un carisma eccezionale sa risvegliarlo dal suo torpore.

Allora proprio come materiale genetico siamo messi male, malissimo, direi proprio senza speranza.

Alla faccia degli aggiornamenti, dei laboratori, delle tre o quattro lauree prese o dei dottorati e delle pubblicazioni.

Così non è morta la cultura umanistica, è morta la cultura tout court, ovvero è morta la civiltà, siamo morti noi...
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 9:29 am

Io insegno matematica e fisica, per cui questa sensazione di invisibilità, seppur non assoluta, l'ho messa in conto dall'inizio: come dice Albith, è opinione diffusa che le materie scientifiche dure non siano per tutti.

Ci sono diverse cose che si potrebbero cambiare negli ambiti non scientifici. Per esempio, studiare filosofia per temi, anziché per autori, non risulterebbe più interessante?

Che senso ha studiare la letteratura se poi non si conosce direttamente ciò che l'autore ha prodotto? Insegnare la storia della matematica senza conoscere la matematica di cui si parla è giustamente considerato privo di senso. Quale interesse potrebbe suscitare il dovere imparare che "Eulero ha inventato la funzione Gamma" senza avere idea di che cosa sia? Tuttavia, appena si passa all'ambito letterario, questo imparare "per sentito dire" diventa la norma. Ricordo i miei studi liceali (scientifici) e la letteratura latina: parole su parole che ho imparato annoiandomi, di cui alla fine è rimasto ben poco: Orazio e Catullo, perché ho anche studiato qualche brano come classico, e il ricordo che Plauto scriveva commedie (ricordo bene?).
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Albith

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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 10:06 am

Infatti lo studio della letteratura dovrebbe essere in prima battuta antologico per poi poter affrontare criticamente le opere integrali.

Se per studiare Leopardi prima devo leggere e assimilare la sua opera omnia, per finire il liceo ci vorrebbero 30 anni, non 5 (e dedicando un tempo abnorme alle letterature italiana, inglese, francese, latina, greca ecc.).

Non mi sembra il giusto approccio.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 10:48 am

Albith ha scritto:
Infatti lo studio della letteratura dovrebbe essere in prima battuta antologico per poi poter affrontare criticamente le opere integrali.

Se per studiare Leopardi prima devo leggere e assimilare la sua opera omnia, per finire il liceo ci vorrebbero 30 anni, non 5 (e dedicando un tempo abnorme alle letterature italiana, inglese, francese, latina, greca ecc.).

Non mi sembra il giusto approccio.

Penso che Leopardi non sia l'esempio più adatto: di sue opere, tra poesie e dialoghi, se ne studiano tante. Ma di letteratura latina, quanti autori vengono studiati senza avere mai letto una riga di una sua opera? E quanti autori minori della letteratura italiana vengono studiati allo stesso modo?

Aggiungo un'altra cosa: dobbiamo sapere sfoltire. Meglio due autori in meno, ma avere suscitato interesse. Chi vorrà, colmerà da solo gli eventuali "buchi" leggendo da solo.

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Albith

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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 11:04 am

Ripensare i programmi è indispensabile. Diciamo anche che la letteratura italiana, se di questa vogliamo un attimo parlare, dopo il periodo aureo e in parte argenteo, quindi grosso modo fino ad Ariosto e proprio al limite Tasso, non è stata più alla pari con le altre letterature europee (di quella francese è stata poi succube sin dal medioevo, intendendola sia d'oc che d'oïl).

Al contrario l'arte italiana era l'Arte con la maiuscola, eppure quanta storia dell'arte italiana si studia nelle scuole italiane?

L'Italia nel mondo era ed è famosa soprattutto per il suo talento artistico e anche musicale (la terminologia musicale è tutta italiana nel mondo: un perché ci sarà).

Allora se la cultura umanistica in Italia deve avere il senso di identità nazionale, allora forse puntare sulle grandi glorie sarebbe molto meglio. Come ciò sia realizzabile, non so dire (a livello di cattedre sarebbe un rimpasto traumatico).

Sul suscitare l'interesse, beh, torna il mio discorso sul carisma e sulla predisposizione degli alunni: susciti un interesse costante con la matematica o la fisica? Oppure inconsciamente hai aderito all'idea che non siano materie per tutti e quindi inevitabilmente ci sarà sempre chi sbadiglierà alla grandissima di fronte anche alla più strepitosa delle tue lezioni? Sfoltiamo anche il programma di fisica per suscitare l'interesse dei ragazzi? O al contrario lo ampliamo per un approfondimento pre-universitario?

La questione è complessa: c'è la materia, c'è il docente, c'è il contesto, c'è l'alunno e c'è la classe. Un mix che può essere esplosivo in molti casi.

Ho detto che appunto modificherei (non sfoltirei) il programma delle discipline umanistiche, ma appunto nella direzione di una maggiore coerenza con l'obiettivo, che se però è il "suscitare interesse" siamo sconfitti in partenza.
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Roberto_R



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 11:10 am

Albith ha scritto:
Infatti lo studio della letteratura dovrebbe essere in prima battuta antologico per poi poter affrontare criticamente le opere integrali.
Ne vale la pena ? Mi spiego.
Alessandro Manzoni, quando scrisse i promessi sposi, non credo volesse produrre una pietra miliare della letteratura italiana, credo volesse fare come J. K. Rowling quando scrisse Harry Potter, credo volesse vendere un bel romanzo e farci qualche soldino o anche solo divertirsi a scrivere che probabilmente era il suo hobby.
Poi, visto il buon risultato e vista la forma innovativa dell'opera, si è deciso di considerarlo pietra miliare e di proporlo (propinarlo ?) a tutti gli studenti d'Italia.
Questo dovrebbe indurci a studiare tutto Manzoni, come farebbe un collezionista ?
Ma il resto della produzione manzoniana è altrettanto significativa ?
Passiamo ad un'altra colonna portante della letteratura italiana: Leopardi.
Vi piacciono i funghi ? Probabilmente si, piacciono a quasi tutti, a me no; a me fanno vomitare (nel senso letterale del termine); devo mangiarli comunque ? Non credo, con tutto quel che c'è da mangiare, giusto i funghi !
Leopardi indubbiamente era una persona che aveva tanto da dire e da dare, ammirabile, ed indubbiamente ha prodotto opere che possono appassionare; ma sono "utili" e/o piacciono a tutti ?
Voglio dire, dopo aver letto l'infinito diventi una persona migliore ? Provoca i brividi a tutti coloro che lo leggono ?
Io risponderei no ad entrambe le domande. Mi piace molto "A Silvia" ma devo dire che "L'Infinito" mi sembra veramente una boiata; comunque mi rifiuto di credere che qualche persona si sia trasformata leggendo l'una o l'altro.
Riportiamo le cose alla loro giusta dimensione: la maggior parte delle opere letterarie di tutti gli autori, sono finalizzate al divertimento intellettuale, come Harry Potter le leggi e (forse) ti appassioni, ne godi.
Non cresci, non migliori, non ti evolvi.
A questa regola generale fanno eccezione alcune opere speciali quali ad esempio il "Trattato sulla tolleranza" di Voltaire.
Allora è il caso di proporre/propinare ad un gruppo di studenti disinteressati tutta l'antologia d'uso ?
Non sarà il caso di selezionare le vere pietre miliari della cultura ?
Tra l'altro il trattato sulla tolleranza può essere affrontato mediante discussione aperta, può essere dibattuto in classe, e i giovani amano il dibattito.
Pensate veramente di poter aprire un dibattito sul l'infinito ?
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 11:36 am

Albith ha scritto:

Sul suscitare l'interesse, beh, torna il mio discorso sul carisma e sulla predisposizione degli alunni: susciti un interesse costante con la matematica o la fisica? Oppure inconsciamente hai aderito all'idea che non siano materie per tutti e quindi inevitabilmente ci sarà sempre chi sbadiglierà alla grandissima di fronte anche alla più strepitosa delle tue lezioni? Sfoltiamo anche il programma di fisica per suscitare l'interesse dei ragazzi? O al contrario lo ampliamo per un approfondimento pre-universitario?

Una cosa che non riesco mai a fare comprendere ai colleghi di materie non scientifiche è che le conoscenze matematiche e scientifiche formano una catena: se ne manca una o è debole, la catena non regge. Dunque sfoltire è impossibile, se non in minima parte.

E sì, è inevitabile che qualche studente detesterà la matematica o la fisica, o storia dell'arte: è umano.

Per quanto riguarda il suscitare interesse, forse è il caso di chiarire qualche equivoco. Non intendo "interesse in classe", ma interesse per la disciplina, per quello che mi può dare. Se insegno lettere e i miei alunni comprendono che cosa sono prosa e poesia, che cosa vi possono trovare, le frequenteranno indipendentemente dalle mie lezioni.

Diceva un mio collega: quando sono in un aeroporto riconosco la nazionalità dei viaggiatori da quello che fanno: gli italiani sono in giro per negozi, i tedeschi leggono un libro.
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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 11:51 am

Sicuramente, ma ci sono anche italiani che leggono libri e tedeschi che cercano solo le griffe :-)

L'interesse che io intendevo è il medesimo: dello studente, non della classe (o meglio degli studenti che ho in classe: se interesso tutti è magnifico, ma un sano realismo è inevitabile).

Forse dal mio discorso è sorta l'idea, in quanto docente di lettere, che io sia per la letteratura a ogni costo. Per mio interesse personale, amo pochissimo la letteratura in sé e sono molto selettivo: le discipline di mio interesse, e che suscitarono il mio interesse fin dalle medie, si studiano poco a scuola, e sono la linguistica e l'antropologia.

Io per primo ritengo che la letteratura, intesa come studio critico di ciò che essa ha rappresentato e rappresenti nella costruzione di un'identità condivisa (non esiste, in fondo, una letteratura senza una nazione o almeno una comunità subnazionale che in quella letteratura, espressa in quella lingua, si riconosca).

Perché si studia Manzoni? Perché ha rifondato il concetto di lingua italiana nazionale poco prima che ci fosse l'unità nazionale (la lingua italiana ha una storia molto diversa dal francese o dallo spagnolo o dall'inglese, ma più affine al tedesco, dove il rifondatore linguistico e culturale, per chi non lo sapesse, è Lutero e il testo di riferimento è la Bibbia tradotta in tedesco).

È utile studiarlo: probabilmente no, in quanto le forme con cui si crea il senso di nazione cambiano nel tempo (attorno alla lingua ormai la questione ha cambiato prospettiva). È utile studiare gli altri autori, che siano italiani o latini o inglesi o tedeschi? Forse no. A che serve leggere un romanzo di oggi o una novella del '300?

Non ne vale la pena per tutti, perché non tutti hanno una predisposizione al pensiero speculativo, che sia antropologico o scientifico.

È però vero che un'utilità molto ampia, e che ha effettive e riconoscibili ricadute, è fornita da molte discipline scientifiche, specie quelle propedeutiche alle discipline tecnologiche o anche economico-finanziarie.

E dato che alla scuola viene chiesto di essere utile, forse è anche giusto che la cultura letteraria e umanistica in generale sia fornita, nel caso, a pochissimi che proprio quello vogliono fare nella vita.

Invece di costringere una marea di studenti a sbattere la testa su Seneca piuttosto che su Machiavelli o Gadda, è un investimento più proficuo costringerli, e per più tempo e più intensità, negli studi tecnico-scientifici o finanziari (che hanno, come ha ricordato mac67, la caratteristica della concatenazione degli argomenti, e quindi la progressione della conoscenza è anche più tangibile).

Gli studi umanistici sono più stereoscopici: prima di rendersi conto che si è raggiunta una pienezza di conoscenza, si deve esplorare uno spazio spesso incoerente e variegato, con ricadute pratiche di difficile riconoscimento, quando pure esistono.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 12:15 pm

Albith ha scritto:
Sicuramente, ma ci sono anche italiani che leggono libri e tedeschi che cercano solo le griffe :-)

Naturalmente si parla di una tendenza, non valida per tutti.

Albith ha scritto:


Non ne vale la pena per tutti, perché non tutti hanno una predisposizione al pensiero speculativo, che sia antropologico o scientifico.

È però vero che un'utilità molto ampia, e che ha effettive e riconoscibili ricadute, è fornita da molte discipline scientifiche, specie quelle propedeutiche alle discipline tecnologiche o anche economico-finanziarie.

E dato che alla scuola viene chiesto di essere utile, forse è anche giusto che la cultura letteraria e umanistica in generale sia fornita, nel caso, a pochissimi che proprio quello vogliono fare nella vita.

Mi pare eccessivo, sarei molto meno drastico. Però credo che sia anche il caso di rivedere le priorità: a che serve tanta letteratura se scrivono ignorando le regole grammaticali, confondono causa ed effetto, non comprendono un testo scritto?
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Albith

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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 12:28 pm

La produzione, scritta o orale, che sia "corretta" dipende solo parzialmente dalla conoscenza delle regole grammaticali.

È una nostra percezione miope pensare che, se conosco perfettamente le regole grammaticali, allora produco un testo ottimo. Le cosiddette regole grammaticali sono in parte arbitrarie, in parte sono desunte (cioè, viene prima la lingua reale e poi essa viene scomposta in "regole" secondo teorie anche in parte discordanti).

La letteratura non migliora la produzione se la si intende come exemplum sermonis (spesso non può fungere come tale, perché nella letteratura, come è giusto che sia, si trovano anche modelli e forme aberranti, volutamente oppure storicamente e geograficamente definite).

La letteratura semmai può stimolare, all'occorrenza, alcune abilità fabulatorie, o anche fornire una sorta di cantina di "scorte" a cui attingere.

La comprensione di un testo è un'abilità linguistica e paralinguistica: come tale si esercita in altri modi, non certo (solo) leggendo ossessivamente Boccaccio oppure Platone o Leibniz. Comprendere un bugiardino di un farmaco piuttosto che il codice stradale non dipende dalle mie conoscenze letterarie: esse al massimo sono state un esercizio su un argomento circoscritto, ma che volendo si può fare su qualsiasi altro tipo di testo.
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 12:37 pm

Albith, sono d'accordo su quest'ultimo intervento.

Ogni tanto mi pare che i colleghi che insegnano "Lingua e letteratura italiana", in particolare alla scuola secondaria di secondo grado, dimenticano "Lingua" e ricordano solo "letteratura".
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Albith

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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 12:45 pm

Questo avviene, non me ne vogliano i colleghi, perché a Lettere almeno il 99,9999% dei laureati si occupa di letteratura (oppure di Storia nelle sue varie declinazioni: generale, artistica, musicale, teatrale ecc.) e noi linguisti siamo rarae aves.

Non che poi ottimi docenti formati in storia o letteratura non sappiamo più che egregiamente affrontare la grammatica e la linguistica, ma la formazione pesa e molto.

Inoltre la letteratura è proprio una specie di totem ineluttabile: del resto per darsi un "tono" è prassi consolidata citare questo o quell'altro autore (in genere i greci e i latini forniscono un valore aggiunto molto ricercato).

Insomma, la letteratura ha in sé un valore di pregio, sebbene poi venga stigmatizzata: siamo in fondo una nazione molto schizofrenica.
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Roberto_R



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 12:53 pm

Albith ha scritto:
La produzione, scritta o orale, che sia "corretta" dipende solo parzialmente dalla conoscenza delle regole grammaticali.

È una nostra percezione miope pensare che, se conosco perfettamente le regole grammaticali, allora produco un testo ottimo. Le cosiddette regole grammaticali sono in parte arbitrarie, in parte sono desunte (cioè, viene prima la lingua reale e poi essa viene scomposta in "regole" secondo teorie anche in parte discordanti).
Finalmente un umanista che la pensa come me: ci sono bambini di 7-8 anni che usano correttamente i congiuntivi senza sapere cosa siano, ed adulti perfettamente in grado di declinarli che si guardano bene dall'usarli.
Scrivere ma soprattutto parlare, sono attività che non ti danno il tempo di analizzare la frase e di ricondurla a schemi grammaticali e logici, questi schemi sono fondamentali, ma devono essere istintivi, devono provenire dall'uso quotidiano.
Io respiro perchè ne ho l'istinto, non perchè mi hanno inseganto che serve; scrivo come scrivo perchè ne ho l'istinto, non perchè ne valuto la correttezza (se non sommariamente alla fine).

Inoltre trovo odioso sentire giustificazioni del tipo "qual è non vuole l'apostrofo perchè è un' apocope".
Stronzate ! Qual è non vuole l'apostropo perchè si è deciso così *; ed è un' apocope perchè non ci vuole l'apostrofo.
Causa ed effetto invertiti.
Mi viene da ridere pensando che c'è chi dice che lo studio della grammatica stimoli l'intelligenza, salvo poi dimostrare che non sa riconoscere causa ed effetto.
* in effetti si è deciso che "qual" sia una parola compiuta e che quindi non è "quale" a cui si è tolto la "e" finale
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Roberto_R



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 12:58 pm

Albith ha scritto:
Inoltre la letteratura è proprio una specie di totem ineluttabile: del resto per darsi un "tono" è prassi consolidata citare questo o quell'altro autore (in genere i greci e i latini forniscono un valore aggiunto molto ricercato).
Qualche tempo fa a Ballarò un politico citò l'uomo ragno: "da un grande potere derivano grandi responsabilità".
Se non mi sono suicidato quella volta.......
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mac67



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 1:10 pm

Roberto_R ha scritto:

Io respiro perchè ne ho l'istinto, non perchè mi hanno inseganto che serve; scrivo come scrivo perchè ne ho l'istinto, non perchè ne valuto la correttezza (se non sommariamente alla fine).

Scrivere non è un istinto. Scrivi come hai imparato a scrivere e come ti hanno insegnato a scrivere. E più si va avanti nell'istruzione, più si dovrebbe riflettere sulla lingua, sulla sua struttura e sul suo uso.
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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 1:14 pm

La questione di "quale" davanti a vocale credo di averla trattata almeno una decina di volte qui su OS: si vede che è proprio una pietra dello scandalo!

La punteggiatura italiana ed europea in generale non sono molto antiche nella forma attuale.

Diciamo solo che quando si è deciso di definire delle norme ortografiche che comprendessero anche indicatori che separassero parole e frasi, la scelta dell'uno o dell'altro segno ha seguito criteri vari e spesso anche contraddittori.

La parola "qual" un tempo era molto frequente anche davanti a consonante (si diceva, per esempio: "in qual tempo sei vissuto" oppure "qual quesito mi poni?"). Si tendeva cioè all'eliminazione della vocale finale (fenomeno che si chiama appunto "apocope"). A maggior ragione, quindi, davanti a vocale, non si segnava nulla (dato che il segno di apocope è stato definito come nullo).

Oggi però, che diciamo "quale periodo" oppure "quale questione" ma persino "quale evento" o ancora "quale amicizia", la percezione che "qual è" abbia qualcosa "in meno" è molto forte.

Probabilmente si imporrà presto "qual'è".
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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 1:16 pm

mac67 ha scritto:
Roberto_R ha scritto:

Io respiro perchè ne ho l'istinto, non perchè mi hanno inseganto che serve; scrivo come scrivo perchè ne ho l'istinto, non perchè ne valuto la correttezza (se non sommariamente alla fine).

Scrivere non è un istinto. Scrivi come hai imparato a scrivere e come ti hanno insegnato a scrivere. E più si va avanti nell'istruzione, più si dovrebbe riflettere sulla lingua, sulla sua struttura e sul suo uso.

Operazione difficilissima, in quanto appunto metalinguistica: la lingua è percepita sempre come uno strumento per lo studio di altro da sé. Lo studio della lingua attraverso se stessa è davvero una capacità metacognitiva che non tutti possiedono.

Costringere alla metacognizione, quando spesso la cognizione è carente, è una tortura al quadrato.
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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 1:53 pm

Roberto_R ha scritto:
Albith ha scritto:
La produzione, scritta o orale, che sia "corretta" dipende solo parzialmente dalla conoscenza delle regole grammaticali.

È una nostra percezione miope pensare che, se conosco perfettamente le regole grammaticali, allora produco un testo ottimo. Le cosiddette regole grammaticali sono in parte arbitrarie, in parte sono desunte (cioè, viene prima la lingua reale e poi essa viene scomposta in "regole" secondo teorie anche in parte discordanti).
Finalmente un umanista che la pensa come me: ci sono bambini di 7-8 anni che usano correttamente i congiuntivi senza sapere cosa siano, ed adulti perfettamente in grado di declinarli che si guardano bene dall'usarli.
Scrivere ma soprattutto parlare, sono attività che non ti danno il tempo di analizzare la frase e di ricondurla a schemi grammaticali e logici, questi schemi sono fondamentali, ma devono essere istintivi, devono provenire dall'uso quotidiano.
Io respiro perchè ne ho l'istinto, non perchè mi hanno inseganto che serve; scrivo come scrivo perchè ne ho l'istinto, non perchè ne valuto la correttezza (se non sommariamente alla fine).
Faccio una statua ad ALBITH (rimani sempre il mio mito, perché non ti ho come collega, mannaggia?) e anche a Roberto. È ancora più vero nello studio della lingua straniera che molti colleghi si ostinano ad insegnare tramite la grammatica con la scusa della necessità della correttezza, facendo passare per metodo comunicativo ciò che comunicativo non è, salvo poi lamentarsi dicendo che il metodo comunicativo non funziona!
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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 1:54 pm

Albith ha scritto:
mac67 ha scritto:
Roberto_R ha scritto:

Io respiro perchè ne ho l'istinto, non perchè mi hanno inseganto che serve; scrivo come scrivo perchè ne ho l'istinto, non perchè ne valuto la correttezza (se non sommariamente alla fine).

Scrivere non è un istinto. Scrivi come hai imparato a scrivere e come ti hanno insegnato a scrivere. E più si va avanti nell'istruzione, più si dovrebbe riflettere sulla lingua, sulla sua struttura e sul suo uso.

Operazione difficilissima, in quanto appunto metalinguistica: la lingua è percepita sempre come uno strumento per lo studio di altro da sé. Lo studio della lingua attraverso se stessa è davvero una capacità metacognitiva che non tutti possiedono.

Costringere alla metacognizione, quando spesso la cognizione è carente, è una tortura al quadrato.
Ok Albith, la statua sarà in oro zecchino! ;-)
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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 1:57 pm

Ma ti ringrazio col cuore Valerie :-)

Comunque non sto esponendo idee mie originali, o meglio, sono concetti che in linguistica e in glottodidattica credo che ormai siano persino storicizzati.

Semplicemente ne ho consapevolezza, quindi non vivo di miti quando penso alla didattica delle lingue e al loro apprendimento.
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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 2:13 pm

Albith ha scritto:
Comunque non sto esponendo idee mie originali, o meglio, sono concetti che in linguistica e in glottodidattica credo che ormai siano persino storicizzati. Semplicemente ne ho consapevolezza, quindi non vivo di miti quando penso alla didattica delle lingue e al loro apprendimento.
Idem, per questo ti adoro. ;-) :-)))))

p.s. a proposito di programmazione, un sguardo più antropologico nell'affrontare l'insegnamento/studio della storia renderebbe la materia più concreta e interessante. Sto leggendo 'Il più grande uomo scimmia del Pleistocene'. Non mi addentro sul valore storico-scientifico o letterario del libro, che non sono in grado di giudicare, ma il contenuto mi piace, se me lo avessero 'propinato' al liceo, ci avrei preso gusto!
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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 8:51 pm

Sicuramente mi piace molto inserire aspetti dell'antropologia nell'insegnamento della storia (ad esempio, dato che uno dei miei maestri ideali è Harris, mi piace molto affrontare le motivazioni originarie dei tabù alimentari che, tranne quello del latte, hanno tutte una causa pratica e non certo fisiologica o religiosa: come dire che la confusione fra causa ed effetto è forse proprio un modello di pensiero umano e non una falla).

Ma io resto comunque dell'idea che una scuola a carattere troppo speculativo, che sia esso a stampo umanistico o scientifico, sia adatta a pochissimi e sia una tortura per moltissimi: meglio pensare a una scuola molto più tecnico-pratica lasciando poche e selezionate scuole, diciamo "classiche", sia scientifiche che umanistiche, dove portare avanti proficuamente discorsi del genere, vuoi sul pensiero letterario, filosofico, artistico e linguistico, vuoi sul pensiero matematico, fisico e naturalistico.
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paniscus



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Ven Nov 02, 2012 11:20 pm

Albith ha scritto:
Sicuramente mi piace molto inserire aspetti dell'antropologia nell'insegnamento della storia (ad esempio, dato che uno dei miei maestri ideali è Harris,

Un genio.

Ma aggiungici anche Jared Diamond, se puoi!
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Jankele



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MessaggioTitolo: Re: Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?    Sab Nov 03, 2012 6:04 pm

Non vedo come si possa difendere lo steccato fra letteratura e linguaggio, se non rimanendo chiusi nel provincialismo. Dal mio punto di vista, I promessi sposi sono la lingua in cui sono scritti, e - così come il David di Michelangelo non avrebbe nessun valore se fatto in plastica - altrettanto il contenuto dell'informazione espressa in un pessimo italiano è estremamente povero, standardizzato, vuoto. I rilievi di Albith sono sacrosanti finché si rimane nell'esasperato storicismo della scuola italiana (che in realtà diventa caricaturale rispetto ad un approccio criticamente storicistico), ma qualora se ne uscisse perderebbero di senso. A noi sembra che l'approccio "storicistico" risulti didatticamente più efficace, solo perché noi stessi siamo stati formati (e con quanta fatica!) in quell'ottica lì, ma chi ha avuto la fortuna, anche in contesti extrascolastici, di lavorare con bambini della primaria o anche della secondaria di primo grado, si sarà sicuramente accorto di una loro migliore disposizione nei confronti dell'aspetto formale ad esempio delle poesie. Nell'ascolto musicale sono stati fatti passi avanti giganteschi anche in Italia, non vedo perché in letteratura sopravvive questo atteggiamento retro dei traumi infantili del poeta, dei rapporti con le corti eccetera. Quelli sì che sono destinati ad un'élite.
Ecco perché è sacrosanto da parte dell'insegnante chiedere un rispetto costruttivo delle regole della sintassi e dell'ortografia: perché un sentimento non esiste senza le parole per dirlo! I ragazzi che comunicano via sms con frasi tipo tvtb sono costretti ad un universo affettivo mutilato, è come se suonassero un pianoforte in cui la maggior parte delle corde sono rotte, in cui magari non ci sono i tasti neri!
Poi attenzione al carisma, può essere un'arma a doppio taglio: se l'attenzione del ragazzo si sposta troppo dall'argomento trattato alla persona dell'insegnante si crea un circolo vizioso, di nutrimento narcisistico per il docente, e di sopravvalutazione dell'educatore (che diventa un guru stile Osho) da parte dell'allievo, che ne perde in termini di senso critico. Naturalmente è solo sbagliando e sbagliando all'infinito che si riesce a lavorare.
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Addio cultura umanista o addio a un vecchio modello di scuola?
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