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 Alunni Dsa e alunni “segnalati”

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Galatea



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MessaggioOggetto: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Ven Nov 09, 2012 6:15 pm

Scrivo sul forum per confrontarmi con voi, colleghi.
In classe ho una situazione molto variegata: alunni con il sostegno, alunni Dsa e altri con segnalazione. Sorgono dei problemi per la programmazione e la valutazione infatti, se gli alunni con il sostegno hanno il Pei e gli alunni Dsa il piano didattico personalizzato, come posso prevedere per gli alunni segnalati le famose misure compensativi e gli strumenti dispensativi se a scuola c’è solo la relazione di un medico che non è una “vera” certificazione?
Non so se altri si pongono lo stesso problema, ma i casi del genere si moltiplicano. Anche nel corso dell’anno arrivano genitori che consegnano relazioni di medici che, da un lato dicono che il ragazzino non ha diritto al sostegno, e dall’altro raccomandano alla scuola (in calce e scritto in maiuscolo) di valutarli come se fossero certificati.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Ven Nov 09, 2012 6:30 pm

ma che roba è? hanno inventato una nuova dicitura? cosa significa 'segnalati'?
Noi facciamo pei per ragazzi h certificati o con adhd certificati, pdp per ragazzi con dsa certificati e pdp per ragazzi stranieri neoarrivati. Si parla ovviamente di certificazioni CONFORMI ALLA NORMATIVA.
Per TUTTI gli altri è prevista la personalizzazione che ogni insegnante attua conformemente alla vecchia normativa che non è mai stata abrogata. Questo significa far fare per esempio approfondimenti agli alunni particolarmente brillanti, o interrogazioni programmate su obiettivi minimi ai ragazzi in difficoltà. Ovvio che i primi potranno avere 10 mentre gli altri avranno al massimo 6. Son cose che anche il mio maestro delle elementari faceva quasi 40 anni fa senza che nessun certificato medico fosse presentato!!!!! Certo che se questi genitori pensano di avere riduzioni nel carico di lavoro e gli stessi voti degli altri o la sufficienza senza aver fatto nulla solo perché hanno presentato due righe scritte da chissà chi, se lo scordano!!!!
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Ven Nov 09, 2012 7:02 pm

Io ho assistito personalmente a una scena patetica in cui uno studente (diciottenne, intelligentissimo e gran furbacchione) si presentò agli esami di settembre pretendendo di avere diritto agli strumenti di compensazione (ossia, praticamente, di tirarsi fuori dallo zaino un quaderno di appunti con tutte le formule e le definizioni che gli servivano per il compito, e copiarle liberamente)...

...perché gli era stata diagnosticata una "lieve forma di disturbo di concentrazione", e "gli avevano detto" che aveva diritto agli strumenti compensativi.

Cascammo dal pero, perché MAI era stata presentata alcuna diagnosi, MAI era stata richiesta alcuna attuazione di piani di studio personalizzati... e soprattutto MAI nessuno, in quattro anni, si era sognata di segnalare al consiglio di classe che fosse stato suggerito un sospetto di DSA o di qualche altro problema, e che ci fosse l'intenzione di sottoporre il ragazzo a degli accertamenti.

Semplicemente, la famiglia del nostro, dopo che era stato rimandato a settembre, aveva avuto la pensata geniale di farlo visitare in fretta e furia, durante l'estate, da uno psicologo privato, esclusivamente per provare a vedere se c'era verso di ottenere qualche sconto sulla severità dell'esame. Tale brillante professionista non aveva nemmeno fatto dei test dettagliati (altrimenti gli avrebbe almeno raccomandato di portarsi dietro la diagnosi scritta), ma aveva semplicemente "non escluso" la possibilità che ci fosse una lieve forma di disturbo... e aveva detto amichevolmente al ragazzo: "tu provaci, che tanto non ti costa nulla".

Nel caso specifico, allo studente fu detto chiaramente che finché non portava una certificazione formale e non la sottoponeva alla discussione del consiglio di classe, di facilitazioni non se ne parlava proprio... fu gentilmente e fermamente invitato a mettere via il quaderno, e la cosa finì lì.

Ignoro se durante l'anno successivo, in vista della maturità, abbia effettivamente presentato una certificazione vera o no : - )
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Ven Nov 09, 2012 8:19 pm

Dopo che è uscita la legge 170 sono stati stabiliti dei criteri e delle procedure particolari anche per stilare le diagnosi, a cui i prifessionisti devono attenersi.
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Galatea



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 1:21 pm

Grazie colleghi per il vostro contributo.
Io ho deciso che se non mi presentano una certificazione come si deve (DSA o sostegno) non concederò misure compensative e strumenti dispensativi. Mi dispiace solamente per quei casi in cui il ragazzino è davvero in difficoltà e la dicitura è stata aggiunta perchè evidentemente per i famosi TAGLI gli viene negato il sostegno!! Sono veramente amareggiata: da un lato i genitori che chiedono "aiuti" per i figli per sindromi che non sono neanche accertate in campo internazionale, dall'altro i ragazzini veramente in difficoltà che senza il sostegno andranno incontro a insuccessi sicuri!
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mad



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 4:11 pm

Galatea ha scritto:
la dicitura è stata aggiunta perchè evidentemente per i famosi TAGLI gli viene negato il sostegno

io non credo sia questa la motivazione, anche perché un DSA non implica un impegno finanziario aggiuntivo come un ragazzo con sostegno....
inoltre oggigiorno non è difficile ottenere una certificazione di DSA: se manca significa che non se ne ravvisa la necessità e l'alunno non rientra nei canoni previsti per averla..ergo, per lui niente programmazione semplificata e niente valutazione ad hoc.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 5:05 pm

mad ha scritto:
Galatea ha scritto:
la dicitura è stata aggiunta perchè evidentemente per i famosi TAGLI gli viene negato il sostegno
io non credo sia questa la motivazione, anche perché un DSA non implica un impegno finanziario aggiuntivo come un ragazzo con sostegno....
inoltre oggigiorno non è difficile ottenere una certificazione di DSA: se manca significa che non se ne ravvisa la necessità e l'alunno non rientra nei canoni previsti per averla..ergo, per lui niente programmazione semplificata e niente valutazione ad hoc.
Anche da noi abbiamo notato che fanno passare per normodotati ragazzi che CHIARAMENTE hanno problemi cognitivi, solo per risparmiare sull'insegnante di sostegno. In ogni caso però non viene riconosciuto loro un dsa come ha ben spiegato Mad.
Ovviamente rimane valida la personalizzazione sancita dalla legge (Moratti, Fioroni) mai abrogata. In pratica puoi metterlo agli obiettivi minimi, ma quelli li deve raggiungere per forza.
Quindi hai ragione, è una vergogna: quei ragazzi non potranno mai raggiungere nemmeno gli obiettivi minimi! Per non parlare del superamento dell'esame!
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Galatea



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 6:24 pm

Guarda Mad non so che pensare, nella relazione di un alunno con, per me e per i colleghi, evidenti problemi cognitivi, vengono evidenziati disturbi Aspecifici dell'aprendimento e non gli viene dato quindi nè sostegno nè Dsa. A me sembra pazzesco! Anche perchè, come dici tu, un Dsa non sarebbe costato di più allo Stato. L'unica cosa che posso fare è presentare una nuova scheda di segnalazione e intanto stabilire gli obiettivi minimi.
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forza
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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 6:50 pm

Scusate s evado un po' ot, ma mi chiedevo con una collega, come mai oggi ci sono così tanti ragazzini segnalati, abbiamo in media un h per classe, un dsa e almeno 2 o 3 segnalati, mentre quando andavamo a scuola noi ce n'erano massimo 2 o 3 in tutta la scuola. Cos'hanno le nuove generazioni?
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mad



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 8:16 pm

forza ha scritto:
Scusate s evado un po' ot, ma mi chiedevo con una collega, come mai oggi ci sono così tanti ragazzini segnalati, abbiamo in media un h per classe, un dsa e almeno 2 o 3 segnalati, mentre quando andavamo a scuola noi ce n'erano massimo 2 o 3 in tutta la scuola. Cos'hanno le nuove generazioni?

io credo semplicemente che ai nostri tempi non si era soliti indagare le difficoltà scolastiche dei ragazzi...
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 8:26 pm

mad ha scritto:
forza ha scritto:
Scusate s evado un po' ot, ma mi chiedevo con una collega, come mai oggi ci sono così tanti ragazzini segnalati, abbiamo in media un h per classe, un dsa e almeno 2 o 3 segnalati, mentre quando andavamo a scuola noi ce n'erano massimo 2 o 3 in tutta la scuola. Cos'hanno le nuove generazioni?

io credo semplicemente che ai nostri tempi non si era soliti indagare le difficoltà scolastiche dei ragazzi...
Lo credo anch'io. Funzionava così: due ceffoni e via a lavorare dal muratore/imbianchino/falegname/meccanico/etc. del paese.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 11:01 pm

Ecco, io invece non sono affatto convinta che fosse così.

Premetto che non parlo dei casi di veri handicap, o di disturbi di apprendimento gravi che sono evidenti a chiunque e che si diagnosticavano anche 40 anni fa: parlo di tutta quella zona grigia di disturbi "lievi", "border line", "sospetti", che NON impediscono affatto di ottenere risultati scolastici accettabili lo stesso, e che dovrebbero sanamente essere trattati come semplici manifestazioni della variabilità della specie umana, invece che essere medicalizzati in modo insopportabilmente ansiogeno.

Perché di persone (attualmente al di sopra dei 40 o 50 anni) che hanno studiato pochissimo, che hanno fatto solo la scuola dell'obbligo e poi sono andate a fare lavori manuali, proprio perché all'epoca venivano considerate "inadatte a studiare" (o anche perché, in qualche caso, venivano considerati "ragazzi che non avevano voglia di studiare", ma questo veniva accettato come una normalissima scelta legittima) ce ne sono tante, e per la maggior parte non hanno più avuto alcun problema di capacità ridotte o di disadattamento sociale. Sono persone che lavorano, che spesso hanno anche SUCCESSO nel proprio lavoro (magari hanno messo in piedi una floridissima attività professionale autonoma, una bottega artigiana, un negozio, guadagnano bene, e sanno muoversi bene nel mondo economico, burocratico e legale), che si sono fatte una famiglia e hanno una vita relazionale normalissima.

Oggi invece esiste una tendenza esagerata a considerare qualunque ragazzo con difficoltà scolastiche (compreso quello che non ha nessuna patologia, ma semplicemente "va male a scuola" per mille svariatissimi motivi, disinteresse incluso) come un soggetto ad altissimo rischio di disadattamento sociale, di depressione, di devianza, o di fallimento esistenziale completo nella vita... che ha bisogno assoluto di essere aiutato a "cancellare" la difficoltà scolastica con qualsiasi metodo, compresi i più artificiosi e diseducativi.

Ma santa pazienza, facciamo un esempio terra terra... quelli che "avevano una scrittura orrenda che si faceva una fatica infame a decifrare", ci sono SEMPRE stati, in tutte le classi. Ma se studiavano, si impegnavano e facevano compiti dai contenuti buoni, venivano promossi lo stesso, al massimo si beccavano mezzo punto in meno "per il disordine", ma sicuramente non venivano considerati "casi problematici" da indagare, da curare e da sostenere con aiuti speciali... né tantomeno avevano la carriera scolastica inficiata o il successo esistenziale successivo minacciato (pensiamo a quanti ce n'è che sono riusciti a laurearsi in medicina, giusto per fare una battuta scontata!).

Invece adesso, ANCHE nel caso che la scrittura sia soltanto brutta e disordinata, ma senza alcun segnale di scoordinamento neurologico serio, è SICURO che prima o poi, nel corso della sua carriera scolastica, arriva qualcuno che si preoccupa perché il ragazzo "potrebbe avere una lieve forma di disgrafia borderline" e "sarebbe opportuno fare gli accertamenti", e prima che arrivino gli accertamenti nel frattempo lo si deve "segnalare", in modo che la scuola si senta in dovere di offrirgli il compito "facilitato".

E da qui in poi, c'è una quantità infinita di studenti e genitori che ci marciano, perché ritengono che tutto faccia brodo per avere qualche facilitazione in più, anche a prezzo di stressare il figliolo con snervanti trafile di visite mediche, test, colloqui con lo psicologo, logopedia, e quant'altro, per un problema che, se esiste, è sostanzialmente irrilevante, e non gli impedisce certo di fare una vita scolastica normale.

E tutto questo, PERCHE'? Che male c'è se si prende atto che uno "scrive male", e che se vuole provare a correggersi deve impegnarsi LUI... mentre se non gli interessa di correggersi, va accettato così, perché questo non gli rovina la vita e non gli impedisce di fare le stesse cose degli altri?

I casi veramente snervanti, di cui non se ne può più, e di cui esiste sempre il fortissimo sospetto che qualcuno ci marci, sono questi, mica i casi VERAMENTE bisognosi di aiuto!

Lisa
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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 11:07 pm

concordo in tutto e per tutto con paniscus, ha fatto un'analisi perfetta!!!!!!!!!!
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mad



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 11:20 pm

paniscus ha scritto:
Ecco, io invece non sono affatto convinta che fosse così.

Premetto che non parlo dei casi di veri handicap, o di disturbi di apprendimento gravi che sono evidenti a chiunque e che si diagnosticavano anche 40 anni fa: parlo di tutta quella zona grigia di disturbi "lievi", "border line", "sospetti", che NON impediscono affatto di ottenere risultati scolastici accettabili lo stesso, e che dovrebbero sanamente essere trattati come semplici manifestazioni della variabilità della specie umana, invece che essere medicalizzati in modo insopportabilmente ansiogeno.

Perché di persone (attualmente al di sopra dei 40 o 50 anni) che hanno studiato pochissimo, che hanno fatto solo la scuola dell'obbligo e poi sono andate a fare lavori manuali, proprio perché all'epoca venivano considerate "inadatte a studiare" (o anche perché, in qualche caso, venivano considerati "ragazzi che non avevano voglia di studiare", ma questo veniva accettato come una normalissima scelta legittima) ce ne sono tante, e per la maggior parte non hanno più avuto alcun problema di capacità ridotte o di disadattamento sociale. Sono persone che lavorano, che spesso hanno anche SUCCESSO nel proprio lavoro (magari hanno messo in piedi una floridissima attività professionale autonoma, una bottega artigiana, un negozio, guadagnano bene, e sanno muoversi bene nel mondo economico, burocratico e legale), che si sono fatte una famiglia e hanno una vita relazionale normalissima.

Oggi invece esiste una tendenza esagerata a considerare qualunque ragazzo con difficoltà scolastiche (compreso quello che non ha nessuna patologia, ma semplicemente "va male a scuola" per mille svariatissimi motivi, disinteresse incluso) come un soggetto ad altissimo rischio di disadattamento sociale, di depressione, di devianza, o di fallimento esistenziale completo nella vita... che ha bisogno assoluto di essere aiutato a "cancellare" la difficoltà scolastica con qualsiasi metodo, compresi i più artificiosi e diseducativi.

Ma santa pazienza, facciamo un esempio terra terra... quelli che "avevano una scrittura orrenda che si faceva una fatica infame a decifrare", ci sono SEMPRE stati, in tutte le classi. Ma se studiavano, si impegnavano e facevano compiti dai contenuti buoni, venivano promossi lo stesso, al massimo si beccavano mezzo punto in meno "per il disordine", ma sicuramente non venivano considerati "casi problematici" da indagare, da curare e da sostenere con aiuti speciali... né tantomeno avevano la carriera scolastica inficiata o il successo esistenziale successivo minacciato (pensiamo a quanti ce n'è che sono riusciti a laurearsi in medicina, giusto per fare una battuta scontata!).

Invece adesso, ANCHE nel caso che la scrittura sia soltanto brutta e disordinata, ma senza alcun segnale di scoordinamento neurologico serio, è SICURO che prima o poi, nel corso della sua carriera scolastica, arriva qualcuno che si preoccupa perché il ragazzo "potrebbe avere una lieve forma di disgrafia borderline" e "sarebbe opportuno fare gli accertamenti", e prima che arrivino gli accertamenti nel frattempo lo si deve "segnalare", in modo che la scuola si senta in dovere di offrirgli il compito "facilitato".

E da qui in poi, c'è una quantità infinita di studenti e genitori che ci marciano, perché ritengono che tutto faccia brodo per avere qualche facilitazione in più, anche a prezzo di stressare il figliolo con snervanti trafile di visite mediche, test, colloqui con lo psicologo, logopedia, e quant'altro, per un problema che, se esiste, è sostanzialmente irrilevante, e non gli impedisce certo di fare una vita scolastica normale.

E tutto questo, PERCHE'? Che male c'è se si prende atto che uno "scrive male", e che se vuole provare a correggersi deve impegnarsi LUI... mentre se non gli interessa di correggersi, va accettato così, perché questo non gli rovina la vita e non gli impedisce di fare le stesse cose degli altri?

I casi veramente snervanti, di cui non se ne può più, e di cui esiste sempre il fortissimo sospetto che qualcuno ci marci, sono questi, mica i casi VERAMENTE bisognosi di aiuto!

Lisa
in realtà è quello che dicevo pure io: in passato non si indagava.. oggi si è arrivati all'estremo opposto!
il fortissimo sospetto che qualcuno ci marci è ormai una certezza.
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lola2011



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Sab Nov 10, 2012 11:28 pm

Concordo in parte. Io invece avrei voluto avere un programma per obiettivi minimi in matematica, non ho MAI capito nulla ma dalla maestra in poi mi sono sempre sentita dire che ero svogliata (solo in quella materia), che NON VOLEVO imparare ecc. La maestra mi dava il doppio/triplo dei compiti rispetto ai miei compagni e mi rimproverava davanti a tutti. Mi faceva pure sedere a fianco a lei e appena riuscivo a fare qualcosa diceva agli altri: avete visto che c'è riuscita anche xxxx? o frasi tipo: Finalmente si è decisa a fare qualcosa anche lei, perché la matematica non le piace, fa i capricci anziché fare le operazioni/problemi". Piangevo ma venivo considerata capricciosa.
Morale: a quasi 40 anni non so fare equivalenze, frazioni ecc. ecc. dopo TUTTA LA VITA DI RIPETIZIONI FINO ALLA V LICEO.
Ora saranno quasi tutti segnalati solo perché "scrivono male" ma prima una programmazione differenziata non veniva fatta praticamente per nessuno.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Dom Nov 11, 2012 12:02 am

Per lola: ma ritieni che INVECE adesso le equivalenze e le frazioni le sapresti fare, se invece di darti il doppio o triplo dei compiti (per farti esercitare di più sulle cose che non ti riuscivano), te ne avessero dati di meno, ti avessero fatto fare la verifica "più facile", e ti avessero detto "stai tranquilla, puoi limitarti a studiare la metà di quello che studiano gli altri, perché da te pretendiamo di meno"?

Inoltre, se anche ci fossero state 40 anni fa tutte le precauzioni che ci sono adesso, francamente non riesco a capire che razza di diagnosi avresti potuto avere.

La convinzione radicale di "non capire niente di matematica" (e addirittura di TUTTA la matematica, qualsiasi argomento, dagli insiemi alle equazioni, dall'area di un triangolo a un grafico cartesiano) non è mica un disturbo specifico di apprendimento.

Esiste la discalculia, ma la discalculia non è affatto equivalente a "non capire la matematica"... il discalculico ha problemi a trascrivere le cifre, a incolonnare i numeri, a ordinare i passaggi di calcolo, ma non a comprendere il ragionamento logico e il significato degli enti matematici!

Lisa
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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Dom Nov 11, 2012 6:53 am

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento sono riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale e sono classificati sia nel DSM sia nell'ICD10. Io non comprendo granché gli insegnanti che mettono in dubbio diagnosi e certificazioni (mi riferisco sempre ai DSA): come noi non amiamo le ingerenze esterne per quanto concerne la nostra professione, credo sia doveroso da parte nostra rispettare le professionalità altrui che, oggettivamente, nel campo hanno un'esperienza e una preparazione diversa e maggiore. Mi chiedo anche come sia possibile "contestare" il fatto che una determinata diagnosi/certificazione sia corretta, quando non abbiamo assolutamente le competenze per farlo. Siamo sempre lì: pretendiamo di non essere considerati dei tuttologi, ma poi pretendiamo di conoscere perfettamente anche campi per i quali non abbiamo la preparazione.
Per il caso dell'alunno disgrafico: basta frequentare un corso di formazione di livello base sui Dsa per sapere che la disgrafia è un continuum. Questo significa, e lo sappiamo bene, che ci sono molti alunni che hanno una brutta grafia, da che mondo e mondo; alcuni di questi, peró, non riescono, nemmeno con tutto l'impegno del mondo, a rendere la propria grafia leggibile agli altri e, cosa più grave, a se stessi. Cosa si fa? Gli si continua a dare 4 perché non si impegna abbastanza? Allora mettiamogli anche le orecchie d'asino e facciamolo inginocchiare sui ceci: il livello di prassi didattica è il medesimo. Non avrebbe forse più senso permettergli di scrivere al computer, sia in classe che a casa? Perchè è questo che richiede una diagnosi di disgrafia, non altre facilitazioni. Nessuno chiederebbe a un alunno miope di copiare dalla lavagna senza occhiali, no?
Aggiungo che la discalculia, è vero, non reca con sé difficoltà nel ragionamento logico: tuttavia, il deficit nella comprensione del testo sì. Ed è un disturbo annoverato tra i Dsa. Infine, qualunque neuropsichiatra o psicologo cognitivo preparato in materia di Dsa preciserà sempre che un alunno con Dsa non guarisce e che, purtroppo, non è nemmeno detto che migliori. La domanda, quindi, "pensi che saresti riuscita a fare certe cose", rivolta all'utente che aveva difficoltà nell'area matematica, è oziosa: anche sul fatto che possono non esserci miglioramenti c'è accordo da parte della comunità scientifica internazionale. Certamente, peró, si sarebbe risparmiata un sacco di frustrazioni, umiliazioni e disagi inutili, e secondo me non è cosa da poco (ammesso che avesse un Dsa, non possiamo saperlo).


Ultima modifica di marcella79 il Dom Nov 11, 2012 9:36 am, modificato 1 volta
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Galatea



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Dom Nov 11, 2012 8:35 am

Condivido al 100% quel che ha scritto Paniscus.
Inoltre non si tratta di mettere in dubbio diagnosi e certificazioni ma, ribadisco, queste arrivano SOLO in caso di sostegno e DSA. A me sembra invece che la relazione di un medico che ci raccamandi di usare quei famosi strumenti per uno studente con difficoltà che neanche loro riconoscono come certificabili sia un'ingerenza esterna! Un modo per tener a bada genitori che comunque ottengono un pezzo di carta da presentare a scuola
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Dom Nov 11, 2012 9:23 am

Galatea ha scritto:
Condivido al 100% quel che ha scritto Paniscus.
Inoltre non si tratta di mettere in dubbio diagnosi e certificazioni ma, ribadisco, queste arrivano SOLO in caso di sostegno e DSA. A me sembra invece che la relazione di un medico che ci raccamandi di usare quei famosi strumenti per uno studente con difficoltà che neanche loro riconoscono come certificabili sia un'ingerenza esterna! Un modo per tener a bada genitori che comunque ottengono un pezzo di carta da presentare a scuola

Non capisco a cosa tu ti riferisca. I Disturbi Specifici dell'Apprendimento sono certificabili in quanto, appunto, riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale. Gli strumenti compensativi elencati nella diagnosi sono eclusivamente indicativi, dal momento che sono gli insegnanti a dover decidere che cosa davvero fare usare all'alunno, in un patto con la famiglia chiamato P.D.P.
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lola2011



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Dom Nov 11, 2012 9:34 am

paniscus ha scritto:
Per lola: ma ritieni che INVECE adesso le equivalenze e le frazioni le sapresti fare, se invece di darti il doppio o triplo dei compiti (per farti esercitare di più sulle cose che non ti riuscivano), te ne avessero dati di meno, ti avessero fatto fare la verifica "più facile", e ti avessero detto "stai tranquilla, puoi limitarti a studiare la metà di quello che studiano gli altri, perché da te pretendiamo di meno"?

Inoltre, se anche ci fossero state 40 anni fa tutte le precauzioni che ci sono adesso, francamente non riesco a capire che razza di diagnosi avresti potuto avere.

La convinzione radicale di "non capire niente di matematica" (e addirittura di TUTTA la matematica, qualsiasi argomento, dagli insiemi alle equazioni, dall'area di un triangolo a un grafico cartesiano) non è mica un disturbo specifico di apprendimento.

Esiste la discalculia, ma la discalculia non è affatto equivalente a "non capire la matematica"... il discalculico ha problemi a trascrivere le cifre, a incolonnare i numeri, a ordinare i passaggi di calcolo, ma non a comprendere il ragionamento logico e il significato degli enti matematici!

Lisa


Forse non le avrei sapute fare comunque ma come dice Marcella79 mi sarei evitata frustrazioni e umiliazioni. Non sarò discalculica ma di sicuro qualche probema nell'area logico-matematico ce l'ho. Non è solo questione di equivalenze, ho difficoltà a risolvere problemi elementari, fare divisioni ecc. Non è bello sentirsi dire davanti a tutti: quest'anno fai risparmiare i soldi a i tuoi genitori, tanto il libro di matematica non ti serve. Quella è mancanza di sensibilità ma anche mancanza di professionalità: un insegnante dovrebbe capire quando un alunno è svogliato e quando ha difficoltà reali. Non volevo meno compiti per oziare, ma forse assegnandomi lo stesso tipo di esercizio per + tempo e potendoci lavorare con calma, qualcosa avrei capito.
Invece no, programmazione uguale agli altri sempre e ovviamente se non sai fare le 4 operazioni BENE in matematica non vai avanti, inutile tentare di fare equazioni dopo. P.S. per fortuna i miei genitori, che comunque passavano ore a spiegarmi le cose, mi hanno sempre fatto seguire anche da altri insegnati(ripetizioni dalle elementari all'ultimo anno di liceo) perché si erano posti il problema che magari loro sbagliavano metodo, padre architetto quindi qualcosa la sapeva.. Ma a scuola si correva troppo comunque.
Pazienza :-)
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mad



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Dom Nov 11, 2012 9:52 am

lola2011 ha scritto:
Concordo in parte. Io invece avrei voluto avere un programma per obiettivi minimi in matematica, non ho MAI capito nulla ma dalla maestra in poi mi sono sempre sentita dire che ero svogliata (solo in quella materia), che NON VOLEVO imparare ecc. La maestra mi dava il doppio/triplo dei compiti rispetto ai miei compagni e mi rimproverava davanti a tutti. Mi faceva pure sedere a fianco a lei e appena riuscivo a fare qualcosa diceva agli altri: avete visto che c'è riuscita anche xxxx? o frasi tipo: Finalmente si è decisa a fare qualcosa anche lei, perché la matematica non le piace, fa i capricci anziché fare le operazioni/problemi". Piangevo ma venivo considerata capricciosa.
Morale: a quasi 40 anni non so fare equivalenze, frazioni ecc. ecc. dopo TUTTA LA VITA DI RIPETIZIONI FINO ALLA V LICEO.
Ora saranno quasi tutti segnalati solo perché "scrivono male" ma prima una programmazione differenziata non veniva fatta praticamente per nessuno.

scusa la franchezza, ma non ho ben capito se tu hai dei problemi di DSA.. se la risposta è affermativa hai ragione, avresti avuto diritto ad una programmazione differenziata. se la risposta è negativa, invece, la matematica era ed è semplicemente il tuo tallone d'Achille..

in entrambi i casi, comunque, l'approccio della maestra è da condannare.
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Dom Nov 11, 2012 9:55 am

mad ha scritto:

scusa la franchezza, ma non ho ben capito se tu hai dei problemi di DSA.. se la risposta è affermativa hai ragione, avresti avuto diritto ad una programmazione differenziata.

In realtà, per i Dsa non è prevista una programmazione differenziata, ma solo l'utilizzo di strumenti dispensativi/compensativi.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Dom Nov 11, 2012 10:18 am

marcella79 ha scritto:

Per il caso dell'alunno disgrafico: basta frequentare un corso di formazione di livello base sui Dsa per sapere che la disgrafia è un continuum. Questo significa, e lo sappiamo bene, che ci sono molti alunni che hanno una brutta grafia, da che mondo e mondo; alcuni di questi, peró, non riescono, nemmeno con tutto l'impegno del mondo, a rendere la propria grafia leggibile agli altri e, cosa più grave, a se stessi. Cosa si fa? Gli si continua a dare 4 perché non si impegna abbastanza? Allora mettiamogli anche le orecchie d'asino e facciamolo inginocchiare sui ceci: il livello di prassi didattica è il medesimo. Non avrebbe forse più senso permettergli di scrivere al computer, sia in classe che a casa?

Scusa un attimo, ma il punto è proprio questo: QUANDO MAI si dà 4 a un alunno solo perché ha la grafia poco leggibile? Forse 70 anni fa, quando c'era ancora il maestro con la bacchetta e la manciata di ceci, ma non certo adesso, e nemmeno 30 o 40 anni fa. Io di compagni di scuola coetanei miei, che hanno SEMPRE scritto male, e che venivano presi in giro per l'incomprensibilità delle loro verifiche, ne ho sempre avuti, e nessuno è mai stato perseguitato o emarginato per quello, né tantomeno considerato un "disturbato" che doveva essere esaminato dal neuropsichiatra. Adesso, ormai da decenni, le cose stanno così, e il ragazzo (SE l'impegno è ragionevole, e SE i contenuti sono sufficienti lo stesso) viene promosso senza problemi. Il peggio che gli succeda è di prendere un voto un po' più basso, ma questo succede a chiunque, in qualsiasi materia che non gli sia istintivamente congeniale.

Io per esempio so benissimo di non essere minimamente portata per il disegno artistico a mano libera: facevo una fatica terribile, ci stavo delle ore, mi mettevo a piangere, e prendevo la sufficienza a prezzo di sforzi durissimi, ma sicuramente non ho mai preso voti alti. A scuola con me, invece, c'era gente che aveva un evidentissimo istinto naturale per tale attività, e riusciva a rendere un disegno efficace e rappresentativo con pochissimi tratti spontanei, e prendeva voti altissimi senza il minimo sforzo. Cosa avrei dovuto fare, pretendere la programmazione differenziata in disegno e arte, per avere "il diritto di prendere voti alti" anch'io? Boh, scusami, ma proprio non lo capisco. Sapevo di essere negata, accettavo di fare più fatica degli altri, e mi accontentavo dei voti modesti, ma sicuramente non ho mai avuto paura di essere bocciata per quello...
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mad



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Dom Nov 11, 2012 10:29 am

paniscus ha scritto:
Scusa un attimo, ma il punto è proprio questo: QUANDO MAI si dà 4 a un alunno solo perché ha la grafia poco leggibile? Forse 70 anni fa, quando c'era ancora il maestro con la bacchetta e la manciata di ceci, ma non certo adesso, e nemmeno 30 o 40 anni fa. Io di compagni di scuola coetanei miei, che hanno SEMPRE scritto male, e che venivano presi in giro per l'incomprensibilità delle loro verifiche, ne ho sempre avuti, e nessuno è mai stato perseguitato o emarginato per quello, né tantomeno considerato un "disturbato" che doveva essere esaminato dal neuropsichiatra. Adesso, ormai da decenni, le cose stanno così, e il ragazzo (SE l'impegno è ragionevole, e SE i contenuti sono sufficienti lo stesso) viene promosso senza problemi. Il peggio che gli succeda è di prendere un voto un po' più basso, ma questo succede a chiunque, in qualsiasi materia che non gli sia istintivamente congeniale.

Io per esempio so benissimo di non essere minimamente portata per il disegno artistico a mano libera: facevo una fatica terribile, ci stavo delle ore, mi mettevo a piangere, e prendevo la sufficienza a prezzo di sforzi durissimi, ma sicuramente non ho mai preso voti alti. A scuola con me, invece, c'era gente che aveva un evidentissimo istinto naturale per tale attività, e riusciva a rendere un disegno efficace e rappresentativo con pochissimi tratti spontanei, e prendeva voti altissimi senza il minimo sforzo. Cosa avrei dovuto fare, pretendere la programmazione differenziata in disegno e arte, per avere "il diritto di prendere voti alti" anch'io? Boh, scusami, ma proprio non lo capisco. Sapevo di essere negata, accettavo di fare più fatica degli altri, e mi accontentavo dei voti modesti, ma sicuramente non ho mai avuto paura di essere bocciata per quello...

ottima analisi, hai pienamente ragione.
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Dom Nov 11, 2012 10:38 am

paniscus ha scritto:

Scusa un attimo, ma il punto è proprio questo: QUANDO MAI si dà 4 a un alunno solo perché ha la grafia poco leggibile? Forse 70 anni fa, quando c'era ancora il maestro con la bacchetta e la manciata di ceci, ma non certo adesso, e nemmeno 30 o 40 anni fa. Io di compagni di scuola coetanei miei, che hanno SEMPRE scritto male, e che venivano presi in giro per l'incomprensibilità delle loro verifiche, ne ho sempre avuti, e nessuno è mai stato perseguitato o emarginato per quello, né tantomeno considerato un "disturbato" che doveva essere esaminato dal neuropsichiatra. Adesso, ormai da decenni, le cose stanno così, e il ragazzo (SE l'impegno è ragionevole, e SE i contenuti sono sufficienti lo stesso) viene promosso senza problemi. Il peggio che gli succeda è di prendere un voto un po' più basso, ma questo succede a chiunque, in qualsiasi materia che non gli sia istintivamente congeniale.

Io per esempio so benissimo di non essere minimamente portata per il disegno artistico a mano libera: facevo una fatica terribile, ci stavo delle ore, mi mettevo a piangere, e prendevo la sufficienza a prezzo di sforzi durissimi, ma sicuramente non ho mai preso voti alti. A scuola con me, invece, c'era gente che aveva un evidentissimo istinto naturale per tale attività, e riusciva a rendere un disegno efficace e rappresentativo con pochissimi tratti spontanei, e prendeva voti altissimi senza il minimo sforzo. Cosa avrei dovuto fare, pretendere la programmazione differenziata in disegno e arte, per avere "il diritto di prendere voti alti" anch'io? Boh, scusami, ma proprio non lo capisco. Sapevo di essere negata, accettavo di fare più fatica degli altri, e mi accontentavo dei voti modesti, ma sicuramente non ho mai avuto paura di essere bocciata per quello...

Per prima cosa, io ho parlato di alunni la cui grafia non è comprensibile: hai mai visto la scrittura di alunni (rari) con diagnosi di disgrafia (e non di DSA: le due cose non necessariamente coincidono)? Se io somministro una verifica di storia e non capisco ciò che l'alunno ha scritto, come lo dovrei valutare? Gli do 4? Gli do 6 sulla fiducia? Non sarebbe stato meglio permettergli di rispondere alle medesime domande dei compagni utilizzando un programma di scrittura?
In secondo luogo: tu porti l'esempio della tua difficoltà nel disegno. Anche io sono sempre stata negata, purtroppo, e vivevo le ore di educazione artistica alle medie come una vera e propria tortura. Nemmeno io mi sono mai sognata di pretendere facilitazioni, ma è evidente che l'incapacità a disegnare è ben meno impattante rispetto alla disgrafia. Prova a immaginare un alunno disgrafico alle prese con moltiplicazioni, addizioni, divisioni e sottrazioni: non riesce nemmeno a mettere bene i numeri in colonna, come può svolgerle correttamente? Io, finite le medie, non ho mai più preso in mano una matita per disegnare. Un alunno disgrafico, invece, deve misurarsi con questa sua incapacità per sempre, quantomeno nelle attività scolastiche.
Poi, parlare di "disturbati" per alunni che, semplicemente, vanno a fare accertamenti per difficoltà oggettive e specifiche, legate all'ambito scolastico, mi sembra veramente da anteguerra.
Infine, lo preciso di nuovo: gli alunni con Dsa NON SEGUONO una programmazione differenziata.[justify]
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Alunni Dsa e alunni “segnalati”
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