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 Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto

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LucaPS



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MessaggioOggetto: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Sab Gen 19, 2013 3:17 pm

Promemoria primo messaggio :

Qui la notizia dei tagli al Fondo di Istituto, per pagarci - dicono - gli scatti stipendiali del 2011 (ripeto, SOLO del 2011; sul 2012 e anni seguenti vige ancora il blocco).

http://www.orizzontescuola.it/news/scatti-anzianit-e-fondo-istituto-taglio-funzioni-strumentali-incarichi-specifici-ata-e-ore-ecce

---

Prima di tagliare il Fondo di Istituto, chiedo
1) di equiparare il trattamento economico degli insegnanti di religione cattolica a quello degli insegnanti di materia
2) di accorpare le classi anche nelle ore di religione, come si fa per seconda e terza lingua e strumento musicale;
3) di rendere triennale anche il rinnovo dei contratti degli insegnanti di religione, anzichè biennale come ora è.

Privilegi tollerabili fino al 2009-10, ora non più tollerabili quando sta cambiando tutto.

---

1) l'insegnante di religione (IDR) delle medie viene pagato di più del collega di matematica o inglese perchè viene pagato come l'insegnante di religione delle superiori;

2) gli IDR hanno rinnovi contrattuali biennali, mentre gli insegnanti di materia hanno contratti triennali;

3) gli aumenti stipendiali dei rinnovi contrattuali (biennali) degli IDR vengono calcolati anche sulla I.I.S. oltrechè sullo stipendio tabellare, mentre agli insegnanti di materia gli aumenti stipendiali dei rinnovi contrattuali (triennali) sono calcolati solo sullo stipendio tabellare (esclusa I.I.S.); inoltre nel 2009 per gli IDR è stato permesso il recupero di tali scatti aggiuntivi biennali del 2,5% per ogni biennio a partire dal 2003;

4) la ricostruzione di carriera degli IDR ha un metodo di calcolo diverso da quella degli insegnanti di materia: per gli IDR tutti gli anni di precariato vengono calcolati al 100%, anzichè al 66% per gli anni successivi al quarto, come avviene per gli insegnanti di materia; questo calcolo peserà molto di più col nuovo sistema pensionistico contributivo;

5) gli IDR vengono "stabilizzati" anche da precari, in quanto la ricostruzione di carriera e la stabilizzazione dell'incarico avviene automaticamente dopo quattro anni di supplenza, anche se - ad esempio - il precario è o sarà soprannumerario); gli IDR hanno quindi la ricostruzione di carriera anche da precari;

6) l'organico degli IDR viene calcolato in base ad una legge che vieta l'accorpamento-classi anche se vi è un solo alunno avvalentesi l'insegnamento di religione cattolica (materia non obbligatoria cioè facoltativa), contrariamente ad esempio all'organico di seconda e terza lingua (materia obbligatoria e opzionale) che invece viene calcolato in base all'accorpamento-classi. Inoltre, sono "accorpati" gli alunni che frequentano attività alternativa alla religione.
Di fatto, IRC è l'unica materia scolastica che ha l'organico di insegnanti sganciato dal numero di alunni: se tutta la scuola avesse questa legge, non ci sarebbero più problemi per la Scuola e l'Italia colerebbe a picco prima dal punto di vista finanziario.

7) alle elementari i maestri specialisti sono due (inglese e religione) ma, mentre lo specialista di religione è stato salvaguardato dall'Intesa Vaticano-Miur di un giugno 2012 fa per cui per insegnare religione deve possedere laurea specifica (Scienze Religiose), lo specialista di lingue è stato espulso dalla Scuola Primaria perchè il Miur obbliga le meastre comuni a insegnare inglese con un mini-corso di lingua di due mesi.
Perchè religione deve essere insegnata con lo specifico titolo di studio e inglese può essere insegnata dalle maestre di classe, senza alcun titolo specifico?

8. Quando due ore di religione alle elementari sembran troppe - come inglese o altre materie -, in un periodo peraltro, quello delle elementari, in cui il percorso di formazione cristiana è intenso nell'extra-scuola (i bambini seguono nelle parrocchie il percorso di iniziazione cristiana, cioè la formazione in preparazione ai sacramenti).
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Dom Gen 20, 2013 5:39 pm

LucaPS ha scritto:
E' comprensibile Gabri. C'è omertà culturale e ricatto esistenziale. E un Potere enorme, antievangelico. Da sempre.
Esagerato Luca...addirittura "omertà culturale"....forse se molti utenti del Forum non partecipano a questa discussione, magari non sono interessati o, come me, che ho già avuto modo di scambiare le mie opinioni con te in altri topic e su questo aspetto( i privilegi degli IRC) concordiamo pienamente, sono in attesa di interventi che, scusami, non si riducano a dire sempre le stesse cose....dovrei scrivere le stesse cose già dette in altri post e in altri topic. Non ho partecipato fino a questo momento semplicemente per questo motivo,,,,..."omertà culturale e ricatto esistenziale"......ma dai, non esagerare con i paroloni!!! Con simpatia :-)
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Dom Gen 20, 2013 5:50 pm

Ok, a volte parlo iperbolico ma, credimi, in fatto di Religione e condizionamenti culturali non sono parole grosse o fuori luogo.

Cmq, accolto di essere meno iperbolico nello scrivere.

So che tu intervieni spesso, non erano rivolte a te le righe che scrivevo.

---

Sul dire sempre le stesse cose, mi rendo conto e sono consapevole delle ripetizioni. Il fatto è tuttavia un altro: è vero che parliamo della questone da un anno e mezzo ma... periodicamente vengono fuori cose NUOVE (a fronte della questione VECCHIA degli IDR) che in qualche modo si collegano alla questione degli IDR: le cose NUOVE sono i tagli sempre più forti alla Scuola (es. da novembre, la faccenda del Fondo FIS); prima era venuta fuori la questione delle 24 ore per risparmi di spesa (quando abbiamo IDR sottoutilizzati con 5-6 alunni a classe o due ore di religione alle elementari); ancor prima, a giugno, era venuta fuori l'Intesa Vaticano-Miur che dice che IRC alle elementari si deve insegnare con titolo specifico, mentre Inglese si può fare anche a meno del titolo specifico...

Voglio dire, è vero che una delle ricette che propongo è sempre quella; ma gli ingredienti cambiano e si rinnovano di mese in mese (i vari provvedimenti del Miur).
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Dom Gen 20, 2013 7:00 pm

LucaPS ha scritto:


Voglio dire, è vero che una delle ricette che propongo è sempre quella; ma gli ingredienti cambiano e si rinnovano di mese in mese (i vari provvedimenti del Miur).
Non posso che condividere questa tua ultima affermazione Luca, cambiano gli ingredienti e cercando di risparmiare vengono ridotte sempre di più le loro dosi, alla fine si ottiene una torta sempre più piccola e per noi non ci sarà più una fetta, ma solo briciole, mentre per gli IDR la fetta è sempre la stessa...i privilegi rimangono, ma bisogna ammettere che non sono loro, anche se ne usufruiscono, ad averli decisi......il clero è una casta molto potente!!!
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Dom Gen 20, 2013 8:06 pm

per Luca: sul concetto specifico di "ricatto esistenziale", che è interessante, ti chiederei cosa pensi di questa notizia recente:

http://www.repubblica.it/scuola/2013/01/15/news/tagli_alla_scuola_per_3_5_miliardi_ma_aumentano_i_prof_di_religione-50620951/

Ossia, non "cosa ne pensi" a livello etico e politico, che questo me lo immagino già, ma proprio cosa ne pensi di come sia tecnicamente possibile questo aumento di numero, mentre tutti gli altri posti di insegnante di qualsiasi altra materia diminuiscono.

Io avevo sempre pensato che fosse un fenomeno esclusivo delle scuole elementari e materne, in cui l'aumento della nomina di insegnanti di religione si spiega con il fatto che ormai quasi nessun insegnante titolare su posto comune accetta più di dare la disponibilità a fare religione nel suo orario. Ma invece l'articolo lascia intendere che una buona parte dell'effetto statistico si spiegherebbe col fatto che le curie stiano attivamente incoraggiando le nomine su cattedre part-time, ufficialmente "per non far perdere il lavoro ai loro insegnanti un momento di crisi"... cosa che comunque spiegherebbe la sostanziale stabilità dei numeri, ma non certo l'AUMENTO.

Innanzi tutto, non mi è chiaro se per per gli insegnanti di religione le richieste di part-time devono passare, come per tutti gli altri insegnanti, attraverso uffici statali, o se vengono gestite esclusivamente dalla curia in autonomia, e lo stato ha l'obbligo di accettarle in automatico. In questo caso, non mi sembra particolarmente etico incoraggiare acriticamente la moltiplicazione dei part-time, che oggettivamente al datore di lavoro in proporzione costano di più, perché tanto i soldi li tira fuori lo stato e non la curia stessa.

E parliamoci chiaro, quale categoria di lavoratori viene realmente "sistemata" nella vita concreta quotidiana da un contratto di insegnante part-time? Non certo persone che hanno bisogno di mantenere una famiglia. Conoscendo un pochino la tipologia, soprattutto di quelle che transitano per le elementari e le materne, si tratterà in massima parte di mamme di famiglia la cui attività principale è fare le casalinghe e che non hanno bisogno di un vero stipendio perché tanto i soldi seri li porta a casa il marito, e che però vogliono tenere un piede dentro la scuola perchè non si sa mai, e perché quel punteggio potrà sempre servire in futuro per scalare le graduatorie e passare di ruolo su posto normale. E alle superiori ne ho viste anche di peggio: "signorine" di 50 anni, che da 20 anni insegnavano precariamente su un'altra materia, e che poi hanno preferito andare a insegnare religione perché c'erano meno responsabilità, e alle quali va bene anche il part time perché tanto devono fare da badanti alla mamma anziana e fare volontariato in parrocchia; oppure l'ex seminarista che dopo tre o quattro anni di studi ha scoperto che non se la sentiva di farsi prete, ma è rimasto nel giro dell'associazionismo cattolico e bisognava trovargi qualcosina da fare, o altre amenità del genere...

E quindi, se la cosa è vera, mi pare un segno evidente del problema di base che ho sempre denunciato: che tutto il baraccone dell'IRC, nel suo complesso, rappresenta un fortissimo appiglio di potere sociale per la chiesa cattolica, ma NON certo in termini ideologici, culturali o dottrinali, bensì esclusivamente in termini FEUDALI. Ovvero, rappresenta la possibilità di mantenimento di di un enorme bacino di riconoscenze e gratitudini personali, da parte di numerosissimi soggetti, con relative famiglie, alle quali è stato dato "un aiutino" per sistemarsi.

Il che rappresenta il motivo principale della mia contrarietà all'IRC, che non c'entra assolutamente niente con le mie posizioni agnostiche personali...

Lisa
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Dom Gen 20, 2013 9:22 pm

E' una discussione molto interessante.
Concordo con Luca PS e con S.F. .
In particolare, concordo con S.F. sul fatto che catechismo e religione non sono la stessa cosa. Ed è vero che questa differenza viene segnalata negli istituti superiori di scienze religiose.
A catechismo si parla della fede. A scuola, nell'ora di religione, si parla di religione.
Io considero importante insegnare religione alla scuola primaria. Come dice Luca PS, alle superiori i ragazzi hanno l'ultima possibilità di parlare di Dio e della religione.
Tra la teoria e la pratica c'è molta differenza. Purtroppo, ci sono insegnanti che parlano di tutto tranne che di religione: droga, disagio giovanile, ecc. .
Questo non è insegnare religione. E' far passare il tempo cercando l'approvazione degli alunni.
Nella scuola primaria, credo, si insegna di più religione. Però, anche da noi molti colleghi fanno vedere dvd in continuazione.
Questo è sbagliato. Anche a me è capitato di finire in scuole in cui il mio predecessore faceva vedere sempre dvd. Io ho detto di no. Si fa lezione.
Ha ragione DEC nel dire che non siamo giustificati se non conosciamo quello che fanno gli altri insegnanti. I doveri professionali vanno rispettati.
Però ho anche paura che alcuni idr non vogliano essere considerati come gli altri insegnanti.
Per Paniscus: se vuoi inorridire, sappi che ci sono anche ex sacerdoti che hanno messo incinte delle donne e che poi vanno ad insegnare religione.
A volte, l'irc diventa il refugium peccatorum per chi non può fare altro, come gli ex seminaristi di cui parlava Paniscus.
Come dice Giovanna Onnis, il clero è una casta potente.
Non vorrei che passasse l'idea che noi idr siamo tutti così.
Ci sono anche quelli volenterosi.
Certo, la situazione di privilegi che Luca PS ha illustrato con precisione non ci aiuta. Però, spero che mi crediate quando dico che molti idr non sapevano dei cosiddetti privilegi quando si sono iscritti a scienze religiose.
Questo è il ritratto di molti idr: da giovani facevano i catechisti in parrocchia. La fede li ha spinti a scegliere di diventare idr e di vivere la loro professione con fede. Questo è il mio ritratto.
Devo dire, vivendo nell'ambiente degli idr, che ho notato il modo in cui avvengono molte assegnazioni delle cattedre. Non voglio generalizzare non voglio dire che sia sempre così. Però, chi va ad insegnare alle medie o alle superiori in genere è perché ha avuto problemi ad insegnare nella scuola. Come per gli ecclesiastici, vale anche per noi la regola "promoveatur ut amoveatur".
Quindi, secondo me, oltre ad intervenire sulla questione dei privilegi, bisognerebbe intervenire anche all'interno. Troppi idr fanno quello che gli pare senza nessun controllo. E' importante che gli idr sappiano garantire una buona qualità dell'insegnamento. Purtroppo, quelli che non insegnano veramente gettano discredito sull'intera categoria.
D'altra parte, ma questa è pura utopia, bisognerebbe estendere i privilegi degli idr a tutti gli altri insegnanti. Si tratterebbe così di diritti garantiti a tutti. Credo che sarebbe giusto, per esempio, che tutti gli insegnanti siano stabilizzati dopo quattro anni. Però, la mia è pura utopia.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Dom Gen 20, 2013 9:37 pm

Se fosse vera l''ipotesi di una tendenza alla taratura delle cattedre sul part-time per opera degli Uffici-Scuola delle Curie (considerando che, come dici, i part-time hanno un costo per lo Stato in proporzione maggiore), ci sarebbero critiche sul campo dell'etica pubblica (economie di spesa) e sia estremi per azioni legali.

Ma siccome le cattedre degli IDR sono assegnate discrezionalmente e i numeri li sanno solo loro, siamo punto daccapo. Non mi meraviglierei che questo fosse un ulteriore balzello che la Chiesa Cattolica Italiana chiede allo Stato. Le inventano tutte, basti pensare a come hanno pensato bene il meccanismo dell'8x1000 (anche chi non esprime preferenze dà soldi in proporzione ai soggetti beneficiari dell'8x1000; e cioè maggiormente alla Chiesa Cattolica, dato che è la maggior beneficiaria delle preferenze. Ma anche i danari finiranno, quando ad esprimere le preferenze non sarà più la generazione attuale cresciuta a pappa e Democrazia Cristiana e allora forse lo Spirito si servirà della Povertà e dell'Ateismo Indifferente per far sentire la sua presenza a chi - dei vertici della Chiesa - non lo ascolta).

---

Poi tu citi alcuni casi umani (il seminarista, il giovane della Parrocchia da sistemare, il precario su altra materia che sceglie Religione per guadagnarsi qualcosa) e mi dico che forse, in questo modo, la Chiesa sta facendo il suo dovere, aiutando il prossimo, sta facendo Carità (A).

Poi subito mi dico. Eh, no: e quanti milioni di giovani e precari ci sono che - se non conoscono il prete di turno - non possono sperare neanche in questo!

E allora - mi perdoni san Paolo - ma dico che "prima della Carità (di cui al punto A) viene la Giustizia". Fuor di metafora: la Chiesa non può "dopare" il sistema del Miur per fare la Carità ai suoi (es. spingere sui part-time, obbligare al non accorpamento-classi, mantenere gli scatti ai precari anche dopo l'istituzione dei ruoli IDR o mantenere il sistema delle stabilizzazioni con ricostruzione di carriera al 100% anche dopo l'istituzione dei ruoli, etc.).

Mutatis mutandis: non può la Chiesa Cattolica non dare a Cesare quel che è di Cesare (la questione fiscale o evitare l'antiriciclaggio allo Ior) perchè dice che quei soldi gli servono per la Carità. Prima dai a Cesare quel che è di Cesare, così lo Stato può fare Welfare e magari, così facendo, si ha anche meno bisogno della Carità della Chiesa. Poi con i soldi che ti restano, dopo aver dato a Cesare, fai anche Carità.

Nel senso che... lo scopo dello Stato liberal-democratico dovrebbe essere quello di ridurre la necessità dell'approccio caritativo, trasformando la Carità in Welfare, no?

Quindi, prima la Giustizia. E se la Giustizia e l'equità è ben applicata, forse c'è meno bisogno di Carità.

---

Tornando a noi, il Sindacato (o alcuni Sindacati) dovrebbe sicuramente indagare se fosse vero che vi è un aumento di part-time tra gli IDR. Del resto è quello che fanno anche i Supermercati e il Privato, ma non - appunto - a spese dello Stato.

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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Dom Gen 20, 2013 9:51 pm

> Credo che sarebbe giusto, per esempio, che tutti gli insegnanti
> siano stabilizzati dopo quattro anni. Però, la mia è pura utopia.

Basta con questa storia di estendere i diritti degli IDR a tutti; è impossibile, stan togliendo e si dice ancora che si può estendere, tanto per non dire che - per ristabilire equità - si deve togliere a chi ha di più e dare come agli altri?


Ultima modifica di LucaPS il Dom Gen 20, 2013 9:56 pm, modificato 1 volta
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Dom Gen 20, 2013 9:56 pm

enrico draghi ha scritto:
Questo non è insegnare religione. E' far passare il tempo cercando l'approvazione degli alunni.
Nella scuola primaria, credo, si insegna di più religione. Però, anche da noi molti colleghi fanno vedere dvd in continuazione.

E allora come si spiega che PROPRIO alla primaria (e alla materna), l'argomentazione tipica delle zelanti vicepresidi o degli sbadiglianti addetti di segreteria, per convincere gi "INDECISI" a iscrivere il figlio a religione, sia proprio quella di rassicurarli sul fatto che "no, non vi preoccupate, non fanno mica dottrina, fanno solo disegni e canzoncine parlando della pace, dell'amore e della fratellanza, i bambini nemmeno si accorgono di stare facendo religione!" ?????
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Dom Gen 20, 2013 10:00 pm

Paniscus, capisco quel che dici ma la questione è un'altra (altrimenti ci infiliamo sempre nella questione IRC SI - IRC NO): la questione è togliere agli IDR i privilegi per non togliere l'essenziale agli altri insegnanti, dal punto di vista economico e previdenziale.

Sul fatto dei part-time, come dicevo, c'è da approfondire, perchè, se fosse vero, di mezzo ci sono soldi pubblici appaltati alla Chiesa Cattolica (oltre a tutti gli altri soldi pubblici ad essa appaltati).

Per fortuna che ora siamo UE e già due volte sono state aperte procedure di infrazione contro il Vaticano: IMU e le norme antiriciclaggio.
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Lun Gen 21, 2013 1:37 pm

paniscus ha scritto:
enrico draghi ha scritto:
Questo non è insegnare religione. E' far passare il tempo cercando l'approvazione degli alunni.
Nella scuola primaria, credo, si insegna di più religione. Però, anche da noi molti colleghi fanno vedere dvd in continuazione.

E allora come si spiega che PROPRIO alla primaria (e alla materna), l'argomentazione tipica delle zelanti vicepresidi o degli sbadiglianti addetti di segreteria, per convincere gi "INDECISI" a iscrivere il figlio a religione, sia proprio quella di rassicurarli sul fatto che "no, non vi preoccupate, non fanno mica dottrina, fanno solo disegni e canzoncine parlando della pace, dell'amore e della fratellanza, i bambini nemmeno si accorgono di stare facendo religione!" ?????
Infatti, dicevo che anche da noi (nella scuola primaria) molti colleghi fanno vedere i dvd.
Fare anche canzoncine o disegni va bene. Non va bene fare solo conzoncine e disegni.
Io spiego l'argomento della lezione per almeno metà della lezione. Poi facciamo qualche canto. Nella parte rimanente scrivono o colorano.
E' evidente che, soprattutto nella prima elementare, non ci può essere troppa teoria.
Poi, non bisogna convincere gli indecisi. Non è una campagna elettorale come in politica. Se una famiglia vuole che il figlio faccia religione bene. Altrimenti non la fa.
Tra l'altro, non è nemmeno giusto che chi chiede un'attività alternativa ottenga solo l'ora del niente. La scuola può attingere dalle graduatorie di istituto gli insegnanti per l'attività alternativa.
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Lun Gen 21, 2013 2:00 pm

LucaPS ha scritto:
Paniscus, capisco quel che dici ma la questione è un'altra (altrimenti ci infiliamo sempre nella questione IRC SI - IRC NO): la questione è togliere agli IDR i privilegi per non togliere l'essenziale agli altri insegnanti, dal punto di vista economico e previdenziale.

Sul fatto dei part-time, come dicevo, c'è da approfondire, perchè, se fosse vero, di mezzo ci sono soldi pubblici appaltati alla Chiesa Cattolica (oltre a tutti gli altri soldi pubblici ad essa appaltati).

Per fortuna che ora siamo UE e già due volte sono state aperte procedure di infrazione contro il Vaticano: IMU e le norme antiriciclaggio.
Molte volte tu sollevi la questione dei privilegi e molte volte si finisce per discutere sull'opportunità o meno di fare irc. E' così, rassegnati.
Hai ragione a dire che ci sono dei privilegi che non hanno senso. Io sono dell'idea che i nostri privilegi sono diritti per tutti gli insegnanti. Hai ragione a dire che non daranno mai i privilegi a tutti gli insegnanti. Io sono un utopista. Utopia è il non luogo.
Però, se io scendessi in piazza per chiedere di cambiare qualcosa, preferirei chiedere i privilegi per tutti. Come spesso ho detto, agli insegnanti interessa poco difendere gli interessi sindacali. Ognuno coltiva il suo orto. Se non c'è solidarietà tra gli insegnanti, tra gli insegnanti è ancora peggio. Avere delle informazioni sul mondo degli idr non è facile.
Riguardo al part-time posso dirti una cosa. Lo sai che a me piace la sincerità e non mi piace avere dei segreti.
Quando facciamo i corsi di aggiornamento dobbiamo firmare sul foglio firme.
Dodici anni fa, quando ho iniziato ad insegnare, in diocesi eravamo una cinquantina.
Quest'anno siamo una settantina. Ora, da dove arrivano le nuove cattedre? Evidentemente ci sono due possibilità: rinunce da parte delle insegnanti di posto comune delle scuole dell'infanzia e delle scuole primarie e aumento dei posti part-time.
Non dimentichiamo che ci sono insegnanti che vanno in curia e dicono: "Non ce la faccio più ad andare lontano. Mi dia un part-time, basta che sia vicino a casa".
Quindi, è vero che lo Stato ci rimette. Io però sono dell'idea che dare del lavoro ai disoccupati è comunque positivo.
Tra l'altro, dato che tu sei esperto di queste cose, dovresti anche dire che è un diritto delle famiglie avere l'insegnante di attività alternativa per i propri figli.
Anche in questo caso si creerebbero dei nuovi posti di lavoro.
Aggiungo anche, questa è una cosa poco conosciuta, che molti idr sono sindacalizzati.
Gli idr aderiscono alla CGIL, alla CISL, allo SNADIR e alla UIL. Più o meno nell'ordine in cui li ho scritti. E' vero che un numero ancora alto di idr non è sindacalizzato. Non ho dati nazionali, posso scrivere solo per sentito dire. Ma il mondo degli idr è molto segreto.
Circa due terzi degli idr - almeno credo - non è sindacalizzato. Però stanno aumentando.
Anche perché, per esempio sulla ricostruzione di carriera e sulla compilazione dei contratti, c'è sempre più bisogno dei sindacati. Altrimenti le scuole non si muovono.
Non dimentichiamo che i sindacati possono intervenire in curia. Solo sulle questioni morali (divorzio e aborto) non possono intervenire. Se però la curia ti accusa di non saper tenere la classe, allora il sindacato può intervenire.
Tu dirai: che cosa c'entra con la questione dei privilegi? C'entra perché senza l'intervento dei sindacati non abbiamo una rappresentanza di fronte al governo.
Non a caso ci sono molti idr tesserati della CGIL: occorre un sindacato che sappia contrapporsi alla curia.
Però, me la vedo dura, anche se togliere i privilegi è una questione di giustizia. Intanto io inizierei dal più fastidioso: l'equiparazione degli idr delle medie con quelli delle superiori.
Comunque, ci vorrebbe più solidarietà tra insegnanti. Di qualunque tipo.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Lun Gen 21, 2013 2:36 pm

LucaPS ha scritto:

Poi tu citi alcuni casi umani (il seminarista, il giovane della Parrocchia da sistemare, il precario su altra materia che sceglie Religione per guadagnarsi qualcosa) e mi dico che forse, in questo modo, la Chiesa sta facendo il suo dovere, aiutando il prossimo, sta facendo Carità (A).

Poi subito mi dico. Eh, no: e quanti milioni di giovani e precari ci sono che - se non conoscono il prete di turno - non possono sperare neanche in questo!

Mah, guarda, per me questo sarebbe anche un problema meno grave, rispetto a quello oggettivamente più serio, e cioè che spesso queste persone sono del tutto inadeguate a fare gli insegnanti, che siano di religione o di qualsiasi altra materia. Forse adesso i criteri sono diventati più stringenti, ma parlando di persone che hanno preso l'idoneità a insegnare religione diversi anni fa, ho visto "sistemare" gente veramente improbabile, persone psicologicamente fragilissime e del tutto incapaci a rapportarsi coi ragazzi, oppure dalla cultura generale prossima allo zero, o magari soggetti arrivati direttamente da anni e anni di militanza in gruppi religiosi settariamente chiusi, che non avevano mai messo il naso fuori nel mondo esterno.

Ovviamente tale sfortunata eventualità può capitare anche con un insegnante di qualsiasi altra materia, ma quello accade per motivi esattamente opposti, ossia che non c'è alcun controllo individuale nei meccanismi delle supplenze, e che quindi nelle nicchie delle graduatorie ci si può infilare chiunque, molto prima che qualcuno si accorga che è un incapace o un disturbato...

Qua invece si sta parlando di personaggi che hanno una notevole autorità morale e potere sociale che fanno apposta a inserire nella scuola pubblica persone da loro ben conosciute individualmente, e nominate una per una con la propria faccia e il proprio curriculum, anche quando queste sono incapaci e inadeguate, perché convinti che il criterio di "fare del bene a un povero sfortunato che altrimenti non troverebbe nient'altro da fare " sia più importante che quello di garantire alla scuola insegnanti validi. Questa francamente si chiama RACCOMANDAZIONE, e non c'entra nulla con la professione docente...
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enrico draghi



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Lun Gen 21, 2013 6:37 pm

paniscus ha scritto:
LucaPS ha scritto:

Poi tu citi alcuni casi umani (il seminarista, il giovane della Parrocchia da sistemare, il precario su altra materia che sceglie Religione per guadagnarsi qualcosa) e mi dico che forse, in questo modo, la Chiesa sta facendo il suo dovere, aiutando il prossimo, sta facendo Carità (A).

Poi subito mi dico. Eh, no: e quanti milioni di giovani e precari ci sono che - se non conoscono il prete di turno - non possono sperare neanche in questo!

Mah, guarda, per me questo sarebbe anche un problema meno grave, rispetto a quello oggettivamente più serio, e cioè che spesso queste persone sono del tutto inadeguate a fare gli insegnanti, che siano di religione o di qualsiasi altra materia. Forse adesso i criteri sono diventati più stringenti, ma parlando di persone che hanno preso l'idoneità a insegnare religione diversi anni fa, ho visto "sistemare" gente veramente improbabile, persone psicologicamente fragilissime e del tutto incapaci a rapportarsi coi ragazzi, oppure dalla cultura generale prossima allo zero, o magari soggetti arrivati direttamente da anni e anni di militanza in gruppi religiosi settariamente chiusi, che non avevano mai messo il naso fuori nel mondo esterno.

Ovviamente tale sfortunata eventualità può capitare anche con un insegnante di qualsiasi altra materia, ma quello accade per motivi esattamente opposti, ossia che non c'è alcun controllo individuale nei meccanismi delle supplenze, e che quindi nelle nicchie delle graduatorie ci si può infilare chiunque, molto prima che qualcuno si accorga che è un incapace o un disturbato...

Qua invece si sta parlando di personaggi che hanno una notevole autorità morale e potere sociale che fanno apposta a inserire nella scuola pubblica persone da loro ben conosciute individualmente, e nominate una per una con la propria faccia e il proprio curriculum, anche quando queste sono incapaci e inadeguate, perché convinti che il criterio di "fare del bene a un povero sfortunato che altrimenti non troverebbe nient'altro da fare " sia più importante che quello di garantire alla scuola insegnanti validi. Questa francamente si chiama RACCOMANDAZIONE, e non c'entra nulla con la professione docente...
Hai ragione Paniscus. Però, dalla mia esperienza devo dire che c'è meno controllo di quello che sembra. So anche di altri idr assunti. Quindi, non parlo solo per me.
Intanto, io ho mandato la domanda per poter insegnare religione in più diocesi al termine dei miei studi in scienze religiose.
Ho scritto un breve curriculum e il parroco ha scritto due righe in cui diceva che facevo catechismo in parrocchia. Ho allegato il certificato degli studi in scienze religiose.
Poi ho telefonato alle diocesi in questione. Il direttore della diocesi in cui lavoro adesso mi ha detto che aveva libera la cattedra X. Per telefono ho detto di sì. Un mese prima dell'inizio della scuola, ad agosto, è arrivata la lettera di individuazione. Non ci eravamo ancora visti in faccia e non avevamo avuto un colloquio. A metà settembre c'era stata la prima riunione degli insegnanti di religione in curia. Avevo visto in faccia il direttore, ma non ci eravamo ancora parlati.
Che io sappia, questo modo di procedere è andato avanti per anni.
Io non sono stato raccomandato. Tra l'altro, il mio parroco non conosceva il direttore dell'ufficio scuola e io (e il mio parroco) eravamo di un'altra diocesi.
In più, anche quando ti iscrivi a scienze religiose c'è bisogno della lettera del parroco.
In teoria ci dovrebbe essere più controllo. In realtà non sempre è così.
Ti faccio anche l'esempio limite: negli ultimi anni, viste le nuove assunzioni, il direttore dell'ufficio scuola ha chiesto di nuovo la lettera del parroco. Alcune colleghe mi hanno addirittura detto "speriamo che mi faccia la lettera". Questo vuol dire che c'erano idr (tra cui io) che venivano fuori diocesi. In genere, anche se da noi non c'è l'obbligo, ci si trasferisce nella nuova diocesi. Il nuovo parroco non mi conosceva bene. Eppure non ha avuto problemi a fare la lettera. E' stato vago, del tipo "vista la sua esperienza nell'insegnamento...". Così è stato per le altre colleghe che provenivano da fuori diocesi. Pensiamo alle colleghe che provenivano dal meridione. Se il nuovo parroco non avesse scritto la lettera, allora dovevano chiederla al parroco in meridione. Nessuno ha avuto problemi.
Che io sappia, si è cominciato forse dall'anno scorso a fare i colloqui di assunzione da parte dell'ufficio scuola.
Quindi, Paninscus, hai ragione a dire le cose che hai detto. Però, c'è meno raccomandazione di quello che sembra. Forse per le scuole "importanti", come i licei, può darsi che ci siano le raccomandazioni. Però so di colleghi idr che erano considerati incapaci da colleghi di altre materie e dagli alunni che, all'improvviso, sono stati trasferiti in un liceo per fare meno danni.
Mi è capitato di sentire molte critiche sui miei predecessori nelle scuole in cui sono entrato. Poi li incontravo in curia. Ci salutavamo e mi dicevano che erano stati trasferiti in una scuola superiore. Vale ancora il promoveatur ut amoveatur.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Lun Gen 21, 2013 9:08 pm

Ecco, ma tutto ciò che descrivi non fa altro che convincermi ancora di più dell'assoluta insensatezza e anacronismo di tutta l'organizzazione dell'IRC in sé... ma è mai possibile che nel duemila abbondante stiamo ancora alla "lettera del parroco" come titolo di merito per entrare ufficialmente nei ranghi della funzione pubblica? Non so, a me pare agghiacciante!

Ma come fai a dire che "c'è meno raccomandazione di quello che sembra"?

La lettera del parroco che altro sarebbe, se non una plateale e patetica forma di raccomandazione?????

Oltretutto, scusami tanto, ma in tal caso i sostenitori dell'IRC, proprio con questa argomentazione, si contraddicono alla grande: se è vero che la lettera del parroco serve ad attestare che il soggetto abbia fatto catechismo in parrocchia con buoni risultati...

...PERCHE' mai l'aver fatto catechismo in parrocchia dovrebbe costituire un titolo professionale preferenziale per andare a insegnare religione nelle scuole pubbliche, visto che vi sbracciate tanto a specificare che l'IRC non è affatto catechismo, e che sono due cose diversissime che non c'entrano niente l'una con l'altra?

Ma ci mancherebbe pure che io, per entrare nella scuola di stato come insegnante di fisica, mi fossi fatta fare una lettera dal direttore dell'osservatorio di Arcetri (all'epoca c'era ancora il compianto Franco Pacini, non so se hai presente) che attestava quanto fossi stata brava, volenterosa e paziente nel condurre visite guidate divulgative per il pubblico generale appassionato di astronomia. Ok, è VERO che lo facevo, ma che c'entra questo con i titoli per accedere a una cattedra di matematica e fisica nella scuola pubblica?????

Boh, senza nessun intento di offesa personale, a me pare veramente che si sia talmente arrivati al fondo per difendere l'indifendibile, da non rendersi neanche conto di peggiorare la situazione...

Lisa
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto   Gio Gen 24, 2013 4:24 pm

Scusate se rischio di offendere la sensibilità di qualcuno, e come al solito ribadisco che la mia critica non è rivolta ai singoli cattolici... ma da un'istituzione ecclesiastica formale non mi sarei mai aspettata, MAI e poi MAI, un delirio del genere, e una mancanza così totale di dignità e di senso del ridicolo. Per non parlare della malafede, ma su quello, appunto, lasciamo perdere...

http://paniscus.org/2013/01/24/non-ce-piu-religione-o-comunque-ci-manca-pochissimo/
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Insegnanti di Religione e taglio al Fondo di Istituto
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