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 Alunni Dsa e alunni “segnalati”

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Galatea



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MessaggioOggetto: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Ven Nov 09, 2012 6:15 pm

Promemoria primo messaggio :

Scrivo sul forum per confrontarmi con voi, colleghi.
In classe ho una situazione molto variegata: alunni con il sostegno, alunni Dsa e altri con segnalazione. Sorgono dei problemi per la programmazione e la valutazione infatti, se gli alunni con il sostegno hanno il Pei e gli alunni Dsa il piano didattico personalizzato, come posso prevedere per gli alunni segnalati le famose misure compensativi e gli strumenti dispensativi se a scuola c’è solo la relazione di un medico che non è una “vera” certificazione?
Non so se altri si pongono lo stesso problema, ma i casi del genere si moltiplicano. Anche nel corso dell’anno arrivano genitori che consegnano relazioni di medici che, da un lato dicono che il ragazzino non ha diritto al sostegno, e dall’altro raccomandano alla scuola (in calce e scritto in maiuscolo) di valutarli come se fossero certificati.
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 4:12 pm

Purtroppo qualche diagnosi un po' "facilona" viene fatta.
Per una mia ex alunna era stata portata a scuola una diagnosi di dislessia a inizio d'anno... a fine anno leggeva abbastanza speditamente e comprendendo sufficientemente i testi.
Lì c'è stato un eccesso di solerzia da parte di tutti: insegnanti, genitori, psicologa... Bastava aspettare che la bambina maturasse un po'.
Mi chiedo comunque se queste diagnosi vadano periodicamente aggiornate... Si tratta di diagnosi "definitive" o "a scadenza temporale"? Inizialmente pensavo che fossero "definitive", oggi però avrei qualche dubbio a dare per buona una diagnosi stilata alla primaria entro il secondo anno di scuola. Si cerca troppo presto di "etichettare" i problemi, per poter utilzzare le misure compensative o dispensative, che sembrano mettere tutti al riparo. Bisognerebbe andar più cauti.
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 4:15 pm

paniscus ha scritto:
No, Marcella, a questo punto la domanda la rivolgo a te e ti chiedo: quali criteri hai TU per asserire con certezza assoluta che qualunque diagnosi debba sempre necessariamente essere affidabile per principio, quando invece i casi di diagnosi fasulle (o anche errate in buona fede, ma comunque errate) ESISTONO e sono sotto gli occhi di tutti, e con quale criteri affermi che gli errori, le esagerazioni o le manipolazioni non possano esistere. Tutto qui.

Aho', ma hai presente quante vite sono state rovinate con perizie sbagliate che hanno sentenziato che qualche ragazzino avesse subito molestie sessuali, salvo poi scoprire dopo parecchi anni che non era vero niente? In tali casi, è GIUSTO mettere in luce che la perizia fosse sbagliata, o no? Oppure pensi che sia sempre meglio far finta di niente, e bollare per tutta la vita come pedofilo qualcuno che non lo è affatto, "perché altrimenti si rischia di mettere in dubbio anche l'esistenza di altri casi che invece sono veri"????? Che vuol dire, che siccome purtroppo gli abusi sessuali esistono, allora è sempre meglio diagnosticarli anche dove non ci sono?

Ecco, io (fatte salve le conseguenze meno gravi) la vedo allo stesso identico modo. Sulle diagnosi che coinvolgono scienze "non esatte" e fattori molteplici e complessi, purtroppo, un ampio margine di interpretazione soggettiva c'è sempre: negarlo sarebbe veramente ipocrita. Per cui, non c'è assolutamente nulla di male a sollevare questa distinzione, senza automaticamente dover essere accusati di "negare l'esistenza stessa del problema vero".

@Paniscus, io ho capito perfettamente quello che vuoi dire. E ti dico che, per prima cosa, non mi hai risposto :-) In secondo luogo, il paragone non regge: io affermo che le diagnosi siano veridiche, e non il contrario, perché non sono in grado di suffragare la mia opinione, non avendo competenze in ambito psicologico e neuropsichiatrico: la certificazione è redatta da un professionista in quell'ambito e non è mio compito metterla in discussione. Sto semplicemente sostenendo questo.

@carletto: da questo intervento di Paniscus si evince che non si riferiva solamente alle "segnalazioni", ma anche a diagnosi vere e proprie, "certificati in senso legale", come dici tu.[justify]
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 4:17 pm

dami ha scritto:
Purtroppo qualche diagnosi un po' "facilona" viene fatta.
Per una mia ex alunna era stata portata a scuola una diagnosi di dislessia a inizio d'anno... a fine anno leggeva abbastanza speditamente e comprendendo sufficientemente i testi.
Lì c'è stato un eccesso di solerzia da parte di tutti: insegnanti, genitori, psicologa... Bastava aspettare che la bambina maturasse un po'.
Mi chiedo comunque se queste diagnosi vadano periodicamente aggiornate... Si tratta di diagnosi "definitive" o "a scadenza temporale"? Inizialmente pensavo che fossero "definitive", oggi però avrei qualche dubbio a dare per buona una diagnosi stilata alla primaria entro il secondo anno di scuola. Si cerca troppo presto di "etichettare" i problemi, per poter utilzzare le misure compensative o dispensative, che sembrano mettere tutti al riparo. Bisognerebbe andar più cauti.

Scusami, non ho compreso. Le diagnosi di D.S.A. possono essere fatte solo a partire dalla terza elementare, è scritto sulla normativa.
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verdefiore



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 4:37 pm

marcella79 ha scritto:
dami ha scritto:
Purtroppo qualche diagnosi un po' "facilona" viene fatta.
Per una mia ex alunna era stata portata a scuola una diagnosi di dislessia a inizio d'anno... a fine anno leggeva abbastanza speditamente e comprendendo sufficientemente i testi.
Lì c'è stato un eccesso di solerzia da parte di tutti: insegnanti, genitori, psicologa... Bastava aspettare che la bambina maturasse un po'.
Mi chiedo comunque se queste diagnosi vadano periodicamente aggiornate... Si tratta di diagnosi "definitive" o "a scadenza temporale"? Inizialmente pensavo che fossero "definitive", oggi però avrei qualche dubbio a dare per buona una diagnosi stilata alla primaria entro il secondo anno di scuola. Si cerca troppo presto di "etichettare" i problemi, per poter utilzzare le misure compensative o dispensative, che sembrano mettere tutti al riparo. Bisognerebbe andar più cauti.

Scusami, non ho compreso. Le diagnosi di D.S.A. possono essere fatte solo a partire dalla terza elementare, è scritto sulla normativa.
Francamente da docenti che dovrebbero operare con senso di responsabilità e cognizione di causa non mi aspetto simili affermazioni. Dami, se veramente hai avuto un'alunna con dislessia dovresti saperne di più sulle diagnosi!
Per Paniscus: Una domanda. Hai le competenze mediche per valutare e decidere chi “ci marcia”, chi ha avuto una falsa certificazione e chi invece è un "vero" DSA? E quando hai scoperto che l'alunno “ci marciava” - perché tu affermi di averne avuto esperienza, cosa hai fatto? Hai deciso,tua sponte, di non adottare strumenti e metodologie idonee al caso?
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 5:16 pm

forza ha scritto:
concordo in tutto e per tutto con paniscus, ha fatto un'analisi perfetta!!!!!!!!!!
.


Ultima modifica di giovanna onnis il Lun Nov 12, 2012 5:32 pm, modificato 2 volte
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dami



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 5:20 pm

Posso proprio assicurare che ho avuto ben due bambine diagnosticate con dislessia in seconda alla primaria, anche se so che le diagnosi dovrebbero essere fatte a partire dalla terza. Non si tratta di un problema relativo a conscenze che io abbia o non abbia in materia. In un caso la diagnosi è stata redatta da uno psicologo privato convenzionato e in un altro dopo procedura di accertamento delle capacità di apprendimento presso l'UONPIA.
Dal momento che qua si discuteva se fossero attendibili o meno le certificazioni, ho espresso un mio parere in base alla mia esperienza: se qualche psicologo presenta diagnosi di DSA prima della terza non ho capito perché "verdefiore" te la prendi con me con toni accesi da inquisitore. Moderati.
Nel caso sopra citato le diagnosi ci sono state e mi chiedo che valenza abbiano. Sono controfirmate da esperti e credo che se ne debba tener comunque conto.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 5:32 pm

Ragazzi, andiamoci piano. Noi siamo insegnanti, limitiamoci a far bene il nostro lavoro e lasciamo fare il loro agli specialisti. Non sta a me stanare il dsa falso o il medico compiacente, primo perché non è il mio ruolo, secondo perché non ne ho le competenze.
Ora poi c'è una legge che stabilisce nei dettagli come deve essere stilata una diagnosi di dsa, che tipo di test devono essere somministrati, che punteggio si deve raggiungere. Quindi quando mi arriva una diagnosi emessa da chi ne ha l'autorità, ne prendo atto e stop.
Dopo di che, conosciuto l'alunno, analizzato le difficoltà che ha mostrato nella mia materia durante le lezioni, raccolto info sulle difficoltà incontrate nello studio a casa, valutati gli esiti delle esercitazioni, stabilisco con l'alunno quali sono le strategie da adottare per arrivare in modo proficuo agli obiettivi. Non è detto che tutti i ragazzi con dsa abbiano bisogno di tutti gli strumenti compensativi o delle stesse misure dispensative.
Insomma, lo specialista, esperto di diagnosi, valuta le caratteristiche dell'alunno, io, esperta di didattica, sulla base di questa diagnosi, stabilisco le strategie che utilizzerò con quell'alunno.
Sono due lavori diversi, ognuno fa il suo.
Ciò che invece preoccupa, e credo sia questo che voleva dire Paniscus, è l'estrema medicalizzazione. Insomma, come genitori, non è che dobbiamo consultare uno specialista al minimo problema che i nostri figli incontrano a scuola, sarebbe come fare una tac con liquido di contrasto al minimo raffreddore! Diamo ai nostri figli anche la possibilità di sbagliare, di non essere il massimo in tutte le materie, di sviluppare i loro talenti col tempo.
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 5:33 pm

dami ha scritto:
Posso proprio assicurare che ho avuto ben due bambine diagnosticate con dislessia in seconda alla primaria, anche se so che le diagnosi dovrebbero essere fatte a partire dalla terza. Non si tratta di un problema relativo a conscenze che io abbia o non abbia in materia. In un caso la diagnosi è stata redatta da uno psicologo privato convenzionato e in un altro dopo procedura di accertamento delle capacità di apprendimento presso l'UONPIA.
Dal momento che qua si discuteva se fossero attendibili o meno le certificazioni, ho espresso un mio parere in base alla mia esperienza: se qualche psicologo presenta diagnosi di DSA prima della terza non ho capito perché "verdefiore" te la prendi con me con toni accesi da inquisitore. Moderati.
Nel caso sopra citato le diagnosi ci sono state e mi chiedo che valenza abbiano. Sono controfirmate da esperti e credo che se ne debba tener comunque conto.

Dami, la normativa precisa chiaramente che le diagnosi di D.S.A., con annessa predisposizione del PDP e, conseguentemente, degli strumenti compensativi/compensativi, può essere fatta solo una volta che l'alunno ha concluso il secondo anno della scuola primaria. Nel caso di discalculia, deve avere addirittura concluso la terza. Ciò non toglie che vi possano essere segnalazioni antecedenti; anzi, addirittura ci possono essere segnalazioni di disturbi specifici del linguaggio (predittori dei D.S.A.) già a partire dai 5 anni. Non è illegale, anzi, è auspicato dalla normativa (per questo lo fanno sia l'ASL che gli enti accreditati da te citati), dal momento che la segnalazione/diagnosi tempestiva è fondamentale per il recupero delle difficoltà dell'alunno. In quei casi, la segnalazione non deve essere presa come una diagnosi a tutti gli effetti (anche questo è esplicitamente affermato nella normativa) ma come indicazioni finalizzate a monitorare e a proporre all'alunno attività che possano aiutarlo nel recupero delle difficoltà. E' identico alla funzione che hanno le attività di screening in prima e seconda primaria: si individua chi ha difficoltà, ma non si compila una diagnosi vera e propria. Gli insegnanti non sono obbligati a predisporre PDP, ma sta alla loro esperienza, alla loro sensibilità e al loro buon senso osservare l'alunno e cercare di aiutarlo a colmare il ritardo nell'area linguistica. Cosa che voi avete fatto, evidentemente, egregiamente, dal momento che la bambina in questione ha recuperato e non è stato necessario diagosticarle un DSA.

@Valerie, scusami, ma a me pare che Paniscus non abbia solo polemizzato sull'eccesso di medicalizzazione, critica sulla quale possiamo anche essere tutti d'accordo, ma abbia anche messo in dubbio l'autenticità e la validità delle diagnosi, oltre alla validità e legittimità di alcuni strumenti compensativi.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 6:48 pm

Grazie per le precise informazioni, marcella79.
A questo punto sarei interessata a sapere se, una volta in terza, le diagnosi vadano obbligatoriamente riconfermate per essere valide.
Nel caso descritto so che per la bambina migliorata è stato comunque predisposto il PDP. Dal momento che i documenti che ci erano pervenuti erano strutturati come vere e proprie diagnosi, con tanto di test e punteggi, sono valide fino a che non viene portato un documento che dichiari il superamento della situazione precedente?
Come saprai, il trattamento che hanno i bambini DSA non è identico a quello del resto dei compagni di classe: le verifiche e le esercitazioni sono strutturate in modo diverso, ma anche il carico di lavoro complessivo è differente. Quando le difficoltà rientrano e/o si attenuano si deve comunque predisporre il PDP? Che valore e durata ha una segnalazione? Vale solo per l'anno in cui è stata scritta?
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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 7:09 pm

marcella79 ha scritto:

Il senso di quell'affermazione, che peraltro ho asserito io per prima, è sempre lo stesso: non si può chiedere a un alunno miope di vedere da lontano senza occhiali o a un alunno con qualsiasi altro deficit di raggiungere gli stessi risultati dei suoi compagni privi di quel deficit. Bisogna fare agli alunni richieste raggiungibili, certo con impegno e sacrificio, ma sempre accessibili. Su questo penso che siamo d'accordo, no? Diversamente, se l'insegnante non riconosce il deficit come tale, pretende dall'alunno obiettivi che non sono alla sua portata: in quel caso, lo espone a umiliazioni e frustrazioni. Forse (a questo punto mi tocca inserire un avverbio di dubbio) se un professionista avesse attestato all'utente in questione dei limiti oggettivi, gli insegnanti avrebbero riconosciuto quel deficit (che lei asserisce di avere, io non lo so :-) ) e le avrebbero concesso tempi di apprendimento più lunghi per l'automatizzazione di determinate procedure logico-matematiche, senza esporla a pubbliche gogne.
giustissimo tutto quello che affermi, però per esperienza ti posos dire che le certificazioni vengono rialsciate con estrema facilità a seconda degli specialisti o delle zone. Com'è possibile pche per esempio nella provincia zona Nord della città ci siano 3 alunni h per classe a 3 almeno 3 dsa/segnalati per classe, e nella zona Sud della stessa provincia ci sono 6 alunni h e 3 dsa in tutta la scuola, a parità di grandezza?
Io ho avuto alunni e ho alunni dsa e alunni segnalati che sarebebro esonerati da questo e da quello, invece ci arrivano meglio di altri.... Sono gli specialisti che sbagliano? O la certificazione è stata fatta in modo superficiale? Ho avuto diversi casi di alunni bocciati che l'anno dopo sono diventati dislessici, che caso!!! Si sono fatti fare la certyificazione per essere sicuri della promozione e di non prendere voti troppo bassi.... Scusate, ma da molte parti è così.
Se un ragazzino ha delle diffcoltà normalmente me ne accorgo, anche se non ha la certificazione
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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 7:10 pm

quanto ho asserito sopra non toglie che ci sinao alunni che della certificazione ne hanno davvero bisogno
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 7:56 pm

E comunque io in generale non parlavo di bambini delle elementari, in cui la motivazione delle diagnosi "sbagliate" o "esagerate" può essere completamente diversa, ossia dipendere da un'errata individuazione dei TEMPI di maturazione giusti (cioè, il bambino che sembra avere qualche problema perché determinate competenze le acquisisce in ritardo, ma una volta acquisite ce le ha perfettamente normali come gli altri).

Io parlavo soprattutto di scuola superiore, e in particolare di casi, VISTI personalmente più di una volta, di ragazzi arrivati alle superiori senza che avessero MAI manifestato prima alcuna difficoltà tale da "impedire loro di imparare", senza mai essere stati bocciati o esclusi, umiliati ed emarginati prima... ma che semplicemente non sono abituati a studiare, non hanno mai imparato come si fa, e che se anche volessero provarci, non saprebbero da dove cominciare.

Solo che finora non si erano mai posti il problema, perché li promuovevano lo stesso.

Bene, esiste una certa percentuale di tali soggetti (ancora piccola, ma in nettissimo aumento), che, di punto in bianco, alle superiori, ad anno scolastico molto inoltrato, scoprono che rischiano di bocciare, e allora la famiglia gioca la carta della "lieve forma di dislessia" o del "sospetto disturbo di concentrazione".

E quindi presenta al consiglio di classe, magari a MAGGIO, una cosiddetta "diagnosi" che consiste in quattro righe di numero, senza nessun dettaglio, firmate frettolosamente da uno psicologo privato (nemmeno da un medico, ma da uno psicologo o da un pedagogista), rigorosamente prive di qualsiasi timbro della ASL, che si limitano a recitare: "Si attesta che il giovane XXX è affetto da disturbi di apprendimento in forma lieve e che necessita degli strumenti compensativi e dispensativi opportuni".

Tutto lì, finito.

Magari, appunto, venti giorni prima della fine dell'anno scolastico, senza che prima la famiglia avesse fatto con gli insegnanti il minimo accenno di aver avuto qualche dubbio, e di avere intenzione di sottoporre il figlio a degli accertamenti.

Ovviamente, come è stato ribadito da quattro o cinque pagine, il consiglio di classe non ha ALCUN obbligo di accettare un documento del genere. Ma qualche preside pavido e svicolarogne che fa?

Arriva mellifluo in consiglio di classe e dice... "Ma sì, vabbè... accontentateli e trovate il modo di dargli il compito più facile, scrivete sul registro che gli fate l'interrogazione programmata in più, tanto che vi costa? Così almeno, anche se poi lo bocciate lo stesso, la famiglia non ha la scusa per fare ricorso!"

Ripeto, io 'ste cose le ho VISTE di persona, non me le sto inventando per denigrare nessuno! Ci sono scuole dove in media ce n'è una o due per classe ogni anno! Ed evidentemente, qualcuno disposto a firmare tali certificati lo trovano...

E poi una reazione insofferente non è legittima?
Oppure, è offensiva nei confronti dei disabili e degli svantaggiati veri?

E soprattutto, COSA C'ENTRA con il caso del ragazzino che presenta oggettivamente un tale scompenso nel coordinamento neuromotorio da impedirgli di scrivere e di studiare con la stessa velocità degli altri, e che quindi gli rallenta davvero l'apprendimento? E come si fa a capire se l'apprendimento è "rallentato" a causa del DSA o meno, se si sta parlando di un 14-15-18enne che non ha mai aperto libro, e quindi non c'è mai stato nessun tentativo di "apprendimento", da poter valutare se vosse rallentato o no?

Lisa
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 9:17 pm

Signori, attenzione, secondo la normativa vigente in Italia, il docente non è figura abilitata a diagnosticare dsa. Quindi nemmeno ad affermare che un dsa attestato da un professionista non sia vero. Ci sta tutto, ci può essere tutto ma quello che voi potete e dovete fare, anche obtorto collo, è di concedere gli strumenti compensativi e dispensativi previsti ad ogni alunno che sia in possesso di attestazione valida.

Gli altri discorsi non hanno senso se non in via accademica, a mio parere.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 9:51 pm

I punti sono almeno tre:

1) qualsiasi certificazione scritta a caso in libertà da un professionista privato, senza timbro della ASL e senza alcun dettaglio su quali siano stati i test svolti e quale sia la tipologia di disturbo, assume automaticamente lo status di "attestazione valida"?

2) ammettendo pure che la certificazione sia valida:
è corretto che ogni singolo insegnante (proprio perché considerato inadatto a entrare nel merito delle diagnosi, e ritenuto completamente ignorante in materia di DSA) sia di fatto lasciato SOLO nella scelta di quali strumenti utilizzare e di quali strategie di programmazione personalizzata adottare, senza alcuna consulenza e alcuna guida professionale, e spesso con l'unico obbligo di "trovare da solo il modo di dargli il compito più facile", e basta?

3) se l'insegnante non è qualificato a entrare nel merito delle diagnosi, è ALMENO rivendicabile che i "diagnosticatori" e la famiglia non debbano essere qualificati a entrare nel merito della didattica e della valutazione, e che quindi, dopo aver messo in atto tutto il mettibile, non debbano avere il diritto di protestare se il ragazzo prende 4 lo stesso?

Lisa

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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 10:17 pm

1) Allora, secondo la legge 170 le atestazioni valide sono quelle rilasciate dalla Asl se redatte dopo il 3 11 2010, altrimenti anche quelle private sono valide.
Sempre secondo la legge però, in considerazione dei problemi di tempistica delle asl, veniva data facoltà alle regioni di accreditare anche centri privati .
Alcune regioni l'hanno fatto (ad es. la Lombardia, ma anche altre) altre regioni hanno previsto modalità diverse (l'emilia romagna chiede, ad esempio, che l'asl vidimi le certificazioni private).

La scuola deve informarsi presso l' USR su quale sia la posizione regionale in merito.

2) Le nuove diagnosi sono fatte secondo un protocollo che prevede sia l'indicazione dei test effettuati sia le indicazioni degli specialisti su cosa adottare per quel particolare studente. In ogni caso, l'insegnante è tenuto a formarsi ed informarsi sull'argomento perchè fa parte del suo lavoro, non essendo il dsa un handicap ma solamente un alunno che necessita di modalità diverse di insegnamento. Inoltre, e qui veniamo anche al terzo punto, proprio gli incontri con la famiglia, che conosce il ragazzo, molto spesso conosce benissimo gli strumenti compensativi e dispensativi che possono essere utilizzati non lasciano solo l'insegnante ma lo mettono in grado di attuare la didattica opportuna per quel particolare alunno.

Per le valutazioni, le indicazioni sono quelle di guardare la sostanza non la forma e di compierle avendo applicato ogni strumento previsto. Se questo viene attuato, la famiglia non entrerà nel merito, se ci sarà una mancanza da parte dell'insegnante, puoi stare certa che la famiglia la farà notare e rivendicherà l'applicazione di quanto previsto dalla legge.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Lun Nov 12, 2012 10:54 pm

Ire ha scritto:
Signori, attenzione, secondo la normativa vigente in Italia, il docente non è figura abilitata a diagnosticare dsa. Quindi nemmeno ad affermare che un dsa attestato da un professionista non sia vero. Ci sta tutto, ci può essere tutto ma quello che voi potete e dovete fare, anche obtorto collo, è di concedere gli strumenti compensativi e dispensativi previsti ad ogni alunno che sia in possesso di attestazione valida.

Gli altri discorsi non hanno senso se non in via accademica, a mio parere.

sì ma se il mio dsa riesce a fare senza gli strumenti compensativi e senza fatica particolare a quanto pare, da cosa lo devo dispensare??? perchè non lo devo far leggere se lui vuole leggere ed è in grado di farlo? perchè non gli devo far memorizzare il lessico se lui non ha problemi di memorizzazione??? Insomma, perchè lo devo facilitare se non ha bisogno di facilitazioni e riesce a far tutto come gli altri senza problemi, anzi, ci sono normdotati che fanno meno di lui
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Mar Nov 13, 2012 7:45 am

certo forza, ci sono normodotati (consiglio spassionato, non usare MAI questa parola con chichessia che abbia un ragazzino dsa, ti mangia :D, anche i dsa sono normodotati, semplicemente hanno una normale dotazione diversa ;)) che fanno meno di lui perchè un ragazzino con dsa, sostenuto e compreso, è un ragazzino estremamente motivato a lavorare, essendo intelligente e desiderando dimostrare soprattutto a se stesso di potercela fare.

Ricorda che il primo vero strumento per un dsa è il tempo. Con tempo a disposizion e ed alcune indicazioni operative, un dsa ce la fa. Trova nel tempo il modo di compensare le difficoltà e può, non sempre, non tutti, può arrivare a leggere e a fare tutto senza problemi.

Se il ragazxzino o la famiglia lo richiedono (di solito il ragazzino) puoi senz'altro provare a fargli fare tutto, con l'accortezza di non tenere conto delle prove negative eventualmente risultanti, accordandoti con lui e con la famiglia che, nel caso, gli riproporrai la prova in modo diverso. Parla molto con i ragazzini dsa, accordati con loro, sono assolutamente in grado di autovalutarsi e di capire quello che possono riuscire a fare. Con amore, con attenzione, con la cura che ogni docente deve avere per il discente.
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Mar Nov 13, 2012 8:27 am

dami ha scritto:
Grazie per le precise informazioni, marcella79.
A questo punto sarei interessata a sapere se, una volta in terza, le diagnosi vadano obbligatoriamente riconfermate per essere valide.
Nel caso descritto so che per la bambina migliorata è stato comunque predisposto il PDP. Dal momento che i documenti che ci erano pervenuti erano strutturati come vere e proprie diagnosi, con tanto di test e punteggi, sono valide fino a che non viene portato un documento che dichiari il superamento della situazione precedente?
Come saprai, il trattamento che hanno i bambini DSA non è identico a quello del resto dei compagni di classe: le verifiche e le esercitazioni sono strutturate in modo diverso, ma anche il carico di lavoro complessivo è differente. Quando le difficoltà rientrano e/o si attenuano si deve comunque predisporre il PDP? Che valore e durata ha una segnalazione? Vale solo per l'anno in cui è stata scritta?

La normativa parla di una validità di tre anni e afferma che comunque vadano rinnovate a ogni cambio di ciclo scolastico. Questo per quanto concerne le diagnosi emesse dopo la fine della seconda elementare. Le diagnosi precedenti, cui stai facendo riferimento tu, ovviamente recano test e punteggi, in quanto esistono test tarati su quel'età specifica, ma la diagnosi deve comunque essere riconfermata alla fine della seconda elementare per permettere la disposizione di tutti gli strumenti del caso. Ci sono bambini che vengono segnalati precocemente per un ritardo nel linguaggio e che riescono a compensare, grazie alla loro crescita personale e al lavoro degli specialisti e degli insegnanti, per cui la diagnosi "ufficiale" alla fine della seconda elementare non viene emessa. Voi avete fatto benissimo ad affiancare l'alunno e ad agevolare il suo recupero, è la procedura corretta (anzi, forse dovreste anche "diffondere" le tecniche che avete usato, perché interesserebbero a molti insegnanti della primaria!)
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Mar Nov 13, 2012 8:30 am

Ire ha scritto:
In ogni caso, l'insegnante è tenuto a formarsi ed informarsi sull'argomento

Ecco, io direi che questo è il punto cruciale.
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Mar Nov 13, 2012 8:36 am

forza ha scritto:

sì ma se il mio dsa riesce a fare senza gli strumenti compensativi e senza fatica particolare a quanto pare, da cosa lo devo dispensare??? perchè non lo devo far leggere se lui vuole leggere ed è in grado di farlo? perchè non gli devo far memorizzare il lessico se lui non ha problemi di memorizzazione??? Insomma, perchè lo devo facilitare se non ha bisogno di facilitazioni e riesce a far tutto come gli altri senza problemi, anzi, ci sono normdotati che fanno meno di lui

Forza, nessuno ti obbliga a usare strumenti compensativi non necessari, ani, non faresti il bene dell'alunno. Immagino che tu stia facendo riferimento al fatto che spesso sulle diagnosi figura l' elenco degli strumenti compensativi/dispensativi consigliati, ma nessuno obbliga a usarli tutti in tutte le materie. Lì subentrano la tua esperienza, la tua competenza e la tua sensibilità. Il P.D.P. ha proprio la funzione di patto con l'alunno e con la famiglia: non so come sia strutturato il vostro, ma nella mia scuola presenta uno spazio per ogni singola materia in cui ogni insegnante dichiara, in accordo con la famiglia, quali strumenti compensativi e dispensativi userà l'alunno in quella specifica disciplina.
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marcella79



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Mar Nov 13, 2012 8:56 am

paniscus ha scritto:


3) se l'insegnante non è qualificato a entrare nel merito delle diagnosi, è ALMENO rivendicabile che i "diagnosticatori" e la famiglia non debbano essere qualificati a entrare nel merito della didattica e della valutazione, e che quindi, dopo aver messo in atto tutto il mettibile, non debbano avere il diritto di protestare se il ragazzo prende 4 lo stesso?

Lisa


Su questo punto ti appoggio. Cioè: io sono attentissima agli alunni con D.S.A., ho frequentato master e corsi, mi informo costantemente, etc. Quindi, nel momento in cui io faccio tutto quello che devo fare, vale a dire spiegazioni in classe con metodologie/strategie adatte ai D.S.A. (ma anche, ovviamente, agli altri alunni della classe) e strumenti compensativi adeguati (mappe dei concetti, sintesi per immagini, etc.), concedendo, quando necessario, del tempo aggiuntivo o, eventualmente, riducendo la verifica (dal punto di vista quantitativo e non qualitativo), se l'alunno consegue una valutazione insufficiente, non ha, a mio avviso, il diritto di protestare. E' ovvio che, almeno nei primi mesi dell'anno, bisogna prenderci le misure, bisogna conoscere l'alunno e il suo stile di apprendimento e, secondo me, mettere da parte alcune rigidità e cercare strategie opportune anche andando per tentativi; tuttavia, e mi sono consultata anche con diversi specialisti, se è messo nelle condizioni di arrivare alla sufficienza e non ci arriva, prende un'insufficienza. Se la famiglia dovesse lamentarsi, ma non mi è mai capitato, avrei ottime ragioni per dimostrargli che io ho fatto tutto il possibile e che, in quel caso, è mancata la parte dell'alunno.
Anche qui credo sia molto valido il consiglio che ti ha dato Ire: parlare, parlare, parlare. Io faccio così: dopo un primo periodo di osservazione, parlo con l'alunno spiegandogli quali sono, a mio avviso, i suoi punti deboli e i suoi punti di forza della mia materia, specificando, però, che da me non possono aspettarsi facilitazioni inutili o voti gonfiati, perché è mio dovere essere onesta con loro e perché voglio che imparino davvero, dato che ho molto a cuore loro e la loro situazione.
Sotto questo aspetto, ci tutela molto il P.D.P.: se esso è ben fatto e ben articolato, la famiglia, firmandolo, si dichiara d'accordo con gli strumenti compensativi/dispensativi previsti per la nostra materia e con le metodologie che utilizzeremo.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Mar Nov 13, 2012 9:07 am

Ire ha scritto:
1) Allora, secondo la legge 170 le atestazioni valide sono quelle rilasciate dalla Asl se redatte dopo il 3 11 2010, altrimenti anche quelle private sono valide.
Sempre secondo la legge però, in considerazione dei problemi di tempistica delle asl, veniva data facoltà alle regioni di accreditare anche centri privati .
Alcune regioni l'hanno fatto (ad es. la Lombardia, ma anche altre) altre regioni hanno previsto modalità diverse (l'emilia romagna chiede, ad esempio, che l'asl vidimi le certificazioni private).

Io vivo in Emilia: come dici tu, nella mia regione sono a norma di legge solo le diagnosi redatte dall'ASL. Quelle degli specialisti privati devono essere vidimate da una apposita commissione di validità nominata dall'ASL; preciso, però, che nel periodo di "interregno" (quello che intercorre tra l'emissione della diagnosi da parte dello specialista e la validazione da parte dell'ASL), la scuola è tenuta ad accogliere comunque "con riserva" le diagnosi e a predisporre il PDP. I tempi di attesa per la convalida sono comunque piuttosto brevi (circa un mesetto).
In pratica, da noi, oltre l'ASL, ci sono 2-3 centri privati conosciuti e seri le cui diagnosi vengono automaticamente convalidate dall'ASL; in realtà, non mi sono mai nemmeno capitate in mano diagnosi redatte da altri specialisti privati non afferenti a questi centri. O meglio, qualcuna sì, ma non era valida non recando le sigle alfanumeriche dell'ICD10 e le indicazioni sui test sottoposti all'alunno.
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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Mar Nov 13, 2012 9:10 am

marcella79 ha scritto:


La normativa parla di una validità di tre anni e afferma che comunque vadano rinnovate a ogni cambio di ciclo scolastico.

Scusa Marcella, nel farti i complimenti per l'ottimo approccio con i dsa che descrivi, vorrei sottolineare che non esiste normativa circa la scadenza delle diagnosi.

La legge di riferimento dsa è la 170/2010 che non parla di termini.

Esiste un accordo stato/regioni del luglio del 2012 che consiglia di rivedere la diagnosi ogni tre anni o ogni qulavolta si notino cambiamenti significativi.

Un accordo di questo tipo, però non ha forza di legge e nessuna scuola può addurlo a scusa per non ritenere valida una diagnosi e richiederne una nuova.

Se possibile, la revisione è importante comunque per poter aggiustare il tiro sugli strumenti da utililzzare


Ricordiamo comunque che il dsa non è una malattia ma una caratteristica neurobiologica per cui non "si guarisce".

I miglioramenti, presenti ed auspicabili nell'apprendimento dei ragazzi, sono dovuti a strategie compensative che gli stessi riescono infine a mettere in atto.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Mar Nov 13, 2012 9:22 am

ah, @Marcella, io sono di Bologna
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MessaggioOggetto: Re: Alunni Dsa e alunni “segnalati”   Mar Nov 13, 2012 9:26 am

Ire ha scritto:

Scusa Marcella, nel farti i complimenti per l'ottimo approccio con i dsa che descrivi, vorrei sottolineare che non esiste normativa circa la scadenza delle diagnosi.

La legge di riferimento dsa è la 170/2010 che non parla di termini.

Esiste un accordo stato/regioni del luglio del 2012 che consiglia di rivedere la diagnosi ogni tre anni o ogni qulavolta si notino cambiamenti significativi.

Un accordo di questo tipo, però non ha forza di legge e nessuna scuola può addurlo a scusa per non ritenere valida una diagnosi e richiederne una nuova.

Ciao Ire, grazie per i complimenti :-)
In realtà sono le Linee guida allegate al D.M. del del 12 luglio 2011 a puntualizzare sulla validità della diagnosi. "Le diagnosi risalenti all’età evolutiva possono essere ritenute valide, sempreché non superino i
tre anni dalla data di rilascio, considerato che i DSA sono condizioni che tendono a permanere per
l’intero arco di vita"
Personalmente, nei vari corsi di formazione cui ho partecipato qui in Emilia Romagna (non so quale sia la tua regione, ma qui le occasioni di formazione, per fortuna, sono moltissime) l'interpretazione è sempre stata questa, ma, anche qui, senza eccessive rigidità: semplicemente, trascorsi tre anni dalla diagnosi bisognerebbe invitare la famiglia a fare nuovi accertamenti dato che, come sai, i test utilizzati cambiano col variare dell'età dell'alunno e possono dare informazioni aggiuntive importanti.
Tu hai differenti informazioni?

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