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 Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI

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haran banjo



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MessaggioOggetto: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Ven Ott 04, 2013 3:41 pm

Chiedo consiglio su come comportarmi per un alunno che attualmente frequenta la quarta,ma che nehli ultimi giorni dell'anno scolastico scorso, ovvero al termine del terzo anno, si è viso riconoscere dall'ASL alcuni disturbi specifici dell'apprendimento (fine maggio).
Il Consiglio di Classe, di cui faccio parte, non ha ancora approntato il PEI (se si chiama così il documento in cui si specificano le modalità di verifica). Nei prossimi giorni dovrò somministrare alla classe una verifica scritta e mi chiedo se trattarlo come gli altri oppure no, dato che il CDC non ha ancora realmente affrontato il problema per iscritto.
D'altra parte credo che abbia diritto ad una verifica differenziata, dato che la scuola è stata informata (e con essa anche il sottoscritto) per iscritto.

1)Secondo voi dovrei differenziare la sua verifica e se sì, come?
2)So che sarebbe necessario conoscere il tipo di DSA per rispondere in modo completo e corretto, ma in generale quali accorgimenti si adottano?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Ven Ott 04, 2013 7:12 pm

il documento che il consiglio di classe dovrà produrre è il PDP (piano didattico personalizzato)
Sicuramente sei tenuta a presentare all'alunno una verifica che possa andare bene per lui ma per aiutarti un po' di più serve sapere intanto di che materia parliamo e se parliamo di una quarta primaria

Il consiglio di classe, sentita la famiglia, dovrà predisporre il PDP entro i 90 giorni dall'inizio della scuola.

In linea generale

domande a risposta chiusa
pochi argomenti (magari un solo esercizio per argomento)
più tempo
testo della verifica non scritto a mano (o scritto in stampato maiuscolo)
caratteri possibilmente in corpo 16 o in easy reading

Poi ci sono tante altre possibilità ma appunto servono più informazioni
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haran banjo



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Ven Ott 04, 2013 9:29 pm

Grazie della risposta.Si tratta del quarto anno delle superiori, la diagnosi è arrivata con un ritardo preoccupante. La materia è "sistemi elettrici", IV anno dell'ITIS. Mi sono informato e il PEP sarà preparato a fine novembre. Nel frattempo siamo in difficoltà come consiglio di classe anche perché il ragazzo non vuole lasciare trasparire nulla.
Ha diritto alla privacy in questo senso?
Al corso sui DSA nell'anno di formazione mi è statp detto di no.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Ven Ott 04, 2013 9:46 pm

Il ragazzo ha bisogno di tempo per accettare la siatuazione, sopprattutto quando è tardiva la diagnosi crea problemi. E' il momento in cui avrebbe bisogno di essere uguale agli altri e si scopre "diverso" deve capire come funziona la faccenda ed ha tutti i diritti di privacy che desidera.
Certo per la scuola questo è un problema ma con un po' di buona volontà si supera.
Se non vuole che gli altri vedano che lui ha una verifica diversa, ad esempio, puoi strutturarle tutte in modo che i primi esercizi siano quelli che tu vuoi che faccia anche lui e a seguire quelli che ritieni che per lui siano un di più e che potrebbe anche non fare. Ti accorderai con lui poi in privato e prima della verifica che lui si dovrà concentrare solo su quelli e che potrà magari trascurare gli altri.

Non ho idea di come sia "sistemi elettrici" ci sono formule da memorizzare?
avrebbe diritto ad averle a disposizione, magari le puoi mettere a disposizione di tutti, tanto non è il sapere a memoria una formula che importa ma il sapere applicarla al momento giusto
insomma si può fare.

Piano piano si accorgerà che non gliene importa nulla di essere DSA e si rilasserà senza preoccuparsi più che i compagni lo sappiano o meno, ma adesso è un momento difficile per lui.


Ricorda, gli preparerete il PDP (non il PEP)
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 12:19 am

L'esperienza mi ha insegnato molte cose su diagnosi, come questa, così assurdamente tardive, ma le terrò per me. Ti suggerisco, invece, di leggere il fascicolo del ragazzo, che è depositato in segreteria ed è accessibile ai docenti; dovrebbe contenere tutte le indicazioni operative necessarie, in assenza di pdp. Eviterei assolutamente, per ora, un confronto con il ragazzo sull'argomento (a meno che non sia lui stesso a chiedertelo): non sarebbe prudente, visto quel che dici sulla sua reticenza. Del resto immagino che, a breve, sarà il vostro coordinatore a incontrare i genitori e, eventualmente, anche il medico. Nel frattempo puoi monitorare il suo comportamento in classe, e scoprire molto su di lui, sul suo rapporto con i compagni, con la scuola, con i docenti, etc. (magari potresti fare scoperte interessanti, oppure sconfortanti al massimo livello, come è capitato a me...)

Per orientarti sul problema, se non lo hai già fatto, è fondamentale conoscere a fondo le linee guida per il diritto allo studio dei DSA: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/76957d8d-4e63-4a21-bfef-0b41d6863c9a/linee_guida_sui_dsa_12luglio2011.pdf
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haran banjo



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 7:52 am

Grazie a tutti dei preziosi consigli offertimi
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 8:41 am

mi piacerebbe invece che tu le raccontassi le cose che ti ha insegnato l'esperienza, Woland, perchè non serve tanto tenere per sè le proprie osservazioni in un forum di discussione.

Mi sembra un po' come chi getta un sasso e nasconde la mano, quello che hai fatto tu.
Probabilmente ho la coda di paglia sull'argomento ma le cose che hai dedotto le percepisco non favorevoli ai ragazzi e alle famiglie.

Ci sta, naturalmente, qualcuno c'è ma lasciami raccontare la mia esperienza:

due figli con dsa diagnosticati uno in terza media e l'altro, conseguentemente, in quarta superiore.

Beh, era dalla quarta elementare che per il primo andavo dalle maestre a chiedere come mai ci fossero determinati problemi: mi davano dell'ansiosa

Era dalla seconda elementare che il grande (quello diagnosticato a 17 anni e mezzo) non riusciva a trovarsi con la matematica, percorso scolastico faticosissimo fino a quando a causa del fratello ho imparato che esisteva la discalculia.
Lampadina accesa e diagnosi
Ragazzo rifiorito
ora frequenta il terzo anno di giurisprudenza con il massimo dei voti e senza un esame in meno
Gli davano dello stupido
Lo davano a noi perchè vedevamo cose "inesistenti"
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 7:18 pm

La mia esperienza in fatto di DSA mi dice che molti di questi ragazzi, se dotati dei giusti strumenti, possono ottenere risultati straordinari. Ma devono darsi due condizioni: la prima è che l'apprendimento sia un loro scopo precipuo, e che per raggiungerlo siano disposti a impegnarsi enormemente; la seconda, in apparenza sconcertante, è che la diagnosi sia corretta. Perché si dà il caso che, oggi, la diagnosi di DSA sia divenuta un comodissimo salvagente per sfaccendati pluriripetenti, la cui unica patologia è l'abissale voglia di fare qualunque cosa tranne imparare. Si tratta di quei simpaticoni che, mentre spieghiamo, scrivono allegramente sui diari dei compagni, disturbano con interventi volutamente demenziali, fanno scena muta alle interrogazioni, ci ridono in faccia se li rimproveriamo e magari, a uno sguardo attento, rivelano in pieno sole una pupilla dilatata come quella di un gatto alle due di notte.
Quello che intendo dire, cara Ire, è che io ho il massimo rispetto e la massima stima per quanti soffrono realmente di disturbi specifici dell'apprendimento, e che sono disposto a mettermi in gioco fino in fondo perché abbiano ciò che spetta loro e perché i loro sforzi siano premiati. Ma ne ho le tasche assolutamente strapiene di fannulloni inebetiti, che, forti di una diagnosi a mio parere risibile, fanno perdere tempo a me e alla classe, passano le ore sdraiati sui banchi, oppure a chattare credendo di non essere visti, e hanno genitori che sanno solo pretendere - berciando - e minacciare. A chi serve, mi domando, una simile zavorra? E quale ricaduta potrà avere, tutto ciò, sulla società di domani? Oggi il fenomeno è solo all'inizio, ma la facilità con cui si rilasciano diagnosi di DSA è impressionante, ed è destinata ad aumentare in modo esponenziale - e, a parer mio, spaventoso.
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sfinge



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 7:46 pm

Per capire qualcosa in più sull'universo DSA consiglio vivamente il sito dell'Associazione Italiana Dislessia, dove è anche possibile trovare qualche consiglio su come redigere il PDP. Poi va letto bene il testo della legge 170/10 e il suo decreto attuativo.
Il PDP è un documento che va redatto dal consiglio di classe, non è di pertinenza del solo insegnante di sostegno (come spesso ancora molti credono), che, al contrario, non interviene sul DSA se non in quanto insegnante di classe.
Mai verifiche differenziate nei contenuti, ma solo, se necessario (vedere bene cosa c'è scritto nella diagnosi) nel formato (corpo 16, ecc.). Da ricordare, infatti, che agli esami di stato i DSA dovranno sostenere esattamente le stesse prove degli altri studenti, pena l'invalidazione dell'esame.
Nel PDP andrebbero indicate, materia x materia, le misure compensative e dispensative previste dall'insegnante curricolare per il ragazzo in questione. A volte è disponibile nelle scuole un modello di PDP d'istituto.
Ribadisco: la predisposizione del PDP è un lavoro serio ed impegnativo, che va svolto dall'intero consiglio di classe. Attenzione ai colleghi che tendono a lavarsene le mani o ad inventare misure fantasiose quanto inefficaci/inutili, che però hanno l'enorme vantaggio (x il docente) di essere molto low-cost in termini di tempo richiesto per la preparazione. Bisogna attenersi alla 170/10!
Buona fortuna a Daitarn III. Attacco solare, energia!!!!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 9:20 pm


sfinge ha scritto:

Mai verifiche differenziate nei contenuti, ma solo, se necessario (vedere bene cosa c'è scritto nella diagnosi) nel formato (corpo 16, ecc.). Da ricordare, infatti, che agli esami di stato i DSA dovranno sostenere esattamente le stesse prove degli altri studenti, pena l'invalidazione dell'esame.
Non è esatto, Sfinge.
All'esame di Stato i ragazzi con DSA sosterranno le prove predisposte esattamente come quelle che saranno state predisposte per loro nel corso dell'anno sulla base del pdp e come indicato nel documento del 15 maggio
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 9:29 pm

Ire ha scritto:

sfinge ha scritto:

Mai verifiche differenziate nei contenuti, ma solo, se necessario (vedere bene cosa c'è scritto nella diagnosi) nel formato (corpo 16, ecc.). Da ricordare, infatti, che agli esami di stato i DSA dovranno sostenere esattamente le stesse prove degli altri studenti, pena l'invalidazione dell'esame.
Non è esatto, Sfinge.
All'esame di Stato i ragazzi con DSA sosterranno le prove predisposte esattamente come quelle che saranno state predisposte per loro nel corso dell'anno sulla base del pdp e come indicato nel documento del 15 maggio
A me risulta che ha ragione sfinge: la prova è uguale, ha solo più tempo e qualche misura compensativa.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 9:36 pm

Wodland, permettimi: come puoi definire "risibile" una diagnosi? basandoti sulle osservazioni che fai di un ragazzo? sulle osservazioni del suo comportamento?

Non è accettabile e provo a spiegarti il perchè
Fermo restando che nessuno può permettersi di disturbare gli altri, nemmeno un ragazzo con dsa.

Dici che mentre spieghi fanno allegramente disegni sul diario dei compagni? E' uno dei modi migliori per concentrarsi su quello che il prof sta dicendo.
Se lo guardassero, se non fossero impegnati a fare qualcosa, la loro mente si perderebbe in mille osservazioni, disegnando si concentrano. Può apparire strano ma ti invito a fare la prova.

Fanno scena muta alle interrogazioni? Beh, è uno dei problemi di un ragazzo con dsa quello di non riuscire a mettere insieme, pur essendo perfettamente preparato, un discorso che abbia un capo ed una coda e di preferire quindi fare scena muta.

Vi ridono in faccia se li rimproverate? certo, non devono farlo, ma potrebbe essere la loro risposta (sbagliata) al non sentirsi compresi da voi.

I test cui vengono sottoposti per determinare la presenza di un dsa sono trasversali a diversi ambiti, sono approfonditi e somministrati da operatori riconosciuti dallo Stato.
Non ci si può permettere di considerare "risibili" le diagnosi,
Non con le motivazioni che hai portato tu.

Ti ringrazio per aver portato il pensiero che non volevi portare, l'hai fatto perchè ti ci ho tirato e questo mi dice che comunque a scuola fai quello che devi fare: dai credito ai certificati che ti vengono presentati anche se sei scettico sulla loro effettiva veridicità.
Ho voluto invece raccontarti il mio punto di vista per cercare di darti una prospettiva in più dalla quale fare le tue osservazioni.
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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 9:39 pm

No, Mac.
La prova è come quelle sostenute in corso d'anno.

Non avrebbe nessun senso altrimenti.

Purtroppo ho problemi col server del mio forum e non riesco ad entrare per portarti i riferimenti normativi ma li recupero. dammi un po' di tempo.
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Woland



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 10:21 pm

Purtroppo, Ire, tu non vivi nella scuola, e il tuo punto di vista è molto, troppo parziale. Te lo dico perché molti anni fa, alle prime armi, mi sono trovato di fronte a un ragazzo che disegnava e faceva costruzioni con le matite per concentrarsi. E non solo l'ho capito immediatamente, ma sono stato il primo a offrirgli il rispetto e l'attenzione che gli altri colleghi gli negavano. Ma se, invece di disegnare o fare costruzioni per concentrarsi, avesse fatto disegni osceni sul banco, o avesse scritto frasi idiote sul diario del compagno, credimi, il mio comportamento sarebbe stato diverso. Con un minimo di formazione e di esperienza, il DSA, anche lieve, si riconosce a occhio, anche senza diagnosi. Le quali (e ti pregherei di non usare con me il verbo "permettersi", se non in relazione a un'eventuale offesa personale nei tuoi confronti) non soltanto mi appaiono spesso imbarazzanti, involontariamente comiche, contraddittorie e lesive dell'intelligenza di chi legge, ma talora sembrano dichiarare come un'insegna luminosa, visibile a due chilometri di distanza, la disinvoltura professionale di chi le ha redatte. O ti sembra accettabile che io debba leggere "Il ragazzo può fare tutto, tranne lavorare a casa"?, oppure, in un liceo classico: "il ragazzo non può fare versioni di compito a casa"? Ma stiamo scherzando? E che cosa fa, mentre i suoi compagni sgobbano? Passa il pomeriggio su facebook o a fare le vasche in centro? Dorme? Si scolpisce il fisico in palestra?
Mi dispiace, ma nella scuola italiana ci sono due categorie di DSA, quelli reali, che si impegnano il triplo dei loro compagni di classe, utilizzano i sintetizzatori vocali, la smart-pen, sanno come sopperire con l'intelligenza visiva e associativa ai propri limiti, e, nelle versioni di latino e greco, o nei compiti di matematica, prendono nove o dieci; e poi ci sono quelli che, interrogati con davanti gli appunti, le mappe concettuali, il libro aperto, ti rispondono "Ma che cosa vuole che ne sappia?" oppure, con minor dispendio di fiato, "boh?".
Ora, io capisco che tu sia coinvolta emotivamente, e sono certo che i tuoi figli appartengano alla prima categoria, così come molti altri ragazzi volenterosi e seguiti da famiglie intelligenti. Però nella scuola non ci sei, e certe aberrazioni non le vedi; non ti tocca stare zitta quotidianamente di fronte a genitori che non si fanno problemi a tentare la carta DSA (perché di questo si tratta) pur di non veder bocciato il loro caro figliolo per la terza o quarta volta. E non parliamo del caso opposto: casi da legge 104, che, "per il buon nome della famiglia", divengono improvvisamente casi da legge 170, con il risultato di aggravare in modo devastante non tanto la prassi didattica, quanto la situazione psicoemotiva dei ragazzi stessi.
Ripeto, capisco molto bene la tua posizione, e la rispetto, ma solo una permanenza pluriennale all'interno della scuola può fornire una visione dei ricorsi distorti e impropri alla legge 170.
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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 10:41 pm

Sai, anche io fiuto i dsa a distanza, mi è capitato tantissime volte, e a memoria, non ricordo una sola volta di essermi sbagliata. Così come mi rendo conto dove i problemi sono di altro tipo.

Insisto con il verbo permettere perchè è così, non ti puoi permettere, non ne hai facoltà (a meno che tu non sia un professionista abilitato a fare diagnosi di dsa) di mettere in dubbio una diagnosi.
Non ti puoi permettere dal punto di vista giuridico.

Certo è pesante affermare che un ragazzo non può fare versioni a casa, ma si può anche pensare che il suggerimento sia stato dato dopo che il ragazzo stesso abbia evidenziato insopportoabile stanchezza per un eccessivo carico di compiti a casa. Lo sai che l'affaticamento di un ragazzo con dsa è esponenziale rispetto all'affaticamento di un normolettore. Il recupero più lento ecc ecc ecc.
La frase del medico non è felice ma potrebbe (sottolineo potrebbe) avere un suo perchè

Inoltre ti faccio notare che un ragazzo con dsa potrebbe non aver voglia di impegnarsi il triplo dei compagni di classe, forse avrebbe solo voglia di impegnarsi come gli altri e ne avrebbe il diritto. Tra l'altro a questo servono le misure compensative e dispensative che sono loro accordate. Per permettere loro di vivere la scuola come tutti i ragazzi la vivono: con alti, bassi, impegno indubbiamente ma anche la possibilità di andare in palestra e stare su fb a cazzeggiare con gli amici.
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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 11:33 pm

Ovviamente io posso mettere in dubbio una diagnosi, per lo stesso motivo per cui tu, che non sei una professionista della scuola, puoi mettere in dubbio (e di continuo) strategie didattiche e attitudini professionali e caratteriali dei docenti. Quanto al verbo "permettersi", naturalmente non ne faccio una questione di principio. Solo di buona educazione.

Sul resto, che dire, se un ragazzo iscritto al classico si stanca insopportabilmente a tradurre a casa, al punto da farsi prescrivere l'efficacissima cura "zero versioni", mi viene il dubbio che sarebbe assai più utile un riorientamento in itinere. Ma sono, queste, semplificazioni tipiche di chi di DSA non sa nulla, appunto. Un po' come quel mio sciagurato collega che osò suggerire ai genitori di un ragazzo discalculico iscritto (con grande lungimiranza) al liceo scientifico-tecnologico, di pensare, nell'interesse del figlio, a un tipo di scuola più consono alle di lui attitudini.

Mi dispiace, ma io credo in una scuola che formi adulti responsabili, consapevoli dei propri limiti e pronti a superarli, costi quel che costi. I ragazzi con dsa che ho conosciuto (e sono molti) lo sapevano e lo facevano, ogni giorno, e guardavano con giusto biasimo chi utilizzava la diagnosi come un paravento per non fare un bel nulla. Perché gli strumenti compensativi non servono affatto a studiare meno: servono a studiare meglio, cosa che i pedagogisti sanno (e dicono), a differenza di molti genitori e studenti. Del resto, chi non fa nulla cade rovinosamente anche con strumenti compensativi e dispensativi, specie alle superiori, con buona pace di genitori urlanti ed esperti compiacenti. Perché, se un ragazzo non ha voglia di impegnarsi per raggiungere gli obiettivi minimi, ha tutto il diritto di farlo, ma non di essere promosso. Mappe, zero-compiti, interrogazioni programmate, programma ridotto servono a poco se mancano l'impegno e la volontà di farcela. E se si racconta a un ragazzo con dsa la favoletta che "è un suo diritto impegnarsi come gli altri" e ottenere buoni risultati, lo si inganna. Lo si diseduca, sia pure per eccesso di amore, e si contribuisce alla costruzione di un adulto molto più vulnerabile e incapace di affrontare l'insuccesso e di armarsi per superarlo. Perché nella vita reale le tabelline, i diagrammi di flusso e il "Va bene, caro, lo so che hai tanti problemi, se mi fai un bel sorriso ti do sei" non funzionano più. Nella vita reale, il diritto a essere come gli altri non esiste. Per nessuno.
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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Sab Ott 05, 2013 11:50 pm

Se all'esame di licenza media a un dsa, certificato e dotato di pdp, vengono somministrate prove diverse da quelle "standard" (non sto ovviamente riferendomi all'utilizzo delle misure dispensative e compensative), il candidato potrà ottenere soltanto un attestato di frequenza, ma non il diploma di licenza. E non è differenza di poco conto.
Sono concorde nel riscontrare l'esistenza di una contraddizione della normativa a riguardo. Comunque Ire, aspetto di dare un'occhiata a quel riferimento del 15 maggio di cui parlavi, grazie.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Dom Ott 06, 2013 7:56 am

Ci sono molte incomprensioni su quello di cui parli tu, Sfinge.

Prove diverse nel senso di prove che propongano al candidato la soluzione di problemi algebrici quando il resto della classe è sottoposto a prove di matematica finanziaria certo danno l'esito all'attestato di frequenza, ma questo viene fatto solo se il candidato ha lavorato tutto l'anno sulla base di un PEI non di un PDP e se gli obbietti fissati per lui erano diversi da quelli minimi accettabbili in uscita da un percorso scolastico.

Parlo delle famose prove "equipollenti" quelle che mettono la commissione in condizione di valutare il raggiungimento da parte del candidato degli obbiettivi di cui sopra. Prove diverse nella forma non nella sostanza. Prove decise e affrontate tutto l'anno sulla base del PDP e esplicitate nel documento di presentazione del candidato al presidente della commissione di esame che ne avvalla la validità.

Non sono contraddizioni normative sono cose ancora da metabolizzare da parte di molti.

Posso sapere con chi sto parlando? sei membro aid?
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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Dom Ott 06, 2013 8:14 am

Ovviamente io posso mettere in dubbio una diagnosi, per lo stesso motivo per cui tu, che non sei una professionista della scuola, puoi mettere in dubbio (e di continuo) strategie didattiche e attitudini professionali e caratteriali dei docenti.


Strategie didattiche: non mi compete metterle in dubbio e non lo faccio. Anche se fossi un docente
non lo farei rispetto alle strategie di un collega che sono personali ed elaborate su studi di una vita e soprattutto sulla classe in quel momento destinataria di tali strategie

Attitudini professionali e caratteriali: posso metterle in dubbio perchè per farlo è sufficiente essere persone esattamente come persone sono i docenti. Siamo alla pari e posso ragionare sul carattere e sull'apparente idoneità o meno all'insegnamento. Non servono titoli per farlo.

Trovo eccessivo tutto il resto del discorso.
Un esempio?
"Mappe, zero compiti interrogazioni programmate servono a poco se mancano impegno e volontà di farcela"

Mappe, zero compiti interrogazioni programmate servono invece moltissimo, servono a far sentire il ragazzo in grado di potercela fare perchè per lui una mappa è impegno, interrogazione programmata è impegno e anche zero compiti (tradotto in compiti meno pressanti) può essere il modo di avere la possibilità di compensare una stanchezza che potrebbe far abbandonare la scuola ad un ragazzo con potenzialità enormi nella vita anche professionale una volta superato il momento in cui il giudizio su di lui e la capacità di muoversi negli ambiti della conoscenza è limitato da chi lo bastona o controlla le sue pupille (che possono essere dilatate per serate brave e inizioni di porcherie stupefacenti ma anche per lo stress di essere sotto controllo e per la fatica di seguire chi non crede in lui)



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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Dom Ott 06, 2013 10:19 am

Ire ha scritto:
No, Mac.
La prova è come quelle sostenute in corso d'anno.

Non avrebbe nessun senso altrimenti.

Purtroppo ho problemi col server del mio forum e non riesco ad entrare per portarti i riferimenti  normativi ma li recupero. dammi un po' di tempo.
Io parlo della scuola superiore, l'unica che conosco perché ci lavoro. Le prove sono uguali per tutti. Gli alunni con DSA hanno diritto a misure compensative e dispensative, non a prove diverse.

Per me, quanto dice Woland non fa una piega. Un docente "si può permettere" benissimo, in quanto ha esperienza diretta, molto più di un pedagogista che "si permette" di dirmi come devo insegnare qualcosa che il signor pedagogista non conosce affatto.

Consiglio la visione di qualche video di Sir Ken Robinson, un vero pedagogista, in cui parla dell'"epidemia" di ADHD negli USA.

I DSA esistono. Ma non tutti gli alunni certificati DSA li hanno veramente. Questo è quanto dice Woland, Robinson e nel mio piccolo pure io.
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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Dom Ott 06, 2013 10:56 am

ADHD? che c'entrano con i dsa?


Un pedagogista non ha esperienza diretta ma ha titoli per dirti come insegnare, si può PERMETTERE, le sue parole "devono" essere ascoltate e il suo parere sul tuo insegnamento può essere vincolante.

Un insegnante ha esperienza diretta ma non ha titoli per stabilire l'esistenza di un DSA quindi non si può PERMETTERE di farlo.

Rimarco il permettere perchè so che tu capisci cosa voglio dire.

In merito alle parole di woland su questo è evidente che nella sostanza sono d'accordo, così come io fiuto il dsa altrettanto fate voi. Però ne io ne voi possiamo PERMETTERCI.

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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Dom Ott 06, 2013 10:58 am

ah, per quanto riguarda le prove di maturità, continuo a parlare di prove equipollenti cui hanno diritto. Che poi tu e i colleghi non le abbiate mai proposte è solo perchè non se ne sa molto. Arrivo anche con la normativa, abbi pazienza.
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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Dom Ott 06, 2013 11:00 am

Ire ha scritto:


Un pedagogista non ha esperienza diretta ma ha titoli per dirti come insegnare, si può PERMETTERE, le sue parole "devono" essere ascoltate e il suo parere sul tuo insegnamento può essere vincolante.


Vincolante nemmeno per sogno. Ci mancherebbe solo che un ignorante di matematica e fisica dovesse venirmi a dire come devo insegnarle.
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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Dom Ott 06, 2013 11:05 am

A quanto pare stiamo appurando che ci sono casi di malasanità e di false certificazioni (del resto è notizia di poche ore fa che cinque dei saggi nominati da Napolitano hanno truccato alcuni concorsi universitari), di psicologi e neuropsichiatri che vogliono ledere il diritto che riconosce agli insegnanti la libertà di insegnamento (art. 1 del D.Lgs. 297/1994).
Io mi permetto di sottolineare due concetti espressi precedentemente: mancanza di volontà, scarso impegno. Uno dei miei chiodi fissi è la motivazione ad apprendere. Giusto conoscere, studiare e applicare le norme e le linee guida a tutela di tutti gli alunni ma ancora più necessario sarà riaffermare che lo scopo essenziale della scuola è quello di comunicare al "fanciullo la gioia ed il gusto di imparare e di fare da sé". Quindi amore del sapere e sete di sapere. Per fare questo la scuola deve riorganizzare la sua impostazione educativa e didattica. Ovviamente se un docente sta spiegando il Rinascimento o la Guerra fredda, mi aspetto che gli alunni stiano attenti e che imparino la lezione. E qui casca l'asino, anzi il cavallo di Freinet il quale affermava che "si può portare il cavallo alla fonte e fischiare quanto si vuole, ma se il cavallo non vuole bere non beve". Cosa manca agli alunni? La volontà di apprendere in modo libero. Bruner diceva di far leva sulle motivazioni intrinseche poichè tutti alla nascita siamo portati naturalmente ad apprendere. quali sono queste motivazioni intrinseche? Curiosità, desiderio di competenza, bisogno di identificazione, motivazione della reciprocità.
Molto spesso la scuola uccide la curiosità. Certo occorre saperla focalizzare sugli argomenti che fanno parte del curricolo scolastico e che si riferiscono agli specifici obiettivi formativi da perseguire, di volta in volta ma il docente, oltre a raccogliere le domande, deve saperle provocare, suscitare, promuovere. il docente deve sapere presentare i compiti da intraprendere in modo che essi suscitino delle motivazioni, degli interessi, delle curiosità. L'obiettivo è quello di fare in modo che le curiosità durino quanto più possibile. Per continuare ad apprendere occorre che le domande generino domande.
D'altronde è il destino dell’uomo non trovare mai risposte definitive alle sue domande.
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MessaggioOggetto: Re: Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI   Dom Ott 06, 2013 11:14 am

Scusate ma conoscete la formazione, le competenzee e le funzioni di un pedagogista? E' la figura che più di ogni altra possiede le competenze per sostenere il personale docente e la popolazione scolastica lungo il percorso formativo spesso caratterizzato da fenomeni di disagio o di disturbo.
Il pedagogista può aiutare la scuola nell'analisi dei bisogni del bambino, nella pianificazione di interventi di potenziamento degli apprendimenti e promozione delle eccellenze, nella ricognizione e individuazione di soggetti con bisogni speciali, può sostenere i genitori sotto il profilo pedagogico, può curare la supervisione pedagogica dei docenti e favorire in essi l’adozione di un approccio didattico e relazionale sempre migliore ma anche sostenere i docenti nella gestione dei casi complessi, può attivare degli sportelli per gli student, ecc.
Forse dovrebbero essere presenti in ogni scuola.
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Dsa riconosciuto, ma ancora senza PEI
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