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 Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio

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AutoreMessaggio
eliana78



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MessaggioOggetto: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Dom Feb 03, 2013 10:04 pm

Promemoria primo messaggio :

Mi trovo alla mia prima esperienza come insegnante di sostegno. Ieri ho partecipato allo scrutinio della classe di uno dei miei alunni (una prima superiore): si tratta di un ragazzino con grossi problemi comportamentali, a cui non interessa nulla o quasi della scuola, che non porta quaderni e libri e che si assenta almeno 4 giorni su 6. In moltissime materie non ha neanche una verifica scritta, perché sempre assente, i voti orali sono inesistenti. Nonostante ciò, segue una programmazione ministeriale per obiettivi minimi e ha pochissime ore di sostegno.
Il lavoro che sto facendo con lui è soprattutto quello di insegnargli a vivere in un contesto sociale, a rispettare le regole e a prendersi le sue responsabilità.
Durante lo scrutinio alcuni colleghi hanno proposto per lui dei voti sufficienti, basati semplicemente sul fatto che "il ragazzo ha il sostegno". A questo punto mi sono alzata e ho pregato i colleghi di dare al ragazzo i voti che merita e di non regalargli la sufficienza. Ho detto che se avessi visto da parte sua impegno e senso di responsabilità, avrei potuto anche essere d'accordo con quei voti, ma data la situazione....no! In seguito a questo mio intervento, i 6 sono diventati 4...alcuni anche 3.
A questo punto mi chiedo: sono stata una pazza? Ho sbagliato? Rischio di essere ripresa dalla dirigenza?
Tengo a precisare inoltre che nella stessa classe c'è un altro ragazzino con obiettivi minimi seguito da una mia collega. Lui studia e si impegna moltissimo, nonostante i suoi problemi si fa interrogare, prende appunti e fa sempre i compiti a casa. Mi sembra assurdo che vengano messi sullo stesso piano. Mi sembra soprattutto molto demotivante per quest'altro ragazzino.
Il mio ruolo è quello di difendere il ragazzo ad ogni costo, o quello di insegnargli che bisogna impegnarsi per raggiungere il massimo che si può raggiungere, in base alle proprie capacità?
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AutoreMessaggio
Albith



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 12:20 pm

Però Davide, tu che definizione dai della "insufficienza".

Quando dici che i disabili sono persone da "capire" sento dietro un paternalismo che mi urta profondamente.

Per te un ragazzo normodotato è insufficiente quando? E tu gli segni l'insufficienza perché?

Una cosa è non usare gli stessi parametri quantitativi di apprendimento scolastico, altra è non usare gli stessi parametri di considerazione umana.

Non è che per te non sono mai insufficienti perché, con tutta la tenerezza e la comprensione di questo mondo, per te semplicemente essi non sono punto?
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 12:33 pm

Penso che redigere una programmazione individualizzata che poi da come risultati l'insufficienza non sia una cosa ponderata. A quel punto non ha avuto senso fare un PEI in cui però gli obiettivi non sono raggiunti. Io parlo di sufficienza Albith, non di voti più alti, come discreto, buono , distinto o ottimo come una volta si giudicava, parlo di un semplice 6, nè più nè meno. Quindi non si sta valutando o "regalando" nulla di particolare se non una sufficienza, nè un 7 nè un 8... Il 6 che io penso di dare, e non regalare, va a valorizzare quel seppur minimo elemento positivo che riesco a ritrovare nell'alunno H. Come ti ho detto, se io voglio che mi legga 1 pagina, ma me ne legge 2 sole righe, devo valutare il tutto insufficiente? In teoria sì, ma da insegnante H io mi dico, aspettiamo...non è riuscito, certo, ma vediamo quelle 2 righe...valutiamo il minimo (obiettivo minimo). Se l'H non "ci arriva" non è una sua colpa, è questo che voglio dire, e come posso dare un insufficiente?
Guarda Albith penso di aver detto quella frase nel senso più alto che si possa intendere, persone H sono persone da capire, sì, non ca COMPATIRE. Da capire a fondo, da scoprire, da valorizzare, non da giudicare. Intendilo in questo senso.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 3:18 pm

Ma quindi tu consideri lo studente disabile, solo perché disabile, una pura e semplice tabula rasa che non ha la sia pur minima possibilità di influire volontariamente sul proprio comportamento e sul proprio apprendimento, e che dipende in maniera del tutto passiva da ciò che gli altri decidono per lui? A me sembra francamente offensivo nei confronti dei disabili stessi...

Inoltre, dalle tue parole traspare un'altra concezione che, a mio avviso, per la dignità del nostro lavoro è ancora peggio: ovvero, l'idea che dare l'insufficienza o bocciare sia esclusivamente "una punizione", quando invece non è vero. Nella maggior parte dei casi la bocciatura non è affatto decisa come punizione, ma come presa d'atto che il ragazzo non è in grado di affrontare l'anno successivo, e che rimanere un anno di più a consolidare le stesse cose che ancora non ha acquisito, gli faccia BENE...

Il ragionamento che fai tu è che se un ragazzo riporta risultati insufficienti, ma "non è colpa sua", allora l'insufficienza non gli si possa dare, e sia giusto dichiarare che i suoi risultati sono sufficienti anche se non è vero. Come se l'insufficienza fosse una sentenza di condanna morale che si deve usare solo in presenza di colpe.

Ripeto: e allora cosa cambierebbe con la valutazione degli alunni "normali"? Ma hai un'idea di quanta gente c'è che, pur non avendo nessun handicap certificabile, su parecchie cose "non ci arriva proprio", oppure ci arriva con molta più fatica rispetto ad altri, o ci arriva impiegandoci più tempo? E infatti quelli, a volte, li si boccia, ma non certo per punizione, ma proprio per dar loro l'opportunità di ripetere e approfondire con più tempo quello che ancora non hanno elaborato.

Quando tu dici che "bisogna aspettare" perchè "ognuno ha i suoi tempi", non si dovrebbe intendere proprio questo (o almeno, ANCHE questo)?

Se il ragazzo disabile può benissimo arrivare a imparare determinate cose, ma per riuscirci ha bisogno di più tempo... in quel caso è giustissimo concedergli più tempo, ovvero, se necessario, ANCHE tenerlo a scuola un anno o due di più, perchè effettivamente le impari davvero.

L'alternativa sarebbe quella di mandarlo sempre avanti lo stesso anche se NON le ha imparate, facendo in modo che alla fine non le impari più.

Mi sembrerebbe molto più ingiusto e offensivo nei suoi confronti, come a dire "tanto è sicuro che non ci arriverà mai"!



Ultima modifica di paniscus il Lun Feb 11, 2013 4:58 pm, modificato 1 volta
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 3:41 pm

Davide ha scritto:
Penso che redigere una programmazione individualizzata che poi da come risultati l'insufficienza non sia una cosa ponderata. A quel punto non ha avuto senso fare un PEI in cui però gli obiettivi non sono raggiunti. Io parlo di sufficienza Albith, non di voti più alti, come discreto, buono , distinto o ottimo come una volta si giudicava, parlo di un semplice 6, nè più nè meno. Quindi non si sta valutando o "regalando" nulla di particolare se non una sufficienza, nè un 7 nè un 8... Il 6 che io penso di dare, e non regalare, va a valorizzare quel seppur minimo elemento positivo che riesco a ritrovare nell'alunno H. Come ti ho detto, se io voglio che mi legga 1 pagina, ma me ne legge 2 sole righe, devo valutare il tutto insufficiente? In teoria sì, ma da insegnante H io mi dico, aspettiamo...non è riuscito, certo, ma vediamo quelle 2 righe...valutiamo il minimo (obiettivo minimo). Se l'H non "ci arriva" non è una sua colpa, è questo che voglio dire, e come posso dare un insufficiente?
Guarda Albith penso di aver detto quella frase nel senso più alto che si possa intendere, persone H sono persone da capire, sì, non ca COMPATIRE. Da capire a fondo, da scoprire, da valorizzare, non da giudicare. Intendilo in questo senso.

Il tuo discorso è così deontologicamente sbagliato che mi fa quasi senso...

Valutare un alunno è un diritto dell'alunno stesso.

Il PEI definisce una programmazione ponderata sulle sue competenze e capacità esistenti e si prefigge degli obiettivi che possono essere raggiunti oppure no.

Se non vengono raggiunti è giusto valutare (e lo si dovrebbe fare sempre, anche con la classe in generale) dove ho sbagliato io insegnate come metodologia e dove sono carenti gli alunni.

E la scala dei voti è fatta di 10 scalini e vanno usati tutti. Dire che non metto mai insufficienze così come non metto mai nulla sopra il 7, vuol dire semplicemente che non faccio più l'insegnante, ma il badante commiserevole.

Mi spiace, ma condivido zero della tua impostazione.
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 5:24 pm

Fare un PEI dove avrò risultati insufficienti cosa ha significato? Il PEI è un documento fatto sulle reali capacità del bambino, è un controsenso farne uno in cui avrò risultati insufficienti. Non era il PEI adatto a quel bambino. Io penso che sia questo il senso di fare una programmazione individualizzata, altrimenti dov'è il senso? Sui tanti obiettivi messi, ce ne sarà qualcuno che tira l'ago della bilancia verso il 6? o sono tutti verso il 5. caspita c'è qualcosa di strano allora. Dare il 6 per me è la base di un PEI che io docente ho fatto in maniera ponderata. Se faccio un PEI dove il risultato sarà un 5 insufficiente allora c'è un errore di base negli obiettivi minimi. In quel caso gli obiettivi non erano minimi per il mio alunno X. Scusatemi, ma per me gli alunni H continuano a essere persone che soffrono, e come ci dicono in università al corso del sostegno (non per essere colto, cosa che non sono), hli alunni H non hanno bisogno di sentirsi ribadire la loro inferiorità o incapacità. Lo sanno già. L'alunno H io lo valuto ECCOME, e parto dal 6 valorizzandone le potenzialità e non sottolineandone la carenze. Per l'H questo ha un senso, altrimenti....è dire per l'ennesima volta "tu anche ora non ce l'hai fatta".
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 5:40 pm

In questo modo tu hai già deciso che non ce la farà mai, non prevedi né miglioramenti né fallimenti. Un PEI tarato sul 6 come voto minimo, e in molti casi unico, significa solo aver deciso a monte che l'alunno in questione è sempre e comunque un fallimento e quindi che vale dirglielo ma anche che vale porgli degli obiettivi e informarlo che ora non ce l'ha ancora fatta ma impegnandosi lo potrà fare?

Io mi domando, ma quando date un'insufficienza in cuor vostro dite "che merdaccia che sei!" oppure "ok, non ci siamo ancora ma ora vediamo come fare!" ???

Io trovo inadeguato il tuo discorso perché è paternalistico nel bene e nel male: è un mix di commiserazione e giudizio ineluttabile. Il voto da indicatore diventa il fine stesso della scuola: la gratificazione non risiede più nell'impossessarsi di una nozione o di una competenza, ma solo di medaglie di autogratificazione. La scuola post-buonista...
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 5:57 pm

Albith però il tuo è il punto di vista del docente, giustamente fai un discorso da docente
Io mi pongo anche sul piano dell'alunno H. L'esempio che all'inizio del forum aveva dato la collega era che un 5 avrebbe forse aiutato l'alunno a mettersi d'impegno per migliorare. Lo aveva descritto come un ragazzo non interessato alla scuola. E io feci notare che a quel punto l'alunno H non avrebbe dato alcun interesse al 5 e all'eventuale voglia di rivalersi. I 5 li vede sempre, cosa gli interessa di rimediarli. Il tuo discorso è perfettamente un discorso da docente scusa il gioco di parole. Alcuni alunni H non sentono alcun interesse a studiare e di conseguenza hanno risultati pessimi, e noi glielo ribadiamo scrivendogli che sono insufficienti. Carta sprecata, lo sanno già. Non tutti hanno e sentono questo grande senso della scuola che vede nel miglioramento scolastico una tappa fondamentale. Semplicemente a molti alunni la scuola non interessa. I tuoi pensieri, sono belli, ma come è normale (dico una ovvietà) sono pensieri di un docente, di un adulto, di un formatore. La mente e il pensiero dell'alunno sono altri. Dare un'insufficienza a un H significa dirgli che si può fare di più, ma senza ribadire la solita storia. Lo sanno già che non sono capaci di fare molto. Un adulto al loro posto direbbe: "ma basta, me lo hai detto 200 volte, vuoi continuare?" e secondo voi l'insufficienza ha un ruolo formativo per spronare a migliorarsi? Mah...forse sì, ma forse no...
grazie per i vostri contributi colleghi di sostegno.
Davide
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 6:05 pm

Davide ha scritto:
Fare un PEI dove avrò risultati insufficienti cosa ha significato? Il PEI è un documento fatto sulle reali capacità del bambino, è un controsenso farne uno in cui avrò risultati insufficienti. Non era il PEI adatto a quel bambino.

Ma scusa, questa che scemenza è? In fase di programmazione, si sa già a priori se i risultati saranno sufficienti o no? Conosci qualcuno che si diverte a di fare DI PROPOSITO un pei inarrivabile per l'alunno, in maniera tale da prevedere già che i risultati saranno insufficienti?! Io francamente no!

Però, come è assurdo fare un pei "sapendo già che i risultati saranno insufficienti", allo stesso identico modo è ipocrita e non professionale farlo apposta in maniera da sapere già che i risultati saranno sicuramente sufficienti... o che anche se non lo fossero, ce li faremo diventare!

Ma appunto, il PEI è un documento fatto sulle reali capacità del bambino, con lo scopo di individuare il più obiettivamente possibile quali livelli gli possano essere richiesti, e in maniera tale da poterlo valutare in modo equo e commisurato alle sue effettive capacità. Ma la valutazione deve esistere comunque! Una valutazione già programmata in partenza in modo tale da farla sempre diventare positiva in ogni caso, anche se non lo è, NON E' una valutazione onesta, mi sembra evidente!

Il pei implica un'individuazione di un intervallo di livelli entro i quali ragionevolmente potrà assestarsi l'alunno, e all'interno di questa fascia si individua un livello di "sufficienza", pensato appositamente per lui, e commisurato alle sue possibilità. Poi, il punto esatto dove il ragazzo arriverà davvero, all'interno di quella fascia, dipende da tante cose, alcune delle quali legate direttamente al suo impegno e alla sua volontà, e altre dipendenti da altri fattori. ma appunto la fascia è una FASCIA, non un livello unico; e la sufficienza è all'INTERNO di questa fascia, ma non la ricopre tutta.

Ripeto, se prima si fa il pei, si fissano degli obiettivi minimi (e si spera di averli fissati coscientemente e professionalmente, non tirando a indovinare), e poi ogni volta che viene il sospetto che l'alunno non li abbia raggiunti, allora ci si limita a concludere che era sbagliato il pei, che razza di valore si attribuisce a quel documento? Gli stessi insegnanti che l'hanno scritto si limitano a dire "Be', scusate, ci eravamo sbagliati, pazienza..."? E tutto questo, magari ripetuto più volte? Ma che considerazione hai della consapevolezza e della professionalità tua e dei tuoi colleghi?

Con il ragionamento che fai tu, in pratica, rifiuti completamente qualsiasi forma di valutazione, il che, oltre a essere a mio avviso poco etico, è anche è contro la legge, come ti ha già illustrato qualcun altro.

E vedo che non hai risposto alla mia obiezione: se le cose stessero come le intendi tu, perché non dovrebbero valere anche per gli altri, oltre che per i disabili? Guarda che una qualche forma di "programmazione per obiettivi minimi", in senso più lato, non si fa solo per i disabili, ma la si fa per TUTTI (ossia, anche nella programmazione normale, si individua quali sono i livelli strettamente indispensabili per prendere la sufficienza, distinguendoli da quelli più elevati)... e poi, DOPO aver valutato i risultati effettivamente ottenuti, si decide a chi dare la valutazione sufficiente minima, a chi dare di più, e a chi dare di meno.

Ma non sta scritto da nessuna parte che la programmazione debba essere fatta su misura per accertarsi di dare la sufficienza a tutti, e che finché rimane qualcuno che ha preso prende l'insufficienza allora vuol dire che era sbagliata la programmazione! All'interno della fascia dei livelli indicati, alcuni riescono a superare quello della sufficienza minima, e altri no. Questo non è un giudizio morale, è un giudizio "tecnico" relativo a quel risultato! Per il disabile, i livelli sono riportati su una scala diversa, calibrata su misura per lui, ma esistono comunque...

A me sembri talmente fissato con l'idea che "l'insufficienza sia una punizione che si debba dare solo per punire il ragazzo di qualche colpa consapevole", che mi viene il dubbio che tu proprio non abbia capito i fondamenti di cosa sia la valutazione!

Francamente, come genitore, non mi piacerebbe avere come insegnante dei miei figli qualcuno che ragiona così. E non solo "se fossi la mamma di un figlio disabile", ma anche in generale per figli di qualsiasi categoria!

Lisa
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 6:24 pm

Davide ha scritto:
Albith però il tuo è il punto di vista del docente, giustamente fai un discorso da docente
Io mi pongo anche sul piano dell'alunno H.

Guarda che anche tu sei un docente, e hai il dovere di fare discorsi da docente.

Una cosa è empatizzare e "mettersi dalla parte di", un'altra è dimenticare la tua funzione specifica e sentirti in obbligo di ragionare COME il ragazzino...

Citazione :
Alcuni alunni H non sentono alcun interesse a studiare e di conseguenza hanno risultati pessimi, e noi glielo ribadiamo scrivendogli che sono insufficienti. Carta sprecata, lo sanno già. Non tutti hanno e sentono questo grande senso della scuola che vede nel miglioramento scolastico una tappa fondamentale. Semplicemente a molti alunni la scuola non interessa.

Ah, e perché, con gli alunni non-H questo non avviene mai?

Con lo stesso criterio, si dovrebbero sempre dare tutte sufficienze di default a tutti quelli "a cui la scuola non interessa". Geniale!
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 6:37 pm

Ma Albith, sono alunni H caspita! Il piano è completamente opposto! Io non riesco a esprimere ciò che penso, l'H è un universo a parte. La segnalazione, la visita neuropsichiatrica e la certificazione mettono su un piano a sè l'alunno H. Il tuo ragionamento, secondo me, fila per un alunno normodotato, ma non per l'H. Io voglio sottolineare la differenza che bisogna porre nella valutazione. Tu sei sul sostegno ? Giusto per capire...
comunque io ho detto e ribadisco che VALUTO l'alunno, ma VALUTO le potenzialità. cosa diversa dal dire che bisogna dare un 6 politico. In ognuno di noi e loto c'è qualcosa di positivo, bisogna trovarlo, ecco perchè dicevo che gli alunni H sono prima cosa da capire, da conoscere e non solo da giudicare.
Ok Lisa, tu da genitore non vorresti un docente così, io invece vorrei averne uno che vuole capire mio figlio, e non semplicemente che gli dia una prova di verifica e contando gli errori gli mette il 5. Io e mio figlio sappiamo di avere ora e davanti a noi tanti problemi, che me lo ribadisci tu è solo l'ennesima ripetizione e sai cosa me ne posso fare... L'alunno H non è solo le 5 ore di scuola, ma come detto già, è tutto un universo che non posso valutare insufficiente visto che non ne conosco a pieno i risvolti. A sto punto valuto le potenzialità e non le criticità. Settimana scorsa al corso H ci hanno detto di iniziare il tirocinio e neanche chiedere la disabilità del bambino per attuare un percorso sulle potenzialità, il fatto che non sappiano fare grandi cose è assodato, partiamo da quel minimo di potenzialità.
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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 6:40 pm

paniscus ha scritto:
Davide ha scritto:
Albith però il tuo è il punto di vista del docente, giustamente fai un discorso da docente
Io mi pongo anche sul piano dell'alunno H.

Guarda che anche tu sei un docente, e hai il dovere di fare discorsi da docente.

Una cosa è empatizzare e "mettersi dalla parte di", un'altra è dimenticare la tua funzione specifica e sentirti in obbligo di ragionare COME il ragazzino...

Citazione :
Alcuni alunni H non sentono alcun interesse a studiare e di conseguenza hanno risultati pessimi, e noi glielo ribadiamo scrivendogli che sono insufficienti. Carta sprecata, lo sanno già. Non tutti hanno e sentono questo grande senso della scuola che vede nel miglioramento scolastico una tappa fondamentale. Semplicemente a molti alunni la scuola non interessa.

Ah, e perché, con gli alunni non-H questo non avviene mai?

Con lo stesso criterio, si dovrebbero sempre dare tutte sufficienze di default a tutti quelli "a cui la scuola non interessa". Geniale!

Ma che brutta 'sta cosa di estrapolare frasi e rimbeccare su singoli pensieri - sta diventando un'abitudine in questo forum.

Cerchiamo piuttosto di capire davvero quello che chi scrive vuole esprimere. Non credo che Davide volesse dire che ci si deve mettere "totalmente" nei panni dell'alunno H ... tuttavia chi non ci si mette almeno un po' non ne caverà mai fuori niente. Proprio oggi vengo da una di quelle "giornatine"...

Deve essere inoltre chiaro che dare insufficenze all'alunno H ha una valenza totalmente diversa rispetto ai normodotati, perchè è stata prodotta una certificazione di disabilità, forse molti non afferrano ancora il vero significato di questa parola. Lo si può anche fare, dare 5 o 4, tutto si può fare - ma ci si assume una notevole responsabilità, sono ragazzi più fragili. Perciò bisogna calibrare bene gli obiettivi, è necessario minimizzare le possibilità che "non ce la facciano", meglio andare più lentamente ma dar loro la sensazione che "ce la fanno".
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 6:45 pm

Settimana scorsa al corso H ci hanno detto di iniziare il tirocinio e neanche chiedere la disabilità del bambino per attuare un percorso sulle potenzialità, il fatto che non sappiano fare grandi cose è assodato, partiamo da quel minimo di potenzialità.[/quote]

Non per intromettermi, ma di quale Università si tratta?
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ombre



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 6:48 pm

Davide ha scritto:
Ma Albith, sono alunni H caspita! Il piano è completamente opposto! Io non riesco a esprimere ciò che penso, l'H è un universo a parte. La segnalazione, la visita neuropsichiatrica e la certificazione mettono su un piano a sè l'alunno H. Il tuo ragionamento, secondo me, fila per un alunno normodotato, ma non per l'H. Io voglio sottolineare la differenza che bisogna porre nella valutazione. Tu sei sul sostegno ? Giusto per capire...
comunque io ho detto e ribadisco che VALUTO l'alunno, ma VALUTO le potenzialità. cosa diversa dal dire che bisogna dare un 6 politico. In ognuno di noi e loto c'è qualcosa di positivo, bisogna trovarlo, ecco perchè dicevo che gli alunni H sono prima cosa da capire, da conoscere e non solo da giudicare.
Ok Lisa, tu da genitore non vorresti un docente così, io invece vorrei averne uno che vuole capire mio figlio, e non semplicemente che gli dia una prova di verifica e contando gli errori gli mette il 5. Io e mio figlio sappiamo di avere ora e davanti a noi tanti problemi, che me lo ribadisci tu è solo l'ennesima ripetizione e sai cosa me ne posso fare... L'alunno H non è solo le 5 ore di scuola, ma come detto già, è tutto un universo che non posso valutare insufficiente visto che non ne conosco a pieno i risvolti. A sto punto valuto le potenzialità e non le criticità. Settimana scorsa al corso H ci hanno detto di iniziare il tirocinio e neanche chiedere la disabilità del bambino per attuare un percorso sulle potenzialità, il fatto che non sappiano fare grandi cose è assodato, partiamo da quel minimo di potenzialità.

Sbagliatissimo. I docenti devono conoscere perfettamente la situazione cognitiva/affettiva/psicologica dell'allievo. Certo che parti dalle potenzialità, ma le strategie educative e didattiche che il docente attua devono essere le più adatte possibile alla situazione dell'allievo. Proprio perchè ci sono un'infinità di possibili "disabilità" e combinazioni di disabilità devi conoscere l'allievo al meglio, altrimenti ciò che fai è tutto per tentativi. Ti credo che poi arrivi a dargli 6 qualunque cosa faccia (o non) faccia.
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 6:52 pm

Ciao Parvati,
benvenuto in questa discussione, secondo me molto importante per noi docenti H. Volevo porre l'attenzione che un docente curricolare con 25 alunni avrà un modo di valutare diverso da un docente H con 2 o 3 alunni. L'impegno, lo sforzo, la strategia, la metodologia devono per forza essere diversi, avendo un numero esiguo di alunni il docente H ha la possibilità di programmare bene i suoi interventi, mirarli, io conosco bene il mio alunno H, quando vedo la collega di italiano che gli grida contro perchè non fa i compiti io dentro di me la giudico e penso che stia sbagliando, ma non posso da collega dirle che sbaglia, è una mia opinione, ciò scaturisce in me perchè io conosco il mio alunno in maniera diversa, non come 1 alunno sul gruppo di 20. Ma come uno su uno. Lo porto fuori in aula di sostegno, in aula PC, mi parla, mi racconta delle sue giornate, dei genitori separati, etc. etc. Così entri un po nel suo mondo, lo capisci, e lo valuti forse con più profondità e giustizia. e' questo su cui pongo attenzione, conoscere per valutare con più giustizia.
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 6:55 pm

Davide ha scritto:
Ciao Parvati,
benvenuto in questa discussione, secondo me molto importante per noi docenti H. Volevo porre l'attenzione che un docente curricolare con 25 alunni avrà un modo di valutare diverso da un docente H con 2 o 3 alunni. L'impegno, lo sforzo, la strategia, la metodologia devono per forza essere diversi, avendo un numero esiguo di alunni il docente H ha la possibilità di programmare bene i suoi interventi, mirarli, io conosco bene il mio alunno H, quando vedo la collega di italiano che gli grida contro perchè non fa i compiti io dentro di me la giudico e penso che stia sbagliando, ma non posso da collega dirle che sbaglia, è una mia opinione, ciò scaturisce in me perchè io conosco il mio alunno in maniera diversa, non come 1 alunno sul gruppo di 20. Ma come uno su uno. Lo porto fuori in aula di sostegno, in aula PC, mi parla, mi racconta delle sue giornate, dei genitori separati, etc. etc. Così entri un po nel suo mondo, lo capisci, e lo valuti forse con più profondità e giustizia. e' questo su cui pongo attenzione, conoscere per valutare con più giustizia.

Scusa, ma se gli dai 6 a prescindere da tutto, non valuti!
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 6:55 pm

OMBRA,
si parlava di un tirocinio. A noi tirocinanti per il sostegno ci hanno detto di creare un intervento didattico sulla base delle potenzialità senza neanche sapere quale disabilità abbia il bambino, dopo una osservazione di alcune ore preliminare. MA la sostanza è quella, rilevare la potenzialità e non sottolineare l'incapacità.
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 6:57 pm

Fedup non do 6 a prescindere da tutto, do 6 perchè in ognuno di noi ci sono potenzialità che mi rendono un NON INSUFFICIENTE. Bisogna trovarle.
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Fedup



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 7:08 pm

Davide ha scritto:
Fedup non do 6 a prescindere da tutto, do 6 perchè in ognuno di noi ci sono potenzialità che mi rendono un NON INSUFFICIENTE. Bisogna trovarle.

Non condivido la tua opinione, ovviamente la rispetto.
In un mio commento precedente, avevo parlato della vita da adulto.
Quando io ho frequentato il corso Sos, si sono raccomandati di far questo: "Pensarli grandi, pensarli adulti."
Bisogna abituare questi ragazzi ad affrontare le difficoltà, non ad eluderle.


Ultima modifica di Fedup il Lun Feb 11, 2013 7:18 pm, modificato 1 volta
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 7:17 pm

Molti H per loro natura non possono affrontare le difficoltà, sono H, altrimenti non saremmo qui a parlarne. Secondo me il 5, non da chance di mutamento, un 6 ti dice che ce la fai, e forse (certo più del 5) può farti provare a andare avanti. Il 5 non incoraggia, ti marchia a NON SUFFICIENTE, e con gli alunni H bisogna stare molto attenti a dare la sensazione che essi non ce la facciano, potrebbe essere contro producente.
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 7:44 pm

Davide ha scritto:
Fedup non do 6 a prescindere da tutto, do 6 perchè in ognuno di noi ci sono potenzialità che mi rendono un NON INSUFFICIENTE. Bisogna trovarle.

Quindi, mi ripeto per l'ennesima volta, che differenza ci sarebbe con gli altri? Se tutti sono da considerare sufficienti, solo perché hanno le potenzialità, allora dovrebbe valere anche per quelli senza nessuna disabilità. Ma tu a questa obiezione stai sistematicamente sfuggendo...

Lisa
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 8:56 pm

non ho letto tutto, non c'entro nulla, e prometto di non intervenire più, faccio solo una domanda:

All'alunno H importa qualcosa dei voti? E' in grado di capire che un 5 significa che non si è contenti di lui? ma, soprattutto, questo farà in modo che possa fare di più?
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 9:54 pm

Ire ha scritto:
non ho letto tutto, non c'entro nulla, e prometto di non intervenire più, faccio solo una domanda:

All'alunno H importa qualcosa dei voti? E' in grado di capire che un 5 significa che non si è contenti di lui? ma, soprattutto, questo farà in modo che possa fare di più?

Scusa, ma mi permetto di ribaltare la domanda: se invece gli diamo 6, è in grado di capire che cosa significa quel 6, e questo farà in modo che possa fare di più?

Guarda che le due situazioni sono perfettamente simmetriche, dal punto di vista logico.

I cosiddetti alunni H, che peraltro mi sembra un'espressione orrenda, che io non userei mai (agli stessi livelli dei ginecologi che ti dicono che "sei un cesareo"... non che "probabilmente dovrai fare il cesareo" o che "il tuo parto sarà un cesareo", ma proprio che "tu SEI un cesareo", ma lasciamo perdere), sono tutti uguali?

Ossia, si assume a priori che un alunno H, per il solo fatto di "essere H", non sia mai lucidamente cosciente di nulla? Gli alunni H saranno tutti diversi l'uno dall'altro e con capacità cognitive, riflessive e volitive diverse... oppure si pensa seriamente che, per il solo fatto di avere la H cucita addosso, allora siano tutti assolutamente incapaci di rendersi conto di alcunché, e di influire consapevolmente sull'andamento della propria vita?

Perché in tal caso, scusatemi, ma... paradossalmente, a che serve la programmazione individualizzata?

Basterebbe stilare una volta per tutte un'unica programmazione speciale universale destinata a tutti gli "alunni H" dell'universo mondo, senza tenere conto delle differenze individuali tra l'uno e l'altro, e finalizzata esclusivamente a dare 6 a tutti, e staremmo a posto per sempre.

Se si fanno le programmazioni individuali, vuol dire che si assume a priori che questi ragazzi siano tutti profondamente diversi l'uno dall'altro e che abbiano diritto ad accorgimenti diversi.

E allora come si fa a stabilire a priori che l'alunno H, per il solo fatto di essere H, abbia diritto al 6 perché tanto non si rende conto del significato del 5, oppure viceversa?

L.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 10:04 pm

ti rispondo, Lisa. E te pareva? ;-)

Hai ragione, assolutamente, ogni H (bruttissimo) va inquadrato e stimolato a seconda delle sue caratteristiche (come ogni alunno), ma non credo che un voto negativo serva allo scopo.

Tanto non lo si boccia, no, un ragazzo con H?
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 10:54 pm

Ma perché si pensa che non lo si bocci mai?

Ma veramente non hai mai visto bocciare un ragazzo con certificazione?

Il ragazzo con handicap, qualche volta, si boccia eccome (io personalmente l'ho visto fare più volte, senza nessuno psicodramma e nessuna minaccia di ritorsioni tragiche), SE si ritiene che fargli ripetere un anno sia un bene per lui, per permettergli di consolidare quegli apprendimenti che potrebbe benissimo conquistarsi, ma che per conquistarsi ha bisogno di più tempo.

Certo che se invece si pensa che "tanto non ci arriverà mai", è perfettamente inutile bocciarlo... ma in tal caso è perfettamente inutile anche promuoverlo, non cambia assolutamente nulla!

Ma veramente non sapevi che anche i ragazzi certificati si potessero bocciare? Boh, io allibisco...

Lisa
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio   Lun Feb 11, 2013 11:23 pm

Come faceva a saperlo? Ire non è un'insegnante. Ire si occupa di dsa.
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Non ho "sostenuto" l'alunno allo scrutinio
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