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 Partiti politici e programmi per la scuola

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AutoreMessaggio
susanita



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MessaggioOggetto: Partiti politici e programmi per la scuola   Gio Gen 10, 2013 9:48 pm

Ma lo avete notato?
A parte la povertà di idee per la riforma della scuola e la confusione mentale imperante, ancora vi è chi si accanisce con il programma profumiano dell'abolizione del titolo di studio.
Ma ci prendono per scemi?
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Partiti politici e programmi per la scuola   Ven Gen 11, 2013 4:49 pm

Per "abolizione titolo di studio" intendi abolizione del valore legale del titolo di studio?
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susanita



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MessaggioOggetto: Re: Partiti politici e programmi per la scuola   Dom Gen 13, 2013 12:22 am

giovanna onnis ha scritto:
Per "abolizione titolo di studio" intendi abolizione del valore legale del titolo di studio?

Esattamente.
Poi mi devono spiegare come la motivazione dei ragazzi e il merito migliorino ammazzando proprio ciò che è uno dei cardini della scuola.
Ragazzi e famiglie si battono per la promozione e per ottenere licenze, diplomi e lauree.
Poi non parliamo della "certificazione delle competenze"!
Se le licenze, diplomi e lauree vengono date secondo merito, non vi è necessità di dover ricorrere (a pagamento) ad agenzie di certificazione come in Gran Bretagna: si hanno e si avrebbero gratis, ossia senza costi aggiuntivi per la comunità.
La propaganda di alcuni uomini e partiti politici sull'abolizione del valore del titolo di studio stranamente è accompagnata paradossalmente dall'introduzione del pc e di internet, dalla politica pedagogica "del facilitatore" al posto "dell'insegnante", dal merito contrapposto al "promuoviamo tutti se no è colpa degli insegnanti", quindi siccome gli alunni sono prodotti, se questi ultimi sono difettosi vanno cambiati (o licenziati) gli operai della catena di montaggio della scuola.
Tutto questo in barba alla "libertà d'insegnamento" degli insegnanti garantita dalla Costituzione.
Anche quest'ultima tanti partiti la vogliono abbattere e modificare perchè dice cose giuste e democratiche.
Meglio stare attenti a non seguire certe sirene e a scegliere in modo giusto chi ci dovrà governare.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Partiti politici e programmi per la scuola   Dom Gen 13, 2013 2:08 am

Posso dire una cosa molto cinica?

L'abolizione del valore legale del titolo di studio presupporrebbe una cosa molto semplice, che forse era vera negli anni cinquanta, ma oggi sicuramente no: ovvero, che se il "pezzo di carta" non contasse più nulla, allora quelli del tutto disinteressati a imparare e che vengono a scuola SOLO per avere il pezzo di carta, a scuola non ci verrebbero più, lascindo spazio solo a quelli veramente motivati.

Quando invece questo non è vero: ci verrebbero lo stesso...

- un po' perché comunque la tendenza normativa è sempre quella di aumentare l'obbligo,

- un po' perché in caso contrario non saprebbero che altro fare,

- un po' perché andare a lavorare farebbe molta più fatica,

- e un po' perché i genitori ce li manderebbero a forza per stare più tranquilli che non si caccino nei pasticci,

- e soprattutto, perché a quel punto la scuola diventerebbe molto più divertente di adesso, esclusivamente un posto dove si può fare tutto quello che si vuole senza rischiare nulla e senza essere vincolati a nessun impegno, e dove verrebbero apposta per fare i provocatori, gli esibizionisti e i rompiscatole, ossia tutta una serie di comportamenti che, se fossero attuati in qualsiasi altro luogo che non sia la scuola, farebbero rischiare la denuncia penale, o l'incontro con qualcuno che li gonfia di botte, mentre a scuola sarebbero tollerati e protetti.

L'unica differenza sarebbe che quelli che oggi, appunto, ci vengono solo per il pezzo di carta, ma ALMENO sono ancora minimamente sensibili al richiamo del "guarda che se esageri non ti prendi nemmeno quello", diventerebbero completamente incontenibili ancora di più di quanto siano già.

Bel progresso, no? : - )

Lisa


Ultima modifica di paniscus il Dom Gen 13, 2013 12:32 pm, modificato 1 volta
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susanita



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MessaggioOggetto: Re: Partiti politici e programmi per la scuola   Dom Gen 13, 2013 11:29 am

E noi dobbiamo accettare tutto questo passivamente?
Dobbiamo farci passare sotto il naso "l'impegno" di chi mira a rendere la scuola una barzelletta minando le fondamenta anche della Costituzione o batterci perchè costoro non arrivino mai ai posti di comando? Perchè come scemi ci facciamo convincere a votarli oppure stiamo zitti invece di deriderli pubblicamente e cercare di farli scendere sotto l'1%?
Poi mi chiedo: genitori e alunni fanno a gara a denunciarci anche quando hanno loro torto e noi ci facciamo scrupolo a denunciare loro e a chiedere rimborso danni morali e materiali quando commettono REATI ( i comportamenti che hai menzionato, cara paniscus sono proprio questi) in classe ( o fuori quando ci picchiano o ci rompono la macchina o ci sbeffeggiano o ci diffamano) oppure di decidere di bocciarli?
Poi perchè non parlano di scuola seriamente chiedendo a noi (del mestiere) quali reali cambiamenti a scuola si devono fare e cosa si deve mantenere?

Lo ricordiamo Monti come ci ha trattato per le 24 ore e le bugie che ha detto da Fazio?
E anche la frase: "E' tutto rimandato"?

Inoltre, guarda di cosa ha scritto la Bce per la scuola italiana per le promesse di Berlusconi (fatte da lui) non mantenute:

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=42672&action=view

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eragon



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MessaggioOggetto: Re: Partiti politici e programmi per la scuola   Dom Gen 13, 2013 2:02 pm

Io molto molto più pragmaticamente penso: posto che molti, una buona percentuale, viene controvoglia solo perchè "almeno ho il pezzo di carta" o quantomeno è spinta dai genitori così almeno "hai un pezzo di carta", mi sembra molto prevedibile che l'abolizione del valore legale provocherebbe un drastico taglio alle iscrizioni dopo aver assolto l'obbligo.
Stesso discorso per le università.
Avremmo quindi una grande massa di giovani che piuttosto che perdere tempo a scuola (tanto non prendono nemmeno il pezzo di carta) tenterebbe, o per propria iniziativa, o per spinta dei genitori, di accedere al mondo del lavoro.
Ora vi chiedo, con i tassi MOSTRUOSI di disoccupazione giovanile (che, al di là delle paurose cifre ufficiali, a mio avviso, è pure peggio) l'Italia può permettersi questo?
La scuola (specie le superiori) e l'università sono un ottimo parcheggio che fanno un po' da sala d'attesa verso il lavoro (e quando di lavoro ce n'è poco la sala d'attesa SERVE), ed in altri casi servono al ragazzo per prendersi il tempo di maturare e impedirgli di prendere delle scelte avventate (classico esempio del ragazzo che a 16 anni si ritira perchè "non mi va di studiare"...salvo poi a 18 anni mangiarsi le mani perchè capisce che la vita senza scuola non era come se l'immaginava).
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