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 Scuole paritarie cattoliche e docente laico

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precary80



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MessaggioOggetto: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 03, 2013 8:26 am

Promemoria primo messaggio :

Avevo una curiosità: nelle scuole paritarie cattoliche (II grado) i docenti laici sono coinvolti in attività religiose come ad esempio le preghiere?
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mar Lug 09, 2013 10:55 pm

Ire ha scritto:

A scuola la religione NON E' catechismo.  A scuola la religione è storia delle religioni, è attività di confronto e dibattito è tutto tranne che catechismo (o quanto meno dovrebbe esserlo, poi io ho tolto i miei figli proprio perchè ho incontrato un paio - ma solo un paio - di docenti che non la pensavano così e non avevo alcuna voglia di stare a discutere di questo)  


Han già ampiamente risposto paniscus e mac 67. Ire.. stiamo con i piedi per terra per favore!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 11:46 am

ok , ho dato un taglio personale dicendo insegnamento delle religioni, perchè abbiamo avuto una bravissima suora che ha fatto con i ragazzi tutto lo studio sulle religioni: islamica, buddista, taoista, cristiana....

Comunque insegnamento della religione cattolica non è CATECHESI, concedetemelo, . La religione e il catechismo non sono la stessa cosa. Non si insegna a pregare, per intenderci. Non si discute sul vangelo, non si fannno letture.

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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 12:22 pm

Sono qui, Giovanna, ho letto la tua interessante argomentazione e sono pronta a risponderti.

Oggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico    Ieri a 4:52 pm


________________________________________

No. Ire, non ci sta proprio per niente!!!

Non ci sta assolutamente perchè la scuola privata ottiene dallo Stato finanziamenti, soldi pubblici che sono anche i nostri, ma non si attiene alle regole di una scuola statale


Quello che dici è giusto, Giovanna.


Non ci sta perché la scuola deve essere SCUOLA sia per gli studenti che per i docenti. Religione e pratica religiosa sono una cosa diversa da fare scuola. Il sistema di istruzione in Italia ha come principale obiettivo quello di far acquisire agli studenti conoscenze, abilità e competenze, non quello di indottrinarli con pratiche religiose che devono stare al di fuori del sistema di istruzione.

Giovanna, religione e pratica religiosa, catechesi o oratorio anche se eventualmente gestite da docenti curricolari, (quasi mai, a meno che non siano religiosi laici) sono attività svolte in orario extrascolastico, dopo le 16,30. Orario nel quale ciascuno può a titolo di volontariato fare ciò che vuole.


Questo non succede nella scuola pubblica, Ire, ti sbagli!!
Parli di “sberleffi” alla continuità didattica, ma questi, nella scuola pubblica non sono decisi dal docente che vorrebbe mantenere la continuità didattica, ma dal MIUR con tutti i tagli agli organici. Forse gli “sberleffi” alla continuità didattica vengono fatti, in misura maggiore, dalla scuola pubblica (e qui senza interventi del MIUR) che vede i propri docenti scappare dopo qualche anno (dopo aver maturato il punteggio necessario per scavalcare in graduatoria docenti statali), senza fare niente per stimolarli a restare…tanto ne trova tanti altri disposti a lavorare pur di fare punteggio. Questo ti sembra rispetto per tutte le categorie coinvolte, studenti e gli stessi docenti??


Mi scuso per  l’errore di interpretazione negli spostamenti dei docenti statali e no, non mi sembra rispettoso nei confronti di alcuno.  


Se ritieni che sia giusto e abbiano il diritto di farlo, allora dovresti essere d’accordo sul fatto che, conseguentemente a questo, hanno il diritto e dovere di mantenersi autonomamente, di creare una loro graduatoria di docenti dalla quale attingere a loro piacimento con i criteri che loro stesse potranno stabilire, senza che questo abbia o possa avere interferenze con le graduatorie della scuola pubblica. In pratica sostengo che il servizio nella scuola privata, considerando le modalità e i canali di reclutamento dei docenti, non dovrebbe far maturare nessun punteggio per la scuola pubblica, ma solo per la scuola privata!! Secondo te Ire…..e ti prego di rispondere a questa domanda….con queste premesse la scuola pubblica riuscirebbe a disporre di tutti i docenti che desidera o molti di quelli che si dichiarano cattolici praticanti solo per essere assunti, si tirerebbero indietro non avendo più il tornaconto del punteggio?


penso che la tua domanda fosse “ la  scuola privata troverebbe…….. “
Probabilmente molti se ne andrebbero perché lavorare in quell’ambiente è durissima, devi essere quasi “perfetto” e non tutti ne hanno voglia. Di contro, ci potrebbe essere una migrazione verso quell’ambiente da parte di chi è stanco di lavorare nella scuola che conosciamo, con le condizioni  che sappiamo.
Chi ha voglia di lavorare, chi non desidera affrontare genitori imbufaliti o ragazzi problematici potrebbe essere attratto dall’isola felice rappresentata da una scuola dove i valori sono condivisi.
Quindi dopo un’iniziale sbandamento ci potrebbe essere il riequilibrio.


Qui non si parla ne di “rossi” ne di testimoni di Geova, ma di scuole private che esistono, che assumono quando e come vogliono e che usufruiscono di soldi pubblici…non si possono fare confronti fra ciò che esiste e ciò che è solo ipotetico, ma inesistente…scusa ma è questo un “non senso”


Ho solo richiamato questa possibilità perché mi sembrava si stesse facendo il processo ai cattolici quali detentori di un potere scolastico che mancava agli altri.  Potrebbero averlo anche gli altri se volessero e allora verrebbe anche assunto pierino che vuole lavorare nel privato ma non crede.



Esatto, Ire, per tutti i lavori e i lavoratori del privato, ma non consideri una cosa importante, la scuola E’ UN SERVIZIO PUBBLICO e noi docenti siamo LAVORATORI DELLO STATO e le regole da seguire DEVONO essere le stesse per tutte le istituzioni scolastiche finanziate dallo Stato.
Perché la scuola privata deve essere equiparata a quella pubblica per i finanziamenti statali e per il punteggio dei docenti, ma considerata un settore privato nella parte importante del reclutamento dei docenti?


Non farmi il discorso del servizio pubblico perché quando si parla ai docenti di “servizio”   che presuppone un essere a disposizione, un prediligere, ad esempio, la continuità didattica piuttosto che la vicinanza a casa, un proporsi anche come educatori di giovani in crescita, piuttosto che dispensatori di nozioni  c’è la levata di scudi collettiva che richiama il CCNL, dove questi “servizi” non sono contemplati.

Poi, sì, mi hai quasi convinta della correttezza dell’affermazione secondo la quale chi dice di essere paritario lo deve essere in tutto, quindi anche nel reclutamento.






Il messaggio educativo deve essere in linea col pensiero del “datore di lavoro”???? Mamma mia, Ire, che cosa brutta….e questo non sarebbe indottrinamento?
Gli studenti devono poter sviluppare il loro libero pensiero e il loro spirito critico, altrimenti si fa loro un “lavaggio del cervello” e si commette un “crimine” nei loro confronti!



Quindi io commetterei un crimine nei confronti dei miei figli, Giovanna?  Da quando sono nati li ho cresciuti secondo il mio pensiero, secondo i miei valori  e li ho mandati alla scuola privata anche perché  i valori difesi in quell’ambiente sono quelli che ispirano la mia vita-
Nessun indottrinamento, i ragazzi sono stimolati alla discussione critica, rispettosa di modi e tempi civili, non viene nascosto nulla ma tutto è affrontato  secondo una particolare visione della vita che nella maggior parte dei casi corrisponde alla visione che della vita ha la famiglia di origine.  


Grazie Giovanna  :-)
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 1:41 pm

Ire ha scritto:
 
penso che la tua domanda fosse “ la  scuola privata troverebbe…….. “
Probabilmente molti se ne andrebbero perché lavorare in quell’ambiente è durissima, devi essere quasi “perfetto” e non tutti ne hanno voglia. Di contro, ci potrebbe essere una migrazione verso quell’ambiente da parte di chi è stanco di lavorare nella scuola che conosciamo, con le condizioni  che sappiamo.
Chi ha voglia di lavorare, chi non desidera affrontare genitori imbufaliti o ragazzi problematici potrebbe essere attratto dall’isola felice rappresentata da una scuola dove i valori sono condivisi.
Quindi dopo un’iniziale sbandamento ci potrebbe essere il riequilibrio.

Ma santa pazienza, il punto è proprio quello: il concetto di ambiente di nicchia omogeneo dove arrivano solo quelli che si riconoscono in questi famosi "valori condivisi" è l'esatto opposto della logica della scuola pubblica, la vogliamo capire o no????? Uno dei principi base della scuola pubblica è quello di accogliere tutti, non solo accettando le differenze, ma apprezzandole, valorizzandole, considerandole un arricchimento positivo e non un intralcio! Quindi, chi preferisce ritirarsi nell'orticello protetto in cui tutti la pensano allo stesso modo, semplicemente rifiuta un valore fondante della scuola di stato!

E quindi, l'unica obiezione rimane la solita, alla quale nessuno si è deciso a rispondere da sei pagine: visto che alcuni dei valori fondanti e degli obiettivi istitutivi non sono affatto uguali, ma anzi sono diametralmente opposti, PERCHE' cavolo deve esserci la parità? Che senso ha rifiutare a priori un valore fondante della scuola di stato, però pretendendo contemporaneamente di beccarsi i soldi dello stato e di far riconoscere il punteggio dallo stato?

Potresti finalmente rispondere a questo, in modo chiaro?

E questo vale per quelle poche scuole private serie che effettivamente vantano questa storia dei "valori condivisi".
Lasciando perdere ovviamente il fatto che, nella maggioranza delle scuole paritarie, l'unico valore condiviso è "promuoviamoli tutti più facilmente possibile anche se non fanno nulla, perché i genitori pagano" oppure "teniamoli lontani da marocchini, zingari, scioperi e assemblee, perché i genitori ci pagano per questo", su cui ci sarebbe da aprire un discorso a parte.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 3:22 pm

E comunque l'idea che nelle scuole paritarie non si incontrino genitori imbufaliti e ragazzi problematici (quando un buon numero è costituito da ragazzi già respinti negli istituti statali) mi sembra poco verosimile (sempre per le testimonianze che ricevo). Mancheranno forse gli extracomunitari e i disabili, se non li accettano (e ovviamente, come dice paniscus, non è giusto), ma i figli di papà che non hanno voglia di fare niente e che sono altrettanto problematici abbondano.
Se essere perfetti significa dire sempre signorsì, subire ogni angheria con il sorriso, tenendosi dentro ogni frustrazione, mi sa che sono felice di non essere perfetto.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 3:40 pm

paniscus ha scritto:

Che senso ha rifiutare a priori un valore fondante della scuola di stato, però pretendendo contemporaneamente di beccarsi i soldi dello stato e di far riconoscere il punteggio dallo stato?

[

Ok dedicherò un po' del mio tempo a cercare una risposta a questa domanda. Così come me l'avete posta mi confonde e non sono più tanto sicura che sia giusto.

Vi ringrazio per la pazienza che avete avuto :-)


Ma santa pazienza, il punto è proprio quello: il concetto di ambiente di nicchia omogeneo dove arrivano solo quelli che si riconoscono in questi famosi "valori condivisi" è l'esatto opposto della logica della scuola pubblica, la vogliamo capire o no????? Uno dei principi base della scuola pubblica è quello di accogliere tutti, non solo accettando le differenze, ma apprezzandole, valorizzandole, considerandole un arricchimento positivo e non un intralcio! Quindi, chi preferisce ritirarsi nell'orticello protetto in cui tutti la pensano allo stesso modo, semplicemente rifiuta un valore fondante della scuola di stato!

No, questo no. o quanto meno, per favore togliamo quel "chi" e sostituiamoli con "qualcuno".

So che non sono io l'unica utente di una scuola privata e che quindi la mia esperienza non detta legge. So però che una buona percentuale di famiglie che con noi hanno fatto quel tipo di scelta la pensava come me.

Permettimi, Lisa, di raccontarti ancora un po' di più della mia vita:

i miei tre figli hanno frequentato le elementari alla scuola statale ed il più grande è stato iscritto alla media statale che ha frequentato intanto che gli altri erano ancora alle elementari.  Già dopo il primo anno eravamo disgustati dall'esperienza scolastica delle medie e volevamo andare via per portarlo a quella privata di cui sapevamo solo che era una scuola molto seria e di estrema qualità dal punto di vista educativo e didattico.  Siamo stati sconsigliati a farlo con la motivazione dei problemi che avremmo causato al bimbo allontanandolo dal suo ambiente in un momento così importante per lui come la preadolescenza. Ci lasciammo convincere e abbiamo pagato caramente questa decisione in termini di affezione allo studio, apprendimento, autostima.  

Con il secondo ed il terzo non ci siamo posti il problema: direttamente alla privata, anelando ad una "buona scuola" soprattutto riguardo ai tre aspetti che ho citato prima. Siamo stati soddisfatti. Non sono certo io quella che allontana i "diversi", non sono certo io quella che non sta in contatto o non metto in contatto i mei figli con gli aspetti più disparati della vita, in sostanza: non ho affatto rifiutato un valore fondamentale della scuola di stato ho semplicemente rifiutato uno schifo di scuola dove i ragazzi erano l'ultimo interesse di chiunque.  E come me, almeno, gli amici che all'epoca fecero la nostra stessa scelta.


Ultima modifica di Ire il Mer Lug 10, 2013 3:54 pm, modificato 1 volta
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 3:47 pm

Dec ha scritto:
E comunque l'idea che nelle scuole paritarie non si incontrino genitori imbufaliti e ragazzi problematici (quando un buon numero è costituito da ragazzi già respinti negli istituti statali) mi sembra poco verosimile (sempre per le testimonianze che ricevo). Mancheranno forse gli extracomunitari e i disabili, se non li accettano (e ovviamente, come dice paniscus, non è giusto), ma i figli di papà che non hanno voglia di fare niente e che sono altrettanto problematici abbondano.
Se essere perfetti significa dire sempre signorsì, subire ogni angheria con il sorriso, tenendosi dentro ogni frustrazione, mi sa che sono felice di non essere perfetto.

Sono stata imbufalita un paio di volte anche io: la prima quando mi dissero in terza media che il ragazzo "arrivava dove poteva" e la seconda quando lasciarono l'altro per tre ore con la spalla rotta senza degnarsi di chiamarmi.

Ho fatto le mie rimostranze, sicuro che le ho fatte. In entrambi i casi hanno ammesso gli errori e modificato i "protocolli" di gestione di quei particolari aspetti, cosicchè anche successivamente chi si è venuto a trovare nella stessa situazione ha avuto attenzione diversa.

I figlioli problematici ci sono sì, ma rimangono problematici loro quando tutti gli interventi predisposti ad aiutarli falliscono, non impediscono affatto agli altri di seguire le lezioni, non si permettono più di una volta sola di minacciare qualcuno, insomma rimangono in qualche modo "confinati" ed isolati dal resto del gruppo che prosegue e cresce.
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 3:48 pm

Ire ha scritto:
Sono qui, Giovanna, ho letto la tua interessante argomentazione e sono pronta a risponderti.

giovanna onnis ha scritto:

Non ci sta perché la scuola deve essere SCUOLA sia per gli studenti che per i docenti. Religione e pratica religiosa sono una cosa diversa da fare scuola. Il sistema di istruzione in Italia ha come principale obiettivo quello di far acquisire agli studenti conoscenze, abilità e competenze, non quello di indottrinarli con pratiche religiose che devono stare al di fuori del sistema di istruzione.
Ire ha scritto:

Giovanna, religione e pratica religiosa, catechesi o oratorio anche se eventualmente gestite da docenti curricolari, (quasi mai, a meno che non siano religiosi laici) sono attività svolte in orario extrascolastico, dopo le 16,30. Orario nel quale ciascuno può a titolo di volontariato fare ciò che vuole.
Dalle testimonianze di questo topic non sembra proprio che sia così Ire:

Serpina:
"..nelle private cattoliche della mia città il docente della prima ora recita in classe le preghiere con gli studenti tutti i santi giorni..."

Pitagora
"...si, preghiera in classe tutte le mattine, messa a natale, pasqua, inizio e fine anno scolastico, festa del fondatore..."

Ire(.....carissima ragazza non so se la conosci :-)  :
"...nessuna preghiera in classe ma accoglienza di tutti gli alunni, ogni mattina, nell'aula magna da parte del preside, cinque minuti di considerazioni sui fatti del giorno e preghiera comune per l'inizio della giornata.
Niente altro durante tutto il giorno ma in occasione delle feste religiose o di qualche avvenimento speciale, partecipazione alla messa con la sorveglianza dei docenti.
..."


giovanna onnis ha scritto:

Se ritieni che sia giusto e abbiano il diritto di farlo, allora dovresti essere d’accordo sul fatto che, conseguentemente a questo, hanno il diritto e dovere di mantenersi autonomamente, di creare una loro graduatoria di docenti dalla quale attingere a loro piacimento con i criteri che loro stesse potranno stabilire, senza che questo abbia o possa avere interferenze con le graduatorie della scuola pubblica. In pratica sostengo che il servizio nella scuola privata, considerando le modalità e i canali di reclutamento dei docenti, non dovrebbe far maturare nessun punteggio per la scuola pubblica, ma solo per la scuola privata!! Secondo te Ire…..e ti prego di rispondere a questa domanda….con queste premesse la scuola pubblica riuscirebbe a disporre di tutti i docenti che desidera o molti di quelli che si dichiarano cattolici praticanti solo per essere assunti, si tirerebbero indietro non avendo più il tornaconto del punteggio?

Ire ha scritto:

penso che la tua domanda fosse “ la  scuola privata troverebbe…….. “
Probabilmente molti se ne andrebbero perché lavorare in quell’ambiente è durissima, devi essere quasi “perfetto” e non tutti ne hanno voglia. Di contro, ci potrebbe essere una migrazione verso quell’ambiente da parte di chi è stanco di lavorare nella scuola che conosciamo, con le condizioni  che sappiamo.
Chi ha voglia di lavorare, chi non desidera affrontare genitori imbufaliti o ragazzi problematici potrebbe essere attratto dall’isola felice rappresentata da una scuola dove i valori sono condivisi.
Quindi dopo un’iniziale sbandamento ci potrebbe essere il riequilibrio.
E' qui che sta, a parer mio l'errore, Ire, i valori non sono per niente condivisi, sono imposti affinchè ci sia una "sana" omologazione degli individui in essa operanti sia come discenti che come docenti e, questo, a parer mio è "orribile"!!
giovanna onnis ha scritto:

Qui non si parla ne di “rossi” ne di testimoni di Geova, ma di scuole private che esistono, che assumono quando e come vogliono e che usufruiscono di soldi pubblici…non si possono fare confronti fra ciò che esiste e ciò che è solo ipotetico, ma inesistente…scusa ma è questo un “non senso”
Ire ha scritto:

Ho solo richiamato questa possibilità perché mi sembrava si stesse facendo il processo ai cattolici quali detentori di un potere scolastico che mancava agli altri.  Potrebbero averlo anche gli altri se volessero e allora verrebbe anche assunto pierino che vuole lavorare nel privato ma non crede.
Nessun processo ai cattolici, Ire, ci mancherebbe altro, non discutiamo di fede religiosa, ma di scuola e, quindi, se vuoi usare il termine "processo", questo lo stiamo facendo alla scuola privata
giovanna onnis ha scritto:

Esatto, Ire, per tutti i lavori e i lavoratori del privato, ma non consideri una cosa importante, la scuola E’ UN SERVIZIO PUBBLICO e noi docenti siamo LAVORATORI DELLO STATO e le regole da seguire DEVONO essere le stesse per tutte le istituzioni scolastiche finanziate dallo Stato.
Perché la scuola privata deve essere equiparata a quella pubblica per i finanziamenti statali e per il punteggio dei docenti, ma considerata un settore privato nella parte importante del reclutamento dei docenti?
Ire ha scritto:

Non farmi il discorso del servizio pubblico perché quando si parla ai docenti di “servizio”   che presuppone un essere a disposizione, un prediligere, ad esempio, la continuità didattica piuttosto che la vicinanza a casa, un proporsi anche come educatori di giovani in crescita, piuttosto che dispensatori di nozioni  c’è la levata di scudi collettiva che richiama il CCNL, dove questi “servizi” non sono contemplati.
Ma quando mai Ire certo che questi servizi sono contemplati, chi dice il contrario???
Ire ha scritto:

Poi, sì, mi hai quasi convinta della correttezza dell’affermazione secondo la quale chi dice di essere paritario lo deve essere in tutto, quindi anche nel reclutamento.
Allora un piccolo sforzo e dobbiamo eliminare anche quel "quasi" :-)[/quote]
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 3:53 pm

Dec ha scritto:
E comunque l'idea che nelle scuole paritarie non si incontrino genitori imbufaliti e ragazzi problematici (quando un buon numero è costituito da ragazzi già respinti negli istituti statali) mi sembra poco verosimile (sempre per le testimonianze che ricevo). Mancheranno forse gli extracomunitari e i disabili, se non li accettano (e ovviamente, come dice paniscus, non è giusto), ma i figli di papà che non hanno voglia di fare niente e che sono altrettanto problematici abbondano.
Se essere perfetti significa dire sempre signorsì, subire ogni angheria con il sorriso, tenendosi dentro ogni frustrazione, mi sa che sono felice di non essere perfetto.
E io lo sono insieme a te Dec!
Verissimo ciò che dici, ne ho avuti tanti alunni sfaticati che non avevano voglia di combinare niente, ma, essendo "figli di papà", sono stati trasferiti in scuole private e qui "magicamente" sono stati promossi dopo anni di ripetenza alla scuola pubblica!!
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 3:56 pm

Ho letto attentamente tutti i post.... un commento a caldo posso?
Sono docente di scuola elementare.
Allora anche io sono contrario alla parità per le scuole private. Voglio raccontarvi un aneddoto molto interessante.
Classe prima, novembre. Arriva nella scuola un bambino adottato, che quindi conosce poco la lingua italiana. Questo bambino ha frequentato settembre e ottobre alla scuola privata cattolica. Non scendo nei particolari, ma a causa di ciò che il bimbo ha vissuto in istituto, il bambino aveva (ed ha= problemi comportamentali molto molto gravi (non so tipo.... scardinare le porte e portarsi a cas ai calcinacci). Le caritatevoli suore hanno detto ai genitori a fine ottobre che "avevano fatto un bell'affare" e che per loro "non c'era posto" poichè "non conoscendo l'italiano non può dire al mattino il Padre Nostro" e che comunque "Era meglio rimandarlo da dove era venuto quel diavolo".
Ecco, sì, questo è quello che ci propinano le private. Poi sono arrivati i bischeri della scuola pubblica che si sono fatti un mazzo tanto per quel bambino.
Quindi:
- le preghiere si richiedono (non sapeva l'italiano, povero bimbo, non poteva dire il padre Nostro)
- Le caritatevoli suore non hanno accettato una creatura
- non hanno rispettato il principio evangelico dell'accogliere l'altro
e ti dico che per anni ho fatto catechismo, quindi......

Per quanto riguarda l'Irc, almeno per quel che vedo, si parla di Adamo, Abramo...non è fare catechesi in qualche modo? Anche alle superiori, ricordo bene, leggere le lettere di San Paolo, la Genesi...
su non nascondiamoci dietro a un dito: i genitori molte volte scelgono le private perchè di nicchia. Dite che la scuola pubblica fa schifo? Bè voi contribuite perchè le private fanno queste cose. Lo Stato offre , anzi, GARANTISCE un sistema di istruzione: a chi non piace che se lo paghi a sue spese!!!!!
Concordo poi con paniscus su tutto quello che ha detto sul reclutamento
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 3:57 pm

Giovanna, ogni mattina, ma prima dell'inizio delle lezioni :-)

Dico davvero: ingresso in aula magna alle 8, inizio delle lezioni alle 8,10
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 4:03 pm

Non sono stupita di quello che racconti cricco :- (

La maggior parte delle suore ha parecchi problemi personali e............ (lasciamo perdere, non si possono fare qui questi discorsi) e gestisce le situazioni proprio nel tremendo modo che hai raccontato tu.

(Ogni esperienza è diversa, la scuola dei miei aveva tutti docenti laici, il preside e l'insegnante di religione preti)

Però non dirmi che lo Stato garantisce un sistema di istruzione perchè oggi come oggi lo stato garantisce lo smantellamento sistematico dello stesso. (ma questo è un altro discorso) : -)
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 4:10 pm

giovanna onnis ha scritto:



Ma quando mai Ire certo che questi servizi sono contemplati, chi dice il contrario???


Vuoi davvero che ti faccia un nome, Giovanna? lo sai anche tu quel nome e sai anche che come lei ce ne sono millemila.

Non posso farlo senza andare a riprendere tutti i post in cui lo ha scritto, ed onestamente sarebbe un lavoro immane visto che lo ha sostenuto a spada tratta per tutto l'anno. Ma se vuoi lo faccio il lavoraccio.
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 4:14 pm

Dec e Giovanna hanno scritto:

sono felice di non essere perfetto.[/quote]
E io lo sono insieme a te Dec!


Ire risponde:

Perfetti, voi? ricordatevi che qui di perfetta ci sono solo io :- D D D


Bellissima e costruttiva discussione raga (tanto per ricambiare il complimento di Giovanna ;-) )

Vado a studiare diritto internazionale (sig), torno tra un po'
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 4:34 pm

Ire ha scritto:
Non sono stupita di quello che racconti cricco  :- (

La maggior parte delle suore ha parecchi problemi personali e............  (lasciamo perdere, non si possono fare qui questi discorsi)  e gestisce le situazioni proprio nel tremendo modo che hai raccontato tu.  

Ok, quindi per coerenza ammetti che la maggior parte delle scuole di suore è gestita da gente poco equilibrata?

Però meritano ugualmente la fiducia nella buona fede dei "valori condivisi" e i fondi pubblici, eh.
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 4:37 pm

Ire ha scritto:
Sono stata imbufalita un paio di volte anche io: la prima quando mi dissero in terza media che il ragazzo "arrivava dove poteva"
Ire ha scritto:
Ho fatto le mie rimostranze, sicuro che le ho fatte. In entrambi i casi hanno ammesso gli errori
So che andiamo off topic, ma pazienza. Mi spieghi cosa c'è di tanto grave in questo? Dovremmo dire che tutti i ragazzi hanno le stesse possibilità per non far imbufalire i loro genitori? Noto che te l'hanno detto in terza media, quando suppongo si parlasse di scelta della scuola superiore: dovrebbero dire a tutti di andare al liceo?
No, perchè poi noi in prima liceo facciamo una fatica a dire che quella scuola non è adatta a loro, che dovrebbero cambiare strada e spesso, se non lo capiscono prima, dobbiamo arrivare alla bocciatura (e spesso non ad una sola, se i genitori non vogliono capire).
Un povero insegnante delle medie, che magari conosce il ragazzo da tre anni, cosa dovrebbe dire ad un genitore che crede che suo figlio sia il migliore e che abbia le possibilità di fare tutto quello che vuole? Deve preoccuparsi di fare il bene del ragazzo orientandolo per il meglio o di non urtare la suscettibilità di qualche genitore?
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 5:07 pm



Sono stata imbufalita un paio di volte anche io: la prima quando mi dissero in terza media che il ragazzo "arrivava dove poteva"  e la seconda quando lasciarono l'altro per tre ore con la spalla rotta senza degnarsi di chiamarmi.

e si dice anche alle elementari...... molte volte proponiamo la bocciatura ma come sai senza condivisione dei genitori alle elementari nisba... e quindi? si cerca il più possibile di portare avanti in quelle possibilità Se mi può dare 7, gli chiedo 7 e faccio di tutto perchè mi dia 7. Credo questa sia personalizzazione degli apprendimenti.
Per la spalla rotta...molte volte ci si pensa a chiamare i genitori. Non credo lo abbiano abbandonato a se stesso... vuoi dire che in una privata avrebbero avuto atteggiamenti diversi? tipo "Suo figlio può far tutto" oppure che ti avrebbero chiamato al minimo scheggio d'unghia per l'altro? senza polemica, per capire dove sia il problema
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 5:09 pm

Ire ha scritto:
Giovanna, ogni mattina, ma prima dell'inizio delle lezioni  :-)

Dico davvero:  ingresso in aula magna alle 8, inizio delle lezioni alle 8,10

Quindi un alunno può arrivare alle 8.10 tutti i giorni e non succede nulla, niente segnalazione di ritardo, niente colloquio per chiedergli come mai non partecipa all'adunanza delle 8?
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cricco84



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 5:16 pm

Ire ha scritto:
Non sono stupita di quello che racconti cricco  :- (

La maggior parte delle suore ha parecchi problemi personali e............  (lasciamo perdere, non si possono fare qui questi discorsi)  e gestisce le situazioni proprio nel tremendo modo che hai raccontato tu.  

(Ogni esperienza è diversa, la scuola dei miei aveva tutti docenti laici, il preside e l'insegnante di religione preti)

Però non dirmi che lo Stato garantisce un sistema di istruzione perchè oggi come oggi lo stato garantisce lo smantellamento sistematico dello stesso.  (ma questo è un altro discorso)  : -)

e ora che ci ripenso.... invece di dire che non si è stupiti, la normalità sarebbe scrivere che si è stupiti ed indignati per quello che ho raccontato. Dire a un genitore "riportatelo da dove lo avete preso quel diavolo" avrebbe dovuto avere come risposta un bel v........ Ma la scuola pubblica se ne è fatta carico, anche con incontri oltre l'orario a gratis con psicologi...
quando parli di smantellamento della pubblica , non posso darti torto... ma se non sbaglio (e davvero, correggetemi perchè sono solo 5 anni che bazzico la scuola) si smantella anche perchè si devono dare sempre più fondi alle care e amate scuole private...o sbaglio?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 5:26 pm

sul motivo dello smantellamento sbagli. Ma è una opinione quasi politica e lascio perdere.


Oh sì, siamo stupiti ed indignati di quello che hai raccontato, eccome. Ma non ho risposte diverse da queste da darti.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 5:40 pm

Cara Ire, oltre a quelle segnalate da Cricco, le discriminazioni perpetrate dalle scuole private nei confronti degli studenti che possono essere "accolti" al suo interno, coinvolgono anche alunni disabili con 104 e alunni DSA certificati...lo sapevi??
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 6:35 pm

ok, andando OT e chiedendo scusa di questo, racconto le due storie e i motivi dell'arrabbiatura.

Ragazzino che "arrivava dove poteva"

Elementari pubbliche, già dalla terza notavo un divario esagerato tra le prestazioni in ambito logico matematico e quelle in ambito linguistico - un anno intero a discutere con le maestre che mi dicevano che non  c'era problema in un ragazzino "geniale" come lui si evidenziava una "piccola" debolezza in italiano, questo quello che mi dicevano dandomi della esagerata.

La debolezza non era piccola e io comunque non l'accettavo come debolezza "normale", sentivo che c'era dell'altro e tanto dissi e tanto feci che ottenni che una insegnante che si ritrovava qualche ora a disposizione lo prendesse fuori una volta a settimana e lavorasse con lui, tra l'altro con l'aiuto di un cd che mi fecero acquistare e che allora non sapevo ma ora so, era prodotto da una nota casa editrice di ausili per DSA.

Bene, grazie alla sua davvero profonda intelligenza, grazie al lavoro svolto con lui, grazie all'occhio chiuso da parte delle insegnanti sui suoi comunque ancora presenti errori arriviamo alle medie private. (perchè l'ho già raccontato)

Durante la prima media ci dissero che era stato fatto uno "screening sulla dislessia" e che se non avevamo saputo nulla il nostro ragazzo era "a posto".

Non sapendo assolutamente nulla di DSA presi per buona questa informazione e mi misi tranquilla.
Primo e secondo anno passati bene per la matematica un po' meno bene per l'italiano, ma passati.
Arriviamo alla terza e arrivano i guai: calo drastico del rendimento, mal di testa feroci e frequentissimi, dolori muscolari tanto invalidanti da impedirgli addirittura l'attività sportiva. Colloqui scoraggianti a scuola dove, appunto, le sue prestazioni erano quelle di uno che "arrivava dove poteva"

Sapevamo che non era così ma sapevamo anche che lo screening non aveva evidenziato nulla (!!!!)
cominciammo a prenderci carico dei suoi problemi di salute portandolo ogni dove compresa la neurologa che lo rivoltò come un calzino. Non trovando assolutamente nulla indagò la presenza di DSA e..........................  finalmente la diagnosi.

La minore pressione nei suoi confronti, il sentirsi compreso, il rendersi conto del motivo per cui la sua grossa fatica non aveva poi riscontro nei risultati fecero in modo che nel giro di un paio di mesi tutte i disturbi psicosomatici scomparissero e partimmo con quanto gli serviva.

Al momento dell'ottenimento della diagnosi andai a scuola a chiedere di vedere la documentazione sullo screening fatto su di lui, perchè volevo rendermi conto del motivo di una risposta negativa e di una positiva. Mi fu confessato che non era stato uno screening sulla dislessia per il quale loro non avevano gli strumenti, ma una prova di lettura della quale, tra l'altro, non esisteva più documentazione.  Questo mi fece arrabbiare, e non poco. Li accusai di averci ingannato, di aver a causa di questo provocato vere sofferenze a mio figlio, di essere ignobili e di pubblicizzare interventi all'avanguardia solo per prendere clienti,  sì, lo dissi  ;-)

Cincischiarono un po' ma dopo quell'episodio gli "screening" sulla dislessia non furono più fatti.

Devo dire che il professore che più degli altri l'aveva sottovalutato, ogni volta che mi incontrava mi confessava che quando entrava in classe lo guardava e si sentiva male pensando :"ma come ho potuto non capirti?"

Non ci furono problemi in quella fine d'anno per la concessione di strumenti compensativi e dispensativi per quel poco che sapevamo e per quel poco che durò ancora la scuola.

Il secondo episodio, quello della spalla rotta, è questo:
mio figlio cadde giocando, comunicò al docente presente al momento che si era fatto male ma essendo una testa dura più di sua madre non insistette molto, andò addirittura in bagno a vomitare dicendo che non si sentiva tanto bene ma senza esagerare. Fu sottovaluto il problema, non mi chiamarono. Lo fece lui, all'uscita dicendo che non riusciva a venire a casa e lo trovai piangente seduto in terra fuori dal portone.

La lastra evidenziò la frattura della clavicola con uno spostamento di alcuni millimetri dall'asse, spostamento probabilmente dovuto al tentativo di mettere lo zaino in spalla all'uscita o ai movimenti nel periodo intercorso tra la frattura e la bendatura.

Mi arrabbiai, ritenni non fosse stata prestata l'attenzione necessaria soprattutto per il fatto che era andato in bagno dicendo di non sentirsi bene. A mio parere, se succede dopo una caduta, la cosa necessita di attenzione immediata.

Questo fu il motivo della seconda arrabbiatura.


Pensando a quanto hai detto tu, Giovanna, le mie informazioni sono che non è che non accettano i DSA certificati, semplicemente non credono alla diagnosi e non applicano gli strumenti di legge. Con sofferenze grandi, lotte durissime da parte delle famiglie ecc ecc ecc, ma questo, purtroppo, succedo spesso anche nella pubblica. Fidati di me, ne so a centinaia, ne tratto diverse :-(
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 6:41 pm

mac67 ha scritto:


Quindi un alunno può arrivare alle 8.10 tutti i giorni e non succede nulla, niente segnalazione di ritardo, niente colloquio per chiedergli come mai non partecipa all'adunanza delle 8?


Birbantissimo mac :-D

assolutamente no, se arrivi in ritardo per più di due giorni ti sequestrano il figlio e lo devi andare a ritirare previa reprimenda del preside e del prof di religione :-D

Lo dicevo per Giovanna, per le attività dei docenti, queste preghiere erano a cura del preside.
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 6:54 pm

Ok, non avevo capito quello che c'era dietro la frase che avevi riportato. In questo caso hai fatto bene ad arrabbiarti e mi scuso se ti ho "costretto" a raccontare più di quello che forse volevi dire.
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MessaggioOggetto: Re: Scuole paritarie cattoliche e docente laico   Mer Lug 10, 2013 6:55 pm

grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

mi sono resa conto solo ora!
come avete potuto pensare di me che se mio figlio davvero avesse avuto limitate capacità io mi sarei imbufalita con i docenti perchè me lo dicevano?

Sono mica scema, mica pretendo il liceo ad ogni costo :-)


Per inciso, il prosieguo della storia di questo mio meraviglioso DSA è che dopo tre anni di scuola un po' faticosa, soprattutto per il supporto pomeridiano nel quale si è cercato di aiutarlo a trovare un metodo di studio adatto a lui e dopo un anno di immersione nel feuernstein, questo quarto anno di ragioneria è stato superato egregiamente: non ha avuto bisogno di alcun supporto, si è sempre organizzato il lavoro da sè, ha acquisito soprendenti capacità metacognitive con le quali compensa le sue difficoltà ed è stato promosso in quinta con la media del 7.3 e l'assicurazione dei docenti che i voti corrispondono assolutamente alle prestazioni. Siamo in ascesa e ne sono felice. Scusate questo è proprio un appunto personale che c'entra poco, ma glielo dovevo visto che avevo dato l'impressione anche qui che fosse quello che non era. Lo adoro e sono orgogliosissima di lui (così come degli altri due, naturalmente ;-) )
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