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 Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana

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Stellastellina1975



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MessaggioOggetto: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Lun Lug 22, 2013 9:12 am

Promemoria primo messaggio :

Ho già letto un post sui BES nella categoria Sostegno, ma questo argomento riguarda tutti noi, non gli insegnanti di sostegno. La circolare sui BES dovrebbe avere uno scopo "nobile", cioè quello di riconoscere preventivamente le situazioni "a rischio" ed evitare che un ragazzo in difficoltà possa perdere l'anno. Questo in teoria... ma nella pratica secondo me avrà un effetto disastroso!
Se ho capito di cosa si tratta, vorrei fare un esempio pratico di cosa succedeva fino allo scorso anno e di cosa invece potrebbe capitare d'ora in poi nelle scuole italiane. Spero di sbagliarmi nella mia interpretazione e vorrei che mi diceste voi in cosa.
Ammettiamo che un docente di matematica stesse insegnando in una prima liceo composta da 30 alunni. Se nella prima parte dell'anno si trovava ad avere 18 insufficienze, sicuramente il DS gli dirà di abbassare il livello; lui ubbidirà e riuscirà ad arrivare a 13 insufficienze alla fine del I quadrimestre e a 10 insufficienze alla fine dell'anno, che in sede di scrutinio diventeranno 7. Tra questi studenti con il debito, solo 2 riusciranno a recuperare durante l'estate, ma gli altri 5 verranno comunque promossi a settembre. Risultato: 8 alunni analfabeti in matematica (che probabilmente non riusciranno più a seguire e rimarranno tali fino al diploma).
Se tra quei 30 alunni ci fossero stati 3 DSA, il docente di matematica avrebbe applicato da subito le misure compensative e sarebbe (forse) riuscito a farli arrivare alla sufficienza.
Adesso faccio lo stesso esempio nella situazione attuale. Dopo che lo stesso docente di matematica ha abbassato il livello ed è arrivato a 13 insufficienze, si troverebbe a dover stilare 13 programmi individuali, altrettanti compiti in classe semplificati, a dover partecipare a 13 cdc aggiuntivi, ecc...(e tutto ciò oltre a quello che dovrà fare comunque per i 3 DSA già presenti). Insomma un lavoro immane e assurdo. Ma dovrà farlo per forza se vorrà evitare (inevitabili) ricorsi. Come potrà regolarsi allora?
Ipotizziamo che tra questi 13 alunni insufficienti in matematica ce ne siano 4 insopportabili, maleducati, che fanno confusione tutto il tempo e che non gli permettono di fare lezione. A questi 4 vorrà assolutamente dare il debito perciò dovrà considerarli BES e dare loro le misure compensative (cioè fingerà di aiutarli sulla carta, di fatto invece cercherà di ostacolarli!). Agli altri 9 invece regalerà la sufficienza.
Già succedeva che molti docenti aiutassero più del dovuto gli alunni DSA per evitare problemi da parte della famiglia, quindi adesso gli stessi docenti aiuteranno tutti gli ipotetici BES. Questo ovviamente significherà la MORTE DEFINITIVA dell'istruzione, che si trova già ad un minimo storico.
La mia ovviamente è solo un'ipotesi. Ma se non sono totalmente ipocrita e se ho capito come stanno le cose, devo ammettere che la maggioranza dei docenti si comporterà così per poter "sopravvivere". Probabilmente ho interpretato male la circolare, ma ditemi voi cosa ne pensate.
Inoltre, non ho assolutamente compreso come si potranno conciliare i vari BES, DSA, 104, ecc.. con i test INVALSI. Infine, ho letto che con questa "scusa" verranno tagliati ulteriormente gli insegnanti di sostegno. E' vero questo? E perché?
Per favore illuminatemi.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Sab Lug 27, 2013 7:51 pm

Non ci voleva una circolare del MIUR per "dire" a noi insegnanti che dobbiamo andare incontro alle esigenze e alle problematiche dei nostri studenti...lo abbiamo sempre fatto, vuoi con gli alunni stranieri, vuoi con ragazzi con disagio psicologico o con problematiche a livello familiare. Tutti i ragazzi (e dico proprio tutti Ire) possono vivere periodi particolari che influiscono sul loro rendimento, sulla loro concentrazione e sul loro comportamento a scuola. La perdita del lavoro da parte dei familiari, la separaziione dei genitori, un lutto in famiglia, un amore non corrisposto ecc. sono alcuni fra i tanti problemi che possono interessare i nostri studenti e noi insegnanti, se informati, sicuramente ne teniamo conto. Non sono d'accordo nel "catalogarli" come BES, perchè a questo punto tutti potrebbero diventarlo e allora "piani personalizzati" per tutti!! Per quel che ci è possibile cerchiamo sempre di adeguare la didattica alle esigenze dei ragazzi, ma se dovessimo lavorare con loro, in classi di 26-28 alunni, con percorsi personalizzati e individualizzati in base alle diverse tipologie di BES, quale lavoro, quale programma  potremo portare avanti nell'arco di un anno scolastico???

Forse anche io a 16 anni sono stata BES, avendo vissuto la morte di mia sorella diciottenne, ma anche senza circolare, senza percorsi personalizzati sono andata avanti, mi sono rimboccata le maniche, sono stata trattata nello stesso modo dei miei compagni di classe e ho imparato ad affrontare i problemi in prima persona senza avere agevolazioni o semplificazioni...non mi sarebbero servite per crescere...anzi non mi avrebbero aiutata a crescere e ad imparare ad affrontare le difficoltà che ognuno di noi incontra nella sua vita!!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Sab Lug 27, 2013 7:56 pm

Ioo, gettare la spugna? sia mai detto quando sono convinta di una cosa :-D

Probabilmente ho capito male, pensavo parlassimo di BES non di CIRCOLARE sui Bes, e credimi, c'è una bella differenza!

Ho capito male? non so, ho letto di chi si domandava che fine faranno questi BES se si continua a farli vivere nella bambagia, questo mi fa pensare di non aver capito poi malissimo l'argomento in discussione, non si parlava di circolare ma di ragazzi con BES.

Per quanto riguarda la circolare, cosa vuoi che ti dica? ho già detto diverse volte in altri threads, ma forse anche qui, che non so bene cosa pensarne. Non l'ho mai detto ma penso sia un bene che ci sia stata una pausa da parte del Miur, probabilmente dettata dalle mille giuste proteste delle scuole impreparate alla predisposizione così a breve scadenza di pdp e glh o gli o quello che sono.

Ma ripeto, la circolare e i bisogni dei ragazzi sono cose assolutamente diverse.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Sab Lug 27, 2013 7:57 pm

Giovanna carissima, forse il mondo, due o tre anni fa, quando tu avevi 16 anni, era un po' meno complicato di ora? ;-)
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Stellastellina1975



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Sab Lug 27, 2013 8:02 pm

Sì Ire, parlavamo della circolare... infatti, come ha detto Giovanna (ma l'ho detto anch'io non molti interventi fa), noi insegnanti ci siamo sempre preoccupati di agevolare gli studenti con problemi particolari, anche senza chiamarli BES. Se anche tu sei contenta della pausa del Miur mi fa piacere.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Sab Lug 27, 2013 8:11 pm

Ire ha scritto:
Giovanna carissima, forse il mondo, due o tre anni fa, quando tu avevi 16 anni, era un po' meno complicato di ora?    ;-)
Diciamo anche 30 anni fa Ire (e qualcosina in più), ma non sono d'accordo , perchè dici che era meno complicato di ora? Se dovessimo considerare due sedicenni, uno di trent'anni fa e uno di oggi, che devono affrontare lo stesso problema come un lutto in famiglia o problemi di natura economica perchè i genitori hanno perso il lavoro...perchè dici che affrontare lo stesso problema risultava più semplice all'adolescente di trent'anni fa rispetto all'adolescente di oggi?

PS) Io avrei una mia risposta , ma aspetto che me la dia prima tu cara Ire!
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chiarastella



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Sab Lug 27, 2013 10:29 pm

Stellastellina1975 ha scritto:
Ire stai continuando a dire tante cose molto belle, a cui non si può dare torto, ma tra la teoria e la pratica c'è una differenza abissale. Ti faccio notare che in ben quattro pagine di discussione, sei stata l'unica tra tutti noi che non riesce (oppure forse non vuole) vedere i risvolti negativi nell'applicazione di quella circolare. Preciso che dal mio punto di vista, i suoi presupposti sarebbero anche positivi, ma non se verrà lasciata nella formulazione attuale (e sembrerebbe che il Miur stesso se ne stia rendendo conto, speriamo). Non sarà quindi il caso di gettare la spugna?

Forse Ire è l'unica a non vedere i risvolti negativi perché è una mamma che ha vissuto sulla propria pelle le difficoltà che vive un alunno con DSA e forse noi invece siamo degli insegnanti preoccupati solo del carico di lavoro che ci aspetta! Io personalmente credo che il fine della circolare è nobile, sicuramente difficile da attuare per via delle classi numerose: è quello soprattutto che va combattuto.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 9:39 am

chiarastella ha scritto:


Forse Ire è l'unica a non vedere i risvolti negativi perché è una mamma che ha vissuto sulla propria pelle le difficoltà che vive un alunno con DSA e forse noi invece siamo degli insegnanti preoccupati solo del carico di lavoro che ci aspetta! Io personalmente credo che il fine  della circolare è nobile, sicuramente difficile da attuare per via delle classi numerose: è quello soprattutto che va combattuto.

Il fine della circolare è di rendere "normale" la preparazione di PDP da parte dei consigli di classe; superato il rodaggio il passo successivo sarà eliminare il docente di sostegno.

Come già detto da altri, già adesso i consigli di classe tengono conto delle situazioni difficili di cui vengono a conoscenza.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 9:51 am

mac67 ha scritto:

Il fine della circolare è di rendere "normale" la preparazione di PDP da parte dei consigli di classe; superato il rodaggio il passo successivo sarà eliminare il docente di sostegno.

Come già detto da altri, già adesso i consigli di classe tengono conto delle situazioni difficili di cui vengono a conoscenza.


Su questo non sono d'accordo. Non è possibile paragonare un BES ad un SOS e lo sappiamo benissimo (come sappiamo che anche l'attuale struttura del sostegno, per ore e mancate collaborazioni, spesso non è il massimo). Se poi si vuole essere un po' pretestuosi è un'altra cosa.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 10:48 am

Però questo discorso forse ci prende tutti molto dal punto di vista emotivo e non va bene.
Cerchiamo di vedere le cose come se non fossimo coinvolti:

E' evidente che una istituzione statale deve avere un protocollo di intervento univoco per affrontare un problema che sta emergendo sempre con maggiore evidenza: non si può lasciare alla buona volontà del singolo docente l'accoglimento del bisogno e la sua gestione perché è altrettanto evidente che essendo un individuo ogni docente affronterebbe la questione a modo suo (il che potrebbe anche voler dire, ahimè, che non la considera per nulla - e lo sapete che è possibile) da qui la necessità del pdp che serve a:
fissare quali siano i bisogni dell'alunno
appuntare le indicazioni della famiglia
indicare con sicurezza cosa ogni docente intende fare, considerato quanto sopra, per promuovere l'apprendimento in quel momento di particolare bisogno.
mettere a conoscenza di tutti gli interessati i punti precedenti ed impegnarli a tenerne conto.

Poi ci stanno tutte le obiezioni che volete e che ho anche io, poi ci stanno tutti i furbetti che volete e che conosco anche io, poi ci stanno tutti i menefreghisti che volete e che conosco anche io e ci stanno pure quelli che dicono ma a me non importa di questo perché tanto io i miei ragazzi li conosco e non ho bisogno che sia una legge a dirmi cosa fare per loro: lo faccio già e lo faccio meglio.
Ci sta tutto.
Fatto sta che una istituzione statale non può muoversi in modo diverso da strada a strada, da scuola a scuola.


Per quanto riguarda il sostegno, Mac, non ci sta il tuo discorso con gli alunni BES e DSA per la maggioranza dei quali, oggettivamente, non è necessario e per i quali comunque già non è previsto (anche se qualcuno di loro ne trarrebbe indubbio beneficio)

@Chiarastella, ti ringrazio di aver notato la mia posizione su questo discorso, anche se cerco di mettermi dalla vostra parte nel comprendere le difficoltà operative che sono tante è certo che il mio interesse è quello di pensare agli alunni.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 2:13 pm

Mi pare ci sia un fraintendimento: non sono io a confondere o volere fondere BES e sostegno. Sospetto che lo voglia fare il ministero e il governo. Il mio sospetto nasce dal fatto che in lingua inglese gli alunni con "special educational needs" sono sia i DSA che quelli che in Italia hanno l'insegnante di sostegno, in quanto portatori di Handicap.

Per quale motivo hanno introdotto il termine BES (esistente altrove), quando già c'è una normativa per gli alunni con handicap e un'altra per i DSA? Perché, presumo, vogliono creare un unico gruppo che li contiene tutti, e rendere la PDP procedura di ordinaria amministrazione per le scuole. Alla fine del percorso, vedo un'unica conclusione: tutti gli alunni hanno diritto al PDP, non importa per quale motivo, quindi perché aiutarne di più alcuni con un docente dedicato appositamente?

Sono eccessivamente malizioso? Pensate che abbia paure infondate?
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Franca334



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 2:23 pm

Un po' OT, ma anche al ministero evidentemente sono BES:

teams dei docenti nelle scuole primarie indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria
l'adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o
dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni.
Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano
Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare – secondo
un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata - le strategie di intervento più idonee e i
criteri di valutazione degli apprendimenti.>>

Non gliel'ha spiegato nessuno (a chi ha scritto la circolare) che le parole inglesi se usate in frasi in italiano non prendono la s del plurale?

Sul contenuto e la possibile pericolosità di questa circolare mi sono già espressa altrove.
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 3:50 pm

mac67 ha scritto:
Mi pare ci sia un fraintendimento: non sono io a confondere o volere fondere BES e sostegno. Sospetto che lo voglia fare il ministero e il governo. Il mio sospetto nasce dal fatto che in lingua inglese gli alunni con "special educational needs" sono sia i DSA che quelli che in Italia hanno l'insegnante di sostegno, in quanto portatori di Handicap.

Per quale motivo hanno introdotto il termine BES (esistente altrove), quando già c'è una normativa per gli alunni con handicap e un'altra per i DSA? Perché, presumo, vogliono creare un unico gruppo che li contiene tutti, e rendere la PDP procedura di ordinaria amministrazione per le scuole. Alla fine del percorso, vedo un'unica conclusione: tutti gli alunni hanno diritto al PDP, non importa per quale motivo, quindi perché aiutarne di più alcuni con un docente dedicato appositamente?

Sono eccessivamente malizioso? Pensate che abbia paure infondate?
Io non penso che tu sia malizioso Mac perchè lo sarei anche io insieme a te. Ho gli stessi tuoi timori e spero vivamente che siano paure infondate.....chissà!!!
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 4:04 pm

chiarastella ha scritto:
Stellastellina1975 ha scritto:
Ire stai continuando a dire tante cose molto belle, a cui non si può dare torto, ma tra la teoria e la pratica c'è una differenza abissale. Ti faccio notare che in ben quattro pagine di discussione, sei stata l'unica tra tutti noi che non riesce (oppure forse non vuole) vedere i risvolti negativi nell'applicazione di quella circolare. Preciso che dal mio punto di vista, i suoi presupposti sarebbero anche positivi, ma non se verrà lasciata nella formulazione attuale (e sembrerebbe che il Miur stesso se ne stia rendendo conto, speriamo). Non sarà quindi il caso di gettare la spugna?

Forse Ire è l'unica a non vedere i risvolti negativi perché è una mamma che ha vissuto sulla propria pelle le difficoltà che vive un alunno con DSA e forse noi invece siamo degli insegnanti preoccupati solo del carico di lavoro che ci aspetta! Io personalmente credo che il fine  della circolare è nobile, sicuramente difficile da attuare per via delle classi numerose: è quello soprattutto che va combattuto.
Per quanto mi riguarda ti sbagli alla grande Chiarastella!!! Io, come tantissimi altri insegnanti, non sono preoccupata del carico di lavoro che mi aspetta, non faccio parte di quel "noi" di cui parli anche perchè mi sono sempre assunta le mie responsabilità di docente con alunni "problematici" (oggi catalogati come BES dal MIUR) per i quali abbiamo sempre agito come cdc in funzione delle loro problematiche, adeguando anche la programmazione al fine del conseguimento degli obiettivi stabiliti. Il MIUR si è svegliato e ci ha detto "Esistono i BES, dovete programmare per loro in modo personalizzato" e io rispondo "Davvero??? Non lo sapevo, grazie dell'informazione!!" Ma in tutti questi anni noi docenti cosa abbiamo fatto?? Non abbiamo forse tenuto conto delle problematiche dei nostri studenti..ci voleva la circolare del MIUR per ricordarcelo?? Da ciò deduco o che il MIUR ha scoperto l'acqua calda oppure che il MIUR abbia dei secondi fini, condividendo i timori di Mac!
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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 4:20 pm

Aggiungo una mia considerazione!

Se il MIUR avesse a cuore realmente le problematiche e i bisogni dei BES metterebbe in evidenza la necessità di personalizzare l’attività didattica in funzione dei reali e concreti bisogni del singolo alunno, sapendo che uno studente è diverso dall’altro! Invece NO, anzi nel resoconto sull'incontro tra sindacati e MIUR sulle misure di accompagnamento possibili per l'attuazione della direttiva sui BES, si mette in evidenza quanto segue: “..i piani didattici personalizzati non dovranno essere predisposti per ciascun singolo alunno , ma per tipologie differenziate, ad esempio per gruppi della stessa lingua straniera, per disturbi di apprendimento ecc…”…quindi una stessa tipologia di BES viene messa all’interno di uno stesso “calderone” e si stila un unico PDP…e questa la chiamerebbero personalizzazione???

Non vi sembra che i timori di Mac possano essere condivisibili???

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TeaTea



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 5:39 pm

giovanna onnis ha scritto:
Aggiungo una  mia considerazione!

Se il MIUR avesse a cuore realmente le problematiche e i bisogni dei BES metterebbe in evidenza  la necessità di personalizzare l’attività didattica in funzione dei reali e concreti bisogni del singolo alunno, sapendo che uno studente è diverso dall’altro! Invece NO, anzi nel resoconto sull'incontro tra sindacati e MIUR sulle misure di accompagnamento possibili per l'attuazione della direttiva sui BES, si mette in evidenza quanto segue: “..i piani didattici personalizzati non dovranno essere predisposti per ciascun singolo alunno , ma per tipologie  differenziate, ad esempio per gruppi della stessa lingua straniera, per disturbi di apprendimento ecc…”…quindi una stessa tipologia di BES  viene messa all’interno di uno stesso “calderone” e si stila un unico PDP…e questa la chiamerebbero personalizzazione???

Non vi sembra che i timori di Mac possano essere condivisibili???


Condivido pienamente i vostri timori; le ultime affermazioni del MIUR si commentano da sé, ma io non sottovaluterei l'aspetto economico: avete notato quanti master DSA, BES ecc. stanno partendo ultimamente nei diversi Atenei???
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 6:22 pm

TeaTea ha scritto:


Condivido pienamente i vostri timori; le ultime affermazioni del MIUR si commentano da sé, ma io non sottovaluterei l'aspetto economico: avete notato quanti master DSA, BES ecc. stanno partendo ultimamente nei diversi Atenei???

Quelli nascono per iniziativa del MIUR.
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TeaTea



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 6:40 pm

mac67 ha scritto:
TeaTea ha scritto:


Condivido pienamente i vostri timori; le ultime affermazioni del MIUR si commentano da sé, ma io non sottovaluterei l'aspetto economico: avete notato quanti master DSA, BES ecc. stanno partendo ultimamente nei diversi Atenei???

Quelli nascono per iniziativa del MIUR.

Certo mac67 ma il problema è un altro; perché io, docente di sostegno già specializzata, mi vedo costretta a frequentare un master dal costo non irrisorio nel timore che il MIUR, con questa storia dei BES, possa affidare a qualcuno che non ha nessuna esperienza come docente sos ma ha un master sui BES,questi alunni? Si parlava di risorse aggiuntive, qualcuno ha capito di chi potrebbe trattarsi? Nel dubbio io mi faccio il mio bel master... e sappiamo tutti come sono strutturati questi corsi.
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Stellastellina1975



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Dom Lug 28, 2013 6:49 pm

Come al solito tante belle parole e poi l'unico fine del Miur è sempre economico... che schifo...
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Lun Lug 29, 2013 8:50 am

giovanna onnis ha scritto:

Diciamo anche 30 anni fa Ire (e qualcosina in più), ma non sono d'accordo , perchè dici che era meno complicato di ora? Se dovessimo considerare due sedicenni, uno di trent'anni fa e uno di oggi, che devono affrontare lo stesso problema come un lutto in famiglia o problemi di natura economica perchè i genitori hanno perso il lavoro...perchè dici che affrontare lo stesso problema risultava più semplice all'adolescente di trent'anni fa rispetto all'adolescente di oggi?

PS) Io avrei una mia risposta , ma aspetto che me la dia prima tu cara Ire!


Quei due o tre annio fa che ci vedevano sedicenni, Giovanna, ci presentavano un mondo molto più emplice di quello di ora. I cambiamenti c'erano ma avvenivano impercettibilmente nel giro di due, tre generazioni: Se un ragazzino non andava bene a scuola perchè magari era BES, chi se ne fregava, poteva tranquillamente fare qualcosa d'altro e andava bene ugualmente: se sembrava non avesse voglia di studiare c'era sempre Gigino che lo prendeva "a bottega" un pezzo di pane, un paio di scarpe nuove ogni tanto, qualche festicciola ed eravamo belli contenti, non si aveva bisogno di nulla più. Per non parlare poi della totale assenza dai nostri pensieri di un qualsiasi Osama Bin Laden che da una parte del mondo sconosciuta ordinasse di attaccare il fulcro della sicurezza e di abbattere "le torri", per noi le torri c'erano e lì sarebbero rimaste.

Ora capisci bene che non è così. Ora tutto fa paura e non puoi andare a bottega nemmeno se trovi Gigino che ti prenderebbe.
Questa è la mia risposta, incasinata, stringata, incompleta ma, credo, chiara nell'essenza. La tua risposta invece, qual'è?
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drifis_



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Lun Lug 29, 2013 2:06 pm

Ire ha scritto:

Quei due o tre annio fa che ci vedevano sedicenni, Giovanna, ci presentavano un mondo molto più emplice di quello di ora. I cambiamenti c'erano ma avvenivano impercettibilmente nel giro di due, tre generazioni: Se un ragazzino non andava bene a scuola perchè magari era BES, chi se ne fregava, poteva tranquillamente fare qualcosa d'altro e andava bene ugualmente: se sembrava non avesse voglia di studiare c'era sempre Gigino che lo prendeva "a bottega" un pezzo di pane, un paio di scarpe nuove ogni tanto, qualche festicciola  ed eravamo belli contenti, non si aveva bisogno di  nulla più. Per non parlare poi della totale assenza dai nostri pensieri di un qualsiasi Osama Bin Laden che da una parte del mondo sconosciuta ordinasse di attaccare il fulcro della sicurezza e di abbattere "le torri", per noi le torri c'erano e lì sarebbero rimaste.

Ora capisci bene che non è così. Ora tutto fa paura e non puoi andare a bottega nemmeno se trovi Gigino che ti prenderebbe.
Questa è la mia risposta, incasinata, stringata, incompleta ma, credo, chiara nell'essenza. La tua risposta invece, qual'è?

scusa se mi intrometto, ma non concordo. Il mondo non era più semplice, era diverso. Quando "non c'era Bin Laden" c'era il terrorismo in casa nostra, c'era il clima della guerra fredda, più tardi la guerra nei Balcani e la folla di profughi alle porte, c'è stata la paura di chernobyl, la paura dell'aids (quando nei corridoi si vociferava che con un bacio ci si poteva contagiare)... grazie a dio il mondo non fa mancare paure in ogni epoca.
Io quest'era d'oro in cui chi non andava bene a scuola andava in bottega e trovava comunque un lavoro io non l'ho vissuta, sarà che sono del '75 e a Palermo, questa facilità di trovare lavoro non c'è mai stata né per chi andava male né per chi andava bene (ci siamo iscritti quasi tutti all'università studiosi e meno studiosi, giusto per essere "parcheggiati" al sicuro, nelle vie di una strada tracciata per altri 4, 5 anni e ho tutt'ora qualche amico che a 37anni suonati si trascina ancora con gli esami perché in fondo è meglio essere uno studente attempato di filosofia che un disoccupato).
I miei compagni di scuola avevano papà emigrati in Germania in cerca di lavoro e non c'erano i cellulari o le chiamate skype per tenersi in contatto a basso costo e con facilità, o avevano genitori che vendevano noccioline e semenza nelle sagre di paese che si trascinavano i miei figli per farsi dare una mano fino a notte fonda e poi erano in classe magari dopo qualche giorno di assenza se la sagra era stata lontano o infrasettimanale per via di qualche santo patrono, si erano fatti dare i compiti facendoseli dettare via telefono dalla cabina a gettoni o più spesso li scopiazzavano la mattina presto, avevo una compagna con anemia falciforme che doveva fare trasfusioni abbastanza frequentemente a volte doveva aspettare la sacca di sangue qualche giorno più del dovuto, era debole e non veniva a scuola, poi tornava, i professori evitavano di interrogarla subito, rispiegavano qualcosa se avevamo affrontato un argomento più ostico, ma poi faceva i compiti in classe come tutti e come la compagna con la ciste al polso e non c'erano i vari CIC e cose analoghe.
Il mio discorso non mira al "come abbiamo fatto noi facciano adesso: si arrangino!" ma non mi piace questa classifica delle "disgrazie" per cui noi eravamo attrezzati e vivevamo in un mondo più "semplice" e adesso invece siamo precipitati in un mondo crudele.
Sono contenta che nelle scuole adesso ci siano punti di ascolto, che si tenga conto che esistano diversi modi di apprendere. Io insegno e qualunque strumento faciliti l'apprendimento dei ragazzi e che soprattutto li aiuti a imparare come apprendere io non posso che apprezzarlo, anzi ne vado alla ricerca! Ritengo però che questa circolare sui BES sia altra cosa...

Ma ammettiamo pure che il mondo di oggi sia più difficile e cattivo, per questo forniamo ai ragazzi più fragili, più timorosi, una ciambella per tenerli a galla, gliela forniamo da quando hanno 6 anni a quando ne hanno 18 e prendono il loro bel diploma. Non gliela forniamo sempre, solo nei momenti "difficili" quando "pensano" di non potercela fare (e questo è il punto, che non è detto che non ce la possano fare realmente ma loro o le loro famiglie lo ritengono e noi non siamo obiettivamente in grado di discernere), gli lanciamo un galleggiante, lo stesso, a tutti sulla base non del ragazzo ma "dell'onda", dello "scoglio", della "medusa urticante" che li sta minacciando... poi, compiuti i 18 anni improvvisamente cosa succede? Sono "grandi", hanno la "scorza", di ciambelle non se ne lanciano più, ci si aspetta che col diploma scenda l'equivalente delle lingue di Spirito Santo che gli insegni a non fare più affidamento su un appoggio a cui hanno avuto DIRITTO fino al giorno prima.
Sul lungo periodo ne affogheranno di meno? Di sicuro "prima" ne affogavano di più in giovane età, ma nel complesso?
Oppure è una domanda che non ci interessa perché tanto noi abbiamo a che fare con ragazzi fino ai 18 e quindi l'importante è quello che succede fino lì e del resto non ce ne importa molto. (un po' come quando gli studenti mi chiedono evidentemente scherzando se possono "picchiare", o "uccidere" un compagno che li ha indispettiti e io gli rispondo con lo stesso tono che in classe di certo no ma che di pomeriggio non potrò fermarli al massimo testimonierò in tribunale che era "premeditato")



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giovanna onnis



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Lun Lug 29, 2013 3:16 pm

Ire ha scritto:
giovanna onnis ha scritto:

Diciamo anche 30 anni fa Ire (e qualcosina in più), ma non sono d'accordo , perchè dici che era meno complicato di ora? Se dovessimo considerare due sedicenni, uno di trent'anni fa e uno di oggi, che devono affrontare lo stesso problema come un lutto in famiglia o problemi di natura economica perchè i genitori hanno perso il lavoro...perchè dici che affrontare lo stesso problema risultava più semplice all'adolescente di trent'anni fa rispetto all'adolescente di oggi?

PS) Io avrei una mia risposta , ma aspetto che me la dia prima tu cara Ire!


Quei due o tre annio fa che ci vedevano sedicenni, Giovanna, ci presentavano un mondo molto più emplice di quello di ora. I cambiamenti c'erano ma avvenivano impercettibilmente nel giro di due, tre generazioni: Se un ragazzino non andava bene a scuola perchè magari era BES, chi se ne fregava, poteva tranquillamente fare qualcosa d'altro e andava bene ugualmente: se sembrava non avesse voglia di studiare c'era sempre Gigino che lo prendeva "a bottega" un pezzo di pane, un paio di scarpe nuove ogni tanto, qualche festicciola  ed eravamo belli contenti, non si aveva bisogno di  nulla più. Per non parlare poi della totale assenza dai nostri pensieri di un qualsiasi Osama Bin Laden che da una parte del mondo sconosciuta ordinasse di attaccare il fulcro della sicurezza e di abbattere "le torri", per noi le torri c'erano e lì sarebbero rimaste.Ora capisci bene che non è così. Ora tutto fa paura e non puoi andare a bottega nemmeno se trovi Gigino che ti prenderebbe.
Anche per noi, Ire, parlando di anni '70, non è che fosse proprio tutto tranquillo, ti cito a proposito:
Anni di piombo – Autunno caldo - Terrorismo
Strage di piazza Fontana a Milano (1969) - Strage di Gioia Tauro (1970) - Strage di Peteano a Gorizia (1972) - Strage della Questura di Milano (1973) - Strage di Piazza della Loggia a Brescia (1974) - Strage sull'espresso Roma-Brennero (Italicus) (1974) - Strage della stazione di Bologna (1980)
Ire ha scritto:

Questa è la mia risposta, incasinata, stringata, incompleta ma, credo, chiara nell'essenza. La tua risposta invece, qual'è?
La mia risposta, Ire, è la seguente: forse per gli adolescenti di oggi è TUTTO più difficile perché vengono sempre “imboccati” da noi adulti; trovano il più delle volte la “pappa pronta”; non vengono abituati a rimboccarsi le maniche e, quindi, a responsabilizzarsi; per loro bisogna usare bambagia, protezione, salvagenti, semplificazioni e guide personalizzate………come possiamo pretendere che crescano con la consapevolezza di potercela fare autonomamente. Siamo proprio sicuri che stiamo facendo del bene ai nostri ragazzi?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Lun Lug 29, 2013 3:19 pm

No, la vedi, perdonami, dal punto di vista sbagliato, ovverosia, la vedi dalla fine: non siamo noi che formiamo ragazzi più deboli e che facciamo male visto che il mondo è spaventoso. E' il mondo spaventoso che rende i ragazzi più fragili e noi dobbiamo accogliere le loro fragilità e aiutarli a superarle.

Continuo a dire che buttare sott'acqua una persona che non ha più fiato nei polmoni perchè così impara a stare a galla è pratica inu8tile e mortale. Se quella persona è senza fiato non riuscirà ad aprire la bocca per fare carico di ossigeno prima di andare sotto.

E' vero che le guerre sono sempre esistite, è vero che ci sono sempre stati i terremoti così come è vero che molti di noi sono vissuti nell'epoca degli anni di piombo dove certo non c'era da stare allegri. Ma, non respiravamo quotidianamente queste situazioni, sì, ce lo diceva il telegiornale ma erano fatti che accadevano lontano da noi, non avevamo la percezione del pericolo.
Adesso la CNN ci dà le news 24/24 e di news edificanti ce ne sono poche, adesso veniamo a sapere e vediamo quasi in real time che il ragazzino americano quindicenne ha massacrato un'intera scuola e i media hanno la benevolenza di farci vedere quanto più possibile immagini di morte, sangue, devastazione, disperazione. Il terremoto dell'Irpinia o quello del Belice erano fatti accaduti in Irpinia o in Belice, che vedevamo per cinque, dieci minuti nei due telegiornali e di cui ci arrivavano le immagini nei settimanali. Adesso siamo lì con loro, e ancora le notizie più devastanti sono le preferite per gli scoop.

Non è la stessa cosa, drifis, anche se il mondo è sempre stato difficile, una volta c'erano alcune certezze che ora non ci sono più. Non è nè un bene nè un male, semplicemente è un E' e noi adulti (che pure siamo piuttosto fuori di testa per tutte le paure che abbiamo) abbiamo il dovere di capire che è necessario lavorare sui ragazzi per rinforzarli. A parere mio, come ho già detto, questo passa anche per il capire che quando non ce la fanno non è che lo fanno apposta, semplicemente hanno bisogno di un EDUCATORE SPECIALE per aiutarli a superare il momento.

Sono sempre stata portata a preoccuparmi del qui e dell'ora, cosa faranno un giorno se adesso? Me ne importa abbastanza poco, sul serio visto che non sappiamo nemmeno se ci sarà quel giorno e visto che sicuramente ci sarà, sicuramente non possiamo pensare che sarà come oggi, per cui.... viviamo, facciamo quello che serve ora e andiamo a leggere il futuro quando avverrà-
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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Lun Lug 29, 2013 4:51 pm

Ire ha scritto:
No, la vedi, perdonami, dal punto di vista sbagliato, ovverosia, la vedi dalla fine: non siamo noi che formiamo ragazzi più deboli e che facciamo male visto che il mondo è spaventoso.  E' il mondo spaventoso che rende i ragazzi più fragili e noi dobbiamo accogliere le loro fragilità e aiutarli a superarle.


Sono d'accordo che i tempi recenti sono più duri di quelli passati, che comunque facili non erano. Ce lo dicono il numero di laureati con doppio master che lavorano nei call-center.

Tuttavia, che i ragazzi di oggi siano più deboli è pure vero. L'ho già raccontato: molti chiedono "ma lei Prof ci vuole bene?" e io, ai miei prof, non l'avrei mai chiesto, perché non era del loro affetto che avevo bisogno, ne avevo già in casa a sufficienza. Altre cose cercavo e chiedevo nella scuola di 30 anni fa.

E poi diciamo continuamente un'altra cosa: una volta il genitore dava ragione al docente, oggi dà ragione comunque al figlio. I ragazzi non vanno protetti: vanno aiutati a crescere e diventare autonomi. Il che talvolta richiede protezione, ma a volte significa anche lasciare che facciano esperienze negative.
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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Lun Lug 29, 2013 5:14 pm

ma nella maniera più assoluta sì!

mi vedi completamente d'accordo Mac. Solamente......valutiamo chin e quando debba essere protetto e chi e quando possa essere lasciato andare.



"ma lei prof ci vuole bene?" oddio, spero tu risponda di no!
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MessaggioOggetto: Re: Bisogni Educativi Speciali e livello dell'istruzione italiana   Lun Lug 29, 2013 6:02 pm

Ire ha scritto:
ma nella maniera più assoluta sì!

mi vedi completamente d'accordo Mac.  Solamente......valutiamo chin e quando debba essere protetto e chi e quando possa essere lasciato andare.



"ma lei prof ci vuole bene?"    oddio, spero tu risponda di no!

Rispondo "come a un mal di denti!".
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