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 Grammatica valenziale

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Gariel



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MessaggioOggetto: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 3:20 pm

Vorrei gentilmente confrontarmi con voi sulla possibilità di insegnare grammatica secondo il metodo valenziale. Io ho provato quest'anno a introdurla, relativamente a latino (seguendo gli scritti di Stupazzini e Natalucci, oltre che Proverbio), ma limitatamente ad alcuni casi specifici, non ultimo il verbo videor e la sua costruzione: risulta molto più intuitiva per i ragazzi se spiegata in questo modo. Avendo due classi, in una ho spiegato il verbo con il metodo valenziale e in un'altra no: i risultati sono stati molto diversi! La classe "valenziale" non ha avuto problemi di sorta, mentre l'altra ha manifestato le classiche difficoltà derivanti da una trattazione normativa/descrittiva.

Per l'italiano non saprei proprio, perché richiederebbe una rifondazione completa dell'analisi logica e del periodo (vd. Sabatini).
Cose ne pensate?
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 3:50 pm

Gariel ha scritto:
Vorrei gentilmente confrontarmi con voi sulla possibilità di insegnare grammatica secondo il metodo valenziale. Io ho provato quest'anno a introdurla, relativamente a latino (seguendo gli scritti di Stupazzini e Natalucci, oltre che Proverbio), ma limitatamente ad alcuni casi specifici, non ultimo il verbo videor e la sua costruzione: risulta molto più intuitiva per i ragazzi se spiegata in questo modo. Avendo due classi, in una ho spiegato il verbo con il metodo valenziale e in un'altra no: i risultati sono stati molto diversi! La classe "valenziale" non ha avuto problemi di sorta, mentre l'altra ha manifestato le classiche difficoltà derivanti da una trattazione normativa/descrittiva.

Per l'italiano non saprei proprio, perché richiederebbe una rifondazione completa dell'analisi logica e del periodo (vd. Sabatini).
Cose ne pensate?
Per me la grammatica valenziale è l'unica con una validità didattica reale e fattiva.

L'analisi logica per me è un aborto: nessuna teoria grammaticale può essere al contempo sintattica e semantica. I ragazzi, ma anche il sottoscritto che studia linguistica da anni e anni ormai, si confondono che è una bellezza coi complementi perché è non controintuitiva ma proprio assurda l'analisi logica (oltre al metodo delle domande: a chi? a che cosa? Ma siamo impazziti? Non so...).

Del resto mi pare che hai potuto verificare sul campo l'efficacia.

E poi guarda che la grammatica valenziale non ti impedisce affatto di introdurre l'analisi logica nelle sue forme "decenti" (i complementi sintattici sono comunque ben spiegati, e anzi si comprendono molto meglio con questo approccio).

Usa "Sistema e Testo" di Sabatini senza se e senza ma! E' ottimo!
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 7:04 pm

Sì certo hai ragione! L'analisi illogica sarebbe più giusto chiamarla!
Il problema non sono i ragazzi, che faticano tantissimo ad individuare certi complementi in analisi logica, ma a volte i colleghi...soprattutto quelli che insegnano da anni e non vogliono mettere in discussione il loro metodo o anche accettare un confronto...quando ho provato a introdurre l'argomento in Dipartimento, la metà non aveva idea di cosa fosse e l'altra metà ridacchiava...

Io peraltro pensavo a una visione più radicale della grammatica valenziale: senza nessun complemento in assoluto! Soltanto i 3 Attanti più il Predicativo e tutti gli altri catalogati come Espansioni!
Ciò comporterebbe anche la fine della tanto odiata (dai ragazzi) differenziazione tra verbi transitivi e intransitivi che non avrebbe più ragione di esistere.
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 7:20 pm

Gariel ha scritto:
Sì certo hai ragione! L'analisi illogica sarebbe più giusto chiamarla!
Il problema non sono i ragazzi, che faticano tantissimo ad individuare certi complementi in analisi logica, ma a volte i colleghi...soprattutto quelli che insegnano da anni e non vogliono mettere in discussione il loro metodo o anche accettare un confronto...quando ho provato a introdurre l'argomento in Dipartimento, la metà non aveva idea di cosa fosse e l'altra metà ridacchiava...

Io peraltro pensavo a una visione più radicale della grammatica valenziale: senza nessun complemento in assoluto! Soltanto i 3 Attanti più il Predicativo e tutti gli altri catalogati come Espansioni!
Ciò comporterebbe anche la fine della tanto odiata (dai ragazzi) differenziazione tra verbi transitivi e intransitivi che non avrebbe più ragione di esistere.
Sì, ma io non sarei così radicale anche perché:

1) Molti libri di grammatica e di linguistica comunque usano ancora quella terminologia, che ha una sua storicità e anche un suo significato, quindi per questo ti consiglio la via intermedia;

2) Il concetto di transitività e intransitività rientra nel più generale concetto di diatesi, di cui transitivo/intransitivo non sono che una delle molteplici declinazioni (insieme a causativo, causativo riflessivo, aggiutativo, circostanziale ecc.): nei dizionari italiani la denominazione è quella e comunque la si può usare.

In fondo anche concetti matematici o fisici elementari, studiati a livello superiore, diventano solo una delle possibili realizzazioni di concetti più ampi e generali. Così anche in linguistica andrei per gradi.

Sui colleghi che ridacchiano, farei presente che moltissimi ne sanno di linguistica come io ne so di paracadutismo. Si pensa che un docente di Lettere ne sappia di linguistica: ma proprio per nulla! Credo che anche fra i docenti della A059 capiti questo: un matematico ne sa poco di biologia e un biologo poco di geologia. Solo che loro non ridacchiano: si aggiornano...
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 7:47 pm

Sì certo, però:

1) E' vero che la grammatica normativa ha l'imprimatur della tradizione, però io non mi fossilizzerei. Certo che se i ragazzi provengono da una scuola media dove hanno fatto analisi logica è difficile fargli cambiare metodo tout-court. Bisogna per forza adoperare la via intermedia.

2) La grammatica valenziale pone al centro della frase il verbo nella forma a-mono-bi-tri-tetra-valente.
Se qui utilizziamo ancora la vecchia nomenclatura non faremo mai grammatica valenziale...ma analisi logica ragionata.
E' però vero che i dizionari, tutti tradizionalisti, utilizzano ancora questa classificazione, tranne i dizionari valenziali! Se si vuole portare avanti un discorso di questo tipo conviene consigliarlo.

Poi a livello superiore, cioè universitario, si potranno approfondire le questioni linguistiche relative a diatesi e aspetto.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 8:06 pm

Dal punto di vista linguistico, mi inchino a voi. Però noi dobbiamo occuparci anche e soprattutto della produzione scritta e uno degli errori più frequenti che riscontro è nell'uso delle preposizioni. Eliminare la differenza tra complementi diretti e indiretti (non ricordo al volo la terminologia della grammatica valenziale) e quindi tra verbi transitivi ed intransitivi mi sembra che possa aggravarli. Quando diciamo complemento di termine, magari diremo una sciocchezza sul piano linguistico, ma forse imparano che si dice "rinunciare al" e non "rinunciare il".
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 8:21 pm

no no, certo dec; infatti nella grammatica valenziale si distingue tra gli attanti indiretti (retti da preposizioni) e i diretti e l'Attante Predicativo - che alcuni chiamano "arricchimento". Quindi quello non è un problema.
Poi i dizionari valenziali sono, a mio modo di vedere, molto migliori perché propongono al ragazzo un approccio intuitivo basato su una fitta esemplificazione. Quindi quello della produzione scritta non dovrebbe essere un problema.
Inoltre non partendo più dal soggetto, ma dal verbo (un po' quello che si è sempre fatto per analizzare una frase latina) e analizzando i suoi legami con la frase, si prendono in esame anche le varie preposizioni che rendono possibili tali legami.

L'unica differenza è che l'Attante 3, che corrisponde al compl. dativo, rientrerebbe anch'esso tra i complementi diretti, perché completa una parte essenziale del verbo che senza di esso avrebbe il suo senso decurtato.

La g. valenziale distingue infatti tra frase minima (3, massimo 4 attanti) e la frase complessa (con le espansioni in numero variabile).
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 8:46 pm

Ti assicuro Dec, si può, e come dice Gariel, riesce anche meglio!!!

:-)
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 9:00 pm

Che post colto! Emotikon con faccina a bocca aperta.
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Dec
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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 9:26 pm

Ok, mi fido di voi. Io conosco solo le basi della grammatica valenziale, come avete capito. Quindi non ti preoccupare, Luca, e io insegno italiano e latino. Non avrei nessun problema a provare, però bisognerebbe uniformare, perchè cambiando scuola ogni anno e lasciando le classi che prima poi hanno avuto e poi avranno altri insegnanti mi sembra che si possa indurre solo confusione. O secondo te, Albith, è possibile anche abituarli a ragionare con due modelli grammaticali diversi e passare dall'uno all'altro? Già pensare che acquistino due vocabolari e due grammatiche diverse mi sembra poco verosimile.
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giggi



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 9:32 pm

uuuuh *__* quanto vi adoro: è da tanto che ne volevo sentir parlare; parlatene, vi prego, fate capire anche a noi non linguisti; a me questo metodo affascina moltissimo, ma non sono preparata e ho provato ad arrabbattare qualcosina sul sito dell'Indire (mi sembra che fosse materiale di Sabatini); non posso assoltamente dire che mi sono "formata" purtroppo, nè davvero informata, ma al momento non ho proprio punti di riferimento, testi da leggere da autodidatta o corsi da poter svolgere.. Comunque, col materiale che riuscii a prendere sul sito Indire son riuscita un anno in una seconda media meravigliosa a fare un po' di principi della grammatica valenziale, insomma una sorta di introduzione; approfittai del fatto che fosse una classe a tempo prolungato, quindi avevo molte più ore di italiano e decisi che il "laboratorio" che avrei fatto sarebbe stato su quell'argomento, vi metto i link
http://risorsedocentipon.indire.it/offerta_formativa/a/index.php?action=home&id_ambiente=31&area_t=a
http://risorsedocentipon.indire.it/offerta_formativa/a/index.php?action=copertina&lms_id=667
poca cosa è vero, però a me è piaciuto molto affrontare lo studio della grammatica in quel modo (e concordo nel trovarla molto più logica :D) e posso dire che piacque anche ai ragazzini che furono molto bravi ed interessati.
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 10:11 pm

Dec purtroppo hai ragione!!!
Bisogna uniformare l'apprendimento da parte dei ragazzi e costruire un discorso coerente negli anni.

Infatti i due sistemi non sono equivalenti o sovrapponibili,secondo me, perché partono da premesse diverse...la normativa parte dal soggetto (che a volte è difficile da trovare per i ragazzi) e l'altra dal verbo (molto più semplice...). Inoltre grande è anche l'attenzione al lessico!

Per chi volesse riferimenti dove studiare: si tenga presente che la grammatica generativa, che in una gerarchia ad albero è a monte di quella valenziale, è stata applicata per lo più alle lingue classiche, per semplificarne lo studio e l'apprendimento.
Chi avesse dimestichezza con il latino, ma soprattutto con il greco antico, può leggere i seguenti lavori e applicare poi all'italiano di conseguenza:
1 -N. Ruwet, Introduzione alla grammatica generativa, La Nuova Italia, Firenze 1979 (traduzione dal francese).
2 -N. Natalucci, Mondo classico e mondo moderno, Edizioni Scientifiche Italiane 2002 (relativamente al capitolo "Il problema della lingua").
3 -C. Monteleone, Sperimentazione e traduzione: metodi e modelli grammaticali in grammatiche scolastiche di latino, in "Aufidus" 34, 1988 (pp. 39-107).
4 -P. V. Cova, Latino e didattica della continuità, La Scuola, Brescia 1982.
5 -R. De' Conno Mangone, Una proposta di didattica per la traduzione del greco nel triennio, Aufidus 26, 1995, p. 127.
6 -E. Andreoni Fontecedro, Dalla competenza frasale alla competenza testuale per la traduzione del latino, Aufidus 8, 1989, pp. 77-93.
7 -G. Proverbio, La sfida linguistica, pp. 282-309.
8 -L. Stupazzini, non c'è un'opera sistemica, ma vari contributi su Aufidus e diversi interventi tenuti presso le scuole e i centri educativi in tutta Italia.

Numerose sono le opere in francese e tedesco.

Se no è ottimo il contributo di Sabatini, come già detto da Albith più sopra, ma anche "La comunicazione e gli usi della lingua", Torino 1984.

Se qualcuno fosse maggiormente interessato può lasciare la mail e mi riprometto di inviare alcuni file di Stupazzini, Sabatini, Proverbio, Natalucci e altri.
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giggi



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 10:48 pm

grazie della spiegazione e dei riferimenti!
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 11:08 pm

Il problema più grosso, Gariel, è cosa succede se tu formi una classe prima così e poi arriva un altro docente che torna al sistema tradizionale. E già parlo di una prima a cui avrai fatto acquistare certi libri e non altri e quindi il collega, obtorto collo, cercherà di proseguire quel discorso, ma non oso immaginare come!!

A Lettere, prima che il dm 39/98 imponesse l'esame di Linguistica generale per la A043, quasi nessuno faceva questo esame. A Lettere classiche c'era Glottologia, esame odiatissimo, il che la dice lunga su quale presa avessero poi simili argomenti fra gli studenti. Ci sono molti docenti di Lettere che un esame di Linguistica non sanno nemmeno cosa sia, e l'ultima volta che hanno studiato grammatica teorica in modo sistematico è stato al liceo...

Il tipico docente di lettere nelle scuole è o un letterato/filologo o uno storico (più o meno specializzato in un periodo): io di linguisti ne ho conosciuti due o tre. Insomma, io la grammatica la insegnerei con questo metodo, ma penso che esporrei la classe a grossi problemi in caso di perdita della mia continuità.

Ma resta il fatto che secondo me così si insegna una cosa seria, mentre con l'analisi logica direi che è un po' come insegnare l'astronomia di Galileo: non dici scemenze, Galileo fu un grande, ma magari è un po' vintage...
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giggi



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 22, 2013 11:30 pm

Albith ha scritto:
.. A Lettere classiche c'era Glottologia, esame odiatissimo...
ritenuto molto ostico sì (anche per via del prof esigente) ma non m'è sembrato poi così odiato...o forse non me ne son resa conto giacché io lo ho amato e ritenuto fondamentale per la mia formazione.E apprendo ora che a lettere moderne non era atrettanto obbligatorio, non ne avevo idea..forse perchè era fondamentale l'esame di filologia romanza?(fine OT)
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Ven Ago 23, 2013 8:36 am

Guarda, io sono un filologo classico di formazione, con ovviamente esami di filologia moderna.
Ho studiato anche letteratura, molto bene, e storia antica, medievale e contemporanea, oltre che antico-orientale.
La passione per la linguistica è nata facendo il mio primo esame di "storia della lingua latina" e da glottologia, esame che ho preso sottogamba: la prima valutazione proposta è stato un 26, rifiutato. Mi sono poi impegnato a fondo, e da lì ho appreso i meccanismi base del linguaggio.

E Albith ha mille volte ragione! Occorre aggiornarsi! Proporre visioni nuove ai ragazzi! Di questo dovrebbe occuparsi il ministero!!

E poi sul fatto che l'analisi logica non sia una scemenza...ho i miei dubbi!! Se rimaniamo nella metafora astronomica, direi che l'analisi logica corrisponde al sistema tolemaico, perché il centro, la Terra/il Soggetto, presenta una visione distorta della realtà...be' magari non così errata, ma sicuramente da rifondare.
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LucaPS



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Ven Ago 23, 2013 9:32 am

Gariel ha scritto:
E Albith ha mille volte ragione! Occorre aggiornarsi! Proporre visioni nuove ai ragazzi! Di questo dovrebbe occuparsi il ministero!! ... Sicuramente da rifondare
Posso dire che nel proporre nuove visioni ai ragazzi, un ostacolo sono i libri di testo? Non mi riferisco alla vs materia ma... nella mia è così. I libri scolastici sono bellissimi, troppo belli, come delle enciclopedie, quasi da conservare (penso a Storia, ad esempio ma anche a Geo o Scienze o Filosofia), troppo densi per essere studiati e si perde più tempo a selezionare i contenuti e a creare agganci per le parti che non fai. Alcuni peccano di sintesi e così fan perdere il filo del discorso ai ragazzi, alcuni per fare sintesi fanno confusione epistemologica, altri non si sforzano di far sintesi e quindi sono come i testi di una volta (testi di una volta che sono bellissimi per noi, ma inutilizzabili a Scuola con la riduzione di ore e le menti dei ragazzi 2.0).

Questi ragazzi - che ci piaccia o no, ormai è così - hanno bisogno di nuove visioni e quindi si dovrebbe ristrutturare il sapere.
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Ciccio8



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Ven Ago 23, 2013 10:49 am

Stordito dai mille calcoli su graduatorie e assegnazioni sono inciampato in questa bellissima discussione. :0)

NON è il mio campo ma mi è parso di intuire (e solo intuire) di cosa si sta trattando.
Voglio proprio riprendere in mano il mio buon vecchio La comunicazione e gli usi della lingua di Francesco Sabatini. Esattamente l'ed. '84, del Liceo, per me tante volte più utile di un dizionario ma praticamente mai usato in classe dal prof... adesso comincio a capire perché!

Bibliografia e link molto utili. Grazie!
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Albith



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Ven Ago 23, 2013 12:08 pm

Ciccio8 ha scritto:
Stordito dai mille calcoli su graduatorie e assegnazioni sono inciampato in questa bellissima discussione. :0)

NON è il mio campo ma mi è parso di intuire (e solo intuire) di cosa si sta trattando.
Voglio proprio riprendere in mano il mio buon vecchio La comunicazione e gli usi della lingua di Francesco Sabatini. Si tratta dell'ed. '86, del Liceo, per me tante volte più utile di un dizionario ma praticamente mai usato in classe dal prof... adesso comincio a capire perché!

Bibliografia e link molto utili. Grazie!
Come ho detto anche io ho studiato su quel libro al liceo, e ne ho anche la versione ancor più vecchia che si usava alle medie!

L'ultimo testo scolastico di Sabatini, Sistema e Testo, è secondo me meglio costruita e più utilizzabile, ma penso che appunto bisogna essere preparati.

Nel mio precedente post ho forse dato l'idea che se non si è fatto un percorso linguistico all'università, non si hanno in mano certi strumenti: ciò è vero nella misura in cui poi non si cerchi da sé di mettere insieme tali strumenti.

Ho però constatato che esiste una forte resistenza dei docenti di lettere ad abbandonare il comodo solco della grammatica tradizionale: il paragone con il sistema tolemaico forse è calzante perché, come esso, la grammatica tradizionale appare più "evidente" ma poi ti complica la vita enormemente per descrivere i movimenti degli elementi all'interno della frase (mi pare che Copernico dicesse che l'universo non poteva essere così complicato).

E però vero che aggiungere la visione più "pulita" di cosa siano lingua e linguaggio, richieda un approccio un po' più avanzato, e su questo molti colleghi non hanno fatto "allenamento" ai tempi dell'università, e non sempre si ha voglia di aggiornarsi su un argomento che forse, già ai tempi, era visto come ostico o noioso.
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Ciccio8



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Ven Ago 23, 2013 1:01 pm

Quello che ho sempre trovato interessante di Sabatini (a proposito, scopro solo ora che è lo stesso "esperto" che risponde in TV ai dubbi dei telespettatori... :0|... tra l'84 ed oggi google fa la differenza!) è il suo approccio poliedrico alla materia, tenendo sempre in considerazione tutte le forme di comunicazione che influenzano la lingua scritta, ben oltre le regole grammaticali.
Un discorso assimilabile all'efficacia dell'espressione artistica (quando autentica), per contenuti e potenza comunicativa. Una lettura in cui i mezzi tecnici, più o meno raffinati e attraverso i quali la comunicazione è veicolata, è solo una parte importante del tutto e al valore dell'idea da comunicare si affianca il più possibile la consapevolezza delle potenzialità e dei limiti del linguaggio stesso.
Ok, niente OT, che non è il caso! Come ho già detto non è il mio campo.
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giggi



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Sab Ago 24, 2013 2:36 pm

Ritornando sull'argomento: dati gli illuminanti (almeno per me) paragoni fatti col sistema tolemaico e quello copernicano, pensate che sia questo quindi l'approccio futuro dello studio della lingua e della grammatica vero? è come se in questo momento con l'insegnamento della grammatica attualmente praticato a scuola stessimo opponendo un rifiuto a considerare la realtà che si evolve e cambia, ma prima o poi verrà operato un cambiamento per forza (me lo auguro)... almeno questo è quello che mi è parso di capire dal succo degli interventi... E pensate che sia praticabile quindi - come fase di passaggio -un insegnamento della grammatica secondo il classico modello nella scuola media (con qualche importante accenno al concetto di frase, enunciato ecc) per poi affrontare lo studio della grammatica valenziale al biennio del superiore? In fondo in quei due anni a me sembra che -poichè si dovrebbero ripetere noiosamente cose già fatte negli anni precedenti - in gran parte la grammatica venga studiata frettolosamente o non affrontata affatto. pensate che un approccio "misto" di questo tipo sia proponibile? per quel che riguarda i libri io credo che le case editrici sarebbero più che liete di dover riscrivere e quindi ripubblicare e rivendere testi ($__$), basterebbe far presente la nuova esigenza; credo che le resistenze siano più nella classe docente...

(un OT biografico: il RESET del modello secondo cui si è appresa una lingua/grammatica si può operare, ne sono testimone io per prima visto che arrivata all'università ho incontrato un amabile prof. di latino che ci fece affrontare lo studio della lingua in modo completamente diverso -secondo la grammatica valenziale - e ci chiese apertamente di cancellare tutto ciò che avevamo appreso fino ad allora... e credo sia proprio da allora che cominciò ad interessarmi di più lo studio della lingua)
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Gariel



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Sab Ago 24, 2013 3:11 pm

Io non penso, come già detto, che i due sistemi siano sovrapponibili.
Un ragazzo che ha imparato a "farsi le domandine" per riconoscere i complementi difficilmente abbandonerà questa strada.
Poi certo si può provare.
Io ad esempio ho sfidato i ragazzi a riconoscere la differenza tra compl. oggetto e predicativo basandosi sulla "domandina"...be' lascio immaginare i pessimi risultati...
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paniscus



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Gio Ago 29, 2013 2:32 am

Potreste fare un breve riassunto (ossia, su che cavolo è la grammatica valenziale e in che cosa si distinguerebbe dalla grammatica "normale") per chi ha fatto studi di tutt'altro genere ma può essere incuriosito lo stesso?

Grazie  
L.
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Atene



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Lun Apr 14, 2014 10:05 pm

Scusate, riporto su questo post!
Sabato pomeriggio, prima lezione PAS di didattica dell'italiano. Il prof. ci ha incuriosito con la grammatica valenziale. Ne parlerà poi, ma intanto mi piacerebbe saperne di più! Mi sono documentata un po' internet, ma sono ancora curiosa! Intanto, il post mi ha tolto un dubbio e cioè se impostare la grammatica così alle medie pregiudicasse poi un eventuale approccio al latino (e al greco)...
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Grammatica valenziale   Mar Apr 15, 2014 12:28 am

Del resto, i metodi della grammatica valenziale si applicano da anni al latino e al greco (con alterni risultati, per le ragioni variamente osservate sopra, e per il fatto, da pochi rilevato, che non esiste un dizionario valenziale); resto dell'idea che, tutto sommato, il problema maggiore dell'analisi logica sia il modo in cui è insegnata - vedansi le raccapriccianti domandine, in conseguenza delle quali pare agli studenti che il 90% dei complementi sia di modo... Va anche detto che buona parte delle grammatiche italiane degli ultimi quindici anni tenta un approccio eclettico, ma inconcludente e caotico al punto giusto. Dal mio punto di vista, propenderei per un più cauto eclettismo, che mirasse a far convergere il meglio dell'analisi logica e quello della grammatica valenziale (i cui eccessi onanistici, talora ai limiti del delirio autoreferenziale più flamboyant, non andrebbero trascurati, in termini di ricadute didattiche disastrose).
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Grammatica valenziale
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