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 bullismo omofobico

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AutoreMessaggio
fabrizio80



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MessaggioOggetto: bullismo omofobico   Dom Ago 11, 2013 1:32 pm

che ne pensate? http://www.repubblica.it/cronaca/2013/08/11/news/sono_gay_tutti_mi_prendono_in_giro_si_uccide_a_14_anni_gettandosi_dal_terrazzo-64608534/

secondo me il mondo scolastico si deve interrogare su tali temi.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: bullismo omofobico   Dom Ago 11, 2013 3:17 pm

La società tutta si deve intrrogare su tali temi. Compresa la scuola, naturalmente. Ma.... parlo anche se di queste cose per fortuna non ne so e quindi dovrei tacere........... ma la famiglia?

Ti accorgi che tuo figlio vive un dramma solo quando lo trovi morto? E che fai? ti interroghi sul cyberbullismo e sull'istigazione al suicidio? mah!


Certo il cyberbullismo va prevenuto, bisogna parlarne, bisogna cercare di attivare nei ragazzi comportamenti prosociali, bisogna fare attenzione a tutto ma...............

il ragazzo vive in famiglia, dov'erano quando stava male? dov'erano quando piangeva?


Sobno troppo presuntuosa? sono troppo scontata? sono troppo arrogante?
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fabrizio80



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MessaggioOggetto: Re: bullismo omofobico   Lun Ago 12, 2013 9:47 am

Ire ha scritto:
La società tutta si deve intrrogare su tali temi. Compresa la scuola, naturalmente.  Ma.... parlo anche se di queste cose per fortuna non ne so e quindi dovrei tacere...........  ma la famiglia?

Ti accorgi che tuo figlio vive un dramma solo quando lo trovi morto?  E che fai? ti interroghi sul cyberbullismo e sull'istigazione al suicidio?  mah!


Certo il cyberbullismo va prevenuto, bisogna parlarne, bisogna cercare di attivare nei ragazzi comportamenti prosociali, bisogna fare attenzione a tutto ma...............  

il ragazzo vive in famiglia, dov'erano quando stava male? dov'erano quando piangeva?


Sobno troppo presuntuosa? sono troppo scontata?  sono troppo arrogante?
sono d'accordo con te. Però mi chiedo anche che cosa avrebbe dovuto fare la scuola...

che vicenda drammatica
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cricco84



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MessaggioOggetto: Re: bullismo omofobico   Lun Ago 12, 2013 12:44 pm

Forse la scuola dovrebbe parlare molto di più di questi temi.
DObbiamo secondo me fare tanta strada. Nella scuola ormai è normale parlare di disabilità e immigrazione, ma di omosessualità?La disabilità è accettata, compresa e oggi ci sono molte meno vergogne, da parte delle famiglie, ad aver un figlio disabile. Ma ancora si prova vergogna e un senso di "macchia" o di "disonore" ad aver un figlio o una figlia omosessuale.
La scuola dovrebbe far capire con i suoi gesti, azioni, parole che è una condizione di assoluta normalità. Dovrebbe parlarne in classe. Proprio come quando si parla dei disabili o di altro. Non ci vuole molto: non bisogna per forza andare a prendere un articolo di cronaca nera sul giornale. Basta una poesia di Sandro Penna (per fare un esempio) e allacciare il discorso.
DObbiamo far capire a questi ragazzi e a queste ragazze che l'omosessualità è solo UNO dei modi di essere, non un diverso modo di esser.
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laclefdesonges



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MessaggioOggetto: Re: bullismo omofobico   Lun Ago 12, 2013 12:57 pm

cricco84 ha scritto:
Forse la scuola dovrebbe parlare molto di più di questi temi.
DObbiamo secondo me fare tanta strada. Nella scuola ormai è normale parlare di disabilità e immigrazione, ma di omosessualità?La disabilità è accettata, compresa e oggi ci sono molte meno vergogne, da parte delle famiglie, ad aver un figlio disabile. Ma ancora si prova vergogna e un senso di "macchia" o di "disonore" ad aver un figlio o una figlia omosessuale.
La scuola dovrebbe far capire con i suoi gesti, azioni, parole che è una condizione di assoluta normalità. Dovrebbe parlarne in classe. Proprio come quando si parla dei disabili o di altro. Non ci vuole molto: non bisogna per forza andare a prendere un articolo di cronaca nera sul giornale. Basta una poesia di Sandro Penna (per fare un esempio) e allacciare il discorso.
DObbiamo far capire a questi ragazzi e a queste ragazze che l'omosessualità è solo UNO dei modi di essere, non un diverso modo di esser.
Sono totalmente d'accordo con te ! Devo dire che, quando ho parlato con la mia classe lo scorso anno della storia di Andrea (ricordate?), il ragazzo gay suicida vittima di bullismo e cyberbullismo, ho ricevuto delle risposte che mi hanno sorpresa in modo positivo: c'è stata solidarietà, comprensione, commozione e alcune osservazioni molto intelligenti che non mi aspettavo. Certo, sono solo 12 ragazzi, di quindici-sedici anni circa, non un campione così rappresentativo, dunque.

Purtroppo, però, posso dirti che proprio fra i colleghi ho visto serpeggiare una componente se non omofobica, per lo meno poco comprensiva - mi ricordo in aula prof quando si parlava di un bel racconto a sfondo lesbico scritto da un'alunna, reazioni davvero discriminatorie da parte di alcuni colleghi... insomma, se il racconto fosse stato di un amore etero non avrebbero avuto nulla da ridire, per farla breve.

Mi è presa una tristezza enorme e mi sono detta che proprio questo è uno degli scogli maggiori, parlando di prevenzione scolastica dell'omofobia...
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: bullismo omofobico   Lun Ago 12, 2013 12:57 pm

La scuola deve aprire gli orizzonti, deve insegnare a guardare un po' più in là.  Deve includere.
Discorsi inutili, mi dirai. In pratica?   In pratica deve stare attenta ai segnali di fobia, qualsiasi fobia, e lavorarci su, con l'aiuto di esperti o con una formazione mirata dei docenti per essere.  Parlarne, parlarne parlarne, stimolare la discussione.
E, nel caso particolare, deve cogliere il disagio del ragazzo e farsene carico.
Qualche adulto se ne deve fare carico. Non si devono chiudere gli occhi perchè il docente non è un amico, bisogna attivarsi per prevenire il dramma-
Lo psicologo può esserne incaricato
Il DS
Un docente particolarmente empatico che metta al corrente la famiglia.

Sono incarichi difficili, ma .............
Abbiamo un quattordicenne morto suicida perchè non credeva negli altri, perchè si sentiva solo.
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cricco84



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MessaggioOggetto: Re: bullismo omofobico   Lun Ago 12, 2013 4:54 pm

laclefdesonges ha scritto:
cricco84 ha scritto:
Forse la scuola dovrebbe parlare molto di più di questi temi.
DObbiamo secondo me fare tanta strada. Nella scuola ormai è normale parlare di disabilità e immigrazione, ma di omosessualità?La disabilità è accettata, compresa e oggi ci sono molte meno vergogne, da parte delle famiglie, ad aver un figlio disabile. Ma ancora si prova vergogna e un senso di "macchia" o di "disonore" ad aver un figlio o una figlia omosessuale.
La scuola dovrebbe far capire con i suoi gesti, azioni, parole che è una condizione di assoluta normalità. Dovrebbe parlarne in classe. Proprio come quando si parla dei disabili o di altro. Non ci vuole molto: non bisogna per forza andare a prendere un articolo di cronaca nera sul giornale. Basta una poesia di Sandro Penna (per fare un esempio) e allacciare il discorso.
DObbiamo far capire a questi ragazzi e a queste ragazze che l'omosessualità è solo UNO dei modi di essere, non un diverso modo di esser.
Sono totalmente d'accordo con te ! Devo dire che, quando ho parlato con la mia classe lo scorso anno della storia di Andrea (ricordate?), il ragazzo gay suicida vittima di bullismo e cyberbullismo, ho ricevuto delle risposte che mi hanno sorpresa in modo positivo: c'è stata solidarietà, comprensione, commozione e alcune osservazioni molto intelligenti che non mi aspettavo. Certo, sono solo 12 ragazzi, di quindici-sedici anni circa, non un campione così rappresentativo, dunque.

Purtroppo, però, posso dirti che proprio fra i colleghi ho visto serpeggiare una componente se non omofobica, per lo meno poco comprensiva - mi ricordo in aula prof quando si parlava di un bel racconto a sfondo lesbico scritto da un'alunna, reazioni davvero discriminatorie da parte di alcuni colleghi... insomma, se il racconto fosse stato di un amore etero non avrebbero avuto nulla da ridire, per farla breve.

Mi è presa una tristezza enorme e mi sono detta che proprio questo è uno degli scogli maggiori, parlando di prevenzione scolastica dell'omofobia...
e forse sono proprio i docenti i primi a dover essere formati.
E noi insegnanti nei confronti dei colleghi dovremmo essere anche pronti a sbeffarli. Insegno alle elementari e già si vede la predisposizione di una persona. Alcune volte sono sorti alcuni commenti canzonatori, che io ho subito messo a tacere dicendo "e allora?"
a volte non basta arrabbiarsi con i colleghi, ma mostrarsi indifferenti.
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: bullismo omofobico   Lun Ago 12, 2013 4:57 pm

Se ne parla poco. Se dall'oggi al domani diventasse una cosa standard quella di vedere coppie omosessuali che manifestano gli stessi atteggiamenti di quelle eterosessuali, se i diritti degli omosessuali fossero acquisiti, probabilmente tra una generazione o due l'omofobia sarebbe soltanto un ricordo e/o oggetto di studio ed approfondimento sui libri.

Oggi siamo ancora molto lontani da ciò e la strada da fare è lunga.

Le scuole di sicuro dovrebbero riflettere su queste questioni (così come la società). Certo è che, se questi messaggi non arrivano dall'alto (dalla politica), la popolazione difficilmente si smuove e si pone domande.

Come al solito, purtroppo, è una questione di "massa critica", di numeri. Finchè gli interessati a questi temi restano in minoranza, difficilmente l'argomento assume una rilevanza tale da finire ad essere considerato importante e finire in maniera costante sotto gli occhi di tutti (al momento ciò succede solo quando qualcuno si toglie la vita: la situazione purtroppo è drammaticamente paradossale).
Dal canto nostro noi insegnanti non possiamo fare altro che stare con le orecchie e gli occhi ben aperti per cercare di capire chi sia in difficoltà. E, quando capitasse l'occasione, non esitare ad intavolare una discussione con gli allievi per affrontare questi argomenti, in modo da allontanarli dalla penombra e dimostrare che non c'è nulla di particolarmente strano o anormale (vale per l'omosessualità come per molte altre -presunte o vere- diversità, differenze di attitudini etc etc etc).
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: bullismo omofobico   Lun Ago 12, 2013 4:59 pm

cricco84 ha scritto:

e forse sono proprio i docenti i primi a dover essere formati.
Assolutamente d'accordo.
Io per primo vorrei capire come ci si dovrebbe (potrebbe) comportare in situazioni delicate, come nei confronti di un alunno in difficoltà a causa di emarginazione (perchè omosessuale o per qualunque altro motivo).
Ora come ora potrei solo agire "a sentimento", cosa molto diversa dall'agire con coscienza di causa, sapendo cosa è meglio fare perchè magari si è partecipato ad un corso di formazione tenuto da psicologi esperti in materia.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: bullismo omofobico   Lun Ago 12, 2013 5:27 pm

A parere mio, da mamma,e da volontaria di una associazione che è fortemente operante nel settore del disagio giovanile, posso dire che va benissimo la formazione che faccia conoscere i problemi e le loro possibili implilcazioni ma chi deve intervenire in caso di disagio conclamato è l'esperto. Perchè non si può improvvisare un trattamento psicologico senza avere anni di studi e di terapie nel proprio bagaglio professionale.

La formazione per i docenti, così come per i genitori, deve essere mirata alla prevenzione, e si può fare tanto: si deve conoscere il problema, si deve avere ben presente quali siano gli input che fanno agire i "persecutori" e quali siano i punti di debolezza delle vittime. Poi bisogna organizzare lavori e attività che aiutino ad evidenziare queste criticità e a favorire l'empatia tra gli individui. Solo "sentendo" cosa prova la vittima e "sentendo" quale possa essere il "fastidio" che spinge il persecutore si sdrammatizzano gli eventi e si cominciano ad accettare le particolarità di ciascuno.

Dal punto di vista personale, in mancanza di specifica formazione, credo che un buon modo di agire sia quello di sorvegliare innanzitutto affinchè non si trascenda nelle derisioni e di affrontare serenamente il problema con il ragazzino deriso. Con tranquillità, facendo due chiacchiere che appaiano normali, mettendo ben in chiaro quale sia l'obbiettivo delle chiacchiere: senza nascondere nulla per non aggiungere vergogna o ambiguità ad una situazione già tanto pesante. Per quanto riguarda l'omosessualità si tratta di ragazzini non più giovani di 12/13 anni, già perfettamente in grado di affrontare un discorso. Poi però bisogna indirizzarli allo specialista che li aiuti a rafforzare le spalle per sostenere con assoluta indifferenza, reale indifferenza, il giudizio degli altri e portare avanti il proprio modo di essere, se lo si vuole.
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